I frati di Assisi augurano Buon Natale a tutto il mondo

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downloadÈ un buon Natale in tante lingue diverse, cantato e ritmato dal battere le mani quello dei frati del Sacro Convento di Assisi.

Riuniti intorno al presepe e all’albero allestiti nella piazza inferiore di San Francesco.

È stato pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale di San Francesco d’Assisi, www.facebook.com/sanfrancescoassisi.

Ottenendo migliaia di visualizzazioni in poche ore. Protagonisti dell’originale messaggio sono frati che vengono da tutto il mondo. Fanno gli auguri di buone feste in italiano, inglese, portoghese, tedesco, Malayalam, croato, vietnamita, spagnolo, francese, romeno e polacco. Feliz Navidad la canzone che fa loro da base. “Un santo Natale da Assisi in particolare ai bambini” sottolinea il primo frate che parla. Poi via via tutti gli altri, sorridenti.

“Facciamo festa perché è Natale” sottolinea fra Giulio Cesareo. “È davvero Natale – aggiunge – solo se crediamo che ogni persona sia speciale e dono per gli altri, al di là di ogni cultura, lingua e tradizione. Vorremmo condividere con tutti voi la gioia semplice e autentica di san Francesco, di cui tutti abbiamo vero desiderio. Buon Natale!”. (ANSA).




Ucraina. Feriti due giornalisti italiani

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142315508 aba7c5f2 e1ab 4d4b ad0b 7d89590c63b3Il giornalista italiano Claudio Locatelli è rimasto ferito in quello che lui stesso ha definito un “attacco intenzionale” arrivato dalle postazioni dell’esercito russo a Kherson, in Ucraina.

Sulla sua pagina Facebook, in un post corredato anche da un video dei momenti successivi all’attacco, Locatelli – che era in auto col collega Niccolò Celesti – ha raccontato l’accaduto.

“L’esplosione che vedete ha danneggiato l’auto, siamo rimasti bloccati sotto tiro prima di riuscire a metterci in salvo, ho perso sangue ma la ferita è lieve. Avessi aperto la porta sarei senza una gamba o peggio”, ha riferito Locatelli.

“La macchina è ben segnalata l’attacco ai nostri danni visto luogo e dinamica e’ stato intenzionale”, prosegue il reporter, “il tiro proveniva dalla sponda oltre il Nipro, lì dove si trova l’esercito russo”. “Sparare sulla stampa non ha scuse”, conclude il post.

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Esplosione in un gasdotto che dalla Russia porta il gas in Europa

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135716511 3bcdb0a3 a687 4213 892a 0a11b7537d14Tre persone sono rimaste uccise e una ferita nell’esplosione del gasdotto Urengoi-Pomary-Uzhhorod, in Russia, una delle ‘pipeline’ che porta il gas all’Europa. Lo hanno riferito a Ria Novosti le autorita’ locali.

L’esplosione è stata molto forte“, ha raccontato Olga Smirnova, il sindaco di Kalinin, il comune dove è avvenuta l’esplosione.

“La combustione del gas sul luogo dell’incidente è stata eliminata”, ha reso noto il ministero delle Emergenze citato da Interfax.

“È stato stabilito che l’esplosione che ha generato l’incendio si è verificata durante i lavori di riparazione programmati nella sezione del gasdotto sotterraneo”, ha aggiunto il ministero.

In particolare l’esplosione del gasdotto si è verificata nella regione russa della Ciuvascia. Lo riportano i media russi, citando testimoni oculari che hanno diffuso video del rogo sui social. Il tratto interessato dall’incendio, scrive Komsomolskaya Pravda, si trova nel distretto di Vurnarsky, a circa 600 chilometri a est di Mosca.

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L’ultimo saluto a Sinisa

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131016281 e6916de6 4fcd 4cf6 8a37 9e61e6672b49“E se tira Sinisa è goal… E se tira Sinisa è goal”. Il coro, le lacrime, gli applausi. Sono le persone, i tifosi delle squadre dove ha militato come giocatore prima e come allenatore dopo, a cantare e a piangere.

Il ricordo dei calci di punizioni impossibili è superato, perché Sinisa Mihajlovic – morto la scorsa settimana dopo una lunga battaglia contro la leucemia – il goal lo ha fatto nel cuore della gente.

Oltre 2 mila persone fuori e tantissime anche dentro alla basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica, nel centro di Roma. Il mondo del calcio, ma anche quello della politica e dello spettacolo.

Tutti presenti per rendere onore al campione serbo. Sinisa non è scappato. Ha affrontato la difficoltà  con coraggio. Parlandone e piangendone. Il guerriero ha vinto con la dolcezza della fragilità, la vera forza. Diceva: ‘Non sono Superman, ma devo combattere e non mollare mai‘”, ha ricordato nell’omelia il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana ed ex arcivescovo di Bologna, dove Mihajlovic è stato allenatore dei rossoblù.

Sinisa ruvido e spiazzante. La città delle Due Torri morbida, un po’ rossa e un po’ democristiana. Ma alla fine quello che non è stato un colpo di fulmine si è trasformato in un grande affetto, cementato da una lotta quasi corale contro la malattia, tra i bolognesi e il loro mister. E davanti alla chiesa c’erano anche i giocatori del Bologna Fc insieme ai calciatori della Lazio e di diversi altri club.

Tutti insieme a salutare per l’ultima volta il campione serbo.

Per un giorno il calcio ha vestito una sola casacca. Dopo le celebrazioni in chiesa il feretro di Sinisa ha lasciato la basilica: a portare il spalla la bara, tra gli altri, gli ex calciatori della Lazio Dejan Stankovic, Attilio Lombardo e il Ct della Nazionale Roberto Mancini. Appalusi e lacrime.

Il ricordo del cardinale Zuppi

“Sinisa non è scappato. Ha affrontato la difficoltà con coraggio. Parlandone e piangendone. Il guerriero ha vinto con la dolcezza della fragilità, la vera forza. Diceva: ‘Non sono Superman, ma devo combattere e non mollare mai’”: è il ricordo di Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. “Era dolce e tenero. Le sue parole erano i fatti e mi ha colpito sempre la sua spontaneità e autenticità A Medjugorje andò nel 2008 e mi disse di aver iniziato a piangere come un bambino. Mi disse: ‘quel giorno mi sono sentito più uomo rispetto al resto della mia vita””

Mancini: “Perdo un fratello”

Commosso il ct della Nazionale, Roberto Mancini che conversando con l’AGI ha detto: “Abbiamo passato una vita insieme, perdo un fratello. È stato un onore, un privilegio averlo come amico”.

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Anche il marito italiano della Kiril implicato in Qatargate

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downloadUn vero e proprio complotto di spionaggio transnazionale comincia a svelarsi dietro il caso di corruzione che ha coinvolto diversi italiani, tra cui l’ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri e il compagno dell’ormai destituita vicepresidente del Parlamento europeo (PE) Eva Kiril, Francesco Giorgi, che ha finalmente confessato il suo coinvolgimento negli eventi in cui è coinvolto, oltre al Qatar, ora il Marocco.
L’inchiesta Qatargate, che sta scuotendo il Parlamento europeo, è stata innescata da una segnalazione degli Emirati Arabi Uniti all’intelligence belga, che da mesi collabora con i servizi segreti di altri 5 Paesi, ma non con quelli dell’Italia, “che sarebbe stata esclusi dall’operazione nonostante tutto sembrasse ruotare attorno a figure di nazionalità italiana”.
Così lo ricostruisce il Corriere della Sera in un articolo pubblicato oggi.
Il rapporto Emirates, ha aggiunto la stessa fonte, “ha portato 007 sulle tracce di un centro studi marocchino a Bruxelles, dietro il quale si nascondeva un centro di spionaggio”.
I servizi belgi hanno accertato che il centro culturale aveva collegamenti con l’ambasciatore marocchino in Polonia, Abderrahim Atmoun, che negli atti dell’inchiesta è citato come colui al quale “Panzeri doveva affidare i doni ricevuti perché fossero trasferiti in Marocco “. .
“Avviato nel 2021 come caso di ‘sicurezza nazionale’ per la minaccia di ingerenza di uno Stato estero nei processi decisionali del Parlamento europeo -prosegue il Corriere-, il fascicolo evidentemente a un certo punto perde la sua pericolosità e diventa in una vicenda di corruzione internazionale, altrettanto grave, ma meno allarmante per l’intelligence locale che la trasferisce alla giustizia ordinaria. I magistrati vi lavorano e puntano anche sui rapporti con il Qatar, soprattutto con l’ormai ex vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili”.
L’inchiesta giudiziaria sullo scandalo Qatargate è iniziata dopo quella condotta dai servizi di sicurezza belgi insieme ai servizi segreti di altri Paesi europei, informazione poi confermata dal ministero della Giustizia di Bruxelles.
La svolta nelle indagini dei servizi segreti è avvenuta quando a casa dei Panzeri è arrivata una “visita clandestina”, di cui non è stata precisata la forma. Visita in occasione della quale sono stati visti i 700.000 euro in contanti, poi ritrovati durante la perquisizione che è stata effettuata praticamente con certezza.
Nelle ultime ore l’italiano Francesco Giorgi, 35 anni, compagno sentimentale di Eva Kaili, 44 anni, ha confessato il suo coinvolgimento nel piano di corruzione al Parlamento europeo che colpisce diverse persone coinvolte, oltre a Qatar e Marocco.
Giorgi, padre di una bambina di due anni con Kaili, ha ammesso la sua colpevolezza davanti alla polizia e davanti al gip negli interrogatori a cui è stato sottoposto dalle autorità belghe nello scandalo scoppiato venerdì scorso.
L’assistente parlamentare, ora in custodia cautelare per decisione del tribunale, ha indicato Panzeri come l’artefice del complotto, al quale i carabinieri hanno sequestrato a casa sua 700.000 euro ed è a carico e in custodia cautelare.
La moglie e la figlia dell’ex europarlamentare italiano sono state arrestate in Italia e il Belgio ne ha chiesto la consegna.
Inoltre, Giorgi ha accusato altri due eurodeputati socialdemocratici: il belga Marc Tarabella, il cui indirizzo era già stato registrato dalle autorità nell’ambito dell’inchiesta, ma che era latitante; e l’italiano Andrea Cozzolino, per il quale il partner di Kaili ha lavorato come assistente.
Da parte sua, Kaili è in custodia cautelare e la sua udienza davanti al giudice è fissata per il 22 dicembre, dopo non essere potuta comparire questo mercoledì a causa di uno sciopero dei dipendenti pubblici.
La polizia ha trovato centinaia di migliaia di euro a casa di Kaili e Giorgi e ha sorpreso il padre dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo uscendo da un hotel di Bruxelles con sacchi di denaro, circostanza che ha permesso loro di agire nonostante l’immunità parlamentare della politica greca, comprendendo che stava commettendo un crimine flagrante. (ANSA).




Argentina e Francia, reparti a confronto

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163131431 f5ede839 52f1 43e7 ade6 e1571024f873La finale dei mondiali tra Argentina e Francia vivrà anche del confronto tra i reparti delle due squadre che si sono dinsotrate le migliori del torneo. Vediamole in raffronto:

DIFESA

La finale tra Argentina e Francia mette di fronte due delle migliori difese del mondiale: più improntata sulla fisicità quella dei Bleus, grande ‘garra’ per l’Albiceleste. Tra i pali due portieri diversi nello stile ma ugualmente efficaci.

Stesso ruolo, storie differenti

A difendere i pali della Francia sarà il portiere del Tottenham, Hugo Lloris. Il capitano dei Blues con la finale raggiungerà quota 144 presenze (20ma a una Coppa del mondo) con la nazionale e proverà a regalarsi la soddisfazione di diventare il primo portiere a vincere due mondiali consecutivi con la fascia al braccio. In occasione dei quarti di finale era stato preso di mira dai media inglesi, che lo avevano definito l’anello debole dei transalpini, lui ha risposto sul campo con una prestazione impeccabile contro i rivali storici. Carriera opposta per l’estremo difensore dell’Albiceleste Emiliano Martinez, da spettatore in tribuna in Russia nel 2018 a eroe per caso, dopo aver vissuto una carriera in prestito in giro per l’Europa, fino alla grande occasione con l’Aston Villa. Un personaggio atipico, eversivo nell’interpretazione del ruolo e che fa del lavoro e della passione i suoi punti di forza. Il ‘Dibu” sogna di vedere il suo idolo e compagno Lionel Messi alzare la Coppa del mondo alla sua ultima apparizione mondiale. Era riuscito nell’impresa di vincere la Coppa America nel 2021 con parate decisive, soprattutto nella lotteria dei rigori contro la Colombia, dove tramite riti propiziatori e giochetti mentali ha ipnotizzato i tiratori avversari. La storia si è ripetuta contro l’Olanda nei quarti finali.

Garra contro forza fisica

Le coppie centrali sono di altissimo livello e ugualmente solide ma con caratteristiche differenti. Quella francese è composta dal quattro volte vincitore della Champions League Raphael Varane e dal giocatore del Bayern Monaco Dayot Upamecano. Con prestazioni di prim’ordine hanno preso per mano la retroguardia francese risultando praticamente perfetti. Entrambi abili e sicuri nell’impistazione, caratteristica imprescindibile per il calcio di Didier Deschamps.

Sponda Argentina dopo gli errori nel match d’esordio contro l’Arabia Saudita, Nicolas Otamendi e Cristian Romero hanno mostrato tutte la qualità del loro repertorio, compensando il deficit fisico con l’aggressività, e incarnando lo spirito della ‘garra’ argentina. La vera sfida sarà la contraerea per fermare Olivier Giroud, uno specialista dei colpi di testa che sono il punto debole dei due centrali della Selecion, come emerso dalle sfide con Olanda e Austalia.
Un elemento comune alle due coppie sono la capacità di leggere il gioco, l’abilità di pensare in anticipo e di farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Più eleganti i Bleus con chiusure pulite, maggiormente esuberanti i due della Selecion, scommettendo sull’anticipo e pronti a fermare gli avversari con le buone o con le cattive. Pronti a subentrare dalla panchina Ibrahima Konaté fra i transalpini e Lisandro Martinez tra i sudamericani, sempre attenti quando chiamati in causa.

Un pezzo di finale si potrebbe decidere sulle fasce

Sfida ad alta velocità sulla corsia di sinistra della Francia e destra dell’Argentina, tra il treno rossonero Theo Hernandez e la vecchia conoscenza della Serie A Nahuel Molina. Entrambi predisposti alla fase offensiva, avventatezza e spensieratezza al servizio della loro squadra.
Il francese è il terzo giocatore per occasioni create in Qatar (11) e con il gol in acrobazia contro il Marocco è diventato il terzo difensore nella storia della Francia a mettere a segno almeno un gol e un assist ad un mondiale, dopo Marius Tresor nel 1892 e Bixente Lizarazu nel 1998. L’argentino con una corsa da centometrista ha toccato i 34,9km/h nella partita contro la Croazia. Più cauti i laterali che occupano l’altra corsia, Jules Kounde per i Bleus e Marcos Acuña per l’Albiceleste. Il giocatore del Barcellona ha giocato fin qui nella posizione a lui insolita di terzino destro, giocando di posizione e facendo emergere le sue caratteristiche da difensore puro e roccioso. La sua staticità e prudenza trovano complementarità con le caratteristiche di Theo Hernandez, permettendo ai transalpini di trovare il giusto bilanciamento tra equilibrio tattico e qualità dei singoli.
Per i sudamericani ci sarà el ‘Huevo’ Acuña, elemento importante nei meccanismi del ct Lionel Scaloni e che si è alternato più volte con Nicolas Tagliafico. Il laterale del Siviglia ha disputato un ottimo mondiale con tenacia e caparbietà, raggiungendo l’apice con il rigore conquistato contro l’Olanda. Davanti si ritroverà Dembele, cliente imprevedibile e in grande forma.

CENTROCAMPO

I duelli individuali a centrocampo potrebbero essere la chiave per rompere l’equilibrio di una finale. Leandro Paredes e Adrien Rabiot compagni di squadra nella Juventus saranno avversari per una sera. Sfida della gioventù tra due giocatori dal grande futuro, Aurelien Tchouameni e Enzo Fernandez. Pronti anche Antoine Griezmann e Rodrigo De Paul, due centrocampisti dall’indole offensiva riadattati nel compito di tuttocampisti.

Centrocampisti moderni

Nati come seconde punte, Antoine Griezmann e Rodrigo De Paul hanno cambiato modo di giocare in nazionale, diventando calciatori box-to-box e coniugando dinamismo e sostanza alle loro indiscutibili proprietà tecniche. Le ‘Petit Diable’ ha scoperto una nuova vita all’età di 31 anni, con la scelta di Didier Deschamps di utilizzarlo come tuttofare, trequartista e incontrista e che va a recuperare il pallone fino a dentro la sua area di rigore. Sempre nella posizione migliore in funzione del gioco, i suoi movimenti creano scompiglio all’assetto difensivo avversario come provato dai suoi numeri al mondiale: 21 occasione occasioni create (primo in questa statistica) e 3 assist all’attivo.
Compiti simili per De Paul con l’Argentina, capace di leggere le situazioni in modo ottimale e abile quando deve innescare il fenomeno con la maglia numero dieci. I due centrocampisti sono fondamentali nell’aggiungere creatività e imprevedibilità alle rispettive mediane. La combinazione di visione di gioco, dribbling, agonismo e tecnica fanno di loro il prototipo dei centrocampisti moderni.

Avversari per una notte

Leandro Paredes e Adrien Rabiot compagni di squadra nella Juventus saranno avversari per una notte. Meglio il francese fin qui, apparso in grande forma nelle ultime uscite prima della febbre che lo ha costretto a saltare la semifinale contro il Marocco. Il ‘Duca’, come lo chiamano in Francia, ha cambiato marcia in questa stagione e i risultati sono evidenti: prestazioni da grande giocatore condite anche da gol e assist, come accaduto all’esordio mondiale contro l’Australia. I suoi inserimenti potrebbero essere l’arma che rompe gli schemi, facendo breccia nella difesa argentina. Da tenere d’occhio anche sulle palle inattive.
Discorso opposto per Paredes, un amore ancora non sbocciato con il proprio club e che dopo la gara persa contro i sauditi sembrava aver perso il posto nell’undici titolare di Scaloni. Il 28enne non è riuscito ad incidere con la sua tecnica individuale, ma in compenso si è messo a disposizione della squadra. Giocatore dal temperamento focoso, sta dimostrando tutto l’orgoglio Xeniexes acquisito con la crescita nel Boca Juniors, mischiando la passione per il proprio Paese con un nervosismo a tratti eccessivo.

Gioventù al potere

Non una sorpresa assoluta, in Qatar sono finiti sotto la luce della ribalta due dei giovani più promettenti nel panorama mondiale, Aurelien Tchouameni per la Francia ed Enzo Fernandez con la maglia della Selecion. Un impatto debordante con la loro nazionale tanto da diventare insostituibili, hanmnmo mostrato qualità balistiche, abilità nel fraseggio e facilità nel recuperare palloni.
Non solo, i due gioielli hanno colpito soprattutto per la naturalezza con cui affrontano partite ad alto tasso di emotività e per una conoscenza del gioco fuori dal normale per la loro età. Il classe 2000 dei transalpini è passato in estate al Real Madrid per 80 milioni e, abbinando fisico e tecnica, racchiude in un solo corpo le caratteristiche dei grandi assenti Paul Pogba e N’Golo Kanté.     Non ha bruciato le tappe il classe 2001 Enzo Fernandez, ex River Plate, passato anche per il Defensa y Justicia e attualmente in forza al Benfica. Il collante dell’Albiceleste è destinato nel futuro imminente a fare il grande salto.

ATTACCO

La finale dei mondiali al Lusail Stadium di Doha mette di fronte due attacchi stellari guidati dai loro fenomenali numeri 10, Lionel Messi e Kylian Mbappé. Particolare attenzione anche per Olivier Giroud e Julian Alvarez, arrivati in Qatar in sordina ma diventati titolari a suon di gol decisivi. Tutti e quattro realisticamente sono ancora in corsa per il titolo di capocannoniere del torneo che sarà deciso proprio nell’ultimo atto della Coppa del mondo.

Scontro generazionale

Argentina-Francia è soprattutto Messi contro Mbappé, il re 35enne contro il principe di 23 anni, na generazione alla fine del suo ciclo contro quella nuova che avanza prepotentemente. Due modi opposti di essere un leader, il capitano dell’Albicelste è il fulcro di tutte le azioni argentine, l’enfant prodige dei Blues è più un terminale offensivo dagloi strappi letali, ma entrambi sono un riparo sicuro quando la palla scotta. A Parigi sono compagni di squadra ma non hanno mai avuto un rapporto idilliaco, soprattutto er  frizioni legate ai calci di rigore, tutto dissolto in virtù del bene della squadra e dei soldi. Lionel Messi con l’obiettivo di seguire le orme di Diego Armando Maradona e vincere la sua prima coppa del mondo alla sua ultima apparizione, per togliersi un peso dalle spalle e chiudere il viaggio gratificante quanto duro con la nazionale nel miglior modo possibile. Al contrario, Mbappe ha già vinto il mondiale in Russia nel 2018 alla sua prima partecipazione, e ora vuole aggiungere il secondo, eguagliando la precocità di Pele che raggiunse questo obiettivo alla soglia dei 21 anni. Fino adesso il giocatore di Rosario ha segnato 5 gol e confezionato 3 assist, incantando gli appassionati con passaggi irreali in corridoi che non esistono e glissando gli avversari come fossero birilli. Meno appariscente il francese anche se ugualmente decisivo mettendo a referto 5 gol (senza rigori) 2 assist.

Da sostituti a protagonisti: sfida tra numeri 9

Con 4 gol e tredici anni di differenza, i due attaccanti Giroud e Alvarez rientrano nella lista dei giocatori ancora in corsa per ottenere la palma di miglior marcatore del torneo. L’attaccante rossonero ha colto l’opportunità di giocare da titolare grazie all’infortunio rimediato Karim Benzema alla vigilia del mondiale, sostituendolo ancora una volta come quattro anni fa. A differenza della scorsa esperienza in Russia in cui non aveva fatto registrare neanche un tiro in porta, il centravanti forte anche del ringiovanimento ottenuto con il Milan sta unendo al suo solito altruismo anche la freddezza sotto porta. Nessuno meglio di lui nel gioco aereo in questa coppa del mondo. Storia diversa per Julian Alvarez, a cui uno scarico Lautaro Martinez ha consegnato il posto in attacco al fianco di Messi, creando un’intesa vincente. Il ragno che morde a soli 22 anni è pronto a consacrarsi tra i migliori, dopo il passaggio definitivo in estare alla corte di Pep Guardiola. Le qualità di certo non gli mancano, cinico, sempre forte nel pressing, utilizza entrambi i piedi e capace anche di comportarsi da regista offensivo, in poche parole il centravanti ideale di molti allenatori.

Sorpresa finale

Completeranno il trio offensivo delle loro nazionali Alexis Mac Allister e Ousmane Dembele, nomi non da copertina ma giocatori fondamentali anche per il fatto di saper stare in seconda fila. Un cognome britannico per il centrocampista del Brighton di De Zerbi, Mac Allister si è fatto trovare pronto quando chiamato a sostituire un Di Maria a mezzo servizio a causa degli infortuni. Il classe 98 è stato la soluzione ai problemi comparsi contro l’Arabia Saudita, sebbene venga schierato come esterno nella Selecion, agisce da ago della bilancia per garantire ordine all’interno della squadra. Possiede anche ottime doti offensive, facendosi trovare reattivo e presente in zona gol come contro la Polonia.
Un cliente scomodo per i difensori, rapido nello stretto e sempre pericoloso palla al piede, nonostante ciò, Ousmane Dembele non ha ancora trovato la via del gol in Qatar. Il giocatore del Barcellona è stato importante nei ripiegamenti difensivi, permettendo a Mbappe di restare alto e di esprimersi al meglio sul proscenio mondiale. Talvolta criticato per la sua inconcludenza vicino alla porta, ha davanti a sé una grande opportunità per mitigare le perplessità intorno al suo talento.

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Qatargate, la corruzione affare di un ‘gruppo ampio e indeterminato’

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192103392 81727655 feec 436c 9bb3 6d2d1ebcbda3Dall’inchiesta belga sul Qatargate sarebbe stato individuato “un gruppo indeterminato e molto ampio di persone” dedito alla consumazione di “fatti di corruzione” che avrebbe operato all’interno di “strutture europee con o senza legami con l’Unione Europea”. È quanto emerge dal decreto di perquisizione eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, su delega della procura di Milano, nell’ambito di un ordine d’investigazione europeo richiesto attraverso Eurojust dalla procura federale di Bruxelles.

“I fatti di corruzione sono legati a ingenti somme di denaro in cambio della propria attività”, viene aggiunto. Le operazioni dei finanzieri della sezione di polizia giudiziaria, coordinati dal dipartimento Affari internazionali della procura, hanno riguardato, tra l’altro, l’abitazione della famiglia dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri a Calusco d’Adda (Bergamo), quella ad Abbiategrasso (Milano) dei genitori di Francesco Giorgi assistente europarlamentare e compagno di Eva Kaili, vice presidente del Parlamento europeo.

Tra i servizi europei che hanno collaborato alla fase d’intelligence ci sono anche le due Agenzie italiane (Aise e Aisi), “per i rispettivi ambiti di competenza”. Lo si apprende da fonti d’intelligence “con riferimento alle notizie mediatiche sull’attività condotta dai servizi di sicurezza belgi nell’indagine riguardante le ipotesi di corruzione di soggetti impegnati nelle istituzioni europee”.

E intanto a Bruxelles la Procura europea ha preso contatti con l’ufficio del procuratore federale belga che ha competenza nell’indagine sul Qatar. Lo rivela una fonte della procura stessa all’Agi. Risponendo a una domanda sulla richiesta di revoca dell’immunità delle due eurodeputate greche Eva Kaili e Maria Spyraki, arrivata oggi dal procuratore capo europeo, la fonte interpellata ha spiegato che “la richiesta odierna riguarda un sospetto di frode in relazione alla gestione dell’indennità parlamentare, e più precisamente alla retribuzione degli assistenti parlamentari, sulla base di un rapporto investigativo ricevuto dall’Olaf”. La fonte della Procura europea, infine, ha precisato che si tratta di “due indagini” distinte e che, per il momento, si preferisce non diffondere maggiori dettagli.

Dal canto suo l’europarlamentare greca del Ppe Maria Spyraki sostiene di non avere “alcun legame con il Qatargate” e “accetto volentieri la richiesta di revocare la mia immunità per dimostrare che non ho un solo euro di controversia finanziaria con il Parlamento europeo”. È quanto si legge in una nota riportata da Politico. Spyraki – assieme all’eurodeputata Eva Kaili, oggi in custodia in carcere per il caso Qatargate – è destinataria della richiesta della Procura europea di revoca dell’immunità parlamentare. La Procura non ha chiarito se la richiesta è collegata all’indagine condotta dalle autorità belghe. “La questione – ha garantito Spyraki – riguarda l’indennità di un mio ex collega straniero che aveva un grave problema personale ed era assente da tempo dal Parlamento europeo”.

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Qatargate. Europarlamentari a libro paga?

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152727429 06587c62 6034 4add a66c 53e70a03478fNon sarebbe circoscritta solo ai quattro fermati ma riguarderebbe diversi europarlamentari a libro paga del Qatar. È una delle ipotesi dell’inchiesta della procura federale di Bruxelles che indaga sulla presunta corruzione per ‘moderare’ la posizione del Parlamento europeo sulle violazioni di diritti umani nell’emirato del Golfo. Un’inchiesta che tra il mandato d’arresto europeo per la moglie e la figlia dell’ex eurodeputato Antonio Panzeri e un ordine di investigazione europea ha coinvolto anche gli inquirenti italiani. In particolare, nei giorni scorsi sono state eseguite alcune perquisizioni che hanno portato al sequestro di somme di denaro alla famiglia Panzeri (17 mila euro) e Francesco Giorgi, assistente europarlamentare e compagno di Eva Kaili, vice presidente del Parlamento europeo.

Nessuna segnalazione o intervento esterno: il Qatargate è un’indagine scattata dall’attività dei servizi segreti belgi, nell’ambito della loro azione contro le minacce da Stato estero. Il tutto già nel 2021, dando il via a un’operazione nella massima segretezza, a cui hanno partecipato i servizi d’intelligence di altri cinque Paesi, e che si è ‘conclusa’ con una perquisizione segreta in casa dell’ex eurodeputato italiano, Antonio Panzeri. Prima di venerdì scorso, gli agenti vi erano già entrati, di nascosto, e avevano scoperto 700 mila euro in contanti. È stato il momento in cui hanno deciso di affidare il tutto, nel luglio scorso, al giudice belga che ha condotto l’inchiesta che è sfociata nell’arresto, tra gli altri, di Panzeri ed Eva Kaili, l’ex vice presidente del Parlamento europeo. Lo scrivono Le Soir e Knack, che riportano conferme del ministro della Giustizia, Vincent Van Quickenborne.

Tre dei quattro sospettati arrestati venerdì scorso dalla polizia belga nell’ambito del cosiddetto Qatargate oggi sono comparsi davanti ai magistrati del Tribunale di Bruxelles. Lo riportano i media belgi al termine della prima udienza, che si è tenuta a porte chiuse, sul caso di corruzione che ha già coinvolto a vario titolo eurodeputati, assistenti parlamentari, presidenti di ong. Il fascicolo di Eva Kaili, vice presidente destituita del Parlamento europeo, è stato rinviato al 22 dicembre, secondo quanto riportato dal canale Rtl. Nelle prossime ore le autorità belghe diffonderanno maggiori dettagli sulla prima comparizione degli accusati in Tribunale.

“Quello che è successo a Bruxelles ci deve far riflettere, a parte l’elemento legato alla corruzione se verrà riscontrato e verificato, mi chiedo se alcuni provvedimenti siano stati presi perché influenzati da economie straniere. Pongo il tema se le scelte su automotive sono scelte consapevoli o le abbiamo fatte spinte da pressioni esterne?” ha dichiarato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, intervenendo all’Assemblea di Confagricoltura.

“Qui non si tratta di mettere in dubbio l’Europa, assolutamente – ha chiarito Bonomi – ma voglio essere certo che quando facciamo scelte di politiche industriale siamo consapevoli di cosa succede, perché gli effetti li stiamo pagando come sistema industriale europeo”.

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Parla l’imprenditore Andrea Costantino. “Sepolto vivo in ambasciata ad Abu Dhabi”

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120937358 df57618a b0b3 4095 b0d2 b44a4caeca65Andrea Costantino racconta che nel carcere di Abu Dhabi era uno di quelli “con l’uniforme bardata di rosso per indicare che ero uno pericoloso”. Come tutti gli altri, “morso dai topi e coi piedi che affondavano negli escrementi”.

L’arresto e la scarcerazione “per supremi interessi di Stato”

“Chissà che bella la mia Milano a Natale. La prima della Scala, le feste…”. L’imprenditore milanese risponde all’AGI dalla sede dell’ambasciata italiana nella capitale degli Emirati Arabi Uniti  dove si trova “ai domiciliari sepolto vivo da sei mesi in un tugurio di 16 metri quadri” dopo essere stato detenuto dal marzo 2021 al maggio 2022 in seguito all’arresto “con l’accusa di avere venduto petrolio in Yemen a ‘Cannibale 22 , uno degli uomini più ricercati nella coalizione, per finanziare il terrorismo internazionale. I documenti da me portati però dimostrano che era una fornitura a scopo umanitario autorizzata dall’’Fbi’ locale”.

Scarcerato “per supremi interessi di Stato”, ha scritto il procuratore locale, dovrebbe pagare una sanzione di 250mila euro che non ha. E’ pronto a “uno sciopero della fame a oltranza se il governo non mi riporterà a casa” e ha voglia di narrare, in alcuni passaggi con fatica per l’emozione, la sua esperienza da recluso.

“Cercavo i topi nello sterco per ucciderli”

Ricorda con precisione le misure della sua prigionia nell’istituto di massima sicurezza Al Whatba. “In 33 metri quadri per un metro quadro di altezza di corridoio c’erano 127 persone ammassate con 5 latrine.  Potevi stare in corridoio o in cella, io sono stato prima in una cella 16 metri quadri con altre 13 persone e poi in una di 3 metri quadri per due metri di larghezza assieme ad altre due. Vi faccio immaginare dove affondavano i piedi in una cella senza bagni, i bisogni di notte li facevano nei sacchetti perché il bagno non c’era”.

Nella struttura, “venivano tenuti separati gli emiratini dagli stranieri, quasi tutti prigionieri politici, tra cui quelli dell’Isis, persone molto feroci”. Costantino parla di “torture”, dice che alcuni aspetti della carcerazione non li può raccontare per non mettere a rischio il suo rientro. Fa capire che il fatto di essere cattolico gli ha provocato dei grossi problemi: “Mi hanno buttato via un crocifisso che avevo costruito con dei semi di dattero”.  Tra i problemi in carcere, “la scabbia e i topi, ho le cicatrici dei loro morsi. Li cercavo nello sterco con un bastone per ammazzarli”.

“Mi portano i resti delle feste in ambasciata”

“Vengo da una famiglia di medici e lì ho cercato di aiutare i compagni di sventura, lottavo con le guardie per fare avere i medicinali a chi ne aveva bisogno. Le condizioni umane erano devastanti”. La vita in ambasciata è più tranquilla ma non meno difficile a livello psicologico.

Da un anno Andrea Costantino, 50 anni, non vede la moglie Stefania (“la sento almeno due volte al giorno, mi fa stare bene”) e i figli. L’unico che è riuscito a vedere è stato il padre, ad agosto: “Vivo in uno stato di abiezione. Sono un sepolto vivo. Per farmi portare la spesa uso la carta di credito che mi ha lasciato papà. Non posso uscire dall’ambasciata, rischierei un nuovo arresto. A volte mi portano i resti di cibo delle feste in ambasciata”.

Nei giorni scorsi ha fatto un appello alla premier Giorgia Meloni per aiutarlo a tornare in Italia. E’ sicuro di essere vittima di una vicenda diplomatica dopo la decisione italiana presa dall’allora ministro Di Maio di revocare la vendita dei missili e bombe all’Arabia Saudita e agli Emirati perché venivano utilizzate in Yemen.

Su iniziativa dei radicali è partito uno sciopero della fame a staffetta in solidarietà con lui. “Sta avendo un grande successo, sono sommerso di messaggi. Spero ancora di essere a casa per Natale”.

agi.it




Tunisia. Inaugurato a Djerba il mercato del pesce di Houmt Souk finanziato dalla Cooperazione italiana

12saggio

12saggioSi è tenuta ieri, 11 dicembre, a Djerba la cerimonia di inaugurazione del rinnovato mercato del pesce di Houmt Souk finanziato dalla Cooperazione italiana. Presenti alla cerimonia il Ministro dell’Agricoltura, delle Risorse Idrauliche e della Pesca della Tunisia (MARHP), Mahmoud Elyes Hamza, l’Ambasciatore italiano Fabrizio Saggio, i Governatori di Medenine e Gabès, Said Ben Zayed e Mosbah Kardamin, i rappresentanti dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), i sindaci delle comunità beneficiarie e tutti gli attori che operano nel settore della pesca.
L’evento è stato organizzato dalla sede italiana del CIHEAM (Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei) nell’ambito del progetto “Nemo Kantara – Stabilizzazione e Sviluppo Socioeconomico delle Regioni Costiere Tunisine”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, attraverso l’AICS. Con un budget complessivo di 5 milioni di euro, per una durata di tre anni, il progetto è realizzato dal CIHEAM Bari in stretta collaborazione con il MARHP al fine di migliorare i sistemi di produzione e consumo per una crescita socioeconomica sostenibile.
“Gli interventi finanziati dall’Italia, tra cui il progetto Nemo Kantara, hanno una duplice finalità: da un lato, migliorare la sostenibilità dei sistemi produttivi, creando ricchezza più duratura e occupazione; dall’altro, garantire una produzione sufficiente basata sulla qualità degli alimenti, assicurando al contempo l’equilibrio degli ecosistemi e la conservazione della biodiversità”, ha spiegato l’Ambasciatore Saggio. “Ciò implica l’urgenza di costruire un nuovo paradigma di sviluppo in cui l’aumento della produzione si accompagni all’uso razionale delle risorse naturali e la tradizione delle tecniche di pesca e di acquacoltura si incontri con la modernizzazione e l’innovazione”.
La ristrutturazione del mercato del pesce di Houmt Souk è una delle attività del progetto che si propone di rafforzare le organizzazioni dei produttori ittici e degli attori istituzionali, allo scopo di creare sinergie per una gestione sostenibile delle risorse naturali e migliorare la competitività degli operatori della pesca. Inoltre, il mercato del pesce di Houmt Souk rappresenta un passo fondamentale e necessario per garantire la sicurezza e la tracciabilità dei prodotti ittici a vantaggio dei consumatori.
Altri interventi sono previsti per potenziare le infrastrutture e i servizi, diversificare le attività produttive e offrire nuove opportunità ai giovani e alle donne, garantendo uno sviluppo integrato e sostenibile, la sicurezza sul lavoro e la capacità economica.
In occasione dell’inaugurazione del mercato del pesce di Houmt Souk sono state organizzate visite nelle aree di intervento del progetto, tra cui Gabès dove, nel Centro di formazione professionale per la pesca (CFPP), sono state realizzate azioni di rafforzamento strutturale e di formazione tecnica destinata a giovani studenti e operatori.
La delegazione guidata dall’Ambasciatore ha visitato anche le start-up che hanno ricevuto fondi di investimento a titolo di cofinanziamento e dono. Grazie all’approccio partecipativo adottato, l’attività di finanziamento ha permesso di coinvolgere tutti gli attori interessati e di rispondere al meglio alle esigenze e alle richieste del territorio, di diversificare e incrementare le fonti di reddito e di salvaguardare la stabilità finanziaria dei giovani, delle donne e dei pescatori delle comunità target, individualmente o collettivamente. (aise)