Il Consiglio dei Ministri decide nuove misure sui migranti

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migranti imago 1Il Governo approva nuove misure per la gestione dei migranti, a partire da un tempo di trattenimento massimo nei Centri di permanenza che si allunga e diventa di 18 mesi, Le novità sono state stabilite nel corso del Consiglio dei ministri di oggi.

MELONI: FINO A 18 MESI DI TRATTENIMENTO PER IL RIMPATRIO

“Porteremo una modifica del termine di trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia, che verrà alzato al limite massimo consentito dalle attuali normative europee: 6 mesi, prorogabili per ulteriori 12, per un totale di 18 mesi“. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, nel corso del Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende.
Quindi, ha proseguito, “tutto il tempo necessario, non solo per fare gli accertamenti dovuti, ma anche per procedere con il rimpatrio di chi non ha diritto alla protezione internazionale. Il limite di trattenimento per i richiedenti asilo è già oggi di 12 mesi e non verrà modificato ma diventerà effettivo grazie alla realizzazione dei necessari centri di permanenza per chiunque sbarchi illegalmente in Italia, richiedenti asilo compresi”.

DECIDIAMO NOI CHI ENTRA IN UE, BENE VON DER LEYEN

“‘Decidiamo noi chi entra in Europa, non i trafficanti di esseri umani’. Sono parole pronunciate ieri a Lampedusa dalla von der Leyen, sono parole che abbiamo più volte pronunciato io, Matteo, Antonio e noi tutti. Questa frase può essere considerata il sunto della nuova visione che si è affermata in Europa grazie all’Italia”. Lo ha detto Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, in apertura di Consiglio dei ministri. “Consentitemi una battuta- ha aggiunto- mi chiedo se ora anche alla Presidente von der Leyen certa stampa e certi osservatori italiani rivolgeranno le medesime accuse e gli stessi insulti che hanno rivolto alla sottoscritta e a noi tutti quando proponevamo le stesse misure. Penso ad esempio al punto 6 del Piano presentato dalla Presidente von der Leyen, che prevede di adottare misure per limitare l’uso di navi non idonee alla navigazione e agire contro le catene di approvvigionamento e la logistica dei trafficanti, garantendo la messa fuori servizio delle imbarcazioni e dei gommoni recuperati. Mi chiedo se accuseranno anche la presidente von der Leyen, come hanno fatto con me, di voler affondare le navi con dentro i migranti. Rimane, aggiungo, la magra consolazione di poter rivendicare che, su questi temi, abbiamo sempre avuto ragione.

CHIEDEREMO A UE DI BLOCCARE PARTENZE NORD AFRICA

“La presenza della Presidente von der Leyen a Lampedusa ieri è molto importante anche da un punto di vista simbolico. La presenza dell’Europa ai confini più esposti all’immigrazione illegale di massa sottolinea che quelli di Lampedusa non sono solo confini italiani ma anche europei. Ora il governo seguirà con grande attenzione, passo dopo passo, gli impegni che l’Europa si è assunta con l’Italia, a partire dall’impegno per sbloccare in tempi rapidi le risorse previste dal Memorandum con la Tunisia. Al prossimo Consiglio europeo informale di ottobre l’Italia chiederà agli altri Stati membri di assumere le decisioni necessarie e conseguenti, soprattutto in tema di blocco delle partenze illegali dal Nord Africa”.

SUBITO NUOVI CPR FACILMENTE SORVEGLIABILI

“Daremo oggi mandato al ministero della Difesa di realizzare nel più breve tempo possibile le strutture per trattenere gli immigrati illegali. Anni di politiche immigrazioniste hanno fatto sì che oggi, in Italia, siano pochissimi i posti disponibili nei Cpr. I nuovi Cpr che verranno realizzati dovranno essere in località a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili. Non si creerà ulteriore disagio e insicurezza nelle città italiane. Due proposte che saranno inserite nel Dl Sud per renderle immediatamente efficaci”.

CONVOCHEREMO AMBASCIATORI PAESI DI PARTENZA

“Inoltre, in accordo con il ministro Tajani, saranno convocati gli ambasciatori di quei Paesi che rappresentano le più consistenti nazionalità dichiarate al momento dello sbarco dagli immigrati sulle nostre coste. L’Italia chiederà loro la massima collaborazione per l’immediato rimpatrio degli irregolari, rappresentando che, sulle altre questioni di reciproco interesse, offrirà loro il medesimo grado di collaborazione ricevuta sul tema immigrazione”.

IN PROSSIMO CDM MISURE SU ‘VERI MINORI’

“È mia intenzione, inoltre, portare e approvare la settimana prossima in Consiglio dei ministri un nuovo decreto in tema di immigrazione e sicurezza con ulteriori norme necessarie a risolvere piccole e grandi criticità legate all’immigrazione illegale di massa. Penso, ad esempio, alla questione dei minori non accompagnati. Il nostro obiettivo è tutelare i veri minori per evitare, come accade ora, che con una semplice autocertificazione chiunque possa essere inserito nei circuiti rivolti ai minori. Non solo eludendo le norme sull’immigrazione, ma anche a discapito di chi minore lo è veramente. Stiamo lavorando, e inseriremo nel prossimo decreto, delle norme per prevedere dei canali differenziati per donne, bambini e under 14, ai quali sarà garantita ogni tutela”.

È BATTAGLIA EPOCALE, PD VUOLE IMMIGRAZIONE DI MASSA

“La lotta all’immigrazione illegale di massa e ai trafficanti di esseri umani è una battaglia epocale per l’Italia e per l’Europa. Da questo punto di vista dispiace constatare che parte delle forze politiche italiane ed europee, per ragioni ideologiche o, peggio, per calcolo politico, remino contro e facciano di tutto per smontare il lavoro che si sta portando avanti. Mi riferisco alla lettera dell’Alto rappresentante per la politica estera europea Borrell, agli appelli dei socialisti europei e alle prese di posizione di diversi esponenti della sinistra ma non solo. Tutte azioni che vanno nella medesima direzione di provare a sostenere che nessuno dei Paesi del Nordafrica è uno Stato sicuro con il quale è possibile accordarsi per fermare le partenze o per rimpatriare gli immigrati illegali. In sostanza, la volontà della sinistra europea è rendere ineluttabile l’immigrazione illegale di massa”.
Poi, ha aggiunto: “In questa medesima direzione va anche la proposta del Partito democratico che abbiamo ascoltato anche in queste ore e che prevede, sostanzialmente, l’accoglienza di chiunque arrivi per poi provare a chiedere la redistribuzione in Europa. È sempre stata indifendibile la linea italiana di chiedere all’Europa di accogliere gli immigrati illegali che l’Italia faceva entrare mentre gli altri controllavano i propri confini, ma diventa addirittura un boomerang in questa epoca storica. Il segretario del Pd Schlein probabilmente non si è resa conto che attualmente i Paesi dell’est Europa accolgono milioni di rifugiati ucraini e pertanto, se dovesse passare un meccanismo automatico e aritmetico di redistribuzione, l’Italia si ritroverebbe a doversi far carico di molti più richiedenti asilo di quanti non ne abbia attualmente. Non saremmo noi a ricollocare migranti all’est, ma i Paesi di Vysegrad a ricollocare rifugiati nell’Europa occidentale”.

PD: “PIANTEDOSI SPIEGHI COSA STA ACCADENDO A PORTO EMPEDOCLE”

Intanto, da porto Empedocle nella giornata di oggi sono arrivate notizie di tensioni, con un alto numero di migranti che sarebbero fuggiti dal tendone allestito per l’accoglienza e sarebbero andati nel paese in cerca di cibo e acqua. “Quello che sta accadendo in queste ore a Porto Empedocle e che apprendiamo a mezzo stampa ci lascia senza parole. Chiediamo che il ministro dell’Interno intervenga chiarendo subito la situazione”. Lo chiedono i deputati del Pd Iacono, Provenzano, Barbagallo, Marino e Porta, in una interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi.

“Presso il centro di prima accoglienza di Porto Empedocle – spiegano i deputati dem – si stanno registrando una serie di tensioni legate al sovraffollamento della struttura e ai mancati trasferimenti. Gli organi di informazione riportano la fuga dal centro in questione di alcune centinaia di migranti. Tutto questo è la riprova che questo Governo sta gestendo male ed in modo approssimativo la questione degli sbarchi e dei migranti. È ancora più grave che ciò accada il giorno dopo la visita della Presidente della Commissione UE Von der Leyen e del Presidente del Consiglio italiano a Lampedusa”, concludono i dem.

ag. Dire – www.dire.it




“Manita” dell’Inter al Milan nel derby della Madonnina: 5 a 1

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a4dac8a4 54ba 11ee a172 3b6840154c00 620x349Marcus Thuram si esalta nel primo derby di Milano della sua vita, Henrikh Mkhitaryan segna una doppietta in due momenti chiave del match e Hakan Calhanoglu certifica la vittoria con un rigore prima della perla di Davide Frattesi: con questi ingredienti l’Inter liquida 5-1 il Milan, prendendosi derby e primo posto in campionato senza più i cugini a pari merito. Inutile ai fini del risultato il gol di Rafael Leao a inizio secondo tempo, vista la goleada nerazzurra.

Gazzetta.it




Torino. Si schianta una delle Frecce Tricolori. Morta una bambina di 5 anni

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cce11fad47d6ed5d7ed9a1064bcc6f61Un velivolo che compone la pattuglia delle Frecce Tricolori è precipitato nelle vicinanze dell’aeroporto di Caselle: è morta una bimba di 5 anni.

Il pilota si è salvato lanciandosi con il paracadute,

L’incidente ha coinvolto un intero nucleo familiare. Un bimbo di 9 anni è stato portato all’ospedale infantile Regina Margherita, a Torino, per delle ustioni. La mamma e il papà, sempre per delle ustioni, sono stati portati in codice giallo rispettivamente al Cto e al San Giovanni Bosco. Anche il pilota del velivolo ha riportato delle ustioni. E’ stato portato, in codice giallo, al Giovanni Bosco.

Era attesa per le 17 all’aero club di Vercelli la pattuglia delle Frecce Tricolori di cui faceva parte il velivolo precipitato oggi nei pressi dell’aeroporto di Torino-Caselle. La pattuglia doveva partecipare a un air show. Uno speaker ha annunciato ai circa quattromila spettatori presenti che non sarebbe arrivata.

Domani le Frecce Tricolori avrebbero dovuto essere il culmine di una esibizione all’aero club di Torino-Collegno organizzata per il centenario dell’Aeronautica militare. L’evento è stato annullato.

Secondo le prime notizie la ‘Freccia’ è caduta in fase di decollo e si è schiantata al fondo della pista nel territorio che ricade nel Comune di San Francesco al Campo. Il velivolo ha poi preso fuoco. Il pilota si è lanciato dalla cabina a pochi istanti dal contatto con il suolo.

ansa.it

 




Chipilo, la cittadina italiana del Messico dove sopravvive “un modo di parlare unico al mondo”.

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67d0f3c0 4cdb 11ee a9d7 dd3fde71ffa4Nel cuore del Messico c’è una cittadina che sembra trapiantata dall’Italia.

Qui ristoranti messicani e negozi di alimentari lasciano il posto a trattorie, pizzerie e gastronomie italiane.

Molti dei suoi 4.500 abitanti sono “güeritos dagli occhi chiari” e parlano veneto, una lingua dell’omonima regione nel nord-est dell’Italia.

Ma qui a Chipilo de Francisco Javier Mina, come viene chiamata questa località a 15 chilometri dalla città di Puebla, il Veneto suona diversamente. È “unico” perché è mescolato con nahuatl e spagnolo.

È soprannominato “Chipileño Veneto”, dice alla BBC Mundo l’antropologo e storico chipileano Miguel Esteban Kadwrytte Dossetti.

Gli antenati di Dossetti emigrarono in Messico insieme a decine di altre famiglie veneziane e fondarono Chipilo nel 1882.

Oggi, a più di 140 anni dalla sua fondazione, i Chipileños si vantano con orgoglio di mantenere la loro tradizione quasi intatta e di parlare nel paese con il maggior numero di parlanti spagnoli del mondo.

E sebbene questo Veneto di Chipile non sia riconosciuto come variante ufficiale del Veneto, i linguisti che lo hanno studiato ne riconoscono l’autenticità e sostengono che la sua storia non è sufficientemente compresa.

5e7cb010 4cdc 11ee b5fc 8f212b46bd1eLa Casa d’Italia è uno dei luoghi emblematici della città, riferimento culturale nella piazza accanto alla parrocchia.

Chipilo accoglie il viaggiatore circondato dalle imponenti vedute dei vulcani Iztaccíhuatl e Popocatépetl, che non smettono di espellere fumo e cenere.

Il centro del paese è dominato da una piccola parrocchia e da un’attigua piazza dove si trovano il centro culturale Casa de Italia e il Museo delle Migrazioni Italiane.

Lungo il viale principale ci sono molti locali di ristorazione italiana (sempre con alcuni classici messicani nel menu) dove la gente del posto fa colazione.

Essendo una piccola città, la maggior parte delle persone qui si conoscono.

E mentre molti si godono un ristretto – il classico caffè italiano corto e forte – si godono un Gia mano, statu come (Ciao, come stai?).

All’inizio è difficile capire la lingua in cui comunicano gli abitanti di Chipile, e fino ad oggi continuano ad usarla come lingua principale per parlare tra loro.

Ma dopo un po’ l’orecchio si abitua e comincia a percepire le parole.

855d50c0 4cde 11ee b5fc 8f212b46bd1e“Dei 4.500 abitanti, 3.800 sono discendenti diretti dei fondatori emigrati dall’Italia. Il 90% continua a imparare il Veneto da casa”, dice alla BBC Mundo Arturo Berra Simoni, i cui bisnonni facevano parte delle decine di famiglie italiane che fondarono Chipilo nel 1882.

“Oggi succede meno, ma ai miei tempi, quando iniziavamo la scuola da bambini, sapevamo pochissimo lo spagnolo e capivamo a malapena l’insegnante”, racconta ridendo.

“Dopo la riunificazione d’Italia nel 1871, il Veneto fu in conflitto con diverse regioni vicine e il Piave, un fiume chiave, subì gravi inondazioni che colpirono molti abitanti”, dice Berra, che ha fondato il Museo italiano delle migrazioni a Chipilo.

“In Messico, il governo di Porfirio Díaz voleva modernizzare il Paese, attirando l’immigrazione europea che portava moderne tecniche di produzione”, completa Kadwrytte Dossetti.

Tra il 1881 e il 1882 arrivarono al porto di Veracruz circa 3.000 italiani, che si stabilirono in varie colonie del Paese dopo aver firmato contratti di acquisto di terreni emessi dal governo messicano.

Chipilo è stata fondata il 7 ottobre 1882 da decine di famiglie.

Nel paese sopravvivono i Berra, i Dossetti, i Colombo, i Carnelli e decine di altri cognomi italiani.

Per i veneziani emigrare in Messico significava cercare un nuovo futuro e fuggire dai conflitti e dagli effetti delle calamità naturali.
Quella che oggi è Chipilo era allora una distesa praticamente vuota e sterile.

I fondatori, a cui erano state promesse terre fertili in cambio della promozione delle colture europee, all’arrivo erano frustrati.

Né i terreni erano sufficientemente fertili né era possibile piantare viti mediterranee o ulivi.

Ma si reinventarono, acquistarono bestiame e avviarono un’industria di esportazione di formaggio e altri prodotti lattiero-caseari che sostenne l’economia per decenni.

Oggi la produzione casearia è destinata maggiormente al consumo locale e il paese è sostenuto soprattutto dalla produzione di mobili rustici che vengono esportati soprattutto in Canada, Stati Uniti, Europa e Arabia Saudita.

Il “Chipileño Veneto”
Il Veneto è una lingua romanza con molteplici varianti minacciata dal suo status di minoranza. Oltre che in Messico, in America Latina è ancora parlato tra i discendenti italiani di paesi come Argentina, Venezuela o Brasile. Ma Chipilo è un esempio impareggiabile di come viene preservato in un’intera comunità, incorporando parole nahuatl e spagnole per denominare cibi, piante e tecnologie che non esistevano in Italia al momento della migrazione.

L’antropologo Miguel Esteban Kadwrytte Dossetti spiega che il “Veneto Chipileño” è il nome dato all’evoluzione che il Veneto conobbe a Chipilo per più di un secolo.
“A Chipilo si parla la varietà basso bellunese. È molto insolito, dato che le forze economiche e sociali spingono i migranti ad abbandonare la loro eredità linguistica dopo un paio di generazioni”, spiega Caroline MacKay, una linguista che ha studiato il Veneto a Chipilo.

“In altre parti dell’America Latina dove i Veneti emigrarono, non trovarono una comunità coesa e omogenea che potesse preservare la propria identità e lingua tra le culture maggioritarie”.

La cosa curiosa è che nonostante l’evoluzione verso questo Chipileño veneto, quando gli attuali veneti in Italia incontrano i Chipilos ricordano il modo di parlare dei loro nonni.

“Questo perché Chipilo utilizza ancora forme grammaticali e parole che non sono più comuni in Italia”, spiega MacKay.

Il linguista aggiunge che questa conservazione è dovuta al “relativo isolamento” in cui Chipilo ha vissuto per molti decenni, rafforzato dalla sua indipendenza economica e dal successo commerciale.

Chipilo, tra il suo passato e il suo futuro
Il Monte Grappa è una piccola collina ricca di storia a Chipilo. Qui i Chipileños presero le armi e difesero la loro città durante la rivoluzione messicana.

Dall’alto si vede la crescita inarrestabile della città di Puebla, che rischia di fagocitare i suoi dintorni, situazione che si ripete nelle grandi conurbazioni messicane.

La gente di Chipilo ha avuto per decenni un rapporto complesso con i propri vicini.

“Per molti anni siamo stati gli outsider, ‘i ladri’, anche se i nostri antenati hanno acquistato queste terre”, racconta Berra Simoni mentre si incammina verso il cimitero.

Molto è cambiato da allora. Molte persone provenienti da tutta la zona vengono a lavorare a Chipilo e i matrimoni con stranieri sono sempre più comuni. Anche se questo ha un costo. «Negli ultimi anni il numero di bambini che smettono di parlare veneto è molto alto perché molti dei loro genitori non sono originari del paese», riconosce Kadwrytte Dossetti.

“Sono preoccupato che la gentrificazione che Chipilo sta subendo influenzerà il nostro modo di vivere, la nostra cultura e la nostra lingua”, aggiunge Dossetti Mazzocco.

Queste sono alcune delle sfide future di questa cultura unica in un paese così diverso come il Messico.

Ma la gente di Chipile resiste da 140 anni. Ce l’hanno nel sangue.

tratto da BBC Mundo




Si è spento Franco Migliacci, autore di “Volare”

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migliaccivertÈ morto il paroliere italiano Franco Migliacci, autore di canzoni rimaste nella storia della musica leggera del Bel Paese, come Nel blu dipinto di blu (Volare), realizzata nel 1958 con Domenico Modugno, che poi la rese celebre.

La notizia è stata divulgata su X dal direttore del Tg5, Clemente Mimun.

«Franco Migliacci» —ha scritto— «paroliere di alcune tra le più belle canzoni italiane (tra cui Nel blu dipinto di blu), produttore discografico, editore musicale e selezionatore di talenti, si è spento a 92 anni in una clinica romana. Accanto a lui, fino alla fine, la sua famiglia».

Nato a Mantova nel 1930, Migliacci scrisse brani per numerosi artisti, in particolare Gianni Morandi, come le celebri C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling StonesFatti mandare dalla mamma a prendere il latteAndavo a cento all’ora e In ginocchio da te.

Fu autore dei testi di brani cantati da Mina, Milva, Fred Bongusto, Rita Pavone e Patty Pravo. Tra le sue altre canzoni molto note ricordiamo anche Tintarella di luna e Una rotonda sul mare.

Nel 2003 venne nominato presidente della Società Italiana Autori ed Editori (SIAE), ma dopo due anni —a seguito di alcune polemiche sollevate da iscritti che lo ritenevano poco rappresentativo— si dimise.

«Sono profondamente commosso dalla scomparsa di Franco Migliacci. Ci eravamo sentiti poco tempo fa e con lui se ne va una persona che ho avuto la fortuna di incontrare e che ha cambiato completamente la mia vita e la mia carriera»´, ha scritto Gianni Morandi (ANSA).

Domenico Modugno canta Nel blu dipinto di blu durante una puntata del programma di Ed Sullivan nel 1958.

puntodincontro.mx




È in ospedale lo youtuber italiano scomparso a New York

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cosimo corrado 1140x815Si temeva il peggio, ma poche ore fa le autorità americane hanno ritrovato in un ospedale del New Jersey Cosimo Corrado, youtuber salernitano scomparso sabato scorso a New York. Il ragazzo, al momento, è ricoverato presso la struttura sanitaria in buone condizioni di salute, stando almeno alle prime indiscrezioni.  Nelle prossime ore, al giovane creator sarà concesso di parlare finalmente i propri familiari, in volo verso gli States.

Sabato pomeriggio, il ventunenne si trovava a Manhattan: da quel momento, la famiglia non era più riuscita a mettersi in contatto con lui. Cosimo, meglio conosciuto sul web con lo pseudonimo di “Kazuosan”, aveva inoltre perso uno dei suoi due cellulari: quando i genitori hanno provato a chiamarlo, infatti, uno sconosciuto ha spiegato loro di aver trovato il telefono presso un parchetto della stessa Manhattan.

Negli ultimi giorni, il web è stato inondato da numerosi appelli rivolti a chiunque avesse sue notizie, rilanciati e condivisi anche dai suoi familiari.  Il ragazzo è molto noto in Italia: il suo canale YouTube, in cui si esibisce in game play, recensioni e challenge di vario tipo, ha oltre un milione di iscritti. Nel frattempo, nelle prossime ore, i genitori e il fratello di Cosimo atterreranno a New York. Questi ultimi, preoccupatissimi dalla misteriosa vicenda che ha coinvolto il ventunenne, avevano immediatamente avvertito le autorità statunitensi.

Ad accompagnare i familiari del giovane scomparso nella Grande Mela, ci sarà inoltre anche Samuele Mattei, meglio noto come “Captain Blazer”, youtuber e tiktoker collega di Cosimo. Il creator originario di Riccione, nella serata di ieri, aveva pubblicato un video sul proprio canale TikTok, nel quale aveva spiegato: “Cosimo è atterrato a New York venerdì, e ha passato la notte in giro tra le strade della città, totalmente scalzo. Sabato mattina ha chiesto a mia mamma di chiamargli un taxi, inoltrandole inoltre una serie di messaggi alquanto strani. Non ci risponde più e non riusciamo a geolocalizzarlo tramite I-Phone. La polizia ha visto i filmati dell’albergo, dove manca da 3 giorni. La sua valigia si trova ancora lì. Le autorità americane e la Farnesina continuano a cercarlo”.

Cosimo si trovava negli Stati Uniti per motivi di lavoro, come rivelato dagli stessi familiari. Il ragazzo, infatti, aveva deciso di raggiungere New York per registrare un video presso la pizzeria “San Matteo”: il proprietario del locale, Ciro Casella, è originario di Salerno, proprio come lo youtuber. Nonostante ciò, come affermato dai suoi parenti, Cosimo non ha mai messo piede nella celebre pizzeria newyorkese.

Dopo oltre 48 ore di ricerche, pochi minuti fa è arrivata finalmente la lieta notizia: il ragazzo è stato ritrovato presso una struttura ospedaliera del New Jersey e, tra circa due ore, la polizia locale cercherà di metterlo in contatto con i familiari rimasti a Salerno. Al momento, i genitori ed il fratello del giovane sono ancora in aereo e, quasi certamente, non hanno ancora ricevuto la bellissima notizia.

Una volta ripresosi completamente, infine, sarà lo stesso ragazzo a fornire alle autorità statunitensi i dettagli della sua misteriosa scomparsa.

da La Voce di New York




Diplomata a 90 anni, nonna Imelda diventa maestra per un giorno

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downloadLa signora Starnini, di Città di Castello, si è diplomata a luglio con il voto di 76/100.

Maestra per un giorno: dopo il diploma di maturità ora dietro la cattedra di una classe a inaugurare il nuovo anno scolastico.

Un sogno dopo l’altro che si avvera per Imelda Starnini, la novantenne di Città di Castello, in provincia di Perugia, che, a luglio si è diplomata con il voto di 76/100, inseguendo il suo sogno di diventare una maestra.Questa mattina, accompagnata dalla figlia, Sara Mercatelli, si è presentata puntuale al suono della campanella di ingresso nella scuola Primaria di Userna, scelta dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore ai Lavori Pubblici, Riccardo Carletti, per inaugurare il nuovo anno scolastico.

In questo modo, Imelda ha coronato, seppure per qualche ora, il sogno di una vita con in mano un registro, i libri, una cattedra da dove poter guardare negli occhi i bambini.”Un’emozione fortissima, forse ancora maggiore di quella che ho provato due mesi fa quando ho sostenuto l’esame di maturità fino al diploma. Essere qui in classe con tutti questi bellissimi bambini e bambine con i loro insegnanti, il direttore didattico, il personale della scuola, il sindaco e l’assessore è un altro sogno che si avvera, momenti unici che per tutta la mia esistenza ho immaginato di poter vivere: oggi ci sono riuscita” ha commentato “nonna” Imelda.

agi.it




Coppia marchigiana con due figli piccoli lascia il lavoro per fare il giro del mondo

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3bf37c154aa27aaae80b449cfeb441c7A 36 e 35 anni lasciano il lavoro e partono per fare il giro del mondo con i i due figli piccoli. E’ la storia di Alessio Sacchi e Claudia Casisa, di Civitanova Marche (Macerata). Lui ha dato le dimissioni da dirigente del Comune di Porto San Giorgio (Fermo), lei è in aspettativa dal lavoro come maestra d’asilo.

Il 29 settembre, assieme a Leonardo e Lorenzo di 2 e 6 anni, partiranno alla volta del Messico, che sarà la prima tappa di un lungo viaggio. “L’obiettivo è toccare i cinque continenti, iniziamo col Messico, poi il Costa Rica, il Sud America e poi vedremo, strada facendo, dove spostarci”, raccontano Claudia e Alessio.

In era post covid c’è stato chi ha lasciato lavori, anche sicuri, alla ricerca di occupazioni più soddisfacenti o di uno stile di vita che desse maggiore appagamento. Per la coppia di Civitanova Marche “la decisione di mollare tutto e partire è stata dettata dalla volontà di trascorrere un lungo tempo di qualità con i nostri bambini e sentiamo che questo è il momento giusto per farlo. Non è un fuga, ma un investimento sulla famiglia”.
Il più grande dei due bambini in questi giorni sarebbe dovuto andare in prima elementare: “Alle sua formazione scolastica penseremo noi – spiega la mamma – anche perché siamo stati sempre convinti che la scuola migliore sia il mondo e non quella che si svolge tra 4 mura”.
Intanto la coppia ha già aperto un blog – 4 Vite in Vacanza – e le rispettive pagine social su Facebook e Instagram, dove racconterà il loro giro del mondo.

ansa.it




Alluvione in Libia, oltre 10 mila dispersi. Parte la nostra Protezione Civile

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7459fddf6774435f6d7372b619ba231f“Ho chiamato l’ambasciatore a Tripoli per avere gli ultimi aggiornamenti – afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani –

Il governo italiano risponde subito alle richieste di sostegno per l’alluvione nell’est della Libia: una squadra avanzata di valutazione è già in partenza coordinata dalla nostra Protezione civile”.

Il bilancio delle vittime della tempesta in Libia è enorme”, avverte la Croce Rossa internazionale”.

“Confermiamo dalle nostre fonti di informazione indipendenti che finora il numero delle persone scomparse ha raggiunto le 10.000 persone.”. Lo ha segnalato ai giornalisti a Ginevra, in collegamento video da Tunisi, Tamer Ramadan della Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Si prevede che il bilancio delle vittime aumenterà drammaticamente, con migliaia di persone scomparse, ha avvertito oggi l’organizzazione. “Il bilancio delle vittime è enorme e potrebbe raggiungere le migliaia”, ha aggiunto.

ansa.it




La Corte Suprema del Messico decriminalizza l’aborto in tutto il Paese

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sentenzavertIl potere giudiziario messicano ha depenalizzato l’aborto a livello federale con un voto unanime. Ieri la Corte Suprema della Nazione (SCJN) ha emesso una sentenza a tutela dei diritti dell’organizzazione Grupo de Información en Reproducción Elegida (GIRE), un atto che de facto depenalizza l’interruzione della gravidanza in tutto il Paese.

Dopo aver analizzato la richiesta presentata dal GIRE, la più alta corte nazionale ha stabilito che l’attuale regolamento è incostituzionale, perché viola i diritti riproduttivi delle donne e delle persone con capacità gestazionale.

Questa determinazione implica che qualsiasi istituzione sanitaria pubblica federale dovrà fornire servizi di aborto in tutto il Paese, che il personale medico delle istituzioni sanitarie federali non potrà essere criminalizzato per aver assistito aborti, che il reato di aborto sarà eliminato dal codice penale federale e che tutti i giudici locali e federali dovranno attuare quanto deciso dalla SCJN.

Due anni fa la Corte aveva stabilito l’incostituzionalità del reato dell’aborto, affinché nessuna donna o persona incinta che avesse interrotto la propria gravidanza potesse essere perseguita penalmente per questo motivo. Con questa nuova decisione si dispone, inoltre, che i servizi di aborto dovranno essere gratuiti nelle istituzioni federali.

Anche se questa decisione deve essere rispettata in tutto il Paese, i codici penali di 20 entità federali contengono ancora regolamenti locali che ostacolano l’effettivo accesso ai diritti riproduttivi.

Foto: Chris Ryan via Getty Images

da puntodincontro.mx