Più buoni un cavolo

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Sicurezza: i numeri meno rassicuranti dell’Italia post pandemia

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Ma il Covid non avrebbe dovuto renderci più buoni? E i pomeriggi passati sul balcone a chiacchierare con i vicini e a cantare con tutto il vicinato non avrebbero dovuto riportare alla luce il nostro lato più umano e sensibile? Secondo i numeri del Viminale, la risposta a entrambe le domande è no. Nel 2024 in Italia sono stati segnalati 2,38 milioni di reati, il 3,4% in più rispetto al 2019, ultimo anno prima della pandemia. Passata la paura, insomma, siamo tornati alla normalità (quella che Biante aveva riassunto sul frontone del tempio dell’oracolo a Delfi con quattro algide parole: «la maggioranza è cattiva»). E i numeri continuano a crescere. Rispetto al 2023 sono aumentati i furti in abitazione (+4,9%), i furti di autovetture (+2,3%), i furti con strappo (+1,7%), i furti con destrezza (+0,6%), le rapine (+1,8%), i reati legati agli stupefacenti (+3,9%), le violenze sessuali (+7,5%), le lesioni dolose (+5,8%) e i danneggiamenti (+1,6%). Sono numeri del 2024, certo, ma resta il fatto che avevamo promesso di uscirne migliori quando invece avevamo soltanto confuso la paura con la bontà.