Passaro a Schiavone: “Non meni il can per l’aia!”

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downloadGentile Segretario Generale del CGIE, dott. Schiavone,

desidero tornare ancora una volta sul merito della “pratica” che io a livello emotivo non ho ancora digerito e che non intendo ancora “archiviare” passivamente, invitandoLa a soffermarsi sul merito della mia richiesta di un  Suo parere, che  ovviamente può’ anche non dare, ma che la mia sensibilità’ mi ha indotto a chiederLe e mi impone di rinnovare.

Nel Suo riscontro precedente denoto da parte Sua un atteggiamento irritante, irriverente e preoccupante nonché autoreferenziale. Irritante perché inspiegabilmente non ha concretamente risposto alle questioni da me poste cercando solo di menar il can per l’aia; preoccupante perché denota una mancanza di rispetto e di sensibilità nei confronti di problematiche che riguardano la gestione e l’andamento di cose concrete che, nella loro attualità e anche in prospettiva,  investono la nostra condizione di cittadini italiani all’estero, a cui il nostro Consiglio è preposto; preoccupante perché a seguito di uno sforzo costante, laborioso  e progressivo nel tempo per pervenire alla creazione di strutture democratiche che ci permettano di esprimere i nostri bisogni, di salvaguardare le nostre prerogative, di appagare le nostre aspettative, riscontro che si corre quasi il rischio di trovarsi a essere delle vittime predestinate proprie delle medesime che, mediante i nostri rappresentanti, ci condizionano, determinando quasi una forma di subordinazione, reprimendo le nostre legittime aspirazioni a una interlocuzione utile e necessaria nell’interesse comune,  sottraendosi spesso al rispetto delle responsabilità derivanti dal ruolo a cui esse sono preposte; autoreferenziale per il riscontro del rifiuto al confronto a prescindere.

Fa specie che proprio Lei, al vertice di un’autorevole struttura piramidale, abbia denotato, a mio avviso, nei miei confronti e di riflesso nei confronti della collettività,  la mancanza di quella necessaria sensibilità che ogni cittadino desidera riscontrare, la stessa  che spesso lamentiamo nei confronti delle istituzioni del nostro Paese di provenienza, che determina la qualità delle medesime, rendendole credibili o meno.

Forse anche il Presidente della Repubblica, probabilmente non con la stessa sorprendente e apprezzata  solerzia, sarebbe stato più attento e riflessivo nella sua risposta, risposta che Lei ha ritenuto di affidare tra l’altro alla Sua segreteria.

I migliori saluti

Nello Passaro