A Bologna i lavori della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo

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a bologna i lavori della consulta degli emiliano romagnoli nel mondo immagine23 303x223Si sono aperti il 12 febbraio, presso la Sala “Parigi” dell’Hotel Europa i lavori del primo incontro in presenza dell’attuale Consulta degli #Emiliano-Romagnoli nel mondo, con la partecipazione dei Consultori e delle Consultrici, del Presidente Matteo Daffadà e dei vicepresidenti Elena Ugolini ed Eduardo Zampar Morelli. Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo: al via a Bologna il primo incontro in presenza del mandato. Un’apertura nel segno di giovani, relazioni e ascolto La Consulta è uno spazio stabile di confronto e progettazione che mette in relazione la Regione Emilia-Romagna con le proprie comunità nel mondo, favorendo la circolazione di idee, esperienze e opportunità e rafforzando legami che attraversano confini geografici e generazioni. Ad aprire ufficialmente la tre giorni è stato il Presidente Matteo Daffadà, sottolineando il valore del ritrovarsi in presenza come momento “necessario e concreto”, perché la Consulta vive prima di tutto nelle relazioni e negli scambi che nascono guardandosi negli occhi. Nel suo saluto, Daffadà ha richiamato il significato profondo di questo appuntamento nel cinquantesimo anniversario della Consulta, ricordandone la vocazione storica di ponte tra la Regione e le associazioni dei cinque continenti, e rilanciando una sfida centrale: parlare davvero ai giovani e intercettare le nuove migrazioni, sempre più mobili e discontinui. I lavori sono proseguiti con la relazione del Presidente e l’illustrazione delle attività in corso e delle linee di programmazione per il prossimo biennio, seguite dagli interventi dei Consultori e delle Consultrici. Nel suo intervento, la vicepresidente Elena Ugolini ha indicato alcune priorità di lavoro: giovani e diaspora, il rafforzamento dei rapporti con le aziende e le eccellenze dell’Emilia-Romagna, e la necessità di moltiplicare le relazioni con attori strategici come ambasciate, Istituti Italiani di Cultura e ICE, integrando queste connessioni con le mission regionali. Ha definito la Consulta un vero “moltiplicatore di possibilità”, con un focus chiaro sulle nuove generazioni e su un impegno costante di ascolto. Il vicepresidente Eduardo Zampar Morelli ha invece messo al centro il valore umano delle comunità all’estero: l’energia e l’amore con cui, spesso da volontari, tengono vivi legami e iniziative “di cuore”. Ha evidenziato la sete di cultura e la voglia di fare, citando il contesto brasiliano come particolarmente dinamico, e ha rilanciato l’uso dell’online come leva per ampliare impatto e partecipazione. Le relazioni costruite, ha ricordato, sono un patrimonio che cresce “da uno scambio, da un pranzo”, generando nuove idee e possibilità. Uno dei passaggi più sentiti è stato quello in cui tutti i Consultori e le Consultrici si sono presentati, condividendo provenienze, percorsi e motivazioni. Un giro di voci diverso per accenti e storie, ma unito dalla stessa radice: un momento molto emozionante, che ha reso palpabile il senso di comunità che la Consulta custodisce e rinnova. La giornata si è conclusa con la presentazione delle Commissioni e dei Gruppi di lavoro e con la visione del documentario dedicato ai 50 anni della Consulta. Oggi 13 febbraio, visita allo stabilimento Fabbri 1905 e presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna l’evento pubblico per il cinquantesimo anniversario, aperto alla cittadinanza, con convegno, tavola rotonda, mostra e proiezione del documentario. I lavori si concluderanno domani 14 febbraio con una mattinata dedicata a “Percorsi e opportunità”, tra approfondimenti culturali e istituzionali, contributi su enogastronomia, imprenditorialità, comunità all’estero e politiche regionali, seguiti dagli interventi dei Consultori, dalle conclusioni del Presidente ed eventuali votazioni finali. (Inform)




Tajani: «Caracas mi ha avvertito prima del rilascio. Poi ho parlato con loro

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696609d2817b6.r d.873 378Ci lavoravano da 423 giorni, da quando Alberto Trentini è stato arrestato in Venezuela: ancora non è chiaro con quali accuse, o comunque «ora non ci interessa quali eventualmente fossero le contestazioni, ci interessa che lui come altri cittadini italiani siano liberi, e che gli altri 42 italiani di doppio passaporto vengano rilasciati al più presto». Lo dice Antonio Tajani, ministro degli Esteri, raccontando come «sottotraccia» la nostra diplomazia non abbia mai lasciato nulla di intentato per far tornare a casa il cooperante di Venezia, sia attraverso i canali in loco che chiedendo mediazioni anche agli Usa: «Il segretario di Stato Marco Rubio è stato per me un interlocutore molto importante». Ma la «svolta» è arrivata solo dopo la cattura del presidente Maduro.

Come si è giunti dunque alla liberazione, che è sembrata difficile anche dopo il rilascio di altri italiani?

«Con la dichiarazione del presidente del Parlamento Rodríguez (fratello della nuova presidente, ndr) che sarebbero stati liberati prigionieri detenuti nelle loro carceri, gesto propedeutico a iniziare una nuova stagione».

A quel punto c’è stata l’accelerazione decisiva?

«I contatti si sono fatti sempre più intensi, e domenica verso le 20.15 ho ricevuto la telefonata del ministro degli Esteri venezuelano che mi ha comunicato che i due nostri concittadini sarebbero stati liberati. Ma fino a quando non sono arrivati in ambasciata, alle 3.50 del mattino di ieri, finché non ho parlato con loro sincerandomi che stessero bene, non abbiamo voluto far trapelare alcun segnale, perché la situazione è delicatissima in quel Paese».

A chi dire grazie? Agli Usa per aver tolto di mezzo Maduro, che per voi è stato un atto «legittimo»?

«Maduro oggi non è più capo del Venezuela, ed è un fatto. Grazie dobbiamo dirlo sicuramente a tutte le istituzioni che non solo in questi giorni ma in questi mesi si sono adoperate: Palazzo Chigi, la nostra ambasciata a Caracas, la Farnesina, le agenzie di intelligence. Tutti hanno tenuto rapporti, come si è fatto in passato per altri italiani, come con Cecilia Sala».

In «cambio» cosa avete concesso all’attuale governo venezuelano? «La prima decisione è stata quella di elevare a rango di “ambasciatore” l’attuale “incaricato d’affari” in Venezuela».

In pratica è il riconoscimento del governo, che l’Italia non aveva concesso quando era guidato da Maduro?

«Nella pratica sicuramente proviamo a riprendere rapporti migliori con un Paese che per noi è strategico. Perché un milione di venezuelani sono di origine italiana, perché 170 mila hanno passaporto italiano e il Venezuela è una priorità politica: abbiamo interessi geopolitici e anche industriali ed economici».

L’Eni per il petrolio?

«L’Eni ha partecipato con altre grandi major all’incontro con Trump per riprendere e implementare le attività energetiche nel Paese: per noi avere un accesso a risorse così imponenti è importantissimo, per abbassare i costi. È una grande opportunità, come lo è il Mercosur anche se il Venezuela non ne fa parte. L’America Latina è un’area del mondo strategica dove vogliamo essere protagonisti».

Ma questo significa che da oggi l’Italia sostiene il governo Rodríguez? E la leader dell’opposizione Machado?

«Un passo per volta. Sicuramente vogliamo avere un dialogo con la signora Rodriguez, ma un processo di normalizzazione ha delle fasi. La prima è quella della stabilità, perché non si assista a una guerra civile in Venezuela. Poi viene la crescita, e qui ci sarà appunto da lavorare sullo sviluppo di un Paese che ha problemi economici serissimi. Infine verrà il tempo della transizione».

Ovvero elezioni?

«Ripeto, come ha detto anche il Papa, come tutti gli organismi internazionali, dal G7 alla Ue, pensano, la prima cosa è assicurare al popolo venezuelano un passaggio il più possibile indolore. A quel punto si potrà pensare al momento democratico per eccellenza, le elezioni».

È soddisfatto di come le opposizioni hanno reagito?

«Noi lavoriamo per garantire sicurezza agli italiani, non per avere i complimenti. Comunque sì, ho parlato con Schlein, Conte riconosce il lavoro svolto: domani (oggi, ndr) riferirò in Parlamento su Venezuela e Crans Montana, i rapporti sono costanti».

Nel frattempo il mondo è diventato una polveriera: c’è anche la rivolta in Iran.

«La nostra posizione è di grande preoccupazione per ciò che accade, stiamo facendo pressione in ogni modo perché vengano rispettati i diritti umani, non si commini la pena di morte e si aderisca alla moratoria richiesta anche dall’Onu, è inaccettabile che si condannino tanti giovani che hanno come unica “colpa” quella di manifestare per la libertà. Ci auguriamo anche qui una soluzione pacifica tra le fazioni interne».

L’Italia sostiene Pahlavi?

«Noi crediamo che siano gli iraniani a dover decidere il proprio destino, in libertà e non tra violenze e morte. Se ci fosse una crisi umanitaria, come è stato a Gaza e in Sudan, saremmo pronti a dare ogni supporto».

Sull’Ucraina crede che i mal di pancia della Lega passino in Parlamento?

«Non vedo ostacoli: il decreto è stato approvato dal Consiglio dei ministri anche con i voti della Lega, è equilibrato, fornisce anche armi di difesa certo, ma tanti aiuti alla popolazione, a partire da generatori di energia per ovviare alla distruzione di infrastrutture essenziali. Non deve essere il “generale inverno” prima ancora dei russi a fiaccare quel popolo».

Oggi riferirà anche su Crans Montana. Come si pone l’Italia?

«Chiederemo alle autorità svizzere che siano individuati e puniti i responsabili, che si faccia piena luce su una tragedia enorme. E chiederemo di costituirci parte civile».

Intervista tratta dal Corriere della Sera

foto dire.it




New York, il nuovo sindaco giura sul Corano

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foto a 2 sito 2026 01 01t204510.399 1024x576Zohran Mamdani ha prestato giuramento come 112esimo sindaco di New York City. E lo ha fatto sul Corano, segnando un precedente storico per la città più popolosa degli Stati Uniti. La cerimonia si è svolta poco dopo la mezzanotte del 1° gennaio 2026, in una stazione della metropolitana dismessa sotto il City Hall, dove l’attuale procuratrice generale di New York, Letitia James, ha amministrato l’atto ufficiale.

Mamdani, 34 anni, non solo è il primo sindaco musulmano di New York, ma anche il primo di origine sud-asiatica e nato in Africa, e ha scelto di mettere la mano su due Corani durante la prima parte del giuramento: uno appartenuto a suo nonno e un altro storico di fine XVIII-inizio XIX secolo.

Il Corano utilizzato nella cerimonia apparteneva alla collezione di Arturo Schomburg, importante storico afro-latino noto per il suo contributo alla documentazione delle culture africane e della diaspora nera negli Stati Uniti: la presenza di quel volume, insieme all’eredità religiosa e familiare dell’altro testo, è stata interpretata come simbolo della diversità culturale e religiosa di New York.

ag. Dire – www.dire.it




IL COLMO! Senatori PD euforici per i risultati della Legge di Bilancio del Governo di destra [FOTO]

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odoguardi tricoloreEuforici, entusiasti, quasi commossi. I senatori del Partito Democratico eletti all’estero sembrano aver accolto i risultati della Legge di Bilancio del Governo Meloni con una gioia tale da far sorgere un dubbio legittimo: ma sono ancora all’opposizione o hanno già prenotato un posto tra i banchi della maggioranza?

Per Francesca La Marca l’atmosfera sembra essere addirittura quella delle grandi occasioni. Dopo il passaggio in Commissione Bilancio, l’euforia è talmente palpabile che chiunque potrebbe pensare a un imminente cambio di casacca. O quantomeno a una simpatia improvvisa e travolgente per l’azione di governo del centrodestra.

Lo spettacolo meriterebbe uno studio di psicologia politica: parlamentari dell’opposizione così “esaltati” dai risultati ottenuti per gli italiani all’estero da arrivare a rivendicare, senza troppe esitazioni, la paternità della Legge di Bilancio. Un capolavoro di auto-attribuzione, degno delle migliori acrobazie parlamentari.

Addirittura l’autore della cosiddetta “tassa di cittadinanza”, l’on. Fabio Porta, che ne promosse e ne ottenne l’approvazione durante un governo a guida PD, oggi sostiene che sia stata eliminata proprio da chi l’aveva inventata… ma sotto un governo di destra. Una roba da psichiatra, un cortocircuito logico che rasenta il paradosso.

La realtà è molto più semplice – e meno surreale: si sta cercando di salire sul carro di un pacchetto di misure fortemente volute dal MAIE e dal relatore della legge, il senatore Borghese. Non a caso, tutti gli emendamenti approvati riguardanti il capitolo degli italiani all’estero portano la firma del gruppo parlamentare MAIE – Noi Moderati.

Cinque anni di silenzi, oggi l’improvvisa memoria corta

Il punto più pungente resta però la memoria selettiva. Durante i cinque anni di governi a guida PD (2013-2018), su temi fondamentali per gli italiani all’estero si è visto poco o nulla. La Conferenza Stato-Regioni-CGIE, per esempio, è rimasta chiusa in un cassetto fino a quando il MAIE è entrato al Governo nel 2019.

Oggi, invece, qualcuno vorrebbe far credere che senatori di opposizione abbiano convinto il Governo Meloni a stravolgere la manovra finanziaria per favorire le politiche per gli italiani nel mondo. Una ricostruzione affascinante, ma lontana dalla realtà.

I senatori stanno saltando sul carro di un pacchetto di misure costruito, difeso e portato a casa dal MAIE e dal relatore della Legge di Bilancio, il senatore Borghese. Tutti gli emendamenti approvati sul capitolo italiani all’estero, senza eccezioni, appartengono al gruppo MAIE–Noi Moderati, come prima firmataria il capogruppo Michaela Biancofiore.

Surrealismo politico

La posizione dei senatori PD si colloca ormai nel pieno del surrealismo politico. Sono saliti sull’ultimo vagone di un treno già in corsa, sventolando il cappello del senatore Borghese. Glielo avranno chiesto in prestito? E soprattutto: glielo restituiranno?

Viene spontaneo chiedersi se questa improvvisa sovraesposizione derivi dalla disperata ricerca di un titolo di giornale o da una sincera (e tardiva) ammirazione per il governo Meloni. Forse qualcuno sta già scaldando i motori per attraversare l’aula e avvicinarsi alla maggioranza? O magari aspira a un futuro incarico, considerando che presto il Sottosegretario per gli italiani nel mondo dovrà lasciare il posto?

Coerenza cercasi

Il risultato, comunque lo si guardi, è politicamente imbarazzante. Se – come dichiarano a gran voce – sono riusciti a far accettare al Governo le loro proposte migliorando concretamente la vita degli italiani all’estero, quale dovrebbe essere il passo successivo?

Forse sarebbe stato più dignitoso restare in silenzio o esercitare un’opposizione seria, critica, alternativa. Questo sì che avrebbe avuto un senso politico.

Se insistono nel raccontare che la Manovra è un successo grazie a loro, se celebrano ogni misura approvata come una vittoria personale, allora la logica porta a una sola conclusione coerente: votare a favore della Legge di Bilancio, o almeno della fiducia al Governo che l’ha resa possibile.

Qualsiasi altra scelta sarebbe un insulto all’intelligenza degli italiani nel mondo. O si ha il coraggio di sostenere ciò che si rivendica, oppure si ammette di essere semplici spettatori di una gestione che, politicamente, li ha già superati… a destra.

E infine una domanda tutt’altro che marginale: voteranno a favore dell’eliminazione della tassa di 250 euro per il riconoscimento della cittadinanza ai figli minorenni – misura contenuta nel pacchetto MAIE-Borghese – oppure su questo punto, l’unico di cui non parlano perché forse nemmeno sapevano esistesse, voteranno contro?

La risposta, questa sì, dirà tutto.

Vincenzo Odoguardi, Vicepresidente MAIE

 

da Italiachiamaitalia.it




Meloni e Sheinbaum tra le 5 donne più influenti al mondo secondo Forbes

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sheinbaummelonipuntovertForbes ha incluso per il secondo anno consecutivo la presidente messicana Claudia Sheinbaum nel suo elenco delle donne più influenti del mondo, posizionandola al quinto posto su una classifica di 100 nomi.

L’attuale capo di Stato dell’unico Paese latino dell’America del Nord compare nella lista dopo la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, la prima ministra giapponese Sanae Takaichi e la presidente del Consiglio dei ministri dell’Italia Giorgia Meloni, che viene inclusa nella graduatoria dal 2022.

Sia Meloni che Sheinbaum sono le prime donne a guidare l’esecutivo nei loro rispettivi Paesi. La prima ministra italiana è riconosciuta per la sua credibilità e il suo prestigio internazionale.

Per quanto riguarda Sheinbaum, la rivista risalta il suo mandato come capo del governo di Città del Messico dal 2018 al 2023 e sottolinea che «uno dei suoi successi è stata l’introduzione di un nuovo sistema di cabinovie che ha migliorato gli spostamenti in tutta la metropoli».

È inoltre riconosciuta come una «scienziata illustre con un dottorato di ricerca in ingegneria energetica, tra i ricercatori e i legislatori che hanno condiviso il Premio Nobel per la Pace nel 2007 per la loro partecipazione a un comitato scientifico delle Nazioni Unite sul clima».

Puntodincontro.mx




Famiglia nel bosco, parla il vicino: “Ai bimbi non manca niente, solo il superfluo di cui siamo pieni”

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foto singola sito 2025 11 23t101846.925 1024x576Vive nella campagna di Palmoli, in provincia di Chieti in Abruzzo, una famiglia che da qualche settimana è al centro dell’attenzione dopo che le autorità hanno deciso di allontanare i bambini dalla casa dei genitori. L’hanno rinominata la ‘Famiglia nel bosco‘. La mamma Catherine Birmingham è australiana e ha 45 anni, Nathan Trevallion ne ha 51 ed è britannico, è ex chef e commerciante di mobili pregiati, poi ci sono una bimba di 8 anni e due bimbi di 6 che adesso sono stati portati in una struttura protetta.

La vicenda, che ha sollevato dibattiti sul diritto all’educazione, la socializzazione e le libertà familiari, è raccontata anche dai vicini, che descrivono il nucleo familiare come un esempio di semplicità e armonia con la natura. Secondo Davide, vicino e amico della famiglia, intervistato dal Corriere della Sera, “non c’è nulla di radicale nel voler vivere a modo proprio, coltivando il cibo dell’orto e dedicandosi alla cura degli animali“.

Davide sottolinea che ai bambini “non manca nulla, tranne quel superfluo che riempie le vite degli altri“. Pur non frequentando la scuola tradizionale, i figli seguono un percorso legittimo di istruzione domestica, con attestati ufficiali che ne certificano l’apprendimento. La socializzazione con altri coetanei, afferma il vicino, non è impedita dai genitori, descritti come “persone aperte, solari e istruite”.

Anche la mancanza di servizi igienici interni, uno dei punti più criticati, viene mitigata dal fatto che il padre “sta già provvedendo”. La vita quotidiana della famiglia, poi, è organizzata in modo corale, con tutti i membri che contribuiscono secondo le proprie possibilità, in un ambiente improntato al rispetto reciproco e all’armonia con la natura. Gli animali sono curati con attenzione, e ciascuno ha un nome, segno del legame affettivo che la famiglia coltiva con il mondo che la circonda.

La famiglia Travallion ha ora dieci giorni di tempo per impugnare la sentenza del Tribunale dei minori. L’avvocato ha spiegato che “i genitori sanno che questo percorso è necessario per poter tornare alla vita che hanno sempre desiderato”.
agenzia Dire – www.dire.it



Cuba: restaurato, all’Avana, il Convento di Santa Chiara

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16aicscubaRiabilitare l’antico convento di Santa Clara nel cuore de L’Avana Vecchia e rilanciarlo come Centro di formazione per arti e mestieri del restauro per Cuba e i Caraibi: questo il proposito del progetto appena concluso, una collaborazione tra Oficina del Historiador de la ciudad de La Habana (OHCH), l’Organizzazione Internazionale italo-latinoamericana (IILA) con il sostegno del MAECI e dell’AICS.
Nell’Aula Magna restaurata, nel cuore del Colegio, si è svolta la cerimonia di chiusura delle attività con la consegna dei diplomi del corso sul restauro e la riabilitazione di edifici storici, l’uso delle nuove tecnologie e una introduzione alle economie creative. La formazione, organizzata da IILA, è stata impartita da professori del Politecnico di Torino e della Università degli Studi della Sapienza, nelle aule appena ristrutturate.
“Oggi chiudiamo il progetto del Colegio Santa Clara, però la collaborazione con IILA e OHCH continua con la nuova iniziativa di riabilitazione della Fondazione Fernando Ortiz e il Centro Culturale Padre Félix Varela”, ha dichiarato Antonio Festa, direttore della Sede AICS L’Avana. “Entrambe le iniziative, quella conclusa e quella appena iniziata, offrono un’idea del rapporto di stretta cooperazione tra Italia e Cuba nel campo della gestione integrata del patrimonio, con approcci orientati alla sostenibilità e allo sviluppo locale”, ha aggiunto. “La valorizzazione dei beni patrimoniali, la promozione delle economie creative e il contributo allo sviluppo delle capacità locali di gestione e pianificazione territoriale sono i valori che la cooperazione italiana sostiene e continuerà a sostenere”.
Il convento di Santa Clara, fondato nel XVII secolo, è uno degli edifici coloniali più importanti di Cuba. Inizialmente centro di restaurazione e conservazione, fu poi trasformato nel Ministero dei Lavori Pubblici negli anni ’90. L’edificio, molto danneggiato quando fu ricevuto dall’OHCH nel 2012, è stato restaurato con attenzione ai dettagli, riportando i colori originali delle pitture murali. Il nuovo Colegio Santa Clara ha riaperto ufficialmente ad aprile 2025 dopo un lungo e accurato restauro del primo chiostro, ed è diventato ora un centro di formazione specializzato in Cuba e nei Caraibi nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio. L’Italia è stata al fianco dell’OHCH fin dall’inizio del progetto. (aise)




Al via ‘Encuentro Creativo’ per gli scambi accademici Italia-Messico

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encuentrocreativopuntovertLa Camera di commercio italiana in Messico (Ccim) ha inaugurato la quinta edizione di Encuentro Creativo, la piattaforma gratuita che mette in contatto giovani talenti latinoamericani con le principali università del Belpaese in discipline creative, tra cui design, moda e architettura, con specializzazioni in sostenibilità e intelligenza artificiale.

Tra i relatori, l’ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, il presidente della CCIM, Lorenzo Vianello, e la direttrice generale, Faribah Gallardo, insieme a personalità del settore creativo, tra cui Beatriz Calles (direttrice di Fashion Week Mexico), Paola Hinojos (direttrice di Fashion Group International Mexico), Jorge Castellanos (presidente di Intermoda), Mauricio Ruiz (vicepresidente dell’Associazione nazionale dei fornitori dell’industria calzaturiera), Lucía Herrera (direttrice generale della Camera dell’Industria Calzaturiera dello Stato di Guanajuato), Anna Fusoni (promotrice di moda), Jesús Rodríguez (Alfa Romeo Messico), Rossana Pérez (Essilor Luxottica), Manu Styling e Ale Vintage.

Erano presenti rappresentanti di quattro delle otto università italiane partecipanti: Istituto Europeo di Design (IED), Nuova Accademia di Belle Arti (NABA), Domus Academy e Istituto Marangoni. L’evento ha offerto informazioni su programmi, borse e opportunità di studio.

Hanno partecipato università messicane, tra cui l’Anáhuac, Haute Design Institute e l’Universidad Iberoamericana, rafforzando così i legami di collaborazione accademica tra i due Paesi.

L’evento ha visto anche il supporto di marchi italiani e messicani dei settori automobilistico, della moda, alimentare, dell’arredamento, della cosmetica, degli accessori artigianali per la casa e delle bevande.

Dopo l’evento di apertura, ha preso il via la serie di conferenze virtuali gratuite di Encuentro Creativo 2025, che si terranno dal 13 al 17 e dal 20 al 24 ottobre. Docenti e professionisti internazionali condivideranno le loro competenze in 32 conferenze online su moda, design, intelligenza artificiale applicata alla creatività, architettura e sostenibilità.

Le iscrizioni sono disponibili su: www.encuentrocreativo.mx/agenda

Quest’anno, sette università italiane offrono borse di studio per i partecipanti a Encuentro Creativo, oltre a due concorsi speciali. In uno, il vincitore potrà viaggiare in Italia, mentre il secondo mette in palio, tra gli altri premi, un case speciale per la collezione 2026 e una borsa di studio da 4.500 euro per quattro settimane a Polimoda.

Per accedere ai bandi, è necessario partecipare ad almeno il 50% delle presentazioni virtuali o aver partecipato all’Open Day di apertura e aver preso parte ad almeno 8 presentazioni, registrando la propria presenza durante ogni sessione.

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Commercio Italia-Messico +11,2%

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commercioitamexpuntovert 347x400Durante il mese di agosto 2025, il commercio totale tra Italia e Messico ha registrato un aumento dell’11,2% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo i dati pubblicati dalla Banca Centrale del paese latinoamericano.

Nell’ottavo mese dell’anno, le esportazioni italiane verso il Messico hanno raggiunto i 914,5 milioni di dollari, con un aumento dell’11,3% rispetto agli 821,5 milioni corrispondenti ad agosto 2024.

Nello stesso mese, le vendite messicane verso il Bel Paese hanno raggiunto gli 84,3 milioni, segnando così un’espansione del 10,1% rispetto ai 76,6 milioni di dollari contabilizzati l’anno scorso.

Agosto si classifica quindi come il secondo miglior mese del 2025 per il commercio bilaterale rispetto al 2024, dietro solo al risultato ottenuto a marzo (+14,3%).

Per l’intero periodo gennaio-agosto, tuttavia, l’interscambio bilaterale totale mostra ancora una leggera flessione (-2,4%). Le esportazioni dell’Italia verso il Messico hanno totalizzato 6,4 miliardi di dollari nei primi otto mesi del 2025 (-4,6% rispetto al 2024), mentre le vendite dalla nazione messicana allo Stivale hanno raggiunto 1,02 miliardi di dollari (+13,5% rispetto allo scorso anno). L’interscambio totale è stato pari a 7,3 miliardi di dollari.

Foto: lachirico.it – Tabella: Puntodincontro con dati della Banca centrale messicana

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Export macchinari italiani, Messico vale il 45% in America Latina

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modianopuntovertL’Ambasciata d’Italia a Città del Messico, insieme all’Ice – Agenzia per il Commercio Estero, Confindustria e Federmacchine, ha organizzato la seconda Giornata del Made in Italy.

Durante l’evento, che ha riunito oltre 100 rappresentanti imprenditoriali e diplomatici, è stato presentato il rapporto Ingenium, elaborato dal Centro Studi di Confindustria, che rivela come il Messico si sia affermato come il principale acquirente di macchinari italiani ad alta tecnologia in America Latina.

L’incontro è stato presieduto dall’Ambasciatore Alessandro Modiano, che ha sottolineato la solidità delle relazioni economiche bilaterali e la posizione strategica del Messico come partner prioritario per l’Italia. «Dal punto di vista delle relazioni economiche» —ha osservato— «il Messico, tredicesima economia mondiale, è il principale mercato di destinazione delle esportazioni italiane in America Latina».

Il diplomatico ha ricordato che, a seguito del Forum Imprenditoriale Messico-Italia tenutosi lo scorso maggio durante la visita del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri italiano Antonio Tajani, è stato presentato il Piano d’Azione per l’Export sui mercati extra-UE ad alto potenziale, che colloca il Messico tra i Paesi prioritari per la diplomazia italiana in materia di vendite e crescita all’estero.

Modiano ha aggiunto che la prossima modernizzazione dell’Accordo Globale tra Unione Europea e Messico, che esenterà dai dazi il 99% dei prodotti industriali e agricoli, amplierà le opportunità di cooperazione e diversificherà ulteriormente i flussi commerciali tra le due economie.

L’Ambasciatore ha rivelato che circa un terzo delle esportazioni italiane verso l’America Latina è destinato al Messico. Il settore principale delle vendite verso il Paese è quello dei macchinari industriali (quasi il 40% del totale).

«Si tratta di un trasferimento di tecnologia dall’Italia al Messico che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo industriale dell’economia messicana negli ultimi anni», ha sottolineato.

Barbara Cimmino, Vicepresidente Export e Attrazione Investimenti di Confindustria, ha sottolineato che il Messico assorbe il 45% delle esportazioni italiane di macchinari ad alta intensità di automazione, creatività e tecnologia (ACT) verso l’America Latina, confermando così la sua posizione di leader regionale dinnanzi a Brasile, Argentina, Cile, Colombia e Perù.

Foto: ANSA / Puntodincontro

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