CdA Juventus: tutti a casa. E adesso?

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225348031 5b476d8e 70b7 4f06 b2e3 91ddb1660e48Terremoto alla Juventus: Andrea Agnelli si è dimesso da presidente al termine di un Consiglio d’amministrazione straordinario del club in cui tutti i membri si sono dimessi in blocco in vista dell’assemblea degli azionisti convocata per il 27 dicembre. Lo rende noto un comunicato della Juve.

Alla riunione svoltasi a Continassa, si sono dimessi Agnelli, il suo vice Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood.

Decisivo sarebbe stato il coinvolgimento del Cda nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l’accusa di falso in bilancio, e per via delle ultime contestazioni della Consob, che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti.

Andrea, figlio di Umberto Agnelli, lascia in eredità la nuova casa, lo Stadium inaugurato nel 2011, e i nove scudetti consecutivi tra il 2012 e il 2020 oltre alle 5 Coppe Italia e alle due finali di Champions League, perse entrambe.

Una presidenza che ha traghettato la Vecchia Signora dai bassifondi di calciopoli ai vertici europei con la ciliegina dell’acquisto di Cristiano Ronaldo oltre ai vari Pirlo, Higuain e Vlahovic.

Maurizio Scanavino è il nuovo direttore generale

Prima di dimettersi in blocco, il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha conferito l’incarico di Direttore Generale a Maurizio Scanavino, attuale Amministratore delegato e direttore generale del gruppo editoriale Gedi. Una decisione presa, spiega il comunicato, “al fine di rafforzare il management della Società”.

Torinese, 49 anni, Scanavino è molto vicino a John Elkann, numero uno di Exor, la holding degli Agnelli-Elkann che è l’azionista di maggioranza, tra le altre, della stessa Juventus, di Stellantis e di Ferrari. Da ad del Secolo XIX lavorò alla fusione del quotidiano con La Stampa e successivamente al processo di integrazione con il Gruppo Espresso che porte’ alla costituzione del gruppo Gedi, uno dei principali gruppi editoriali europei.

Agnelli ai dipendenti, “venuta meno la compattezza”

“Stiamo affrontando un momento delicato societariamente e la compattezza è venuta meno. Meglio lasciare tutti insieme dando la possibilità ad una nuova formazione di ribaltare quella partita”: è quantgo scrive Andrea Agnelli in una lettera a tutti i dipendenti della Juventus in cui spiega le ragioni del passo indietro duo e del Cda e rivendica i “risultati straordinari” del club sotto la sua presidenza, tra cui lo Stadium, i nove scudetti consecutivi tra gli uomini e i cinque di fila tra le donne.

Agnelli definisce “grandi rimpianti” le finali di Champions perse a Berlino e Cardiff. “Siamo abituati per storia e Dna a vincere. Dal 2010 abbiamo onorato la nostra storia raggiungendo risultati straordinari”.

“Ore, giorni, notti, mesi e stagioni con l’obiettivo di migliorare sempre in vista di alcuni istanti determinanti”, sottolinea il presidente dimissionario, “ognuno di noi sa richiamare alla mente l’attimo prima di scendere in campo: esci dallo spogliatoio e giri a destra, una ventina di scalini in discesa con una grata in mezzo, un’altra decina di scalini in salita e ci sei: “el miedo escenico” e in quell’attimo quando sai di avere tutta la squadra con te l’impossibile diventa fattibile. Bernabeu, Old Trafford, Allianz Arena, Westfallen Stadium, San Siro, Gergios Karaiskaks, Celtic Park, Camp Nou: ovunque siamo stati quando la squadra era compatta non temevamo nessuno”.

“Quando la squadra non è compatta si presta il fianco agli avversari e questo può essere fatale”, si legge ancora nella mail, “in quel momento bisogna avere la lucidità e contenere i danni. La nostra consapevolezza sarà la loro sfida: essere all’altezza della storia della Juventus. Io continuerò a immaginare e a lavorare per un calcio migliore, confortato da una frase di Friedrich Nietzsche: “And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music”. “Ricordate – conclude – ci riconosceremo ovunque con uno sguardo: Siamo la gente della Juve! Fino alla fine…”.

La nota del club bianconero

“Il Consiglio di Amministrazione di Juventus Football Club S.p.A. riunitosi oggi sotto la Presidenza di Andrea Agnelli – si legge in un comunicato – acquisiti nuovi pareri legali e contabili degli esperti indipendenti incaricati ai fini della valutazione delle criticità evidenziate da Consob ai sensi dell’art. 154-ter TUF sui bilanci della Società al 30 giugno 2021, ha nuovamente esaminato le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., società di revisione di Juventus”.

Inoltre, si specifica, “Con riferimento alle criticità relative alle c.d. “manovre stipendi” realizzate negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021, il Consiglio di Amministrazione ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi. All’esito di tali complessive analisi e valutazioni, sebbene il trattamento contabile adottato rientri tra quelli consentiti dagli applicabili principi contabili, la Società, per un approccio maggiormente prudenziale, ha: ritenuto di rivedere al rialzo la stima di probabilità di avveramento delle condizioni di permanenza in rosa per quei calciatori che nel biennio 2019/20-2020/21 hanno rinunciato a parte dei compensi e con cui sono state successivamente concluse integrazioni salariali o “loyalty bonus” (rispettivamente, a luglio/agosto 2020 per la prima c.d. “manovra stipendi” e a settembre 2021 per la seconda c.d. “manovra stipendi”); – sulla base delle sopramenzionate possibilità di adozione di legittime metodologie di contabilizzazione alternative, valutato di far decorrere l’accrual pro-rata temporis degli oneri per le integrazioni salariali di luglio/agosto 2020 (per la prima c.d. “manovra stipendi”) e i c.d. “loyalty bonus” di settembre 2021 (per la seconda c.d. “manovra stipendi”) a partire dalla data più remota tra quelle di partenza di una c.d. “constructive obligation” ipotizzate dagli esperti indipendenti (e così, rispettivamente, da giugno 2020 e maggio 2021). Tali revisioni di stime e di assunzioni comportano pertanto rettifiche delle stime di oneri di competenza a fine giugno 2020, fine giugno 2021 e fine giugno 2022 per effetto delle integrazioni salariali siglate a luglio/agosto 2020 e dei “loyalty bonus” siglati a settembre 2021, prevedendone l’accrual pro-rata temporis, secondo il c.d. “straight line approach” (che è uno tra gli approcci ammessi dai principi contabili), a far data, rispettivamente, 2 da giugno 2020 e da maggio 2021; gli effetti di tali rettifiche sono sostanzialmente nulli sui flussi di cassa e sull’indebitamento finanziario netto, sia degli esercizi pregressi che di quello appena concluso e futuri, e non sono material sul patrimonio netto al 30 giugno 2022. Gli effetti contabili di quanto sopra illustrato, saranno riflessi in un nuovo progetto di bilancio di esercizio e in un nuovo bilancio consolidato al 30 giugno 2022 che saranno esaminati e approvati in una prossima riunione consiliare, resi noti al mercato ai sensi di legge e sottoposti all’Assemblea degli Azionisti già convocata per il 27 dicembre 2022″.

Il Consiglio di Amministrazione ha, quindi, “approvato, all’unanimità, il comunicato stampa contenente le considerazioni sui bilanci al 30 giugno 2022 richieste da Consob ai sensi dell’art. 114, comma 5, del TUF, disponibile presso il sistema di diffusione delle informazioni regolamentate “1Info” (www.1info.it) e sul sito internet della Societa’ (www.juventus.com), all’interno della sezione “Investitori”.

Gli amministratori hanno, inoltre, richiesto alle funzioni interne della Società, con particolare riguardo all’attività dell’Area Sport, di concludere le analisi e procedere all’attuazione nei tempi più brevi possibili del già avviato processo di ulteriore implementazione e miglioramento delle procedure e dei presidi interni in modo tale da contribuire al processo di rafforzamento delle prassi contabili volte alla misurazione e contabilizzazione degli asset e delle operazioni della Società.

Tutto quanto sopra considerato, al fine di rafforzare il management della Società, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di conferire l’incarico di Direttore Generale al dottor Maurizio Scanavino. Inoltre, i membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi.

A tal fine, su proposta del Presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico. Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vicepresidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite”.

Il Consiglio ha, tuttavia, “richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato. In ragione di quanto precede, è venuta meno la maggioranza degli Amministratori in carica e, pertanto, ai sensi di legge e di statuto, il Consiglio di Amministrazione deve intendersi cessato. Il Consiglio proseguirà la propria attività in regime di prorogatio sino all’Assemblea dei soci che è stata convocata per il 18 gennaio 2023 per la 3 nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione (eccezion fatta per l’amministratore Daniela Marilungo che ha rassegnato le proprie dimissioni con dichiarazione separata; cfr. infra per ulteriori informazioni)1. Juventus continuerà a collaborare e cooperare con le autorità di vigilanza e di settore, impregiudicata la tutela dei propri diritti in relazione alle contestazioni mosse contro i bilanci e i comunicati della Società dalla Consob e dalla Procura”.

Si segnala, prosegue il club “ai sensi dell’Articolo IA.2.6.7 delle Istruzioni al Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A., che: – con riferimento alle dimissioni della dottoressa Daniela Marilungo, la stessa ricopriva la carica di consigliere non esecutivo e indipendente della Società, nonché di membro del “Comitato Controllo e Rischi” e del “Comitato ESG” di Juventus.

La dott.ssa Marilungo ha motivato le sue dimissioni sostenendo l’impossibilità di esercitare il proprio mandato con la dovuta serenità e indipendenza anche, ma non solo, per il fatto di ritenere di non essere stata messa nella posizione di poter pienamente “agire informata” a fronte di temi di sicura complessità. Il Consiglio di Amministrazione ha preso nota dei commenti della dottoressa  Marilungo, non condividendoli.

Ciononostante il Consiglio di Amministrazione ringrazia la dottoressa Marilungo per i suoi sette anni in Juventus; – sulla base delle comunicazioni effettuate alla Società e al pubblico, né la dott.ssa Marilungo né gli altri consiglieri risultano detenere, alla data odierna, azioni Juventus, a eccezione di Andrea Agnelli, che detiene alla data odierna n. 96711 azioni Juventus; Il Consigliere Giorgio Tacchia è stato nominato quale componente del “Comitato Controllo e Rischi” in sostituzione di Daniela Marilungo. Sulla base delle comunicazioni effettuate alla Società, – conclude la Juventus – il dottor  Scanavino non risulta detenere, alla data odierna, azioni Juventus”.

L’assemblea soci della Juventus, è stata “convocata per il 18 gennaio 2023 per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione

agi.it




Papa Francesco: “Disposto a mediare per la pace”.

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124215667 6045e331 8d34 44a4 b4c0 560591e26266“La posizione della Santa Sede è cercare la pace e cercare una comprensione. La diplomazia della Santa Sede si sta muovendo in questa direzione e, ovviamente, è sempre disposta a mediare”. Così Papa Francesco in un’intervista alla rivista dei gesuiti “America”.

Francesco: se parto vado a Mosca e Kiev

“Ho anche pensato di viaggiare, ma ho preso la decisione: se viaggio, vado a Mosca e a Kiev, in entrambe, non solo in un posto. E non ho mai dato l’impressione di coprire l’aggressione. Ho ricevuto qui in questa sala, tre o quattro volte, una delegazione del governo ucraino. E lavoriamo insieme”, ha continuato il Pontefice. “Perché non nomino Putin? Perché non è necessario; è già noto. Tuttavia, a volte le persone si attaccano a un dettaglio. Tutti conoscono la mia posizione, con Putin o senza Putin, senza nominarlo”.

 

 

“Vorrei ricordare che proprio in questi giorni ricorre l’anniversario dell’Holodomor, il genocidio che Stalin commise contro gli ucraini (nel 1932-33). Credo sia opportuno citarlo come antecedente storico del (presente) conflitto.

Il sì del Cremlino

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è detto favorevole alla proposta del Vaticano di ospitare i colloqui tra Mosca e Kiev. “Apprezziamo questa iniziativa”, ha detto Peskov nel consueto appuntamento giornaliero con la stampa, anche se ha fatto notare che la posizione di Kiev ha reso questa sede “impossibile”.

La Russia, ha detto Peskov,  accoglie con favore le iniziative di alcuni Stati, tra i quali il Vaticano, di fornire una sede per i negoziati con l’Ucraina; tuttavia, tali proposte non possono essere utilizzate “nella situazione attuale” a causa della posizione di Kiev.

agi.it




New York. Speranza Scappucci: la prima donna italiana sul podio del Metropolitan

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28speranzascappucci“Stefano Albertini la presenta come la prima donna italiana a dirigere l’orchestra della Scala di Milano e la prima a dirigere quella del Metropolitan di New York, ma Speranza Scappucci, alla Casa Italiana Zerilli Marimò per una conversazione sulla lirica con Fred Plotkin, non ama soffermarsi sul primato di genere, “si finisce sempre per parlare di questo, parliamo di musica piuttosto” ha detto a una giornalista in passato. E di musica si è parlato, ascoltando persino diverse interpretazioni di tenori in uno stesso brano diretto da lei in tempi e teatri diversi e commentandole insieme. “Mi fa piacere sentire che a distanza di tanti anni ho mantenuto lo stesso tempo” ha detto sorridendo soddisfatta soffermandosi poi su particolari tecnici”. Ne scrive Luciana Capretti per “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.
“Soddisfatta di sé Speranza Scappucci deve essere certamente. Al Met è arrivata dopo un lungo percorso: è stata assistente di Muti per 8 anni a Salisburgo, ha diretto la Staatsoper viennese, l’Opera di Roma, e orchestre a Chicago, Glyndebourne e New York, dal 2017 fino allo scorso anno ha diretto la Royal Opéra de Wallonie a Liegi. “Maestra Scappucci” è ora a New York per dirigere il Rigoletto. Il New York Times ha scritto che “ha scolpito la musica con contrasti dinamici e ha dato sostegno ai suoi cantanti con attenzione ai cambiamenti di tempo. …..ha portato a galla un vuoto desolante nei fiati e negli archi che ha sottolineato la futilità delle battaglie di Rigoletto.” Le cronache ci dicono che il suo arrivo sul podio ha scatenato grandi applausi: era il suo debutto al Met, ma a New York è di casa.
“Sono nata a Roma e ho studiato all’Accademia di Santa Cecilia – ha detto al pubblico della Casa Italiana – Mio padre era il responsabile del notiziario pomeridiano di Radio Vaticana e noi dopo la scuola spesso andavamo da lui. A quei tempi l’Accademia di Santa Cecilia era a Via della Conciliazione, davanti a San Pietro, nello stesso palazzo della radio. Sempre lì c’erano i concerti e ne andavo a sentire tantissimi perché mio padre aveva i biglietti scontati e io ne approfittavo. Un giorno ho sentito un famoso pianista ungherese, György Sándor, era stato studente di Bela Bartok e si era trasferito negli Stati Uniti dopo la guerra. Dopo il concerto sono andata a salutarlo, gli ho spiegato che ero una pianista e lui mi ha detto perché non vieni a farmi sentire qualcosa. Emozionata l’indomani ho suonato la 109 di Beethoven che stavo studiando in quel periodo per il mio concerto di diploma e lui mi ha detto: insegno alla Julliard School, vieni a fare la prova, non è facile, ci sono 500 pianisti che concorrono per 20 posti. Sono andata, e la mia vita è cambiata”.
L’impatto con la Julliard school è stato difficile e facile al tempo stesso, “avevamo studiato molta armonia e storia della musica all’Accademia e dopo 6 mesi l’insegnante di quel corso mi ha chiesto di farle da assistente, ma tecnicamente non mi sentivo così brava come certi miei colleghi che mi sembravano eccezionali” conclude con modestia aggiungendo che per mantenersi lavorava nella libreria della scuola piegando magliette e solo dopo le è stato affidato l’incarico di responsabilità …di stare alla cassa!
Speranza Scappucci parla di sè con ironia, ma traspare la sua assoluta sicurezza, è sorridente, ma determinata. Ha frequentato la scuola americana a Roma, parla perfettamente l’inglese ma anche il francese e ha perfezionato di recente il tedesco e studiato il russo: “conoscere la lingua del libretto permette di comprendere meglio la drammaturgia”.
La passione per la lirica è iniziata da bambina perché il padre la ascoltava a casa, ma è aumentata accompagnando al pianoforte i cantanti per mantenersi agli studi. “L’opera è complessa perché hai a che fare con tanti artisti, tu gli dai la tua visione ma poi è una collaborazione e quindi io posso avere un tempo in testa, ma se il soprano ha una voce più leggera di quello che immaginavo la mia idea finisce lì. La stessa cosa succede con il coro e l’orchestra. Tu crei l’energia, ma senza di loro sei niente.” Quando era giovane Speranza Scappucci con un gruppo da camera andava a suonare negli ospedali e nelle case per anziani ora a chi le chiede qual è il suo sogno risponde che oltre a dirigere le grandi opere le piacerebbe fare un concerto su una grande piazza, di solidarietà, per i migranti e per la pace.
Il Rigoletto diretto da Speranza Scappucci al Metropolitan si replica fino al 29 dicembre”. (aise)




Frana a Ischia: 8 morti

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combo ischiaUn fiume di fango e detriti ha colpito questa mattina, intorno alle ore 5, Casamicciola, comune dell’Isola di Ischia.

Dodici al momento i dispersi, secondo il prefetto di Napoli Claudio Palomba, ingentissimi i danni.

“Sono otto i morti accertati”, informa il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini ma il prefetto di Napoli è cauto e precisa che “al momento non risultano morti”. Una famiglia con un neonato, data in un primo momento dispersa, è stata ritrovata: sono tutti salvi e ricorreranno alle cure dei medici. La frana è venuta giù, alle primissime luci dell’alba, dal monte alle spalle della frazione dell’isola, così come avvenuto nel novembre del 2009, e ha trascinato massi e detriti che hanno causato il crollo di almeno 10 edifici. Sono circa 30 i nuclei familiari isolati, in totale 100 persone che devono essere ancora raggiunte e che sono senza acqua e luce. La strada che porta alle loro abitazioni è attualmente impraticabile per il fango.

Proprio le avverse condizioni atmosferiche stanno rendendo ancora più complesse le operazioni di soccorso alla luce del mare forza 11 che sta rallentando l’arrivo di uomini e mezzi da Napoli e Pozzuoli: per questo il ministro della Difesa Crosetto ha annunciato l’apporto ai soccorsi anche delle forze armate. La premier Giorgia Meloni, il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci e il capo del Dipartimento di Protezione Civile Fabrizio Curcio sono in costante contatto per seguire l’evolversi della situazione così come il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, in video collegamento dal Centro operativo nazionale dei Vigili del Fuoco. “Soccorsi difficili. E’ una situazione in evoluzione, molto grave, da seguire”, ha commentato il numero uno del Viminale. In prefettura a Napoli è in corso un vertice con, oltre a Curcio, anche i ministri Sangiuliano e Tajani.

I sindaci dell’Isola Verde invitano i cittadini a non mettersi in movimento e di restare nelle abitazioni. I medici che erano in servizio stamattina all’ospedale Rizzoli d’Ischia sono rimasti in turno. Per prestare soccorso ai feriti della frana di Casamicciola sono arrivati anche i sanitari residenti sull’isola. Tante le testimonianze dall’isola. “Verso mezzanotte ha iniziato a piovere fortissimo – racconta Lisa Mocciaro, illustratrice di libri per bambini, ora prigioniera in casa al terzo piano dell’abitazione di Casamicciola -. Dalle tre abbiamo iniziato a sentire dei boati. E’ venuta giù la prima frana, poi un’altra verso le 5. Una cosa impressionante, forse peggio dell’alluvione del 2009 e tremendo quanto il terremoto del 2017”. E immancabile anche la polemica sulla fragilità del territorio causa di “troppe tragedie”, come ricorda il ministro Tajani. Negli ultimi sedici anni l’area colpita oggi è stata teatro di due frane e un terremoto.

ansa.it




Il turismo enogastronomico in Italia spopola sui mercati internazionali

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vignevinoÈ forte l’interesse da parte del mercato dell’intermediazione internazionale verso l’enogastronomia italiana, figurando tra i primi quattro prodotti più venduti dai tour operator internazionali nel 2021. É quanto emerge dal recente studio Enit, svolto da Isnart tra luglio e settembre 2022 su un campione di 45 tour operator che commercializzano il prodotto enogastronomia per la destinazione Italia.
La regione più presente nei pacchetti turistici dedicati al food&wine è il Piemonte (58,3% dei T.O. intervistati), proposto in Austria, Germania, Spagna, Olanda e Regno Unito. Seguono Campania e Toscana. I mercati in cui questo prodotto pesa di più nell’offerta complessiva degli intermediari turistici sono la Spagna (venduto dal 33,3% dei T.O. spagnoli che propongono il nostro Paese), la Norvegia (27,3%), la Germania (26,3%), l’Austria (25%) e il Regno Unito (21,1%).
Forte è la connessione con la cultura: il 58,3% degli operatori specializzati in viaggi food&wine propone pacchetti in cui vi sono anche visite culturali in musei, monumenti e mostre temporanee.
Le eccellenze del Belpaese sono, inoltre, un elemento ricorrente in molti pacchetti turistici proposti dai T.O. stranieri, anche per quei visitatori che non vengono in Italia appositamente per trascorrere vacanze dedicate all’enogastronomia. Su alcuni mercati in particolare, l’interesse è tale che gli operatori non possono non proporre servizi food&wine, anche nei pacchetti dedicati ad altri prodotti turistici.
Tra chi sceglie una vacanza al mare senza rinunciare alla scoperta delle prelibatezze enogastronomiche locali sono soprattutto i turisti provenienti dalla Finlandia, dalla Germania, dal Brasile, dagli USA, dal Regno Unito, dall’Australia e dal Canada. Per i city break le degustazioni enogastronomiche sono comprese soprattutto nei pacchetti proposti dai T.O. della Germania, del Regno Unito, della Finlandia, del Brasile, della Svizzera, USA e Canada.
“L’interesse è crescente, il giudizio degli operatori dell’intermediazione è elevato, ma ci sono aree critiche sui cui intervenire per accrescere la competitività di questa offerta”, spiega l’ad di Enit Roberta Garibaldi. “Dall’indagine ne emergono due principali: l’accessibilità, intesa come facilità di prenotazione e organizzazione e livello delle informazioni disponibili; e la tempistica, elemento comune a tutte i pacchetti (non solo quelli a tema food&wine). Infatti, da a un lato, troviamo una domanda che tende a prenotare una vacanza sempre più sotto data e, dall’altro, un’offerta che punta in misura massiccia su una dinamica vetrina/booking online da affiancare alle proposte offline”. (aise)




Asti: costruisce una falsa Ferrari. Arrestato

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catturaLe Fiamme Gialle del Comando provinciale di Asti hanno sequestrato una ‘falsa’ Ferrari F430, costruita ‘artigianalmente’. La guidava un 26enne astigiano, fermato da una pattuglia del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Asti nel corso di un servizio di controllo del territorio.

L’auto, a seguito degli accertamenti svolti, è risultata essere una Toyota MR Coupé, trasformata nella carrozzeria e negli accessori esterni per renderla del tutto somigliante a una Ferrari F430.  Stemmi, loghi e parti meccaniche originali della casa di costruzione, come cerchi, pinze freno, cofano anteriore e posteriore, passaruota e volante sono stati sostituiti con prodotti apparentemente del tutto uguali a quelli del noto modello sportivo del Cavallino rampante prodotto dal 2004 al 2009 con design “Pininfarina” dalla prestigiosa fabbrica di auto di lusso di Maranello.

La contraffazione è stata confermata dai periti intervenuti dopo il fermo dell’autovettura. L’auto è stata quindi sequestrata dalle fiamme gialle e il proprietario denunciato alla procura di Asti per l’utilizzo, senza autorizzazione, di marchi di fabbrica registrati.

agi.it




In Italia è già inverno

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L’onda di esondazione proveniente dalla Diga Santu Crispu, a monte di Bosa, attorno alle 6 del mattino ha cominciato ad attraversare l’abitato e molte imbarcazioni ormeggiate sono state trascinate verso il mare. La borgata di Marceddì nel territorio di Terralba (Oristano) è stata allagata dall’acqua dell’omonimo stagno e del mare antistante.

“Non ho mai visto il mare gonfio e l’acqua alta come stavolta”, ha dichiarato Antonio Loi, presidente del Consorzio cooperative riunite della pesca di Marceddì. Nel Sassarese alberi sradicati, cornicioni pericolanti e cartelli stradali divelti hanno costretto le squadre dei vigili del fuoco a una cinquantina di interventi. Un altro fiume ha dato brutte sorprese nel Salernitano: l’Irno, tracimando, ha intrappolato due famiglie e i dipendenti di una piccola azienda, rimaste bloccate in casa a Pellezzano in località Cologna.

La Campania, come previsto dall’avviso di allerta meteo ‘arancione’, è stata investita da piogge abbondanti e forti raffiche di vento. A Napoli, mareggiata con danni e venti fino a 110 chilometri orari. Interrotti, nel golfo di Napoli, molti collegamenti con le isole. Nel capoluogo di Regione, rami spezzati soprattutto nelle zone alberate, piante cadute dai terrazzi e cartelloni pubblicitari pericolanti. A Caivano, un’insegna pubblicitaria è caduta su un’auto, non si registrano feriti. In diverse zone della Campania sono caduti alberi a causa del vento.

Il terzo fiume sotto monitoraggio è il Pescara, in Abruzzo. Nelle ultime ore il livello si è improvvisamente alzato nel capoluogo, tanto che è stata disposta e poi revocata la chiusura della golena Nord. In alcuni punti del tratto urbano aveva superato gli argini, invadendo il manto stradale. Era stato attivato il semaforo rosso e il lungofiume era stato vietato al transito. Allarme poi rientrato, con la conseguente riapertura della golena Nord. “Più che di una piena – dice l’assessore comunale alla Protezione civile, Eugenio Seccia – si è trattato di una sorta di reflusso alla foce del fiume, che non riusciva a defluire a causa dell’alta marea”.

“La Sala operativa della Protezione Civile – ha detto il presidente della Regione, Marco Marsilio – monitora costantemente la situazione. Il picco delle precipitazioni in Alto Sangro è passato e le previsioni per le prossime ore volgono al meglio. Non abbassiamo la guardia e raccomandiamo a tutti comportamenti prudenti fino al cessato allarme. Grazie alle donne e agli uomini dell’Agenzia regionale di Protezione civile che dalle prime luci dell’alba garantiscono la nostra sicurezza”. Il maltempo non ha risparmiato la capitale: le zone più colpite sono quelle dei Castelli Romani, Prenestina e Tiburtina.

A Ostia, nell’area d’Idroscalo, è crollata una porzione della banchina di protezione in prossimità del tratto costiero. A scopo precauzionale, gli occupanti di tre abitazioni sono stati temporaneamente allontanati. Tivoli e Velletri, oltre a Roma, i comuni più’ colpiti nel Lazio, mentre a Ravenna, in Romagna, e a Gallipoli, in Puglia, il mare ha invaso le strade costiere.




Bonus matrimonio. Fino a 20 mila euro per chi si sposa in chiesa

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La proposta di legge analizza i numeri dei matrimoni civili che «pur avendo subito un calo consistente nei primi mesi del 2020, avevano già mostrato in piena pandemia una variazione negativa più contenuta rispetto ai matrimoni religiosi». Quindi sostiene che «la diversa intensità nella diminuzione dei matrimoni è riconducibile anche alle diverse tipologie di celebrazioni e festeggiamenti, nonché al livello di partecipazione che in genere contraddistinguono le tradizioni del nostro Paese». Insomma, è la sintesi dei parlamentari: «Le ragioni che allontanano le giovani coppie dall’altare e che le portano a prendere in considerazione solo ed esclusivamente il matrimonio civile sono molteplici e di natura differente. Innanzitutto il matrimonio civile è di per sé una celebrazione meno onerosa rispetto al matrimonio religioso».

La scelta, quindi, non sarebbe legata solo alla fede delle coppie, al loro riconoscersi e appartenere alla chiesa cattolica. Sarebbero le spese maggiori che il rito religioso comporterebbe ad avere una parte in questa fondamentale decisione. Non solo. I cinque deputati analizzano anche i rischi di questa scelta. «Molte coppie — scrivono sempre nella proposta di legge depositata a ottobre — sono dubbiose anche sui corsi prematrimoniali, i quali hanno una finalità ben precisa e spesso sottovalutata: cercare di far capire alla coppia se si è realmente pronti nel prendere la decisione di sposarsi». Il bonus matrimonio (la definizione è sempre dei proponenti) avrebbe quindi anche una funzione sociale: far arrivare al grande passo soltanto nubendi consapevoli e sicuri della loro scelta.

Per usufruire del bonus, attraverso il sistema della detrazione fiscale, quindi, sono previste alcune condizioni essenziali: i promessi sposi devono avere meno di 35 anni, devono aver dichiarato un reddito non superiore a 23 mila euro (complessivamente), devono avere la cittadinanza italiana da almeno dieci anni e sposarsi in Italia. E poi, naturalmente, devono pronunciare il loro sì in chiesa.

Immediate e compattamente contrarie le reazioni delle opposizioni. «Al di là della probabile incostituzionalità, si conferma che la Lega di Salvini è letteralmente fuori controllo», twitta Carlo Calenda. «Zaia non aveva appena detto “Basta battaglie di retroguardia”? Altro che `libera Chiesa in libero Stato´, qui siamo ancora al Papa Re», sostiene Mara Carfagna, presidente di Azione. «Un beneficio riservato a italiane e italiani da almeno dieci anni, che scelgono il matrimonio religioso, ovviamente etero. Una perla di analfabetismo costituzionale, meglio della fascistissima tassa sul celibato: ce la possiamo risparmiare», osserva Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa. «Ai leghisti che vogliono regalare ventimila euro di soldi pubblici solo a chi si sposa in chiesa, vorrei svelare un segreto insegnatomi da un prete: lo Stato è laico» è il tweet di Enrico Borghi del Pd. «O è uno scherzo oppure siamo di fronte ad un uso propagandistico dell’iniziativa legislativa», annota Luana Zanella capogruppo di Alleanza Verdi-Sinistra. «Il bonus solo per chi si sposa in chiesa oltre che palesemente incostituzionale, denota una cialtroneria rara e l’assoluta distanza dai problemi reali del Paese», sferza l’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti. Critica più generalizzata quella della presidente del gruppo Pd al Senato, Simona Malpezzi: «Dal dialetto veneto da insegnare a scuola fino al bonus per i matrimoni religiosi, temo che la maggioranza non abbia chiaro quali sono le priorità degli italiani. Mentre a destra propongono in Parlamento leggi incostituzionali e assurde, il governo mette in campo una manovra populista che non aiuta i cittadini più fragili. Serve serietà».

da corriere.it




Manovra: via l’Iva da pane e latte

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193918982 f166b331 f3ac 4aca 9fd2 8c66fc406fbdDopo le ultime revisioni è approdato in consiglio dei ministri il testo della manovra economica, la prima del governo guidato da Giorgia Meloni. Al documento di programmazione economica verrà affiancato anche un decreto fiscale, che dovrebbe contenere una parte delle misure pensate per trovare le coperture finanziarie necessarie.

Ci dovrebbe essere anche lo stralcio delle cartelle esattoriali fino a mille euro, a quanto si apprende, nel testo della manovra economica in discussione in Consiglio dei ministri. Nei giorni scorsi esponenti del governo avevano spiegato che il costo degli oneri di riscossione sarebbe stato superiore a quello del ricavato dall’incasso delle cartelle.

La premier, uscendo da Montecitorio, ha rimandato a una “conferenza stampa” per le misure specifiche contenute nel testo.

L’impianto centrale del testo è stato definito nei giorni scorsi: una manovra da circa 32 miliardi di euro destinata per due terzi a mitigare gli effetti del caro energia, con la proroga di provvedimenti già’ in essere e l’innesto di misure in favore dei redditi più’ bassi.

“Ci sarà un aumento delle pensioni minime”, ha sottolineato il vicepremier Antonio Tajani, lasciando il vertice di governo sulla legge di bilancio. Si ragiona su un aumento a 600 euro e della rivalutazione delle pensioni alte. Nella manovra potrebbe entrare anche una misura di decontribuzione per i giovani assunti fino a 35 anni.

Nella manovra, invece, non dovrebbe entrare, secondo quanto si apprende, l’ipotesi che era stata ventilata venerdì scorso di eliminare l’Iva su beni di prima necessità come il pane e il latte ma – apprende l’AGI da fonti parlamentari di maggioranza – verrebbe introdotta come alternativa una sorta di ‘carta risparmio’ che verrebbe erogata dai comuni alle famiglie in difficoltà.  Ci sarebbe un fondo ad hoc di circa 500 milioni.

Sarà poi ridotta al 5% l’Iva sui prodotti per l’infanzia e per gli assorbenti.

Una delle ipotesi sul tavolo, inoltre, sarebbe quella di prevedere un aumento limitato sulle imposte sul tabacco tradizionale. 

Che fine fa il reddito di cittadinanza

Uno degli argomenti discussi nel vertice di governo è stato il reddito di cittadinanza. Per gli ‘occupabili’ nel 2023 ci sarà una riduzione del sussidio a otto mesi, riferisce chi ha partecipato all’incontro. “Sarà riformato così come avevamo annunciato, ci sarà un anno transitorio nel quale comunque tutte le persone in difficoltà saranno tutelate” ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, “chi è in grado di lavorare invece avrà una riduzione dei mesi di sostegno da 12 a 8 mesi”.

Mentre nell’arco del 2023, aggiunge, “chi è in grado di lavorare avrà diritto a meno periodo di copertura rispetto a prima chi invece non è in grado di lavorare avrà’ piena tutela. Dal 2024 rivedremo l’intero sistema per garantire pieno sostegno ai bisognosi e inserire nel mondo del lavoro chi invece e’ in grado di lavorare”.

Il cuneo fiscale

Si va verso il possibile taglio del cuneo fiscale tutto in favore dei lavoratori, con la conferma del 2% e l’ampliamento al 3% per i redditi più bassi.  Sulle pensioni, invece, si va verso un anno ponte di quota 103, con 41 anni di contributi e 62 di età, in attesa di una riforma complessiva del settore.

In arrivo anche la riduzione dal 1 dicembre di 10 centesimi dello sconto alle accise sulla benzina, che però non dovrebbe coinvolgere gli autotrasportatori. Verrebbe aumentato di 450 milioni di euro fino al 2024, invece, il fondo dedicato al Tpl per contrastare gli effetti del caro carburante.

Sarebbero previsti, tra manovra e decreto, 400 milioni di euro in favore dei territori delle Marche colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre scorso.

agi.it




Caro energia e redditi bassi nella manovra del governo

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184231401 62164b27 d6b8 4796 a5a7 2ce580292d50Ultimi ritocchi alla manovra economica in vista dell’approvazione attesa per domani in Consiglio dei ministri. Il documento dovrebbe aggirarsi attorno ai 32 miliardi di euro e sarà incentrato sul contrasto al caro energia. Un testo, dunque, chiamato a fare fronte alla congiuntura economica internazionale, influenzata dal conflitto in Ucraina che si protrae da 9 mesi con il conseguente aumento di bollette e carburanti e la corsa dell’inflazione.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ed i tecnici del Mef sono al lavoro per limare gli ultimi provvedimenti, con il testo finale che potrebbe subire variazioni fino all’ultimo. Ma l’impianto centrale del documento di programmazione di bilancio appare ormai definito: due terzi delle risorse andranno alla mitigazione del caro energia, con il rinnovo dei provvedimenti già in essere e il varo di alcune misure in favore dei redditi più bassi.

È atteso inoltre un intervento sul taglio del cuneo fiscale, sarebbero in corso valutazioni se applicarlo al 2% come previsto dal precedente governo o salire al 3% soprattutto per i meno abbienti. Possibile anche l’estensione della flat tax al 15%, con una alcune forze di maggioranza che chiedono l’ampliamento fino ad 85mila euro per lavoratori autonomi e partite Iva.

Quota 103 per le pensionie un taglio al reddito di cittadinanza

Così come un provvedimento ponte sulle pensioni, con l’eventuale introduzione di quota 103, con la possibilità di smettere di lavorare con 41 anni di versamenti e 62 di età, in attesa di una riforma complessiva del settore previdenziale.

Il conto della previdenza preoccupa, nelle stime dell’incremento indicizzato con l’inflazione tocca quota 50 miliardi nel periodo 2022-2025. Sembra perdere quota, invece, la possibile riduzione o l’azzeramento dell’Iva su pane, latte e articoli per l’infanzia, su cui alcune associazioni di impresa e dei consumatori hanno espresso perplessità calcolando un impatto limitato nel contrastare l’inflazione.

La parola d’ordine a Palazzo Chigi e al Mef è prudenza per mantenere in equilibrio i conti pubblici. Ogni misura contenuta nel Dpb dovrà trovare adeguata copertura finanziaria all’interno del suo stesso settore di applicazione. Ovvero di evitare il rischio recessione stimolando la produzione industriale e la capacità di spesa delle famiglie.

Per trovare le coperture necessarie il governo starebbe vagliando la revisione del reddito di cittadinanza, con una ipotesi di restrizione tra 6 mesi della platea dei percettori a chi non può lavorare, tagliando invece il sussidio a chi rifiuta anche una sola offerta di lavoro.

Una variazione che porterebbe a recuperare oltre 1 miliardo di euro. Allo studio anche la possibile revisione della tassazione sugli extraprofitti, oggi applicata al 25%, che potrebbe passare ad almeno il 33% recependo le norme Ue in materia.

La green tax per il rinnovo del parco auto dei corrieri

Ma sul provvedimento si starebbe ancora lavorando. Tra i provvedimenti in discussione ci sarebbe anche la cosiddetta ‘green tax’, di cui si parla già da alcune settimane, sulle consegne a domicilio – un settore che movimenta circa 60 miliardi di euro l’anno in Italia – per favorire il rinnovo del parco vetture dei corrieri nel segno della sostenibilità ed aiutare il commercio di prossimità.

Potrebbe rientrare nel testo anche la riattivazione della società Ponte sullo Stretto – partecipata da Anas, Rfi e Regioni Calabria e Sicilia – in liquidazione dal 2013, visto il rinnovato interesse dell’esecutivo per l’infrastruttura.

agi.it