Addio a Raquel Welch, sex symbol di Hollywood

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220513947 d3d99669 43d1 4827 8161 571159022a96Quel bikini in pelle memorabile, il volto incantevole e un corpo mozzafiato: Raquel Welch, scomparsa oggi all’eta’ di 82 anni dopo una breve malattia, è stata molte cose nella storia del cinema e nel pensiero collettivo di milioni di persone. La sua prorompente bellezza, che alla fine ha rappresentato anche il suo limite artistico, l’ha fatta passare da un film all’altro, da un genere all’altro, in un viaggio cinematografico che la portò al debutto, nel ruolo della prosperosa Loana, nel film “Un milione di anni fa”, di Don Chaffey.

Ma la locandina con cui venne presentata fece ancora più la storia del cinema: Welch era apparsa in un provocante bikini in pelle, diventato un cult di Hollywood e riprodotto ancora negli store di gadget cinematografici a New York e Los Angeles. Quello fu il momento in cui l’attrice si affermò come sex symbol, ruolo poi esaltato nei film “Fathom: bella, intrepida e spia”, “Il mio amico il diavolo” e “Viaggio allucinante”. Tra le sue esperienze c’è anche il cinema italiano con “Spara forte, più forte non capisco!” di Eduardo De Filippo, “Le fate” di Mauro Bolognini e “Colpo grosso alla napoletana”, di Ken Annakin.

Seguiranno altri ruoli che la vedranno al fianco di attori come Dean Martin e James Stewart, che non nascosero mai il loro essersi invaghiti di lei sul set. Tra i belli che le fecero la corte ci fu anche Jean-Paul Belmondo, sul set di “L’animale”, del 1977. Negli anni ’90 arriveranno ruoli in commedie tipo “Una pallottola spuntata” del ’94, “La rivincita delle bionde” e partecipazioni in serie tv come “Csi: Miami”.

Nella vita privata il suo percorso è stato più tumultuoso: nel ’58 sposò James Welch, suo compagno di liceo, da cui divorziò dopo aver avuto due figli, tra cui l’attrice Tahnee Welch, nata nel ’61. Poi il matrimonio con Patrick Curtis, quello con il produttore cinematografico André Winfeld e con Richar Palmer, da cui divorzierà nel 2008. Per la signora nata a Chicago come Jo Raquel Tejada, figlia di un ingegnere boliviano e di un’americana, è stata una vita vissuta a tutta velocità, “fantastica”, come diceva sempre, e intensa. A metà degli anni ’90 era stata inserita dal magazine Empire tra le “cento attrici più sexy della storia del cinema”, titolo che nessuno ha mai messo in dubbio.

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Separazione e divorzio. Cosa cambierá dal 28 febbraio

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downloadUn rito unico per tutti i procedimenti in materia di famiglia, domanda contestuale di separazione e di divorzio, un ‘piano genitoriale’ utile al giudice per modulare visite e collocamento del figlio minore. Sono alcune delle principali novità contenute nella riforma Cartabia in materia di famiglia, che entreranno in vigore il 28 febbraio prossimo – con un anticipo di qualche mese rispetto alla data inizialmente prevista (30 giugno 2023) – e che si applicheranno alle cause che sopraggiungeranno dal 1 marzo. Il tutto in vista dell’introduzione – nell’ottobre 2024 – del tribunale della famiglia, istituito ‘ad hoc’ per questo tipo di procedimenti.

Le nuove norme sono tra quelle contenute nella legge delega sul processo civile messa a punto dal Governo Draghi, di cui, lo scorso ottobre, è stato approvato il decreto legislativo di attuazione. La legge di Bilancio ha poi disposto l’anticipazione dell’entrata in vigore della maggior parte delle disposizioni previste dalla riforma. Una riforma la cui architettura ruota intorno agli impegni assunti con l’Europa nel Pnrr: l’obiettivo è arrivare a ridurre del 40% i tempi della giustizia civile.

Rito unico

Un solo rito – con il quale si supera la frammentazione finora vigente – applicabile a tutti i procedimenti che riguardano famiglie e minori di competenza del tribunale ordinario, del tribunale per i minorenni e del giudice tutelare, con esclusione dei procedimenti per le dichiarazioni di adottabilità, quelli sulle adozioni di minori e quelli di competenza delle sezioni specializzate sull’immigrazione.

Domanda contestuale di separazione e divorzio

Con le nuove norme si potrà proporre contestualmente la domanda di separazione giudiziale e di divorzio contenzioso, oppure riunirle in un unico procedimento. Per la procedibilità della domanda di divorzio è richiesto un doppio requisito: passaggio in giudicato della sentenza parziale di separazione e cessazione ininterrotta della convivenza.

La causa non sarà più ‘bifasica‘ – la prima comparizione davanti al presidente, poi davanti al giudice istruttore – perché viene eliminata l’udienza presidenziale. I procedimenti di separazione e divorzio contenziosi saranno caratterizzati da atti introduttivi contenenti l’allegazione completa dei fatti e dei mezzi di prova: nel ricorso devono essere contenuti documenti e mezzi di prova, la chiara e sintetica esposizione dei fatti e degli elementi di diritto su cui il ricorso si fonda.

Tutela vittime violenza

La legge valorizza tutele nelle ipotesi di violenza familiare e domestica a salvaguardia delle vittime, prevedendo particolari percorsi in presenza di “allegazioni di violenza domestica o di genere”.

Interesse prevalente del minore e piano genitoriale

La riforma rafforza la centralità dell'”interesse prevalente del minore”, come sancito da tempo dalla giurisprudenza in materia. Il criterio di competenza territoriale prevalente sulle cause di famiglia è infatti quello della residenza abituale del minore, che corrisponde al luogo in cui “si trova di fatto il centro della sua vita”. In mancanza di figli minori, invece, è competente il tribunale del luogo di residenza del convenuto.

La legge Cartabia prevede, poi, la presentazione, davanti al giudice, di un piano genitoriale che illustri gli impegni e le attività quotidiane dei minori, relative alla scuola, al percorso educativo, alle eventuali attività extrascolastiche, alle frequentazioni  parentali e amicali: un piano che possa essere la base per il magistrato da cui partire nel decidere su affido, collocamento
e diritto di visita.

Tribunale ad hoc

La riforma istituisce il tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie: tribunali circondariali e, quale organo centrale, un tribunale distrettuale. I tribunali per i minorenni non sono soppressi, ma vengono trasformati in queste nuove articolazioni, per valorizzare le loro specializzazioni. Questa parte della riforma entrerà in vigore nell’ottobre 2024.

Riforma epocale

Una riforma “epocale” per il diritto di famiglia, con nuove norme che “di certo sono le benvenute”: l’impatto che avrà, però, andrà misurato in relazione anche ai “mezzi e alle risorse” nella disponibilità degli uffici e, soprattutto alla “formazione, anche congiunta” di tutti gli operatori del settore. A rilevarlo è l’avvocato Daniela Giraudo – che coordina la Commissione interna al Consiglio nazionale forense dedicata al diritto di famiglia, materia di cui, in 30 anni di carriera, si è occupata in modo prevalente – parlando della riforma Cartabia e, in particolare, delle nuove norme contenute nella legge delega sul processo civile e nel decreto di attuazione varato lo scorso autunno.

“Abbiamo detto fin dall’inizio che l’introduzione di un rito unico per tutte le cause che riguardano la famiglia è il benvenuto, una cosa positiva soprattutto per il cittadino che si rivolge alla giustizia. Certo, l’anticipazione dei tempi ha un po’ spiazzato gli avvocati, ci troviamo di fronte a un cambiamento complessivo, non ad aggiustamenti quali quelli che avevamo visto in passato”, dichiara l’avvocato, che pone al centro delle novità anche il cosiddetto “piano genitoriale”, una “fotografia utile” con l’obiettivo di “offrire al magistrato un quadro completo della situazione, ponendo al centro, in assoluto, l’interesse prevalente del minore”.

Poi, la nuova “scansione” del processo che, secondo Giraudo, “può portare a procedimenti più veloci, anche se una riforma di qualunque tipo deve fare i conti con i mezzi e le risorse disponibili”.

Infine, il ‘nodo’ centrale della formazione: “in questo campo – afferma Giraudo – il futuro non può che essere il passaggio a una formazione congiunta di tutti gli operatori, da magistrati e avvocati, a psicologi e assistenti sociali. Per dare alle famiglie una struttura davvero performante ciascun operatore deve conoscere le difficoltà che può incontrare l’altro nel proprio lavoro”.

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Il pianista Emanuele Arciuli dalla Puglia a Montréal

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download“Domenica 26 febbraio, alle ore 15:00, si esibirà in concerto il pianista pugliese Emanuele Arciuli, presso il Conservatoire de Musique di Montréal (Salle de récital, 4750, avenue Henri-Julien), con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura. L’artista si esibisce regolarmente nelle sale più importanti del mondo, come La Scala di Milano, la Biennale di Venezia, il Miami Piano Festival e il Miller Theatre di New York. Nel 2011 ha ricevuto il Premio della Critica Musicale Italiana “Franco Abbiati” come Miglior Solista dell’Anno ed è stato candidato al “Grammy Award” per il CD dedicato a George Crumb”. Ne scrive Giulia Ventricchio sul “Cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Vittorio Giordano.
“È titolare della cattedra di pianoforte principale al Conservatorio “Piccinni” di Bari, insegna pianoforte contemporaneo all’Accademia di Pinerolo e tiene regolarmente workshop in numerose Università̀ degli Stati Uniti. Con un repertorio che spazia da Bach alla musica del nostro tempo, con una forte affinità per i compositori americani, è ospite regolare di festival, orchestre ed istituzioni musicali tra le più prestigiose: OSN della Rai, Maggio Musicale Fiorentino, La Fenice di Venezia, Comunale di Bologna, Orchestra Verdi di Milano, Unione Musicale di Torino, IUC di Roma, San Carlo di Napoli, Arena di Verona, Rotterdam Philharmonic, MDR Lipsia, Filarmonica di San Pietroburgo, RTSI di Lugano, Wien Modern, Berliner Festwochen, RedCats di Los Angeles, Indianapolis Symphony Orchestra.
imagesIl Cittadino Canadese lo ha incontrato: “Io sono nato in Salento, ma cresciuto a Bari. In Italia è più comune restare tutta la vita nello stesso luogo, mentre in America è normale nascere in un posto, studiare in un altro, poi lavorare in un altro ancora. La Puglia, però, è una terra di pianisti, ha dato i natali a tanti talenti internazionali, è un unicum in Italia inusuale. Nella mia famiglia nessuno praticava musica, la mia passione è stata improvvisa e precoce, già a 3 anni strimpellavo con il pianoforte in casa che nessuno usava… Diciamo che il mio talento è stato molto sottovalutato, ho iniziato a studiare solo verso i 10 anni…
E poi la musica è stata una mia grande compagna di vita, anche se non l’unica. Cerco di affrancarmi dal cliché di pianista che vive solo di piano perché bisogna vivere per poter raccontare delle storie mentre si esegue. Ho suonato un po’ dappertutto in Europa, ma soprattutto negli Stati Uniti una cinquantina di volte, compresa l’Alaska, anche perché il mio repertorio è molto concentrato sulla musica americana.
Ho spesso suonato compositori canadesi, ma questa a Montréal sarà la mia première in Canada… suonerò un brano inedito scritto per me dalla compositrice canadese nativa Barbara Assiginaak (Odawa First Nations) Inscription Rock Mazhenaabikiniganing Aagawong; l’ho già eseguito a Washington e in Italia anche se non l’ho ancora inciso. È un pezzo ispirato ai grandi laghi, si sente la potenza dell’acqua.
downloadSeguirà poi un brano molto importante, un capolavoro assoluto, 6 gruppi di 6 variazioni, per un totale di 36 variazioni, di una famosa canzone cilena scritta a seguito dell’assassinio di Salvador Allende nel ‘63… è un canto rivoluzionario, dall’o pera di Frederic Rzewski, una musica diventata poi famosa dagli anni ’70, El Pueblo Unido, Jamas Sera Vencido (“The People United Will Never Be Defeated”). Un brano molto ingegnoso, di grande intensità drammatica e poetica. È come se fosse una sintesi di tutto ciò che è stato il pianoforte del Novecento: pop, jazz, musica atonale, sperimentale, influenze di tanti compositori, ma fortemente caratterizzata dal geniale Rzewski, scomparso due anni fa, che era mio grande amico… arriva a qualunque pubblico facilmente, non è pallosa!
Io mi interesso della cultura dei nativi americani non solo in ambito musicale, ho una collezione di oltre 40 opere di artisti nativi americani e ho scritto un libro sull’arte indigena…
Credo che la musica e l’arte visiva si aiutino a vicenda, in un confronto reciproco. Sono stato quasi mio malgrado un autodidatta del genere perché questa musica non si insegna nei conservatori e invece quando la si suona il pubblico la apprezza moltissimo… e io sento anche una responsabilità culturale di proporla. Per il resto, seguo il calcio e sono tifoso del Bari… è l’unica cosa un po’ campanilista””.

da Il Cittadino Canadese




Gruppo terroristico sgominato in Sardegna

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121429855 1d1cd74b d30b 4464 acac e5c1b0ba0629Sono 15 in Sardegna gli indagati, a vario titolo, per associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico e per ricostituzione del disciolto partito fascista.

La base del gruppo terroristico, che aveva un leader carismatico considerato particolarmente pericoloso, era a Torpè, nel Nuorese. Stamane sono state eseguite dai carabinieri del Ros tre misure di custodia cautelare in carcere e una ai domiciliari, disposte dal gip di Cagliari, Giorgio Altieri, nell’ambito di un’indagine antiterrorismo coordinata dal procuratore aggiunto Guido Pani. In carcere a Badu’e Carros a Nuoro e a Oristano sono stati condotti Ananio Manca, considerato il punto di riferimento di quello che si definiva ‘Fronte Legionario sardo’ e che si era radicalizzato durante un precedente periodo di detenzione, e i cugini Angelo e Niccolò Sulas.

Agli indagati, che si stavano costituendo sotto forma di milizia sul modello degli indipendentisti corsi, sono attribuiti una serie di attentati con armi ed esplosivi a Torpè e in Baronia, nel 2019 (una media di due al mese) e fino al 2021, anche per invitare la popolazione a non votare, rapine e tentate rapine per autofinanziarsi e anche attività di spaccio di marijuana.

L’OPERAZIONE ‘REAZIONE’. Le indagini durate due anni e sfociate nell’operazione ‘Reazione’, così l’hanno battezzata i carabinieri del Ros che l’hanno condotta assieme ai colleghi del comando provinciale di Nuoro, sono cominciate nel 2019, anno di elezioni regionali e amministrative in Sardegna, oltre che delle europee, e anche della grande protesta del pastori per il prezzo del latte.

A Torpè, paese di meno di 3 mila abitanti nel Nuorese, a febbraio davanti a un seggio elettorale, fu trovato un ordigno ad alto potenziale. Al primo di una serie di atti intimidatori, anche incendiari, seguirono azioni di volantinaggio nel territorio della Baronia, riconducibili a un gruppo neofascista, che inizialmente si firmava ‘Movimento politico reazionario’, con toni gravemente xenofobi, antieuropeisti e ispirati alla destra sovranista.
Non risulta che l’organizzazione abbia infiltrato il movimento dei pastori durante la protesta del 2019, ma quell’anno a Torpè comparvero scritte, riconducibili al gruppo fascista, che ne sostenevano le ragioni.

MINACCIA DI LOTTA ARMATA. Il 25 maggio 2019 vicino ai seggi comparve un volantino con alcuni proiettili calibro 7.65, che invitava gli elettori a non votare alle europee del giorno successivo: il Movimento minacciava “il governo e il parlamento” di intraprendere la “lotta armata” con “attentati alle sedi istituzionali di tutta Italia” e di diffondere “dati e informazioni secretate dallo Stato”. Il gruppo operava anche in Rete, in particolare su dark web, dove gli investigatori hanno recuperato materiali.
A Torpè e nel circondario quell’anno si erano susseguiti atti intimidatori a sindaco, sedi istituzionali, immigrati e anche nei confronti di cittadini che avrebbero potuto collaborare coi carabinieri impegnati nelle indagini sui singoli episodi.

LA FIGURA DEL LEADER. Gli investigatori sono poi risaliti ad Ananio Manca, che ha numerosi precedenti: durante un periodo in carcere si era avvicinato a ideologie di estrema destra e, una volta libero, aveva militato nella formazione ‘Ultima Legione Italia’, che l’aveva espulso perché considerato troppo radicale. Poi si era formato il cosiddetto ‘Fronte Legionario sardo’. Il gruppo di proseliti, secondo l’accusa, si era organizzato per autofinanziarsi anche attraverso lo spaccio di droga e disponeva di armi, sia legalmente detenute sia clandestine: in particolare sono state sequestrate una pistola e due fucili illegali, oltre a proiettili calibro 12.

Le attività dell’organizzazione, impegnata in una sorte di “gestione feudale” del territorio, sono state ricostruite anche grazie a pedinamenti, intercettazioni e attività sotto copertura. Fra i fatti contestati rientrano una tentata rapina in un’abitazione di campagna a Torpè, un attentato a un imprenditore di origine svizzera attivo nella compravendita d’immobili (una bomba ad alto potenziale fu piazzata nel 2020 sulla sua auto) e minacce al sindaco del paese. Sempre nel 2020, il gruppo organizzò un volaninaggio tra Olbia e la Baronia, in occasione dell’anniversario della Marcia su Roma.

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Mosca ammassa aerei al confine. Timori per nuove offensive

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unnamedLe forze russe avanzano su diversi fronti nel Donbass, ma non conquisteranno facilmente la città di Bakhmut, come ha riconosciuto oggi il capo della Wagner, Yevgeny Prigozhin. Nel frattempo starebbero comunque ammassando aerei da guerra al confine con l’Ucraina per un attacco a sostegno dell’offensiva terrestre in stallo, secondo fonti di intelligence occidentali citate dal Financial Times.

La notizia non è stata tuttavia confermata dal segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, nella conferenza stampa a conclusione della riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina. “Attualmente non li vediamo ancora, ma sappiamo che la Russia ha un numero considerevole di aerei nella sua disponibilità. Per questo enfatizziamo il fatto che dobbiamo fare tutto il possibile perché l’Ucraina abbia le capacità di difesa aerea”, ha detto Austin.

Nel suo aggiornamento quotidiano sul conflitto, l’intelligence britannica ha spiegato che i russi stanno facendo progressi, ma non sono decisivi a causa della insufficiente “potenza di combattimento offensivo” su ogni asse. “Negli ultimi tre giorni, le forze del Gruppo Wagner hanno quasi certamente compiuto ulteriori piccoli guadagni intorno alla periferia settentrionale della città contesa di Bakhmut”, in particolare nel villaggio di Krasna Hora. Tuttavia, hanno osservato gli analisti britannici, “la difesa ucraina organizzata continua nella zona”.

“Bakhmut non verrà presa domani, perché c’é una forte resistenza e il tritacarne funziona”, ha detto su Telegram Yevgeniy Prigozhin, capo della Wagner, la famosa organizzazione militare russa privata. “Non ci saranno festeggiamenti a breve”, ha aggiunto Prigozhin.

Ieri il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha affermato che “stiamo già assistendo alla nuova offensiva” russa con “Mosca che sta mandando migliaia e migliaia di soldati, accettando tante perdite, perché Putin cerca di rimpiazzare ciò che manca nella qualità con la quantità”.

L’allarme della Norvegia

La Russia ha cominciato a dispiegare nel Mar Baltico navi con armi nucleari ed è la prima volta negli ultimi 30 anni. Lo ha reso noto il servizio d’intelligence norvegese nel suo rapporto annuale rilanciato da Politico. “La parte fondamentale del potenziale nucleare e’ sui sottomarini e sulle navi di superficie della Flotta del Nord”, si legge nel documento. Le navi da guerra della Flotta del Nord russa navigavano regolarmente con armi nucleari durante la Guerra Fredda, ma questa e’ la prima volta che lo fa anche la Federazione Russa.

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Dal 2035 niente più motori diesel e benzina in Europa

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154920039 b2f46ac9 b39a 4a28 8648 2879f40136feI nuovi mezzi pesanti dovranno ridurre le loro emissioni del 45% dal 2030, del 65% dal 2035 e del 90% dal 2040 rispetto ai livelli del 2019. Dal 2030 tutti gli autobus urbani dovranno invece essere a emissioni zero. Sono i nuovi standard proposti dalla Commissione europea per ridurre le emissioni di Co2 nel settore dei trasporti.

Stop alla vendita di motori diesel e benzina

Il Parlamento europeo, con 340 voti a favore, 279 contrari e 21 astensioni ha dato il via libera definitivo allo stop alla vendita di auto a motori termici dal 2035. Il testo approvato dagli eurodeputati fissa l’obiettivo di azzerare le emissioni di auto nuove e furgoni in vendita nell’Ue dal 2035. I veicoli a benzina o diesel andranno dunque sostituiti con le alternative a zero emissioni, come l’auto elettrica. Il provvedimento fa parte del pacchetto “Fit for 55” per il dimezzamento delle emissioni inquinanti nell’Ue entro il 2030.

“I camion, gli autobus urbani e gli autobus a lunga percorrenza sono responsabili di oltre il 6% delle emissioni totali di gas a effetto serra dell’Ue e di oltre il 25% delle emissioni dai trasporti su strada. Questi standard di emissioni rafforzati assicurerebbero che questo segmento del settore dei trasporti su strada contribuisca alla transizione verso la mobilità a zero emissioni e agli obiettivi climatici e di zero inquinamento dell’Ue”, spiega l’esecutivo europeo in una nota. Sono previste esenzioni per i produttori di piccoli volumi; i mezzi utilizzati per scopi minerari, forestali e agricoli; i veicoli progettati e costruiti per l’uso da parte delle forze armate e veicoli cingolati; quelli progettati e costruiti o adattati per l’utilizzo da parte dei mezzi di emergenza; i veicoli professionali, come i camion della spazzatura.

Un nuovo metodo di valutazione delle emissioni

L’accordo raggiunto con il Consiglio nel dicembre dello scorso anno include anche obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni per il 2030 (55% per le auto e 50% per i furgoni), nonché una nuova metodologia per la valutazione delle emissioni di Co2 durante l’intero ciclo di vita di un veicolo.

La metodologia sarà accompagnata da proposte legislative, se opportuno. Inoltre entro dicembre 2026, la Commissione monitorerà il divario tra i valori limite di emissione e i dati reali sul consumo di carburante ed energia. E presenterà una metodologia per l’adeguamento delle emissioni di CO2 specifiche per i costruttori. È prevista un’esenzione totale per chi produce meno di mille nuovi veicoli l’anno e i costruttori con un volume annuo di produzione limitato (da mille a 10 mila nuove autovetture o da mille a 22 mila nuovi furgoni) possono avvalersi di una deroga fino alla fine del 2035.

Incentivi azzerati

L’attuale meccanismo d’incentivazione di veicoli a zero e a basse emissioni (Zlev) sarà adattato per rispondere all’andamento previsto delle vendite: ci saranno obiettivi più bassi di riduzione per quei costruttori che vendono un maggior numero di veicoli con emissioni da zero a 50g CO2/km, quali i veicoli elettrici e veicoli elettrici ibridi efficienti. Dal 2025 al 2029, il fattore di riferimento Zlev è stato fissato al 25% per le vendite di nuove autovetture e al 17% per i nuovi furgoni. A partire dal 2030, l’incentivo sarà rimosso. Con cadenza biennale, a partire dalla fine del 2025, la Commissione pubblicherà una relazione per valutare i progressi compiuti nell’ambito della mobilità a zero emissioni nel trasporto su strada.

europa vota addio definitivo motori benzina diesel 2035 

“In linea con gli obiettivi del Green deal europeo e del RepowerEu, questa proposta avrà anche un impatto positivo sulla transizione energetica, riducendo la domanda di combustibili fossili importati e migliorando il risparmio energetico ed l’efficienza nel settore dei trasporti dell’Ue. Ciò fornirà vantaggi per gli operatori e gli utenti dei trasporti europei, riducendo i costi del carburante e il costo totale di possesso, e garantirà una più ampia diffusione di veicoli più efficienti dal punto di vista energetico. Migliorerà inoltre la qualità dell’aria, in particolare nelle città, e la salute degli europei”, evidenzia la Commissione.

“Inoltre, questo è un settore chiave per sostenere l’industria europea delle tecnologie pulite e aumentare la competitività internazionale. L’Ue è leader di mercato nella produzione di camion e autobus e un quadro giuridico comune aiuta a garantire questa posizione anche in futuro. In particolare, gli standard rivisti forniscono un segnale chiaro e a lungo termine per guidare gli investimenti dell’industria dell’UE in tecnologie innovative a zero emissioni e aumentare la diffusione dell’infrastruttura di ricarica e rifornimento”, sostiene l’esecutivo europeo.

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Regionali. In Lombardia e nel Lazio vince il centrodestra. Crollo dell’affluenza

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135908779 2d61bdcd 99fa 42e6 9c2e 5181b60eff60Il  centrodestra riconquista il Lazio dopo 10 anni di Nicola Zingaretti alla Pisana e si riconferma in Lombardia con il bis del governatore uscente.

Francesco Rocca (Lazio) e Attilio Fontana (Lombardia)  – emerge dalle prime proiezioni – sono in netto vantaggio sugli avversari. Un trionfo – se il trend venisse confermato – con l’asticella delle preferenze, per entrambi, sopra al 50 per cento.

Ma intanto c’è un dato definitivo che non fa sconti. L’affluenza alle urne registra un picco storico in negativo. Nel Lazio si ferma al 37,2% il dato più basso di sempre in Italia per le elezioni regionali che scalza il 37.71% di partecipazione alla tornata del 2014 in Emilia Romagna.

In Lombardia la partecipazione è stata parti al 41,6% la peggiore nella storia politica del Pirellone. La media tra le due regioni si attesta al 40%.

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Pensioni: sindacati, ipotesi 4 mesi di anticipo per le donne per ogni figlio

italian chamber of deputies question time

italian chamber of deputies question time

Al netto di Opzione donna, per la riforma complessiva delle pensioni il governo valuta l’ipotesi di estendere i quattro mesi di anticipo per ogni figlio (già previsti dalla riforma Dini solo per chi è nel contributivo pieno) a tutte le forme pensionistiche per le donne.

Lo riferiscono i sindacati al termine dell’incontro al ministero del Lavoro.

Quattro mesi di anticipo equivarrebbero a 700 milioni di spesa in più, aggiungono spiegando che sono in corso valutazioni tra tecnici del Lavoro e Mef.

“Il governo ha messo sul tavolo una prima intenzione di modificare la norma su Opzione donna. Ma non ha spiegato se sarà una ulteriore modifica o il ripristino” della forma precedente all’ultima legge di Bilancio che ha ristretto i criteri. Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.  “Il governo si è impegnato a modificare l’attuale norma – prosegue – e a darci risposta nelle prossime ore, nei prossimi giorni perché si stanno confrontando tra ministero del Lavoro e Mef. Quindi aspettiamo di avere qualche notizia. Saremo soddisfatti quando avremo risposte alle nostre richieste. Bisogna passare dalle dichiarazioni ai fatti”, conclude Bombardieri aggiungendo che al momento non ci sono già altri appuntamenti fissati.

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Trovati i corpi della famiglia italiana di origini siriane dispersa in Turchia

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100734604 5dc90fe8 52cc 431d ac90 83d62310d0dcDi loro si erano perse le tracce lunedì scorso, quando il terremoto ha devastato la zona orientale della Turchia. Erano in sei, tre adulti e tre bambini, tutti italiani della stessa famiglia di origine siriana.

E sono stati ritrovati senza vita. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Sono stati ritrovati senza vita, ad Antiochia. Esprimo tutta la mia vicinanza ai familiari ai quali non mancherà il nostro sostegno”. Lo ha scritto il ministro su Twitter.

Non ci sono altri dettagli sul ritrovamento. La famiglia scomparsa si trovava ad Antiochia, dove poi è stata ritrovata. Ora la notizia del ritrovamento. Mentre non si ha ancora certezza della sorte dell’imprenditore italiano, in Turchia per lavoro, Angelo Zen. Da lunedì il suo telefono squilla a vuoto e la Farnesina ha attivato tutte le risorse per riuscire a ricostruire gli spostamenti dell’imprenditore veneto. Si sa che era in un albergo di Kahramanmaras, crollato con il terremoto di lunedì scorso. Da allora non si sa più nulla.

agi.it




I segreti inesplorati del fondo degli oceani

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151809388 d338ab40 c0ad 4c72 9bee 4880bd4a0a31Le spedizioni nelle profondità degli oceani hanno rivelato strani mondi oscuri pieni di specie nuove per la scienza: ora è iniziata la corsa alla loro scoperta. Se gli oceani della Terra fossero grandi quanto l’isola di Manhattan, possiamo dire di avere esplorato forse l’equivalente di un isolato, ma solo al livello del primo piano. La stima arriva dall’oceanografa ed esploratrice di acque profonde, Edith Widder, intervistata dalla Bbc.

Gli oceani costituiscono circa il 99,5% degli habitat del pianeta, e all’interno di quegli abissi in gran parte inesplorati si pensa che ci siano decine di grandi animali marini sconosciuti alla scienza. Se si considerano anche gli animali più piccoli, il numero di specie ancora ignote sale a milioni.

Dai voraci calamari carnivori lunghi 13 m (43 piedi), ai granchi yeti che si rannicchiano vicino alle prese d’aria idrotermali, alle balene zanne che vivono a migliaia di piedi di profondità per evitare le orche predatrici, ai vermi tubolari lunghi due metri, i più pesanti del mondo, che amano le sorgenti termali profonde, ogni anno vengono ancora documentati animali marini di dimensioni nuove. 

Si stima che ci siano fino a due milioni di specie che vivono negli oceani, e forse anche di più. Finora ne conosciamo meno di 250.000, secondo il Registro mondiale delle specie marine. Trovare circa 1,75 milioni di specie rimanenti  sta diventando una missione sempre più urgente: la prospettiva dell’estrazione mineraria commerciale in acque profonde diventa imminente e il cambiamento climatico riscalda e acidifica i mari, perciò gli ecosistemi dell’oceano sono sull’orlo di un profondo cambiamento. Ma con i nuovi metodi di esplorazione degli oceani, ci stiamo avvicinando più che mai alla scoperta di altri giganti dell’oceano.

Quando si verificano spedizioni ambiziose negli abissi, invariabilmente si rivelano mondi sconosciuti straordinari. Nella baia di Suruga, non lontano dalla costa del Pacifico dell’isola giapponese di Honshū, gli scienziati hanno scoperto una nuova specie di pesce gigante, che si è guadagnato il soprannome di “Yokozuna”, in omaggio al rango più alto nel sumo wrestling. Questo impressionante pesce è stato trovato mentre nuotava a una profondità di circa 2.500 m (8.250 piedi).

Un’altra spedizione nel 2022 è andata alla ricerca di animali sul fondo marino abissale dell’Oceano Pacifico centrale e il risultato è stato superiore alle aspettative: creature ovoidali con spine simili ad arpioni e zanne ricurve correvano sul fondo del mare, mentre creature tentacolari simili a nuvole e polipi semitrasparenti con otto dita si aggrappavano alle rocce o ai gambi di spugne di vetro. Delle 55 specie che hanno trovato, molte relativamente piccole, sospettavano che almeno 39 fossero completamente nuove per la scienza.

. “La nostra esistenza sul nostro pianeta dipende dalla nostra capacità di esplorarlo e comprenderlo, e non l’abbiamo fatto”, afferma Widder. “In realtà stiamo distruggendo gli oceani prima di sapere cosa c’è dentro. Siamo riusciti a sfruttarli, trascinando reti e facendo pesca a strascico in acque profonde e scavando sul fondo senza esplorarli. Ed è pazzesco.

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