Santo Domingo. La Cucina Italiana Patrimonio immateriale dell’UNESCO

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6a4968aaa2397df92ab0fb27e31946feLa nave da crociera “Costa Pacifica” è stato lo scenario per la presentazione a Santo Domingo della candidatura ufficiale della Cucina Italiana come Patrimonio immateriale dell’Unesco, in un evento in cui l’ambasciatore d’Italia in Repubblica Dominicana, Stefano Queirolo Palmas, ha evidenziato l’importanza, la diffusione e la bontà dei prodotti e della cucina italiana, uno dei simboli del Made in Italy.
A bordo della nave, riferisce un comunicato, erano presenti il 29 dicembre scorso i rappresentanti del corpo diplomatico, del ministero degli Esteri e del governo dominicano, nonché rappresentanti delle autorità militari.
La cornice dell’evento ha avuto luogo all’interno del porto di San Soucí, nella baia di Santo Domingo, la quale ha ricevuto la Costa Pacifica per la seconda volta nell’arco del 2023.
La flotta Costa, composta da dieci navi in servizio tutte battenti bandiera italiana, “è portatrice dei valori dell’Italia nel mondo e rappresenta il Belpaese laddove le navi Costa fanno scalo, come una vera e propria ambasciata italiana”.
Dopo i suoi primi 75 anni di storia, e presente con i suoi servizi in Repubblica Dominicana da oltre 30 anni, sottolinea la nota, “Costa Crociere guarda al futuro navigando lungo una rotta di costante innovazione e sviluppo sostenibile, portando con sé e facendo scoprire al pubblico le eccellenze italiane a livello di tecnologia, design e cucina”.

ansa.it




L’Ambasciatore Di Chiara lascia il Messico

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fotoluigidechiaravertMancano pochi giorni alla partenza dell’Ambasciatore d’Italia in Messico Luigi De Chiara, che conclude il prossimo fine settimana il suo incarico in questo Paese latinoamericano.

Quali sono stati i suoi obiettivi, i principali successi e le più grandi delusioni nei quattro anni del suo incarico come Ambasciatore d’Italia in Messico?

Dal punto di vista degli obiettivi diciamo che —con un governo messicano come quello attuale, molto concentrato al suo interno e, in politica estera, focalizzato quasi al 100% nel rapporto con gli Stati Uniti— mi è sembrato chiaro fin dall’inizio che non ci fosse molto da attendersi.

Tra l’altro, subito dopo il mio arrivo è iniziato il Covid che ha impedito di svolgere alcune attività che erano in programma come, ad esempio, la commissione binazionale.

Per questo ho ritenuto utile concentrare tutte le energie nel settore economico-commerciale, che sembrava avere una maggiore potenzialità.

Mi sembra che sia andata abbastanza bene: non è stato solo merito dell’Ambasciata e del sistema Italia in Messico, ma abbiamo visto un’importante intensificazione degli scambi commerciali. Il Messico è diventato il primo mercato per il Made in Italy in tutta l’America Latina, superando anche il Brasile, con un’economia grande il doppio e una collettività di cittadini italiani e oriundi molto più numerosa.

Dal punto di vista degli investimenti produttivi, l’ambasciata è stata molto vicina alle imprese italiane. Abbiamo visto aziende che già erano presenti nel Paese inaugurare una nuova stagione di espansione e molte altre società avvicinarsi per la prima volta al mercato locale.

Oggi —a causa del fenomeno del nearshoring che è già una realtà e lo continuerà ad essere sicuramente nei prossimi anni— in Italia si parla molto di più del Messico. Insieme alla straordinaria azione promozionale svolta dall’Ambasciata messicana a Roma in questi anni, i risultati sono diventati talmente evidenti che è stato più facile potenziare qui la presenza italiana.

Lascio senza dubbio un’ambasciata molto diversa da quella che ho trovato quattro anni fa. Abbiamo inaugurato l’addettanza militare, stiamo costruendo la nuova sede della nostra rappresentanza diplomatico-consolare nel quartiere Polanco di Città del Messico e c’è un’importante espansione del personale. In particolare arriverà un quinto funzionario diplomatico, si è unita alla squadra una vicaria del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di ruolo da Roma ed avremo un addetto agricolo-fitosanitario. Insomma tante novità in un’ambasciata che si espande ed acquisisce una maggiore capacità d’azione in un Paese che ci offre un terreno particolarmente fertile.

Devo menzionare anche il settore artistico e culturale, dove credo che siamo stati una delle ambasciate più attive e con maggiore visibilità, nonostante il fatto che siamo relativamente piccoli rispetto alle rappresentanze dei Paesi con i quali normalmente ci compariamo. La visibilità continuerà anche quest’anno, nell’ambito della celebrazione dei 150 anni di relazioni bilaterali, con un programma molto importante.

Quindi, grande soddisfazione per i risultati ottenuti. È stato un lavoro avvincente e divertente. Non ci sono state delusioni in questi quattro anni e due mesi in Messico. Il rapporto con una amministrazione federale così peculiare è stato abbastanza sfidante, ma questo ci ha spinto a lavorare molto con le autorità a livello statale e locale, che sono forse le più importanti per quanto riguarda la salute degli investimenti italiani in Messico. Con la Cancillería la relazione è sempre stata assolutamente collaborativa e anche di grande simpatia personale con tutti gli interlocutori.

Quali sono le sue previsioni sullo sviluppo futuro dei rapporti tra l’Italia e il Messico?

Mi ricollego a quello che dicevo prima: credo che ci sia senz’altro nel settore economico e commerciale una situazione molto favorevole a un ulteriore incremento e approfondimento della relazione bilaterale.

Dopo il Covid le energie e l’attenzione di Roma, come è successo per tutti i Paesi europei, sono state assorbite dall’invasione russa in Ucraina, dalla crisi energetica che ne è scaturita e ora anche dalla crisi di Gaza.

Spero che presto si possano creare le condizioni per riprendere un dialogo politico che, comunque, non si è mai interrotto. Mi piace ricordare che, seppure non siamo riusciti ad organizzare la Commissione binazionale, ci sono stati incontri tra gli allora ministri Ebrard e Di Maio al margine di due presidenze diverse del G20, abbiamo avuto la visita della vice ministra Sereni nel 2020, il sottosegretario Della Vedova nel 2021 e due volte il sottosegretario Silli nel 2023.

Credo che il Messico sia stato il Paese latinoamericano più presente nell’agenda politica della Farnesina per quanto lo abbiano permesso le difficili circostanze che abbiamo vissuto negli ultimi quattro anni.

Guardando al futuro messicano, dopo le prossime elezioni —dalle quali risulterà un nuovo governo federale e che daranno inizio al successivo sessennio presidenziale— ci sarà una grande opportunità per investire in termini di relazioni tra un governo in Italia che è già consolidato e un esecutivo locale che muoverà i primi passi.

Molti aspetti sono prioritari tanto in Italia come in Messico, tra cui le problematiche di pace e sicurezza internazionale, compreso il tema delle migrazioni che vede Italia e Messico soffrire —forse come nessun altro Paese al mondo— questo ruolo di ponte geografico fra il sud e il nord del pianeta.

Credo, quindi, che ci siano tutte le premesse per non solo espandere la relazione economico-commerciale, ma anche per riprendere con nuovo vigore quella politica. Nei settori culturali e della collaborazione scientifica-tecnologica le attività non si sono mai fermate, neanche durante il Covid.

In Messico esistono diverse associazioni e istituzioni il cui obiettivo principale è la promozione dell’Italia e il sostegno degli italiani residenti (Camera di Commercio, ICE, Dante Alighieri, Istituto Italiano di Cultura, Accademia d’Arte di Firenze, Associazione Italiana Assistenza, Patronato Ital, Associazione dei ricercatori, Comites, Consolati onorari, ecc.). Pensa che ci sia qualcosa che possano fare per essere più incisive nel loro lavoro?

Io non a caso fin da quando sono arrivato parlo di un Sistema Paese italiano in Messico, perché in realtà esiste una presenza del Bel Paese piuttosto composita e variegata.

Oltre all’ICE, all’Istituto di Cultura e all’addettanza militare, che sono istituzioni pubbliche che lavorano in modo sinergico con l’ambasciata, ci sono una serie di organizzazioni che nascono su una base più volontaristica.

Il fatto che tradizionalmente abbiamo investito meno in Messico rispetto ad altri importanti Paesi dell’area latinoamericana mi ha portato quasi istintivamente a fare gioco di squadra con queste associazioni. Abbiamo avuto una collaborazione sinergica che io credo che sia stata un po’ il segreto dei risultati che abbiamo ottenuto in questi quattro anni.

Mettendo insieme tutte le istituzioni del Sistema Paese Italia in Messico si ha una capacità di fuoco molto maggiore rispetto a quella che ciascuna di loro —compresa l’ambasciata— ha agendo singolarmente. Grazie a questa cooperazione è stato possibile fare tantissime cose, soprattutto dal punto di vista della promozione del Made in Italy. Abbiamo instaurato un canale di comunicazione —anche con le imprese italiane— molto più agevole e diretto di quanto non succedesse nel passato.

Cosa possono fare di più? Secondo me fanno già tanto. Tutti insieme si potrà migliorare se lavoreremo per aumentare ulteriormente l’efficacia di questa collaborazione sinergica fra le istituzioni del Sistema Italia in Messico.

Vuole inviare un messaggio agli italiani in Messico?

Innanzitutto un messaggio di ringraziamento a tutte le persone che ho avuto l’opportunità di incontrare, non solo a Città del Messico, ma anche viaggiando per il Paese.

In un modo o nell’altro sono riuscito a coprire 28 dei 32 Stati federali, il che non è poco, tenendo conto anche che durante il primo anno e mezzo praticamente non mi sono potuto muovere a causa del Covid.

Il Messico è un Paese veramente enorme, per cui chiaramente non dappertutto è stato possibile incontrare gli italiani residenti e mi scuso con loro.

Credo che l’Ambasciata e il MAECI abbiano investito nel cercare di dare un servizio consolare sempre migliore e sempre più umano ai connazionali, ma è ancora troppo poco. Confido che anche grazie alle assunzioni ed ai concorsi che si stanno effettuando negli ultimi tempi —e che continueranno nel futuro— la situazione dovrebbe migliorare. Utilizzando sempre di più gli strumenti digitali sicuramente avremo nei prossimi anni una capacità di fornire servizi più celeri ed efficaci.

Il mio messaggio agli italiani è anche quello di guardare con ottimismo al futuro. Credo che per tutta una serie di ragioni si possa essere fiduciosi nel considerare l’avvenire di questa nazione nel breve e medio periodo. È un paese straordinario, dove i nostri connazionali si trovano molto bene e che ha molte cose in comune con l’Italia.

La dinamica economica credo che sarà piuttosto sostenuta, per cui ho fiducia che saranno anni positivi per tutti: certamente per i messicani, ma anche per gli italiani che vivono qui.

Approfitto, quindi, per formulare un saluto che non è un addio, ma un arrivederci, perché dopo questa esperienza sono sicuro che tornerò in Messico tutte le volte che potrò per continuare a scoprire questo interessantissimo Paese.

Quattro anni sono troppo pochi per poter dire di conoscerlo bene.

da Puntodincontro




A Rapallo inaugurata la prima via dedicata a Gianluca Vialli

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203706933 ad34c800 5334 4b33 929e 0d6fe5942a9aLa prima strada in Italia intitolata a Gianluca Vialli, a un anno dalla sua morte: è stata Rapallo a dedicare all’ex attaccante della Sampdoria, della Juventus e della Nazionale il viale che costeggia lo stadio Macera.

Alla cerimonia malgrado la pioggia erano presenti tanti tifosi e molti ex compagni di squadra come Giovanni Invernizzi, Marco Lanna e Daniele Mannini, oltre al sindaco della cittadina ligure, Carlo Bagnasco. La serata si è conclusa con i fuochi d’artificio che hanno illuminato il cielo di Rapallo.

agi.it




Torna “la Uno Bianca”. Nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Bologna

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fiat uno 5door first generationLa Procura di Bologna, guidata dal procuratore capo, Giuseppe Amato, ha aperto un nuovo fascicolo di indagine sui fatti della Uno Bianca, in seguito all’esposto presentato il maggio scorso da alcuni familiari delle vittime, ambiente da cui arriva la conferma di questa circostanza.

L’esposto, di 250 pagine, è stato depositato alla Procura di Bologna, alla Procura nazionale Antiterrorismo e, per conoscenza, a quella di Reggio Calabria, e chiedeva di riaprire le indagini sulla banda criminale guidata dai fratelli Savi che, tra il 1987 e il 1994, uccise 23 persone e ne ferì oltre 100.

L’ipotesi degli avvocati Alessandro Gamberini e Luca Moser, che assistono i parenti delle vittime, è che ci siano ancora da accertare ulteriori responsabilità, mandanti, e coperture e che la Uno Bianca non fosse solo una banda di feroci assassini ma i loro crimini rientrassero in un disegno eversivo e terroristico più ampio, teso ad alimentare la strategia della tensione.

La notizia arriva alla vigilia della commemorazione del XXXIII anniversario dell’eccidio dei tre carabinieri al pilastro, nel quale il 4 gennaio 1991 morirono i carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini, poco più che ventenni.

agi.it




I 70 anni della RAI. “Arrivi e partenze” fu la prima trasmissione il 3 gennaio del 1954

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capturaLa Rai compie 70 anni: era il 3 gennaio 1954 quando andò in onda la prima trasmissione.
Il 3 gennaio 1954 parte ufficialmente la televisione italiana con il programma “Arrivi e Partenze”: la Rai oggi compie 70 anni e celebra la sua grande storia e la sua centralità per tutti gli italiani.

La Rai compie 70 anni. Il 3 gennaio 1954 è una data da ricordare proprio perché partirono le prime trasmissioni della televisione italiana con la Rai che entrerà ufficialmente nella società italiana. Al tempo, solo il 34% degli italiani possedeva un apparecchio per poter guardare le frequenze. Il primo volto televisivo fu Fulvia Colombo (foto), la prima annunciatrice della televisione italiana, che lanciò i programmi del giorno e in particolare il primo, “Arrivi e partenze”. Questo programma rappresenta di fatto l’inaugurazione della programmazione regolare del servizio pubblico.

Arrivi e Partenze, il primo programma
Nel corso di 70 anni, la televisione è passata da essere un semplice elettrodomestico generico a diventare un elemento centrale nella vita familiare, influenzando ritmi, abitudini, gusti e preferenze degli italiani. “Arrivi e Partenze” ha ufficialmente avviato la programmazione Rai con la conduzione di Armando Pizzo e di un giovanissimo Mike Bongiorno. Quest’ultimo, destinato a diventare il re dei quiz e un’icona assoluta del piccolo schermo, intervistava personaggi italiani e internazionali in arrivo o in partenza nei porti e negli aeroporti italiani. La rubrica, condotta con autorità giornalistica da Pizzo e arricchita dalla competenza linguistica di Bongiorno, rappresenta un momento chiave nella trasmissione televisiva dell’epoca. Purtroppo, mancano i filmati registrati di quella giornata inaugurale mentre dieci anni dopo, la Rai festeggiò quella giornata riproponendo a Fulvia Colombo (in foto sopra) di ripetere l’annuncio di dieci anni prima: “La Rai inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissione televisiva”. Il 3 gennaio 1964, infatti, andò in onda “Volti in passerella per il decennale”: una serata speciale condotta da Mina e da Walter Chiari

La Rai festeggia i suoi 70 anni
I 70 anni dalla nascita della Rai vengono celebrati con una programmazione speciale al fine di ripercorrere la sua grande storia: filmati di archivio, ricordi speciali trasmessi sui canali Rai e sulla piattaforma di RaiPlay. Tra questi menzioniamo 70×70 Lo sapevate che – 70 storie per 70 anni di TV. Il programma sarà disponibile su RaiPlay fino al 30 maggio e raccoglie 70 storie inedite strettamente legate ai personaggi e alle trasmissioni che hanno reso grande l’azienda del servizio pubblico. Pillole da 4 minuti tutte tratte dall’archivio storico delle Teche Rai. Sempre su RaiPlay è disponibile il documentario Quando è arrivata la televisione, realizzato da Ermanno Olmi nel 1979 per i primi 25 anni della tv. Un documento imperdibile. In prima serata, invece, l’appuntamento è con “Rischiatutto 70”, una festa di ricordi e di aneddoti e curiosità per festeggiare l’anniversario. Una serata che mischia gioco, intrattenimento e informazione che sarà condotto da Carlo Conti.

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Spagna. Arrestato un boss della camorra latitante da 3 mesi

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downloadFeste amare per il boss Nicola Rullo, arrestato da latitante dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli dopo una fuga durata tre mesi. Rullo era sfuggito a un ordine di carcerazione a settembre di quest’anno.

Il braccio destro del fondatore del clan, Edoardo Contini, è stato rintracciato in Spagna, sulla base delle informazioni acquisite e dell’attività investigativa condotta dai carabinieri che sono riusciti a scovarlo seguendo gli spostamenti dei familiari.

È stata proprio quella rete di conoscenze e affetti a tradirlo. Grazie al continuo scambio di informazioni con la polizia spagnola, i carabinieri e l’Udyco hanno cosi’ scovato Rullo in un noto resort ad Alicante, El Plantio Golf Resort, dove il 53enne si era rifugiato da almeno 20 giorni. Sul suo capo pende una condanna a 4 anni, due mesi e 8 giorni di reclusione per associazione di tipo mafioso. Rullo è ora in carcere in attesa del provvedimento di estradizione.

agi.it




La Camera ha approvato la Legge di bilancio

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downloadDisco verde in Aula alla Camera alla Legge di bilancio, con 200 sì, 112 no e 3 astenuti. Il provvedimento, che esce dalla seconda lettura senza essere stata modificata – e senza voto di fiducia – dopo l’ok al Senato, è ora legge.

La manovra vale circa 24 miliardi, che salgono a 28 con l’aggiunta dei primi decreti attuativi della delega fiscale, viene finanziata con un extra deficit da 15,7 miliardi combinato con il rincaro delle accese sui tabacchi e una spending review sui ministeri e sui trasferimenti agli enti locali.

Per i prossimi anni il testo delinea anche lo scenario di una possibile razionalizzazione delle partecipazioni statali da cui incassare fino a 20 miliardi. Il provvedimento più importante è la proroga per il 2024 del taglio del cuneo fiscale e contributivo per i redditi fino a 35.000 euro.

Ai lavoratori dipendenti 100 euro in più in busta paga

Per contrastare la corsa dell’inflazione, legata alla congiuntura internazionale tra la guerra in Ucraina e il conflitto tra Israele e Hamas, il governo ha scelto la strada di alleggerire temporaneamente il carico fiscale dei lavoratori dipendenti con redditi medio bassi a cui lasciare circa 100 euro in più al mese in busta paga. Contemporaneamente l’avvio della riforma fiscale ha ridotto a tre gli scaglioni Irpef. Bankitalia stima un beneficio in media di 600 euro a famiglia.

Tra i provvedimenti più rilevanti della manovra spiccano lo stanziamento di 3 miliardi di euro per avviare i rinnovi dei contratti del pubblico impiego, con priorità per i comparti salute e sicurezza, e lo stanziamento di oltre 3 miliardi aggiuntivi per il fondo sanitario. Gli emendamenti dei relatori hanno introdotto anche fondi aggiuntivi per le integrazioni salariali delle forze armate e delle forze dell’ordine. Ha generato dibattito la scelta di innalzare la cedolare secca per gli affitti brevi dal 21 al 26% a eccezione di una casa a scelta del titolare per coloro che detengono più immobili.

Sostegno alla natalità e all’impiego delle donne

Diversi anche i provvedimenti a sostegno delle famiglie numerose e della natalità tra agevolazioni sul credito per l’acquisto della casa e sgravi fiscali per le assunzioni delle donne con diversi figli. Il canone Rai invece viene ridotto da 90 a 70 euro per il 2024. Stanziati 15 milioni per il territorio di Caivano e 100 per contrastare il disagio abitativo.

Ad accendere la disputa tra maggioranza e opposizioni sulla legge di bilancio sono stati soprattutto i provvedimenti in materia di pensioni e Ponte sullo Stretto. Dopo una lunga mediazione, il governo ha deciso di non toccare le pensioni di anzianità di medici, funzionari degli enti locali, maestri e ufficiali giudiziari. Niente tagli anche per coloro che decideranno di andare in pensione entro il 31 dicembre di quest’anno. Le decurtazioni degli assegni scatteranno invece per i prepensionamenti.

11,6 miliardi per il Ponte sullo Stretto

Per un riordino complessivo del settore bisognerà aspettare i prossimi mesi, il tema resta sul tavolo del governo visto l’invecchiamento progressivo del Paese a fronte di una natalità ai minimi termini, in attesa di una riforma complessiva del sistema previdenziale. Per il collegamento tra Messina e Villa San Giovanni la manovra prevede un investimento da 11,6 miliardi spalmato tra il 2024 e il 2032 con erogazione a salire nel corso degli anni.

Durante l’iter parlamentare la composizione del budget è stata rimodulata: 9,3 miliardi saranno a carico del bilancio dello Stato – nelle more dell’individuazione di fonti di finanziamento diverse da quelle statali – mentre il resto delle risorse arriveranno dal fondo di coesione e dalle Regioni Sicilia e Calabria.

Con il ‘tesoretto’ da 100 milioni a disposizione dei parlamentari la maggioranza ha incrementato di 5 milioni di euro il fondo per l’Alzheimer e le demenze, previsto nuove colonnine Sos da posizionare in luoghi affollati come stazioni, parchi, impianti sportivi. Istituito anche il titolo di Capitale italiana dell’arte contemporanea, la città selezionata verrà finanziata ogni anno con 1 milione di euro per interventi di riqualificazione.

Le opposizioni invece hanno scelto di concentrare 40 milioni di euro su emendamenti comuni, appoggiati anche dalla maggioranza, per iniziative contro la violenza sulle donne: dal reddito di libertà ai centri antiviolenza. Niente spazio in manovra invece per una mini proroga del Superbonus 110%, arrivata invece con un decreto ad hoc. Il provvedimento, varato ieri dal cdm, tutela i lavori asseverati entro il 31 dicembre di quest’anno e salvaguarda le famiglie meno abbienti.

Rifinanziata la carta per i beni di prima necessità

Tra i sostegni alle fasce economiche meno abbienti la manovra prevede il rifinanziamento per il 2024 con 600 milioni di euro della carta ‘Dedicata a te’ per l’acquisto di beni di prima necessità. Resta in vigore per i primi tre mesi del prossimo anno il bonus sociale elettrico. Per supportare l’acquisto della casa di abitazione da parte di famiglie di numerose vengono introdotte priorità nell’accesso al credito per i nuclei con tre figli di età inferiore a 21 anni e Isee non superiore a 40.000 euro annui, per quelli con quattro figli di età inferiore a 21 anni e un Isee non superiore a 45.000, per quelli con cinque o più figli e un ISEE non superiore a 50.000.

Prorogate nel 2024 le garanzie sui mutui degli under 36 per favorire più giovani nell’acquisto della prima casa. Le imprese entro la fine del prossimo anno dovranno stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni da calamita’ naturali ed eventi catastrofali. Sul versante del welfare viene confermata la detassazione dei premi produttività al 5% e la soglia fino a 2 mila euro dei fringe benefit per i lavoratori con figli a carico, fino a 1.000 euro per tutti gli altri.

Previsti anche per il 2024 incentivi per le assunzioni di donne disoccupate. Arriva anche la detassazione per i lavoratori del settore del turismo notturno e festivo. Alle imprese e attività produttive che ritornano a investire in Italia sarà riconosciuta una tassazione agevolata: riduzione del 50% delle imposte sui redditi. L’agevolazione si applica nel periodo d’imposta in cui avviene il trasferimento e per i 5 anni successivi. Per la pianificazione e la realizzazione delle opere funzionali al Giubileo del 2025 invece vengono stanziati poco meno di 400 milioni spalmati tra 2024 e 2026.

agi.it




Il passaporto italiano al 3º posto tra i più accettati al mondo

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passaportovertPer la prima volta in cinque anni, il Giappone è stato scalzato dal primo posto nella classifica dei passaporti più accettati al mondo. A balzare in testa è stato Singapore, secondo l’ultima pubblicazione dell’Henley Passport Index, diffusa lo scorso 15 novembre 2023.

I cittadini della piccola nazione asiatica hanno infatti accesso, senza necessità di un visto, a 193 Paesi, su un totale di 227. Il Giappone è sceso al secondo posto (192), mentre sette nazioni condividono il terzo gradino della graduatoria: si tratta di Italia, Finlandia, Francia, Germania, Corea del Sud, Spagna e Svezia, per le quali vale l’esenzione dal visto per 191 destinazioni.

L’Henley Passport Index classifica i passaporti più “potenti” nel mondo —in base al numero di destinazioni alle quali i titolari del documento possono accedere senza visto— e viene aggiornato trimestralmente. Con dati storici che coprono 18 anni, l’indice viene stilato partendo da informazioni esclusive dell’Autorità per il trasporto aereo internazionale (IATA), il più grande ed accurato archivio di informazioni di viaggio, ed è considerato lo strumento di riferimento standard per i cittadini globali e gli Stati sovrani quando valutano la posizione di un passaporto nello spettro della mobilità globale.

Il Messico è 22esimo nella scala. Il documento di identità del Paese latinoamericano permette l’accesso senza visto a 160 nazioni.

Nel 2006, anno della prima pubblicazione della classifica, il passaporto italiano consentiva l’ingresso senza interventi delle autorità migratorie a 128 Paesi e quello messicano a 98.

Quello afgano rimane invece il passaporto più debole al mondo, con l’accesso senza visto ad appena 27 destinazioni, 166 in meno di Singapore. Seguono la Siria (28 destinazioni) e l’Iraq (30 destinazioni).

da puntodincontro.mx




Canada. Prestigioso riconoscimento a Flavio Volpe

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28corriereca“Il Governatore Generale del Canada, l’Onorevole Mary Simon, ha annunciato oggi i nomi dei canadesi che sono stati insigniti dell’Ordine del Canada. Questo è il secondo ordine di onore al merito più elevato del Canada. È stato istituito nel 1967. Da allora, ed a partire da gennaio 2023, circa 8.216 canadesi sono stati inseriti in questa prestigiosa “confraternita” e che hanno ricevuto la designazione di OC”. Così scrive Joe Volpe, editore del “Corriere canadese”, quotidiano diretto a Toronto da Francesco Veronesi.
“L’Ordine del Canada viene conferito a coloro che sono un esempio vivente del motto dell’Ordine: desirantes meliorem patriam (coloro che si sforzano di migliorare il proprio Paese). Sono riconosciuti per meriti eccezionali, per il servizio distinto reso al Canada o per il tentativo di fare una grande differenza per il Canada.
Ogni anno, in tutto il Canada, vengono ammessi in media circa 137 insigniti, su indicazione di un Consiglio consultivo di undici eminenti canadesi, tramite il Primo Ministro, al Governatore Generale. Il Consiglio è composto da: il Capo della Corte Suprema (Presidente); il Cancelliere del Consiglio dei Ministri; il Vice Ministro del Ministero del Patrimonio Canadese, il Presidente del Consiglio Canadese per le Arti, il Presidente della Royal Society of Canada, il Presidente dell’Associazione delle Università e dei Collegi del Canada e cinque membri dell’Ordine che siedono nel Consiglio per un triennio.
Il Corriere Canadese è orgoglioso di annunciare che nella lista di quest’anno figura anche il nostro Flavio Volpe, C.M. Il comunicato stampa del Governatore Generale afferma, in breve, che il premio è un riconoscimento [del suo lavoro nel “far avanzare le industrie automobilistiche e tecnologiche canadesi su scala internazionale come uno dei principali esperti di politica nel commercio nazionale e nella concorrenza industriale” (enfasi aggiunta).
Il Premier dell’Ontario, Doug Ford, è stato più espansivo, mostrando genuino piacere ed entusiasmo quando è stato contattato per commentare la selezione. In risposta ha offerto un podcast su YouTube (che potete vedere in fondo a questo articolo): “… [Flavio] è un vero piacere congratularmi con te per aver ricevuto l’Ordine del Canada… è un onore e un risultato incredibile… Sei un campione assoluto…Grazie per il duro lavoro che hai svolto per assicurarci di essere leader nella rivoluzione dei veicoli elettrici… Non avremmo potuto attrarre oltre 27 miliardi di dollari di investimenti se non fosti stato al nostro fianco…”.
Altrettanto entusiasta al telefono è stato Vic Fedeli, Ministro dello Sviluppo Economico, della Creazione di Lavoro e del Commercio dell’Ontario, che ha riassunto via e-mail la sua impressione con questa reazione: “Siamo tutti molto orgogliosi di Flavio e dei suoi successi. Dal suo lavoro di volontariato, al suo ruolo-guida nella mobilitazione della produzione di DPI in Ontario durante il Covid, al lancio della concept car The Arrow, Flavio ha dimostrato cosa significa leadership”.
Flavio Volpe, C.M. è stato, come previsto, molto soddisfatto della nomina. “Voglio ringraziare coloro che hanno incoraggiato la mia candidatura, che hanno scritto lettere di sostegno, il mio staff e i membri dell’APMA per il loro contributo ai nostri progetti canadesi – sia nazionali che internazionali – perché questo è tanto un riconoscimento del loro impegno per il nostro futuro collettivo poiché riflette il mio ruolo in quella squadra”.
Complimenti a Flavio dallo staff del Corriere e dalla sua famiglia. Mamma sarebbe rimasta felicissima. (aise)




Musei presi d’assalto, ‘boom’ di visite al Colosseo e al Pantheon tra Natale e S.Stefano

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190410576 dfc8336b fa25 4941 949e c8a9c590c078 “Successo per le aperture di Natale e Santo Stefano”: il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ha espresso soddisfazione per il numero dei visitatori nei Musei durante i due giorni festivi. Ecco i primi dati provvisori, diffusi dal ministero della Cultura, sulle aperture di Musei e parchi archeologici statali il 25 e il 26 dicembre: il Parco archeologico del Colosseo – Anfiteatro Flavio guida la classifica dei siti più visitati con 26.267 ingressi, seguito dal Pantheon (11.325) e dal Parco archeologico del Colosseo – Foro Romano e Palatino (9.286).

Al quarto (provvisorio) posto le Gallerie degli Uffizi – Gli Uffizi (8.101). Seguono: Parco archeologico di Pompei 7.357; Galleria dell’Accademia di Firenze 5.332; Reggia di Caserta 4.954; Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo 4.610; Gallerie degli Uffizi – Palazzo Pitti 2.192; Cenacolo Vinciano 1.505; Museo archeologico nazionale di Napoli 1.277; Parco archeologico di Ercolano 1.378. A questi dati si aggiungono i 2.270 visitatori del Giardino di Boboli e i 19.120 del Vittoriano e Palazzo Venezia.

“I primi numeri che stanno arrivando relativi alle aperture di Natale e Santo Stefano stanno dando ragione alla volontà di rendere disponibile il patrimonio culturale nazionale a chi, durante le festività, ha desiderato dedicare del tempo alla contemplazione della bellezza”, ha commentato Sangiuliano spiegando che “decine di migliaia di persone in questi due giorni hanno varcato l’ingresso di una pinacoteca, una galleria o un sito archeologico in un viaggio che le ha portate, alla fine della visita, ad essere più consapevoli delle proprie radici e della propria identità”.

Il ministro ha visitato le Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, aperte nel giorno di Santo Stefano. Accompagnato dal direttore Luigi Gallo, si spiega in una nota, Sangiuliano ha ammirato le collezioni del museo, affollato di turisti, e ha salutato e ringraziato il personale in servizio che, oggi come ieri, “anche in un giorno di festa ha permesso a molti visitatori di godere dei tesori custoditi nei Musei e nei parchi archeologici statali. La passione, l’impegno e lo spirito di servizio con cui hanno onorato la propria missione è encomiabile”, ha rimarcato il ministro.

agi.it