Lombardi nel mondo: nuove interviste sul sito dell’associazione

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3lombardiSpazio ai candidati alle ormai prossime elezioni regionali e alla nuova legge sui corregionali all’estero sul nuovo sito dei Lombardi nel mondo, associazione presieduta da Daniele Marconcini.
Quattro le nuove interviste pubblicate questa settimana: le prime due riguardano la nuova Legge sui Lombardi nel mondo su cui sono stati interpellati il Presidente uscente e ricandidato dalla Lega Attilio Fontata e il presentatore del testo, Francesco Ghiroldi (Lega).
Spazio, poi, ad alcuni candidati alle elezioni del 12 e 13 febbraio prossimi sui temi dell’emigrazione: il sito pubblica le interviste al Consigliere regionale Senna (Terzo Polo) e a Christian Garavaglia (FDI) e la dichiarazione di Carlo Borghetti, ex Vice Presidente Consiglio regionale lombardo. (aise) 




Buenos Aires: AAA vice console onorario cercasi a San Isidro

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sanisidro mappaIl Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires procederà alla nomina di un nuovo vice console onorario a San Isidro.
Il vice console onorario, che opererà sotto la direzione del Consolato Generale di Buenos Aires, sarà chiamato a svolgere primariamente funzioni di assistenza in favore dei cittadini italiani e tutela degli interessi italiani nel territorio di competenza, comprendente l’area delle città di San Isidro, San Fernando, Tigre e le Sezioni I, II e III delle isole del Delta del Paranà.
Le manifestazioni di interesse per l’incarico dovranno comprendere: un sintetico curriculum vitae; una lettera motivazionale; la fotocopia di un documento di identità; e l’informativa sul trattamento dei dati personali debitamente compilata e sottoscritta. Le stesse potranno essere inviate entro il 31 marzo 2023 al Consolato Generale d’Italia a Buenos Aires via email all’indirizzo segreteriacg.buenosaires@esteri.it con oggetto “PROCEDURA DI SELEZIONE PER IL NUOVO TITOLARE DEL VICE CONSOLATO ONORARIO D’ITALIA A SAN ISIDRO”.
La selezione non avverrà in base a procedura concorsuale né para-concorsuale, ai sensi della vigente normativa. Le spese di funzionamento dell’Ufficio consolare onorario sono a carico del titolare stesso, eccettuati alcuni rimborsi previsti per determinate categorie di spesa, come le spese postali e telefoniche. Sarà altresì necessario disporre di un adeguato e decoroso locale da adibire a Vice Consolato Onorario.
I funzionari consolari onorari vengono scelti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale “fra persone preferibilmente di cittadinanza italiana, che godano di stima e prestigio e diano pieno affidamento di poter adempiere adeguatamente alle funzioni consolari” (art. 47, comma I del DPR 5 gennaio 1967, n. 18). È altresì necessario che i candidati abbiano una buona padronanza della lingua italiana e che siano residenti nel territorio della circoscrizione di competenza. (aise)




La rivista Usa “Forbes” punta su Ferrara e sulla sua tavola dalle antiche radici rinascimentali

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30forbesIl rinomato magazine USA “Forbes” (140 milioni di utenti mensili tra web e versione cartacea) ha dedicato a Ferrara e alla sua cultura enogastronomica forgiata dalle antiche radici rinascimentali della città, un ampio approfondimento dal titolo “Pumpkin Pasta And Quirky Bread: Why Food-Lovers In Italy Should Visit Ferrara” (“Pasta con la zucca e pane stravagante: perché gli amanti del cibo, in Italia dovrebbero visitare Ferrara”), firmato dalla giornalista scozzese Rebecca Ann Hughes e pubblicato online giovedì 26 gennaio.
Cappellacci ripieni di zucca, “Coppia Ferrarese” Igp – pane dalla tipica forma a x – “Pasticcio”, una “stravagante” torta salata ripiena, e “Tenerina” per dessert. Questi i 4 consigli che la giornalista scozzese ha voluto dare ai 140 milioni di utenti mensili – tra sito, account social e versione cartacea – della prestigiosa rivista di economia.
Quattro ricette della Signoria degli Este, che hanno conquistato il palato della reporter, (durante un educational organizzato ad ottobre di due anni fa da APT Servizi Emilia-Romagna) che ancora oggi si possono assaporare nelle storiche trattorie che la giornalista ha visitato e descritto nell’articolo, in un tour del gusto tra storia e tradizione.
“L’Emilia-Romagna da sempre “si viaggia” a tavola -sottolinea l’Assessore Regionale al Turismo di Regione Emilia-Romagna, Andrea Corsini – e questo vale ancora di più a Ferrara, dove i piatti della tradizione richiamano i fasti rinascimentali e la storia degli Este. La Food Experience è anche questo, e saprà certamente catturare l’attenzione e i desideri di vacanze esclusive ed originali dei lettori di Forbes”.
L’itinerario del servizio parte dalla Trattoria “Da Noemi”, per l’assaggio del tradizionale “Pasticcio”, preparato – scrive la giornalista – secondo l’antica ricetta del cuoco di corte “Cristoforo da Messibugo”, che per soddisfare i gusti di Casa d’Este, ha inventato alcuni dei piatti iconici della cucina ferrarese. I Cappellacci di zucca – nome che “deriverebbe dalla somiglianza della loro forma con i copricapi dei contadini”, spiega Hughes – sono la seconda specialità gustata al ristorante “Le due Comari”, che ne serve una versione sofisticata con ricotta affumicata. La giornalista propone poi uno “spuntino a base di “Coppia ferrarese” Igp, dal fornaio Sergio Perdonati, che produce da decenni questo “pane rinascimentale dalla forma insolita” che -spiega Perdonati- “pare sia ispirata ai riccioli di Lucrezia Borgia”.
Il tour termina con il tocco di dolcezza della “Tenerina”, un mix tra una torta al cioccolato e una mousse, “creato nei primi anni del 1900” – prosegue la giornalista arricchendo la descrizione con una pillola di storia- “per onorare Elena Petrovich, regina del Montenegro e sposata con il re d’Italia Vittorio Emanuele III”.
La reporter suggerisce infine di fare scorta di tutte queste prelibatezze e altre ancora -come i “Vini delle sabbie” vicino al Castello Estense. (aise) 




Peppino torna a Sanremo. È un premio alla carriera

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downloadÈ forse ricompreso fra due canzoni il segreto di Peppino di Capri, e sono quelle che probabilmente porterà al prossimo Festival di Sanremo, che gli regala (come a Gino Paoli) il palcoscenico da super ospite giovedì 9 febbraio. La prima è “Il sognatore” con cui partecipò all’edizione del 1987; la seconda è “I miei capelli bianchi”, brano della maturità (dire senilità nel suo caso asseconderebbe l’anagrafe ma tradirebbe la vitalità), numero cinquecento del repertorio sterminato di Peppino.

“La chiamata di Amadeus, che ringrazio moltissimo, ci crediate o no è stata inaspettata e mi ha reso felicissimo”, dice l’artista all’Agi ricordando una sua curiosa superstizione: quando ti svegli al mattino non riavviarti con gesto istintivo i capelli, sennò i sogni della notte svaniscono. E il sognatore, stamattina, i suoi capelli bianchi deve averli lasciati arruffati perché in giornata è arrivato l’annuncio ufficiale di Amadeus. Inaspettato sì, ma sognato pure. Un premio alla carriera “Non lo debbo ricordare: ho partecipato a quindici Festival e ne ho vinti due”, aggiunge Peppino senza immodestia (difetto di cui la fortunata carriera non gli ha lasciato il bisogno, e se non glielo ricordate non ripete lui che è l’unico italiano a essersi esibito con i Beatles).

Ci sarà un segreto di tanta longevità professionale? “Professionale? Usiamo pure questo termine, chiamiamola ‘lavoro’ ma la musica per me è stata più che altro una ineluttabilità: ho tentato anche altre strade nella vita, ma niente da fare. Alla fine, tutto mi riportava a quella della musica. Perché sono premiato da una carriera così lunga?”. E sì, una carriera che riesce a pochissimi: 54 album, esordio nel ’53, il primo Sanremo nel 1967, l’ultimo nel 2005… “Perché il pubblico premia la coerenza con cui un artista affronta questo che chiamiamo ‘lavoro’, ma che volentieri chiamo ‘l’amore mio’. Ho seguito senza deragliare la linea che mi ero prefisso sin da quando cominciai. Restare seriamente me stesso”.

Quali brani ascolteremo dal Teatro Ariston? “Sceglierò quelli più significativi della carriera perché questo è un premio alla carriera”. Ma il “cascione” è pieno, hai voglia a pescare… “Sicuramente ci sarà ‘Il sognatore’, che mi rappresenta moltissimo, poi ‘Nun è peccato’, che è stato un classico di quando ho cominciato, e credo includerò anche ‘I miei capelli bianchi’, un bilancio della vita in cui si mettono in fila i ricordi, le emozioni, i viaggi”.

“C’è ancora un pubblico pronto ad amarmi” Un ritorno a Sanremo in un momento collettivo affaticato e faticoso, mentre picchiettano sul Festival le polemiche “Zelensky sì Zelensky no” però the show comunque must go on. “Come artista, per quanto poco possiamo noi, dobbiamo contribuire nella parte che ci spetta a offrire un momento di serenità, magari di piacere, con una bella canzone. In attesa che passi ‘la nottata’, perché comunque non c’è stata ancora una ripresa vera e propria dai tempi della pandemia, anche se ora mi arrivano di nuovo molte offerte per esibirmi all’estero e di una cosa sono contentissimo: c’è ancora un pubblico pronto ad amarmi”.

Chi scrive ricorda il primo film che ha visto, “Operazione San Gennaro”, in cui i ladri tentano il clamoroso colpo in Duomo perché la città è tutta ferma davanti alla tv per la diretta del Festival di Napoli dove il primo a cantare è lui, Peppino, con “Ce vo’ tiempo”. E adesso te lo ritrovi a Sanremo, anche se vincere sul tempo non vuol dire consegnarsi al passato: “Se guardo adesso alla musica italiana, la trovo sempre in cerca di nuove dimensioni e di riferimenti artistici puntati sul futuro. È viva, e io sono un ottimista. Come tutti i sognatori”.

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Oggi la Giornata della Memoria. Il ricordo del Papa e del presidente Mattarella

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12f472cfba84f76744d9e93eba5fedbf“Il ricordo dello sterminio di milioni di persone ebree e di altre fedi non può essere né dimenticato né negato.

Non può esserci fraternità senza aver prima dissipato le radici di odio e di violenza che hanno alimentato l’orrore dell’Olocausto.

Lo afferma Papa Francesco in un tweet in occasione della Giornata della Memoria.

Al Quirinale si è svolta la commemorazione con Mattarella. “I principi che informano la nostra Costituzione repubblicana e la Carta dei Diritti Universali dell’Uomo sono la radicale negazione dell’universo che ha portato ad Auschwitz. Principi che oggi, purtroppo, vediamo minacciati nel mondo da sanguinose guerre di aggressione, da repressioni ottuse ed esecuzioni sommarie, dal riemergere in modo preoccupante – alimentato dall’uso distorto dei social – dell’antisemitismo, dell’intolleranza, del razzismo e del negazionismo, che del razzismo è la forma più subdola e insidiosa. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del giorno della Memoria.

“Non possiamo dimenticare – ricordando i deportati italiani – le sofferenze patite dai nostri militari – afferma Mattarella -, internati nei campi di prigionia tedesca, dopo il rifiuto di passare nelle file della Repubblica di Salò, alleata e complice dell’occupante nazista. Furono 650.000. Il loro no ha rappresentato un atto di estremo coraggio, di riscatto morale, di Resistenza”.

“Il sistema di Auschwitz e dei campi a esso collegati fu l’estrema, ma diretta e ineluttabile, conseguenza di pulsioni antistoriche e antiscientifiche, istinti brutali, pregiudizi, dottrine perniciose e gretti interessi, e persino conformismi di moda. Tossine letali – razzismo, nazionalismo aggressivo, autoritarismo, culto del capo, divinizzazione dello Stato – che circolarono, fin dai primi anni del secolo scorso, dalle università ai salotti, persino tra artisti e docenti, avvelenando i popoli, offuscando le menti, rendendo aridi cuori e sentimenti”.

“Il regime fascista, nel 1938, con le leggi razziali – ha aggiunto Mattarella – agì crudelmente contro una parte del nostro popolo. E’ di grande significato che la Costituzione volle sancire, all’articolo 3, la pari dignità ed eguaglianza di tutti i cittadini, anche con l’espressione “senza distinzione di razza”. Taluno ha opinato che possa apparire una involontaria concessione terminologica a tesi implicitamente razziste. I Costituenti ritennero, al contrario, che manifestasse, in modo inequivocabile, la distanza che separava la nuova Italia da quella razzista. Per ribadire mai più”.

ansa.it




La missione in Messico del Sottosegretario Silli

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26sillimxSi è conclusa il 24 gennaio la missione in Messico del sottosegretario agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Giorgio Silli, che nel Paese centroamericano ha avuto colloqui con la ministra della Cultura, Alejandra Frausto Guerrero, con il sottosegretario per il Commercio Estero del Ministero dell’Economia, Alejandro Encinas Najera, e con i sottosegretari agli Affari Esteri Carmen Moreno Toscano per le Relazioni Esterne, Martha Delgado per gli Affari Multilaterali e i Diritti Umani e Maximiliano Reyes Zúñiga per l’America Latina e i Caraibi. Nel corso della missione, il sottosegretario Silli ha inoltre incontrato una qualificata rappresentanza della comunità e delle imprese italiane presenti nel Paese.
“Il Messico è un Paese di grande rilevanza strategica per l’Italia, al quale siamo legati da forti affinità storiche e culturali ed eccellenti relazioni bilaterali, che la mia visita aspira a rafforzare ulteriormente”, ha dichiarato Silli, riguardo al ricco programma che lo ha visto impegnato per tre giorni nella capitale messicana.
L’incontro al Ministero dell’Economia con il sottosegretario Encinas è stata l’occasione per un “fruttuoso scambio di vedute sulla situazione economica a livello globale e locale, nonché sulle opportunità per incrementare l’interscambio commerciale e i flussi di investimento tra Italia e Messico”. Si è in particolare fatto riferimento alle nuove catene globali del valore, richiamando i concetti di friendshoring e nearshoring. La discussione si è soffermata sulle potenzialità del Messico come porta di accesso al mercato nordamericano in forza dell’accordo di libero scambio esistente con USA e Canada.
Il sottosegretario Silli ha poi incontrato nel pomeriggio la ministra della Cultura Alejandra Frausto Guerrero con la quale ha passato in rassegna i diversi ambiti in cui si estende la cooperazione culturale tra Italia e Messico, tra cui la promozione della lingua, la cooperazione fra università e gli scambi accademici. Il sottosegretario Silli ha sottolineato in particolare l’impegno italiano per la protezione del patrimonio artistico e culturale messicano. “Gli importanti risultati investigativi nel recupero e nella restituzione dei reperti culturali messicani raggiunti dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale rappresentano un formidabile strumento di collaborazione bilaterale col Messico, che si accinge a istituire una sezione della loro Guardia Nacional sulla scia dell’esperienza maturata sul campo dai nostri Carabinieri”, ha osservato. “Ho aperto a tal riguardo la porta a possibili ulteriori forme di collaborazione col Messico sul punto, riscontrando estremo interesse da parte delle autorità messicane, che ho invitato a venire nei prossimi mesi a Roma”.
Presso il Ministero degli Affari Esteri, Silli ha avuto colloqui con tutti e tre i sottosegretari con competenze sull’America Latina e i Caraibi, Maximiliano Reyes Zúñiga, sugli affari bilaterali, Carmen Moreno Toscano, e sui Diritti Umani e le questioni multilaterali, Martha Delgado.
Con il sottosegretario Reyes la discussione ha riguardato gli ultimi sviluppi nell’ambito dell’Organizzazione per gli Stati americani (OSA), del vertice tra Unione Europea e Comunità degli Stati Latino Americani e dei Caraibi, nonché dell’Alleanza per il Pacifico, iniziativa cui aderiscono, oltre al Messico, Cile, Colombia e Perù. In questo contesto il sottosegretario Silli ha ribadito che l’Italia attribuisce “fondamentale importanza alla promozione di un partenariato strategico tra Unione Europea, America Latina e Caraibi in virtù della forte condivisione dei valori e dei principi del multilateralismo, della difesa dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto”.
Con la sottosegretaria Moreno si sono affrontate tutte le principali questioni bilaterali, “con l’obiettivo di favorire le collaborazioni e gli scambi tra Italia e Messico in campo politico, economico, culturale, scientifico-tecnologico, securitario e nella giustizia”.
Con la sottosegretaria Delgado il colloquio ha infine consentito, secondo le parole di Silli, “di rinnovare il comune impegno di Italia e Messico per la moratoria della pena di morte e la difesa dei diritti delle donne”. Nella riunione vi è stato inoltre “uno proficuo scambio di vedute sulla riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, tema che ha riacquisito centralità a seguito dell’aggressione russa contro l’Ucraina”.
Nel corso di tutti gli incontri, tra i dossier affrontati ha avuto un ruolo di primo piano la candidatura di Roma a Expo 2030: il sottosegretario Silli ha esposto nel dettaglio gli elementi qualificanti e i punti di forza della candidatura della Città di Roma a Expo 2030, soffermandosi sulla visione alla quale è ispirato il progetto per una ritrovata armonia tra popolazioni e territori, grazie a innovazione, inclusione e rigenerazione urbana.
Durante la missione, Giorgio Silli ha inoltre incontrato alcuni esponenti della comunità e delle imprese italiane in Messico e salutato il personale dell’Ambasciata italiana. “In Messico la comunità italiana è numerosa e molto attiva e, insieme alle imprese italiane in loco, contribuisce a rafforzare il profondo legame di amicizia tra i nostri Paesi”, ha detto. “Dopo la contrazione dovuta alla crisi pandemica l’interscambio commerciale e i flussi d’investimento tra Italia e Messico sono in forte crescita e con la transizione energetica si profilano interessanti opportunità per le imprese italiane nel campo delle fonti rinnovabili”.
A Città del Messico, il sottosegretario Silli ha visitato anche la basilica di Nostra Signora di Guadalupe, secondo più importante luogo di pellegrinaggio dei fedeli cattolici dopo la Basilica di San Pietro, e ha partecipato alla Santa Messa, al termine della quale ha incontrato l’arcivescovo cardinale Carlos Aguirar Retes, primate del Messico. (aise)




27 gennaio, la “Giornata della Memoria”, come la si celebrerà in Italia

giorno memoria: papa, pagina nera storia,non si ripeta più

giorno memoria: papa, pagina nera storia,non si ripeta più

Mostre, programmi televisivi, presentazioni di libri, concerti, spettacoli e proiezioni cinematografiche: sono numerosi gli eventi organizzati in tutta Italia per celebrare il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, per ricordare i milioni di ebrei vittime dell’Olocausto e la persecuzione e l’uccisione di sinti e rom, omosessuali e oppositori politici e per sensibilizzare la collettività alla memoria e alla solidarietà di chi ha saputo lottare e resistere con coraggio nella pagina più buia della storia.

Tra i tanti appuntamenti ne abbiamo scelti 10.

Alle 20.35 Rai1 trasmette in diretta un evento televisivo esclusivo: “Binario 21” con la senatrice a vita Liliana Segre, accompagnata da Fabio Fazio, che conduce gli spettatori in un viaggio al Memoriale della Shoah della Stazione Centrale di Milano.

Qui, dal Binario 21, il 30 gennaio del 1944 partì il treno merci che condusse la tredicenne Liliana Segre al campo di sterminio di Auschwitz, insieme ad altre 604 persone, tra cui suo padre Alberto: ne fecero ritorno solo in 22. E’ un viaggio nel tempo con i ricordi della senatrice che si avvale anche di materiali fotografici, stampa e video dell’epoca, per ricordare una delle vicende più nere delle pagine della storia dell’uomo e che non deve mai essere dimenticata. Il viaggio nella memoria di “Binario 21” vedrà anche la partecipazione di Paola Cortellesi e Pierfrancesco Favino e un’esclusiva esibizione del Coro del Teatro alla Scala ai binari della Stazione Centrale di Milano.

Sempre in Tv, History Channel (411 di Sky), alle 21.50 trasmette il documentario “Disegni dall’olocausto”: il dolore dei milioni di morti nei campi di concentramento arriva a noi anche tramite i 30mila disegni realizzati tra il 1939 e il 1945 e recuperati dai posti più strani , dalle intercapedini dei muri o nascosti sotto le assi del pavimento e tornati alla luce dopo la Liberazione. Ritratti, nature morte, paesaggi, soggetti astratti, caricature e disegni sulla carta da pacchi, sui ricettari medici, ma anche sul retro delle circolari delle SS o sulle cartine delle sigarette, documentano la storia di chi ha avuto il coraggio di testimoniare i crimini commessi dal regime nazista. Sono artisti di tutta Europa, tra i quali Bronislaw Czech (1908-1944 internato ad Auschwitz), Leon Delarbre (1889-1974, internato ad Auschwitz), Peter Edel (1921-1983, internato ad Auschwitz, Sachsenhausen e Mauthausen), insieme a persone senza particolari doti artistiche.

Chora Media, la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea-CDEC, il Memoriale della Shoah di Milano e Urban Vision si sono uniti per un’iniziativa speciale a Roma, Milano, Napoli e Genova: l’osservazione del tradizionale minuto di silenzio in ricordo delle vittime della Shoah verrà riempita con un minuto di parole dei sopravvissuti italiani. Così nelle 4 città per tutta la giornata si potranno ascoltare 4 estratti audio originali, restaurati, con le testimonianze di Lazzaro Anticoli, Goti Bauer, Cesare Di Segni e Nedo Fiano, cittadini italiani deportati nei campi di concentramento e sopravvissuti alla Shoah.

Nel ricco programma di eventi gratuiti organizzati a Roma, dal titolo “Memoria genera Futuro”, il 27 gennaio c’è una doppia proiezione cinematografica, alle 18 e alle 20, a Palazzo delle Esposizioni: la prima è “Jona che visse nella balena” di Roberto Faenza e la seconda è “La tregua” di Francesco Rosi, lettura cinematografica del romanzo di Primo Levi con John Turturro nei panni del romanziere, che racconta il lungo viaggio di ritorno da Auschwitz all’Italia.

Sempre a Roma alle 21 l’Auditorium Parco della Musica ospita “Lechaim”, concerto per il Giorno della Memoria di Raiz e Auditorium Band, che affrontano musiche attinenti al tema della Shoah e delle discriminazioni, ma anche brani composti da artisti contemporanei ebrei.

Il Teatro Comunale di Caserta ospita il concerto dell’orchestra Jazz & Shoah, in programma alle 19.15. Il progetto, voluto dall’Istituto italiano di cultura Bruxelles e dal maestro Angelo Gregorio, è nato per raccontare la storia sconosciuta di 15 musicisti jazz del campo di concentramento di Terezin. L’orchestra Jazz & Shoah è formata da 6 maestri polistrumentisti – Angelo Gregorio al sassofono e canto; Julien Gillain al violino, pianoforte e canto; Thimote Lemaire al trombone; Gabriele Pagliano al contrabbasso; Cyranò Vatel alla chitarra e Lucas Vanderputten alla batteria – che danno voce alla storia dei Ghetto Swingers. Ogni brano alla fine è accompagnato da una serie di diapositive scelte dalla Fondation de la Mémoire Contemporaine de Bruxelles.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna celebra la Giornata della Memoria proiettando il docufilm “Dove vi portano gli occhi: a colloquio con Edith Bruck”, la scrittrice di origine ungherese sopravvissuta alla Shoah. Nel racconto si ripercorrono l’infanzia, l’adolescenza, la cattura e la prigionia ad Auschwitz, il ritorno dal lager e la difficile vita dopo la liberazione. Inaugurata per la Giornata della Memoria, la mostra “L’inferno nazista. I campi della morte di Belzec, Sobibor e Treblinka”, è in programma a Roma alla Casina dei Vallati, sede espositiva della Fondazione Museo della Shoah.

Documenti, foto, filmati, interviste e ricostruzioni raccontano per la prima volta in modo completo la storia di questi tre campi di sterminio. Palazzo Bisaccioni di Jesi, in provincia di Ancona, ospita la mostra “William Congdon” con testi e disegni dell’artista americano che come ambulanziere fu tra i primi ad arrivare con le truppe alleate nel campo di sterminio di Bergen Belsen, lo stesso dove era morta Anna Frank con la sorella.

Nel Centro Culturale Candiani di Mestre alle 17 il professore Simon Levis Sullam dell’Università Ca’ Foscari di Venezia dialoga con Chiara Becattini, autrice del libro La memoria dei campi. La Risiera di San Sabba, Fossoli, Natzweiler-Struthof, Drancy.

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Reddito di cittadinanza. Quanto mi costi…

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downloadNel 2022 sono stati spesi per il Reddito e la pensione di cittadinanza 7,99 miliardi.

È quanto emerge dagli Osservatori Inps sulla misura di contrasto alla povertà secondo i quali nell’anno hanno avuto accesso ad almeno una mensilità del sussidio 1.685.161 famiglie per 3.662.803 persone coinvolte e 551,11 euro medi di assegno.

Il Sud e le Isole hanno avuto il maggior numero di famiglie coinvolte con 1.040.957 famiglie con almeno una mensilità (il 61% del totale di quelle con il sussidio) , 2.399.875 persone coinvolte (il 65,5% del totale) e 583,27 euro medi per l’assegno.

Nel Nord hanno avuto nel corso del 2022 almeno una mensilità di Reddito o pensione di cittadinanza 372.317 famiglie per 728.507 persone coinvolte (480,28 euro l’assegno medio) mentre nel Centro hanno avuto almeno una mensilità di sussidio 271.887 famiglie per 534.421 persone coinvolte (512,18 euro l’assegno medio). La Regione con più famiglie con almeno una mensilità è la Campania con 353.795 famiglie, un numero vicino a quello dell’intero Nord, 877.115 persone coinvolte e un assegno medio più alto della media ( 617,16). Oltre 300mila famiglie hanno avuto almeno una mensilità anche in Sicilia (306.561). Nel 2021 il numero delle famiglie con almeno una mensilità del sussidio era stato comunque più alto anche a causa delle ricadute economiche della pandemia con 1.771.907 famiglie e 3.956.979 persone coinvolte.

A dicembre sono state 1.168.712 le famiglie che hanno ricevuto il Reddito o la pensione di cittadinanza per 549,46 euro medi. Le persone complessivamente coinvolte nel mese sono state 2.483.885. Si sono spesi nel mese 642,16 milioni di euro. Se si guarda all’intero 2022 le famiglie che hanno ricevuto almeno una mensilità del sussidio sono state 1.685.161 per 3.662.803 persone coinvolte e un importo medio della prestazione di 551,11 euro. Nel complesso nell’anno sono stati spesi per la misura di contrasto alla povertà circa 7,99 miliardi.

A dicembre hanno ricevuto il Reddito o la pensione di cittadinanza 164.215 famiglie della provincia di Napoli per 422.715 persone coinvolte, un numero che supera il doppio di quelle della Lombardia che nello stesso mese sono state 81.115 per 151.433 persone coinvolte. E’ quanto emerge dalle tabelle dell’Osservatorio Inps sul Reddito e la pensione di cittadinanza. Nel mese le famiglie che hanno ricevuto il reddito nel complesso sono state 1.168.722 per 2.483.885 persone coinvolte. Il 65% delle famiglie con l’assegno contro la povertà è nel Sud e nelle Isole (759.767) mentre poco più del 20% risiede al Nord. nel Centro le famiglie coinvolte sono 174.425 pari a quasi il 15% del totale. Nel Mezzogiorno l’assegno medio a dicembre è stato superiore di oltre 100 euro rispetto al Nord con 580,80 euro medi a fronte dei 477,23 del Settentrione.

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A rischio il mercato dei cambi valutari

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downloadIl mercato dei cambi valutari, il cosiddetto foreign exchange FX, una parte importante della bolla finanziaria e dei derivati, vive una crescente fibrillazione. Il rischio di una grave crisi è grande. A dirlo è la Banca dei Regolamenti Internazionale di Basilea nel suo recente “Triennual Survey”. Il succitato mercato è caratterizzato da un’eccezionale volatilità, dovuta all’andamento dei tassi d’interesse, all’aumento dei prezzi delle materie prime, all’inflazione e alle tensioni geopolitiche.
Il turnover nei mercati FX è, infatti, in forte rialzo a livello globale. Nell’aprile 2022 il fatturato è stato, in media, pari a 7.500 miliardi di dollari al giorno, un volume 30 volte superiore al pil globale giornaliero. Il 14% in più rispetto al 2019. Circa il 90% delle operazioni sono fatte con la valuta americana. L’euro – la seconda valuta più scambiata, anche in dollari – ha una quota del 31%, in forte calo rispetto al 39% del 2010. La valuta cinese è passata da meno dell’1% di venti anni fa a oltre il 7% di oggi.
Si osservi che il predominio del dollaro nei mercati valutari globali è dovuto al fatto che solitamente due valute diverse non sono scambiate direttamente ma tramite il dollaro.
Secondo la Bri, a rendere più difficile la gestione è la maggiore frammentazione del trading sui cambi perché si è passati a forme bilaterali di negoziazione elettronica. La Bri parla di uno spostamento da forme “visibili” ad altre più opache. È la stessa differenza tra i derivati finanziari gestiti su piattaforme riconosciute e gli otc, over the counter, anch’essi contratti bilaterali e tenuti fuori bilancio.
Una delle principali fonti di vulnerabilità è l’indebitamento in dollari insito nei mercati valutari.A differenza della maggior parte dei derivati, quelli sulle valute comportano lo scambio di capitale e quindi danno luogo a obblighi di pagamento (debiti) pari all’intero importo del contratto.
A metà del 2022 questo indebitamento in dollari ammontava globalmente a 85.000 miliardi. Essendo tenuto fuori bilancio, esso è perciò “mancante” nella contabilità dei bilanci. Se si aggiungono tutte le monete, i debiti arrivano a 97.000 miliardi di dollari, cioè pari al pil globale del 2021 e tre volte il commercio mondiale. Cifre enormi e preoccupanti.
Per i soggetti non bancari fuori degli Usa, per esempio i fondi d’investimento, si stimano 26.000 miliardi di obblighi di pagamento tenuti fuori bilancio, il doppio del loro debito in dollari registrato in bilancio. Nel 2016 erano 17.000 miliardi. Le banche non statunitensi, quindi con un accesso limitato al credito della Federal Reserve, hanno circa 39.000 miliardi di tali obblighi fuori bilancio, rispetto a quelli registrati nei bilanci pari a 15.000. Sono più di 10 volte il loro capitale.
Le operazioni sulle valute, quindi, creano obblighi di pagamento (debiti) in dollari a termine che non compaiono nei bilanci e mancano nelle statistiche sul debito. Gran parte di questo debito è a brevissimo termine. Di conseguenza le esigenze di rollover, cioè il processo di mantenere una posizione aperta oltre la sua scadenza, comportano una grande tensione rispetto alla reale disponibilità di finanziamenti in dollari.
Lontano dagli occhi, afferma la Bri, non dovrebbe tuttavia significare lontano dalla mente. Il fatto che non si vedano non vuol dire che non esistano e che non possano provocare degli sconquassi. Durante la Grande Crisi Finanziaria del 2008 e durante le turbolenze del mercato di marzo 2020, sono stati necessari interventi straordinari della Fed per evitare il peggio. In tempi di crisi, le politiche volte a ripristinare il regolare flusso di dollari a breve termine nel sistema finanziario sono incerte, avvolte nella nebbia.
La Bri afferma che ogni giorno dello scorso aprile, un terzo del fatturato FX, circa 2.200 miliardi di dollari, era a rischio. Un aumento del 16% in tre anni.
Perciò, il rischio che una delle parti coinvolte in una negoziazione di valute non riesca a consegnare la valuta dovuta, può comportare perdite rilevanti per i partecipanti al mercato, a volte con conseguenze sistemiche.
In passato ci sono stati persino casi di fallimento di alcuni attori coinvolti. In definitiva la Bri invita le banche centrali e i governi ad approntare con urgenza regole stringenti. Evidentemente ritiene che le parole e le danze degli sciamani della finanza non bastino. Ci sembra di stare seduti su un vulcano pronto a esplodere! (aise.it)

Mario Lettieri, già Sottosegretario all’Economia, e Paolo Raimondi, economista




Meloni ad Algeri per parlare di energia

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312574902 668326334660913 4313581776860480655 nIndustria, innovazione, start-up e microimprese. Ma soprattutto energia. A distanza di sei mesi dalla visita di Mario Draghi ad aprile scorso, la premier Giorgia Meloni arriverà domani ad Algeri per la sua prima missione ufficiale nel paese nord africano. Meloni avrà una serie di colloqui istituzionali con il presidente della Repubblica, Abdelmadjid Tebboune, che aveva già incontrato a margine dei lavori della Cop27 in Egitto immediatamente dopo il suo insediamento, e con il primo ministro algerino Aimen Benabderrahmane. Previsti anche incontri con imprenditori italiani che operano nel Paese.

L’arrivo ad Algeri

Poco dopo le 17 la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrata all’aeroporto di Algeri. La premier è stata accolta dal primo ministro della Repubblica algerina, Aimen Benabderrahmane e dall’Ambasciatore d’Italia ad Algeri, Giovanni Pugliese. Sono stati eseguiti gli inni nazionali (italiano e algerino) e poi il passaggio in rassegna della Guardia repubblicana e delle tre forze armate algerine. Meloni andrà a deporre una corona di fiori al monumento dei martiri della capitale algerina e poi farà un saluto all’equipaggio della nave della Marina militare “Carabiniere” attraccata al porto di Algeri. In serata la cena ufficiale con il primo ministro algerino.

Meloni: “Il Mediterraneo ci unisce”

“Oggi primo giorno in visita in Algeria. Al centro dei colloqui l’energia e un rapporto bilaterale che si estende sempre di più in tutti i campi. Il Mediterraneo ci unisce. Ringrazio il Primo Ministro algerino per la calorosa accoglienza e il fruttuoso incontro”. Lo scrive in un post la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della cena con il primo ministro della Repubblica algerina, Aimen Benabderrahmane.

La partita del gas

“Le relazioni bilaterali fra Italia e Algeria sono solide, antiche e strategiche e attraversano una fase particolarmente positiva. L’Italia è al lavoro per rafforzarle, ampliarle e consolidarle ulteriormente come testimoniato dalle visite politiche al più alto livello che si sono susseguite negli ultimi mesi”, evidenzia palazzo Chigi.

Proprio a luglio del 2022, l’ex premier Draghi assieme a una folta delegazione di ministri, arrivò ad Algeri per siglare una serie di accordi e annunciando che “l’Algeria è diventato il primo fornitore di gas del nostro Paese”, fornendo all’Italia 4 miliardi di metri cubi di gas e “anticipando forniture ancora più cospicue nei prossimi anni”. Ad aprile Algeri aveva assicurato all’Italia una fornitura di 9 miliardi di metri cubi aggiuntivi fino al 2024, di cui 3 miliardi già per questo inverno.

Proprio a luglio, a ridosso della visita di Draghi, i vertici di Sonatrach, la società di Stato algerina che opera nel campo dell’energia, avevano anticipato l’invio di altri 4 miliardi di metri cubi aggiuntivi. Ad aprile invece, era stato firmato un memorandum d’intesa nel settore dell’energia ed un contratto tra Sonatrach ed Eni per l’aumento delle esportazioni di gas algerino verso l’Italia. Ad accompagnare Meloni nella missione algerina ci sarà il numero uno di Eni, Claudio Descalzi.

Obiettivo staccarsi da Mosca

L’Algeria ha le più grandi riserve di gas naturale di tutta l’Africa ed è il principale paese esportatore di gas naturale verso l’Italia: l’energia dunque si conferma il cuore della missione che inizia domani. L’Italia, il cui obiettivo è quello di rendersi sempre più indipendente dal gas russo, punta a “consolidare e rafforzare un partenariato con un Paese molto importante su diversi fronti a partire dall’energia (approvvigionamento e diversificazione energetica). Vi è la volontà di confermare la prospettiva dell’Italia quale hub energetico – di gas ma anche di idrogeno verde- del Mediterraneo, ponte fra Africa e Europa”, conferma il governo, che punta a consolidare gli accordi dei mesi scorsi.

Meloni farà inoltre visita ai militari di una nave della Marina Militare ancorata al porto di Algeri e renderà omaggio alla figura di Enrico Mattei con una tappa simbolica al Giardino intitolato all’imprenditore italiano e fondatore dell’Eni nel cuore della capitale algerina, inaugurato nel novembre 2021 dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La visita nel Paese nordafricano rientra, infatti, nella cornice del cosiddetto ‘Piano Mattei’ per l’Africa annunciato da Meloni durante il suo discorso di insediamento di fine ottobre alla Camera dei deputati, evidenzia palazzo Chigi.

Oltre 7 miliardi di interscambio

Al centro della visita ci saranno anche altre questioni di grande interesse come l’industria, l’innovazione, le start-up e le microimprese. In occasione della missione saranno siglati diversi accordi, fra cui alcune nuove intese private.

Secondo i dati forniti dall’osservatorio economico del governo italiano, nel 2021 il valore dell’interscambio Italia-Algeria è stato pari a 7,33 miliardi di euro, di cui 5,57 miliardi le nostre importazioni e 1,76 miliardi le nostre esportazioni. Il gas costituisce la quasi totalità delle nostre importazioni, mentre l’Italia esporta principalmente macchinari, prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici e siderurgici. L’Italia è il terzo partner commerciale dell’Algeria a livello globale (primo cliente e terzo fornitore). L’Algeria è il primo partner commerciale dell’Italia nel Continente africano. Nel primo semestre 2022 l’Algeria è diventata il primo fornitore di gas naturale dell’Italia.

agi.it