Quando la Regina Elisabetta e il Principe Filippo arrivarono a Firenze

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d0c31b8535cbb469a9d3419ebea16201Gli inglesi sono sempre stati di casa a Firenze. Fino dai tempi del Granducato di Toscana, vi affluivano artisti, poeti, borghesi danarosi,  nobili affascinati dall’arte e rampolli di famiglie aristocratiche in disgrazia per qualche debito di gioco o altre scorrettezze commesse. Gli anglo-fiorentini si erano ben organizzati, con scuole, negozi nel centro città, chiese e perfino il Cimitero degli Inglesi. La Regina Vittoria trascorse una bella vacanza nella Villa di Maiano e si racconta che tutte le mattine la sua carrozza si fermasse davanti a una osteria rinomata per il buon vino, situata sulla discesa che porta a Firenze. Un maggiordomo scendeva dalla vettura e  portava alla regina un bel bicchiere di Chianti che lei si beveva con gusto lì per lì. Per questa sua abitudine i fiorentini le dettero l’irriverente soprannome “La Schiccherona.” Anche la regina Mary d’Inghilterra e la Queen Mother Elizabeth trascorsero periodi a Firenze. Si dice perfino che la celebre bistecca fiorentina debba il suo nome proprio agli inglesi. Il Granduca di Toscana aveva l’abitudine durante le festività importanti di distribuire alla popolazione delle colossali “carbonate” di carne di manzo chianino, cotte in piazza e servite belle fumanti. Una volta un gruppo di inglesi vide la scena e  volendo accaparrarsi quelle succulente pietanze, cominciarono a gridare “beef steak, beef steak!” Ai fiorentini piacque quella parola e da allora la carbonata si chiamò bistecca.

Non c’è da meravigliarsi se i fiorentini accorsero in massa a salutare la Regina Elisabetta e il Principe Filippo in occasione delle due visite che la coppia reale fece alla città, prima nel maggio 1951 quando la principessa Elizabeth era ancora soltanto l’erede al torno e poi dieci anni dopo, nel 1961, quando regnava già da nove anni. Anche a casa mia fu deciso di andare a vedere il passaggio del corteo degli illustri ospiti e le cerimonia di benvenuto e quindi tutta la mia famiglia si incamminò per assicurarsi un posto sul viale dove sarebbe passata l’automobile dei reali. Si capisce che la città aveva fatto le cose in grande, con mazzieri in costume rinascimentale, gonfalone in parata, musici a suonare le chiarine e poi, lentamente iniziarono a sfilare le automobili dei notabili con il sindaco in testa. Finalmente, e l’attesa si era fatta ormai palpabile, sfilò l’auto scoperta con Elisabetta e Filippo, che salutavano con molta grazia la folla, sorridendo e volgendosi a destra e a sinistra. Di quella giornata di tanti anni fa ho un ricordo abbastanza vago, ma mi parve allora che la regina fosse davvero avvenente ma il principe fosse un vero “schianto” come si diceva allora. Sgomitando e allungando il collo per vedere meglio, dalla folla cominciarono a fioccare i commenti: “ Ohoh…quella è la Regina? la mi pare un uccellino!” e difatti la giovane Elisabetta era molto minuta e snella. “Quello sì che gliè un bell’omo…” “ Accidenti se gliè bono…” e innegabilmente l’aitante bel Principe Filippo irradiava vigoria e sicurezza di sé, anche se ora viene ricordato come l’uomo che dovette stare sempre un passo indietro rispetto alla potente consorte.

Quando è arrivata la notizia del trapasso dell’ormai centenario Principe e sono apparse le foto commemorative del  lungo e felice matrimonio dei reali, anche se non sono devota né interessata alle vicende dei Windsor, ho sentito un poco di rimpianto e un poco di tenerezza guardando i ritratti dei due ormai vecchissimi coniugi. D’’improvviso mi è tornata in mente quella mattina così remota nel tempo, e ho rivisto per un momento  Filippo ed Elisabetta nello splendore della gioventù, belli come i principi delle favole, sorridenti a salutare la folla sotto il cielo azzurro della mia città.

foto da Twitter Nardella – ANSA