Utah: niente “social” senza il permesso dei genitori

wechat social media application

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Lo Utah sarà il primo Stato USA a richiedere ai social media di ottenere l’esplicito permesso dei genitori prima di consentire ai minori di 18 anni di utilizzarli.

La misura, contenuta in due proposte di legge, è stata firmata nelle scorse ore dal governatore repubblicano Spencer Cox, e prevede che i genitori avranno accesso completo ai profili Internet dei loro figli – compresi i loro messaggi pubblici e privati.

Verrà poi contestualmente imposto un coprifuoco virtuale che impedirà ai minorenni di utilizzare i social media tra le 22:30 e le 6:30, a meno che anche in questo caso i genitori non prestino il proprio consenso.

Infine, i colossi dei social media come Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat non potranno più raccogliere i dati personali dei ragazzi o fornirgli pubblicità personalizzata.

“Non siamo più disposti a lasciare che le società di social media continuino a danneggiare la salute mentale dei nostri giovani”, ha scritto il governatore Cox su Twitter. “Come politici e genitori, abbiamo la responsabilità di proteggere i nostri giovani”. Le due proposte di legge entreranno ufficialmente in vigore il 1° marzo 2024.

A dimostrazione del fatto che la crociata contro “Big Social” gode di un sostegno bipartisan, l’anno scorso l’amministrazione democratica della California ha approvato una propria legge che mira a limitare la raccolta delle informazioni degli utenti più giovani da parte delle società di social network.

da La Voce di New York




Rosanna Bonasia eletta presidente della ARIM, Associazione dei ricercatori italiani in Messico

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rosannavertL’11 marzo si è tenuta l’assemblea generale dell’Associazione dei ricercatori italiani in Messico (ARIM) e l’elezione del suo nuovo Consiglio direttivo.

Dopo il voto —coordinato dal vicepresidente e dal segretario uscenti dell’ente— e la prima seduta —svoltasi il 16 marzo—, è stata eletta presidente Rosanna Bonasia, che sarà affiancata nelle sue funzioni dal vicepresidente Andrea Mutolo, dalla segretaria generale Karen Matías e dal consigliere Lorenzo Borselli. Stefano Santasilia continuerà a ricoprire il ruolo di tesoriere.

Rosanna Bonasia, che succede a Simone Lucatello, ha conseguito un master in Scienze Geologiche e un dottorato in Scienze della Terra presso l’Università degli Studi di Bari, in Italia, e un post-dottotrato sull’analisi della dispersione delle ceneri e la valutazione del rischio di depositi di caduta vulcanica nell’area del Vesuvio, dei Campi Flegrei e dei vulcani messicani con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Napoli e il Centro di Geoscienze dell’UNAM di Querétaro.

Vulcanologa di formazione, è specializzata in Fluidodinamica Computazionale e analisi dei rischi legati a fenomeni naturali e ingegneristici, attraverso l’applicazione di modelli numerici e analisi statistiche. Attualmente è professoressa di ingegneria civile e tecnologie sostenibili presso la sede dello Stato del Messico dell’Instituto Tecnológico y de Estudios Superiores de Monterrey.

Le sue principali linee di ricerca includono l’analisi e la valutazione del rischio di alluvione in Messico attraverso lo studio delle proprietà idrodinamiche in canali e dighe; lo studio numerico del trasporto ondoso e il calcolo del potenziale energetico sulle coste del Messico; simulazioni numeriche mediante il modello SPH dell’impatto dei maremoti sulle coste, nonché analisi e valutazione del rischio ad ampio raggio di dispersione e deposito di ceneri vulcaniche, mediante modelli numerici.

Bonasia è un membro di livello 2 del Sistema Nazionale dei Ricercatori messicani ed è stata insignita del Premio per l’Eccellenza Educativa Edizione Cusco 2020. Ha inoltre ricevuto il titolo di dottoressa Honoris Causa e l’Orden Dorada Magisterial assegnati dall’Organización Internacional para la Inclusión y Calidad Educativa (OIICE), oltre ad essere stata presidente della Divisione di fluidodinamica della Società messicana di fisica dal 2019 al 2021.

La nuova presidente dell’ARIM ha pubblicato ad oggi più di 20 articoli scientifici su riviste JCR e tre capitoli di libri. È redattrice del numero speciale della rivista Frontiers in Earth Sciences che include il testo Flood susceptibility and risk maps as a crucial tool to face the hydrological extremes in developing countries: technical and governance aspects linked by a participatory approach.

Presentiamo di seguito una sintesi dei profili degli altri membri del nuovo Consiglio direttivo.

Andrea Mutolo

Dal 2008 è professore-ricercatore presso l’Accademia di Storia e Società Contemporanea dell’Università Autonoma di Città del Messico (UACM). È laureato in storia moderna presso l’Università di Bologna ed ha conseguito un dottorato in Storia ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana. Collabora con il Programa de Educación Superior para Centros de Rehabilitación Social (PESCER), impartendo lezioni nel Reclusorio oriente di Città del Messico. Dal 2016 è responsabile del filone di ricerca vReforma y crisis en el cristianismo entre México y Europa, siglos XVI al XXI, nel corso di specializzazione in Scienze Antropologiche presso la Escuela Nacional de Antropología e Historia (ENAH). Ha pubblicato in Messico e all’estero numerosi libri e articoli sul rapporto tra politica e religione, nonché sulla storia della Chiesa cattolica nel XX secolo. Su questi temi ha diretto e dirige numerose tesi di laurea, master e dottorato. Per la casa editrice Santillana è coautore di tre libri di testo di Historia del Mundo, rivolti agli studenti del primo e secondo anno di scuola media in Messico. Appartiene al Sistema Nacional de Investigadores.

Karen Matías

Pedagoga specializzata in progettazione di strategie didattiche e di apprendimento, valutazione e innovazione didattica, tesista magistrale in Filosofia sociale sul pensiero italiano nella filosofia del Seicento; specialista in Storia economica presso la Facoltà di Economia dell’UNAM. Direttrice del Dipartimento di progettazione di esperienze di apprendimento presso il CUAIEED dell’UNAM. Membro della Red Mujeres Unidas por la Educación.

Stefano Santasilia

Dottore in Studi Latinoamericani presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, in Italia, e dottore di in Filosofia presso la Pontificia Università di Comillas, in Spagna. Ha svolto il suo soggiorno post-dottorato tra l’Università della Calabria, il CSIC-Madrid, il Centro di Ricerche sull’America Latina e i Caraibi (UNAM-Messico) e l’Istituto di Ricerche Filologiche dell’UNAM. Ha svolto soggiorni di ricerca presso diverse università in Spagna e in America (UAM-Madrid, Universitat de Barcelona, UNAM, UAM-Messico). È stato visiting professor al Seminario di Ermeneutica dell’Istituto di Ricerca Filologica dell’UNAM (Messico), alla Facoltà di Filosofia e Lettere della Benemérita Universidad Autónoma de Puebla (Messico), all’Università di Macerata (Italia) e all’Università dell’Aquila (Italia). Attualmente è professore presso l’Università Autonoma di San Luis Potosí (Messico). Ha pubblicato tre monografie: Tra Metafisica e Storia. L’idea dell’uomo in Eduardo Nicol (Firenze, 2010); Simbolo e corpo. A partire da Eduardo Nicol (Napoli, 2013) e Introduzione alla filosofia latinoamericana (Milano, 2017), oltre a diversi capitoli di libri e articoli su riviste scientifiche. I suoi principali campi di ricerca sono la filosofia della religione, la fenomenologia e l’ermeneutica. È membro dell’Asociación de Hispanismo Filosófico, del Círculo Latinoamericano de Fenomenología, della European Society for the Philosophy of Religion e del gruppo di ricerca internazionale Fenomenología del Cuerpo y Análisis del Dolor, diretto da Agustín Serrano de Haro.

Lorenzo Borselli

Geologo specializzato in meccanica delle terre, rocce, idrologia e stabilità dei pendii. Si è laureato in geologia nel 1989 presso l’Università degli Studi di Firenze, dove ha anche conseguito il dottorato in Scienze del suolo nel 1998. Dal 1997 al 2011 ha lavorato come ricercatore presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del CNR. Da luglio 2011 è professore ordinario di Geotecnica e Ingegneria Geologica presso l’Istituto di Geologia, della Facoltà di Ingegneria dell’Università Autonoma di San Luis Potosí (UASLP), in Messico, e da maggio 2021 collabora come ricercatore associato presso l’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (CNR-IRPI) in Italia.

da puntodincontro.mx




Albano: “Felicità, un messaggio eterno. Non cambierei una virgola”

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download“Per essere felici bisognerebbe riscoprire il valore della semplicità”. Nella Giornata mondiale della felicità, ricorrenza internazionale istituita dieci anni fa dalle Nazioni Unite, Al Bano Carrisi chiarisce all’AGI che, nonostante siano passati ormai 41 anni, non cambierebbe “neanche una virgola” di ‘Felicità’, il brano arrivato secondo al Festival di Sanremo dell’82 che ha cantato in tutto il mondo con Romina Power:

“Ormai è eterno”. Se, secondo l’Ipsos, l’Italia oggi è solo 25esima (su 32) nella graduatoria della lietezza nazionale, per recuperare qualche posizione Al Bano consiglia di concentrarsi sulla gioia trasmessa dai piccoli grandi gesti e elementi della quotidianità che cantava già nel 1982: il “bicchiere di vino con un panino”, il “tenersi per mano” e anche, sottolinea, sulla felicita’ trasmessa “dall’acqua del fiume”, dal “raggio di sole più caldo” e dalla “pioggia che scende dietro alle tende” del famoso brano. “Osservare la natura può darci molta gioia, spesso purtroppo ce ne dimentichiamo e la maltrattiamo”, analizza.

Quel brano scritto da Cristiano Minellono, Dario Farina e Gino De Stefano, 25 milioni di copie vendute in tutto il mondo, lo ascoltò per la prima volta, racconta, nell’81: “Pensai che fosse quello che ci voleva per l’Italia che usciva da un decennio terribile, le Brigate rosse, i treni che saltavano in aria…”. Non immaginava che, forse per una spinta aspirazionale alla felicità, dopo il successo sanremese diventasse a furor di popolo un evergreen: “La cantano un pò tutti, è un brano che ha fatto il giro del mondo, l’ho sentito anche intonare da un bambino in Kazakistan”.

Ma a parte il tenersi per mano, il panino e il bicchiere di vino, cosa lo ha reso felice negli ultimi tempi? “Aver ospitato per un anno a casa mia quattro profughi ucraini, uno dei quali è rimasto a vivere vicino a Cellino San Marco – spiega – e anche, a proposito del successo festivaliero di ‘Felicita” l’esibizione sul palco dell’ultima edizione, insieme a Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Quel momento di unione ci ha dato un’emozione che siamo riusciti a trasmettere al pubblico. È stato un grande momento di felicità individuale e collettiva”.

E Al Bano è sicuro di trarre e infondere gioia anche attraverso i due concerti che terrà a Los Angeles a luglio insieme al cantante iraniano Fariman: “Saranno dedicati al popolo iraniano che sta soffrendo molto e che si meriterebbe finalmente un pò di felicità”.

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Messina Denaro: si cercano i complici

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151639868 22f2e86d 19f8 4c2e bb85 80f075ff2dd2“Cugino” era Laura Bonafede, cugina di Emanuele Bonafede, arrestato ieri insieme alla moglie, e figlia del boss di Campobello di Mazara. “Diletta” era invece Lorena Lanceri (indicata anche come “Lesto” o “Tramite”), pure lei ieri in manette, e che in quel modo firmava le sue lettere appassionate indirizzate a Matteo Messina Denaro (“…Quel regalo sei tu”). Ma nell’ordinanza con cui gip di Palermo, Alfredo Montando, ha disposto l’arresto ieri della coppia, spuntano altri alias, nomi in codice su cui si cerca di fare chiarezza per fare terra bruciata delle complicita’: Squallido, Romena, Bagnino, Blu, e Depry.

Una modalità ricorrente utilizzata nelle comunicazioni di e con il padrino di Castelvetrano, catturato a Palermo il 16 gennaio. Nel provvedimento d’arresto della sorella Rosalia, ad esempio, risalente a inizio marzo, era emerso che lei era “Fragolone”, altri “Ciliegina”, “Corvo” su cui sono in corso accertamenti per continuare a sgretolare il muro di protezione dell’ex latitante rimasto tale per 30 anni.

Un nome, per dire, ce l’aveva anche l’Alfa Romeo Giulietta in uso al Messina Denaro, indicata come “Margot”, trovata a Campobello di Mazara. Capire chi ci sia dietro quei nomi è tra i compiti che si sono dati i magistrati della procura di Palermo e gli investigatori del Ros e dei carabinieri del Comando provinciale.

“Mi manca tutto, anche guardare un film assieme”
Laura Bonafede, a esempio, scrivendo a chi salutava con “Amico mio”, cioè Messina Denaro, affermava: “In televisione c’è Il Re Leone, mi sarebbe piaciuto vederlo con Depry e ridere insieme alla frase: io rido in faccia al pericolo e il pericolo è il mio mestiere. Mi manca tutto, anche guardare un film assieme”.

Nei giorni a seguire sempre Laura Bonafede, si legge ancora nell’ordinanza, continuava a presentarsi, senza esito, all’appuntamento di sabato con il boss e “la perdurante assenza di notizie, unita alla malattia sofferta dal latitante, la rendevano inquieta: “Ho pensato che potevi essere andato a parlare allo ‘Squallido’. Insomma possono essere tanti motivi ma quello della Romena e dello Squallido sono gli unici che mi balenano nella mente)”.

“Domani – concludeva sconsolata – andrò nuovamente all’appuntamento, spero che questa volta non vada buca. Buona notte Amico mio. Ti voglio bene”.

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Messico: Eni scopre un nuovo pozzo di petrolio

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enimessicovertLa società energetica italiana Eni ha annunciato una nuova scoperta nelle sequenze del Miocene Superiore del prospetto esplorativo denominato Yatzil, situato nelle acque medio-profonde del Blocco 7 nel bacino di Sureste, al largo della costa messicana. Secondo le stime preliminari, il ritrovamento può contenere circa 200 milioni di barili di petrolio equivalente (Mboe) in posto.

Yatzil-1 EXP è il secondo pozzo perforato nel Blocco 7 e l’ottavo di successo per Eni in Messico nel Bacino del Sureste; si trova a circa 65 chilometri dalla costa e a 25-30km da altre scoperte. Il pozzo è stato perforato dall’impianto Valaris DPS5 Semisub in circa 300 metri di profondità d’acqua, raggiungendo una profondità totale di 2.441 metri. Yatzil-1 EXP ha incontrato oltre 40 metri netti di sabbie mineralizzate ad olio di buona qualità nelle sequenze del Miocene Superiore con eccellenti proprietà petrofisiche confermate da un’ampia acquisizione di dati.

La scoperta segue quelle di Saasken e Sayulita nel Blocco 10 e conferma il valore del portafoglio messicano di Eni, contribuendo al potenziale sviluppo sinergico di diversi prospetti localizzati nelle vicinanze.

La Joint Venture del Blocco 7 è composta da Eni, che è operatore con una quota del 45%, Capricorn 30% e Citla Energy 25%.

Il Messico è un paese chiave nella crescita organica di Eni, con una produzione attuale di oltre 30.000 barili di petrolio equivalente al giorno (boed) dall’Area 1, il cui completamento di sviluppo fasato è atteso nel 2025.

Eni è presente in Messico dal 2006 e nel 2015 ha costituito la sua controllata al 100% Eni Mexico S. de R. L. de C.V. Attualmente Eni detiene interessi in otto blocchi di esplorazione e produzione (sei come operatore), tutti situati nel Bacino di Sureste, nel Golfo del Messico.

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Kenya e Italia, l’eredità Mattarella

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5682 lQuattro giorni storici in cui l’amicizia tra Italia e Kenya esce decisamente rafforzata e non solo a parole.
La visita del nostro Capo di Stato Sergio Mattarella, e abbiamo avuto modo di ripeterlo più volte, ha consolidato rapporti già buoni ma soprattutto ha gettato un ponte verso il futuro con la firma di accordi importanti, di cooperazione con prestiti e doni per un valore complessivo di 100 milioni di euro e l’avvio del programma che abbatterà le barriere fiscali tra i due paesi, ovvero la famosa “doppia imposizione” che faciliterà transiti e affari, così come trasferimenti di beni o prodotti. Al di là del discorso economico, la presenza di Mattarella in Kenya ha aperto anche scenari nuovi sulla ricerca e sulla collaborazione a livello scientifico, culturale ed universitario.

Significativo in questo senso il discorso tenuto dal Presidente della Repubblica ieri mattina all’Università di Nairobi sugli effetti del cambiamento climatico che lui stesso ha definito “una sfida uguale sia per l’Europa che per l’Africa” così come già nel suo intervento alla State House di martedì aveva collegato la crisi climatica e la siccità al problema delle migrazioni.
Uno degli effetti pratici di questi argomenti sarà la ripresa delle costruzioni di tre dighe a nord del Paese, che già erano state appaltate a due società italiane e che erano state bloccate sia per irregolarità dopo l’appalto sia per la situazione di una delle due società coinvolte. La questione aveva portato anche alla rimozione dell’allora Ministro del Tesoro (governo Kenyatta) Henri Rotich. I progetti idrici si vanno ad aggiungere agli investimenti dell’Eni in Kenya, nel campo del carburante ecologico e delle energie rinnovabili.

Infine la cooperazione, con la firma di due protocolli d’intesa col governo Ruto, per avviare programmi di sostegno sia culturale che di riqualificazione urbanistica. Ieri il Presidente, accompagnato come sempre dalla figlia Laura, dopo l’università ha incontrato i fautori di “E4Impact” un incubatore di aziende che in 5 anni ha fatto nascere oltre 450 aziende keniane con lo sguardo alla sostenibilità. Letizia Moratti, la presidente dell’organizzazione avviata dall’Agenzia di Cooperazione allo Sviluppo con l’Università Cattolica di Milano e un gruppo di aziende di alto profilo, ha illustrato a Mattarella alcune di queste attività nel campo dell’agri-business, del riciclo e dell’ecosostenibilità. Era presente anche uno dei gioielli della creatività italiana, l’azienda di Kilifi “Seedlings”, creata dal designer italiano Roberto Gerosa e dalla collega e moglie argentina Fabiana Alcojor per salvare i baobab del Kenya, creando oggetti e accessori di pregio e mettendo in moto una catena produttiva che dà lavoro ad intere comunità.
Come il Presidente ha potuto appurare e ha rivelato durante l’incontro con la comunità italiana, evento che ha dimostrato la sua grande umanità, “i keniani sono entusiasti degli italiani in Kenya” e questo dovrebbe essere il punto fermo, l’iniezione di ottimismo, da cui prepararsi ad una nuova partenza verso un presente prossimo di soddisfazioni reciproche, che dovranno aiutare il Kenya a superare questo difficilissimo periodo di crisi e l’Italia ad avere il coraggio di investire nell’Africa subsahariana.

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Mandato di cattura internazionale per Putin

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161150970 42d7f24b b7e9 4806 81fa 4d1dfcc6cbabLa Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto per il presidente russo Vladimir Putin a proposito dell’invasione dell’Ucraina. Il tribunale dell’Aia ha accusato il capo del Cremlino di essere responsabile dei crimini di guerra che le sue truppe hanno commesso in Ucraina.

Putin, ha spiegato la Cpi, è accusato del “crimine di guerra di deportazione della popolazione” e di “trasferimento illegale della popolazione”, in particolare bambini dalle aree occupate dalle truppe di Mosca in Ucraina dall’inizio della guerra. “Ci sono fondate ragioni”, si legge nel comunicato dall’Aja, “per ritenere che Putin abbia responsabilità penali individuali per i crimini sopra menzionati”.

I giudici della Cpi hanno spiccato un mandato di arresto anche per la commissaria russa per i diritti dei bambini, Maria Lvova-Belova, accusata degli stessi crimini. Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, Kiev stima che siano oltre 16 mila i bambini trasferiti forzatamente in Russia o nelle zone occupate.

In precedenza, gli inquirenti delle Nazioni Unite avevano stabilito che la deportazione forzata di bambini ucraini equivaleva a un crimine di guerra. La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sull’Ucraina ha affermato che vi sono prove del trasferimento illegale di centinaia di bambini ucraini in Russia.

Il rapporto della Commissione afferma che la Russia ha commesso anche altri crimini di guerra in Ucraina, tra cui attacchi a ospedali, torture, stupri e omicidi volontari. La Russia ha ripetutamente negato di aver commesso crimini durante quella che chiama “operazione militare speciale”.

Le reazioni di Mosca e Kiev

“Le decisioni della Corte penale internazionale non hanno alcun significato per la Russia e dal punto di vista legale sono nulle”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

La presidenza ucraina ha definito “storica” la decisione della Corte penale internazionale e lo ha definito “solo un primo passo” per fare giustizia dopo l’invasione dell’Ucraina. “Questo è solo l’inizio”, ha aggiunto sui social il responsabile dello staff presidenziale ucraino Andriy Yermak.

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Il Governo dice sì al Ponte sullo Stretto e alla riforma del Fisco

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downloadIl Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega sulla riforma fiscale e  il decreto sul Ponte sullo Stretto. Via libera inoltre, su proposta del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, al disegno di legge sull’istituzione del Museo nazionale della Shoah a Roma. Stanziati 10 milioni di euro.

La delega fiscale approvata dal Cdm, comunica il Mef, “riscrive completamente l’attuale sistema tributario varato negli anni 70”. Le nuove regole, operative entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, vanno nella “direzione di semplificare e ridurre la pressione fiscale, favorire investimenti e assunzioni e instaurare un rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria nella logica di un dialogo mirato tra le parti secondo le esigenze di cittadini e imprese”.

Come cambierà il fisco

Con il disegno di legge delega varato oggi dal Cdm, illustra il Mef, viene garantita la “razionalizzazione e semplificazione dell’intero sistema Irpef (redditi agrari, fabbricati, finanziari, da lavoro dipendente, autonomo, d’impresa e diversi)”. La delega prevede anche la revisione delle tax expenditures, (oggi più di 600 voci) e l’equiparazione della no tax area per lavoratori dipendenti (8174 euro e pensionati 8500 euro).

Per quanto riguarda le imprese è prevista una riduzione dell’attuale aliquota Ires per chi investe e\o assume. Ci sarà anche una graduale eliminazione dell’Irap. Con l’istituzione del concordato preventivo biennale e il rafforzamento dell’adempimento collaborativo si riscrivono le regole della lotta all’evasione fiscale che diventa preventiva e non più repressiva.

Meloni: “Riforma attesa da cinquant’anni”

“Lo avevamo promesso e oggi manteniamo l’impegno: al via l’iter che entro 24 mesi darà vita a una rivoluzione fiscale che l’Italia attende da 50 anni. Una riforma strutturale e organica che si pone l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale per imprese e lavoratori, creare un nuovo rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti e incentivare la crescita e l’occupazione secondo il principio del “più assumi e investi e meno tasse paghi”, scrive la premier Giorgia Meloni.

“L’approvazione della Delega sulla Riforma fiscale è una vera e propria svolta per l’Italia. È una riforma epocale, strutturale e organica: una rivoluzione attesa da 50 anni con importanti novità a favore di cittadini, famiglie e imprese. Con il nuovo Fisco delineiamo una nuova idea di Italia, vicino alle esigenze dei contribuenti e attrattivo per le aziende”, aggiunge la premier, “la Riforma contiene una visione complessiva e programmatica che premia la lealtà e la responsabilità del contribuente, gettando le basi per un nuovo rapporto di fiducia con il Fisco. Grazie alla Riforma del sistema fiscale abbassiamo le tasse, aumentiamo la crescita e l’equità, favoriamo occupazione e investimenti”, aggiunge Meloni.

La nuova organizzazione del Mef

Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un Dpcm, presentato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che prevede la nuova organizzazione del Mef. Il testo prevede la creazione di un Dipartimento dell’Economia a cui sono attribuite competenze in materie di interventi finanziari (tra gli altri nei settori delle infrastrutture, sostegno all’export, garanzie pubbliche, sostegno sociale e all’expo), valorizzazione del patrimonio pubblico e gestione delle partecipazioni societarie dello Stato e tutela degli attivi strategici.

Al Tesoro vengono attribuite le competenze sulla programmazione economico-finanziaria, la gestione del debito pubblico, i rapporti finanziari europei e internazionali, la regolamentazione e vigilanza finanziaria. Si aggiunge la direzione per i rapporti con gli investitori e istituzioni finanziarie.

Entrambi i dipartimenti (Economia e Tesoro) si avvarranno del consiglio tecnico-scientifico degli esperti. Inoltre al dipartimento della Ragioneria è stato istituito l’ispettorato generale del Pnrr che, in continuità con il precedente servizio, svolgerà attività di coordinamenti nelle fasi di gestione, monitoraggio e rendicontazione del Pnrr. La riorganizzazione del Mef passa ora al vaglio del Consiglio di Stato e solo successivamente può diventare operativa.

“È un passaggio importante – dice Giorgetti – che va nella direzione della razionalizzazione del sistema coerente con i nuovi tempi dell’economia e in linea con il nuovo approccio europeo”.

Nel Ddl sull’Autonomia arriva l’insularità

Il Consiglio dei ministri ha poi dato il via libera alla modifica dell’articolo 9 del disegno di legge Calderoli sull’autonomia differenziata, con l’inserimento del principio di insularità. “E’ un decisivo passo in avanti “, ha commentato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Michele Pais, “che da prova del lavoro fatto insieme al ministro Calderoli, che rende il Consiglio regionale protagonista. Di questo sono orgoglioso”. Pais ha aggiunto che “l’iter per l’approvazione del Disegno di legge è ancora lungo, ma sono certo che il Consiglio regionale della Sardegna, saprà andare oltre le appartenenze politiche, e lavorerà per contribuire a un testo che possa dare risposte concrete alla nostra Isola. Questi sono i fatti concreti su cui sono impegnato per i sardi”.

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Teppisti ultras dell’Eintracht mettono Napoli a soqquadro

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190252562 643fc4c1 5f82 405f 9eaa 4c85925a1826Dopo le violenze che hanno preceduto la partita vinta dagli azzurri al Maradona contro l’Eintracht, ancora fibrillazioni a Napoli. Lancio di petardi e fumogeni sul lungomare. Gruppi di tifosi da due lati limitrofi agli alberghi, subito dopo il match, hanno gettato i petardi e poi sono stati dispersi verso via Chiatamone e lungo via Partenope.

Ad agire persone vestite di nero e con il volto coperto. La polizia ha risposto sparando fumogeni. Sul posto anche gli idranti.

Il grosso del gruppo dei tifosi tedeschi è in albergo, ma alcuni potrebbero essere usciti. A lanciare i petardi potrebbero essere stati anche ultrà partenopei. La scaramuccia è durata poco tempo. Al momento i gruppi dovrebbero essere dispersi.Prima della partita di Champions la città è stata ostaggio di violenze e devastazioni. Piazza del Gesù, a Napoli, e la vicina via Calata Trinità maggiore, prima delle 18 di mercoledì pomeriggio erano un tappeto di vetri, immondizia, residui di fumogeni e lacrimogeni, acqua degli idranti utilizzati dalle forze dell’ordine.

A scatenare le violenze è stata la calata in città di centinaia di ultrà dell’Eintracht Francoforte che si sono ribellati al divieto della vendita di biglietti ordinata dal Viminale e a poche ore dal ritorno degli ottavi di Champions al Maradona hanno cercato lo scontro con gli odiati rivali partenopei.

Circa 400 supporter tedeschi erano arrivati ieri sera a Salerno, e da quella città avevano preso il treno per Napoli. Sono senza biglietto, vista la battaglia finita anche davanti al Tar che ha reso definitivo il divieto di vendita per loro a causa degli scontri in Germania dell’andata, quando il Napoli vinse 2-0. Ma tutti hanno regolarmente pagato un albergo nel capoluogo campano. E’ passata la mezzanotte da 30 minuti quando in piazza Bellini un gruppo di dieci persone con il volto coperto e vestite di nero scaglia bottiglie di vetro contro il bar Alkymya Bellini.

Sul posto arrivano i carabinieri, chiamati da militari dell’Esercito di vigilanza in piazza. Sono diversi ultrà dell’Eintracht Francoforte. Il bar è chiuso, e quindi il lancio è senza conseguenze se non piccoli danni.Poi ci sono un corteo e due episodi di tentata aggressione ai tifosi tedeschi con protagonisti gruppi di ultrà del Napoli. Agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale notano in piazza Dante la presenza di circa 100 tifosi partenopei della curva B divisi in piccoli gruppi; uno di questi, quando vede la volante, si disperde abbandonando 5 aste di bandiera in plastica, due fumogeni e un razzo.

Nelle ore successive, circa 150 tifosi della curva A, molti dei quali a volto coperto e armati di aste di bandiere, dopo essersi riuniti sempre in piazza Dante, vanno in corteo verso l’albergo che ospita i tifosi tedeschi, ma vengono fermati. Sempre nell’area dell’albergo, nel corso della notte, vengono allontanati altri gruppi di tifosi napoletani armati di pietre, bottiglie e aste di bandiere.

Arriva il giorno, e la tensione sale. Sono circa le 13 quando oltre seicento tifosi dell’Eintracht Francoforte  lasciano  come in corteo il loro albergo sul lungomare e attraversano tutto il centro per arrivare fino in piazza del Gesù, ‘marciando’ lungo la Riviera di Chiaia, passando per via Calabritto, piazza dei Martiri, via Chiaia, attraversato piazza Trieste e Trento, piazza Municipio e via Monteoliveto.

A seguire il corteo la polizia, mentre la zona viene sorvegliata dall’alto da un elicottero. In piazza, sembrano solo voler mangiare pizza e bere birra. Un cordone della polizia in tenuta antisommossa, con camionette, cintura la zona, e l’elicottero continua a passare.

Sono circa le 17 quando tutto precipita. Dalla zone più popolari di Napoli arrivano verso via Calata trinità maggiore decine di persone, pronte a coprirsi il volto. Probabilmente hanno mazze, aste di bandiera. Di sicuro hanno fuochi d’artificio, non potenti, anzi innocui, e qualcuno comincia a spararli in orizzontale verso gli ultrà dell’Eintracht. E la reazione non manca. Rabbiosa. I tedeschi afferrano e lanciano tutto e in ogni direzione, sedie bottiglie, pietre. La polizia tiene separati i due gruppi. Partono i lacrimogeni, arriva l’idrante. Il parapiglia è totale. Turisti e passanti cercano rifugio nei negozi e nella chiesa del Gesù nuovo, la cui facciata restaurata è stata restituita alla città solo ieri. I egozianti chiudono in fretta le porte.

Un’auto della polizia viene incendiata. Molte quelle danneggiate e con i vetri in frantumi. Vetrine rotte anche per le attività commerciali della zona. Paura, colluttazioni, grida. Per usare una espressione trita, scene da guerriglia urbana.

Poi i poliziotti riescono a riportare la calma, a gestire i tifosi tedeschi, facendoli salire su bus dell’Anm che li riportino in albergo. Un viaggio di ritorno non facile, con gruppi di tifosi napoletani che a tratti lanciano pietre contro quei mezzi. Nessuno sembra sinora si sia fatto male, né in piazza né a bordo dei bus. Il lungomare, intorno ai due alberghi è blindato.

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Napoli: guerriglia urbana tra tifosi

napoli eintracht: a police car set on fire

napoli eintracht: a police car set on fire

Aumenta la tensione nel centro di Napoli dove si sono radunati da stamattina i tifosi dell’Eintracht Francoforte.

Guerriglia in pieno centro a Napoli dove si sono verificati scontri tra i tifosi dell’Eintracht e decine di persone con il volto coperto da caschi. Via Calata Trinità Maggiore, nel cuore della città, è stata teatro del lancio di oggetti con bidoni della spazzatura rovesciati. È lì che è stata incendiata l’auto della Polizia. Terrore tra i passanti e i commercianti della strada. Gli scontri sono iniziati quando i tifosi tedeschi, che da stamattina in corteo avevano raggiunto piazza del Gesù dal lungomare, dovevano salire sui bus che li avrebbero riportati nell’albergo dove alloggiavano. A quel punto sono comparsi diverse decine di facinorosi con il volto coperto che hanno ingaggiato uno scontro mentre la Polizia, in assetto antisommossa, era impegnata a dividere le fazioni e a disperdere gli ultras.

È iniziato il trasferimento dei tifosi tedeschi che sono stati fatti salire su alcuni bus del servizio pubblico che stanno per lasciare Piazza del Gesù, dove si sono verificati scontri. Protetti da un cordone di polizia i supporter dell’Eintracht vengono diretti per il momento verso la zona di via Medina.

Durante il passaggio degli autobus in via Monteoliveto, gli autobus con a bordo i tifosi dell’Eintracht Francoforte sono stati fatti oggetto di lancio di pietre e bottiglie da parte di ultras napoletani assiepati lungo la strada. Il vetro di uno degli autobus si è scheggiato.

Le poche informazioni acquisite dalla Polizia tedesca e una eventuale temuta “caccia all’uomo” da parte di ultras azzurri stanno tenendo in apprensione le forze dell’ordine partenopee delegate a tenere sotto controllo eventuali contatti tra le tifoserie dell’Eintracht Francoforte e del Napoli. Il dispiegamento di forze è imponente: sono in allerta ben 800 uomini e finora non si sono verificati episodi particolarmente critici. I 400 tifosi della squadra tedesca giunti ieri in treno da Salerno, sono stati tutti dislocati sul lungomare della città, nell’hotel Continental, accanto all’hotel Vesuvio dove invece alloggia la loro squadra.

La Digos di Napoli ha fortemente consigliato alle forze di polizia tedesche e ai supporter dell’Eintracht di rimanere in albergo per evitare contatti. Nessuno di questi tifosi potrà assistere all’incontro di Champions League di stasera in quanto la società tedesca si è rifiutata di avvalersi dei biglietti per il settore ospiti dello stadio Maradona messi a disposizione dalla SSCNapoli. Non è escluso quindi che possano andare in giro per la città, come dei turisti, esponendosi però così al contatto con la tifoseria avversaria. Proprio per questa ragione la Polizia di Stato sta tenendo sotto stretto monitoraggio loro e soprattutto i vari gruppi del tifo azzurro in tutta la città, da piazza Dante, dove ieri se ne erano concentrati ben 120, a piazza Sannazzaro. Sotto accurato controllo anche gli abituali ritrovi dei gruppi ultras, come i Fedayn. In sostanza, sotto il coordinamento della Prefettura, la Questura di Napoli, con la collaborazione di tutte le forze dell’ordine, ha predisposto un servizio di ordine pubblico “ad hoc” per la gara, finalizzato a evitare gli scontri ventilati anche sui social. Non è escluso che in giornata, possano approdare in città, alla spicciolata, altri gruppi di tifosi dell’Eintracht, ma anche questa eventualità è sotto stretto monitoraggio.

Nella nottata, lungo il tragitto tra la Stazione centrale di Napoli, dove erano arrivati, e il lungomare, dove si trova uno degli alberghi che li ospita, all’altezza di via Marina, il bus dei tifosi dell’Eintracht Francofort è stato fatto oggetto del lancio di ‘razzi’ segnalatori e di oggetti contudenti, per fortuna senza che nessuno rimanesse ferito.
Uno degli alberghi del lungomare, dove soggiornano i supporter tedeschi, è guardato a vista da agenti di polizia. Una cintura di ‘sicurezza’ che nella notte era molto più folta. Non si esclude in giornata l’arrivo di altri tifosi dopo i primi 400 che sono stati già identificati dalle forze dell’ordine.

ansa.it