“La Bella Addormentata” è la prima opera italiana prodotta in Messico

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operavertPer la prima volta nella storia dei rapporti tra i due Paesi, l’Italia ha prodotto un’opera lirica in Messico. La bella addormentata nel bosco, composizione in tre atti di Ottorino Respighi, è stata presentata in anteprima il 24 novembre al Conjunto Santander de Artes Escénicas di Guadalajara, una delle strutture sceniche più importanti in terra azteca.

Il produttore Fabio Caselli, che presiede e dirige anche la Academia de Arte de Florencia, ha spiegato a Puntodincontro come e perché si è deciso di intraprendere questa iniziativa: «La bella addormentata» —ha detto— «è un’opera originale proposta per risvegliare la curiosità e il desiderio di avvicinarsi alla lirica a un vasto pubblico, compresi bambini e ragazzi, attraverso uno spettacolo che sorprende per la sua immediatezza, la sua grande forza comunicativa e la sua facilità di comprensione».

«Fu rappresentata per la prima volta al Teatro Odescalchi di Roma nel 1922» –ha aggiunto– «e poi fece il giro del mondo con incredibile successo. Respighi la concepì, fin dall’inizio, con i burattini in scena e i cantanti nascosti nella fossa con l’orchestra. È la formula che abbiamo deciso di adottare, seppure con elementi innovativi come, ad esempio, trasformare tutti i personaggi in insetti».

«Oggi sono cambiati i rapporti tra gli esseri umani, sono cambiate le coscienze. L’uguaglianza di genere si impone con urgenza e in modo autonomo. Chi potrebbe sostenere la versione di un principe che libera una bella principessa addormentata dall’incantesimo di una strega malvagia? Vogliamo proporre un concetto di AMORE che non privilegi le idee di genere e di potere. Lo facciamo creando un mondo fantastico abitato da esseri per metà insetti e per metà umani, in cui non esistono differenze di specie e di genere. Lo facciamo evocando tanti pupazzi i cui meccanismi e figure sono ibridi, in una scenografia speciale che abbiamo allestito per creare la possibilità di un mondo “multiplanare”, in cui le relazioni non si basano su forme esterne, ma su tutto ciò che è correlato a ci lega tra noi. Una foresta ideale, un mondo-foresta che favorisce la convivenza, che implica andare incontro a chi ne ha bisogno».

Sotto la direzione musicale del riconosciuto direttore d’orchestra italiano Leonardo Gasparini e con il patrocinio di Ferrero México La Bella Addormentata continuerà con una tournée nazionale nel corso del 2024. Le prossime tappe saranno Tuxtla Gutiérrez e Aguascalientes, prima di concludere a novembre nella città di Oaxaca.

Lázaro Azar –pianista, critico musicale e presidente dell’Unione Messicana dei Cronisti Teatrali e Musicali– ha inserito questa produzione tra «le migliori rappresentazioni operistiche di quest’anno» in un articolo pubblicato nel supplemento culturale Confabulario del quotidiano El Universal.

L’iniziativa è beneficiaria dell’Incentivo Fiscale per Progetti di Investimento nella Produzione Teatrale Nazionale (Efiartes) del governo federale messicano, sostegno concesso alla creazione e produzione di diverse espressioni artistiche. La tournée nazionale sarà finanziata da Ferrero México, Eurotranciatura ed Estevez, importanti aziende presenti nel Paese.

La produzione, che ha coinvolto circa 600 persone tra orchestre, ballerini, burattinai e tecnici teatrali, tra gli altri, ha richiesto 2 anni di lavoro.

«Con questo progetto diamo un grande impulso ai rapporti tra l’Italia e il Messico perché non si tratta di portare nel Paese una produzione realizzata in Italia, ma di sviluppare grandi progetti di arte e cultura direttamente in Messico, creando un ponte assolutamente originale tra artisti, messicani e italiani», ha concluso Caselli.

dapuntodincontro.mx




Malaga. Roberta Cortesi sparita nel nulla. Ambasciata in stato di allerta

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cortesi malagaNon si trova Roberta Cortesi, l’italiana di trentasei anni scomparsa nei giorni scorsi a Malaga.

Sul Messaggero si legge: “A oltre duemila chilometri di distanza da una famiglia divorata dall’angoscia, potrebbe esserci qualcuno che sa molto più di quanto dica. Ne sono convinti i parenti di Roberta Cortesi, la trentaseienne originaria della provincia di Bergamo scomparsa lo scorso 25 novembre a Malaga, in Spagna, dove viveva e lavorava come cameriera”.

La mamma Eliana e la sorella Alessandra da ormai due settimane aspettano solo di vedere comparire il suo nome sul display del cellulare, ma il telefono della donna risulta spento da allora: nessun contatto, nessuna notizia. A tutti gli effetti la donna sembra essere sparita nel nulla.

“Chi la conosce, però, sa che non avrebbe mai fatto volontariamente una cosa simile senza avvisare familiari e amici, e l’ipotesi peggiore si fa sempre più concreta con il passare del tempo: il timore – si legge ancora sul quotidiano di Roma – è che possa essere stata uccisa”.

Il legale della famiglia spiega: “C’è qualcuno che potrebbe dirci qualcosa, ma non lo fa. Ne siamo certi. Dall’Ambasciata d’Italia a Madrid ci dicono che sono in stato di allerta. Stiamo cercando di capire il più possibile”.




Intervista all’ambasciatore del Messico in Italia, Carlos García de Alba

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cgarciadealbavertQualche giorno fa l’Ambasciatore del Messico in Italia, Carlos García de Alba, ha rilasciato un’intervista a Puntodincontro in cui ha espresso il suo punto di vista su alcuni aspetti dell’attuale rapporto tra le due nazioni.

Che effetto ha avuto finora il volo diretto Roma-Città del Messico sui flussi turistici tra i due Paesi?

La connettività aerea decisamente aiuta a far crescere i flussi turistici in entrambi i sensi. Il volo diretto di Aeroméxico, che è iniziato a marzo, senza dubbio ha aiutato ad aumentare i numeri, ma purtroppo non dispongo di dati, perché sono le linee aeree quelle che possono fornirli. Senz’altro si vedono in Italia più messicani dappertutto grazie a questa nuova rotta. Non va scordato, però, che non è l’unico volo che esiste tra il Messico e l’Italia, perché c’è anche quello della Neos che collega Milano e Cancún. Quanto più ci saranno voli diretti, tanto maggiori saranno gli stimoli ad aumentare i flussi, ma la connettività aerea non risolve tutto. Serve più promozione, oltre a una decentralizzazione della diffusione, perché spesso ci concentriamo sulle capitali e le grandi città. Il caso del turismo delle radici, un tema che é stato discusso nei giorni scorsi nel corso di un’importante riunione a Matera, è un chiaro esempio di questa necessità. Quindi credo che la connettività aerea e una diffusione più capillare, creativa e con maggior “sex appeal” senz’altro aiuterebbero ad aumentare i flussi turistici.

La promozione a cui si riferisce dev’essere portata avanti in Italia e in Messico o una delle due nazioni è più avanti dell’altra in questo campo?

Entrambi i Paesi ne guadagnerebbero. L’Italia trarrebbe un grande vantaggio da un maggior numero di messicani sul suo territorio —perché i miei connazionali sono turisti conosciuti per il loro alto potere d’acquisto— e il Messico senz’altro ha bisogno di una maggiore diversità di provenienza turistica. Chi si deve rimboccare le maniche? Ovviamente le autorità: l’Ambasciata a Roma, il Consolato generale a Milano, i nostri 12 Consolati onorari, ma anche la stampa, le linee aeree, le agenzie di viaggio e gli operatori turistici. Riconosco e apprezzo gli sforzi che stanno facendo i governi statali messicani: in un anno abbiamo avuto ben 11 visite di altrettanti inviati di entità federative del Paese, rappresentate dai loro ministri del Turismo e, in alcuni casi, dai governatori. Fra pochi giorni verrà Roma anche Mara Lezama, governatrice del Quintana Roo, lo Stato dove si trova la mondialmente famosa Cancún. Nell’ambito della promozione, il coinvolgimento dei governi locali, e non solo dell’amministrazione federale, aiuta molto.

L’Italia sta approfittando del nearshoring in Messico?

Io credo che l’Italia si stia svegliando e piano piano sta iniziando a comprendere meglio questa opportunità. Non perdo occasione di ricordare agli europei e agli italiani che il Messico fa parte dell’America del Nord, cercando di sfatare la credenza secondo cui si trova in centro o sud America, perché il nearshoring è collegatissimo con la posizione geografica del Paese. I fatti accaduti recentemente, le due brutte guerre che stiamo vivendo vicine all’Europa oltre, ovviamente, alla competitività, la crescita dell’economia, la stabilità delle finanze pubbliche, i 50 Paesi con cui ha firmato accordi commerciali e un mercato domestico di 130 milioni di persone favoriscono la delocalizzazione delle aziende verso il nostro territorio. L’Italia deve capire meglio i vantaggi di investire in terra azteca e da lì esportare nel resto dell’America del Nord —cioè gli Stati Uniti e il Canada—, ma anche in Sud e Centro America, dove abbiamo firmato accordi di libero scambio con molte nazioni. Gli imprenditori italiani ci hanno messo un po’ a capirlo, ma alcuni casi che seguo personalmente si stanno già muovendo. Esiste, nel nostro caso, anche il friendshoring, l’atto di produrre e approvvigionarsi da Paesi che sono alleati geopolitici e, nell’ambito della relazione con l’Italia, il Messico ha un sistema di fare affari amichevole e non burocratico nel contesto di un’economia aperta.

La lentezza con cui l’Italia sta reagendo alle opportunità offerte dal nearshoring è legata al Messico come Paese o alla struttura intrinseca del suo sistema produttivo che la porta a preferire la produzione domestica?

È più legata al secondo aspetto. Il Made in Italy è conosciuto e riconosciuto, soprattutto nei campi della moda, del design, dell’agroalimentare. Ma è anche vero che la stragrande maggioranza delle esportazioni italiane verso il Messico riguardano macchinari, utensili e applicazioni tecnologiche, settori in cui il luogo di produzione non è determinante della qualità e delle caratteristiche distintive dei beni finali. Tenendo conto di questo, il Messico è un Paese dove conviene non solo esportare, ma anche investire e produrre. Questo è un messaggio che porto in giro continuamente, ma la confusione geografica (rispetto alla supposta localizzazione del Paese nell’America centrale o meridionale, ndr) e la mancanza di una grande comunità di immigrati italiani molte volte fa preda delle opinioni degli imprenditori prima che possano valutare seriamente le possibilità. Il Messico è il secondo partner commerciale dell’Italia nel continente americano, ben prima del Canada, del Brasile o dell’Argentina, nazioni che continuano ad attrarre l’attenzione di molte aziende dello Stivale, per motivi legati al passato, non al presente e al futuro.

Come si possono promuovere con più forza gli scambi accademici tra l’Italia e il Messico?

Innanzitutto con più diffusione. Si deve sapere che l’Italia ha università specializzate che possono essere meta di molti studenti messicani. Io faccio sempre il confronto con l’Australia, un Paese lontanissimo dal Messico, che per anni ha realizzato una diffusione sistemica, intelligente, frequente ed è oggi al quinto posto mondiale come destinazione di alunni provenienti da terre azteche. Occorre anche far sapere che molti atenei italiani offrono corsi in inglese, un aspetto che può rendere più attraente l’offerta accademica, eliminando la barriera della lingua. Io credo molto nella mobilità accademica a breve, media e lunga scadenza e per questo mi sono dato da fare per creare il sistema di Cátedras México che ad oggi ha raggiunto la partecipazione di 20 università, 10 da ogni parte. Parte della celebrazione dei 150 anni di relazioni diplomatiche tra il Messico e l’Italia sarà un summit dei rettori dei due Paesi, un evento che si svolgerà il 18 aprile 2024 a Roma.

Come funzionano queste Cattedre?

Funzionano molto bene, perché sono semplicissime. Dopo aver individuato un argomento su cui i due atenei firmanti sono forti, nel corso dei due anni successivi avviene uno scambio di ricercatori che soggiornano 10 giorni insegnando, impartendo corsi, seminari e condividendo conoscenze a spese dell’istituzione ospitante per quanto riguarda il vitto e l’alloggio, mentre l’università di origine dello specialista paga il biglietto aereo. Il costo approssimativo è di 5mila euro ogni due anni per ogni ateneo partecipante.

È un’iniziativa che porto avanti da più di dieci anni e per me è una grande soddisfazione poter constatare che alcune Cattedre che ho proposto un decennio fa in Irlanda e 5 anni fa a Los Angeles sono ancora operative oggi. Tra le università già coinvolte in questo progetto nel Bel Paese ci sono la Bocconi di Milano, l’Università di Architettura di Venezia, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, la Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli di Roma (Luiss), l’Università degli Studi di Napoli Federico II e le Università degli Studi della Basilicata e del Molise, mentre da parte messicana alcuni degli atenei partecipanti sono il Tec di Monterrey, l’Università dello Yucatan e l’Iberoamericana di Città del Messico. I temi su cui sono stati firmati gli accordi includono, tra gli altri, grandi priorità mondiali, come la migrazione internazionale, le risorse idriche e i disastri naturali.

Foto: Puntodincontro

da puntodincontro.mx




Giornale di Vicenza. Vicentino morto a Santo Domingo. La denuncia del padre “Ucciso”

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kjIl Giornale di Vicenza tratta, nella sua edizione odierna, in prima pagina, la vicenda di Daniele Tombari, l’italiano morto in circostanze sospette a Las Terrenas, e di cui Fatti Nostri aveva dato per primo notizia nei giorni scorsi. Questa la nota del quotidiano veneto.

«Ma quale incidente stradale, è stato un omicidio. Mio figlio è stato ammazzato come un cane e lasciato su una strada». Gino Tombari, 74 anni, ha la voce rotta dall’emozione e dal pianto, ma giura che non si arrenderà, che scoprirà la verità: «L’ho promesso a mio figlio sulla sua tomba. Non mi fermerò».
La tragedia è avvenuta nei giorni scorsi nella Repubblica Dominicana dove Daniele si era trasferito molti anni fa e dove vive anche il padre. Il corpo del 48enne vicentino è stato trovato di sera lungo la strada di Punta Popi, accanto alla sua moto. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine del posto non ci sarebbero dubbi: si sarebbe trattato di un incidente stradale.
L’uomo avrebbe perso il controllo dello scooter e, a causa del violento impatto sull’asfalto, si sarebbe provocato lesioni talmente gravi che non gli avrebbero lasciato scampo.

Il vicentino lavorava a Punto Italia, in una pizzeria a Las Terrenas di cui era anche socio: la gestiva insieme ad altri due italiani. Percorreva quel breve tratto di strada (poco più di due chilometri) quattro volte al giorno, dunque lo conosceva benissimo e, secondo il padre, tutti sapevano che guidava molto piano. Ora si dovranno attendere i risultati dell’autopsia e ci vorranno probabilmente settimane, forse anche un paio di mesi ma Gino Tombari evidenzia già tanti, troppi dettagli che non quadrano ed è certo che suo figlio sia stato ucciso da qualcuno che sapeva ch sarebbe passato lungo quella strada e gli ha teso
un’imboscata.

«Sono stato avvisato della tragedia da un collega di mio figlio poco dopo le 22 del 13 novembre. Eppure sul certificato di morte è stato scritto che è deceduto il 14 e questo non è esatto – considera Gino Tombari -. Poi la dinamica: come detto con
quello scooter mio figlio andava pianissimo, se anche fosse caduto non si sarebbe provocato simili lesioni: aveva un occhio
tumefatto, denti rotti, traumi alla testa da entrambe le parti, il collo spezzato.
Come se non bastasse la sua moto non ha un graffio».

Il padre ha sospetti precisi e chiede che s’indaghi e che si scavi fino ad arrivare alla verità. «Sono convinto che sia coinvolta una ragazza che aveva frequentato e che lei abbia assoldato qualcuno. C’è poi un altro aspetto molto grave – continua -. La cassetta di sicurezza è stata svuotata. Ho saputo che il mattino dopo la tragedia, alle 8, una donna si sarebbe presentata in ufficio per aprirla e prendere tutto il contenuto». All’interno, secondo il 74enne, non ci sarebbero stati solo importanti documenti ma anche parecchio denaro.

«Solo tre giorni prima avevo dato a mio figlio 12 mila dollari, 650 euro e 20 mila pesos – continua -. Dovevano servire per aprire un’attività, un piccolo negozio di alimentari in zona nel quale avrei lavorato io. Mi ero appena trasferito dalla capitale,
proprio per poter stare più vicino a lui. Di tutte quelle banconote nessuna traccia. Sono spariti anche i documenti del notaio perché recentemente mio figlio aveva voluto intestare a me la sua casa».

Secondo Tombari il figlio Daniele negli ultimi tempi aveva paura. «Poco più di un mese fa, prima di traslocare, ero stato chiamato per un’urgenza. Mi avevano detto che mio figlio era ubriaco ma quando ero arrivato lo avevo trovato con il naso rotto. Il giorno dopo lui non aveva voluto fornirmi troppi dettagli, mi aveva detto che era stato spinto ma io non gli avevo
creduto. Per me era chiaro che gli avevano rifilato un pugno. Non ho mai saputo chi fosse stato».

Il padre Gino vuole la verità a tutti i costi ed è costantemente in contatto con l’ambasciata.
«Il mio timore è che l’intera questione venga affrontata con troppa leggerezza e liquidata in fretta». E a questo proposito il suo pensiero va a un altro vicentino che, nel febbraio del 2016, aveva trovato la morte a Santo Domingo, Cristiano Gallo, allora 43enne. «Lui e mio figlio erano amici e avevano lavorato insieme – spiega -. Al tempo le forze dell’ordine dissero che Daniele si era reso irreperibile. Non era così e infatti rilasciò subito dichiarazioni anche ai giornalisti spiegando di non essersi affatto allontanato. Viveva e lavorava sempre nello stesso luogo ma da tempo non era più in società con l’amico e si erano persi di vista».
«Ho paura che questa vicenda rimanga insoluta. Io non avrò pace e non lascerò questo Paese fino a quando non avrò saputo esattamente che cos’è successo. Solo quando avrò avuto tutte le risposte potrò tornare in Italia»

Nel 2016 un altro giallo L’amico precipitò dal secondo piano

Nel febbraio del 2016 Cristiano Gallo, imprenditore vicentino di 43 anni, perse la vita nella Repubblica Dominicana. Precipitò
dal secondo piano, da un’altezza di sei metri. L’uomo conosceva Daniele Tombari. Sembra che proprio quest’ultimo gli
avesse proposto di trasferirsi a Santo Domingo per mettersi in affari insieme.
Avevano fondato la “Avl”, una società che aveva vinto l’appalto per costruire un acquedotto in una località turistica molto in voga, e che si occupava anche di impianti e depurazione. Poi le loro strade si erano divise. Poco prima della tragedia Gallo aveva telefonato ai parenti e aveva detto di voler tornare in Italia, era stanco di vivere in quel luogo.




L’Expo 2030 va a Riad. Pochi voti per Roma

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163823622 8c758f52 528f 4861 b13a dee783d050b3Trionfo annunciato a Parigi per Riad. La città dell’Arabia Saudita è stata votata da 119 stati membri del Bie, Bureau international des expositions, assegnando già al primo turno l’organizzazione dell’Expo 2030, ottenendo così più di due terzi di preferenze sufficienti a evitare il ballottaggio.

Grande delusione per Roma: la capitale d’Italia, che ospiterà il Giubileo del 2025, puntava al ballottaggio per poi cercare di rosicchiare voti a Riad al secondo turno e invece ha ottenuto appena 17 voti, dietro anche a Busan che di voti ne ha ottenuti 29.

Riad ospiterà dunque l’Esposizione Universale del 2030 e sarà la prima città araba a ospitare l’evento. La notizia è stata accolta con un’esplosione di gioia dalla delegazione saudita, che ospiterà l’esposizione con il tema “L’era del cambiamento: insieme per un futuro chiaro” tra il 1 ottobre 2030 e il 31 marzo 2031.

Bin Salman: “Sarà un Expo senza precedenti nella storia”

L’Expo del 2030 a Riad “non avrà precedenti nella Storia” e offrirà soluzioni “per tutte le sfide che ha davanti il pianeta”: lo ha assicurato il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salma’n, commentando l’assegnazione dell’esposizione universale alla capitale del regno. “Intendiamo presentare una versione eccezionale e senza precedenti della celebrazione di questo foro globale con i più alti livelli di innovazione”, si legge in una nota del principe ereditario rilanciata dall’agenzia Spa.

Per Mbs, che è anche primo ministro, l’Expo di Riad offrirà “una piattaforma globale che sfrutta le tecnologie più avanzate”, in sinergia con la “Vision 2030” dell’Arabia Saudita, il piano governativo per diversificare l’economia del regno rispetto al petrolio attraverso l’innovazioni e nuovi mega-progetti.

“Riad è la capitale di un Paese che gode di una posizione geografica strategica e importante”, ha sottolineato il principe ereditario, “giacche’ rappresenta un ponte che unisce i continenti e questo lo rende attraente per grandi eventi internazionali, gli investimenti, le visite globali, e ne fa una porta di ingresso al mondo”.

Gualtieri: “Brutta sconfitta”

“È stata una brutta sconfitta, Riad ha dilagato oltre ogni previsione e in qualche modo ha espresso una forza che avevamo visto durante questa campagna elettorale, anche economica, che ha reso questo Expo molto particolare. Siamo amareggiati, naturalmente, il nostro progetto era molto bello ma i rapporti di forza anche economici che qui sono stati espressi, come avevamo anche un po’ segnalato, denunciato, hanno portato a un voto nettissimo, a una vittoria schiacciante di Riad. Questo è un tema, naturalmente: tanti eventi internazionali stanno andando a colpi di risorse nel Golfo, noi avevamo segnalato questo problema, pero’ oggi però è avvenuto e dobbiamo accettare sportivamente la sconfitta”. Così il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha commentato a caldo con i cronisti l’esito della votazione al termine della riunione dei delegati del Bie a Issy-Les-Molineaux che ha assegnato a Riad l’organizzazione di Expo 2030.

Gualtieri: “Il progetto di riqualificazione va avanti lo stesso”

Dopo la sconfitta per l’assegnazione di Expo 2030, a Roma rimane “un progetto bellissimo che abbiamo messo in campo di riqualificazione di un quartiere di Roma e dobbiamo portarlo avanti lo stesso, in forme diverse. C’è un’eredità del lavoro bellissimo che è stato fatto su una rigenerazione urbana di un quadrante di Roma”. Lo dice il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dopo l’assegnazione di Expo 2030 a Riad.

“Dal punto di vista della qualità della candidatura – aggiunge – Roma si è battuta benissimo ma qui purtroppo non si vince col premio della critica ma degli ambasciatori dei votanti, ma la qualità del progetto è un’eredità che cercheremo di portare avanti e aver messo i migliori architetti e urbanisti del mondo a misurarsi con quella sfida ci lascia delle idee preziose”, ha concluso.

agi.it




Parlamento di nuovo al lavoro. I temi in discussione

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montecitorio23Riprendono in lavori in Parlamento.
Alla Camera, la Commissione Affari Costituzionali avvierà l’esame della proposta di legge sulla revoca delle onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Tra le interrogazioni da svolgere, in agenda anche quella di Onori, circa le modalità di voto degli italiani residenti in Paesi al di fuori dell’Unione europea alle prossime elezioni europee.
Tema, questo, al centro anche di una interrogazione di Ricciardi che, sempre questa settimana, sarà discussa in Commissione Affari Esteri. I deputati avranno un incontro informale con una delegazione del Consiglio degli Affari parlamentari dell’Assemblea Nazionale della Repubblica socialista del Vietnam.
La Commissione Difesa, insieme ai colleghi della Giustizia, in sede di Atti del Governo, avvierà l’esame dello Schema di decreto legislativo disposizioni sul funzionamento del Consiglio della magistratura militare e sull’ordinamento giudiziario militare. In agenda anche audizioni nell’ambito dell’esame del Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa.
Audizioni anche in Commissione Cultura dove, nell’ambito dell’esame della proposta di legge Porta, sulla promozione della conoscenza dell’emigrazione italiana nel quadro delle migrazioni contemporanee, verranno ascoltati rappresentanti del Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova, di UIL Scuola RUA, di FLC – CGIL, in videoconferenza, di Cisl Scuola, in videoconferenza, e della Fondazione Migrantes.
La Commissioni Finanze di Camera e Senato, invece, svolgeranno l’audizione informale di rappresentanti del Gruppo Controesodo e della Fondazione Migrantes nell’ambito dell’esame dello Schema del decreto di attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale.
Nel corso della settimana, la Commissione Ambiente proseguirà l’esame in sede referente delle Misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei.
In Senato, in Commissione Affari Costituzionali proseguirà l’esame congiunto dei ddl costituzionali sul cosiddetto Premierato, su cui l’Ufficio di Presidenza svolgerà domani alcune audizioni.
Prosegue in Commissione Esteri e Difesa l’esame del ddl sulle disposizioni urgenti per il “Piano Mattei” per lo sviluppo in Stati del Continente africano.
In Commissione Bilancio prosegue l’iter della Manovra mentre la Commissione Industria e Agricoltura, nell’ambito del monitoraggio della misura a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno, denominata “Resto al Sud”, ha in programma le audizioni di rappresentanti di SVIMEZ, Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, Casartigiani, CIA – Agricoltori italiani, Confcommercio – Imprese per l’Italia e ANC, Associazione nazionale commercialisti. (aise)




Il Senato vota all’unanimità il decreto sulla violenza alle donne

scarpe rosse senato

scarpe rosse senatoÈ legge il ddl per il contrasto della violenza sulle donne e domestica. Il testo, che porta la firma della ministra per le Pari opportunità Eugenia Roccella, è stato approvato in via definitiva dall’Aula del Senato con un voto all’unanimità (157 voti favorevoli, zero contrari e zero astenuti). Lungo applauso e senatori in piedi dopo il voto finale. Il disegno di legge, arrivato dalla Camera con alcune modifiche rispetto al testo del Governo, rafforza le norme del Codice Rosso per la tutela delle vittime di violenza e un rafforzamento delle norme di prevenzione (ammonimento, braccialetto elettronico, distanza minima di avvicinamento).

COSA PREVEDE IL DDL ROCCELLA

Il ddl prevede obblighi di informazione alle persone offeseArresto in flagranza differita entro un massimo di 48 ore: potrà essere utilizzata la documentazione videofotografica o altra documentazione ottenuta con dispositivi di comunicazione informatica o telematica (ad esempio le chat) dalla quale emerga inequivocabilmente il fatto. Specializzazione per i magistrati che si occupano di violenza sulle donne e formazione per gli operatori di polizia. Allontanamento d’urgenza dalla casa familiare anche fuori dei casi di flagranza. Infine, una provvisionale a titolo di ristoro anticipato a favore delle vittime.

LA DISCUSSIONE OGGI IN SENATO

Questa mattina nell’Aula del Senato ha avuto luogo la discussione generale sul disegno di legge del Governo contro la violenza sulle donne, licenziato ieri all’unanimità dalla Commissione Giustizia.

Illustrando le norme, la relatrice Susanna Campione (Fratelli d’Italia) ha rivolto un ringraziamento “a tutte le forze politiche che fin dal primo giorno hanno lavorato insieme e con grande dedizione. Per tutte le forze politiche – ha sottolineato la senatrice – è una priorità assoluta. Ieri in commissione tutti i commissari hanno ribadito l’estrema urgenza che il Parlamento approvi la legge il prima possibile in risposta all’escalation di femminicidi a cui stiamo assistendo”.

Il testo è stato varato dal Consiglio dei ministri – con le firme dei ministri Roccella, Nordio e Piantedosi – a inizio giugno e approvato in prima lettura alla Camera il 26 ottobre scorso con alcune modifiche. Grazie a un accordo tra i gruppi di maggioranza e opposizione a Palazzo Madama non sono stati presentati emendamenti. Il ddl è arrivato quindi in Aula per il via libera definitivo proprio nei giorni della tragedia di Giulia Cecchettin, uccisa per mano dell’ex fidanzato Filippo Turetta.

Anche sulla spinta di quest’ennesimo tragico fatto di cronaca, il Parlamento ha impresso un’accelerazione all’approvazione della legge. I 19 articoli mirano a rafforzare la tutela della vittima accrescendo l’attenzione verso i “reati spia” e inasprendo le misure di protezione preventiva.

ROCCELLA: UN DDL PER LA PREVENZIONE, COGLIERE IN TEMPO I SEGNALI

“È una legge che si pone nel solco del codice rosso, cioè della necessaria urgenza con cui vanno colti i segnali di rischio, gli atteggiamenti aggressivi, le minacce e le persecuzioni, per interrompere il ciclo della violenza, per proteggere la donna che ha la forza di denunciare, che si ribella al ruolo di vittima. L’abbiamo detto più volte: si tratta di norme che intervengono sulla prevenzione più che sulla repressione, per facilitare il ricorso alle misure cautelari, per rafforzarle, per assicurare tempi certi e brevi da parte della magistratura, perché sappiamo che tutto questo, la rapidità nella valutazione del rischio e nell’assunzione di misure di tutela adeguate, possono davvero salvare vite. Non tutte, certo”, dice la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Eugenia Roccella, nella sua replica in Senato al termine del dibattito in Aula sul ddl per il contrasto della violenza sulle donne.

ROCCELLA: OGGI UNA BELLA PAGINA, POLITICA UNITA

“Questa di oggi è una bella pagina che abbiamo scritto insieme, e ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a scriverla, in uno spirito di condivisione e leale collaborazione. A partire dai ministri Nordio e Piantedosi, che hanno firmato insieme a me il ddl del governo, e poi i relatori, i presidenti e i membri delle commissioni parlamentari coinvolte, alla Camera e qui al Senato, gli altri componenti del governo che hanno seguito i lavori. Ho detto già dopo il voto alla Camera che aver visto, fin dal primo voto sugli articoli della legge, tutte le luci verdi che si accendevano è stata una vera emozione, e ancora di più lo è oggi, nel momento del voto definitivo”, dice la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Eugenia Roccella. “E’ un’emozione – spiega la ministra – perché questa legge introduce misure che possono fare, in tanti casi, la differenza tra la vita e la morte, e averla votata tutti insieme testimonia che, sulla lotta contro la violenza sulle donne e i femminicidi, c’è davvero una volontà politica condivisa, che supera le divisioni e le diverse appartenenze”.

DOMANI IN SENATO PROIEZIONE FILM CORTELLESI ‘C’È ANCORA DOMANI’

Domani in Senato verrà proiettato “C’è ancora domani”, il film di Paola Cortellesi da giorni nelle sale cinematografiche. A darne l’annuncio è stato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, durante le votazioni del ddl Roccella contro la violenza sulle donne e domestica approvato in via definitiva. La proiezione avverrà alle 16.15 in sala Koch, dopo il premier-time in Aula con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’iniziativa è stata promossa dal presidente La Russa in vista del 25 Novembre, giornata dedicata alla lotta al femminicidio.

ag. dire – www.dire.it




La Ambasciatrice del Nicaragua in visita alla Regione Toscana

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23gianinicaraguaIl presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha ricevuto stamani a Palazzo Strozzi Sacrati l’ambasciatrice della Repubblica del Nicaragua, Monica Robelo Raffone, accompagnata da Mara Vanesa Stotti, direttrice dello Sviluppo Turistico dell’Istituto Nazionale di Turismo del Nicaragua.
Era presente anche l’assessore al turismo e attività produttive Leonardo Marras, che ha partecipato insieme al presidente al tradizionale scambio di doni al termine dell’incontro.
Nel corso dell’incontro, riporta la regione, Giani e Marras hanno sottolineato come “il Nicaragua si sia distinto a livello internazionale per il turismo sostenibile, che apprezziamo molto in Toscana. Siamo la regione italiana – hanno aggiunto – con il maggior numero di aree protette che aderiscono alla carta europea per il Turismo sostenibile”.
L’incontro, conclude la regione, è servito a gettare le basi per un percorso futuro sui temi che accomunano Toscana e Nicaragua. (aise) 




IL FATTO QUOTIDIANO: Le feste del camerata Dussich: il fascio dell’italiano all’estero

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Da “Il Fatto Quotidiano”, 14 novembre 2023.

“Si, è vero, sono arrivato a Santo Domingo tanti anni fa solo con uno zaino e una canna da pesca”. Paolo Dussich oggi è l’italiano più influente del centro America. Padovano, di origini istriane, imprenditore dell’automazione, è stato presidente dei Comites dfi Santo Domingo, prima, e di Panama poi. Oggi è membro del Consiglio direttivo centrale del Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo, è responsabile di Fratelli d’Italia nella Repubblica Dominicana ed è stato nominato da Giorgia Meloni nel Comitato generale degli italiani all’estero  (Cgie). “Finalmente gli italiani del Centro America e dei Caraibi hanno un proprio rappresentante all’interno del Cgie. Era ora” ha annunciato con entusiasmo Azzurro Caribe, il giornale locale online dei nostri connazionali.

Molto attivo e sempre presente alle manifestazioni degli italiani impiantati in Centro America, Dussich ha una passione soprattutto per le feste in camicia nera, con bandiere della Repubblica Sociale, effigi di Mussolini, aquile, croci celtiche, bandiere di Forza Nuova, saluti romani e canti commossi degli inni fascisti primo fra tutti “Giovinezza”.

È una tradizione per lui celebrare la Marcia su Roma, il 28 ottobre. C’è ancora chi cita il suo vibrante discorso pronunciato il 28 ottobre 2012, dedicato ai Marò allora prigionieri in India. “Siamo un popolo di puttane, di traditori e di ruffiani. Siamo governati da dei ciarlatani – ha scandito – che non sono neppure capaci di liberare dei ragazzi della Marina italiana imprigionati dai baluba”. Molto diplomatico. Ma oggi va meglio, in Italia, tanto che il Governo lo ha nominato rappresentante degli italiani all’estero nel parlamentino consultivo presso il ministero degli Esteri. “Io non appartengo ad alcun partito” dice al fatto Quotidiano. Ma Dussich non nasconde la sua venerazione per Mirko Tremaglia, il fondatore del Comitato Tricolore per gli italiani nel mondo, né la sua amicizia con Roberto Menia, senatore di Fratelli d’Italia. La nomina nel Cgie lo ha inorgoglito tanto da fargli dichiarare ad Azzurro Caribe: “Quando ricevetti, nel lontano 2004,  la delega manoscritta, che ancora gelosamente conservo, del nostro compianto Mirko Tremaglia per il Comitato tricolore, mai avrei pensato che sarei potuto arrivare così lontano. Una nomina governativa di cui mi sento onorato e pertanto ringrazio la dirigenza della prima associazione per gli italiani nel mondo per la fiducia accordatami”. Nel CGIE Dussich succede al senatore Menia.

Al Fatto racconta: Sono molto benvoluto qui a Santo Domingo, dove vivono 50 mila italiani, anche se quelli iscritti sono 13 mila. Sì, è vero, ho partecipato a qualche festa di quelle  che lei dice” ammette. Ma minimizza. “Io sono attivo nel volontariato e nell’aiuto ai nostri connazionali”. Eppure le foto non lasciano incertezze su camicia nera e saluti romani, e qualche video toglie ogni dubbio anche sugli inni fascisti cantati a gran voce.

Gianni Barbacetto – Il Fatto Quotidiano

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2023/11/14/le-feste-del-camerata-dussich-il-fascio-dellitaliano-allestero/7352497/




Tajani: “Il nostro olio abbinato a piatti tipici africani tra le sfide della Settimana della cucina italiana nel mondo”

intervista gambero rosso

intervista gambero rossoLa prima Settimana della cucina italiana nel mondo è stata realizzata nel 2016. Un evento che si pone l’obiettivo di promuovere la nostra cultura enogastronomica nel mondo, quale patrimonio nazionale da custodire e valorizzare. Nelle diverse edizioni, molte sono state novità e innovazioni di questa iniziativa di promozione integrata della Farnesina. Con l’occasione, abbiamo intervistato il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani per approfondirne i tratti salienti.

Potrebbe condividere con noi l’ispirazione dietro questa iniziativa?
La Settimana della cucina italiana nel mondo è una rassegna annuale che si svolge ormai da vari anni. Quest’anno ho voluto però mettere ancora di più l’accento su cucina italiana e strategia di crescita, su cui ho puntato sin dal mio arrivo al Ministero degli Esteri. Vogliamo promuovere l’eccellenza della nostra cultura enogastronomica a livello globale e presentare una immagine aggiornata e all’avanguardia del Paese, e promuovere i valori fondamentali di qualità, inclusione e collaborazione che rappresentano un pilastro importante per il nostro Paese. Per questo motivo, quest’anno, il Governo italiano ha presentato la candidatura della Cucina italiana per l’inclusione nella lista del patrimonio immateriale dell’Unesco.

L’ottava edizione si svolge dal 13 al 19 novembre: quali sono i messaggi e i valori più importanti da veicolare?
Abbiamo chiamato l’edizione di quest’anno “A tavola con la cucina italiana: il benessere con gusto” per sottolineare la relazione tra alimentazione e benessere. Vogliamo valorizzare la Dieta Mediterranea quale stile di vita salutare e modello di alimentazione equilibrata accessibile a tutti. Ma vogliamo parlare anche dell’importanza dei prodotti a denominazione protetta e controllata, della lotta contro il fenomeno dell’Italian sounding e della valorizzazione dei borghi italiani e dei loro prodotti culinari tradizionali.

In termini di numeri e diffusione, può darci un’idea della portata dell’evento e della sua diffusione, in particolare per l’edizione di quest’anno?
La rassegna si sviluppa attraverso centinaia di iniziative realizzate dalla rete di Ambasciate, Consolati, Istituti di Cultura e Uffici ICE italiani all’estero. Durante la Settimana della Cucina Italiana 2022, la rete diplomatico-consolare italiana ha organizzato all’estero un totale di 1.427 eventi, con aumento del 35% rispetto all’anno precedente, anche grazie alla rimozione delle restrizioni dovute alla pandemia.

Tra i protagonisti di quest’anno c’è l’Africa, con un progetto di promozione dell’olio di oliva e del vino italiani in collaborazione con il Gambero Rosso. Come mai è stato scelto questo territorio?
L’Africa è un continente in crescita e figura tra le priorità di politica estera del Governo. Vi sono ampi margini per una maggiore diffusione e distribuzione dei prodotti italiani di eccellenza. Abbiamo perciò sviluppato una iniziativa con Gambero Rosso. Il progetto include video lezioni dedicate ai più famosi cultivar italiani di olive e ai principali vitigni italiani e una serie di video ricette di piatti tipici africani ai quali associare l’uso dell’olio extravergine di oliva. Sono materiali che saranno utilizzati anche per la realizzazione di eventi destinati a scuole, università, centri di formazione e stampa locale del continente africano.

Per l’edizione di quest’anno della Settimana della cucina, il MAECI ha creato progetti multimediali destinati a un pubblico ampio ed eterogeneo. Per il 2023 abbiamo pensato anche ai giovani e giovanissimi sviluppando altre due iniziative multimediali, con un taglio innovativo e forse meno scontato per un’Amministrazione Pubblica. Con Casa Artusi abbiamo realizzato un’iniziativa per far conoscere gli “italianismi” gastronomici nel mondo: un racconto del forte intreccio tra storia, cultura ed enogastronomia. Con l’Accademia Italiana della Cucina invece abbiamo sviluppato la “Storia della cucina italiana a fumetti. Dalle tagliatelle etrusche al Tiramisù” un excursus riproposto in chiave narrativa, dagli albori al giorno d’oggi. Tutti i progetti sono tradotti in più lingue per raggiungere un pubblico vasto e creare oggi il nostro pubblico di domani. Alla Conferenza vi sveleremo anche i nostri progetti per il 2024, per il quale abbiamo in mente “La cucina delle radici”, un’iniziativa che vogliamo realizzare nell’ambito del progetto del Turismo delle Radici.