Le aziende italiane in North Carolina

Per chi non conosce la capacità dei nostri connazionali di esportare il made in Italy, può risultare sorprendente scoprire come in uno Stato poco conosciuto nel belpaese (al più si sa che la capitale è Raleigh e che i fratelli Wright hanno spiccato il primo volo sulla spiaggia di Wilmington) ci sono tante realtà imprenditoriali di origine italiana e notevoli scambi commerciali.
Ristorazione. Chiaramente i ristoranti e le nostre specialità culinarie la fanno da padrone e queste sono proprio le categorie di business che offrono le maggiori possibilità di mettere piede nel grande mercato degli Stati Uniti. Nella capitale Raleigh, Vic’s Italian Restaurant è il ritrovo in centro per poter gustare i nostri piatti tipici, con l’aggiunta di degustazioni di vini italiani una volta alla settimana.
A Cary, una cittadina a poche miglia dalla capitale si può trovare Enrigo, un must per tutti gli italiani della zona, specialmente in occasioni speciali che richiedono un catering di qualità, come battesimi e comunioni.
Infine per chi ha nostalgia di prodotti da “grocery” italiana difficili da trovare sugli scaffali della grande distribuzione americana (dai biscotti del Mulino Bianco ad alcuni formaggi regionali), si può puntare a Capri Flavours, importatore di gastronomia tipica nostrana.
Spostandosi nella città più popolosa, Charlotte, si possono provare le lasagne di Mama’s Ricotta, la pasta allo scoglio di Luce Restaurant o gli spaghetti (quelli veri, senza meatballs!) di Portofino’s Italian Restaurant.
Manufacturing. Magneti Marelli è un nome noto a chiunque lavori nel settore dell’automotive e la cittadina di Sanford, 30 miglia a sud della capitale, ospita una sede, nata 40 anni fa, con centinaia di dipendenti, alcuni dei quali sono dirigenti italiani che gestiscono il sito produttivo locale.
Altro nome noto al mondo dell’automotive è Brembo, grazie ai suoi freni a disco di qualità. Sono situati nella cittadina di Mooresville, strategicamente posizionati vicino al quartier generale di molti team di auto da corsa; infatti Brembo rifornisce squadre di Formula 1, Indycar, Nascar e Sports Cars Racing Series.
Nello stesso settore, spostandosi a Charlotte, si può trovare Comer Industries, leader in soluzioni meccatroniche e di trasmissione di potenza meccanica in molti settori, quali l’agricolo, le costruzioni e l’automotive.
Ceramiche, tessile, macchinari. Quando la capacità imprenditoriale si unisce alla tipica qualità italiana nel design, escono prodotti apprezzati in tutto il territorio americano. E’ il caso delle ceramiche, che hanno creato alcuni poli industriali sul territorio USA, il più noto ad Atlanta. Ma anche a Charlotte in North Carolina esiste una notevole concentrazione di aziende che forniscono piastrelle e marmi nel territorio Nord americano.
Anche le aziende tessili e di arredo sono ben rappresentate, grazie a Natuzzi, Calligaris, ValeDrawers, Selva, RadiciSpandex.
Infine ci sono macchinari per la lavorazione del legno di Biesse Group, oppure Cefla, un’azienda di Imola leader nella produzione di soluzioni robotiche per la rifinitura e pittura di materiale, che ha una sede di ben 150000 sqft alla perifieria della città di Charlotte.
Università. Le Università del North Carolina attirano sia studenti internazionali, che PhD nostrani che vanno a proseguire la propria carriera accademica oltre oceano.
La Duke University è uno dei più prestigiosi centri di formazione medica di tutti gli USA. Da qui sono usciti 2 premi Nobel per la Medicina negli ultimi 8 anni e diversi ricercatori italiani contribuiscono ogni giorno al progresso della scienza.
La NCSU, ossia North Carolina State University, è famosa per le proprie facoltà di Agraria, visto che per molto tempo l’economia di questo Stato girava attorno alla agricoltura ed in particolare alle piantagioni di tabacco.
Nel corso dei decenni si è però sviluppata parallelamente la facoltà di Ingegneria, in particolare per l’industria Nucleare, che ospita diversi nostri ricercatori che non potendo lavorare in Italia in quel determinato settore, trovano sbocchi lavorativi qui in USA.
Una menzione per la UNC (University of North Carolina) che ha addirittura un corso di Laurea in Lingua e Studi Italiani, con corsi che spaziano dallo studio di Dante e Petrarca, al Rinascimento, alla cinematografia del Belpaese.
Articolo redatto da Export America Group, società di consulenza con sede in North Carolina, specializzata nell’aiutare le aziende italiane ad esportare e vendere in USA o ad aprirvi ed avviare nuove società/ filiali sul suolo statunitense.
Flavio sapo – da We The Italians

“Tra schiavitù e sterminio dei nativi americani, gli Stati Uniti hanno costruito una storia nazionale piena di miti inventati o ipocriti, fregando pure gli innocenti paisà”. La denuncia, alla luce degli ultimi eventi che hanno visto tristemente protagonista Cristoforo Colombo, arriva da Massimo Jaus che firma un interessante editoriale per La Voce di New York, giornale on line bilingue diretto da Stefano Vaccara.
“Tolleranza zero per il razzismo in Québec: lunedì 15 giugno, il Primo Ministro del Québec, François Legault, ha annunciato la creazione di un gruppo d’azione per combattere il razzismo. Il gruppo sarà presieduto da Nadine Girault e Lionel Carmant, rispettivamente Ministro delle relazioni internazionali e La Francofonia, e Ministro delegato per i servizi sanitari e sociali. Ci saranno anche la Ministra degli Affari aborigeni Sylvie d’Amours ed i deputati Ian Lafrenière e Christopher Skeete. Secondo Denis Lamothe, ‘aggiunta parlamentare’ della Ministra degli Affari Autoctoni, “in Quebec il razzismo c’è e non dovrebbe più essere tollerato”. Legault, dal canto suo, si è rifiutato di riconoscere l’esistenza di razzismo sistematico in Quebec, ma ha promesso “risultati concreti” contro un fenomeno che va oltre la sicurezza pubblica e che pervade settori come la giustizia, l’istruzione, gli alloggi e la disoccupazione”. A scriverne è Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale di Montreal di cui è caporedattore, che in questo articolo fa il punto anche sulle norme proposte dal Governo per gestire l’emergenza coronavirus.
Un salto nel tempo di quasi vent’anni: è il marzo del 2001. Due statue vengono distrutte, sculture considerate idolatre. Cosa sia l’idolatria è qualcosa di vago, attiene alle opinioni, ma tant’è: così viene deciso. Un dispaccio dell’agenzia “France Press” rende noto: «In base al verdetto del clero e alla decisione della Corte Suprema dell’Emirato Islamico, tutte le statue in Afghanistan devono essere distrutte. Tutte le statue del paese devono essere distrutte perché queste statue sono state in passato usate come idoli dagli infedeli. Sono ora onorate e possono tornare a essere idoli in futuro. Solo Allah l’Onnipotente merita di essere adorato, e niente o nessun altro».

“Il 17 maggio del 2017, la Camera dei Comuni del Canada ha approvato all’unanimità la mozione M-64 che proclamava ufficialmente giugno come “Mese del Patrimonio Italiano” (Italian Heritage Month). Una giornata storica per tutti gli Italo-Canadesi, che hanno contribuito, di generazione in generazione, alla crescita ed allo sviluppo di uno dei Paesi più importanti al mondo. Quest’anno, a causa del divieto di assembramenti per la pandemia che ancora condiziona la nostra quotidianità, non sono previste celebrazioni a livello istituzionale e comunitario. Il Primo Ministro Justin Trudeau ha voluto comunque rendere omaggio ai suoi connazionali Italo-Canadesi”. A pubblicare il messaggio di Trudeau è il “Cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Basilio Giordano.






Dopo giorni e notti di proteste pacifiche, la città di New York si risveglia con una vittoria: il sindaco de Blasio revoca il coprifuoco, le manifestazioni continuano. Da lunedì via libera anche alla prima fase della riapertura dopo la pandemia: tornano al lavoro agricoltura, manifattura, pesca, edilizia e i negozi con consegne all’esterno, almeno per quelli che riusciranno a togliere in tempo le barricate dalle vetrine.
“Fino a qualche giorno fa pareva impossibile, ed invece… Juan Guaidó, presidente “ad-interim” designato dal Parlamento per traghettare il Paese verso un governo di coalizione, e Nicolas Maduro, presidente in carica, hanno raggiunto un accordo. Hanno deciso di sotterrare l’ascia di guerra e di cooperare nella raccolta di fondi per la lotta contro il covid-19. Riceveranno la cooperazione dell’Organizzazione panamericana della Salute (Ops)”. È quanto si legge su “La voce d’Italia”, quotidiano online di Caracas diretto da Mauro Bafile.
“Scriviamo mentre New York si prepara alla seconda notte di coprifuoco dopo una giornata di manifestazioni pacifiche nei cinque boroughs. Fino a domenica, ogni sera dalle 20 alle 5 i residenti dovranno restare nelle proprie abitazioni. Sospeso il servizio Uber e Citi Bike (le biciclette a noleggio), mentre i taxi potranno accettare corse solo per i lavoratori essenziali, che non sono interessati dai divieti. Ancor prima che scattassero le restrizioni stabilite alle 23, lunedì il sindaco Bill de Blasio aveva annunciato in diretta sul canale televisivo NY1 l’orario del nuovo coprifuoco per i giorni a seguire. A poco è servito però l’ordine di rimanere a casa e il dispiegamento di ottomila poliziotti: la città si è svegliata martedì con la notizia di saccheggi e arresti”. Ne scrive Ilaria Maroni su “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.