Le armi prodotte in Europa e Stati Uniti alimentano la violenza in Messico

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imagesLe armi leggere continuano ad alimentare la violenza in Messico e contribuiscono a serie violazioni dei diritti umani a danno della popolazione civile. In particolare, tra il 2012 e il 2021, più di due omicidi su tre sono stati compiuti con armi da fuoco -fucili e pistole- che in quasi tutti i casi sono state prodotte in Europa o negli Stati Uniti.

A lanciare nuovamente l’allarme —ponendo l’accento soprattutto sulla responsabilità delle aziende europee— è l’European network against arms trade (Enaat) che a metà luglio ha pubblicato un rapporto in cui ha dato conto dell’esito di una missione svolta nel Paese latinoamericano a febbraio 2023, a cui hanno partecipato anche l’associazione tedesca Ohne rüstung leben e la Rete italiana pace e disarmo. L’iniziativa è stata organizzata dalla coalizione Stop Us arms to Mexico con il supporto della Comisión Mexicana de Defensa y Promoción de los Derechos Humanos.

Il punto di partenza sono i dati relativi alle esportazioni di armi leggere: tra il 2006 e il 2018 le aziende europee avrebbero venduto più di 200mila armi da fuoco alle forze di polizia di 32 Stati messicani. Più della metà erano state prodotte da due sole aziende: l’italiana Beretta e l’austriaca Glock. «Durante quel periodo» —si legge nel rapporto– «il numero degli episodi di violenza commessi dalle forze di polizia e di omicidi sono aumentati in maniera drammatica». Secondo le stime contenute nel documento, a partire dal 2010 la violenza armata ha causato la morte di oltre 217mila persone e la sparizione forzata di oltre 111mila.

Anche in uno dei casi più emblematici della condizione di violenza endemica in cui versa il Messico —la scomparsa e l’omicidio dei 43 studenti a Ayotzinapa del settembre 2014— sarebbero state utilizzate armi fabbricate in Europa: in particolare, i reparti della polizia municipale accusati di aver attaccato gli autobus su cui viaggiavano gli studenti avrebbero imbracciato 73 fucili d’assalto Beretta e svariati fucili d’assalto dell’azienda tedesca Heckler & Koch.

A tutto questo si aggiunge il traffico illegale. «Le armi Beretta sono finite anche nel mercato mercato nero», continua il rapporto. «Tra il 2010 e il 2020, più di 2.700 armi illegali recuperate dalle autorità messicane sono state identificate come italiane». Le autorità messicane hanno inoltre riferito di aver ritrovato sulle scene di diversi crimini 180 armi prodotte dalla società belga FN Herstal: tra questi anche tre modelli in uso alle forze di polizia, in particolare l’FN Five-SeveN i cui colpi sono in grado di perforare i giubbotti antiproiettile da una distanza di 200 metri. Un terzo caso riguarda la tedesca Heckler & Koch (H&K) che tra il 2006 e il 2009 avrebbe esportato diecimila fucili d’assalto G36 destinati ufficialmente alle forze di polizia.

Numeri importanti che mettono in luce le falle delle legislazioni europee, incapaci di arginare il flusso di fucili, pistole e munizioni che alimentano la violenza in Messico. Sebbene a partire dal 2018 ci sia stata una riduzione significativa del numero di licenze e autorizzazioni all’esportazione da parte di diversi Paesi dell’Ue, le tre organizzazioni stimano che in soli tre anni (dal 2019 al 2021) il Paese latinoamericano abbia importato più di 125mila armi leggere prodotte da aziende europee, facendo ricorso a due diverse strategie.

Da un lato pistole e fucili vengono venduti per “uso privato”, ad esempio per la caccia o per la pratica sportiva per le quali è prevista una normativa meno stringente. Dall’altro le armi leggere (ma anche fucili d’assalto e mitra) raggiungono il Messico dopo essere transitati per Paesi terzi. Non è dunque un caso che le principali aziende produttrici europee abbiano dato vita a filiali o impianti produttivi negli Stati Uniti: le armi fabbricate su suolo statunitense, infatti, non devono sottostare ai requisiti europei e possono attraversare il confine con maggiore facilità. A completare il quadro vi sono anche quelle vendute direttamente e legalmente nel mercato statunitense, che vengono poi trasportate illegalmente in territorio messicano per finire nelle mani dei cartelli della droga.

Di fronte alla varietà di canali attraverso i quali le armi europee entrano in Messico è particolarmente importante «che le aziende produttrici di armi siano ritenute responsabili lungo l’intera catena del valore della loro produzione», scrivono le tre organizzazioni nel rapporto. «La natura stessa del settore degli armamenti rende questo commercio particolarmente complesso e opaco, motivo per cui questa industria deve rientrare a pieno titolo nell’ambito di applicazione della direttiva Corporate sustainability due diligence (Csdd), attualmente in fase di negoziazione». Il testo della direttiva -già approvato dal Parlamento europeo- ha come obiettivo quello di promuovere condotte aziendali sostenibili e rispettose dei diritti umani.

Nonostante la scarsa attenzione dimostrata sul tema da parte dei rappresentanti istituzionali incontrati —che hanno negato le proprie responsabilità per le armi prodotte negli Usa o entrate in Messico attraverso traffici illegali— le organizzazioni della società civile hanno denunciato l’inefficacia dell’attuale sistema di controllo delle esportazioni di armi e hanno chiesto ad aziende e Stati coinvolti di smettere di alimentare «il drammatico livello di violenza in Messico».

Richieste che rientrano nel solco della battaglia che il governo messicano sta combattendo da diversi anni nei tribunali statunitensi: nel 2021, infatti, ha fatto causa a diversi produttori di armi con sede nel territorio degli Stati Uniti (tra cui Beretta Usa e Glock Usa), sostenendo che le leggi in vigore nel Paese favoriscano il traffico di armi attraverso la frontiera. Fino ad ora la battaglia giudiziaria non ha sortito l’effetto auspicato: in base a quanto previsto dal Protection of Lawful Commerce in Arms Act (che fornisce a questo comparto industriale un’ampia protezione dalle azioni legali per l’uso improprio dei loro prodotti), i giudici statunitensi hanno dato ragione ai produttori. Lo scorso marzo, il governo messicano ha presentato ricorso contro questa decisione.

La nuova azione legale del Messico, così come le istanze delle organizzazioni europee, muovono da un assunto comune: «Continuando a mandare armi e munizioni in Messico, qualunque sia il canale, Paesi e aziende europee sono complici coscienti di crimini contro il popolo messicano». Una situazione che le organizzazioni chiedono di affrontare urgentemente, a partire da tre proposte: smettere di esportare armi nel Paese latinoamericano —in accordo con la posizione comune europea secondo cui «è proibito esportare armi in nazioni dove potrebbero prolungare conflitti violenti o usati in violazioni dei diritti umani»—, ritenere responsabili le aziende anche per quelle prodotte negli stabilimenti non europei e far rientrare l’intera catena di valore delle aziende produttrici negli obblighi della direttiva Csdd (Alessandro Pirovano – altreconomia.it).

da puntodincontro.mx




Milano. Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto a Toto Cutugno (VIDEO)

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downloadUna folla si è ritrovata questa mattina a Milano nella basilica dei Santi Nereo e Achilleo per i funerali di Toto Cutugno.

Ad accoglierli hanno trovato la sua musica, ovvero i motivi delle sue canzoni suonati da una fisarmonica ma anche palloncini con la bandiera italiana, o le note lungo la scalinata e accanto ai libri firma lutto.

All’arrivo del feretro del cantante deceduto all’ospedale San Raffaele di Milano dopo una lunga malattia è partito un applauso spontaneo dei tanti che non sono riusciti a entrare in chiesa che hanno anche intonato L’italiano.
‘Vai Toto’ ha urlato qualcuno mentre la bara, con sopra un cuscino di rose bianche e una rosa rossa è entrata nella chiesa.
Tantissima gente comune tra le quali si sono confusi volti noti come Mario Lavezzi.

Ci sono tante persone che hanno imparato a conoscerlo attraverso le sue canzoni, ma anche tanti colleghi oggi al funerale di Toto Cutugno, il cantante deceduto lo scorso 22 agosto a ottant’anni dopo una lunga malattia, Alla cerimonia sono arrivati Gianni Morandi e Pupo, che sono entrati insieme nella grande chiesa gremita. Anche Gigi d’Alessio ha inviato una corona di fiori per rendergli omaggio.

ansa.it




Oggi è la Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime degli atti di violenza su base religiosa o di credo

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downloadIn occasione della Giornata Internazionale di Commemorazione delle vittime degli atti di violenza su base religiosa o di credo, l’Italia si unisce al ricordo di tutti quelli che soffrono le conseguenze dell’intolleranza, della discriminazione, della violenza e del terrorismo a causa della loro appartenenza religiosa o di credo.

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, ribadisce “il massimo impegno personale e del Governo italiano nel proteggere e promuovere la libertà di religione o di credo e i diritti fondamentali delle persone appartenenti a minoranze etniche o religiose ovunque nel mondo, sia sul piano dei rapporti bilaterali che nel quadro dell’Unione europea e delle Organizzazioni internazionali”.

Su scala globale, assistiamo a un grave e costante peggioramento dei livelli di libertà religiosa, in particolare a danno di persone appartenenti a minoranze. “Nel caso dei cristiani”, ricorda Tajani, “una persona su sette al mondo è vittima di persecuzione o discriminazione grave, percentuale che sale a due su sette in Africa sub-sahariana e a due su cinque in Asia”.

Spesso, la discriminazione e persecuzione su base religiosa inizia già dalla nascita e condiziona gravemente il percorso educativo, familiare e lavorativo di chi ne è vittima. Dove la libertà religiosa non è rispettata, stabilità, coesione e prosperità vengono messe a repentaglio.

“La libertà di religione o di credo e il contrasto a violenza e discriminazione su base religiosa o di credo”, sottolinea il Vicepremier, “sono una priorità della politica estera dell’Italia, che investe tutti gli ambiti dell’azione diplomatica”. Nell’ottica di rafforzare il nesso diretto tra sviluppo e protezione della libertà religiosa e dei diritti fondamentali in generale, dal 2019 la Farnesina, attraverso bandi curati dall’AICS, gestisce un Fondo dedicato all’assistenza a comunità cristiane che vivono in aree di crisi. Il bando 2023 ha una dotazione finanziaria di circa 10,5 milioni di euro e permetterà la realizzazione di interventi volti a favorire l’inclusione sociale, l’emancipazione economica dei beneficiari e la sensibilizzazione delle comunità locali sulla convivenza pacifica.

Tajani aggiunge che “in un frangente storico segnato da forte polarizzazione, l’Italia è impegnata a sostenere il dialogo interreligioso e la collaborazione interreligiosa per diffondere il rispetto e la conoscenza reciproca tra appartenenti a fedi diverse, contrastare le discriminazioni, promuovere l’eguaglianza tra persone senza distinzioni di religione o credo e impegnare le diverse religioni in un lavoro comune a difesa della pace e della dignità umana”.




Calcio in lutto: è morto Carletto Mazzone

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downloadIl calcio italiano piange la morte di Carlo Mazzone. L’allenatore romano è scomparso all’età di 86 anni. Detiene il record di panchine in Serie A, con 792 panchine ufficiali.

Era conosciuto come “Sor Carletto” o “Sor Magara” ed era uno dei tecnici più amati dai tifosi delle squadre che ha allenato e da tutti gli appassionati di calcio per la sua schiettezza e per il suo modo di comunicare.

Nel 2019 gli è stata intitolata la nuova tribuna Est dello stadio Del Duca di Ascoli Piceno, dove viveva da anni, e nello stesso anno è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.

Mazzone era un grande tifoso della Roma e quando l’ha allenata, dal 1993 al 1996, aveva creato un legame davvero incredibile tra la squadra e i suoi supporter: indimenticabile per tutti i fan giallorossi il derby vinto per 3-0, quando corse sotto la Curva Sud in seguito al trionfo perché la sua squadra era stata descritta come vittima sacrificale predestinata di fronte ai più quotati biancocelesti di Zeman.

Lanciò Francesco Totti definitivamente in prima squadra ma cercò sempre di proteggerlo dai media e lo gestì come se fosse suo figlio: storica la scena in cui irrompe in sala stampa e lo toglie letteralmente dalle mani dei giornalisti con poche parole “A regazzi’ vatte a fa’ la doccia”.

da fanpage.it




Strage di civili ad Haiti

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151943309 c56282ba 5be2 42e7 bccf 6610db888c63È salito a 30 morti, tra cui due agenti di polizia, 4 dispersi e oltre una dozzina di feriti il bilancio degli attacchi che bande criminali stanno sferrando da giorni contro gli abitanti del quartiere Carrefour-Feuilles di Port-au-Prince. Lo riferisce l’Ong Rete nazionale per la difesa dei diritti umani (Rnddh).

L’assalto è stato lanciato martedì scorso dalla banda guidata da Renel Destina, detto Ti Lapli, uno dei capi delle organizzazioni mafiose che controllano gran parte di Haiti, uno dei Paesi più poveri e insicuri del mondo. Obiettivo della strage è ristabilire il controllo su un quartiere chiave per i traffici illegali.

Da allora cinquemila residenti sono fuggiti da Carrefour-Feuilles a piedi, in moto o stipati in auto, cercando di portare con loro effetti personali. I gangster di Ti Lapli hanno saccheggiato e bruciato case e ucciso alcune vittime con armi automatiche.

Una residente, Dominique Charles, ha raccontato a France Presse di aver perso sua madre, il suo patrigno, suo figlio di 18 anni, due sorelle e un fratello in questi attacchi. “Gli aggressori hanno attaccato la nostra casa usando molotov. Sono riuscita a scappare ma gli altri membri della famiglia non sono stati così fortunati”, ha detto Charles, venendo a testimoniare presso la sede di Rnddh.

Un Paese in mano ai gangster

Alcuni sfollati hanno trovato rifugio nelle scuole e nel centro sportivo. Altri sono rimasti in strada, a volte senza tende di fortuna per ripararsi. Le autorità hanno annunciato giovedì di aver iniziato a distribuire pasti caldi e acqua potabile alle vittime.

L’assassinio del presidente Jovenel Moise, nel 2021, ha aggravato la già profondissima crisi socioeconomica di Haiti e dato ulteriore slancio alle bande armate, che ora controllano circa l’80% della capitale.

Guterres chiede l’intervento di un contingente armato

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in una lettera privata ottenuta da France Presse, ha esortato gli Stati membri a dispiegare un contingente multinazionale, composto da forze di polizia e militari, per rimettere ordine nell’isola, dove non si tengono elezioni dal 2016.

“Affrontare la situazione della sicurezza a Haiti richiede una serie di misure coercitive per far rispettare la legge, incluso l’uso attivo della forza in operazioni di polizia mirate contro bande pesantemente armate”, si legge nella missiva.

Lo scorso luglio il Kenya si era candidato a guidare il contingente, offrendo mille uomini, ma finora solo Bahamas e Giamaica si sono offerte di partecipare a un’operazione che rischierebbe di trasformarsi in un sanguinoso pantano. Una missione di pace dell’Onu aveva operato a Haiti dal 2004 al 2017 ma si era ritirata dopo che un’epidemia di colera costata migliaia di vite era stata fatta risalire a personale delle Nazioni Unite infetto.

agi.it




Incendio fuori controllo a Tenerife

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045231434 a2c59091 49f4 4eec 90d4 26943c8db3bcÈ ancora fuori controllo l’incendio boschivo che ha investito finora 3.273 ettari in otto comuni dell’isola di Tenerife, causando l’evacuazione di migliaia di persone. Lo ha riferito il presidente delle Isole Canarie, Fernando Clavijo, dopo la riunione di valutazione del rogo che sta interessando al momento i comuni di Arafo, Candelaria, El Rosario, La Victoria, Santa Ursula, La Orotava, El Sauzal e Tacoronte.

Proprio a El Sauzal e a Santa Ursula sono state effettuate le ultime evacuazioni, che si aggiungono alle 3.069 persone che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni e alle 3.820 che sono confinate nel comune di La Esperanza.

Durante la notte sono stati operativi circa 200 uomini e verso le otto e trenta del mattino inizieranno ad agire i mezzi aerei, che saranno 16 più due per il coordinamento. Il lavoro di queste forze sarà integrato dall’intervento di 260 truppe.

agi.it




Canada: ventimila persona evacuate nel Nord per gli incendi

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incendi in canada creditansaafpdana fergusson 3bmeteo 149264Ai residenti di Yellowknife, una delle più grandi città dell’estremo nord del Canada, è stato ordinato di evacuare a causa degli incendi violenti che potrebbero raggiungerla entro il fine settimana.

“Sfortunatamente, la nostra situazione ha preso un’altra brutta piega con un incendio che brucia a ovest di Yellowknife che ora rappresenta una vera minaccia per la città”, ha detto in una conferenza stampa Shane Thompson, ministro dell’ambiente dei Territori del Nordovest. Il ministro ha ordinato ai quasi 20.000 residenti della città di andarsene entro mezzogiorno di venerdì.

Il bilancio dei roghi che hanno quasi raso al suolo una città dell’isola di Maui potrebbe peggiorare ancora, dal momento che i soccorritori hanno ispezionato solo il 38% dell’area

C’è solo un’autostrada aperta a sud. Si stanno organizzando anche voli commerciali e militari. L’incendio si è verificato entro 17 chilometri dal capoluogo regionale. “Voglio sottolineare che la città non è in pericolo immediato”, ha detto Thompson. Ma ha aggiunto: “Senza pioggia, è possibile che il fuoco raggiunga la periferia della città entro il fine settimana”. “Metti te stesso e gli altri a rischio se scegli di rimanere”, ha detto.

agi.it




Il Comites del Messico offre un corso in italiano ai giovani oriundi

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discendentivertIl Comitato degli Italiani all’Estero in Messico offrirà un corso gratuito online rivolto ai giovani oriundi maggiori di 16 anni residenti nel Paese. L’iniziativa —intitolata Anche noi siamo italiani e coordinata dalla consigliere e responsabile della comunicazione dell’ente, Daniela Zumpano, con il supporto del presidente Giovanni Buzzurro e del vicepresidente Antonio Mariniello— mira ad espandere la presenza viva della lingua, della cultura e dei vincoli con l’Italia tra le nuove generazioni in questa nazione nordamericana.

Secondo alcune ricerche dei padri Scalabriniani, i rapporti della Fondazione “Migrantes” e i testi dello storico Antonio Peconi, sarebbero italo-discendenti lo 0,8% degli abitanti del Messico (circa un milione di persone). Supponendo la stessa distribuzione demografica del resto della popolazione, il 23,3% dovrebbe trovarsi nella fascia di età compresa tra i 15 e i 39 anni.

Le lezioni, in programma dal 2 al 26 ottobre 2023, saranno impartite il lunedì e il giovedì dalle 19:00 alle 21:00 (ora del Messico centrale). Il progetto si avvale della collaborazione di Puntodincontro, la Società Dante Alighieri di Città del Messico, l’Associazione dei ricercatori italiani, l’Associazione dei bellunesi nel mondo, l’Associazione dei piemontesi nel mondo, il Circolo trentino, l’Associazione nazionale Carabinieri sezione estera di Guadalajara, il Museo de la Inmigración Italiana di Chipilo e il Museo Dr. José Benigno Zilli Manica della Colonia Manuel González nello Stato di Veracruz.

programmaIl contenuto del corso sarà in lingua italiana e spagnola «per cui si raccomanda ai partecipanti una conoscenza basica dell’italiano, equivalente al livello A1, per potersi integrare ed interagire meglio con i docenti», ha spiegato Zumpano a Puntodincontro. «Ci saranno» —ha aggiunto— «diverse attività, fra le quali la registrazione di un podcast in italiano. Alla fine del corso verrà consegnato un certificato di partecipazione e se dovessimo ricevere molte richieste, potremmo considerare la possibilità di aprire un secondo programma in date successive».

Per iscriversi sarà necessaria la presentazione di un documento d’identità valido (passaporto, certificato di nascita o tessera dell’Instituto Nacional Electoral) e documenti comprovanti l’ascendenza italiana del richiedente (ad esempio, copia dei certificati di nascita degli avi immigrati).

Il programma sarà limitato a 30 iscritti, suddivisi come segue: 6 residenti nello Stato di Veracruz, 6 della comunità di Chipilo, nello Stato di Puebla, 6 di Città del Messico e 12 residenti in altre regioni del Paese.

I docenti saranno rappresentanti di alcune istituzioni e membri della collettività italiana del Paese, tra cui Anna Maria Coggiola, Antonio Mariniello, Daniela Zumpano, Gioana Mazzocco, Giuseppe Lo Brutto, Mariel Pitton Straface, Piero Falorio, Riccardo Cannelli e Silvia Zueck, con la partecipazione di Arturo Berra, Guglielmo Filippo Finotti, Manuela Paterna, Marina Tomei, Miriam Manica e Valentina Buzzurro, assieme alle voci fuori campo di Marco Cantoni e Marco Saccucci.

Sono previsti, inoltre, interventi musicali di Giovanni Buzzurro e Maurizio Colì.

dapuntodincontro.mx




Matera ispira “Sassi del Valle”, in Messico

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downloadCerimonia di posa della prima pietra di Sassi del Valle, un nuovo borgo costituito in Messico che si ispira a Matera.

Ne hanno dato notizia il sindaco della città lucana, Domenico Bennardi, e l’assessora alla Cultura Tiziana D’Oppido. Da questo atto costitutivo, nasce anche l’unione nel segno della cultura con la neo comunità.

Situato nella Valle di Guadalupe, nel comune di Ensenada, questo progetto mira a rafforzare il legame con l’Italia riconoscendo il patrimonio culturale millenario di Matera e rendendo omaggio alla tradizione enologica dello Stato della Baja California, oltre ad offrire ai visitatori di tutto il mondo una finestra sulla sua ricchezza storica.

Matera —situata nel meridione del Bel Paese— ha guadagnato fama internazionale per la sua antica città, i Sassi di Matera, originata da grotte paleolitiche che si ritiene siano tra i primi insediamenti umani della regione.

sassidelvallevertGli amministratori comunali materani hanno espresso con un videomessaggio la loro gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato per rendere questa unione una realtà, in primis il fondatore Adolfo Blanca Núñez, ma anche Marina del Pilar Ávila Olmeda, governatrice dello Stato di Baja California e l’ambasciatore d’Italia in Messico Luigi De Chiara, oltre ai leader della comunità e le organizzazioni che hanno abbracciato questo sforzo con entusiasmo e dedizione.

Nei mesi scorsi, Bennardi e D’Oppido si sono recati in Messico per lanciare l’iniziativa, come era accaduto già nei pressi della città di Tlaxcala per Val’Quirico, dove è stato replicato il borgo medievale toscano di San Quirico d’Orcia in provincia di Siena.

Sassi del Valle coprirà una superficie di otto ettari e lo spazio dovrebbe essere inaugurato nel mese di maggio 2024.

«Presto potranno andare nella Valle di Guadalupe i nostri studenti e lavoratori, mentre a Matera saranno accolti con un abbraccio i turisti messicani, che avranno la possibilità di apprendere tanto da noi osservando e studiando dal vivo la loro fonte di ispirazione», hanno concluso i funzionari.

da puntodincontro.mx




Mexicana de Aviación al via con 20 rotte

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mexicanavertCon un investimento iniziale di 4 miliardi di pesos, la compagnia aerea di Stato messicana —che porterà il nome commerciale di Mexicana de Aviación— inizierà a volare a dicembre con rotte verso 20 destinazioni e intende offrire prezzi dei biglietti tra il 18 e il 20% inferiori rispetto a quelli attualmente disponibili sul mercato.

Secondo Luis Cresencio Sandoval, ministro della Difesa Nazionale, la nuova Mexicana, il cui acquisto è stato confermato oggi, volerà in una prima tappa dall’aeroporto internazionale Felipe Ángeles verso Cancún, Monterrey, Guadalajara, Tijuana, Chetumal, Mérida, Ixtapa, Cozumel, Los Cabos, Hermosillo, Ciudad Juárez, Villahermosa, Huatulco, Oaxaca, Mazatlán, La Paz e León.

In una seconda fase, che dipenderà dallo sviluppo delle infrastrutture aeroportuali del Paese, verranno aggiunte le destinazioni di Apodaca, Tulum, Cd. Ixtepec, Cd. Victoria, Nuevo Laredo, Cd. del Carmen, Cd. Obregón, Loreto, Palenque, Nogales, Puebla, Tamuin, Uruapan, Matamoros, Colima e Guaymas.

La compagnia utilizzerà aerei Boeing, modello 737-800 con una capacità di 180 passeggeri in un’unica classe. I velivoli saranno noleggiati con i rispettivi equipaggi e, secondo quanto riferito da Sandoval, tre di essi arriveranno il 30 settembre e altri sette il 30 ottobre.

I biglietti saranno messi in vendita a settembre.

«La redditività dipenderà dall’attività che svolgeremo: se riusciremo a effettuare voli consecutivi e più interconnessi, mantenendo gli aerei in volo per un buon numero di ore, ci avvicineremo al punto di pareggio», ha spiegato Sandoval.

da puntodincontro.mx