Odoguardi (MAIE): “Il nostro lavoro in Nord e Centro America procede alla grande””

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foto articolo 001 enzo odoguardi ministero italiani allestero 1“Mi propongo come collegamento tra Nord e Centro America in rappresentanza dell’unica forza politica nata all’estero da italiani nel mondo, per gli italiani nel mondo”. Queste le parole di Vincenzo Odoguardi, vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero e imprenditore affermato nel settore delle costruzioni, che continua a dedicare gran parte del proprio tempo a migliorare la qualità di vita degli italiani nel mondo.

Come?, gli chiediamo dopo averlo raggiunto telefonicamente: “Attraverso iniziative come quella della banca del sangue per gli italiani della Repubblica Dominicana – spiega a Italiachiamaitalia.it -, progetto che sostengo in prima persona e che vede in prima linea il coordinatore nazionale del MAIE RD, Massimiliano Scerra. Oppure con il MAIE Channel, dedicato a tutti gli italiani all’estero e in particolare a quelli del Nord e Centro America: una web tv totalmente gratuita per chi ne usufruisce e che all’interno del suo palinsesto offre intrattenimento e informazione”.

Odoguardi in questi giorni si trova a Boston, sua città di residenza, dove sta organizzando incontri con la comunità italiana locale; in settimana si sposterà a New York e poi nel New Jersey, sempre per ascoltare i connazionali, le loro necessità, i loro desiderata. Questo, anche in vista della plenaria CGIE che si terrà a metà giugno a Roma; appuntamento al quale Odoguardi parteciperà in qualità di invitato.

Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE
Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE

Come procede il lavoro del MAIE in Nord e Centro America? “Stiamo portando avanti iniziative sul territorio un po’ ovunque”, risponde Odoguardi. “In America Centrale stiamo lavorando molto bene, con il coordinatore MAIE del Centro America, Giuseppe Cacace, che negli ultimi mesi ha incontrato le comunità italiane di Messico, Guatemala, Costa Rica, Repubblica Dominicana e Panama. Qui negli Stati Uniti stiamo rafforzando la squadra, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi annunceremo nomine importanti, persone conosciute e apprezzate all’interno della propria comunità italiana e che hanno deciso di entrare nella grande famiglia del MAIE per contribuire alla crescita del Movimento e per avere tra le mani uno strumento valido con cui poter prestare assistenza e dare risposte concrete ai connazionali. La costruzione del network non si ferma, anzi, procede a passo veloce: del resto, è ormai evidente a tutti che solo un movimento indipendente dalla partitocrazia romana è in grado di ottenere risultati per gli italiani all’estero”, sottolinea.

Vincenzo Odoguardi con il presidente del MAIE, Ricardo Merlo
Vincenzo Odoguardi con il presidente del MAIE, Ricardo Merlo

Cosa ti aspetti dal nuovo CGIE? “Mi auguro che il nuovo Consiglio sappia lavorare in maniera coesa per contribuire a risolvere quegli annosi problemi che interessano gli italiani nel mondo e che a distanza di anni sono ancora tutti lì sul tavolo: penso ai servizi consolari che in non pochi casi non funzionano come dovrebbero, all’assistenza sanitaria per i nostri connazionali, al tema dell’Imu. Senza dimenticare, ovviamente, la promozione della cultura italiana nel mondo, che ha bisogno di un sostegno adeguato, e l’editoria italiana all’estero, di cui si parla poco ma che ha un ruolo assai importante. Non dimentichiamoci che la stampa italiana all’estero, oltre a informare, contribuisce anche a diffondere la nostra lingua e la cultura italiana, questo è un aspetto – a mio modo di vedere – di fondamentale importanza”.

da italiachiamaitalia.it




New York sprofonda. I grattacieli pesano troppo

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L’innalzamento del livello del mare e i cambiamenti climatici non sono i soli pericoli che minacciano la sopravvivenza futura delle città costiere ovunque nel mondo. Il terreno sotto New York City sta sprofondando di 1-2 millimetri all’anno a causa della pressione esercitata dall’enorme massa di edifici, infrastrutture e di oltre 8,5 milioni di residenti.

A rivelare uno scenario preoccupante è uno studio realizzato da diverse entità, tra cui United States Geological Survey (USGS), rilanciato dalla Bbc. Per rendere l’idea del peso che il terreno deve supportare, i ricercatori hanno fatto una stima numerica: su New York City, con una superficie di 777 km2, gravano 762 milioni di tonnellate di cemento, vetro e acciaio, di soli edifici. Per avere un quadro più completo bisognerebbe integrare infissi, accessori e mobili all’interno di quei milioni di edifici oltre alle infrastrutture di trasporto e gli 8,5 milioni di persone che la abitano.

New York non è l’unica metropoli che ‘sprofonda’

Secondo lo studio, a causa della pressione esercitata sul terreno sulla quale la Grande Mela è stata costruita, questo si affossa di 1-2 mm all’anno, che va aggiunto all’innalzamento del livello del mare di 3-4 mm nello stesso arco temporale, causando in pochi anni problematiche significative per la metropoli americana. In realtà a New York non si tratta di un fenomeno nuovo poiché la città ha già sofferto di subsidenza dalla fine dell’ultima era glaciale. Sollevate dal peso delle calotte glaciali, alcune terre sulla costa orientale si stanno espandendo, mentre altre parti della massa continentale costiera, inclusa la parte su cui si trova New York City, sembrano stabilizzarsi.

“Quel rilassamento causa la subsidenza”, ha sottolineato Tom Parsons, geofisico ricercatore presso il Pacific Coastal and Marine Science Center dell’USGS a Moffett Field, in California. Ma il caso di New York è emblematico di una problematica globale che riguarda altre città costiere messe in pericolo dall’effetto coniugato dell’urbanizzazione, del peso demografico e dei cambiamenti climatici che si manifestano ad esempio con l’innalzamento del mare.

Uno spartiacque si è manifestato nel 2020, momento in cui su scala mondiale la massa di oggetti fabbricati dall’uomo ha superato quella costituita da tutta la biomassa vivente. Col risultato che alcune città, come Jakarta, capitale dell’Indonesia stanno affondando molto più velocemente di altre, a causa dell’azione combinata di subsidenza e innalzamento del livello del mare.

“In alcune città stiamo assistendo a una subsidenza di pochi centimetri all’anno”, ha riferito Steven D’Hondt, professore di oceanografia all’Università del Rhode Island a Narragansett. A questo ritmo, stanno affondando molto più velocemente di quanto il livello del mare si stia alzando per affrontarlo, quindi “dovremmo aumentare lo scioglimento del ghiaccio di un ordine di grandezza per corrispondere a quello”. Nel 2022 D’Hondt realizzò con altri uno studio sulla base di immagini satellitari per misurare i tassi di subsidenza in 99 città costiere di tutto il mondo.

Il sud est asiatico è più a rischio

“Se la subsidenza continua a tassi recenti, queste città saranno flagellate da gravi eventi alluvionali molto prima del previsto”, avevano scritto D’Hondt e i suoi colleghi Pei-Chin Wu e Matt Wei, entrambi dell’Università del Rhode Island. Il Sud-Est asiatico è ai primi posti nell’elenco delle città che subiscono il cedimento più rapido.

Parti di Jakarta si stanno abbassando tra 2 cm e 5 cm all’anno, ma accanto a lei, che sta per essere sostituita come capitale dell’Indonesia da una città in costruzione a 1996 km di distanza, ci sono Manila (Filippine), Chittagong (Bangladesh), Karachi (Pakistan) e Tianjin (Cina), che subiscono già danni alle infrastrutture e frequenti inondazioni. Inoltre un’ampia porzione di Semarang in Indonesia sta affondando di 2-3 cm all’anno, mentre un’area significativa nel Nord di Tampa Bay, in Florida, si sta abbassando di 6 mm ogni anno.

Nel frattempo, anche se non si trova sulla costa, Città del Messico sta affondando in modo sorprendentemente preoccupante di 50 cm all’anno, conseguenza del lontano intervento dei coloni spagnoli che hanno prosciugato le sue falde acquifere sottostanti quando l’hanno occupata. La ricerca ha suggerito che potrebbero volerci altri 150 anni prima che l’affondamento si fermi. Man mano che l’ambiente costruito dall’uomo continua a crescere, aggiunge pressione al suolo e al substrato roccioso sottostante che può portare al cedimento.

“Un certo livello di questo cedimento avviene naturalmente. Tuttavia, può essere notevolmente accelerato dagli esseri umani, non solo dal carico dei nostri edifici, ma dalla nostra estrazione di acque sotterranee e dalla nostra produzione di petrolio e gas in profondità”, ha fatto notare Wei.

Il contributo relativo di ciascuno di questi fenomeni varia da luogo a luogo, rendendo difficile la comprensione del problema della subsidenza costiera. Le soluzioni ci sono ma variano a seconda delle cause locali di cedimento. La prima, più ovvia, hanno suggerito i ricercatori, è smettere di costruire. L’assestamento del terreno sotto gli edifici è generalmente completato uno o due anni dopo la costruzione. Sebbene gran parte di New York City abbia un substrato roccioso di scisto, marmo e gneiss, queste rocce hanno un grado di elasticità e fratture che spiegano parte del cedimento.

“Ma il terreno ricco di argilla e i materiali di riempimento artificiali che sono particolarmente diffusi nella parte bassa di Manhattan possono causare alcune delle maggiori quantità di subsidenza”, secondo gli autori dello studio. Quindi garantire che gli edifici più grandi siano posizionati su una base rocciosa più solida potrebbe aiutare a ridurre la tendenza al ribasso.

Un’altra soluzione, almeno per alcuni luoghi, è quella di rallentare il prelievo delle acque sotterranee e l’estrazione dalle falde acquifere sotterranee. Ineluttabilmente la crescente urbanizzazione aumenterà la quantità di acque sotterranee estratte e si combinerà con ancora più costruzioni per far fronte alla crescente popolazione. Pertanto sarà necessario trovare modi più sostenibili per soddisfare il fabbisogno idrico della città e mantenere i livelli delle acque sotterranee.

Le città costiere corrono ai ripari

Finora, però, le città costiere stanno elaborando piani spesso disordinati e imperfetti di costruzione e manutenzione, puntando ad esempio sulla costruzione di dighe marittime per contrastare le inondazioni. A Tokyo, ad esempio, l’adattamento alla subsidenza del suolo prevede da un lato la costruzione di strutture fisiche come dighe in cemento, stazioni di pompaggio e paratoie, unita a misure sociali come prove di evacuazione e sistema di allerta precoce. In alcuni casi sono i residenti stessi a intervenire con soluzioni ad hoc.

Già nel 2021 una ricerca ha documentato che i residenti di Jakarta, Manila e Ho Chi Minh City hanno sollevato i pavimenti in casa, spostato gli elettrodomestici e costruito ponti improvvisati tra le case in zone paludose. Poi sono stati costruiti serbatoi di attenuazione che si trovano sottoterra e rilasciano l’acqua piovana a una velocità controllata e lenta.

“Penso che i governi debbano essere preoccupati. Se non vogliono avere una massiccia perdita di infrastrutture e capacita’ economica in pochi decenni, devono iniziare a pianificare subito”, ha suggerito D’Hondt. Tra le soluzioni innovative già emerse in occasione della tavola rotonda sulle città galleggianti, organizzata dalle Nazioni Unite nel 2019, c’e’ l’idea di realizzare strutture di pontoni. Cruciale per il loro futuro l’eliminazione dei gas serra che impedirebbe o ritarderebbe almeno un po’ lo scioglimento delle calotte polari, rallentando l’innalzamento del livello del mare.

agi.it




«Ricercatori italiani all’estero discriminati dalla Farnesina»

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lorenzoborsellivertIl quotidiano on line degli italiani in Messico, Puntodincontro, ha intervistato qualche giorno fa il geologo Lorenzo Borselli, membro del consiglio direttivo dell’Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico (ARIM), sul programma Contributi per visite di ricercatori, docenti, esperti, personalità e operatori culturali del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (MAECI), in vigore da giugno 2022.

Si tratta di un piano di finanziamento volto ad incentivare lo svolgimento in Italia e all’estero di missioni da parte di scienziati e personaggi della cultura stranieri e italiani.

«Stiamo analizzando il bando ora come ARIM» —ha affermato Borselli— «perché c’è, secondo me, una fragrante discriminazione nei confronti dei ricercatori italiani residenti all’estero. Questo programma prevede che gli stranieri possano andare in Italia con finanziamento, un contributo del MAECI, quando si devono recare a lavorare verso qualche entità del Bel Paese, oppure che gli italiani possano ricevere un maggior appoggio per andare all’estero per un tempo limitato. Fin qui nulla di nuovo, però non c’è nessun riferimento, nessuno, agli italiani residenti all’estero che potrebbero venire in Italia per fare la stessa cosa degli stranieri. Veramente noi non siamo considerati né carne né pesce e quindi al ministero degli Esteri non importa assolutamente nulla, evidentemente, di noi».

«Questa secondo me è una palese di discriminazione» —ha aggiunto lo scienziato della terra e del suolo, esperto di modellistica del dissesto idrogeologico, docente all’Università di San Luis Potosí— «cioè in questo bando se avessimo il passaporto messicano potremmo usarlo per andare in Italia, ma come italiani residenti all’estero, iscritti regolarmente all’AIRE, non possiamo partecipare, perché non è previsto per noi nessun tipo di contributo».

«Vedremo se questa situazione potrà essere affrontata e se ci staranno a sentire come associazione. L’obiettivo sarebbe, scrivendo al MAECI o ai parlamentari che ci rappresentano, presentare la problematica per vedere se ci possono aiutare. Tutto questo, ovviamente, se gli altri membri del Consiglio direttivo dell’ARIM saranno d’accordo, perché dobbiamo ancora riunirci per parlare di questo argomento».

«Posso sbagliarmi, ovviamente questa è una mia opinione personale, però è un tema che dovrebbe essere preso in considerazione, perché purtroppo noi come ricercatori italiani all’estero, siamo considerati molto poco anche dalle aziende italiane in Messico. Tanto per dirne una, io ho avuto riunioni con loro per esplorare la possibilità che ci finanzino, in Messico, una ricerca per delle tecniche che ho sviluppato volte a prevedere e mitigare i movimenti franosi, con risultati molte volte negativi. Non così avviene con aziende in Italia»».

Borselli si trova in questi giorni a Bolzano proprio per impartire corsi di formazione su questo argomento, invitato nel Bel Paese dall’Ordine dei Geologi della Toscana, del Piemonte e del Trentino Alto Adige, e per svolgere attività di ricerca con il CNR per un progetto finanziato da RFI sulla valutazione della suscettibilità di movimenti franosi sulla rete ferroviaria.




CdM. Varato il decreto maltempo

++ maltempo:meloni,sospensione versamenti tributari fino a 31/8

++ maltempo:meloni,sospensione versamenti tributari fino a 31/8

Si è concluso il Consiglio dei ministri chiamato a varare il decreto legge maltempo.

“Vorrei raccontare i provvedimenti licenziati, che offrono prime importanti risposte ai territori colpiti dall’alluvione in Emilia Romagna” ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al tavolo con il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e le parti sociali della regione.

“È un decreto legge con i primi interventi urgenti, molto corposo, ci sono molte misure”, ha aggiunto.

“Il decreto legge prevede la sospensione dei termini relativi ai versamenti tributari e contributivi fino 31 agosto. Sul tema delle utenze è stata deliberata la sospensione da parte di Arera. Per quanto riguarda i mutui, non c’è bisogno di una norma. Su questo fa fede il protocollo d’intesa con Abi sulla sospensione dei mutui in caso di eventi calamitosi” ha detto Meloni.

“Per la scuola c’è un fondo da 20 milioni di euro per la continuità didattica, e la facoltà al ministro dell’Istruzione, con ordinanza, a lavorare con una certa flessibilità all’adempimento degli esami di maturità con gli istituti coinvolti” ed è prevista “la cassa integrazione in deroga per tutti i dipendenti fino a 90 giorni, una misura coperta fino a 580 milioni di euro. E c’è anche una tantum fino a 3mila euro per i lavoratori autonomi costretti a interrompere l’attività, con copertura fino a 300 milioni di euro”.

“Complessivamente questo primo provvedimento prevede uno stanziamento di oltre 2 miliardi di euro per le zone colpite dall’alluvione – ha sottolineato la premier – . Credo sia giusto ringraziare tuti i ministri”. “Nella situazione attuale in cui si trova l’Italia, trovare 2 miliardi di euro in qualche giorno non è una cosa facile. Va dato atto a tutto il governo di essersi dedicato all’emergenza con il massimo della concentrazione, disponibilità e operatività possibile”.

“Il ministero degli Affari esteri ha previsto un contributo a fondo perduto per le imprese esportatrici danneggiate dall’alluvione a valere sul fondo Simest (supporta la crescita delle imprese italiane nel mondo – ndr) con una copertura di ulteriori 300 milioni di euro. C’è poi la creazione di una quota riservata di 400 milioni di euro” che riguarda tassi agevolati a fondo perduto” ha precisato Meloni sottolineando che “ci sarà fase di ricostruzione, sulla quale ancora non siamo ancora in grado di quantificare complessivamente le necessità e i danni, ma insomma in passato interventi di emergenza da 2 miliardi di euro non so se si erano visti”.

“Il ministro della Cultura Sangiuliano prevede l’aumento temporaneo di un euro dei biglietti di ingresso ai musei, utilizzando i proventi di questa misura per ripristinare i beni culturali interessati” ha fatto sapere Meloni durante l’incontro.

L’intervento di Bonaccini

“Ringrazio il Cdm per velocità e lo sforzo”, ha detto il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini parlando con Giorgia Meloni dopo il consiglio dei ministri. “Nella velocità e nell’efficacia nel dare una risposta a cittadini e imprese ci sarà la possibilità di essere capiti. C’è chi ha perso tutto o quasi”. “Grazie alla premier per essere venuta nella nostra terra ferita e così ai ministri e ai sottosegretari. Abbiamo portato il sistema delle imprese, i professionisti e i sindacati. È un modo di lavorare che abbiamo già sperimentato e che è stato utilissimo per affrontare l’emergenza e la ricostruzione. C’è chi ha perso tutto e chi quasi tutto”. “Solo i danni alle strade sono di un miliardo”, ha aggiunto.

“Giovedì verrà la presidente Von der Leyen” nei paesi alluvionati ha aggiunto Bonaccini, aggiungendo che “servirà poi un decreto per la ricostruzione. Per il terremoto con 12 miliardi di euro di danni abbiamo ricostruito quasi tutto. Abbiamo bisogno di norme di semplificazione per una capacità di intervento adeguata ad una ricostruzione che sia fatta bene, nel pieno rispetto della legalità ma anche rapida, per far ripartire una regione prima per export procapite. Sono miliardi di euro di danni: Ci sono 300 frane attive, sono venuti giù interi boschi, c’è il tema dei fiumi e c’è il tema delle strade e delle infrastrutture”.

ansa.it




Dussich: «Voglio essere la voce degli italiani in Messico nel CGIE»

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paolodussichvert 1Pubblichiamo una interessante nota del Cav. Paolo Dussich, nella sua qualità di membro del CGIE, in risposta a un articolo del quotidiano Punto d’Incontro.

Gentile Direttore di Puntodincontro,

scrivo questa lettera a seguito dell’articolo pubblicato dalla Vostra testata giornalistica in data 14 aprile c.a. dal titolo “Il CGIE è completo, troppi i Paesi esclusi”. Risiedo nella Repubblica Dominicana da oltre trent’anni e, dallo scorso mese di aprile, attraverso nomina governativa, sono diventato membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). Sono altresì membro del Consiglio Direttivo Centrale del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo (CTIM).

A partire dal 2015 il Centro America è stato sostanzialmente escluso, a livello di rappresentatività diretta, in seno all’organismo di consulenza del Governo e del Parlamento al quale appartengo da circa un mese. Questo si deve all’impossibilità, da parte dei Com.It.Es. operanti in questa regione, di poter eleggere un proprio rappresentante. A questo aspetto, si è aggiunta l’apparente mancanza di volontà da parte dei diversi enti che, attraverso nomine governative, possono sottoporre nominativi di persone residenti sia in Italia che all’estero, senza distinzioni di sorta in merito ai paesi di provenienza.

Il Messico, geograficamente parlando, si trova nel Nord America e, allo stesso tempo, è il paese che si trova nella parte settentrionale dell’America Latina, confinando con il Centro America. Considero pertanto il Messico un territorio fondamentale nel contesto latino-americano e vi sono evidenti affinità culturali e idiomatiche con i paesi che si trovano al sud dello stesso. Vi risiede una collettività che con tutta probabilità ha necessità simili a quelle dei paesi che sono ubicati nel contesto centro americano e dei Caraibi.

Il CTIM si è sempre caratterizzato per il suo impegno a favore dei connazionali residenti all’estero, ovunque essi si trovino. Il nostro faro a seguire, Mirko Tremaglia, nostro Segretario Generale, oltre che membro del Parlamento italiano e Ministro per gli Italiani nel Mondo, è stato la dimostrazione vivente di questa dedizione, permettendo ai cittadini italiani oltreconfine di poter esercitare il proprio diritto di voto.

In occasione delle nomine governative, recentemente confermate attraverso apposito decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il CTIM ha deciso di dimostrare con fatti concreti che anche le comunità e le regioni non rappresentate, hanno l’opportunità di avere una voce in sede CGIE. Purtroppo, non era possibile eleggere un membro per ogni realtà estera e, pertanto, l’associazione alla quale appartengo ha indicato il nome del sottoscritto, basandosi sull’esperienza che ho maturato negli anni.

Sono stato presidente dei Com.It.Es. di Santo Domingo prima e di Panama poi. Il lavoro che svolgo e l’amore per le comunità italiane all’estero mi ha portato a viaggiare spesso nei paesi appartenenti all’America Latina. La mia missione non è semplicemente rappresentare la singola associazione a livello nominale, bensì inseguire e raggiungere gli obiettivi che la stessa si è prefissata fin dalla sua nascita come, ad esempio: rafforzare i legami fra le varie comunità italiane nel mondo e la Madrepatria, divenire portavoce delle esigenze dei nostri connazionali, promuovere iniziative a tutela dei nostri emigrati e delle loro famiglie in Italia e all’estero.

A causa della ristrutturazione del CGIE nel 2015 il governo di sinistra su indicazione del ministero degli Affari esteri ridusse drasticamente il numero dei consiglieri, soprattutto quello appartenente al centro e Nord America lasciandolo scoperto: ricordo che proprio in Messico risiedeva l´ultimo rappresentante.

È mio dovere, però, aggiungere che il CTIM, affidandomi il compito di far parte del CGIE, ha di fatto compiuto un passo molto importante per cercare di contrastare l’imperante desiderio di far prevalere algoritmi matematici senza considerare la logica della rappresentatività di comunità appartenenti a mete di nuova o numericamente più bassa mobilità.

Con questa lettera, desidero quindi informare la collettività italiana residente in Messico che, con umiltà e dedizione, intendo essere la loro voce nel contesto dell’organismo di cui ora faccio parte: il CGIE. Sarà mia premura visitare il Messico quanto prima e, nel frattempo, comunicarmi con le realtà associative ed il Com.It.Es. locale, per un confronto finalizzato a portare nelle opportune sedi le istanze della collettività ivi residente.

Vi ringrazio per l’attenzione.

Cordialmente,

Cav. Paolo Dussich




L’intelligenza artificiale tradurrà le tavolette cuneiformi

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downloadDall’accadico cuneiforme all’inglese, senza fatica. Usando l’intelligenza artificiale. Lo ha fatto un gruppo di ricercatori israeliani della Tel Aviv University in collaborazione con l’Ariel University, sviluppando un modello che permette la “traduzione automatica” di testi in lingua accadica, in caratteri cuneiformi, nel più comune e comprensibile inglese moderno. Riferisce AsiaNews che gli esperti di assiriologia, specializzati nello studio archeologico, storico, culturale e linguistico dell’antica Mesopotamia, hanno trascorso anni cercando di interpretare i testi in cuneiforme, una delle più antiche forme di scrittura conosciute.

Il richiamo alla “forma di cuneo” ricorda l’uso che veniva fatto in passato, quando i segni venivano impressi su una tavoletta di argilla. Parlata nell’antica Mesopotamia (in corrispondenza dell’attuale Iraq), quella accadica era una lingua semitica orientale utilizzata in particolare dagli assiri e dai babilonesi. Si tratta del più antico idioma semitico mai attestato, basato su un sistema di scrittura sfruttato per primo dai sumeri. La lingua deriverebbe il proprio nome dalla città di Akkad, opera di re Sargon che ne è stato fondatore e capostipite dell’impero, il maggior centro abitato dell’epoca anche se a oggi non se ne hanno tracce certe.

Nei decenni, riferisce ancors AsiaNews, gli archeologi hanno rinvenuto centinaia di migliaia di tavolette di argilla scritte in cuneiforme e risalenti fino al 3.400 a.C., un numero di gran lunga maggiore rispetto agli studiosi in grado di comprenderle e tradurle, in numero assai limitato. I due metodi di traduzione Shai Gordin dell’Ariel University, Jonathan Berant e Omer Levy della Tau, insieme ad altri colleghi hanno da poco condiviso i frutti dei loro studi sulla rivista specializzata Pnas in un articolo intitolato “Tradurre dall’accadico all’inglese, mediante traduzione automatica neuronale”.

Durante la fase di studio e progettazione, il gruppo di lavoro ha sviluppato due versioni del modello una della delle quali traduceva l’accadico da rappresentazioni di segni cuneiformi nell’alfabeto latino e l’altro da rappresentazioni unicode dei segni cuneiformi. La prima, legata alla traslitterazione latina, è quella che ha dato nel tempo i risultati migliori totalizzando un punteggio di 37,47 nel Best Bilingual Evaluation Understudy 4 (Bleu4), parametro usato per valutare la corrispondenza fra traduzione umana e artificiale di uno stesso testo. Il programma, spiegano in una nota, si è mostrato particolarmente efficace allorché si è trattato di tradurre brevi frasi al di sotto dei 120 caratteri, superando i quali emergevano “allucinazioni” (testo corretto sul piano sintattico, ma non accurato).

Il programma potrebbe rivelarsi particolarmente utile in una fase primaria di traduzione, nel novero di una “collaborazione fra uomo e macchina” per lasciare poi spazio all’intervento umano per affinare il testo tradotto nella versione finale.

Vi sono centinaia di migliaia di manoscritti cuneiformi riguardanti la vita politica, sociale, economica e scientifica dell’antica Mesopotamia. “E la maggioranza di questi testi.- spiegano gli studiosi al Jerusalem Post – restano inaccessibili per il numero limitato di esperti in grado di comprenderli”.

Quello della traduzione è un “processo complesso” perché richiede non solo la presenza di “conoscitori di due lingue diverse”, ma che siano anche capaci di capire “differenti ambiti culturali”. In quest’ottica, proseguono, “gli strumenti digitali possono aiutare” grazie a elementi quali “il riconoscimento ottico dei caratteri (Ocr) e la traduzione automatica”. Le lingue antiche, conclude la nota, pongono questioni di complessità ancora maggiori perché “la loro lettura e comprensione richiede conoscenze di una comunità linguistica morta da tempo” e gli stessi testi “possono essere molto frammentari”.

agi.it




Quando la sanità italiana è d’esempio nel mondo…

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capturaEccezionale intervento effettuato al Gemelli dall’equipe del professor Giulio Maccauro, direttore della UOC di Ortopedia. Salvata la mano destra di una donna affetta da un tumore raro del polso, grazie all’impianto di una protesi costruita su misura con una stampante 3D da un’azienda italiana, con le indicazioni degli ortopedici del Policlinico Gemelli. La giovane donna, diventata da poco mamma, sta bene e muove tutte le dita della mano.

È il primo intervento di questo tipo effettuato al mondo e rappresenta un eccellente esempio di chirurgia personalizzata. È una paziente di 39 anni ed è stata già sottoposta a diversi interventi ortopedici per il trattamento di un tumore raro che le aveva completamente distrutto l’articolazione del polso destro. La donna ha riacquistato l’uso della mano destra e scongiurato il pericolo di un’amputazione grazie a un complesso intervento chirurgico che rappresenta anche un ‘first’ assoluto a livello mondiale.

La paziente è stata sottoposta a resezione e ricostruzione del polso con stabilizzazione radio-metacarpica, grazie al posizionamento di protesi prodotta ‘su misura’ per lei con una stampante 3D. Un’azienda italiana stampa la protesi su misura L’intervento è stato effettuato da un’equipe altamente specializzata diretta dal professor Giulio Maccauro, direttore della UOC di Ortopedia di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Ordinario di Ortopedia presso l’Università Cattolica, campus di Roma. Insieme a lui, anche il professor Antonio Ziranu, responsabile della UOSD di Traumatologia dell’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina – Gemelli Isola e ricercatore di ortopedia presso l’Università Cattolica, la dottoressa Elisabetta Pataia, chirurgo orto-plastico (chirurgo plastico ‘dedicato’ all’ortopedia) e il dottorando Camillo Fulchignoni chirurgo della mano entrambi in forze al Policlinico Gemelli. Sono i ‘pionieri’ di una procedura che inaugura un nuovo filone della medicina personalizzata e apre nuova e interessanti prospettive nella chirurgia ortopedica.

“L’impiego di una protesi 3D personalizzata – spiega il professor Maccauro – ci ha consentito di adattare l’intervento alle specifiche esigenze della paziente, garantendo un’accurata riproduzione anatomica e un elevato grado di funzionalità. La ricostruzione del polso con la stabilizzazione radio-metacarpica rappresenta un notevole progresso nel ripristino delle capacita’ motorie e nella qualità di vita della paziente”.

Ed è un intervento che ha un valore aggiunto particolare per una donna che è appena diventata mamma di una bambina; i chirurghi hanno atteso che finisse il periodo di allattamento per intervenire. La paziente è affetta da tumore a cellule giganti, un tumore raro (e la localizzazione al polso è una rarità nella rarità) localmente aggressivo e recidivato più volte, fino a comprometterle del tutto l’articolazione. Era necessario, per salvarle la mano, sostituire il polso con una protesi. Ma non esistono protesi ‘industriali’ (cioè già pronte) per questa parte del corpo (come accade invece per l’anca o per il ginocchio).

La protesi è in cronocobalto e titanio “Per questo – aggiunge il professor Maccauro – abbiamo contatto un’azienda italiana, la Adler-Ortho, specializzata nella progettazione e produzione di protesi articolari che, partendo dalla TAC della paziente e seguendo le nostre indicazioni, ha realizzato al computer un prototipo, stampato 3D in plastica; lo abbiamo esaminato, chiesto di fare alcune modifiche e a quel punto è stata ‘stampata’ la protesi definitiva in cronocobalto e titanio.

Per l’intervento è stato necessario effettuare un doppio accesso – prosegue il professor Maccauro – dalla parte dorsale e dalla parte volare (inferiore) del polso, per liberare e mettere in sicurezza i vasi, i nervi e i tendini flessori ed estensori della mano. Successivamente abbiamo effettuato una resezione ossea prossimale dell’avambraccio e una resezione distale alla base dei metacarpi, che sono le ossa sulle quali si articolano le dita delle mani. Da ultimo abbiamo posizionato questa protesi, che consente di conservare il movimento delle dita”.

La paziente sta bene, è già tornata a casa e sta proseguendo le sedute di riabilitazione alla mano. Con la sua storia, ha contribuito a scrivere una nuova pagina nella storia della chirurgia ortopedica. Ma, come mamma, a lei forse importa di più poter continuare ad accarezzare e prendere in braccio sua figlia, con quella mano che aveva ormai dato per persa.

agi.it




All’Assemblea generale della Camera di Commercio Italiana in Messico

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fotolorenzovianellovertSi è tenuta ieri sera, presso la sede del quartiere Juárez, nella capitale del Paese, la 75ª Assemblea Generale Ordinaria dei Soci della Camera di Commercio Italiana in Messico.

Con la partecipazione dell’Ambasciatore Luigi De Chiara (foto) e davanti a un folto gruppo di soci che hanno assistito all’evento in presenza e online, il presidente dell’ente, Lorenzo Vianello, ha illustrato gli aspetti salienti delle attività svolte nel corso del 2022 e nei primi mesi del 2023.

«L’anno scorso» —ha detto— «è stato interessante, perché dopo molti mesi di attività “diversa” a causa della pandemia, siamo tornati quasi alla normalità. I nostri eventi di punta sono stati riattivati nei formati originali, compresi il torneo di golf Italia-Ferrari, mai sospeso, il Campionato messicano della pizza, Encuentro Creativo e il Premio Italia-Messico».

«Nel mese di luglio 2022» —ha proseguito Vianello— «abbiamo avviato un’importante collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti per il lancio e l’utilizzo della piattaforma Business Matching. Il Messico è diventato un mercato strategico per l’Italia, motivo per cui è stato il primo Paese del continente americano ad avere accesso a questa infrastruttura informativa. Alla fine dello scorso anno si è tenuto un primo evento su temi enogastronomici e ad aprile 2023 si sono svolti altri due seminari —dedicati ai settori automobilistico e agroindustriale— con una partecipazione molto consistente di aziende italiane e messicane. Sicuramente nei prossimi mesi lo strumento sarà utilizzato anche per altri campi dell’attività commerciali e produttive».

«Un mese e mezzo fa abbiamo ospitato il convegno delle Camere di Commercio Italiane in Nord America, con la partecipazione di nove istituzioni —cinque americane, tre canadesi e una messicana— che si sono incontrate due giorni a Città del Messico per eventi interni e due giorni in San Miguel de Allende per incontri imprenditoriali in presenza e online, accompagnati dal presidente e dal segretario generale di Assocamerestero. Abbiamo invitato anche i nostri colleghi del Guatemala, Paese dove a fine aprile è stato organizzato il convegno delle istituzioni cameristiche italiane in America Latina, al quale abbiamo partecipato. L’idea è di intensificare i rapporti tra tutte le organizzazioni del continente».

«Questo si aggiunge a tutte le normali attività che svolgiamo —missioni commerciali, fiere, eventi enogastronomici e di design— che possono essere seguite nelle costanti comunicazioni attraverso il nostro sito web, i social media e le newsletter».

L’Ambasciatore Luigi De Chiara

«Negli ultimi anni si è rafforzato un rapporto che era già buono con tutto il Sistema Italia e in particolare con l’Ambasciata. Siamo stati coinvolti in missioni in Stati che cercano di attrarre investimenti italiani e mi fa molto piacere che siamo sempre più uniti nella nostra collaborazione. L’unione fa la forza e queste interazioni aumentano l’efficacia delle attività che svolgiamo».

La presentazione del Presidente Vianello si è conclusa con due importanti annunci. «Nel 2023« —ha detto— «si svolgerà la prima edizione amatoriale in Messico di un’importante corsa ciclistica, la Milano-Sanremo. Dopo un anno di contatti con RCS —il principale gruppo editoriale italiano, responsabile dell’organizzazione dell’evento— abbiamo raggiunto un accordo. Sarà la versione in terra azteca della più importante e famosa competizione di un giorno che si tiene in Italia, alla quale parteciperanno tra le 1.500 e le 2.000 persone».

«Stiamo inoltre definendo i dettagli di un accordo raggiunto durante l’ultima seduta del Consiglio direttivo avvenuta prima dell’inizio della pandemia per la realizzazione dei nuovi uffici della Camera di Commercio presso la sede di Marsiglia numero 39, che condividiamo con la Dante Società Alighieri. Vogliamo confermare che sia possibile e speriamo di poterci incontrare entro l’inizio del 2024 per inaugurare le strutture. La collaborazione tra le realtà che compongono il Sistema Italia rafforza la presenza del nostro Paese in Messico».

Faribah Gallardo, direttrice generale della Camera di commercio italiana, durante l’assemblea

da puntodincontro.mx




Francia e Spagna all’attacco dell’Italia sui migranti. La replica della Meloni

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capturaLa visita di Giorgia Meloni in Repubblica Ceca diventa anche l’occasione per rispondere colpo su colpo alle aspre critiche al governo italiano che arrivano da Francia e Spagna su due temi cruciali: da una parte la gestione del fenomeno migratorio, dall’altra le politiche in materia di lavoro.

Accolta a Praga dal primo ministro Petr Fiala, la presidente del Consiglio non manca di evidenziare le tante questioni su cui si registra un “assoluto accordo” con l’omologo ceco, membro della famiglia dei Conservatori europei, di cui Meloni è presidente. A partire dall’approccio al tema migranti. Per l’inquilina di Palazzo Chigi è “inevitabile affrontare la questione a livello europeo” prima che investa il territorio dell’Unione. “Portare avanti una cooperazione non predatoria con i Paesi africani è lo strumento più serio per affrontare la crisi migratoria che stiamo vivendo”, spiega Meloni, secondo la quale occorre “spostare l’attenzione” sulla difesa dei confini esterni dell’Ue e lavorare sui rimpatri: punti su cui l’Italia – evidenzia ancora la premier – ha sempre incassato la solidarietà di Praga in sede di Consiglio europeo.

E anche nel corso delle dichiarazioni congiunte alla stampa, dal premier ceco arriva il sostegno alle ricette di Meloni: “L’Italia è un Paese colpito di più in Europa da questo fenomeno e la presidente Meloni arriva con moltissime proposte in Europa e noi queste proposte le appoggiamo perché abbiamo una visione uguale”, riconosce il primo ministro Fiala, che invoca una lotta “più decisa contro i trafficanti”. Sintonia tra la leader italiana e quello ceco anche sul dossier ucraino (“abbiamo ribadito il fermo e determinato sostegno alla causa ucraina” e “continueremo a farlo a 360 gradi finché sarà necessario”, ha assicurato la presidente del Consiglio) e su quello energetico, dove la collaborazione con l’Italia è “fondamentale” secondo il primo ministro della Repubblica Ceca. Meloni e Fiala convergono anche sulla possibilità di lavorare insieme alla riforma del Patto di stabilità: “Non possiamo immaginare”, dice il capo del governo, “che le nuove regole sul Patto stabilità” non tengano in considerazione gli investimenti necessari per la transizione verde e digitale, così come per la difesa. Sul futuro dell’adesione italiana all’accordo con la Cina sulla Via della Seta, Meloni invece temporeggia: “E’ una decisione che non abbiamo ancora preso, è un dibattito aperto sul quale credo che gli attori da coinvolgere debbano essere molti e a vari livelli, Parlamento compreso”.

Interpellata dai giornalisti a margine degli incontri istituzionali – per Meloni anche un faccia a faccia con il presidente ceco Petr Pavel al Castello di Praga, dopo un tour della Cattedrale di San Vito – la leader di Fdi interviene per replicare alle accuse di Stephane Sejourne, capo del partito di Macron Renaissance, che ha definito la politica di Meloni sui migranti “ingiusta, inumana e inefficace”. “Devo presumere siano discussioni legate alla politica interna. E’ l’unica spiegazione sensata a quello che sta accadendo. Non credo sia molto proficuo utilizzare le relazioni internazionali per risolvere i propri problemi di politica interna. Ognuno fa le scelte che vuole fare, io continuo a fare serenamente il mio lavoro”, risponde stizzita Meloni. Che rincara: “Queste dichiarazioni così aggressive fatte a favore di telecamera mi sembra che parlino all’opinione pubblica francese e secondo me segnalano anche qualche difficoltà”.

Ma per la presidente del Consiglio “non ci sono problemi bilaterali tra Italia e Francia”. E a chi gli chiede se abbia sentito il presidente francese Macron per un chiarimento, la leader di Fdi prima risponde con vena polemica: “No, no, a me interessa quello che dicono gli italiani del lavoro che faccio”. Poi, in un secondo momento, Meloni smussa i toni e rimanda il confronto con il capo dell’Eliseo ai prossimi appuntamenti internazionali: “Immagino che vedrò Macron nei prossimi giorni perché c’è il G7 in Giappone, il Consiglio d’Europa a Reykjavik, quindi le occasioni per vederci saranno molte”.

Anche agli attacchi che arrivano dalla Spagna per bocca della vicepremier e ministra del Lavoro Yolanda Diaz, che ha accusato Meloni di aver approvato riforme “contro i lavoratori”, la premier dà la stessa lettura: “Si cita il governo italiano e si fa riferimento ai partiti dell’opposizione interna, quindi è un dibattito di politica interna. Il ministro del Lavoro spagnolo – insiste Meloni – parla di precarietà, ma mi pare si conosca molto poco la situazione, visto che l’Italia ha appena segnato il suo record storico come numero di occupati e il suo record storico di contratti stabili. Forse non si conosce bene il lavoro che sta facendo il governo italiano”. Da Praga, il trailer di quello che potrebbe essere il film della campagna elettorale per le europee del 2024.

adnkronos.com




Las Terrenas, R.D. Pensionato italiano colpito da ictus non può rientrare in patria, mancano i soldi

gaetani

gaetaniLa triste ed emblematica vicenda di Adriano Gaetani, un pensionato  di 81 anni, colpito da un ictus che gli ha tolto la parola mentre è in vacanza a Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana,  mette in evidenza ancora una volta i problemi che possono nascere quando, sprovvisti di una adeguata assicurazione sanitaria, si decide di trascorrere un periodo di vacanza in un paese esotico.

Della tragica disavventura di Gaetani si occupa il Corriere di Padova in un articolo che riportiamo.

“Un’isola dei sogni oltreoceano si è trasformata in una sorta di prigione per un pensionato di 81 anni. Lo scorso dicembre, mentre era in vacanza nella Repubblica Dominicana, l’uomo è stato colpito da un’ischemia ed è diventato invalido; ora la famiglia non riesce a riportarlo a casa per gli spropositati costi del rimpatrio sanitario.

Si tratta infatti di una somma oscillante fra i 30 mila e i 100 mila euro, cifra che la figlia non possiede. Si è così trasformata in un incubo la vicenda di Adriano Gaetani, insegnante d’arte in pensione che risiede in città, in zona Prato della Valle.

La figlia Tiziana, che abita a Legnaro e fa l’estetista, ha chiesto aiuto a tutti. Ha bussato a moltissime porte: a quella della Regione, della presidenza della Repubblica, dell’amministrazione comunale, di tutte le realtà di cooperazione internazionale (da Medici senza Frontiere, alla Croce Rossa, a Emergency).

«Da una ventina di anni mio papà» spiega Tiziana «è solito svernare a Las Terrenas, nella Repubblica Domenicana. A fine 2022 è stato colpito da un’ischemia cerebrale che gli ha causato la paralisi della parte sinistra del corpo e la perdita dell’uso della parola. Dopo essere giunta a conoscenza della situazione ho contattato l’Ambasciata, la quale ha provveduto a mandare una rappresentante in loco per informarsi sull’accaduto. Purtroppo però mio padre non ha una copertura assicurativa che copra totalmente le spese sanitarie richieste dalla clinica nella quale è stato ricoverato e di conseguenza abbiamo già integrato, prima con le sue risorse poi anche con le mie, le spese eccedenti».

Assistito da conoscenti

Di Adriano si sono poi fatto carico alcuni conoscenti in loco che se lo sono portati a domicilio, garantendo, dietro compenso, un’adeguata assistenza. «Con mio grande rammarico» continua la figlia «ho scoperto che il 16 aprile è stato nuovamente ricoverato in clinica».

Tiziana, che vede lievitare di giorno in giorno le spese della clinica, vorrebbe riportare il padre a casa. Deve fare i conti tuttavia con costi per lei insostenibili.

«Non so più come pagare le spese mediche e come riportarlo urgentemente in Italia» racconta disperata «dato che le agenzie che si occupano di recuperi all’estero mi chiedono cifre per me irraggiungibili economicamente. Parliamo di somme che vanno dai 30 mila ai 100 mila euro. Senza aiuto non so più dove sbattere la testa in quanto anche le banche hanno rifiutato come garanzia la pensione di mio papà e di concedermi un prestito perché non ho un lavoro a tempo indeterminato. Non voglio mi sia regalato niente, sono disposta a fare un piano di rientro ma adesso ho bisogno di un aiuto immediato».