Piazza Della Loggia, 49 anni dopo parte il nuovo processo

Piazza della Loggia a Brescia, una ferita che non si rimargina. Quarantanove anni dopo quel tragico 28 maggio del ’74 quando una bomba esplose nella piazza bresciana facendo una strage la vicenda torna di stretta attualità. Il Governo annuncia di volersi costituire parte civile nei confronti degli accusati. Saranno parte civile anche le famiglie delle vittime, il Comune di Brescia e alcuni sindacati.
Nell’udienza preliminare del nuovo filone d’inchiesta il Pubblico Ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per Roberto Zorzi che al momento dell’attentato aveva 21 anni e che oggi vive negli Stati Uniti con passaporto americano e gestisce un allevamento di dobermann che ha chiamato «Il Littorio».
Zorzi è ritenuto l’esecutore materiale ed è accusato di concorso in strage con altri tra cui Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, per «aver partecipato alle riunioni in cui l’attentato veniva ideato, manifestando la propria disponibilità all’esecuzione dell’attentato e comunque – recita il capo di imputazione – rafforzando il proposito dei correi».