Quei sei milioni di italiani dimenticati

Gentili senatori e onorevoli eletti all’estero,
dopo aver seguito il dibattito parlamentare in occasione della recente crisi di governo, sembra che gli italiani all’estero oltre a essere assenti dal territorio nazionale lo siano anche all’interno del nostro Parlamento nonostante la presenza di nostri parlamentari eletti all’estero, deputati a rappresentarci.
Quasi 6 milioni d’italiani all’estero fuori dal mondo italiano.
Assenti nel discorso del Presidente Draghi, assenti anche da tutti gli interventi operati nel corso di questi due giorni d’intensi dibattiti nelle aule parlamentari dagli eletti in Italia.
Assenti anche sugli organi di stampa, ovviamente.
Nessun riferimento, nessuna proposta, nessuna citazione neanche rispetto a questa ulteriore situazione di sofferenza legata alla pandemia in ragione della loro lontananza dalle loro radici.
Nessuno di voi, senatori e onorevoli, ha sentito il bisogno e il dovere di metterci la faccia, la voce per richiamare l’attenzione del Parlamento e dei parlamentari sulle nostre condizioni e sulle nostre necessità presenti e future.
Gli italiani all’estero, con la loro presenza invisibile e silenziosa, hanno paradossalmente espresso la fiducia al governo nascente.
Ore e ore di discussioni, scandite da rilievi, proposte, suggerimenti, rivendicazioni, dove si è detto di tutto e anche il suo contrario, non sono state sufficienti a offrire la possibilità di una minima considerazione o riflessione nei nostri confronti.
Avete sì espresso la fiducia attraverso i vostri partiti di riferimento o di appartenenza in Italia senza che essi abbiano tuttavia né menzionato una vostra posizione personale al riguardo, né una qualsiasi considerazione attinente al vostro ruolo.
Non avete sentito il bisogno di esporvi o non vi è stato consentito di farlo? Ma avreste potuto farlo almeno delegando adeguatamente.
Non vi sembra che tutto ciò sia scandaloso?
Posso anche sbagliarmi, ma pur avendo seguito a lungo il dibattito, non ho riscontrato niente al riguardo.
Una senatrice ha parlato in rappresentanza del MAIE ma la questione era incentrata soprattutto sulla minoranza etnica e linguistica, niente nello specifico. Sono tuttavia interessato, qualora ciò sia avvenuto, a conoscere gli eventuali riscontri nonché i loro contenuti.
Si è parlato diffusamente d’immigrazione, ma niente a proposito dell’emigrazione e degli emigrati italiani . Così come si è parlato ovviamente dell’Italia, dell’Europa e di altri Paesi nel mondo, ma stranamente niente di questi italiani all’estero che li popolano.
Eppure noi italiani all’estero abbiano rivendicato e rivendichiamo il diritto alla rappresentanza con l’istituzione di appositi organismi all’estero, il diritto al voto per fare ascoltare la nostra voce, per avanzare le nostre proposte, per esprimere le nostre esigenze.
Tutto questo, come d’incanto, è svanito nel corso delle due sedute del Parlamento italiano in questi ultimi giorni di dibattito dove, in silenzio, abbiamo espresso tacitamente e involontariamente il nostro consenso al governo Draghi a cui va il nostro più sentito e sincero “in bocca al lupo”.
Distinti saluti
Nello Passaro