È morto Vittorio Emanuele di Savoia. Aveva 86 anni.

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savoiaÈ morto questa mattina a 86 anni Vittorio Emanuele di Savoia. “L’annuncio è arrivato in un comunicato, scritto in lingua italiana e francese, inviato dalla “Real casa di Savoia”, che annuncia appunto la scomparsa. “Alle ore 7.05 di questa mattina, 3 Febbraio 2024, Sua Altezza Reale Vittorio Emanuele, Duca di Savoia e Principe di Napoli, circondato dalla Sua famiglia, si è serenamente spento in Ginevra. Luogo e data delle esequie saranno comunicati appena possibile”, dice la nota.

Vittorio Emanuele era figlio dell’ultimo re d’Italia Umberto II e di Maria José. Sposò Marina Doria, da cui ebbe Emanuele Filiberto, oggi 51enne. Vittorio Emanuele era rientrato in Italia nel 2002, dopo essere stata a lungo in esilio. Di recente la sua vita era stata ricostruita nella fiction “Il principe”, con protagonista proprio Vittorio Emanuele, che aveva fatto molto discutere.

ag dire –  www.dire.com




L’ICC di New York: “Insegnare italiano negli USA”

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31nyInsegnare l’italiano negli USA: 10 idee per una didattica che innova”: è il tema della giornata di didattica gratuita che, organizzata da ALMA Edizioni, si terrà il 3 febbraio, dalle ore 9:00 alle 17:00, presso l‘Istituto Italiano di Cultura di New York.
Relatori dell’evento saranno Giorgio Massei Tania Convertini, che interverranno rispettivamente su “DIECI lezioni di italiano: come migliorare l’apprendimento dell’italiano in 10 facili mosse” e “Neuroscienze e insegnamento linguistico: dalle teorie alle tecniche per la classe”, il primo, e “Nuovi strumenti per innovare. Il Design Thinking nella classe di lingua e cultura italiana” e “Parole che uniscono: coltivare l’empatia nelle classi di lingua e cultura italiana”, la seconda. Ad illustrare le novità di ALMA Edizioni interverrà la direttrice operativa Diana Biagini, consulente didattica per insegnanti universitari di italiano negli USA.
Al termine della giornata saranno consegnati gli attestati di partecipazione ai presenti e copie del saggio “DIECI • Italian Course for English Speakers”.
Giorgio Massei è il direttore operativo e strategico di ALMA Edizioni. Autore di testi didattici e formatore, ha insegnato per anni presso la University of Michigan, ha fondato e diretto il Laboratorio Edulingua di San Severino Marche, è stato coordinatore dei corsi online e responsabile della piattaforma digitale Dante.global della Società Dante Alighieri e docente nel Master in Didattica dell’italiano a stranieri ITALINT dell’Università di Macerata.
Tania Convertini dirige il programma di lingua italiana al Dartmouth College (NH). Le sue aree di ricerca includono la pedagogia della lingua e la pedagogia digitale, l’educazione interculturale, il cinema e i mezzi di comunicazione. Ha pubblicato articoli sull’uso pedagogico del cinema e della tecnologia nelle classi di lingua, nonché letture critiche di film, spettacoli televisivi e testi letterari. (aise)




“Mio bisnonno era italiano”, e dall’estero chiedono la cittadinanza italiana: in Veneto è boom di richieste (e diffide) dal Brasile

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cittadinanza italiana 1536x864I Comuni del Veneto sono inondati di richieste di cittadinanza da parte di persone che dicono di vantare avi italiani. E sono anche in difficoltà. “Anci Veneto da tempo sta raccogliendo l’allarme dei servizi demografici dei Comuni sul notevole incremento dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza per discendenza da avi italiani (cosiddetta cittadinanza ‘iure sanguinis’) emigrati all’estero soprattutto verso Paesi del sud America o verso il Canada o l’Australia”, racconta il direttore di Anci Veneto, Carlo Rapicavoli.

UNA VALANGA DI RICORSI CHE HA TRAVOLTO IL TRIBUNALE

Già il presidente della Corte d’Appello di Venezia, Carlo Citterio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, sabato scorso ha affermato: “Il Tribunale di Venezia è l’unico ad avere aumentato la propria pendenza in quanto è stato raggiunto da un numero di richieste di ricorsi per il riconoscimento della cittadinanza da parte dei brasiliani collegati con l’Italia. Il numero di questi ricorsi da solo è superiore al numero di tutte le altre cause che sono state incamerate dal tribunale di Venezia. È un problema anche di natura politica, perché se la cosa dovesse proseguire ed estendersi, avrà un notevole impatto sulla composizione del corpo elettorale, sui quorum degli elettori e così via”. Si tratta appunto delle procedure di riconoscimento del possesso della cittadinanza agli stranieri discendenti da avo italiano emigrato in Paesi dove vige lo “ius soli”, risalente al 1912, che aveva inteso garantire ai figli dei nostri emigrati il mantenimento del legame con il Paese di origine degli ascendenti, introducendo un’importante eccezione al principio dell’unicità della cittadinanza.

BASTA AVERE UN PARENTE ITALIANO, ANCHE LONTANISSIMO

Per far richiesta in base allo ‘iure sanguinis’ va dimostrata la discendenza dal soggetto originariamente investito dello status di cittadino (l’avo emigrato) e provare l’assenza di interruzioni nella trasmissione della cittadinanza (mancata naturalizzazione straniera dell’avo dante causa prima della nascita del figlio, assenza di dichiarazioni di rinuncia alla cittadinanza italiana degli ulteriori discendenti prima della nascita della successiva generazione, a dimostrazione che la catena di trasmissioni della cittadinanza non si sia interrotta). Per il riconoscimento occorre accertare che la discendenza abbia inizio da un avo italiano (non ci sono limiti di generazioni) e che l’avo cittadino italiano abbia mantenuto la cittadinanza sino alla nascita del discendente.

CORRISPONDENZE FATICOSE, POI ARRIVANO DIFFIDE E RICORSI

I Comuni ricordano che, nella maggior parte dei casi, la cittadinanza è riconosciuta dopo un’istruttoria consolare o dall’autorità giudiziaria con ordinanza cui fanno seguito richieste di trascrizione di numerosi atti di stato civile, talvolta per interi nuclei familiari (atti di nascita, matrimonio, eccetera). “A ciò si somma una estenuante corrispondenza con i discendenti che spesso non parlano italiano e richiedono, anche più volte in breve tempo, ricerche d’archivio, certificati storici ed estratti di atti di stato civile di avi, con dati assolutamente insufficienti ed imprecisi”, spiegano dall’Anci del Veneto. Anche gli studi legali e le agenzie di ricerche avi inviano numerose richieste “seguite da insistenti solleciti, anche a distanza di pochi giorni, minacciando diffide e ricorsi“.

LA VERA DESTINAZIONE? PAESI DEL NORD AMERICA O ALTRI PAESI EUROPEI

Nei Comuni del Veneto arrivano in genere istanze con prevalenza dal Brasile “e verosimile appare l’interesse ad ottenere un passaporto italiano che agevoli il transito negli Stati del Nord America e l’ingresso e la libera circolazione nei Paese aderenti all’area Schengen con i vantaggi che da questo possono derivare”. Infatti, spiega l’Anci, “non appena ottenuta la cittadinanza si allontanano dal Comune di residenza godendo dei vantaggi che conferisce la cittadinanza italiana, lasciando agli uffici anche l’incombenza dei procedimenti successivi. Va da sé che l’attività procedimentale connessa non si esaurisce con un controllo degli atti già impegnativi che comporta contatti e disamine con avvocati i quali, spesso, inviano documenti incompleti e non rispondenti alle formalità previste per le trascrizioni ma prevede, altresì, ricerche d’archivio, la ricostruzione della genealogia in vari casi di non immediata interpretazione, visti i frequenti cambi di generalità, rettifiche di atti, trascrizione degli stessi, l’apposizione di annotazioni, comunicazioni ai Consolati e agli studi legali a cui vanno aggiunti gli adempimenti anagrafici per iscrizione Aire, di leva ed elettorali e il dispendioso invio di cartoline per le elezioni“. Tutto ciò, commenta Rapicavoli, “pregiudica il normale funzionamento degli Uffici di Stato civile con inevitabili ripercussioni sull’esecuzione degli adempimenti dei Servizi demografici tanto di front che di back-office nonostante ci si adoperi per rispettare le scadenze ordinarie ed evadere le richieste dei cittadini, i quali vantano un pari diritto al regolare e celere svolgimento delle attività”.

Gli Uffici demografici dei Comuni del Veneto, “con le attuali disponibilità di personale e i vincoli normativi, a fatica possono far fronte al carico di loro competenza non potendo, tra l’altro, essere succubi di minacce e diffide ad adempiere da parte di consulenti vari che hanno fatto di tali pratiche l’oggetto principale delle loro attività. È dunque necessario un intervento normativo per disciplinare la materia, soprattutto evitando di far gravare sui Comuni sostanzialmente un onere divenuto insostenibile”, conclude l’Anci.

ag dire – www.dire.it




Ondata di sdegno in Italia al vedere Ilaria Salis in un tribunale ungherese in ceppi, catene e al guinzaglio

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gfbelibwsaa2ktn“Le immagini di Ilaria Salis alla prima udienza del processo a suo carico in Tribunale a Budapest in catene, con le manette ai polsi e i piedi legati da ceppi di cuoio con lucchetti, sono agghiaccianti. Addirittura Ilaria veniva trascinata da un agente delle forze di sicurezza ungheresi con una catena simile ad un guinzaglio. Un trattamento inumano e degradante non degno di un paese civile. Chiediamo ancora con più forza al governo italiano, al ministro degli Affari Esteri Tajani che Ilaria Salis venga trasferita in Italia e possa partecipare al processo contro di lei dal nostro Paese. Le immagini dimostrano che Ilaria non può stare un giorno in più in carcere in Ungheria“. Lo afferma il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di Palazzo Madama.

Cresce lo sdegno, in Italia, per la vicenda di Ilaria Salis, attivista antifascista milanese di 39 anni che è detenuta da oltre un anno in Ungheria: oggi è stata condotta in aula per un’udienza del processo che la vede imputata per aver aggredito due estremisti di destra nella capitale ungherese. Le immagini girate dal Tg3 all’interno dell’aula, dove la militante è apparsa con le manette e i ceppi ai piedi – oltre a una specie di guinzaglio – hanno fatto sollevare un’ondata di indignazione per il mancato rispetto dei diritti umani. La prossima udienza si terrà il 24 maggio: oggi Ilaria Salis si è dichiarata non colpevole.

FASSINO: “VIOLATE CONVENZIONI, GOVERNO CHIEDA RILASCIO”

“Ilaria Salis tradotta in tribunale con manette ai polsi e ceppi alle caviglie. Una vergogna che viola ogni norma di civiltà e le convenzioni internazionali sul rispetto che si deve alle persone detenute. Il governo italiano non resti passivo: chieda all’Ungheria l’immediata messa in libertà di Ilaria a cui vanno garantiti i diritti e le tutele previste per le persone sottoposte a giudizio”. Lo ha scritto su X Piero Fassino, deputato del Partito democratico e già ministro della giustizia.

ZAN (PD): “”GOVERNO FACCIA DI PIÙ PER ILARIA SALIS”

“Orbán. Comincia occupando televisioni, asservendo giornali e magistratura, continua attaccando i diritti e trascinando in tribunale in catene militanti antifascisti. Per Meloni e Salvini resta un modello? Solidarietà a Ilaria Salis, il governo deve fare molto di più”. Così su X Alessandro Zan, responsabile Diritti nella segreteria nazionale del PD.

PICIERNO: “PORRE FINE A VIOLAZIONE DIRITTI UMANI”

“È iniziato questa mattina il processo alla nostra connazionale Ilaria Salis, che è entrata nell’aula di tribunale legata mani e piedi e trascinata da una guardia carceraria, ma senza perdere il sorriso. Le condizioni detentive e il processo a suo carico appaiono sempre più come un’enorme vendetta ingiustificata da parte dell’Ungheria e del governo ungherese per un’aggressione nei confronti di due militanti neonazisti ungheresi ancora da provare”. Lo scrive sui social Pina Picierno, vicepresidente del parlamento Europeo.
“Ho chiesto già a dicembre- aggiunge- alla Commissione europea di adottare misure idonee per porre fine a questa violazione dei diritti umani e anche oggi chiedo il rilascio immediato di Ilaria Salis. Il Governo è forse immobile perché Viktor Orbán è un buon amico di Giorgia Meloni o perché Ilaria Salis è un’antifascista?”.

ag. dire – www.dire.it




L’Isis spara in una chiesa italiana a Istanbul: morto un fedele turco

captura
La chiesa di Santa Maria dopo l'attacco subito da due uomini armati a Istanbul
OZAN KOSE / Afp – La chiesa di Santa Maria dopo l’attacco subito da due uomini armati a Istanbul

agi.it




Beniamino Zuncheddu, 32 anni in prigione per un errore giudiziario

captura
Zuncheddu, 59 anni, era stato condannato all’ergastolo. Il 25 novembre scorso – su decisione dei giudici della Capitale che hanno accolto la richiesta di sospensione della pena -, era uscito dal carcere e oggi è presente in aula. Da oggi Zuncheddu è un uomo libero definitivamente, a distanza di 33 anni da quel gennaio del 1991 nel quale finì in manette per triplice omicidio.

La Difesa: “Non meritava questo”

downloadI più lungo errore giudiziario della storia della Repubblica

Le prime parole di Zuncheddu dopo la sentenza




Un generale di origine italiana al comando della più grande esercitazione militare della NATO dai tempi della Guerra Fredda

cavoli

cavoliIn settimana è iniziata la “Steadfast Defender” targata NATO, la più grande esercitazione militare dai tempi della Guerra Fredda.

L’evento coinvolgerà i soldati di ben trentadue paesi, che avranno l’obiettivo di difendersi da un nemico fittizio, lo “Stato di Occasus”. Naturalmente, dietro quest’ultimo, si cela sotto mentite spoglie la Russia di Vladimir Putin. Al mastodontico wargame che terminerà presumibilmente entro maggio 2024, prenderanno parte circa 90.000 soldati, più di cinquanta navi, oltre ottanta aerei, elicotteri, droni ed oltre millecento veicoli da combattimento, tra i quali vi saranno più di centotrenta carri armati.

Cristopher Cavoli (ANSA)

A guidare le operazioni, invece, sarà Christopher Cavoli, Supreme allied commander Europe della NATO. Il generale americano, nato in Germania, è originario di Pinzolo, cittadina del Trentino Alto Adige, ed è cresciuto tra Roma, Verona e Vicenza. Ha iniziato la carriera militare seguendo le orme del padre, anch’egli ufficiale statunitense durante la Guerra Fredda, servendo per anni il proprio Paese nel corso del conflitto in Afghanistan.

Nel 2022, è stato scelto dal presidente Joe Biden per ricoprire la maggiore carica militare degli Stati Uniti nel vecchio continente. Ora, al generale di origini italiane toccherà supervisionare il mastodontico wargame targato NATO, un’operazione che lui stesso ha definito come “’l’esercitazione più grande da decenni a questa parte” Cavoli ha inoltre spiegato: “Steadfast Defender durerà fino a maggio, e vedrà la partecipazione di 90mila soldati provenienti dagli stati alleati e dalla Svezia. La NATO dimostrerà la propria capacità di difesa dello spazio euroatlantico in caso di minaccia militare, trasferendo truppe dagli Stati Uniti in direzione dell’Europa”.

(ANSA)

“Gli ultimi attacchi russi in Ucraina sono stati devastanti ma non militarmente efficaci”, ha invece dichiarato il presidente del Comitato militare, l’ammiraglio Rob Bauer, “se nel 2023 siamo stati troppo ottimisti, nel 2024 non dobbiamo essere eccessivamente pessimisti. I paesi che compongono l’alleanza atlantica devono capire che la guerra è un fenomeno che coinvolge tutta la società. I militari devono essere sostenuti con uomini e mezzi”.

L’ammiraglio ha poi aggiunto: “In questi due anni, la Russia ha usato diversi missili, ma al contempo è aumentata molto anche la produzione. Mosca sta ricevendo missili dalla Corea del Nord e ci aspettiamo che li riceva presto anche dall’Iran, benché al momento non abbiamo ancora osservato tali forniture”.

(ANSA)

Nel frattempo, mentre l’alleanza tiene d’occhio i movimenti russi, il Vecchio continente si appresta ad osservare da vicino il wargame protagonista di questa prima parte del 2024.

La mastodontica esercitazione sarà articolata diversi tre step. La prima fase, che durerà fino a marzo, impegnerà principalmente le forze navali, che saranno messe a dura prova anche da condizioni climatiche non esattamente favorevoli. Successivamente, i soldati saranno impegnati in Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Germania, Norvegia, Polonia e Svezia. A inizio aprile, invece, le forze militari affronteranno una serie di esercitazioni principalmente in Germania ed in Polonia. L’ultima fase del wargame, infine, vedrà protagoniste Italia, Estonia, Ungheria, Macedonia del Nord e Romania.

da La Voce di New York




Nell’Italia più settentrionale un fitto programma di eventi dedicati al Messico

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quovadisvertL’edizione 2024 di Quo Vadis?, il festival delle culture e delle lingue supportato dalla Provincia Autonoma di Bolzano, è dedicata al Messico.

Organizzato dall’associazione culturale Lasecondaluna e dalla cooperativa Cedocs Onlus, la manifestazione ospita svariati eventi per conoscere più da vicino i molti aspetti che caratterizzano la cultura dell’unico Paese latino dell’America del Nord.

Con una fitta rete di appuntamenti distribuiti tra le città di Bolzano, Laives, Merano e Bressanone, la kermesse culturale inaugurata il 19 gennaio animerà il territorio altoatesino fino al 17 febbraio. Dopo le edizioni 2022 e 2023 —dedicate rispettivamente al Giappone e alla Corea del Sud— il festival, organizzato in collaborazione con il Consolato del Messico a Milano, propone al pubblico una serie di approfondimenti verticali su questa nazione latinoamericana.

Tra gli eventi di spicco, la mostra Lo sguardo di Tina. Il Messico degli anni Venti nella fotografia di Tina Modotti, che potrà essere visitata negli spazi del Centro Trevi al civico 28/B di via Cappuccini a Bolzano.

A Laives, nella sala espositiva di via Pietralba 29, l’esposizione Muralismo messicano. Un dialogo contemporaneo parte dallo studio delle opere di alcuni degli esponenti di spicco di questo movimento —Diego Rivera, José Clemente Orozco e David Alfaro Siqueiros— per proporre in chiave contemporanea un approfondimento sulla sua nascita ed evoluzione storica.

Martedì 30 gennaio, martedì 6 febbraio e venerdì 9 febbraio, alle ore 18:00, il Centro Trevi di Bolzano ospiterà un minicorso di spagnolo per viaggiare, rivolto a chi non conosce la lingua e vuole imparare un vocabolario base ed espressioni utili per muoversi nei Paesi ispanofoni. Le lezioni, di due ore ognuna, avranno un focus sul Messico e sulle particolarità presenti nella lingua parlata rispetto allo spagnolo standard.

Sempre al Centro Trevi, giovedì 25 gennaio alle ore 18:00 è in programma la conferenza di Chiara Vannucchi Frida Kahlo. Vita e opere di un’anima ribelle. La narrazione, centrata su questa artista divenuta icona mondiale della forza femminile, affronterà aspetti legati alla ricerca pittorica, ma prenderà in considerazione anche la congiuntura dell’epoca e il suo ruolo nella rappresentazione della donna.

Mercoledì 31 gennaio alle ore 20:30 il Waag Cafè di Bolzano ospiterà una degustazione di bevande alcoliche tipiche del Messico: la tequila, il mezcal, il rum e il sotol, distillato dalla cosiddetta “spugna del deserto”. La sommelier Sandra Viruel accompagnerà i partecipanti alla scoperta di questo mondo.

Giovedì 1° febbraio alle ore 18:00, di nuovo al Centro Trevi, Tiziana Bertaccini terrà la conferenza La grande civiltà azteca e la conquista spagnola, un’occasione per scoprire alcuni degli aspetti più interessanti di questo popolo, approfondendone la storia, la mitologia, la società, l’arte e le numerose influenze lasciate in eredità.

Lunedì 5 febbraio alle ore 18:30 il ristorante Condito di Bolzano sarà la sede di una lezione di cucina messicana impartita dalla chef Magdalena Viveros. Gli iscritti prepareranno e assaggeranno alcuni dei piatti appartenenti alla tradizione del Paese con utensili speciali come, per esempio, metates e molcajetes (mortai di pietra). Proprio questi ultimi verranno impiegati nella preparazione delle tortillas artigianali. La lezione verrà ripetuta al Centro Don Bosco di Laives martedì 6 febbraio alle 18:30.

Mercoledì 7 febbraio alle 17:30, nella Nuova Libreria Cappelli di Bolzano, Pablo Lombó Mulliert illustrerà le particolarità di El día de muertos, una delle tradizioni più rappresentative della cultura messicana. Nel 2008 questa festa è entrata a far parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO in quanto espressione vivente del passato indigeno e coloniale che contraddistingue la variegata comunità contemporanea del Paese.

Mercoledì 14 febbraio una dissertazione di Giovanni Gentile G. Marchetti, dell’Università di Bologna, offrirà un approfondimento su alcuni aspetti caratteristici della lingua Náhuatl, parlata un tempo dai toltechi e, all’arrivo dei conquistatori spagnoli, dagli aztechi e, ancora oggi, la lingua indigena più diffusa nell’area culturale chiamata Mesoamerica.

Venerdì 16 febbraio alle 18:00 il Centro Trevi ospiterà Viaggio in Messico, un racconto per immagini sulla ricchezza culturale, geografica e storica del Paese che saranno svelate appieno da Myrna La Ferlita attraverso le sue mete turistiche, la sua gastronomia, la sua architettura, i suoi musei e le sue tradizioni.

Gli eventi a Bolzano concluderanno al Teatro Cristallo sabato 17 febbraio alle 20.30 con lo spettacolo Viaggio tra mondi. Danze e melodie dal Messico, che esplora il velo misterioso che separa il mondo dei vivi da quello degli spiriti. Balli folcloristici di grande impatto e canzoni evocatrici accompagneranno gli spettatori in un coinvolgente percorso attraverso le tradizioni e le connessioni ancestrali della cultura locale.

A Laives, nella Biblioteca Don Bosco, Tiziana Bertaccini parlerà della Rivoluzione messicana venerdì 2 febbraio alle ore 18:00. Questa estesa serie di conflitti armati avvenuti tra il 1910 e il 1920 sono stati definiti come l’evento distintivo della storia moderna del Paese.

A Laives il programma di Quo Vadis 2024 concluderà mercoledì 14 febbraio alle ore 16:00, di nuovo nella Biblioteca Don Bosco, con un laboratorio per bambini dedicato alla festa del Giorno dei Morti. L’evento verrà ripetuto nella Mediateca Multilingue di Merano giovedì 15 febbraio alle ore 16:00.

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Il Senato dice sì all’autonomia delle Regioni

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“Con l’approvazione dell’autonomia oggi in Senato si è compiuto un ulteriore passo avanti verso un risultato storico, importantissimo e atteso da troppo tempo – rivendica Calderoli -. Avevo previsto che oggi sarebbe stata una bella giornata, e così è stato. Questa è una risposta che dovevo a quelle 14 Regioni su 15 a statuto ordinario che ce l’avevano chiesto”.
“Il successo di questo primo passaggio parlamentare rappresenta la pietra miliare che segna l’accelerata finale verso un traguardo di rinascita per il Paese; per tutto il Paese”, festeggia Zaia. “Nessuna Regione sarà privata di qualcosa e godrà, invece, di maggiori opportunità di crescita. La cabina di regia dei Lep mette a terra importanti e maggiori diritti dei cittadini, che saranno la garanzia di prestazioni e servizi uniformi su tutto il territorio nazionale – assicura -. Lo stesso termine ‘differenziata’ non indica diversità tra le Regioni ma identifica un sistema di autonomia articolato e virtuoso, già sperimentato con successo in altri grandi Paesi europei come la Germania”.
“È una giornata storica – esulta il governatore lombardo Attilio Fontana -. Siamo a un passo dal grande obiettivo di avere una Lombardia più autonoma, capace di rispondere ancora meglio ai bisogni e alle aspettative dei suoi territori e dei suoi cittadini”. Dopo l’approvazione, caos in Aula a Palazzo Madama con la Lega che ha issato la bandiera veneta con il Leone di San Marco. Mentre le opposizioni hanno intonato l’inno di Mameli. Coro al quale si sono uniti anche i senatori di Fratelli d’Italia, per ribadire che la riforma non mette a repentaglio l’unità del Paese.
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Alessandro Modiano,. nuovo Ambasciatore in Messico, presenta le sue credenziali

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modianocredenzialivertL’Ambasciatore d’Italia in Messico, Alessandro Modiano, ha presentato oggi al ministero degli Esteri (Secretaría de Relaciones Exteriores) le copie delle lettere credenziali, «felice e orgoglioso di iniziare la sua missione in un momento così speciale, nell’anno del 150° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, con legami bilaterali più forti che mai», si legge in una nota.

La cerimonia si è svolta alla presenza della viceministra degli Esteri ad interim, Jennifer Feller, e di Jonathan Chait Auerbach, direttore generale del Protocollo, con la partecipazione del consigliere Tommaso Coniglio, responsabile dell’Ufficio politico dell’Ambasciata d’Italia in Messico e vice capo Missione.

«A nome della ministra degli Esteri, Alicia Bárcena, è stato un piacere ricevere, insieme alla viceministra degli Esteri ad interim, Jennifer Feller, le copie credenziali del nuovo ambasciatore italiano in Messico, Alessandro Modiano. Benvenuto in Messico, Ambasciatore”, ha scritto sul suo account X Jonathan Chait.

Le lettere credenziali sono il documento ufficiale attraverso il quale uno Stato accredita un proprio agente diplomatico (in questo caso l’ambasciatore) presso uno Stato straniero.

La Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961 stabilisce a tal proposito che il capo di una missione diplomatica assume le funzioni nello Stato accreditatario al momento della presentazione delle lettere credenziali.

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