L’Italia al Festival di danza contemporanea di Città del Messico

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danzaitalianavertL’11, 12 e 13 agosto si svolgerà l’edizione 2023 del Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Città del Messico (FIDCDMX), un’iniziativa che dal 2016 mira ad aprire spazi espositivi per il ballo contemporaneo locale e internazionale nella capitale del Paese.

Lo scopo è quello di favorire il contatto del pubblico con proposte di alta qualità, inserendo così questa forma di espressione artistica nell’immaginario sociale degli abitanti della città.

Il Bel Paese quest’anno sarà presente sabato 12 agosto alle ore 19:00. al Teatro Flores Canelo del CENART con lo spettacolo Come Neve del coreografo AB Dance – Adriano Bolognino Choreography and Works, a cura dell’Istituto Italiano di Cultura.

Adriano Bolognino, nato a Napoli nel 1995, è stato insignito di importanti premi e collabora con le principali istituzioni di danza contemporanea in Italia.

Nella sua originale rappresentazione Come Neve unisce il susseguirsi di movimenti all’arte dell’uncinetto, mentre le straordinarie ballerine Rosaria Di Maro e Noemi Caricchia ricreano la sensazione di benessere e protezione da una nevicata.

«Quando mi è stato commissionato questo nuovo lavoro» —ha spiegato Bolognino— «ho subito iniziato a pensare all’idea di benessere, a cosa significhi per me “stare bene” e a come la danza possa tradurre questa condizione».

«L’immagine da cui sono partito» —ha aggiunto— «è quella della neve che si osserva quando si è piccoli da fuori la finestra. Ho contemplato il bianco del fuori e il caldo del dentro, il senso di protezione e di comunità che spesso si prova in questi momenti».

«Prima di iniziare a lavorare con i corpi dei danzatori, ho pensato a creare un ambiente che rispecchiasse già l’idea della creazione, a cominciare dai loro abiti. Così ho deciso di coinvolgere nel progetto “Il club dell’uncinetto”, un gruppo di donne che, durante la pandemia, si è ritrovato per reinventarsi, riscoprendo un’arte, trasformandola in un nuovo lavoro e trovando coraggiosamente una nuova luce da cui ripartire e trarre benessere in un momento così buio per tutti».

«Sono molto affascinato da quest’arte, dalla poesia che trasforma un filo in un abito, se guidato dalle mani giuste».

«Questo prezioso ricamo artigianale mi fa pensare ai corpi dei danzatori, artigiani anch’essi, che con corpo e movimento sono capaci di dare vita a qualcosa di nuovo, creativo, originale. Qualcosa di unico, come un fiocco di neve che cade al suolo».

Biglietti su https://goo.su/e9Hf o al botteghino del Cenart.

Maggiori informazioni https://goo.su/kp7l7U

da puntodincontro.mx




Bergamo. Muore schiacciato da 25 mila forme di Grana Padano

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vg6129 e1475095324973.jpgUn uomo d’affari italiano è stato schiacciato a morte da circa 25.000 forme di formaggio Grana Padano cadutegli addosso quando sono crollati gli scaffali della sua azienda agricola dove erano collocati, vicino a Bergamo, una città vicino a Milano (nord Italia).

I vigili del fuoco hanno localizzato questo lunedì il corpo del 75enne proprietario del caseificio, dopo un’intensa ricerca, iniziata domenica notte, dopo che tutti i formaggi che erano immagazzinati sono precipitati e hanno generato un effetto “domino”, secondo dettagliate la stampa locale.

L’ipotesi principale attribuisce l’incidente a un guasto del sistema che permette il movimento delle forme di formaggio e che il proprietario, identificato come Giacomo Chiapparin, stava utilizzando al momento del crollo.

La caduta di una prima mensola, dal soffitto, provocò un effetto domino al quale l’uomo non poté sottrarsi; le speranze di ritrovarlo vivo sono svanite nelle prime ore di ricerca, visto l’enorme peso dei formaggi.

Ci sono voluti una ventina di militari, tra vigili del fuoco e membri delle squadre di emergenza, per localizzare il corpo dell’imprenditore nella fattoria




Camorrista festeggia in Grecia lo scudetto del Napoli, viene individuato ed arrestato

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16913431770689Festeggiava lo scudetto del Napoli senza sapere che poi sarebbe stato arrestato. Era un  latitante della camorra.

Si tratta di Vincenzo La Porta, che è stato arrestato dopo essere stato avvistato e catturato dalla polizia greca durante la celebrazione dello scudetto della squadra partenopea. Il mafioso 60enne era in fuga dalla legge da 11 anni fino a quando la sua più grande passione, il Napoli e il calcio, ha messo fine alla ‘libertà’ di cui godeva.

È stato visto dalla polizia greca a Corfù, un’isola del Paese greco.  Dopo aver diffuso le immagini ai carabinieri è stato identificato: portava un berretto grigio e alzava una sciarpa della squadra napoletana.

Il boss della camorra era tra i 100 criminali più ricercati in Italia. La polizia greca è riuscita ad arrestarlo venerdì scorso mentre guidava un motorino. La polizia italiana ha chiesto l’estradizione del latitante  affinché sconti alla condanna inflittagli dalla giustizia: 14 anni di reclusione per evasione fiscale, truffa e associazione illecita per appartenenza a una organizzazione criminale mafiosa.




La stretta del Governo sul caro-voli

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downloadNel decreto legge che approderà oggi in consiglio dei ministri è previsto anche una misura contro il caro-voli. Nella bozza del dl, visionata dall’AGI, c’è un articolo sulle pratiche commerciali scorrette relative ai prezzi praticati su voli nazionali per le isole. “La fissazione dinamica delle tariffe da parte delle compagnie aree, modulata in relazione al tempo della prenotazione, è vietata se ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni: a) è applicata su rotte nazionali di collegamento con le isole; b) avviene durante un periodo di picco di domanda legata alla stagionalità o in concomitanza di uno stato di emergenza nazionale; c) conduce a un prezzo di vendita del biglietto o dei servizi accessori, del 200 per cento superiore alla tariffa media del volo”.

Per queste rotte è altresì considerata pratica commerciale scorretta “l‘utilizzo di procedure automatizzate di determinazione delle tariffe basate su attività di profilazione web dell’utente o sulla tipologia dei dispositivi elettronici utilizzati per le prenotazioni, quando esso comporti un pregiudizio economico per l’utente”.

“Nel caso in cui siano imposti oneri di servizio pubblico ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, l’amministrazione competente – si legge nell’articolo 2 della bozza del dl -, nel valutare le misure esigibili fissa in ogni caso i livelli massimi tariffari praticabili dalle compagnie aeree ove emerga il rischio che le dinamiche tariffarie possano condurre ad un sensibile rialzo legato alla stagionalità o ad eventi straordinari, nazionali o locali. Se l’amministrazione si avvale della facoltà di cui all’ articolo 16, paragrafo 9, del predetto regolamento (CE) n. 1008/2008, il livello massimo tariffario è altresi’ indicato nel bando di gara quale requisito oggettivo dell’offerta”.

agi.it




Il lago Maggiore diventerà una pozzanghera?

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downloadÈ una situazione fortemente condizionata dall’instabilità climatica, quella che registra il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche: basta spostarsi fra regioni vicine per passare da una confortante disponibilità d’acqua in Liguria (tutti i fiumi, a eccezione dell’Entella, sono sopra media) alla condizione di siccità conclamata in Lunigiana con l’esaurimento del bacino della Marana; nella stessa Toscana, però, solo il Serchio è sotto media, mentre Arno, Ombrone e Sieve godono di buona salute.

Stesso andamento si registra per i Grandi Laghi in Lombardia: se Benaco (75,7% di riempimento) e Sebino sono sopra la media, ben al di sotto sono Lario e soprattutto Maggiore, il cui invaso è crollato al 17,3% di riempimento, facendo riemergere il ricordo della siccità, seppur per ora moderata; per il resto, nella regione, portate in calo per il fiume Adda, condizione in linea con gli anni scorsi per Serio e Mincio, decisamente migliore per l’Oglio, mentre lo stato delle riserve idriche lombarde segnano -21,2% rispetto alla media storica, ma ben + 133,52% sull’anno scorso. “L’andamento pluviometrico, che si sta registrando sull’Italia dopo una stagione straordinariamente siccitosa come lo scorso anno, sta comportando difficoltà nel rimpinguare le falde, poiché la violenza degli eventi atmosferici comporta scarso assorbimento da parte dei terreni – segnala Francesco Vincenzi, Presidente dell’ANBI – Per questo, servono aree come laghetti, invasi o casse di espansione per trattenere le acque e rilasciarle progressivamente, favorendo l’infiltrazione nel suolo e preservando il territorio da eventuali ondate di piena”. Benché definito di “severità idrica bassa con precipitazioni”, il distretto del fiume Po presenta, nel tratto piemontese, una condizione idrica non solo inferiore alla media, ma addirittura al siccitosissimo 2022, mentre nel prosieguo del corso si conferma una situazione di magra conclamata, con portata dimezzata al rilevamento di Piacenza.

In Piemonte, tutti i fiumi, a eccezione della Varaita, sono sotto media (il Toce è praticamente dimezzato e il Tanaro è a circa il 20% della portata storica), cosi’ come la Dora Baltea in Valle d’Aosta, dove è in progressiva riduzione anche la portata del torrente Lys. Se nel Veneto la situazione di tutti i principali fiumi è in linea con gli anni ante 2022, in Emilia Romagna i principali corsi d’acqua sono sotto media, a eccezione dell’Enza, mentre i bacini piacentini trattengono solo 4,57 milioni di metri cubi d’acqua (capacità complessiva milioni mc. 21.5) con l’invaso di Molato praticamente “a secco”.

Si mantiene buono lo stato di tutti i corpi idrici delle Marche: il fiume Sentino è al record positivo del recente quinquennio, cosi’ come i bacini artificiali, che contengono 54,87 milioni di metri cubi (possibile volume massimo: mln. mc. 65,32). In Umbria, le piogge beneficano l’invaso del Maroggia tornato ai livelli del 2021, ma non il lago Trasimeno, che permane sotto la soglia critica dei -cm. 120; il fiume Chiascio rimane sopra media, cui si avvicina anche la Nera. Nel Lazio, calano i livelli dei laghi di Bracciano e Nemi; i fiumi Aniene, Fiora e Liri registrano buone portate, mentre insufficienti sono quelle di Tevere e Sacco.

In Campania è buona la condizione di tutti i fiumi con il Sele, che registra il livello record dal 2019: cm. 173. Dettata dalle esigenze irrigue, continua la discesa delle riserve idriche di Basilicata e Puglia, pur rimanendo, in entrambe le regioni, ben distanti dalla soglia di attenzione: in Lucania, il calo è di circa 16 milioni di metri cubi, ma rimane quasi 100 sopra i livelli dell’anno scorso, già positivo; nel Tavoliere la disponibilità d’acqua scende di oltre 19 milioni di metri cubi, ma ne restano invasati circa 233, cioè una sessantina più che nel 2022. “Questi dati – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – confermano l’indispensabile funzione degli invasi a riempimento pluriennale, capaci di rispondere alle esigenze dell’agricoltura, nonostante una stagione caratterizzata da caldo torrido.

Nel rispetto delle caratteristiche territoriali è pertanto necessario realizzare infrastrutture per trattenere l’acqua anche in altre zone d’Italia, dove la siccità era sconosciuta fino a pochi anni fa. Non è l’allarme rosso dell’anno scorso nel Nord Italia, ma quest’anno segnali di difficoltà si stanno registrando in Centro Italia: sottovalutarli e non intervenire preventivamente significa continuare a esporre il Paese a rischi già visti, favoriti dall’estremizzazione degli eventi meteo”.

agi.it




Tajani: «Da Trieste agli Stati insulari per gestire le risorse marine»

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downloadGli oceani e i mari svolgono un ruolo cruciale per gli ecosistemi, per la sicurezza alimentare, il contrasto dei cambiamenti climatici e nel fornire cibo di qualità per una parte crescente della popolazione globale. Noi in Italia lo sappiamo bene, avendo quasi 8.000 km di coste e oltre 800 piccole isole.

Gli effetti del riscaldamento globale e dei disastri naturali sono sempre più evidenti nella vita di tutti i giorni. Ma sono particolarmente dirompenti per Paesi che come noi dipendono dal mare. Questo è ancor più vero per i piccoli Stati insulari, i cosiddetti SIDS (Small Islands Developing States) che dipendono dalle importazioni alimentari e che sono particolarmente esposti all’inquinamento ambientale e all’innalzamento dei mari. Tutti temi interconnessi, che dobbiamo affrontare con una visione strategica, con un approccio a 360 gradi. Alla diplomazia più tradizionale affianchiamo oggi una nuova diplomazia dei territori, facendo incontrare e confrontare città italiane con piccoli Stati insulari.

Al secondo vertice della Fao, da poco concluso a Roma, ho voluto riunire al più alto livello – insieme ai miei colleghi Ministri dell’Ambiente e dell’Università – i Paesi delle Piccole Isole in via di sviluppo. Tra gli altri c’erano la prima ministra di Samoa, i ministri competenti di Fiji, Guyana, Seychelles, Palau, Kiribati, Papua Nuova Guinea e Comore. Abbiamo portato al tavolo della discussione le esperienze di città portuali italiane come Trieste, Ancona e Palermo. Comunità che vantano conoscenze specifiche nella gestione sostenibile delle risorse marine.

Dopo gli incontri che avevo avuto a New York in febbraio con i rappresentanti di queste Piccole Isole, il Governo ha deciso di rafforzare ulteriormente la collaborazione con questi paesi. Stiamo finanziando programmi in favore delle isole del Pacifico e dei Caraibi (per circa 90 milioni di Euro) nei settori dell’ambiente, del cambiamento climatico e della mitigazione dei rischi. Abbiamo finanziato borse di studio per sostenere i giovani dei Paesi AOSIS (Alliance of Small Island States) in queste materie. Abbiamo avviato progetti per rendere operativi i sistemi di telerilevamento aereo che consentono di sviluppare modelli per la previsione di eventi meteorologici estremi e ottenere informazioni precise sulle aree costiere più vulnerabili al cambiamento climatico.

Ora vogliamo arricchire questa partnership con le tecnologie dei nostri territori e migliorare ulteriormente la qualità della vita dei piccoli Stati insulari. L’anno prossimo si svolgerà ad Antigua e Barbuda la quarta Conferenza Onu per i Paesi Sids e l’Italia è parte integrante a New York del Comitato organizzatore che ha il compito di preparare questo importante appuntamento.

Vogliamo mettere le nostre conoscenze al servizio dei nostri partner, attraverso la cooperazione, le imprese, la nostra rete di attori accademici, scientifici e culturali. Vogliamo individuare nuovi modi di convivere con i territori in cui viviamo, all’insegna della sostenibilità, dell’inclusione e dell’innovazione, mettendo al centro l’essere umano e i suoi diritti fondamentali.

Il rilancio che ho voluto dare  a livello internazionale alle problematiche delle Piccole Isole dimostra una volta di più come la politica estera di questo governo trae ispirazione e forza da un rapporto stretto con i territori italiani che anche in questo caso sono espressione di un Made in Italy attrattivo, fatto di un “saper fare” e “saper affrontare i problemi” maturato nelle nostre città.

Quello sulle persone e sui territori è l’approccio che è anche al centro della nostra partecipazione alla Cop28 che si terrà a dicembre a Dubai. Un’idea anche alla base della nostra candidatura per Expo2030. Perché solo puntando sulle persone e sui territori possiamo sperare di avere una chance di trovare soluzioni condivise alle grandi sfide del nostro tempo.




A Lisbona un milione di giovani per Papa Francesco

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155751199 662028e9 19ad 458e 9888 290381d0e0aaLisbona attende Papa Francesco. Nella capitale portoghese si prevede l’arrivo di un milione di giovani da tutto il mondo per la 37esima Giornata Mondiale della Gioventù, la prima dopo la pandemia e la 16esima a livello internazionale. Il via ufficiale è stasera, alle 19 con la celebrazione della messa di apertura nella “Colina do encontro” presso il parco Edoardo VII. Domani l’arrivo del Pontefice.

Il tema di quest’anno, scelto da Francesco, è “Maria si alzò e andò in fretta (LC 1,39)”. La frase biblica apre il racconto della Visitazione (la visita di Maria a sua cugina Elisabetta), un episodio biblico che segue l’Annunciazione. Maria di Nazaret è la grande figura del cammino cristiano, che ci insegna a dire di sì a Dio. Lei che è stata la protagonista dell’ultima edizione della Gmg, lo sarà anche a Lisbona.

Nell’episodio biblico della Visitazione, l’azione di alzarsi presenta Maria, allo stesso tempo, come donna di carità e donna missionaria. Il partire in fretta è l’atteggiamento con cui sono sintetizzate le indicazioni di Papa Francesco per la Gmg di Lisbona: “Che siano di evangelizzazione attiva e missionaria da parte dei giovani, che riconosceranno e testimonieranno comunque la presenza del Cristo vivente”.

La Giornata Mondiale della Gioventù (Gmg) nata da un’intuizione di Giovanni Paolo II, è un incontro di giovani di tutto il mondo con il Papa. È, allo stesso tempo, un pellegrinaggio, una celebrazione della gioventù, un’espressione della Chiesa universale e un momento importante per l’evangelizzazione del mondo giovanile. Si presenta come un invito a una generazione determinata a costruire un mondo più giusto e solidale. Con un’identità chiaramente cattolica, è aperta a tutti, siano essi più vicini o più lontani dalla Chiesa.

Si svolge ogni anno a livello diocesano nel periodo della Domenica delle Palme e, dal 2021, nella Domenica di Cristo Re. Ogni due, tre o quattro anni si svolge come un incontro internazionale, in una città scelta dal Papa, sempre con la sua presenza.

Riunisce migliaia di giovani per celebrare la fede e l’appartenenza alla Chiesa. Fin dalla prima edizione, avvenuta nella città di Roma nel 1986, la Giornata Mondiale della Gioventù si è rivelata un laboratorio di fede, un luogo di nascita di vocazioni al matrimonio e alla vita consacrata e uno strumento di evangelizzazione e trasformazione della Chiesa. Intende offrire a tutti i partecipanti un’esperienza della Chiesa universale, favorendo un incontro personale con Gesù Cristo.

È un nuovo slancio alla fede, alla speranza e alla carità dell’intera comunità del Paese ospitante. Con i giovani protagonisti, la Giornata Mondiale della Gioventù cerca anche di promuovere la pace, l’unità e la fraternità tra i popoli e le nazioni di tutto il mondo. La Giornata Mondiale della Gioventù ha due simboli che la accompagnano e la rappresentano: la Croce del Pellegrino (3 metri e 80 centimetri di altezza) e l’icona della Madonna Salus Populi Romani (introdotta dal 2003 da Wojtyla come simbolo della presenza di Maria tra i giovani). Nei mesi che precedono ogni Gmg, i simboli svolgono un pellegrinaggio per annunciare il Vangelo e accompagnare i giovani, in modo speciale, nelle realtà in cui vivono.

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Rabbia e proteste al Sud per l’abolizione del reddito di cittadinanza

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copertina video rdc new 1078x516.pngL’addio al reddito di cittadinanza ha gettato i Comuni nel caos. Di fronte alla protesta crescente dei cittadini che da un giorno all’altro si sono visti privati del sostegno, nelle amministrazioni locali del sud cresce lo sconforto. È qui infatti che si concentra il più alto numero di percettori.

Uno di loro si è presentato oggi nella stanza del sindaco di Terrasini, in provincia di Palermo, e ha tentato di dare fuoco ai locali e a se stesso. “Brucio tutto se non mi aiutate”, avrebbe detto l’uomo, un disoccupato di 60 anni che aveva con se un contenitore con della benzina.

L’uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale con una ambulanza del 118. “Sono stati attimi di paura – dice il sindaco Giosuè Maniaci – ma per fortuna non è accaduto niente di irreparabile. Noi comuni non possiamo fare fronte a tutto questo – aggiunge – abbiamo bisogno di aiuti”.

Proteste a Napoli

Una ventina di ex percettori del reddito di cittadinanza sono in presidio davanti alla sede dell’Inps di Napoli, per protestare contro la stretta del Governo sul sussidio. Con loro manifestano anche alcuni attivisti di Potere al popolo e Usb, che hanno promosso il sit-in.

“Le guerre tra poveri le vincono i ricchi”, recita uno striscione. Su un altro campeggia, invece, la scritta “Per loro evasione e vitalizi, per noi schiavitù”. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal direttore della sede Inps di Napoli, Roberto Bafundi.

A Taranto gli uffici dei Servizi sociali del Comune sono stati presi d’assalto dai cittadini che, ricevuto l’sms dell’Inps sulla sospensione del reddito di cittadinanza, cercavano risposte e chiarimenti sulla presa in carico, delegata ora ai Comuni. Moltissime anche le chiamate dirette al cellulare dell’assessora comunale, Gabriella Ficocelli.

Assalto ai Servizi sociali del comune di Taranto

“Ci siamo trovati a dover gestire centinaia di persone, di età compresa tra i 18 e i 59 anni a noi sconosciute, perché in carico ad Arpal o ai ‘Centri per l’Impiego’, ha riferito Ficoncelli. “L’appello che rivolgiamo ai cittadini – ha proseguito Ficocelli – è quello di non recarsi per questo motivo nelle sedi del Comune di Taranto poiché le assistenti sociali e tutto il personale amministrativo non possono fare nulla. La presa in carico avviene attraverso una piattaforma gestita prima dai ‘Centri per l’Impiego’ e solo dopo arriva ai Servizi sociali. Occorre che anche il Governo intervenga immediatamente per chiarire, prima che gli assalti si trasformino in aggressioni”.

Schlein: “È una bomba sociale”

Su questo tasto batte la segretaria del Pd, Elly Schlein, che oggi ha partecipato a un’iniziativa a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, dopo la decisione del governo di sospendere il reddito di cittadinanza. “Noi continuiamo a batterci perchè si torni indietro rispetto a questa scelta nefasta”, ha detto. “Le persone che sono in difficoltà economica, hanno bisogno di supporto e sostegno. Bisogna mettere in campo le misure che servono e non lasciare soli i Comuni, i centri per l’impiego e gli assistenti sociali di fronte a questa bomba sociale”.

Secondo Schlein, “il governo ha scelto di dichiarare guerra ai poveri anziché fare la guerra alla povertà. La povertà non si sceglie, non è una colpa individuale ma il frutto di scelte politiche sbagliate e servono risposte che in questo momento il governo di Giorgia Meloni sta scaricando sui Comuni, peraltro, definanziati. Questo perché la stessa manovra che ha cancellato il reddito di cittadinanza non ha messo risorse sui Comuni, quindi, i servizi sociali sono in grande difficoltà”.

Il sindaco di Pesaro: “Avremo la fila ai servizi sociali”

Sulla stessa linea il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci (Pd) che parla di “un Governo approssimativo”, che “banalizza la povertà scaricando il peso sociale addosso ai Comuni. Da oggi avremo la fila di famiglie ai servizi sociali, e non abbiamo risposte perché senza risorse e senza personale”.

Ricci sottolinea che “le persone alle quali è stato tagliato il reddito solo in piccola parte verranno assorbite nel mondo del lavoro. Tutte le altre si rivolgeranno ai servizi sociali dei comuni che non hanno strumenti alternativi per aiutarli, se non tamponando per poche settimane. Il reddito di cittadinanza andava riformato non abolito”.

Quanti sono i percettori in Campania

Ma quanti sono le persone che nel mese di giugno hanno percepito il rdc in Campania? Parliamo di 533mila cittadini, per un totale di 208 mila nuclei familiari. Numeri in costante crescita rispetto al 2021 e al 2022, che fanno della Campania la prima regione per numero di persone destinatarie della misura di contrasto alla povertà.

Se si considera l’importo medio, stimato in 663 euro, a giugno il reddito di cittadinanza in Campania è costato oltre 353 milioni. Su un totale di 169 mila famiglie a livello nazionale, sono circa 43 mila quelle campane (22 mila tra Napoli e provincia) che hanno ricevuto il messaggio che sospende il diritto al sussidio a partire da agosto.

Negli ultimi mesi e anni ci sono state numerose truffe messe in atto per riscuotere il reddito pur non avendone diritto. Considerando solo il periodo tra giugno del 2021 e ottobre 2022, in provincia di Napoli sono state accertate oltre 4mila truffe e rintracciati circa 15 milioni, finiti nelle tasche di circa 660 ‘furbetti’.




Parte un’indagine del Ministero sui “diplomifici”: i titoli di studio sospetti sarebbero 10 mila

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downloadIl ministro dell’Istruzione e Giuseppe Valditara avvia un’indagine ispettiva sul fenomeno dei “diplomifici”, dopo quanto emerso da un’inchiesta di Tuttoscuola dal titolo “Maturità: boom dei diplomi facili”.

“Oggi parte l’operazione legalità contro i diplomifici per tutelare il buon nome di tutta la scuola italiana e di coloro che ci lavorano”. Ha annunciatoil ministro su Twitter.

Indagine su 10 mila esami sospetti

Il caso è emerso dopo un’indagine in cui è emerso che nel corso della Maturità 2023 sarebbe stati assegnati diecimila diplomi ‘sospetti’. L’anno scorso oltre 30mila studenti si sono spostati dalla scuola statale alla paritaria nel passaggio dalla quarta alla quinta delle superiori: circa un terzo si sono rivolti a 92 istituti paritari (su 1.423), che hanno avuto, come ogni anno, un’esplosione di iscritti: 82 sono in Campania, 6 nel Lazio e 4 in Sicilia.

Ma gli studenti che vanno a prendere lì il titolo, provengono da tutta Italia, alimentando un vero e proprio ‘turismo da diploma’. E così evadono l’obbligo di frequentare almeno tre quarti delle lezioni.

Giro di affari da 50 milioni di euro l’anno

Un vero mercato dei titoli di studio, in poderosa crescita, con un giro d’affari di almeno 50 milioni di euro l’anno. Un macigno sulla credibilità della scuola italiana. Le vie della ‘maturità facile’ sono borderline, prosegue il comunicato, sulla linea di confine tra legale e illegale.

Il dossier punta i fari sul mondo dei diplomifici, poche ‘mele marce’ nascoste nella scuola paritaria, che invece svolge nel complesso un servizio pubblico insostituibile per il Paese: numeri, geografia del fenomeno, meccanismi di funzionamento.

Dal 2015 a oggi il numero di iscritti al quarto anno negli istituti paritari è rimasto stabile (intorno a 18 mila). L’anno successivo in quinta il boom: 35 mila (2016), 40 mila (2019), 45 mila (2020), fino agli oltre 50 mila del 2022.

Con un tasso di incremento dalla quarta alla quinta ogni anno crescente, dal +92% di sette anni fa al +166% dell’anno scolastico da poco terminato. Tuttoscuola ha analizzato, scuola per scuola, quella variazione di iscritti: la quasi totalità delle scuole paritarie sono estranee al fenomeno che stiamo descrivendo.

E dove si concentra? In 92 istituti (il 6,5% dei 1.423 istituti paritari che portano studenti all’esame di maturità), che da soli costituiscono un incremento di 10.941 iscritti rispetto a quello complessivo di circa 30 mila. Registrano tutte un salto (nella maggior parte dei casi ripetutamente da anni) da 70 fino a quasi 300 iscritti tra il quarto anno e il quinto dell’anno successivo (esempio: un istituto e’ passato da 11 iscritti in quarta a 296 l’anno dopo in quinta), con percentuali di incremento che vanno dal +1500% al +6.800%.

Dove si trovano quei 92 istituti? Sono concentrati in sole nove province: tutte le cinque della Campania; del Lazio le province di Roma e Frosinone, della Sicilia le province di Palermo e AgrigentoNapoli detiene il primato per incremento di studenti dal 4 al 5 anno, con 59 istituti su 188, pari al 31,4% degli istituti paritari della provincia, seguita da Caserta con 6 istituti su 37 (16,2%) e da Salerno con 14 istituti su 103 (13,6%).

La Campania vede complessivamente interessati 82 istituti su 356 paritari situati in quella Regione, pari al 23%. Il Lazio 6 (su 185), la Sicilia 4 (su 68). Prendendo in esame la graduatoria ‘top 15′ degli istituti con maggior incremento di candidati nel passaggio dal 4 al 5 anno, si scopre che ben 13 istituti sono situati nella provincia di Napoli; uno in provincia di Benevento e uno in provincia di Roma. Sorprendente il caso di un istituto che negli ultimi due anni non aveva studenti iscritti al quarto anno, ma che ha registrato oltre 100 iscritti l’anno dopo il quint .

Un altro istituto ha avuto complessivamente negli ultimi sei anni soltanto 31 studenti iscritti al 4 anno, diventati in tutto 1.083 al 5 anno con un incremento di 1.052 iscritti nel sessennio (+3.194%); un altro istituto con 138 iscritti al 4 nel sessennio diventati 1.388 al 5 con un incremento di 1.250 iscritti in più.

Ipotizzando una retta media di 5 mila euro, i ricavi di questo istituto solo per le iscrizioni al quinto anno sfiorerebbero nel sessennio i 7 milioni di euro. Perche’ tutti questi istituti raccolgono pochissimi iscritti fino al quarto anno, mentre esercitano una forte attrazione, capace di portare iscritti da tutta Italia, nell’anno della maturità?

L’evasione dell’obbligo di frequentare almeno tre quarti delle lezioni è quasi certamente una delle risposte, in quanto costituisce il motivo della forte attrattiva di candidati da tutta Italia.

Passando ai dati complessivi del sistema paritario (che includono come detto sia quelli della grande maggioranza di istituti che presentano condizioni del tutto fisiologiche, sia quelli di alcune decine di scuole fortemente sospettabili di essere dei diplomifici), emerge che nel periodo che va da 2015-16 al 2022-23 l’incremento cumulato di iscritti registrati a livello nazionale nelle scuole paritarie tra il quarto e il quinto anno delle superiori è stato di 166.314 (dai 125.998 iscritti al quarto ai 292.312 al quinto: +132%): ebbene, dei 166 mila, circa 105 mila riguardano istituti paritari della Campania, pari a un incremento del 691%. In tutte le restanti Regioni sommate insieme l’incremento e’ stato di 61.587, pari al 56%.

In Lombardia, per esempio – la Regione con il maggior numero di abitanti e di studenti, dove funziona un numero di istituti paritari di secondaria di II grado (370) molto simile a quello della Campania – l’incremento è stato di 2.646, pari al 6%. In termini di valori assoluti registrati nel settennio, le regioni con minori incrementi sono state la Liguria con 119 studenti, il Friuli VG con 184, l’Umbria con 269.

Aggregando per aree i dati delle singole regioni, risulta che il Sud nel corso del settennio 2015-16/2022-23 ha fatto registrare un incremento complessivo di 112.673 studenti interni, pari al 573,6%: in media circa 16 mila l’anno. All’opposto, gli istituti settentrionali hanno fatto registrare incrementi pressoché fisiologici, al di sotto del 9%: in media poche centinaia l’anno. Quanto costa mediamente un diploma? Gli operatori del settore offrono servizi variegati: il recupero degli anni scolastici, l’esame di idoneità, il conseguimento del diploma.

C’è un catalogo differenziato, ogni servizio ha un costo, con possibilità di risparmiare per pacchetti integrati. Per il recupero degli anni scolastici la maggior parte degli istituti, secondo le informazioni desumibili nel web, chiede una cifra compresa tra i 1.500 e i 3.000 euro, più una tassa d’iscrizione che va da 300 a 500 euro. Per gli esami di idoneità, il prezzo varia tra i 1.500 e i 3.000 Euro. Per il diploma di maturità la retta media è 2.500-4.500 euro. Ma ci sono casi in cui si arriva a 8.000 o addirittura a 10.000 euro. Per chi può permetterselo, ovviamente, conclude Tuttoscuola.

Il giro di vite del ministero dell’Istruzione

Sarà bandito a breve un concorso per il reclutamento di 146 ispettori che porterà a saturare l’organico attuale (190 Posti). Sotto il profilo normativo, verranno valutati alcuni correttivi che diano più strumenti in sede ispettiva per verificare la sussistenza dei requisiti per la parità. Si sta anche lavorando per inserire nella legge di Bilancio risorse idonee per incrementare ulteriormente l’organico dei dirigenti tecnici. Il ministero sottolinea inoltre che nel piano semplificazioni è presente una apposita misura dedicata alle scuole paritarie.

Si tratta di un progetto che ridisegna e digitalizza la procedura di riconoscimento della parità, rafforzando i controlli anche in itinere, a sostegno delle attività ispettive. Questa misura punta, fra l’altro, a ridurre le distorsioni dei “diplomifici”, espungendoli dalle scuole riconosciute.

È poi stato previsto un ulteriore provvedimento per velocizzare l’erogazione dei contributi statali alle scuole paritarie di qualità, molte delle quali sono in costante affanno e rischiano la chiusura a causa dei gravi ritardi oggi esistenti. Queste scuole, in una logica di sussidiarietà orizzontale, svolgono un ruolo di grande aiuto al Paese, soprattutto per quanto riguarda l’infanzia e la primaria.

agi.it




Reddito di cittadinanza, proteste davanti all’Inps di Napoli: “Le guerre tra poveri le vincono i ricchi”

protesta reddito cittadinanza napoli

“Le guerre tra poveri le vincono i ricchi”, recita uno striscione esposto all’esterno della sede dell’Inps di via de Gasperi, a Napoli, dove si sono riuniti alcuni percettori del reddito di cittadinanza destinatari dell’sms con il quale è stata comunicata la sospensione del beneficio. A breve inizierà un presidio organizzato da Potere al Popolo e Usb per manifestare contro lo stop al reddito.

protesta reddito cittadinanza napoli2Per l’Unione sindacale di base “non siamo disposti ad accettare i ricatti di questo governo. È inaudito che si permettano di liquidare con un messaggio 169mila famiglie in difficoltà e sulla soglia della povertà assoluta. Un governo che fa il leone con i più deboli, mentre diventa agnello con i potenti di questo paese e di questo pianeta”. Potere al Popolo ricorda che “in Campania, i destinati del messaggio sono stati quasi 37mila nuclei, oltre 21mila nella provincia di Napoli. Da agosto, si troveranno senza la loro unica entrata e saranno costretti ad accettare qualsiasi offerta di lavoro, anche la più sottopagata”.

Da Pap parlano di un governo che si comporta “come un Robin Hood al contrario: toglie ai poveri, per dare ai ricchi. Con la sospensione del reddito, il governo Meloni dichiara guerra ai poveri che, nella sua propaganda, ha sempre definito “fannulloni”, ma non fa nulla contro la povertà. Dall’altra parte, infatti, continua a rifiutare ogni proposta di salario minimo, a favorire la pace fiscale con gli evasori fiscali, a sostenere le grandi aziende che macinano profitti e a finanziare la guerra, aumentando la spesa militare”.

ag. DIRE – www.dire.it