Odoguardi (MIRE) scrive a Mattarella: “Interceda per la rimozione del veto di rientro in Patria degli Italiani residenti all’estero”

Il Presidente del MIRE, Movimento degli Italiani Residenti all’Estero, Vincenzo Odoguardi, ha scritto al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, invitandolo ad intercedere per la rimozione del veto di rientro degli Italiani residenti in alcuni Paesi esteri indicati in una “black list” pubblicata dal nostro Ministero della Salute.
Di seguito il testo della missiva:
Santo Domingo, 16 di luglio del 2020
All’Eccellentissimo Presidente della Repubblica Italiana
S.E. Sergio Mattarella
Al sig. Ministro degli Affari Esteri
S.E. Luigi Di Maio
Al sig. Ministro della Salute
S.E. Roberto Speranza
ROMA
Per il tramite dell’Ambasciata d’Italia In Repubblica Dominicana
S.E. Ambasciatore Andrea Canepari
É con estrema preoccupazione che leggiamo, in una nota pubblicata sul sito web, dalla nostra Ambasciata a Santo Domingo, Repubblica Dominicana dal titolo “Limitazioni agli spostamenti da e per l’Italia” che “il Ministro della Salute italiano ha prorogato fino al 31 luglio le limitazioni da e per l’Italia” e, in particolare, l’Ordinanza del 09/07/2020 prevede il divieto di ingresso in Italia a Italiani che negli ultimi 14 giorni hanno soggiornato/transitato nella Repubblica Dominicana, in riferimento specifico agli iscritti AIRE.
Il Movimento Italiano Residenti all’Estero (MIRE), desidera far pervenire la più ferma protesta nei confronti di questa decisione che si ritiene lesiva dei “Diritti Costituzionali” dei tantissimi cittadini Italiani, e tendente a inasprire le insoddisfazioni degli Italiani residenti all’estero.
Un cittadino italiano, anche se residente all’estero, per motivi di lavoro, di studio o per qualsiasi altra ragione, resta un cittadino italiano.
La decisione di non far rientrare, anche se per un tempo limitato, i cittadini Italiani residenti all’estero, rappresenta un precedente preoccupante per le comunità Italiane fuori dalla madrepatria. Ricordiamo che esiste un’altra Italia che vive fuori dai confini della nostra patria, sebbene vengano riconosciuti non più del dieci percento di questi perché iscritti all’AIRE.
Cerchiamo di sensibilizzare la iscrizione all’AIRE (mandataria per chi si trasferisce o vive all’ estero per piu’ di 12 mesi ,istituita con legge 470/1988 come si legge sul sito del Ministero degli Esteri “l’iscrizione all’AIRE è un diritto-dovere del cittadino“) continuando a scontrarci con problematiche ormai ancestrali che non sono state messe sul “tavolo di lavoro” per una possibile risoluzione .
Si ricorda solo qualcuna delle questioni ancora sospese e più volte poste dagli Italiani che sono iscritti all’AIRE:
- Perdita del medico di base, assenza dell’assistenza ospedaliera tramite mutua, possibilità di acquisto dei medicinali dietro pagamento del solo ticket. L’unica cosa che non si perde è il diritto all’assistenza sanitaria urgente per un periodo massimo di 90 gg
- Problematica dei nostri pensionati, che continuano a pagare le tasse pensionistiche in Italia, e per i quali sorge naturale chiedersi: “se un pensionato paga le tasse in Italia (sulla pensione) perché non dovrebbe avere accesso al sistema sanitario completo?
- Esenzione dal pagamento dell’IMU (Imposta Municipale Unica) per la prima casa in Italia che non viene riconosciuta all’iscritto AIRE . Per quanto vero che il cittadino Italiano che vive all’Estero ha una casa di proprietà o in affitto, lo stesso però resta pur sempre un cittadino della Repubblica d’Italia e di conseguenza la proprietà di un immobile su territorio Italiano deve essere considerato come prima residenza (in Italia).
- Mancanza di possibilità di accedere a mutui agevolati per l’acquisto della prima casa
Questi sono solo alcuni dei problemi per i quali gli Italiani all’estero non si registrano all’ AIRE .
Una considerazione positiva per i residenti all’estero è la possibilità di pagare le tasse direttamente al Paese ospite, e comunque non nella totalità perché si resta sempre un soggetto giuridico in Italia. La possibilità di avere documenti attraverso le Ambasciate a Consolati , e la possibilità di accedere al voto politico tra gli altri, altro problema irrisolto in quanto il sistema di votazione all’estero non è certamente tra i più efficienti , dove molte volte le schede elettorali non arrivano ai connazionali limitando di conseguenza la espressione democratica del voto preferenziale.
Da ciò si evince come il residente all’estero si possa sentire come un cittadino con considerevoli limitazioni dei propri diritti ed in proposito il MIRE con il presente comunicato vuole evidenziare che il decreto del Ministro della Salute, S.E. Roberto Speranza, amplifica ancora di più il concetto delle limitazioni dei diritti degli italiani all’estero.
Occorre sempre avere presente che un Italiano resta tale anche se risiede fuori dai confini della patria e per il chiaro concetto di essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro e che la sovranità appartiene al popolo (che la forma) l’Italiano residente all’estero è a tutti gli effetti identico all’Italiano residente in madrepatria.
Limitare l’accesso al territorio Italiano alla categoria degli iscritti all’AIRE, nel caso di specie, per i residenti in alcuni paesi (blacklist), per quanto corretto nella finalità diventa inaccettabile ed illegittimo nella forma espressa e definita. Tutti i cittadini Italiani hanno il diritto di rientrare loro madre-patria a propria discrezione ed in tempi difficili di “pandemia sanitaria” come quelli che stiamo vivendo in questo periodo, dovrebbero solamente attenersi alle disposizioni legislative create “all’uopo” dentro il territorio della Repubblica Italiana (eseguendo ad esempio un tampone obbligatorio ed osservando un periodo di isolamento domiciliare obbligatorio qualora positivi al test).
IL MIRE ha sempre creduto che l’Italia debba essere un esempio di democrazia basata sul rispetto dei propri cittadini e delle leggi, un paese forgiato nei secoli e invidiato a livello mondiale per le capacità organizzative e imprenditoriali di cui gli Italiani sono capaci.
Gli Italiani emigrati, gli stessi Italiani che oggi non possono rientrare in Italia per una “Ordinanza del Ministro della Salute”, sono stati negli anni gli autori della divulgazione della nostra cultura, tradizioni, lingua, lavoro e successi ovunque siano arrivati nel mondo; successi che ci hanno fatto conoscere a livello mondiale dentro e fuori i confini della nostra patria.
Per tutto ciò chiediamo alle Autorità in indirizzo, per quanto di loro rispettiva competenza istituzionale, di intercedere per la rimozione del veto di rientro degli Italiani residenti all’estero provenienti da: Armenia, Bahrein , Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.
Sicuri che l’Ordinanza del Ministro della Salute del 09/07/2020 sia stata erroneamente emessa anche nei confronti degli italiani residenti all’estero (nei paesi inclusi nella blacklist), e fiduciosi che le nostre osservazioni e proteste verranno tenute nella dovuta considerazione, anche per l’elevato potere rappresentativo della Ns. associazione, cogliamo l´occasione per porgere distinti saluti.
Vincenzo Odoguardi
Presidente