Libia, tregua dopo scontri a Tripoli: italiani in attesa di evacuazione

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1024x576 cmsv2 fce42684 7676 503c 948a 7f576eeafcf9 9287768Gli scontri tra milizie cominciati lunedì nella capitale libica sono culminati in una notte di violenze. Diverse le milizie coinvolte pro e contro il Governo di unità nazionale guidato da Abdulhamid Dbeibeh. La Farnesina sta seguendo la partenza dei nostri connazionali dalla Libia

In Libia si osserva con cautela la tregua tra milizie rivali a Tripoli, dopo gli scontri che mercoledì hanno causato almeno 6 morti e diverse decine di feriti.

In serata le forze di sicurezza sotto l’autorità del governo di unità nazionale (Gun) hanno aperto il fuoco contro centinaia di dimostranti, riunite nella capitale libica sotto la residenza del primo ministro, Abdulhamid Dbeibeh, per chiederne le dimissioni

Gli scontri in città sono scoppiati lunedì, dopo la morte di Abdelghani al-Kikli, capo dell’Apparato di Sostegno alla Stabilità, ucciso da un’altra milizia alleata con il Gun, la 444esima brigata.

Il comandante della Brigata, Mahmoud Hamza, ha accusato a sua volta delle violenze in cui si temono decine di morti la Forza di deterrenza, il principale gruppo paramilitare non affiliato al governo di Tripoli, noto anche come Rada.

Il presidente della Camera dei rappresentanti libica, Aguila Saleh, ha accusato il Gun di volere rimanere aggrappato al potere, nonostante il suo mandato sia scaduto, e di essere il vero responsabile della mancata riconciliazione libica tra le milizie del post-Gheddafi.

Dbeibeh viene anche accusato di avere sguinzagliato in queste ore le proprie forze contro le altre milizie, per rompere l’attuale equilibrio di potere, e di avere chiesto aiuto alle autorità della vicina Misurata.

Nel frattempo, il Consiglio presidenziale della Libia ha deciso d’urgenza un cessate i fuoco in tutto il Paese, ordinando a tutte le milizie di rientrare nelle proprie caserme e congelando le ultime decisioni del governo in materia di sicurezza, che non sono state condivise da tutti i gruppi armati.

Tra queste, c’è la ristrutturazione della Polizia giudiziaria, guidata da Osama Najim al-Masri, il generale libico ricercato dalla Corte Penale Internazionale, arrestato a gennaio in Italia ma subito rilasciato.

Italiani lasciano la Libia, le altre reazioni in Europa

Almeno 80-90 cittadini italiani sono presenti nel Paese e in attesa di evacuazione.

“Credo che entro stasera tutti coloro che intendono rientrare in Italia lo faranno. La partenza è prevista dall’aeroporto di Misurata perché quello di Tripoli è ancora chiuso. Stiamo lavorando per garantire la massima sicurezza e incolumità dei nostri concittadini”, ha commentato Antonio Tajani, mercoledì, a margine della riunione dei ministri degli Esteri della Nato ad Antalya, in Turchia.

La situazione “sembra in lento ma continuo miglioramento”, ha aggiunto Tajani dopo avere discusso anche di questa crisi con l’omologo turco, Hakan Fidan.

Le ambasciate di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti in Libia hanno espresso in una dichiarazione congiunta la loro “profonda preoccupazione” per l’escalation di violenza di questi giorni.

I cinque Paesi chiedono alle autorità locali di adottare con urgenza tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione civile e garantire il ritorno immediato alla calma.

Inviti analoghi sono arrivati nelle stesse ore dall’Egitto e dagli Emirati Arabi Uniti, dove è arrivato in visita il presidenti degli Stati Uniti, Donald Trump.

Da parte sua il ministero degli Esteri di Madrid è in contatto con almeno 45 spagnoli rimasti bloccati dagli scontri in Libia.

da euronews.com




Cittadinanza: grazie al MAIE e al lavoro del Sen. Borghese sventato l’ennesimo attacco agli italiani all’estero

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borghese ufficio1Grazie al Movimento Associativo Italiani all’Estero, e all’importantissimo lavoro portato avanti in Parlamento dal Senatore MAIE Mario Borghese, i cittadini italiani maggiori di 18 anni non dovranno presentare il B1. Sventato, dunque, grazie al Movimento fondato e presieduto da Ricardo Merlo, l’ennesimo attacco agli italiani all’estero.

Grazie all’impegno massiccio del MAIE, infatti, le commissioni Bilancio e Affari costituzionali hanno respinto l’idea di mettere a serio rischio il possesso della cittadinanza italiana per tutti gli italiani che vivono all’estero. Un emendamento prevedeva, infatti, che, se entro tre anni
dall’approvazione della legge di conversione del decreto-legge in corso di esame, i cittadini italiani residenti all’estero – esclusi gli ultra settantenni e i disabili – non avessero presentato un attestato B1 sulla conoscenza della lingua italiana, avrebbero perso la cittadinanza.

“Una misura inaccettabile e inspiegabile”, ha dichiarato il Sen. Borghese, che poi ha aggiunto: “Per fortuna, la maggioranza ha ascoltato la nostra ferma e decisa protesta. In Aula, al momento dell’esame, spiegheremo in modo compiuto la nostra posizione sul decreto-legge del 28 marzo”, ha annunciato in conclusione.

italiachiamaitalia.it




Bufera sulla 96ª Adunata degli Alpini a Biella. Qualcuno ha intonato “Faccetta Nera”

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“Giù le mani dagli Alpini, che sono gloria, storia e patrimonio dell’Italia”. Lo scrive sui social Matteo Salvini. Non solo canti, cori e celebrazioni alla 96ª Adunata nazionale degli alpini, che da venerdì richiama a Biella circa 400mila persone da tutta Italia.

La manifestazione, infatti, si è trovata al centro di una polemica dopo che nella notte tra venerdì e sabato, in via Gramsci, un gruppo di persone ha intonato a volume alto “Faccetta nera”, accompagnandola dal saluto fascista. Il video dell’episodio, diffuso sui social, ha scatenato reazioni indignate dal mondo politico.

Pronta la denuncia suoi social del Partito Democratico: “Un gruppo di partecipanti all’adunata nazionale degli alpini ha intonato faccetta nera, il canto fascista e colonialista, nel pieno centro di Biella. Non è solo una vergogna, ma un insulto alla memoria che getta fango su tutto il corpo degli Alpini”.

CALENDA: CHI INNEGGIA AL FASCISMO, INNEGGIA ALLA PATRIA DISONORATA

“Somma ignoranza. Una delle colpe del fascismo è stata quella di aver provocato il disonore militare di una Nazione che aveva vinto la prima guerra mondiale e che è stata mandata a combattere la seconda senza mezzi e strategia per le manie di grandezza di un megalomane criminale. Chi inneggia al fascismo, tra le altre cose, inneggia alla patria disonorata. Vergogna”. Lo scrive sui social Carlo Calenda.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Papa Leone XIV tifa Roma e sui social impazza l’incredibile somiglianza con l’allenatore Claudio Ranieri

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papa leone xiv claudio ranieri 1024x538Papa Leone XIV non solo è il primo pontefice americano della storia della Chiesa ma anche, stando alle parole del suo amico e padre agostiniano Giuseppe Pagano, il primo papa romanista. Una notizia che ha fatto il giro dei social ed è arrivata fino in Campidoglio dove il sindaco Roberto Gualtieri, a margine di un evento, da grande tifoso della Roma quale è l’ha accolta positivamente e con un gran sorriso. “Come potete immaginare… sono contento”, ha commentato un divertito Gualtieri.

Non è soltanto il primo cittadino della Capitale a gioire per questa passione. Sui social gli appassionati di calcio esultano e, sin dalla prima inquadratura durante la presentazione, hanno notato un’incredibile somiglianza con l’allenatore Claudio Ranieri.

Su X, in particolare, circolano fotomontaggi di quest’ultimo in abito talare. Immagini realizzate già da qualche giorno per sottolineare gli importanti risultati ottenuti sulla panchina della Roma. Uno accanto all’altro, il papa e l’allenatore sono protagonisti dei post diventati più virali dal momento dell’elezione. “Se osservi bene, il nuovo papa è Claudio Ranieri”, scrivono gli Autogol riprendendo un pensiero comune a tanti utenti.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Dalla Casa Bianca al Quebec

canada carney profile

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FILE – Mark Carney speaks during his Liberal leadership campaign launch in Edmonton, Jan. 16, 2025. (Jason Franson/The Canadian Press via AP, File)

Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha incontrato il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump in un momento cruciale per le relazioni bilaterali.

Durante il vertice, Carney ha ribadito con forza la sovranità del Canada, esprimendo preoccupazione per i dazi imposti dagli USA su acciaio, alluminio e altri prodotti. 💼📉
Obiettivo? 𝐔𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐝𝐞𝐬𝐢. 𝐆𝐢𝐚̀ 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐦𝐦𝐢𝐭 𝐢𝐥 𝟐 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐚 𝐒𝐚𝐬𝐤𝐚𝐭𝐨𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐛𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐦𝐞𝐫𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐞, 𝐟𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐚𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐧𝐚𝐝𝐞𝐬𝐞.
Intanto, Carney rafforza il suo consenso anche in Québec, dove i liberali hanno conquistato 44 seggi, superando il record di Justin Trudeau. Un segnale forte di fiducia per una leadership orientata al dialogo e alla crescita.



Odoguardi (MAIE): “La Marca (Pd) vende fumo mentre lo ius sanguinis è in pericolo”

odoguardi mic logo

odoguardi mic logoTroviamo ridicole e persino controproducenti, per gli italiani all’estero e i loro discendenti, le dichiarazioni della Senatrice Pd Francesca La Marca, che in una sua recente nota ha voluto comunicare con un entusiasmo del tutto imbarazzante il fatto che il Governo abbia presentato un emendamento sul Riacquisto della Cittadinanza per chi l’ha persa, ovvero una misura che interessa – forse – una minima parte dei connazionali residenti all’estero.

La Marca, invece di occuparsi del decreto che punta a limitare fortemente la cittadinanza ius sanguinis e che uccide il futuro dell’italianità all’estero, si dice soddisfatta perché l’esecutivo ha presentato un emendamento sul Riacquisto della Cittadinanza.

Cioè, mentre si sta cercando di sterminare lo ius sanguinis, con tutto ciò che ne consegue, lei sarebbe pronta a brindare a champagne per una misura, un contentino, che riguarda di fatto pochissime persone.

Ma come si può essere così insensibili di fronte a ciò che sta accadendo, dopo l’approvazione del cosiddetto pacchetto cittadinanza? Non dimentichiamo, inoltre, che La Marca in passato si è detta d’accordo nel limitare lo ius sanguinis a due generazioni… Ancora: dove sono i leader della sinistra? Perché Elly Schlein non proferisce parola? Dov’è Giuseppe Conte? Nulla, silenzio assoluto.

Nella zona del Centro America e dei Caraibi le dichiarazioni della senatrice hanno suscitato sgomento e allo stesso tempo ilarità, ma anche negli USA e in Canada tanti italiani nel mondo con cui siamo quotidianamente in contatto sono rimasti a dir poco perplessi, non sapendo – di fronte a tale uscita – se ridere o piangere. Sembra infatti uno scherzo, purtroppo è tutto vero.

L’auspicio da parte nostra è che La Marca possa dimostrare presto di volersi unire alla battaglia, che come MAIE stiamo portando avanti con coraggio e determinazione, tesa ad annullare o quanto meno a modificare in meglio il decreto che nelle ultime settimane ha causato un enorme caos tra le comunità italiane nel mondo. Sarà in grado di farlo? Nonostante i forti dubbi che nutriamo in proposito, ci auguriamo di sì.

Vincenzo Odouardi, Vicepresidente MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero




Cardinali e papabili: chi c’è in pole position per il soglio di Pietro

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Sarà un Papa progressista o conservatore? Italiano, filippino, africano?
Sono circa 120 i cardinali elettori del prossimo Pontefice che si riuniscono già in questi giorni per organizzare il conclave. Due terzi sono stati nominati da papa Francesco e rispecchiano in gran parte la sua visione di una Chiesa più inclusiva.

Nella Cappella Sistina i cardinali presteranno giuramento di assoluto segreto; nei giorni del Conclave non possono avere alcun rapporto col mondo esterno; niente giornali e soprattutto ai nostri giorni niente smartphone. Anche per questo il fascino della cerimonia coi suoi riti antichi resta immutato.

Impossibile oggi dire chi sia il favorito anche se in molti si esercitano nel toto nomi. Dopo un papa polacco, uno tedesco e uno argentino tornerà un italiano? In pole position Pietro Parolin, Segretario di Stato di Papa Francesco, 70 anni, vicentino, fine diplomatico. A lui si deve la firma del protocollo con la Cina per la nomina dei vescovi.

Fra gli italiani poi si parla di Matteo Zuppi, romano 69 anni, presidente della Cei, del francescano Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, costante promotore di pace; del diplomatico poliglotta Claudio Gugerotti.

*Fra i conservatori il candidato di punta invece è l’Arcivescovo di Budapest, Peter Erdo, 72 anni, esperto di diritto canonico, ratzingheriano di ferro.

Se la Chiesa fosse pronta per un Papa africano, il più quotato è l’arcivescovo di Kinshasa, Fridolin Ambongo, frate cappuccino, uno dei cardinali che si oppose alle benedizioni per le coppie omosessuali, volute da papa Francesco.

Fra i più vicini al pensiero del pontefice defunto, invece, il filippino Luis Antonio Tagle, 67 anni, creato da Benedetto XVI, nome più quotato per l’Asia, e ancora l’Arcivescovo di Marsiglia, Jean Marc Aveline, 66 anni, teologo francese, nato in Algeria.

*Ma anche Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma e Juan José Ornella, arcivescovo di Barcellona e un passato da missionario al servizio degli ultimi.

Si voterà ogni giorno, mattina e pomeriggio, finché un candidato non ottiene la maggioranza dei due terzi. E quindi due volte al giorno dal camino della Sistina esce la fumata nera o bianca, prodotto dalle schede bruciate colorata da una sostanza chimica.

Dopo 30 votazioni, basterà la maggioranza semplice.

Al candidato eletto viene chiesto se accetta e, in caso affermativo, quale nome scelga come pontefice. Poi indossa i paramenti papali per la presentazione – tre set di abiti sono preparati dai sarti vaticani per ogni evenienza.

Il decano dei cardinali Giovanni Battista Re si affaccerà sul balcone principale della Basilica di San Pietro, davanti ai fedeli allertati dalla fumata bianca, e proclamerà “Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus papam” – “Vi annuncio una grande gioia: Abbiamo un papa.”

da La Voce di New York




È già cominciato il TotoPapa

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papa francesco bergoglio tagle zuppi 1847830 600 q50Dopo la morte di Papa Francesco chi sarà il successore? Dopo la morte del Pontefice avvenuta questa mattina alle 7.35 è partito il totonomi per il prossimo Pontefice che potrebbe chiamarsi “Giovanni XXIV”.

Tra i papabili per il ruolo di successore di Papa Francesco ci sono tre italiani: Parolin, Zuppi e Pizzaballa. In Europa spiccano il francese Aveline e il maltese Groch. Difficile la partita negli Usa e in America Latina dove si fa strada il Brasile. Per l’Asia si parla dell’ex arcivescovo di Manila e per l’Africa Fridolin Ambongo Besungu.

Morte Papa Francesco, il totonomi per il successore

Il nome più plausibile sarebbe quello del segretario di Stato Pietro Parolin, conosciuto a livello internazionale grazie alla sua attività diplomatica, potrebbe rassicurare quanti sono desiderosi di una maggiore capacità di mediazione nel portare avanti le riforme nella Chiesa. Il suo nome sarebbe in pole per il dopo Bergoglio.

Nel toto nomi compare anche il presidente della Conferenza episcopale italianaMatteo Zuppi, inviato speciale del Papa per il conflitto ucraino. In questa veste Zuppi si è già recato a Kyiv, Mosca, Washington e Pechino. Zuppi gode, fra l’altro, dell’appoggio della Comunità di Sant’Egidio.

Tra gli italiani compare anche il cardinale Pierbattista Pizzaballa, il quale ha dedicato la sua attività al Medio Oriente e alla Terra Santa. Da quando è stato nominato patriarca (dal 2016 come amministratore apostolico del Patriarcato, dal 2020 come patriarca a tutti gli effetti) ha dovuto affrontare diverse crisi e si è distinto in questi mesi per le sue posizioni in favore della pace e della giustizia.

In Europa spicca poi il nome dell’arcivescovo di Marsiglia, il cardinale Jean-Marc Aveline. Nato in Algeria, è noto per il suo impegno per il dialogo tra fedi diverse e per la sua attenzione alle questioni sociali. È interprete di un bergoglismo di tipo europeo a forte vocazione mediterranea.

C’è poi il maltese Mario Grech che, in qualità di segretario generale del sinodo, ha contribuito alla riuscita dell’evento che si è protratto dal 2021 al 2024, non senza difficoltà, e che ha coinvolto la Chiesa universale.

Si fa strada anche il nome del cardinale di origini portoghesi José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione.

In Asia, per ora, il nome più quotato resta quello del cardinale Luis Antonio Tagle, filippino, ex arcivescovo di Manila, che da diversi anni è pro-prefetto a Roma del Dicastero per l’evangelizzazione dei popoli. Tagle vanta una doppia esperienza: quella di pastore nel gigante cattolico dell’Asia, le Filippine, e una lunga permanenza in Vaticano.

In America, invece, la situazione è più complessa, ma anche qui spuntano dei nomi: il primo cardinale afroamericano, Wilton Gregoryil cardinale alla guida della diocesi di Chicago, Blase j. Cupich, rappresentante di una Chiesa progressista e aperta alle istanze della modernità.

Sembra difficile l’ipotesi di un nuovo Papa latinoamericano, ma in questo caso si parlerebbe di un porporato brasiliano. Le due personalità che spiccano sono quelle di Sergio da Rocha, arcivescovo di São Salvador da Bahia, dal 2023 inserito da Bergoglio anche nel gruppo dei cardinali del C9, l’organismo che coadiuva il pontefice nel governo della Chiesa universale, e il cardinale Leonardo Ulrich Steiner, francescano, arcivescovo di Manaus, celebre per il suo impegno in difesa dell’Amazzonia e dei popoli che la abitano.

In Africa si fa invece strada il nome del cardinale Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo) e presidente del Secam (Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar), nonché membro del C9.

da Il Giornale d’Italia



Inter: è semifinale! 2-2 a San Siro e Bayern eliminato

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avanza inter de milan a las semifinales de la champions league 1160x700 1Notte da sogno. Notte da campioni. L’Inter vola per la decima volta nella sua storia in semifinale di Champions League grazie al pareggio casalingo ai danni del Bayern Monaco. Decisiva la vittoria all’Allianz Arena per 2-1. Serviva una grande Inter per contrastare una squadra che fino ad oggi, aveva sempre vinto al Meazza contro i nerazzurri. Cosi è stato. La squadra di Inzaghi è sempre rimasta in partita. Si è difesa nel primo tempo, non ha mollato dopo il momentaneo vantaggio bavarese, ha ribaltato il risultato con le reti di Lautaro Martinez e Pavard nel giro di 3 minuti ma soprattutto ha stretto i denti dopo il gol di Dier. Lottando su ogni pallone e difendendo con ordine e cattiveria.

Ad accompagnare l’Inter verso la seconda semifinale negli ultimi 3 anni, è stato sicuramente il capitano Lautaro Martinez artefice di una partita clamorosa di cuore e “garra”. Il numero 10 ha dato il suo contributo non solo in fase offensiva, con un gol da vero rapace d’area, ma anche in difesa aiutando la squadra a recuperare il possesso in mezzo al campo e duellare con i tedeschi. La seconda rete meneghina invece porta la firma di Benjamin Pavard. Serata indimenticabile per il 28 francese che in una delle partite più importanti della storia recente dell’Inter si rende protagonista segnando il suo primo gol con questi colori. Non solo, per il difensore si tratta anche di un gol dell’ex visto il suo passato in Baviera.

In semifinale la squadra di Simone Inzaghi se la vedrà con il Barcellona. Questo accoppiamento non può che far tornare alla mente dei tifosi nerazzurri la famosa semifinale del 2010, anno del triplete con Mourinho in panchina. In quell’occasione l’Inter vinse per 3-1 la gara d’andata grazie alle reti di Snejider, Maicon e Milito che ribaltarono il vantaggio blaugrana firmato da Pedro.
Al ritorno fu una sconfitta indolore per Zanetti e compagni in quanto la rete di Pique fu inutile per il Barcellona. Quello che accadde un mese più tardi, lo conosciamo tutti…

da ilprimatonazionale.it




Montreal. La lingua italiana protagonista alla National Gallery

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14delrenational“La lingua italiana protagonista alla National Gallery. In un silenzio eloquente, nella sala riecheggia una voce forte, chiara che descrive in italiano la magia degli acquarelli di Robert S. Duncanson, artista afro-americano che dà inizio alla mostra Gathered Leaves: Discoveries from the Drawings Vault alla National Gallery. È la voce di Sonia Del Re, curatrice della mostra e Direttrice del Dipartimento delle Stampe e Disegni del museo, Italo-Canadese di Montréal che, per la prima volta, con passione ed assoluta competenza, guida gli ospiti attraverso un tour esclusivamente in italiano”. Ne ha scritto nelle scorse ore Carla Bonora su “Il cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Vittorio Giordano.
“L’emozione è palpabile nei suoi occhi. La descrizione degli acquarelli cattura i visitatori, il loro sguardo è rapito dall’unicità dell’opera Mont – Royal di Robert S. Duncanson, che ci trasporta a Montréal facendoci rivivere la bellezza del Parco Mont Royal in centro-città. Inizia così l’evento della Società Dante Alighieri di Ottawa che ho co-organizzato con Daniele Regis, anche lui membro del Consiglio Direttivo. “Ho provato una grande emozione durante l’introduzione di Carla e Daniele – spiega Sonia Del Re – che ringrazio calorosamente perché hanno sottolineato l’importanza per noi italiani all’estero di trasmettere la lingua e cultura alle generazioni successive. Per me è un orgoglio essere di origine italiana e ringrazio i miei genitori per aver sempre mantenuto non solo le tradizioni, ma anche la lingua, che mi hanno fatto frequentare per dieci anni il PICAI, la scuola di italiano del sabato a Montréal. Tanti sacrifici, ma oggi è un privilegio conoscere la lingua ed insegnarla a nostro figlio Emiliano Renzo”.
“Portare l’italiano tra i capolavori della National Gallery è un traguardo che unisce arte, lingua, e identità culturale – spiega Daniele Regis – è la prima volta che la National Gallery apre le sue porte con una visita guidata da Sonia Del Re interamente in italiano. Come associazione Dante Alighieri, Carla ed io siamo orgogliosi di aver offerto ai partecipanti un’esperienza unica tra parole, immagini e dialoghi multilingue. Un vero aperitivo per l’anima!”.
Grande partecipazione e numerosa adesione di non soci, molti i canadesi italofoni riuniti a conversare in italiano durante l’aperitivo organizzato dopo la visita, come Charles Smyth ed Eva Tomiak.
“Congratulazioni a Carla, Daniele e Sonia – spiega Eva Tomiak – per aver organizzato una serata così unica, all’insegna della cultura e della lingua italiane. La mostra è stata spettacolare, un plauso per l’eccellente serata culturale”. Particolarmente apprezzata la presenza delle artiste nella mostra.
“Grazie a quest’evento della Dante – sottolinea la Prof. Costanza Conti, Addetta scientifica dell’Ambasciata Italiana – abbiamo apprezzato Sonia Del Re, davvero molto brava, accompagnarci in questo viaggio attraverso il disegno, dal bianco e nero al colore, dal passato al recente, appassionandoci e sapendo valorizzare il contributo femminile in questo settore artistico”.
In rappresentanza delle Associazioni italiane di Ottawa, era presente Trina Costantini – Powell, ex presidente del Congresso Nazionale degli Italo Canadesi (distretto della Capitale Nazionale): “Questa mostra ha rappresentato una splendida occasione per molti di ammirare una raccolta di opere d’arte – schizzi, dipinti e sculture – presentate dalla curatrice Sonia Del Re. Una prima assoluta per la Società Dante Alighieri che è stata molto apprezzata dai presenti”. Le fa eco suo marito John David Powell, artista e docente all’Ottawa School of Art, che sottolinea: “L’arte parla molte lingue”. Da Allison Dingle, canadese, ma con il cuore italiano, un plauso all’iniziativa: “La visita guidata, in italiano, della bellissima mostra è stato uno degli eventi più stimolanti e riusciti del programma dell’associazione”. Tra gli ospiti anche giovani italiani arrivati solo da sei mesi in Canada come Sofia Croppi, veterinaria che ha scelto di vivere proprio qui ad Ottawa che definisce una “splendida città”. “Ho scelto il Canada perché è sempre stato il mio sogno fin da bambina – spiega – l’idea di vivere in un paese che unisce natura, accoglienza e opportunità mi ha guidata fin qui. È stato un pomeriggio piacevole e stimolante che ha saputo unire cultura, Comunità e conversazione. Non vediamo l’ora di partecipare ad altri eventi come questo in futuro!”. (aise)