L’Amerigo Vespucci sarà in Messico dal 18 al 23 giugno

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navevespuccivertLa nave scuola della Marina Militare italiana Amerigo Vespucci, che solca i mari da oltre 93 anni, arriverà il 18 giugno a Puerto Vallarta, in Messico, dove sosterà per 5 giorni prima di ripartire il 23 per continuare il giro del mondo iniziato l’anno scorso dal porto di Genova.

Secondo il programma originale, il veliero, uno dei più grandi oggi esistenti, sarebbe dovuto giungere ad Acapulco, ma l’itinerario è stato modificato a causa dei danni provocati alle coste dello Stato di Guerrero dall’uragano Otis il 25 ottobre.

La “nave più bella del mondo” —come la chiamò l’equipaggio della portaerei statunitense Independence il 12 luglio 1962— ha lasciato ieri la città portuale di Valparaíso sulla costa cilena. Prima di approdare a Puerto Vallarta toccherà terra a Callao (Perù), Guayaquil (Ecuador) e Balboa (Panama).

Già ambasciatrice Unesco e Unicef, la nave nel suo tour mondiale sarà anche il mezzo per sviluppare e consolidare collaborazioni in ambito accademico e universitario, soprattutto nel campo della ricerca scientifica e della tutela del sistema marino, promuovendo gli obiettivi ambientali della Giornata Mondiale degli Oceani, che si svolge ogni anno l’8 giugno.

Il rientro in Italia della Vespucci è previsto per il mese di febbraio 2025, quando l’imbarcazione tornerà ad essere ormeggiata nel porto di La Spezia. Il 5 aprile ha doppiato per la prima volta Capo Horn, crocevia tra gli oceani Atlantico e Pacifico, uno dei passaggi più impegnativi al mondo per la navigazione a causa delle continue perturbazioni create dalla vicinanza all’Antartide.

Foto di Ciro Di Lauro su Unsplash

da puntodincontro.mx




Novanta turisti italiani sono bloccati nell’isola di Socotra, in Yemen

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e2afd4615b7a76ed7d964a409cd779a3E’un’area del mondo “fortemente sconsigliata” dalla Farnesina.

Ma i tour operator organizzano comunque viaggi al largo dello Yemen. “Noi ci siamo fidati e ora siamo bloccati da una settimana” racconta un 40enne bresciano che è tra i 15 italiani fermi sull’isola di Socotra. Il gruppo – composto da milanesi, bergamaschi un riminese e alcuni veneti – era partito da Abu Dhabi il 23 aprile con l’unico volo settimanale che porta all’isola ma, a causa della guerra civile in atto ormai da anni, non sa più come fare rientro. Alla situazione complessa dal punto di vista geopolitico si è aggiunto il maltempo. “Non condizioni estreme, ma ufficialmente ci è stato detto che non si vola per il meteo. Non ci danno molte notizie, non sappiamo nulla” ammettono gli italiani che riconoscono anche di aver effettuato una scelta azzardata. “Ma va detto che sono i tour operator, anche italiani che organizzano i viaggi. L’aereo che ci ha portati qui era pieno e oggi sull’isola ci sono una novantina di turisti” racconta il bresciano. “Stiamo bene, ma l’attesa è snervante. Dovevano tornare martedì. Ora non sappiamo quando ripartiremo” aggiunge.

In merito all’isola di Socotra il Ministero degli Esteri sul suo sito “Viaggiare sicuri” ricorda che “è assolutamente sconsigliato recarsi nell’attuale situazione” e addirittura l’Ambasciata d’Italia a Sana’a ha sospeso le proprie attività fino a nuovo avviso. Sulla vicenda dei nostri connazionali si sta già muovendo la Farnesina. Sulla vicenda è intervenuto anche il governatore del Veneto, Luca Zaia: “Ricevuta la notizia da uno dei nostri concittadini veneti ho contattato il Ministero degli Esteri, dal quale ho ricevuto la rassicurazione che sono state attivate le procedure del caso. E’ auspicabile che il volo di rientro possa essere attivato tra qualche giorno”, ha detto sottolineando che rimarrà in contatto con la Farnesina per seguire l’evolversi della situazione. “Ho sentito più volte la Farnesina nell’arco della giornata dopo aver parlato telefonicamente anche con alcuni dei quindici turisti italiani bloccati nell’isola di Socotra”, conferma il deputato bresciano di Fratelli d’Italia Giangiacomo Calovini, componente della Commissione Esteri della Camera. “Non c’è nessun immediato pericolo e questa è la cosa importante. L’auspicio è che possano rientrare quanto prima a casa, ma non si può non sottolineare che le indicazioni di Viaggiare Sicuri sconsigliavano fortemente ogni tipo di viaggio nello Yemen. Ciò detto, è comunque doveroso ringraziare il ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale, che si è subito attivato per prestare assistenza ai nostri connazionali” conclude.

ansa.it




Toronto. Alex, Chef e giornalista: per lui anche il tesserino della stampa italo-brasiliana

alex ziccarelli

alex ziccarelliAlex Ziccarelli (nella foto a lato), Chef e giornalista, nostro collaboratore, dopo il tesserino della stampa americana dell’United States Press Agency, ha conseguito anche quello dell’ASIB, l’Associazione Stampa Italiana in Brasile, affiliata alla FNSI, la Federazione Nazionale Stampa Italiana.

Ringraziandolo per l’impegno profuso nel tempo, gli auguriamo un futuro ricco di soddisfazioni e successo più che meritati per la qualità della sua produzione, la capacità di dialogo e ascolto e l’umiltà con cui si è conquistato un “posto” tra i giornalisti locali, con articoli, video interviste e foto servizi.

tesserini 248x300Un traguardo professionale raggiunto con dedizione, impegno, sacrifici e quel giusto merito per i servizi realizzati settimanalmente. Ricordiamo inoltre che Alex Ziccarelli ricopre anche la carica di Direttore dell’Italian Culinary Consortium – ICC World News oltre a scrivere su diverse altre testate giornalistiche in Canada, Centro e Sud America e anche in Europa. Bravo Alex!!!

dal Corriere Canadese




Terremoto: Campi Flegrei, forte scossa avvertita a Napoli

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.9 con epicentro nella zona dei Campi Flegrei ha svegliato alle 5.44 molti napoletani che l’hanno avvertita distintamente, soprattutto ai piani alti dei palazzi.

L’evento è stato localizzato a una profondità di 3 chilometri con epicentro nel golfo. Nella zona di Bacoli diverse persone spaventate sono scese in strada.

La scossa è stata avvertita in diversi quartieri di Napoli.

L’altra notte una scossa di terremoto di magnitudo 2,4 era stata avvertita alle 3.47, dai residenti nella zona dei Campi Flegrei, nei quartieri di Agnano e Bagnoli, a Napoli e nei comuni limitrofi, tra Pozzuoli e Bacoli nell’ambito di uno sciame sismico caratterizzato da una cinquantina di scosse ma tutte di bassa intensità, mai superiori a 1,4 di magnitudo.

La potenza e l’epicentro della scossa di stamanehanno fatto sì che venisse avvertita anche a Procida ed Ischia. Sull’isola di Arturo in particolare l’evento sismico legato al bradisismo è stato percepito da molti abitanti tanto che il sindaco isolano Dino Ambrosino, qualche ora dopo, ha voluto rassicurare i suoi concittadini attraverso i canali social personali e del comune: “Stamattina alle 5.45 abbiamo avvertito anche in tutta Procida la scossa di terremoto. Ci ha svegliato con movimento prolungato di diversi secondi. Al momento non sono segnalati danni sull’isola” è stato il messaggio del primo cittadino procidano. Ad Ischia gli effetti della scossasono stati decisamente meno potenti anche se non mancano le segnalazioni di chi l’ha avvertita, soprattutto nel versante settentrionale dell’isola.

Paura sì ma nessun danno. I sindaci di Pozzuoli, Gigi Manzoni, e Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, invitano alla calma dopo le preoccupazioni per la forte scossa dche ha svegliato molti residenti dei Campi Flegrei ma anche tanti a Napoli. “La scossa di questa mattina è stata forte. Come accade in queste occasioni ci siamo attivati subito con i volontari della Protezione Civile e la Polizia Municipale.

Al momento non si segnalano danni, per eventuali segnalazioni potete utilizzare i numeri della Centrale Operativa della Polizia Municipale: 081/8551891 e quelli della Protezione Civile: 081/18894400”, dice Manzoni. Il primo cittadino di Bacoli, dal canto suo, spiega: “è stata molto forte. L’abbiamo sentita tutti. E in tanti hanno avuto paura. Magnitudo 3.9. Ore 5:44. Con epicentro in mare, nel nostro golfo, davanti la costa di Bacoli. Voglio rassicurarvi, subito. Non registriamo danni a cose e persone. Abbiamo ben percepito una nuova scossa legata al bradisismo dei Campi Flegrei. Tra le più forti da quando stiamo rivivendo la recrudescenza del fenomeno sismico. Sono in contatto con l’Osservatorio Vesuviano e la Protezione Civile Nazionale. Ho convocato il Centro Operativo Comunale e stiamo operando in sinergia con la Prefettura di Napoli. La situazione è sotto monitoraggio costante. Mi rendo conto delle preoccupazioni”. Ma, dice Della Ragione rivolto ai cittadini “vi invito a mantenere la calma. Vi terrò costantemente informati. Io sono a vostra completa disposizione, come sempre, insieme a tutta la struttura municipale. Per segnalazioni, potete in qualsiasi momento contattare il 0815231736. Potete chiamare il Comando PM al 0815234057 e 0818553331. Vi lascio anche il mio numero personale 3398766104, a cui potete scrivermi anche su whatsapp. Viviamo nel Campi Flegrei. Dobbiamo imparare a convincerci. Vi sono vicino. Siamo al vostro fianco”.

(ansa.it)




Da Venezia a Pechino in bici, due italiani lungo “la via della seta”

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d3af44ff2933146a1fd57e2168313e29Percorrere la Via della Seta, sette secoli dopo Marco Polo, è l’obiettivo della spedizione che vedrà Alberto Fiorin e Dino Facchinetti, presidente e segretario della Società Ciclistica Pedale Veneziano 1913, raggiungere Pechino in bicicletta partendo da Venezia.

Il viaggio, lungo poco più di 100 giorni e di 12.000 chilometri, è inserito nel calendario ufficiale delle celebrazioni promosse dal comitato nazionale del Ministero della Cultura per i 700 anni del viaggiatore e attraverserà le terre narrate da “Il Milione”.

Si comporrà di 85 tappe per una media di 140 chilometri giornalieri, e di 15 giorni dedicati a visite e incontri istituzionali a Sofia (Bulgaria), Istanbul (Turchia), Samarcanda (Uzbekistan), Almaty (Kazakistan) e Pechino (Cina).

“Marco Polo a pedali” è già stato tentato dai due protagonisti. Il 25 aprile 2001 Fiorin, scrittore-viaggiatore, partì da Venezia con un gruppo di nove ciclisti per raggiungere Pechino in bicicletta. Ma a Jesolo, al venticinquesimo chilometro della prima tappa, ebbe un incidente che lo costrinse a ritirarsi; ora ci riprova.

Fiorin e Facchinetti viaggeranno con il modello Adlar 2024 di Wilier Triestina, sponsor tecnico della spedizione, bicicletta Gravel che sarà caricata di quattro borse dal peso complessivo di 18 chili circa.

ansa.it




Pontedera. Alla “Vespa parade”, in 15mila in sella al mito italiano

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f0f730a1c0fb164fa82343df4b635c0cOttomila vespisti ufficialmente iscritti e quasi il doppio in corteo lungo le colline pisane: sono i numeri della Vespa parade partita stamani intorno alle 11 da Pontedera (Pisa) per un suggestivo tour sulle colline della Valdera in occasione dei Vespa world days in corso fino a domani nella città della Piaggio.

“Per ora il week end è stato un grande successo – ha detto Mauro Calestrini, presidente del Vespa world club e organizzatore dell’evento -: riteniamo che ci siano almeno 14-15 mila vespisti che saranno in corteo”.

“E’ una festa meravigliosa – ha aggiunto il sindaco Matteo Franconi – che celebra la Vespa, ma anche il Gruppo Piaggio e i suoi successi grazie alle donne e gli uomini che portano il nome di Pontedera e dell’Italia in giro per il mondo: dalle tutte blu, agli impiegati, ai dirigenti e alla famiglia Colaninno”. In parata anche lo showman e giudice di Amici, il talent show di Maria De Filippi Rudy Zerbi: “La Vespa – racconta – mi accompagna ovunque fin dall’adolescenza. Dal primo cinquantino a oggi ed è un grande omaggio alla bellezza femminile. Le cose più belle del mondo: donne e libertà”.

ansa.it




La Repubblica Dominicana diventa un rifugio per mafie e criminali internazionali, anche italiani

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figueroa 650x400Nella Repubblica Dominicana, vari fattori, come l’aumento del turismo, un ponte per il traffico di droga, le reti di contrabbando, la debolezza istituzionale, lo scarso controllo dell’immigrazione, la facilità di corruzione delle autorità, hanno permesso alle organizzazioni criminali internazionali e ai criminali di stabilire individualmente operazioni e trovare rifugio.

Queste influenze straniere hanno contribuito all’aumento della criminalità e hanno generato una serie di sfide per le autorità dominicane nella lotta contro la criminalità transnazionale.

Negli ultimi anni sono state molte le mafie e i criminali stranieri che hanno cercato rifugio nel paese, cercando di sfuggire alle persecuzioni nel loro luogo di origine o di residenza, o con l’obiettivo di stabilire le loro operazioni criminali nella Repubblica Dominicana, grazie alle strutture, perché stranieri, o per la complicità che ottengono da parte delle autorità locali.

Il caso più recente riguarda il cittadino russo Paul Bergolts, arrestato nell’est del Paese, indicato come uno dei principali investitori di JuicyFields, una piattaforma di crowdfunding di cannabis legata a una truffa avvenuta nel 1999 per oltre 645 milioni di euro.

Uno dei casi più noti fu l’arresto della cittadina ungherese Ester Kathona, ma il cui vero nome è Andrea Dudla, considerata all’epoca la donna più ricercata dalla giustizia europea.

Dopo aver risieduto discretamente nel Paese, è stata arrestata e deportata in Spagna per rispondere di un’accusa di frode e riciclaggio di denaro.

Casi rilevanti sono stati quelli di tre latitanti, Dennis Goedee, Urvin Laurence Wawoe, alias Nuto e Terence Angelo Richard de Vries, considerati altamente pericolosi, richiesti di estradizione per i loro legami con le strutture criminali Mocro Mafia e No Limit Soldier, accusati di traffico di droga, traffico di armi, omicidi e altri crimini nel Regno dei Paesi Bassi.

Ma i casi più importanti di fuggitivi stranieri che hanno cercato rifugio nella Repubblica Dominicana sono quelli dell’uomo d’affari miliardario americano, inventore del più famoso antivirus informatico degli anni ’90, John David McAfee, che ha trascorso un breve soggiorno nel Paese sulla sua imbarcazione di lusso, arrestato per detenzione illegale di armi da fuoco e poi rilasciato in maniera un po’ strana.

L’altro caso è stato José David Figueroa Agosto (foto), meglio conosciuto a Porto Rico come Junior Capsula, questo ragazzo che si spacciava per architetto entrò nell’alta società dominicana basandosi su una vita di ostentazione.

Nel 2010, dopo una tenace persecuzione, lasciò clandestinamente il Paese e fu infine arrestato il 17 luglio 2010 a Isla Verde, Porto Rico, da agenti dell’Agenzia federale antidroga (DEA). Ha scontato 10 anni di pena negli Stati Uniti con l’accusa di traffico di migliaia di chili di cocaina tra Porto Rico, New York, Venezuela e Repubblica Dominicana.

Il 2018 è stato un anno molto attivo nell’arresto di stranieri ricercati dalla giustizia di vari paesi, a Bávaro, provincia di La Altagracia, è stato catturato il canadese Stephane Danny Carrier, al quale sono stati sequestrati 32 pacchetti di presunta cocaina, una pistola con diverse capsule. , un Suv senza targa e rifornimenti militari vari. Nei suoi confronti c’era un mandato d’arresto internazionale per frode ed evasione fiscale in Germania.

Arrestato a Punta Cana anche il tedesco Eberhard Wahler accusato di evasione fiscale nel suo Paese. Mentre il canadese Denis Deputaux è stato arrestato a Puerto Plata, dopo essere stato denunciato dalle autorità del suo Paese, accusato di associazione a delinquere, criminalità e traffico di sostanze stupefacenti.

Ultimo arrestato nel comune di Boca Chica, provincia di Santo Domingo, il canadese Kenny Joseph Pasacal, accusato nel suo Paese di traffico di droga. È stato arrestato anche l’ungherese Attila Csaba Farkas, ricercato nel suo Paese per un reato contro la sicurezza stradale, falsificazione e frode contro la pubblica amministrazione. Allo stesso modo, anche l’ungherese Lazlo Farkas è stato arrestato e deportato con l’accusa di omicidio.

L’Interpol dominicano ha catturato il venezuelano Jesús Eduardo Brito Medina, che è stato consegnato alle autorità del suo paese per questioni pendenti con il sistema giudiziario statunitense. e il colombiano Jorge Fabián Mora García è stato arrestato con l’accusa di falsificazione, crimini ad alta tecnologia, frode e furto d’identità.

Nel 2020 sono stati arrestati una donna e 7 uomini italiani identificati come membri del famoso clan Contini, che si spacciavano per uomini d’affari in pensione che vivevano dei profitti prodotti dalle loro aziende in Italia.

In realtà, era accertato che i nominati Salvatore Vittorio, Sergio Cerioni, Oliviero Zilio, Luca Finocchiaro, Teresa Amante, Luigi Capretto e Salvatore Gallucio, erano dediti ad affari malavitosi nella Repubblica Dominicana, e avevano nel loro Paese condanne per traffico di droga, riciclaggio di denaro e frode.

Un altro criminale internazionale è stato il nordamericano Elliott Vallin, arrestato con l’ordinanza del tribunale 01061-2023, al suo arrivo all’Aeroporto Internazionale delle Americhe, da Miami, Stati Uniti.

Lasciando il Paese, è stato arrestato il cittadino americano Gilbert Reyes, fuggitivo dalla giustizia in Honduras, dove è stato accusato di aver ucciso tre donne.

Il cittadino italiano Fabio Cappelletta, accusato nel suo Paese di riciclaggio di denaro, criminalità ad alta tecnologia e associazione a delinquere, è stato catturato nel parcheggio di una piazza di Punta Cana.

tradotto da 7dias.com.do




La Cassazione: “Il saluto romano commemorativo può essere reato”

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f14deebabd4c0927138dc27b50ed1129Per valutare se il saluto romano implichi reato vanno considerati “il contesto ambientale, la valenza simbolica del luogo, l’immediata o meno ricollegabilità al periodo storico, il numero dei partecipanti, la ripetizione dei gesti” idonea “al pericolo di emulazione”.

È quanto scrivono le Sezioni Unite di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui il 18 gennaio scorso hanno disposto un processo di appello bis per otto militanti di estrema destra che avevano compiuto il saluto nel corso di una commemorazione a Milano nel 2016.

I giudici inoltre sottolineano che il carattere commemorativo non implica automaticamente una neutralizzazione del reato.

La Cassazione, parlando del caso degli otto militanti di estrema destra, sottolinea che per loro la prescrizione è “maturata il 27 febbraio scorso”. Sul nodo giuridico legato al saluto romano il giudice è chiamato ad accertare “in concreto, alla stregua di una valutazione da effettuarsi complessivamente, la sussistenza degli elementi di fatto” tra cui “il contesto ambientale, la eventuale valenza simbolica del luogo di verificazione, il grado di immediata, o meno, ricollegabilità dello stesso contesto al periodo storico in oggetto e alla sua simbologia, il numero dei partecipanti, la ripetizione insistita dei gesti, idonei a dare concretezza al pericolo di “emulazione” insito nel reato secondo i principi enunciati dalla Corte costituzionale”.

“Va peraltro escluso – aggiungono – che, di contro la caratteristica “commemorativa” della riunione possa rappresentare fattore di neutralizzazione degli altri elementi e, quindi, di “automatica” insussistenza del reato, attesi il dolo generico caratterizzante la fattispecie e la irrilevanza dei motivi della condotta”.

ansa.it




Esplosione Suviana, ritrovati corpi di due dispersi: morti salgono a 5

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suviana vvffSono stati ritrovati i corpi di due dei 4 dispersi nell’esplosione, avvenuta nella centrale a Bargi, nei pressi del lago di Suviana nel bolognese. Salgono così a cinque le vittime dell’incidente. I Vigili del Fuoco hanno rinvenuto i corpi al nono piano sotto il livello dell’acqua.

Le operazioni di ricerca sono riprese oggi dopo che ieri erano state sospese perché l’acqua all’interno continuava a salire e non c’erano le condizioni di sicurezza per intervenire. In tarda serata la portata dell’acqua che scende dalla condotta a monte della centrale è diminuita ed è ripreso l’intervento dei sommozzatori dei vigili del fuoco nei piani -8, -9 e -10. In via di stabilizzazione l’afflusso d’acqua nei piani allagati della centrale, situazione che ha consentito la ripresa delle operazioni. La procura di Bologna ha aperto un’inchiesta. A quanto si apprende, le ipotesi di reato sono disastro colposo e omicidio colposo.

Enel Green Power: nessuna catena di subappalti

Dal cant suo l’ad di Enel Green Power, Salvatore Bernabei ha assicurato che “non c’è nessuna catena di subappalti. Le aziende hanno scelto in autonomia. Non meritiamo questo tipo di affermazioni”. “Non c’era nessun problema di sicurezza era un intervento programmato, era un aggiornamento tecnologico degli asset”, ha aggiunto nel corso del punto stampa sull’incidente, ribadendo che “in questa situazione non si possono fare verifiche, a tempo opportuno si faranno tutti gli accertamenti necessari. Adesso la priorità è cercare i dispersi”. Al momento, ha poi aggiunto, “stiamo collaborando con i vigili del fuoco, dandogli tutti gli elementi tecnici per poter accedere”.

Rabbia dei sindacati

Le segreterie nazionali di Fiom-Cgil e Uilm-Uil, a seguito dell’ennesima strage sul lavoro hanno deciso di dare copertura nazionale alle strutture territoriali e alle rappresentanze dei lavoratori in caso di estensione da 4 a 8 ore dello sciopero di oggi già proclamato da Cgil e Uil. Esprimiamo solidarietà e vicinanza alle famiglie degli operai deceduti e dispersi, ai lavoratori feriti, auspicando che sia fatta piena luce sulla dinamica di questa tragedia.

L’esplosione e i danni

Come ha spiegato il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, “la struttura viene considerata non in pericolo di crollo, ma molte delle stanze sono allagate e quindi bisogna capire dove i dispersi hanno trovato rifugio o sono eventualmente collocati” . Tutto, secondo la ricostruzione del sindaco, sarebbe avvenuto a “circa 70 metri profondità, dove c’è stato un incendio” alla turbina e “il crollo strutturale di un solaio, delle tubature che si sono aperte e hanno inondato le camere”

Enel Green Power fa intanto sapere che continuerà a dare ogni forma di collaborazione alle autorità preposte per accertare i fatti. L’amministratore delegato, Salvatore Bernabei, ieri si è recato immediatamente sul luogo per coordinare di persona le attività aziendali in raccordo con le autorità competenti. Nella centrale erano in corso lavori di efficientamento che Enel Green Power “aveva contrattualizzato con tre aziende primarie, Siemens, ABB e Voith”. Da quanto ricostruito, “il collaudo del primo gruppo di generazione era già terminato nei giorni scorsi e, al momento in cui è avvenuto l’incidente, era in corso il collaudo del secondo gruppo”.

adnkronos.com




Nuova grana per Boeing, nel mirino anche i 787 e i 777

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5d2093517f83eacf60ea3a32e62f4986Già alle prese con la crisi del 737 Max, il colosso dell’aviazione si trova a far fronte a una nuova emergenza: uno dei suoi ingegneri, Sam Salehpour, l’ha accusata di aver preso scorciatoie per aumentare la velocità di produzione lasciando potenzialmente difetti strutturali sui 787 e i 777.

Accuse pesanti che penalizzano il titolo Boeing a Wall Street, dove arriva a perdere oltre l’1,40%.

Salehpour ha dettagliato le sue accuse alle autorità americane con una lettera indirizzata al numero uno della Federal Aviation Administration, Mike Whitaker. Fra queste il fatto che in volo ci sono al momento quasi mille 787 e circa 400 777 a rischio di cedimenti strutturali. “Esaminiamo attentamente tutte le informazioni relative alla sicurezza”, si è limitato a commentare il portavoce della Faa Ian Gregor.

L’ingegnere testimonierà nei prossimi giorni anche in Congresso nel corso di un’audizione convocata dal senatore democratico Richard Blumenthal per “esaminare la cultura della sicurezza all’interno di Boeing concentrandosi sui racconti di prima mano” in merito alla società. Boeing si è impegnata a cooperare con il Congresso e a fornire i documenti necessari per un esame accurato. Pur assicurando la sua cooperazione, il colosso dell’aviazione ha respinto seccamente le accuse del suo ingegnere: “Abbiamo piena fiducia nel 787 Dreamliner. Le accuse sulla sua integrità strutturale non sono accusate”, ha detto.

Un’analoga fiducia è stata espressa da Boeing sulla “sicurezza e durabilità dei 777”. Le accuse sono un nuovo pesante duro colpo per Boeing, di recente protagonista di una nuova serie di incidenti con il 737 Max che hanno riacceso i timori sulla sicurezza dei suoi velivoli. In gennaio un portellone di un 737 dell’Alaska Airlines è esploso in volo traducendosi nel fermo di molti 737 Max 9 negli Stati Uniti. Un clamoroso episodio che ha fatto ripiombare la società in una crisi profonda dopo un 2018 e un 2019 da dimenticare, quando due Boeing Max 8 precipitarono uccidendo quasi 350 persone. L’inchiesta scattata dopo l’incidente dell’Alaska Airlines ha poi rivelato che Boeing ha fallito 33 verifiche su 88 nel processo di produzione del 737 Max, peggiorando un quadro già complesso.

Nel tentativo di voltare pagina, il mese scorso l’amministratore delegato di Boeing Dave Calhoun ha annunciato la sua uscita alla fine del 2024. A dire addio sono anche il responsabile della divisione aerei commerciali, Stan Deal, e il presidente del consiglio di amministrazione, Larry Kellner. Uno scossone all’assetto con cui Boeing si augura di recuperare la sua reputazione e guardare avanti dopo anni trascorsi ad arginare un susseguirsi di crisi che l’hanno fatta tremare. Un compito non facile che spetterà al nuovo amministratore delegato, che non è ancora stato identificato.

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