Messico. A fine marzo nuova rotta diretta Roma – Città del Messico

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volodirettovertAeroméxico ha dato ufficialmente il via al conto alla rovescia verso il 26 marzo, data di apertura della nuova rotta diretta tra Roma Fiumicino e Città del Messico. Dall’Hotel Bulgari, nel cuore di Milano, la compagnia ha voluto sottolineare una volta di più quanto il collegamento rappresenterà un’opportunità per tutta l’Italia, non soltanto per lo scalo romano.

Quattro frequenze alla settimana, che saliranno a cinque dal 1° giugno per poi diventare giornaliere dal 15 giugno fino al 15 settembre, una vera e propria intensificazione di capacità quella immessa sulla rotta, considerata «l’elevatissima domanda, confermata dalle prenotazioni appena partite le vendite» —ha dichiarato Giancarlo Mulinelli, vicepresidente senior delle Vendite globali di Aeroméxico— «addirittura già al 60% senza ancora il punto vendita italiano, aperto successivamente».

E gli orari —partenza dall’Italia alle 23.15 come pure l’arrivo in Messico alle 15.15— garantiscono la possibilità di connessione nel Bel Paese «grazie all’accordo commerciale con Ita Airways e anche con alcuni scali europei», oltre ai proseguimenti verso la rete domestica di Aeroméxico (42 destinazioni), nonché verso mete in Nord, Centro e Sud America.

Sono elevate, dunque, le attese di traffico dal mercato italiano, dove il vettore stima una «corretta mescolanza di segmenti di clientela, in primis quello commerciale, considerato l’alto numero di aziende italiane che operano in Messico, oltre a quello dei viaggiatori che visitano amici e parenti e, naturalmente, alla componente turistica».

Su questo fronte il dirigente ha sottolineato l’importanza della commercializzazione, con cui il vettore «ha un rapporto vantaggioso per entrambe le parti: in Italia come anche a livello globale la percentuale di vendite transate dalle agenzie è significativa, oltre il 50% del totale. Abbiamo inoltre già instaurato contatti con tutti i principali operatori turistici che programmano la destinazione Messico. È importante, in questa fase così come lo è stato nei mesi scorsi, l’ascolto reciproco per comprendere al meglio in quale direzione muoverci».

Inoltre, «non bisogna sottovalutare il traffico crocieristico con il vicino porto di Civitavecchia» —ha osservato Pasquale Speranza, direttore regionale delle vendite per l’Europa e l’Asia— «che costituirà un richiamo importante per i flussi che provengono dal Messico».

Sulla rotta sarà impiegato un Boeing 787-8 Dreamliner, così come sulle altre rotte europee servite dalla compagnia: «I collegamenti Messico-Europa (oltre a Roma ci sono Madrid, Amsterdam, Londra e Parigi) saranno 56 alla settimana, per un aumento di oltre il 20% rispetto all’estate del 2022».

A tracciare i contorni del traffico Italia-Messico è stato Federico Scriboni, responsabile dello Sviluppo aeronautico di Aeroporti di Roma: «Nel 2019 il traffico Italia-Messico totalizzava oltre 220.000 passeggeri, immaginiamo ora con il collegamento diretto a quanto si potrà arrivare!».

Complessivamente, tra gennaio e novembre 2022 «gli arrivi italiani in Messico sono stati circa 106.400» —ha aggiunto Georgina Rosaura Marina Robles, console aggiunta al Consolato Generale del Messico a Milano— «dato che posiziona l’Italia al 14° posto per numero di visitatori in Messico. Ora, il nuovo volo è un’opportunità per stringere ulteriormente il legame tra i due Paesi, molto affini per cultura, gastronomia e popolazione. È un invito a scoprire nuove destinazioni, oltre Cancún».

da puntodincontro.mx




Juve, 15 punti di penalizzazione. La stangata della Corte Federale d’Appello

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Il processo bis per le plusvalenze si riapre e a pagare è solo la Juventus. E con una stangata: – 15 punti in classifica e tutti i dirigenti condannati.

Dopo oltre quattro ore di Camera di consiglio la Corte federale d’appello non solo ha accolto la richiesta di rimettere sul banco degli imputati il club bianconero, ma ha anche aumentato le pene che aveva chiesto il capo della procura Giuseppe Chinè.

È un vero e proprio tsunami sulla classifica (i bianconeri di Allegri scendono al momento del terzo al decimo posto) e sul futuro del club, ora atteso da un possibile secondo processo sportivo, derivato dai nuovi atti dell’inchiesta Prisma, oltre alle possibili sanzioni minacciate dall’Uefa per la violazione del financial fair play. La nuova Juve del dopo Agnelli si trova intanto a scontare sanzioni per i vecchi guai: ed è stato solo il primo dei giorni del ‘giudizio’, quello in cui la Corte federale d’appello appunto era chiamata a valutare la riapertura del processo sportivo che vedeva coinvolti oltre alla Juve altri otto club e che lo scorso maggio si era concluso con il proscioglimento.

“Ricorso inammissibile” le parole della difesa dei bianconeriin assenza di “fatti nuovi” rispetto al processo già celebrato mesi fa e che aveva assolto tutti. I legali bianconeri hanno fatto leva sul principio giuridico per cui “nessuno può essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso Stato per un reato per il quale è già stato assolto o condannato”. La Procura della Figc, uscita sconfitta al primo round sulla vicenda plusvalenze, aveva voluto riaprire il procedimento alla luce dell’inchiesta penale Prisma della procura di Torino, quella infarcita di intercettazioni, documenti, e il ‘libro nero di FP’, con le operazioni di mercato dell’ex ds Paratici appunto.

“Nessuno degli elementi valorizzati dalla procura Federale” nell’ambito delle operazioni di mercato “dimostra l’esistenza di una artificiosa sopra-valutazione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori alle predette operazioni, con ciò rendendosi piena infondatezza dell’odierno ricorso” ha sostenuto la difesa della Juve. Che con la Procura ha avuto più di un botta e risposta durante l’udienza sull’uso delle plusvalenze: Chinè ha sottolineato che secondo la sua accusa quelle contestate servivano a coprire le perdite; i difensori del club bianconero hanno ribattuto che le plusvalenze in oggetto, per 60 milioni, rappresentano solo il 3,6% dei ricavi. In particolare, hanno sottolineato, negli anni ai quali la procura fa riferimento la società ha chiamato 700 milioni di aumenti di capitale, su tre anni ha avuto ricavi di 1675 milioni e su un totale di 323 milioni di plusvalenze i 60 contestati da Chinè sono il 18% del totale e, appunto, il 3,6% dei ricavi. Per la Juve è una nuova Calciopoli: pagano anche i dirigenti anche se sono ormai ex: 24 mesi ad Agnelli e 30 a Paratici, 16 mesi a ds Cherubini, 8 mesi anche a Paolo Garimberti: più di quanto aveva chiesto Chinè. La Juve sprofonda in classifica e, tra processi pensali (c’è anche la vicenda del falso in bilancio) rischia anche in Europa.

ANSA




Il sottosegretario Silli domani in Messico

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giorgiosillivertIl sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Giorgio Silli, svolgerà una missione a Città del Messico dal 21 al 24 gennaio per incontrare membri del governo federale messicano e della collettività italiana.

Il programma della visita prevede riunioni con il sottosegretario del Commercio estero, Alejandro Encinas Najera, la sottosegretaria per gli Affari multilaterali e i diritti umani, Martha Delgado, il sottosegretario per l’America latina e i Caraibi, Maximiliano Reyes Zúñiga, la ministra della Cultura, Alejandra Frausto, e la sottosegretaria agli Esteri, Carmen Moreno Toscano. Il sottosegretario incontrerà, inoltre, il personale dell’Ambasciata d’Italia, un gruppo di connazionali residenti in Messico e rappresentanti del settore imprenditoriale italiano.

Giorgio Silli, nato a Firenze il 16 luglio 1977, è perito industriale specializzato in industria chimica tintoria, diplomato all’ITIS Buzzi, e laureato in scienze politiche e relazioni internazionali con lode. Nel 2020 ha conseguito un master in politiche e istituzioni spaziali alla Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI). Parla 5 lingue. Fra le onorificenze repubblicane e di diritto pontificio ricevute, figura come Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Nel 2018 viene eletto membro della Camera dei Deputati. Da parlamentare è stato componente della Commissione Permanente I (affari costituzionali, interni, presidenza del consiglio) e del Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione. Dal maggio 2019 è stato componente della Commissione Permanente Difesa. Nel giugno 2021 viene eletto segretario di Presidenza della Camera dei Deputati. Il 31 ottobre 2022 ha ricevuto l’incarico di sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

da puntodincontro.mx




New York. Arrestato caporegime della famiglia Gambino

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sunset 569093 960 720La polizia di New York ha arrestato una ventina di persone – tra cui un presunto caporegime della famiglia Gambino – in relazione a un giro di maxi-tangenti per la costruzione di grattacieli nel centro di Manhattan.

L’operazione è scattata mercoledì su ordine del procuratore distrettuale di Manhattan Alvin Bragg a seguito di un’indagine del NYPD, del Dipartimento Investigativo e dell’Ufficio anti-racket del Procuratore.

Tra gli arrestati ci sono il 59enne Frank Camuso, che gli inquirenti ritengono una figura di spicco del clan italoamericano dei Gambino – una delle cosiddette “Cinque famiglie” della mafia newyorkese – e l’imprenditore edile Robert Baselice, che avrebbe indirizzato illegalmente i promotori immobiliari verso i subappaltatori con cui era in combutta.

Lo schema funzionava in questo modo: per far loro ottenere la commissione, Baselice intimava ai subappaltatori di aumentare le loro offerte fino a un livello che gli avrebbe permesso di ricavare una tangente – condividendo in cambio informazioni dettagliate sulle offerte dei rivali. Secondo la procura distrettuale, le imprese controllate da Camuso e dal clan Gambino avrebbero quindi ricevuto una parte del denaro.

Tra i progetti immobiliari coinvolti ci sono i cantieri del FiDi Hotel, del citizenM New York Bowery Hotel e del Fifth Avenue Hotel.

Secondo una fonte, in precedenza Camuso avrebbe lavorato per Joe “il Biondo” Giordano, un ex capo dei Gambino e amico intimo di John Gotti morto in carcere nel 2013.

da la Voce di New York




I covi di Messina Denaro: non c’è due… senza tre

matteo messina denaro trovato il secondo covo

matteo messina denaro trovato il secondo covo

La Polizia ha scoperto un terzo covo in cui ha vissuto il boss Messina Denaro.

Si tratta di un appartamento che si trova sempre a Campobello di Mazara, il paese cui sono stati individuati gli altri due rifugi del capomafia.

Il terzo covo è stato perquisito. Secondo quanto si apprende è vuoto. L’appartamento è in vendita. Gli inquirenti stanno accertando chi sia il proprietario.

Il boss Matteo Messina Denaro ha rinunciato a essere presente in videoconferenza dal carcere de L’Aquila, dove si trova detenuto, con l’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta dove si sta svolgendo il processo in cui è imputato come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Lo ha comunicato il presidente della Corte d’Assise d’appello. C’era attesa questa mattina all’interno dell’aula bunker dove si sta celebrando il processo d’appello al boss, accusato di essere mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Si sarebbe trattato della prima volta in un’aula giudiziaria del latitante, arrestato lunedì scorso a Palermo. Il collegamento video con il carcere de L’Aquila, dove Messina Denaro è detenuto, era stato attivato ma l’imputato ha rinunciato.

L’udienza è stata rinviata al 9 marzo “per consentire al difensore di essere presente”. Lo ha deciso il presidente della Corte d’Assise di Caltanissetta Maria Carmela Giannazzo, dopo che il boss ha deciso di non assistere all’udienza in videoconferenza dal carcere de L”Aquila. Uno dei due difensori d’ufficio del boss, l’avvocato Salvatore Baglio, ha comunicato di avere ricevuto una delega orale dal difensore di fiducia nominato da Messina Denaro, la nipote Lorenza Guttadauro, ed ha chiesto i termini a difesa.

Lavorare nella ‘terra’ del boss sfidando la mafia

Intanto slitta la prima seduta di chemioterapia in carcere per Messina Denaro: era tutto pronto nella stanza dove sarà curato, proprio di fronte alla sua cella in modo da limitare potenziali contatti con altri detenuti, ma all’ultimo momento il boss avrebbe richiesto un ulteriore intervento del medico. In carcere è quindi tornato il professor Luciano Mutti, primario del reparto a gestione universitaria dell’ospedale de L’Aquila, che lo ha visto oggi per la seconda volta. Secondo quanto si è appreso, sono ancora in corso di approfondimento da parte dei medici del reparto di oncologia dell’ospedale dell’Aquila le valutazioni di documentazione medica in possesso del paziente, risultati di nuovi esami e ulteriori verifiche per stabilire, a questo punto, quando effettuare la somministrazione di chemioterapia.

Il procuratore generale Patti: “Speriamo tutti che Messina Denaro collabori”
“Che collabori lo speriamo tutti, ma nessuno di noi può saperlo. E’ depositario di conoscenze sulla stagione stragista del ’92 e ’94 ancora oggi non sondate e sconosciute da altri collaboratori”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta, Antonino Patti, al termine dell’udienza del processo a Matteo Messina Denaro, come mandante delle stragi di Capaci e via D’Amelio, che si celebra davanti la Corte d’assise d’appello a Caltanissetta. Il procedimento è stato rinviato al 9 marzo per consentire all’avvocato di fiducia dell’imputato, Lorenza Guttadauro, di essere presente.

Sequestrata la casa della madre di Andrea Bonafede, l’uomo sotto la cui identità si coprima il padrino in latitanza
E’ stata posta sotto sequestro la casa di proprietà della mamma di Andrea Bonafede, l’alias utilizzato dal boss Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. La casa si trova all’angolo tra la via Marsala e la via Cusmano a Campobello di Mazara. L’appartamento a pian terreno ha due ingressi. Da tempo però la casa è disabitata. La mamma di Bonafede vive nella casa di Tre Fontane insieme a una delle sue figlie.

L’autista del boss in clinica: “Non sapevo fosse Messina Denaro”
“Non sapevo che fosse Matteo Messina Denaro, solo un pazzo avrebbe potuto accompagnarlo sapendo che si trattava del boss”. Si è difeso così Giovanni Luppino, l’autista del super latitante arrestato lunedì scorso a Palermo mentre lo accompagnava alla clinica la Maddalena. Lo ha detto il suo difensore, l’avvocato Giuseppe Ferro, al termine dell’udienza di convalida davanti al Gip che si è svolta nel carcere Pagliarelli. Luppino, 59 anni, commerciante di olive, ha sostenuto di non conoscere Messina Denaro, che gli era stato presentato come cognato di Andrea Bonafede,e di averlo accompagnato perchè doveva sottoporsi alla chemioterapia. Luppino, assistito dal suo legale Giuseppe Ferro, davanti al Gip si è difeso sostenendo di non sapere che l’uomo che stava accompagnando fosse Matteo Messina Denaro. Il commerciante di olive ha spiegato di averlo conosciuto qualche mese fa e che gli era stato presentato, con il nome di “Francesco”, come il cognato di Andrea Bonafede, il geometra al quale era intestata la falsa carta d’identità utilizzata dal super latitante. Luppino ha aggiunto di averlo accompagnato lunedì scorso per la prima volta a Palermo, dove il boss doveva sottoporsi a un ciclo di chemioterapia, perchè gli era stata chiesta questa cortesia proprio a causa delle sue condizioni di salute. Il Gip Fabio Pilato ha convalidato l’arresto in flagranza di Giovanni Luppinoe si è riservato di decidere sulla richiesta di custodia cautelare in carcere. Luppino risponde di procurata inosservanza della pena e favoreggiamento aggravati dal metodo mafioso.

Legale medico: chiarirà quando sarà interrogato
“Il mio assistito è fiducioso nella magistratura e nelle forze dell’ordine affinché si accerti la verità. L’atteggiamento del dottor Tumbarello non credo possa essere diverso da chi intende dare chiarimenti che può e che è in condizioni di dare”. È quanto dice l’avvocato Giuseppe Pantaleo, nominato difensore di fiducia da parte di Alfonso Tumbarello. Il medico di Campobello di Mazara ha prescritto ricette mediche al suo assistito Andrea Bonafede, nome però utilizzato (tramite carta d’identità e tessera sanitaria) dal boss Matteo Messina Denaro per curarsi ed effettuare visite ed esami nelle strutture sanitarie.

ansa.it




Messina Denaro: trovato un secondo covo

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downloadUna stanza blindata a cui si accede dal fondo scorrevole di un armadio: è il secondo covo del boss Matteo Messina Denaro, catturato a Palermo dopo 30 anni di latitanza, scoperto dai carabinieri e dal Gico della Finanza in una casa al primo piano di una palazzina di via Maggiore Toselli 34, a Campobello di Mazara.

L’abitazione è di Errico Risalvato, 70 anni, assolto nel 2001 dall’accusa di mafia, ritenuto vicino al capomafia di Castelvetrano.

Non è ancora chiaro se si tratti del luogo in cui il capomafia nasconde il suo tesoro: documenti riservati, pizzini, soldi che i magistrati cercano. Lo scopriranno i carabinieri dopo la perquisizione del bunker, che si trova a circa 300 metri dall’abitazione in vicolo San Vito.

Al secondo covo gli investigatori del Gico della Guardia di Finanza sarebbero arrivati grazie all’analisi di alcuni dati catastali. Proprio lo screening su questa serie di informazioni, assieme ad un’analisi del contesto scaturita da un’attività informativa e investigativa, ha infatti consentito di localizzare il covo.

“Ho avuto un breve colloquio con Matteo Messina Denaro, è durato qualche minuto. Gli ho spiegato che è nelle mani dello Stato e gli ho detto che avrà piena assistenza medica. Lui ha ringraziato”. Così il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, parlando a Metropolis.

AGENZIA ANSA

 

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Il boss Messina Denaro, rinchiuso nel carcere dell’Aquila, è molto attivo e sorride al personale

>>>ansa/ 'sono messina denaro', arrestato dal ros il superlatitante

>>>ansa/ 'sono messina denaro', arrestato dal ros il superlatitante

All’interno del penitenziario di massima sicurezza de L’Aquila, il boss mafioso Matteo Messina Denaro, catturato a Palermo dopo 30 anni di latitanza, ha già fatto la sua prima ora d’aria, si è organizzato la cella ed è molto attivo, mostrandosi sempre sorridente con il personale che incrocia nel carcere, secondo quanto trapela da indiscrezioni che aggiungono: “il suo sarebbe un comportamento anomalo rispetto a come si comportano di solito i detenuti al 41 bis”.

A quanto si apprende da fonti informate, le sedute di chemioterapia potrebbero essere disposte in massima sicurezza in una struttura all’esterno del carcere.

È il carcere d’Italia con il più alto numero di detenuti al 41 bis, le Costarelle sono il centro del carcere duro.

Il penitenziario dove è stato assegnato Matteo Messina Denaro a Preturo è di fatto in mezzo al nulla, è una isola detentiva lontano dal resto della città dell’Aquila. Nel super carcere de L’Aquila sono stati ospitati detenuti eccellenti come il boss mafioso Leoluca Bagarella – che sconta l’ergastolo per strage -, Raffaele Cutolo della Nuova camorra organizzata, l’esponente dei casalesi Francesco Schiavone detto Sandokan, l’esponente della Mala del Brenta Felice Maniero. Qui fu detenuto anche Totò Riina.

Riflessioni sulla vita e sull’amore, le date degli incontri con la figlia, brani di lettere ricopiati tutti da interpretare: c’è molto materiale nell’agenda trovata la notte tra lunedì e martedì nella casa in cui il boss Matteo Messina Denaro, arrestato due giorni fa, ha trascorso l’ultimo anno della sua latitanza. Nell’appartamento di vicolo San Vito, a Campobello di Mazara, non sarebbero stati scoperti documenti esplosivi o carte compromettenti – cosa che spinge i pm a pensare che ci sia un altro covo in cui il boss teneva le cose riservate- ma l’agenda potrebbe dare spunti investigativi importanti. Come i tantissimi documenti sanitari- referti di visite specialistiche, molte oculistiche, sostenute da Messina Denaro negli anni – recuperati in uno scatolone. Le cartelle mediche dimostrano che il capomafia, incastrato proprio grazie all’inchiesta sulla gravi patologie di cui soffre, durante la latitanza ha incontrato diversi dottori. Uno, Alfonso Tumbarello, medico di base di Campobello di Mazara è indagato per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, altri saranno presto sentiti. Come un oncologo di Trapani che lo aveva curato. Ma la caccia ai fiancheggiatori è solo all’inizio.

Intanto, è stata fissata per domani mattina, probabilmente nel carcere Pagliarelli di Palermo, l’udienza di convalida dell’arresto di Giovanni Luppino, agricoltore 59enne di Campobello di Mazara finito in manette lunedì scorso dopo aver accompagnato il boss Messina Denaro nella clinica palermitana i cui il capomafia doveva sottoporsi a delle cure. Luppino, che sarà interrogato dal gip, alla presenza del pm della Dda Piero Padova, è accusato di favoreggiamento e procurata inosservanza di pena. Al giudice dovrà spiegare i suoi rapporti con il padrino ricercato per trent’anni.

ansa




Addio alla “bersagliera” Gina Lollobrigida. Aveva 95 anni

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paura per gina lollobrigida, sarÀ operata

Grande protagonista del cinema italiano, era nata a Subiaco il 4 luglio del 1927, aveva quindi 95 anni compiuti.

Lo scorso settembre l’attrice, che una generazione ha conosciuto come la Bersagliera, era stata dimessa dalla clinica, dopo una caduta in casa che le aveva causato una frattura del femore per cui era stata operata.

Già quattro anni fa la Lollo era finita in ospedale proprio per un incidente domestico. In quell’occasione l’attrice fu presa in cura dai sanitari del Sant’Eugenio, ospedale a poca distanza dalla sua villa sull’Appia Antica, e dimessa un paio di giorni dopo.

L’incidente al femore è avvenuto a due settimane della tornata elettorale del 25 settembre in cui la Lollobrigida era candidata a Latina al collegio uninominale del Senato, e in altre circoscrizioni nel plurinominale proporzionale, per la lista ‘Italia sovrana e popolare’, che riunisce Partito comunista, Patria socialista, Azione civile, Ancora Italia e Riconquistare l’Italia.

In carriera si è aggiudicata, tra gli altri, sette David di Donatello: la sua fama è legata al nuovo cinema italiano del neorealismo: lavora con Pietro Germi (“La citta’ si difende”) e con Carlo Lizzani (“Achtung banditi”) alla metà esatta del secolo scorso ritagliandosi ruoli di vigorosa passionalita’ popolana in cui affina una recitazione da autodidatta imprimendole la sua personalità. Il primo successo personale è però fuori dai confini: il francese “Fanfan la Tulipe” con Gerard Philipe nel 1952. Recita per Rene Clair, Alessandro Blasetti, Mario Monicelli e Steno, Mario Soldati e finalmente diventa diva in patria con il trionfale “Pane amore e fantasia” di Luigi Comencini (1953) compreso un fortunato seguito sempre in coppia con Vittorio De Sica.

Negli ultimi anni si era dedicata soprattutto all’arte e alla fotografia, con molte mostre, non smetteva di fare progetti, l’ultimo un libro di disegni. I suoi ultimi anni sono stati contrassegnati anche da vicende giudiziarie. Dal 2021 la diva aveva un amministratore di sostegno nominato dal Tribunale per tutelare il suo patrimonio, così come richiesto nell’azione legale dal figlio Andrea Milko Skofic. Al centro dell’attività di indagine dei pm di piazzale Clodio è l’ex manager dell’attrice, Andrea Piazzolla, rinviato a giudizio con l’accusa di circonvenzione di incapace. Con lui è finito a processo anche Antonio Salvi, l’uomo che avrebbe fatto da intermediario con una casa d’aste per la vendita di circa 350 beni di proprietà della Lollobrigida.

ansa.it




Arrestato il boss Matteo Messina Denaro. Era latitante da 30 anni

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mattia messina denaro arresto carabinieriIl boss mafioso Matteo Messina Denaro è stato arrestato mentre era in day hospital alla clinica Maddalena di Palermo. Latitante da 30 anni, Messina Denaro è stato arrestato a 30 anni esatti dall’arresto di Toto Riina, preso il 15 gennaio 1993.

Messina Denaro – che al momento dell’arresto indossava un cappellino bianco di lana, occhiali scuri, un giubbotto marrone con pellicciotto bianco – era arrivato intorno alle otto alla clinica per sottoporsi alle cure in day hospital con il nome Andrea Bonafede e avrebbe tentato una breve fuga ma si sarebbe arreso praticamente subito senza opporre resistenza. E ha poi subito ammesso, come si apprende, la sua vera identità. “Sono Matteo Messina Denaro”, ha detto agli uomini del Ros.

Subito dopo l’arresto il boss è stato portato dai Carabinieri alla caserma San Lorenzo e da lì è stato trasferito all’aeroporto di Boccadifalco per essere portato in una struttura carceraria di massima sicurezza. Anche il boss Totò Riina fu portato a Boccadifalco.

Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti investigative, non c’è stata nessuna segnalazione esterna: i carabinieri sono riusciti ad arrivare a lui solo dopo anni di indagini.

Sono stati oltre 100 gli uomini dei carabinieri del Ros che hanno partecipato alla cattura del boss mafioso.

Insieme con Messina Denaro è stato arrestato anche il suo autista, Giovanni Luppino.




Sapori d’Italia a Toluca

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messaggero antonio““Abbiamo appena aperto una seconda pizzeria in un’altra zona della città e si chiamerà “La pequeña Italia”. Vogliamo offrire piatti della cucina italiana a prezzi competitivi in un Paese che è il secondo consumatore mondiale di pizza”. Jacopo D’Amico annuncia così l’apertura della sua nuova pizzeria, frutto di un progetto che lo ha portato in Messico alla ricerca del suo “sogno americano”. Ha 46 anni e un’esperienza di lavoro in Irlanda dal 2015 al 2020. Ha scelto la terra degli aztechi per sposarsi con la sua fidanzata messicana, divenuta sua moglie due anni fa”.

14messaggeroA intervistarlo è stato Generoso D’Agnese per il “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero” di gennaio.
““Il mio primo lavoro in Messico è stato quello d’insegnante d’italiano e d’inglese online per studenti messicani. Questo mi ha permesso d’interagire con i cittadini locali e di acquisire la padronanza della lingua spagnola. Dopo alcuni mesi, ho trovato lavoro come consulente finanziario in una compagnia assicurativa che mi ha permesso di lavorare da casa, in smart working. Ho avuto la fortuna di scoprire un Paese dal patrimonio paesaggistico ricchissimo di montagne, laghi, foreste e spiagge incantevoli. La parte più conosciuta è sicuramente quella caraibica, ma ci sono posti magnifici anche sulla costa occidentale, come Oaxaca, Baja California o come Guanajuato con il suo museo delle mummie e con le scalinate panoramiche che conducono dal centro storico alla parte alta della città”.
L’imprenditore di origini abruzzesi ha scelto Toluca de Lerdo per dare corpo al suo “sogno americano”. La città, che conta circa 750 mila abitanti, sorge nel centro del Paese, a poca distanza dalla capitale, Città del Messico, nella Valle di Toluca, posta a ben 2.668 metri sopra il livello del mare. Importante polo industriale e commerciale, la sua altitudine elevata garantisce, tutto l’anno, un clima gradevole e ideale per il settore enogastronomico all’insegna dell’italianità.
“Certamente la mia condizione di migrante è molto diversa da quella di mio nonno materno che partì alla volta del Venezuela. A cominciare dal livello d’istruzione e per le condizioni socio- economiche attuali. La mia è stata una scelta consapevole e ponderata, mentre mio nonno materno è stato spinto dalla necessità di sostenere una famiglia numerosa di sette figli che vivevano nel piccolo borgo di Navelli (L’Aquila). Il mio impatto con il Messico è stato positivo, avendo il privilegio di vivere con mia moglie messicana che mi ha guidato con pazienza lungo il processo di adattamento al nuovo Paese di cui ho fin da subito apprezzato l’amabilità delle persone, la varietà e la ricchezza del cibo, e i paesaggi incantevoli”.
Jacopo non nasconde l’orgoglio per le sue origini che trasferisce nel suo lavoro valorizzando le ricette della cucina italiana e abruzzese. “La mia idea imprenditoriale è nata dal bisogno di trasmettere la nostra cultura del cibo sano e del piacere di mangiare, portando un pezzetto d’Italia in questa parte del Messico. Io sono l’unico italiano con un’attività imprenditoriale in città, e nei nostri due locali cerchiamo di far conoscere alla clientela alcuni piatti italiani come lasagne e ravioli, e le numerose pizze artigianali””. (aise)