Papaveri e paperi

Le cattiverie sono sempre intollerabili, a maggior ragione quando sono gratuite. Ne sanno qualcosa due VIP diventati bersagli dei perdigiorno dei “Social”.
Avete mai sentito parlare della “Tall Poppy Syndrome”? Si tratta di un fenomeno sociale (ma sarebbe più corretto definirlo “vezzo sociale”), traducibile in italiano con il termine “sindrome del papavero alto”. Questo malcostume si manifesta ogniqualvolta persone affermate (politici, atleti, artisti, imprenditori ecc.) diventano bersaglio di attacchi e critiche a causa dell’invidia generata dal loro successo. Credete che per attaccare queste persone, giunte dove sono grazie a chissà quanti sacrifici e anni di duro lavoro, sia necessario avere tra le mani qualcosa di concreto? Nossignore! Come ai tempi di Robespierre, anche oggi, per qualcuno, basta e avanza un sospetto, un dubbio, un banale sentito dire. Questo modus operandi, tipico dei vigliacchi e dei mediocri, negli ultimi giorni ha colpito – tra i tanti che quotidianamente colpisce – anche Arianna Meloni e Jannik Sinner.
Della sorella del nostro Presidente del Consiglio si dice (senza uno straccio di prova) che abbia partecipato ad alcune riunioni nelle quali si sarebbe discusso sulle nomine di governo relative a RAI e FS. Per il n.1 del tennis, da poco assolto da un’accusa di doping (per una quantità millesimale di Clostebol) piovutagli addosso a causa di una leggerezza del proprio fisioterapista, il set più complicato sarà quello contro gli haters che non credono alla sua buona fede.
Arianna Meloni – già bersaglio poco più di un anno fa di una vignetta misogina di Natangelo – e, di riflesso, sua sorella Giorgia, dalla “brava gente” ai quali i social hanno dato i mitologici 15 minuti di popolarità citati da Andy Warhol, sono state definite: “streghe da bruciare,” “feccia,” “schifose” ecc. ecc.
Non meglio è andata a Sinner, al quale, sempre attraverso i social, scrivono (riporto testualmente): “… n.1 che ha vinto un solo slam (con l’aiutino per giunta). Ridicolo. Vedremo senza i massaggini se ne vincerà altri.” E ancora: “… Ricordo che questa “pomatina” è quella che è stata usata nella DDR per il miglioramento delle prestazioni degli atleti. È doping e Sinner va trattato come un dopato. Frega zero delle quantità. È sempre doping e il doping nello sport non ha alcuna giustificazione.”
Ripeto, per i pochi che potrebbero non aver capito, che su Arianna Meloni non c’è nulla e che Sinner è già stato assolto. Che dire, in conclusione, a questi paperi? Io non dirò nulla, ma farò parlare la saggezza di Honoré de Balzac: “L’invidia è una confessione d’inferiorità.”