Nuova scossa di terremoto nella penisola di Samaná: perché la terra continua a tremare?

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Dopo il terremoto di magnitudo 4.5-4.6 registrato la scorsa settimana al largo di Las Terrenas, un’altra scossa ha interessato la stessa area. Questa volta il sisma, di magnitudo intorno a 3.9, ha avuto epicentro nei pressi di El Limón, nella penisola di Samaná. Anche in questo caso il terremoto è stato avvertito dalla popolazione, ma fortunatamente non si segnalano danni a persone o edifici.

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L’episodio ha inevitabilmente riacceso le domande di molti residenti e dei numerosi italiani che vivono tra Las Terrenas, El Limón e Samaná: si tratta di una semplice coincidenza o sta accadendo qualcosa di particolare?

Una delle aree più sismiche dei Caraibi

Gli esperti invitano innanzitutto alla prudenza. La penisola di Samaná si trova lungo una delle zone geologicamente più attive dell’intera regione caraibica, dove la placca caraibica e la placca nordamericana scorrono lentamente una rispetto all’altra accumulando tensioni che, periodicamente, vengono rilasciate sotto forma di terremoti.

In quest’area passano importanti sistemi di faglie, tra cui la Septentrional Fault Zone, responsabile di gran parte dell’attività sismica del nord della Repubblica Dominicana.

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Perché tante scosse ravvicinate?

Secondo i sismologi, non è insolito che un terremoto di moderata intensità venga seguito, nei giorni successivi, da altre scosse più piccole. Si tratta delle cosiddette repliche (aftershocks), che rappresentano il naturale assestamento della crosta terrestre dopo il rilascio di energia provocato dall’evento principale.

Il terremoto di El Limón potrebbe quindi rientrare in questa normale sequenza di assestamento. Tuttavia, è altrettanto possibile che la zona stia semplicemente attraversando un periodo di maggiore attività microsismica, fenomeno frequente nelle regioni poste lungo importanti faglie attive.

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C’è motivo di preoccuparsi?

La risposta degli esperti è rassicurante: no.

Ad oggi non esistono elementi che facciano pensare all’imminenza di un terremoto di forte intensità. La scienza, infatti, non è ancora in grado di prevedere con precisione quando e dove si verificherà un sisma.

Le autorità dominicane e i centri di monitoraggio continuano comunque a seguire costantemente l’evoluzione della situazione attraverso la rete sismica nazionale e internazionale.

Una convivenza inevitabile

Chi vive nella Repubblica Dominicana convive quotidianamente con il rischio sismico, così come con quello degli uragani. Fortunatamente, la maggior parte delle scosse registrate ogni anno ha una magnitudo modesta e provoca al massimo qualche secondo di paura.

Gli specialisti ricordano però l’importanza di conoscere le corrette norme di comportamento durante un terremoto: mantenere la calma, allontanarsi da finestre e oggetti che possono cadere, ripararsi sotto un tavolo robusto o accanto a un muro portante e uscire dagli edifici solo dopo la fine della scossa.

Per la comunità italiana residente nella penisola di Samaná il messaggio è quindi duplice: nessun allarme, ma la consapevolezza di vivere in una delle aree geologicamente più dinamiche dei Caraibi, dove terremoti di lieve e moderata intensità fanno parte della normale attività della crosta terrestre.