Mostra convegno “Adamo Boari e il suo tempo, un ponte tra Messico e Italia”

Il prossimo 22 ottobre ricorrono 160 anni dalla nascita dell’Ing. Adamo Boari, nato a Marrara, in provincia di Ferrara, il 22 ottobre del 1863.
Le alterne vicende che caratterizzarono la sua intesa vita professionale e familiare lo videro operare nel continente americano tra Stati Uniti e Messico. Principalmente in terra azteca, tra il 1899 e il 1916, svolse gran parte della sua carriera professionale lasciando un’eredità culturale di straordinario valore.
Il Comune di Ferrara, con il sindaco Alan Fabbri, l’Ambasciata del Messico in Italia, con l’ambasciatore Carlos Garcia de Alba, e l’Ambasciata d’Italia in Messico, con l’ambasciatore Luigi De Chiara, promuovono le celebrazioni attraverso una mostra a cura di Mirna Bonazza, responsabile dell’Unità Operativa delle Biblioteche comunali. L’esposizione sarà inaugurata in occasione del convegno internazionale che avrà sede presso la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara venerdì 20 ottobre 2023 e potrà essere visitata fino al 13 gennaio 2024.
Coordinato dalla professoressa Olimpia Niglio e dal professor Massimiliano Savorra dell’Università di Pavia, il convegno internazionale intende aprire un dialogo tra esperti sul ruolo che l’emigrazione culturale italiana ha avuto nel mondo, con un focus specifico sul continente americano e il Messico.
Il convegno parte dai risultati di ricerca promossi dal progetto accademico Italian Diaspora in the World, presentato sin dal 2015 presso gli istituti italiani di cultura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Oltre che sottolineare taluni aspetti eccezionali della sua biografia professionale e riflettere sul valore e sullo stato attuale della sua architettura, l’intento è quello di analizzare anche il periodo storico-politico in cui visse Adamo Boari (1863-1928), approfondire il ruolo che suoi contemporanei, sia in Italia che in Messico, svolsero per favorire la crescita sociale ed economica dei territori, nonché esaminare come le relazioni diplomatiche tra i due Paesi abbiano contribuito a costruire importanti connessioni di sviluppo.
La carriera dell’Ing. Boari è stata raccolta in due volumi, editi in lingua spagnola, intitolati Adamo Boari (1863-1928) Arquitecto entre América y Europa.
Entrambi sono il risultato di una lunga e attenta indagine che per oltre due anni ha impegnato i professori Martín M. Checa-Artasu e Olimpia Niglio negli archivi in Italia, negli Stati Uniti e in Messico e che hanno consentito di valorizzare le prime esperienze di Boari in Brasile prima di trasferirsi negli Stati Uniti e successivamente in Messico, dove trascorse più di 15 anni prima del suo definitivo rientro in Italia nel 1916.
Negli ultimi anni della sua vita, Adamo realizzò solo diverse proposte progettuali, soprattutto monumenti commemorativi e alcuni piani urbanistici, e scrisse numerosi documenti, fino alla sua morte avvenuta a Roma il 22 febbraio del 1928.
Su queste importanti pagine di storia il Convegno internazionale intende concentrarsi per avvicinare la comunità nazionale ed internazionale ad un confronto aperto e costruttivo su temi di grande attualità e sui quali tutti sono invitati ad intervenire.
Info: https://archibiblio.comune.fe.it/event/1895/3236/celebrazioni-in-onore-di-adamo-boari
da puntodincontro.mx

Nella storia di una famiglia, spesso si celano personaggi straordinari che hanno contribuito in modo significativo alla società in cui hanno vissuto.
Nel 1917 e nel 1918, Città del Guatemala fu colpita da un terribile terremoto, che causò gravi danni alla città. Il Presidente dell’epoca, Manuel Estrada Cabrera, riconoscendo il talento e la competenza di Guido Albani (nella foto a sinistra), lo invitò a valutare i danni e a contribuire alla ricostruzione. Guido Albani accettò l’invito e si stabilì in Guatemala, aprendo uno studio professionale e addirittura inaugurando il primo ristorante italiano nel paese, portando con sé i sapori e le tradizioni culinarie della sua patria.
Guido Albani dimostrò di essere anche un commerciante lungimirante. Fu il primo distributore del marchio automobilistico Fiat in Guatemala, contribuendo così a introdurre l’industria automobilistica in quel Paese.
Il Guatemala, con una popolazione di circa 17 milioni di persone, è famoso notoriamente famoso per la sua ricca cultura e storia millenaria, che risale agli antichi Maya. Le sue attrazioni includono maestosi vulcani, antiche rovine, mercati colorati, e una varietà di tradizioni culturali.
È membro del Comitato Consultivo per i giovani della Società Dante Alighieri de Guatemala e ricopre la posizione di Segretario del Comites locale (foto). Nel 2019 ha partecipato all’incontro dei Giovani italiani nel mondo organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) a Palermo, in Sicilia.
Al ComItEs abbiamo il progetto specifico di un programma ITALO di Salute (nella foto), che ha la possibilità di concedere sconti a tutti gli italiani in Guatemala negli ospedali o nelle farmacie per l’acquisto di medicinali




Intervista a Rossella Rossi, una donna italiana che ha vissuto sia l’esperienza sanitaria italiana che quella nei Caraibi.




Il mondo dello spettacolo scoprì il suo talento solo nel 1946. A trent’ anni, un’età non certo facile per il debutto sul palcoscenico, il futuro attore fu notato da un vero e proprio mito della cinematografia comica americana: Jerry Lewis, anche lui sposato con l’attrice italo-americana di origini abruzzesi Patti Palmer. Il bravissimo comico lo volle con sé al Club 500 di Atlantic City e dal 1946 e per i successivi dieci anni i due fecero coppia fissa in diciotto esilaranti films. Anita Ekberg, Kim Novak, Shirley Mc Laine, Janet Leigh, Deborah Kerr, Judy Holliday, accompagnarono con la loro bellezza e il loro fascino il cammino in celluloide dell’italoamericano Crocetti. Il suo esordio avvenne nel 1949 con il film, “La mia amica Irma”; l’ultima pellicola invece risale al 1984 (La corsa più pazza d’America). Tra questi due estremi sono da ricordare “Un dollaro d’onore” interpretato al fianco di John Wayne, “Baciami stupido” di Billy Wilder, “Rio Bravo” e “Airport”.
Se la strada del cinema gli regalò molte soddisfazioni, la musica gli tributò l’immortalità artistica. Nella carriera parallela delle sette note, Dino esaltò brillantemente la sua vocazione innata alla melodia. A differenza di altri cantanti italo-americani della sua generazione ( Frank Sinatra, Perry Como, Tony Bennett, Mario Lanza) l’ex barbiere dell’Ohio mantenne sempre vivo il suo legame con le radici italiane. “That’s Amore” rappresenta ancora oggi un vero e proprio motivo da Hit Parade, usato per colonne sonore di film e spot pubblicitari. Il cantante, più ancora dell’attore, ha quindi portato in scena le sue “origini”. E negli occhi dei suoi fans rimarranno le scene dell’ultimo tour intrapreso sul finire degli anni ’80 con gli amici di sempre: Frank Sinatra e Sammy Davis Jr. Quell’ultima grande tournee rappresentò il suo canto del cigno. Nel cuore albergava la profonda tristezza di un padre in lutto (Dean aveva perso il figlio Dean Paul nel 1987) e nel fisico comparvero i primi segni del male che lo avrebbero visto soccombere in un triste giorno di Natale del 1995.