Italia. Si sblocca il rilascio dei passaporti

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b13661fb73ef559fe713c895bf904f77Nei primi due mesi dell’anno sono stati rilasciati 412.385 passaporti con una previsione di raggiungere, nel corso del 2023, circa due milioni e mezzo di documenti di espatrio.

Sono le cifre rese note oggi dalla polizia di Stato che sembrano far rientrare l’emergenza alla luce del piano straordinario, “uno sforzo poderoso”, messo in campo dalle Questure su tutto il territorio.
Una vicenda che nelle scorse settimane era arrivata all’attenzione del Parlamento con alcune interrogazioni che avevano sollevato il problema dei ritardi nel rilascio del documento in diverse provincie.

Nella sola giornata di ieri sono stati emessi 12.007 passaporti.

“Le misure straordinarie adottate dalle questure – si afferma in una nota – consentono di rassicurare i cittadini sull’esito positivo, nei tempi previsti, di tutte le richieste, anche non connotate dall’urgenza”.
Uno sforzo organizzativo messo in atto sul territorio con l’aggregazione di personale, la creazione di task force dedicate esclusivamente all’acquisizione delle istanze degli utenti e alla loro lavorazione. Per superare le criticità, inoltre, sono stati ampliati i giorni e gli orari di apertura al pubblico e in alcuni casi veri e propri open day nei week end che hanno consentito l’acquisizione delle istanze connotate da urgenza in modalità alternative all’agenda on line.
“L’avvio di monitoraggi quotidiani della medesima agenda al fine di rimodulare ad horas la disponibilità per le prenotazioni, hanno consentito – prosegue la nota – di rispondere in maniera efficace alla massiccia ed imprevista impennata di richieste”. I dati disponibili evidenziano, al netto della flessione registratasi nel periodo pandemico, l’aumento dei passaporti rilasciati nell’anno appena passato (1.815.828) rispetto al 2019 (1.783.415), al 2018 (1.649.324) e al 2017 (1.485.057).
Parallelamente prosegue l’interlocuzione del Dipartimento della pubblica sicurezza con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, per l’adozione di iniziative volte ad incrementare la capacità produttiva di libretti in bianco. “Per garantire il diritto costituzionale alla libertà di movimento – spiega la nota della polizia – le istanze sostenute da adeguata e documentata motivazione di urgenza (viaggi per motivi di studio, lavoro, salute e turismo) sono, in ogni caso, ricevute ed evase da parte dei competenti Uffici, anche al di fuori della prenotazione effettuata tramite la piattaforma Agenda on line”.
Inoltre, tenuto conto che risultano in corso di validità oltre 11 milioni di passaporti e che i documenti in scadenza al 31 dicembre sono circa 900.000, si ritiene che le misure straordinarie adottate dalle Questure consentono di rassicurare i cittadini circa l’esito positivo, nei tempi previsti, di tutte le richieste, anche non connotate dall’urgenza. (ANSA).




In carcere la sorella di Messina Denaro

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d782b9c5501909fd5e3ba5580e01d377I carabinieri del Ros hanno arrestato, con l’accusa di associazione mafiosa, la sorella del boss Matteo Messina Denaro, Rosalia.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Palermo.

Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe aiutato per anni il fratello a sottrarsi alla cattura e avrebbe gestito per suo conto la “cassa” della “famiglia” e la rete di trasmissione dei ‘pizzini’, consentendo così al capomafia di mantenere i rapporti con i suoi uomini durante la sua lunga latitanza. E’ stato un appunto dettagliato sulle condizioni di salute di Matteo Messina Denaro, scritto dalla sorella Rosalia e da lei nascosto nell’intercapedine di una sedia, a dare agli investigatori l’input che ha portato, il 16 gennaio scorso, all’arresto del capomafia.  Lo scritto è stato scoperto dai carabinieri del Ros il 6 dicembre scorso mentre piazzavano delle cimici nella abitazione della donna.  Mentre cercano il posto giusto per nasconderle, i militari scoprono un appunto all’interno di una gamba cava di una sedia.

In uno degli appunti il boss ricorda al destinatario l’esistenza di una grossa provvista (64.100 euro) e le spese già affrontate (12.400 euro). E impartisce a chi avrebbe ricevuto il messaggio l’ordine su quanto spendere per il periodo successivo (“per il prossimo periodo devi spendere di nuovo 12.400”).
“Tale espressione – scrive il gip che ha arrestato Rosalia Messia Denaro – rivela con certezza l’esistenza di un fondo riservato: il tenore della espressione devi lascia certamente intendere che si tratta di somme da utilizzare non per il personale soddisfacimento di chi le aveva in custodia, ossia il destinatario del pizzino, ma assai verosimilmente doveva essere costui a sua volta a distribuire il denaro a terzi”.
Natura della provvista, per i pm, è la “cassa”, “espressione oramai divenuta notoria con la quale le famiglie di Cosa nostra – continua il giudice – indicano la giacenza alimentata dai proventi illeciti di denaro in contanti, pronta a essere utilizzata, con cui l’articolazione o il mandamento mafioso fa fronte alle spese per i detenuti, per le loro famiglie, per gli onorari dei legali e più in generale per i bisogni degli associati”.

Nel provvedimento si sottolinea il ruolo non certo occasionale, ma certamente strutturato della donna “come dimostrato dal lungo pluriennale arco temporale cui i conteggi della ‘cassa’ sono riferibili e dalla costante opera di gestione rassegnata dalla Messina Denaro al fratello latitante con periodici resoconti delle spese e dei residui fondi a disposizione”. “Mi fai scmpre lo spekkietto finale, così so quanto è la cassa”, si legge in uno dei pizzini trovati rivolti dalla donna al boss.
“Assecondando i ritmi imposti dai continui e incessanti arresti che hanno flagellato e decimato la famiglia di sangue del latitante, Rosetta, nome in codice Fragolone (così la indicava il fratello nei biglietti ndr) ha negli anni svolto il ruolo può dirsi forse più affidabile: quello di referente per tutti gli affari di famiglia e quella di fedele detentrice del denaro contante”, conclude.

ansa.it




L’edizione 2023 dell’Italian Design Day a Città del Messico

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italiandesigndayvertSi svolgerà giovedì 9 marzo alle ore 20 la celebrazione dell’Italian Design Day 2023 a Città del Messico. L’evento, in programma nella sede dell’edizione 2022 del progetto Maison Diez Company, vedrà quest’anno la partecipazione di Ludovica Serafini, dello studio Palomba Serafini, e il ritorno in terra azteca della specialista nella progettazione dei colori, dei materiali e delle finiture Francesca Valan, con l’installazione Comemos los mismos colores (Ingeriamo gli stessi colori).

L’Italian Design Day è una manifestazione tematica annuale lanciata nel 2017 dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Comprende un ricco palinsesto di appuntamenti promozionali realizzati dalla rete delle Ambasciate, dei Consolati, degli Istituti Italiani di Cultura e degli Uffici ICE all’estero che negli anni si è affermata come un efficace strumento di promozione globale del design del Bel Paese.

Il tema dell’edizione 2023 è: “La qualità che illumina. L’energia del design per le persone e per l’ambiente”.

Ludovica Serafini ha fondato con Roberto Palomba lo studio di architettura e design che porta i loro cognomi nel 1994. Il segno distintivo dei progetti che concepiscono nasce dalla combinazione di una visione contemporanea della società e delle esigenze delle persone con un’ampia conoscenza delle radici storiche e culturali del contesto in cui vengono realizzati, producendo risultati che fondono il passato con il futuro. Questo approccio unico e personale rende la realtà di Palomba Serafini Associati particolarmente sensibile alle questioni relative alla funzione e alla necessità di creare prodotti e architetture di lunga durata. Lo studio nei suoi 25 anni di attività ha ricevuto numerosi premi internazionali come Compasso D’Oro, Elle Decoration International Design Award, l’Ahead Award, Red Dot, Design Plus, Good Design Award, German Design Award e Ahead Award.

Francesca Valan ha partecipato a Città del Messico alla quinta edizione dell’IDD nel mese di ottobre del 2021, assieme al designer, architetto e accademico Michele De Lucchi. In quell’occasione è stata anche curatrice della sezione italiana della mostra Ornamento Semántico, promossa dall’artista messicano Raymundo Sesma e allestita negli spazi espositivi del Museo d’Arte di San Pedro nella città di Puebla.

L’edizione 2023 dell’IDD è organizzata dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con Maison Diez Company, un progetto che dal 2018 è diventato una delle mostre più rilevanti nel panorama del design dedicato all’illuminazione in Messico.

da puntodincontro.mx




USA. De Santis verso la candidatura repubblicana. Sfiderà Trump

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224647745 95e2ee15 d0fa 462b 8926 030abce045a1Il governatore della Florida Ron DeSantis non si è ancora candidato ufficialmente per la Casa Bianca in vista delle elezioni del 2024 ma intanto ha pubblicato un nuovo memoriale, e messo in rete un video in stile campagna presidenziale. A 44 anni DeSantis è considerato il più probabile sfidante di Donald Trump all’interno del Partito repubblicano.

Ogni sua mossa viene passata sotto scrutinio, alla ricerca di indizi da candidato. L’ultimo è un video di due minuti in cui il governatore si rivolge agli elettori, e in cui appaiono immagini di bandiere americane e di commentatori che lo definiscono un “vincente”.

“La Florida – sostiene nel video – è la prova concreta che noi non siamo destinati a fallire. Il declino è una scelta Il successo è alla portata. E la libertà è qualcosa per cui vale la pena combattere“. Insieme alla clip è uscito un nuovo memoriale, “The Courage to Be Free”, “Il coraggio di essere liberi”, diventato subito un best-seller e considerato il passo necessario che anticipa ogni candidatura. La scorsa settimana il governatore ha riunito a Palm Beach donatori e sostenitori, cioe’ a un passo dal resort di Mar-a-Lago dove vive il suo “avversario”, Donald Trump.

Ma ufficialmente i due non sono ancora “sfidanti”. DeSantis, pero’, nel frattempo sta cominciando a girare l’America e ad arricchire di tappe il suo tour, da New York a Philadelphia e Chicago. La moglie, Casey DeSantis, ha annunciato che la Florida ha assunto 1400 poliziotti, come segno di quella “Law & Order” ‘Legge e ordine’, che è da sempre lo slogan elettorale di Trump.

Nei prossimi giorni il governatore tornerà di nuovo a incontrare gli elettori, ma intanto salterà l’appuntamento che si è aperto oggi a Washington Dc, il Cpac, la convention repubblicana. DeSantis si terra’ lontano per evitare un palcoscenico che sarà dominato da Trump e dai suoi fedelissimi, inclusi i membri della famiglia.

E anche perché, al momento, i sondaggi non sono positivi per il governatore: da quello di Fox News al più recente realizzato da Emerson College, Trump ha un vantaggio su DeSantis che varia dai 15 ai 25 punti di percentuale. Ma per ridurre o annullare quel distacco il governatore deve fare solo una cosa: candidarsi ufficialmente e sfidare Trump, cioè fare quello che tutti i potenziali candidati vorrebbero evitare, per non dover fare i conti con la rovente base repubblicana. Ma quel bivio per DeSantis si avvicina. Il video e il nuovo memoriale sembrano le ultime tappe di avvicinamento, prima del grande annuncio.

agi.it




Mattarella rende omaggio alle vittime del naufragio di Crotone e visita i superstiti

++ mattarella assicura pieno sostegno ai profughi ++

++ mattarella assicura pieno sostegno ai profughi ++

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Crotone ha reso omaggio alle vittime del naufragio dei migranti avvenuto domenica nelle acque di Steccato di Cutro.

Mattarella si è trattenuto in raccoglimento davanti alle bare nella camera ardente al palazzetto Palamilone.

Il capo dello Stato si è trattenuto da solo davanti ai feretri per alcuni minuti. Tanti gli applausi che i cittadini hanno riservato a Mattarella. “Presidente, vogliamo giustizia e verità”, hanno gridato alcuni. Anche la segretaria del Pd Elly Schlein oggi sarà a Crotone. 

IL BILANCIO DEL NAUFRAGIO SALE A 67 MORTI – Il naufragio del natante partito dalla Turchia ha provocato la morte accertata, al momento, di 67 persone tra cui anche donne e bambini. Il Capo dello Stato, prima di recarsi alla camera ardente, aveva visitato in ospedale i 15 migranti superstiti. L’arrivo di Mattarella è stato preceduto da alcuni pacchi contenenti giocattoli fatti consegnare dal presidente ai piccoli degenti superstiti che si trovano nel reparto di pediatria: soprattutto peluche, pianole e piccoli robot telecomandati. Il capo dello Stato si è anche intrattenuto nel palazzetto con i familiari. Davanti all’atrio del nosocomio tra operatori e degenti in tanti hanno applaudito il presidente, che è apparso particolarmente commosso. “Presidente non ci abbandoni”, gli ha chiesto la folla all’uscita dall’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone.

ansa.it




Kenia. E’ morta Michela, la turista italiana ustionata a Watamu

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5664 mNon ce l’ha fatta Michela Boldrini, la trentanovenne turista di Sarnico, in provincia di Bergamo, che da una settimana era ricoverata all’ospedale Aga Khan di Mombasa a causa delle ustioni riportate nell’incendio del resort italiano Barracuda Inn di Watamu, avvenuto martedì scorso.
La donna, che era in vacanza insieme con il cugino Mattia Ghilardi, originario della Valtellina, era al termine della sua vacanza e sarebbe dovuta partire il giorno dopo.
Proprio per questo, aveva raccontato Mattia a malindikenya.net, istintivamente i due invece di scappare velocemente dall’hotel, avevano provato a rientrare in camera per recuperare i documenti di viaggio e qualche effetto personale. Ma nel giro di trenta secondi le fiamme si erano fatte così vicine che i due sono stati avvolti da un calore tremendo e hanno riportato ustioni gravi.
I medici dello Star Hospital, che hanno fornito le prime cure ai due e all’unica altra turista ricoverata, una donna napoletana, hanno subito giudicato Michela Boldrini in condizioni gravi anche se si sulle prime si sperava non fosse in pericolo di vita. La donna è stata trasportata a Mombasa ed ammessa immediatamente nell’unità di terapia intensiva dell’Aga Khan.

Nonostante le cure del caso, le condizioni della turista bergamasca si sono aggravate giorno dopo giorno, fino a sembrare irreversibili.
Questa mattina il triste verdetto, proprio mentre la madre stava per atterrare a Mombasa, sperando di poterla vedere ancora viva. L’Ambasciata d’Italia in Kenya, tramite il Consolato Onorario, ha seguito fin dall’inizio la triste vicenda in contatto con le autorità locali e ha fornito assistenza.
Ora il dolore per una perdita drammatica ed evitabile è troppo grande per discutere delle ovvie problematiche che riguardano le località turistiche della costa, di cui peraltro il governatore della Contea di Kilifi Gideon Mung’aro ha discusso ieri con gli attori del settore turistico di Watamu, tra proposte e promesse che speriamo siano attuate velocemente.

da malindikenia.net

 




Le crisi internazionali spingono le aziende italiane in Africa

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073736849 a78e72f3 228f 4d8f 9aef ed1916ea0a00Con la pandemia di coronavirus prima e il conflitto russo-ucraino poi, l’economia occidentale sta vivendo una stagione d’incertezza, con il settore industriale che deve fronteggiare anche l’inflazione galoppante.
In questo quadro di contesto, molte imprese italiane, dopo aver puntato su Middle e Far Est, stanno tracciando la rotta verso sud e iniziano a guardare con interesse al continente africano, merito del dinamismo dei mercati e della progressiva crescita demografica.

I dati parlano chiaro: nel 2021 le esportazioni italiane in Africa hanno registrato un fatturato complessivo pari a 18 miliardi di euro. I Paesi che trainano il Made in Italy sono Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Libia e Sudafrica. Mentre è la Lombardia a guidare le esportazioni, seguita da Sardegna, Sicilia, Liguria, Emilia-Romagna e Veneto.

Nel dettaglio l’export italiano in Africa si suddivide in 12 miliardi di euro in Nordafrica (Egitto 3,8 miliardi, Tunisia 2,9, Marocco 2,2, Algeria 1,8, Libia 1,1) e 6,1 miliardi nell’Africa subsahariana, dove i principali mercati sono la Repubblica Sudafricana (2,3 miliardi), la Nigeria (1 miliardo), Senegal e Angola (0,3 miliardi), Ghana e Kenya (0,2 miliardi). In particolare nell’Africa subsahariana la cifra è salita dai 5 miliardi del 2020 ai 6,1 miliardi del 2021 (+21%) e si prevede che crescerà del 5,6% nel 2022.

Del resto, l’Africa è in continua trasformazione sia sul piano economico che sociale, vanta 54 Stati, una popolazione di 1,3 miliardi persone, per il 50% giovani under 20 anni, e un Pil che negli ultimi 15 anni è raddoppiato. Qui il Belpaese può giocare un ruolo sempre più da protagonista, investendo sul capitale umano e contribuendo allo sviluppo della società africana.

Non solo grandi infrastrutture, dalla logistica al digitale, ma anche energia e agroalimentare. Diversi i progetti finalizzati alla creazione di intere filiere produttive, supportati dalle istituzioni italiane, la rete diplomatica, Cdp, Sace, Simest, ICE-Agenzia e il Sistema Confindustria. Seguendo una duplice strategia: da un lato, la partecipazione attiva ai programmi europei su base multilaterale; dall’altro, lo sviluppo di rapporti bilaterali strutturati tramite i quali le imprese italiane possono raccogliere interessanti opportunità nel continente africano.

Lo spiega all’AGI Sergio Tommasini, consigliere di Confindustria Assafrica e amministratore delegato di Airone Seafood, azienda di Reggio Emilia attiva nel settore delle conserve ittiche a base di tonno, che ha il proprio stabilimento produttivo ad Abidjan, dove sorge il più grande porto peschereccio dell’Africa occidentale: “In Costa d’Avorio operiamo in zona franca e questo comporta dei vantaggi competitivi legati a una decontribuzione del 50% dei costi di elettricità, acqua e carburante – dichiara Tommasini –. Quindi fare impresa in Africa risulta essere un beneficio netto anche rispetto alla situazione complicata che altre imprese energivore hanno vissuto e stanno vivendo tuttora ad altre latitudini”.

In questo caso, i vantaggi competitivi che il governo ivoriano garantisce alle imprese estere che investono sul suo territorio si abbinano a precisi oneri sociali, con avanzate politiche di welfare adottate direttamente dalle imprese: “Basti pensare ai prestiti per la scolarizzazione dei figli dei dipendenti o al supporto economico ai funerali dei familiari – fa sapere Tommasini –. Oppure alla cantina sociale, per permettere agli operai ivoriani di godere di un’alimentazione salutare e controllata dal nostro centro medico o al sostegno economico per il trasporto da casa al luogo di lavoro”.




Odoguardi (MAIE): la fuga dei giovani italiani all’estero è la vera emergenza

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odoguardi“Mentre in Italia ci si occupa spesso della questione immigrazione, il tema legato all’emigrazione degli italiani verso l’estero viene spesso trascurato. Eppure è la vera emergenza. Penso soprattutto alle nuove generazioni. Come Italia formiamo i nostri giovani, investiamo su di loro, assicurando a ragazze e ragazzi un’educazione e una preparazione che pochi altri Paesi possono offrire; ma poi li lasciamo andare via, perché non siamo in grado di offrire loro quanto si meriterebbero”. A dichiararlo in una nota Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.
A indicare la “vera emergenza” ci sono, secondo Odoguardi, tutte le statistiche che “parlano chiaro: da Nord a Sud, è fuga verso l’estero”. Per portare un esempio il vicepresidente del MAIE ha portato quello della regione Marche, in cui “negli ultimi dieci anni è triplicato il numero dei giovani italiani che hanno deciso di cercare nuove opportunità di vita e di lavoro oltre confine. In Calabria, poi, è emergenza: secondo il rapporto dell’Istat su Migrazioni interne e internazionali della popolazione residente 2021, è la regione con il maggiore tasso di emigratorietà: si parla di circa otto residenti ogni mille abitanti. Dal Sud si emigra verso Nord, ma sono moltissimi coloro che alla fine decidono di trasferirsi in un altro Paese europeo o persino oltreoceano”.
“Non possiamo continuare così. Vanno create le condizioni – ha aggiunto Odoguardi – per cui un giovane italiano possa essere libero di decidere di restare nella propria terra natale e non obbligato a partire perché a casa propria non vede un futuro. Vanno inoltre trovati nuovi incentivi per poter richiamare in Patria quei tanti cervelli in fuga che oggi lavorano all’estero ma che sarebbero pronti a tornare in Italia, se solo potessero lavorare e guadagnar come lo fanno oltre confine”.
“Come MAIE – ha sottolineato infine il vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero – siamo fortemente convinti che si debba fare di più per garantire un futuro e una buona qualità di vita ai nostri giovani; siamo da sempre in prima linea per portare la nostra visione culturale e politica all’interno del dibattito politico italiano e sui tavoli che contano. Anche su questa questione, lavoreremo per dare il nostro contributo affinchè per le nuove generazioni partire sia solo una scelta e non l’unica alternativa possibile”. (aise) 




La “first lady” USA atterra a Napoli, ordina le pizze e riparte

pizze in aereo per la first lady usa atterrata a napoli

pizze in aereo per la first lady usa atterrata a napoli

Dieci margherite e nove pizze alla diavola con salame, ordinate in volo e prelevate all’aeroporto di Napoli per una cena prima di ripartire per Washington.

Sono arrivate ieri sera, nella base della marina americana, dove è atterrato per uno scalo tecnico alle 21.45 il volo che portava la first lady degli Usa Jill Biden, in sorvolo dall’Italia e di ritorno dalla sua visita in Kenya.

A preparare le pizze è stato Enzo Coccia, titolare di uno storico locale di Napoli, che le ha portate in persona alla base alle 21.30, in tempo per la rapida consegna al volo per una cena napoletana in tragitto verso gli Usa.

L’aereo, infatti, è atterrato, ha caricato le pizze ed è subito dopo decollato.

ansa.it




Elly Schlein, la prima donna alla guida del Pd

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123529674 87833744 d78e 429d 8beb 03211f1213b6Da una parte, ci si prepara a governare un partito spaccato nei numeri, cercando di non ripetere errori del passato. Dall’altra ci si lecca le ferite, in attesa di fare una analisi della sconfitta che, con il senno di poi, può risultare meno sorprendente di quello che risulta. Questo il quadro nei due campi del Partito Democratico che si sono confrontati alle primarie, chiuse ieri sera con la vittoria di Elly Schlein.

Tra i sostenitori di Bonaccini il clima è così mesto dal consigliare di rimandare di qualche giorno riunioni per fare il punto sul risultato. Un dirigente di peso vicino al governatore, tuttavia, affida all’AGI la sua personale analisi di quanto accaduto. “La prima cosa che ha pesato è stata la rabbia dei nostri elettori dopo la sconfitta alle elezioni politiche”. Rabbia che si è sfogata punendo quelli che erano identificati direttamente con il Pd come lo si è conosciuto fino ad oggi: “La gente ha voluto una rottura totale con il passato” e ha scelto l’offerta che appariva più innovativa”.

Assieme a questo “voto di opinione” c’è, però, un altro elemento che viene individuato dai sostenitori di Bonaccini: “Il voto di opinione è stato netto, ma è chiaro che c’è stata tutta una schiera di persone che sono rientrate e che volevano regolare i conti con il passato”. Il riferimento è agli ex di Articolo Uno che sono tornati a votare al congresso del Pd in virtù del percorso costituente avviato da Enrico Letta. Ora, il rischio che si percepisce nell’area liberal e riformista è che, “se non si gestisce bene questa fase, un pezzo di Pd potrebbe andarsene”. Non tanto e non solo i dirigenti, “ma soprattutto gli elettori che potrebbero non riconoscersi più in questa offerta politica”.

Da qui gli appelli di due dirigenti di primo piano come Enrico Borghi Alessandro Alfieri. Le novità di un voto diversificato tra iscritti ed elettori e di cambio di linea politica richiedono sensibilità e intelligenza per tenerci uniti”, avverte Borghi. “Molti sono preoccupati delle dinamiche che, se non gestite, può innescare l’esito del voto”, spiega Alfieri: “Tuttavia ho l’esperienza per sapere che, in politica come nella vita, si cade e ci si rialza. Sarò, saremo leali con la nuova segretaria”, aggiunge il senatore dem.

Dal fronte opposto, tra chi ha sostenuto Elly Schlein, si sottolinea la necessità di non ripetere gli errori del passato. “Ci vuole un cambio netto rispetto al passato, sotto molti aspetti”, spiega una fonte della sinistra dem, “per non ripetere gli errori del passato quando, per cercare l’unanimità a tutti i costi si sono conservati alcuni assetti dando l’impressione che il partito non si rinnovasse mai”.

La prima prova davanti alla quale si troverà la neo segretaria sarà quella che riguarda i gruppi parlamentari ‘disegnati’ dalle liste di Enrico Letta. Le due capigruppo, per decisione dello stesso Letta, sono state prorogate “fino a conclusione del congresso”, per essere rinnovate con la nuova segreteria. Tra le fila di Schlein c’è apprezzamento per il lavoro compiuto fin qui da Simona Malpezzi e Debora Serracchiani a Palazzo Madama e Montecitorio, ma c’e’ anche la consapevolezza che occorre dare un segnale di rinnovamento. I nomi in campo sono quelli di Chiara Braga e Chiara Gribaudo, per il gruppo alla Camera, e di Francesco Boccia o Anna Rossomando, per quello al Senato. Per la segreteria si fa il nome di Marco Furfaro come vice di Schlein ma un posto di rilievo potrebbe spettare anche a Peppe Provenzano: il vicesegretario uscente potrebbe essere indicato come presidente del partito.

Ma la discontinuità riguarderà anche e soprattutto la linea del partito riguardo alle alleanze. “Il 14 e 15 maggio si vota per le amministrative e la nuova segreteria dovrà fare nuove scelte di campo”, sottolinea Francesco Boccia: “Schlein avrà la forza di consentire al Pd di fare il salto di qualità unendo la sinistra. La rottura dell’alleanza con i 5 Stelle ci ha fatto perdere le elezioni”. Il presidente M5s, Giuseppe Conte, facendo gli auguri di buon lavoro a Elly Schlein, sottolinea anche che gli “elettori Pd hanno chiesto un cambiamento rispetto a chi ha barattato le misure del Conte II su lavoro, ambiente, poverta’, sostegno a imprese e ceto medio con la vuota agenda Draghi. Su questi temi noi abbiamo gia’ da tempo progetti chiari”. Piu’ di una mano tesa nei confronti della nuova segretaria dem.

agi.it