“La minaccia nucleare di oggi è più grave di quella dei missili di Cuba”

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180736728 9ee1c680 0c50 4ace 9a96 ad2c138c63e4“La scienza deve studiare come garantire la sicurezza delle nazioni senza far ricorso più alla deterrenza nucleare”. Le minacce nucleari di Vladimir Putin hanno scosso il dibattito anche in sede di comunità scientifica internazionale da sempre impegnata in prima linea su questo tema. In un editoriale appena pubblicato su Science, Stephen Herzog, ricercatore del Center for Security Studies dell’ETH di Zurigo.

“La maggior parte della ricerca nelle scienze sociali – spiega – Herzog – si concentra sulla convivenza con le armi nucleari piuttosto che sulla loro eliminazione. Le minacce nucleari russe per scoraggiare l’intervento della NATO in Ucraina potrebbero rafforzare ulteriormente questo status quo rafforzando la determinazione degli stati dotati di armi nucleari a mantenere i propri arsenali e incentivare la proliferazione tra stati non ancora dotati di armi nucleari che non vogliono rischiare un’invasione.”

Ma, aggiunge: “la deterrenza, sia nel 1962 che nel 2022, è un gioco di ostaggi. Gli avversari puntano i missili a testata nucleare contro i centri abitati dell’altro in nome della custodia della pace. Ironia della sorte, questa scommessa esistenziale descrive la vulnerabilità come protezione. I sondaggi hanno da tempo dimostrato che la maggior parte delle persone desiderano un mondo libero dalla paura nucleare”. “Andare oltre la deterrenza nucleare richiede una ricerca sulla fattibilità del disarmo nucleare“.

All’editoriale di Science ha risposto Paolo Cotta Ramusino, Segretario Generale della Pugwash Conferences on Science and World Affairs, l’associazione fondata nel 1957 da Joseph Rotblat e Bertrand Russell a Pugwash, Nuova Scozia, Canada, in seguito alla pubblicazione del Manifesto Russell-Einstein nel 1955.

“Cercare di arrivare ad un mondo senza armi nucleari, o , come dice l’autore ad un mondo che superi la dissuasione (deterrenza) nucleare è – scrive in un commento raccolto da 30Science.com – certamente un obiettivo importante. Ma non é un obiettivo che sarà raggiunto in tempi brevi. Nel frattempo dobbiamo cercare di  contenere il rischio nucleare. Il che significa anche evitare che  certi conflitti di natura convenzionale possano trasformarsi in conflitti nucleari”.

“Come diceva il manifesto Russell Einstein del 1955 nella sua frase finale, per evitare un devastante conflitto nucleare: “we urge the governments of the world to find peaceful means for the settlement of all matters of dispute between them”. Cioè esiste una importante correlazione tra evitare i conflitti ed evitare il rischio nucleare.

“Parlando del rischio nucleare occore ricordare che anche quando la probabilità dell’uso di armi nucleari è piccola, quello che conta è il “prodotto della probabilità di un evento per la gravità delle conseguenze dell’evento stesso“. Questo nel caso dell’Ucraina richiede di fare ogni sforzo per raggiungere rapidamente un cessate il fuoco ed un accordo tra tutti i Paesi coinvolti direttamente (Russia ed Ucraina) o indirettamente (USA e paesi NATO). Ma il compito è tutt’altro che facile. Stephen Herzog su Science inizia la sua nota mettendo a confronto la situazione della crisi dei missili cubani (ottobre 1962) con la situazione attuale (ottobre 2022).

“La crisi dei missili cubani nella sua massima intensità è durata 13 giorni, anche se la tensione tra USA, URSS e Cuba è iniziata con la operazione della Baia dei Porci (Aprile 1961) ed è in qualche modo terminata con la rimozione delle armi nucleari americane collocate in Italia e Turchia (Aprile 1963). Comunque, si noti tra parentesi, le relazioni tra Cuba e USA non si sono ancora normalizzate. Una delle differenze notevoli tra le due crisi, separate da circa 60 anni (missili Cubani e Ucraina), è il ruolo della opinione pubblica.

“Mentre nella crisi dei missili Cubani un ruolo fondamentale è stato giocato dai colloqui riservati tra Sovietici e Americani, il dibattito nell’opinione pubblica ha giocato un ruolo del tutto secondario. Oggi, tutti i giorni, i giornali aprono con le notizie sulla guerra in Ucraina. I Paesi della NATO non perdono occasione per manifestare in vari modi il sostegno politico e militare all’Ucraina. In Russia il sostegno alle popolazioni che parlano russo nel Donbass (che ha visto circa 14000 vittime dal 2014 al 2021, cioè prima della guerra) e nel resto dell’Ucraina è un elemento importante per la credibilità della leadership politica.

“I rapporti commerciali e personali tra Russia e paesi occidentali sono quasi completamente interrotti. Questo comporta per esempio, soprattutto nell’Europa Occidentale, difficoltà di approvvigionamento e aumento dei costi delle risorse energetiche. I politici occidentali (soprattutto) e anche quelli russi devono manifestare la loro determinazione nel contrasto con la parte opposta anche e soprattutto per mantenere il consenso al loro interno. Un altro fattore significativo in occidente sono i guadagni delle compagnie che producono armi che vengono acquistate per sostenere il conflitto. In ultima analisi la dimensione del dibattito globale sulla guerra in Ucraina è un elemento significativo che ostacola una soluzione pacifica del conflitto stesso. In questo senso possiamo anche sostenere che i rischi attuali sono superiori ai rischi della crisi di Cuba del 1962″.

agi.it




Ignazio La Russa nuovo Presidente del Senato

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larussa“Avvocato, politico, fondatore di Fratelli d’Italia”. Così si definisce Ignazio La Russa eletto oggi alla Presidenza del Senato.
72 anni, catanese, studi in Svizzera e laurea in giurisprudenza all’Università di Pavia, La Russa nella scorsa legislatura è stato uno dei vicepresidenti del Senato. Ministro della Difesa nel Governo Berlusconi, il neo presidente non è stato votato da Forza Italia, che oggi a Palazzo Madama non ha risposto alla chiama.
La Russa ha ottenuto 116 voti – sui 186 votanti; 66 le schede bianche. (aise) 




Pirelli firma in Messico il programma “Rodando juntos por la niñez”

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pirellirodandojuntosvertPirelli ha firmato il 20 settembre il programma Rodando juntos por la niñez, iniziativa che mira a formare i bambini che risiedono nelle vicinanze dello stabilimento dell’azienda italiana a Silao, città nello Stato messicano di Guanajuato appartenente all’area metropolitana di León.

Con questo schema l’azienda fondata a Milano nel 1872 ribadisce il proprio impegno a sostegno delle comunità in cui si trovano i suoi centri produttivi.

Pirelli è supportata in questa importante attività dal Centro Impulso Social Guanajuato Puerto Interior e dal Fondo Unido I.A.P., organizzazioni che operano nel territorio messicano con l’obiettivo di sviluppare il massimo potenziale degli assistiti.

Le tre organizzazioni hanno dato vita all’iniziativa per promuovere lo sviluppo delle capacità socio-emotive ed educative di oltre 100 bambini delle comunità Nápoles, Providencia, San Francisco, Emiliano Zapata, Coecillo e Saltrillo dello Stato.

Il programma ha l’obiettivo di promuovere la prevenzione dei problemi sociali e migliorare le abitudini alimentari, nonché appoggiare la cura dell’ambiente e ridurre l’arretratezza educativa.

Per raggiungere questi obiettivi, nell’arco di un anno verranno impartiti cinque serminari di otto moduli ciascuno che si concentreranno su abilità socio-emotive, rinforzo educativo, buona alimentazione, esercizio fisico, prevenzione delle dipendenze, cura dell’ambiente e orientamento professionale. Sono previste, inoltre, attività di volontariato aziendale per rafforzare il modulo accademico e gli appuntamenti all’aperto.

Alla cerimonia della firma hanno partecipato anche Raúl Bojórquez e Jorge Martín, rispettivamente direttore delle Risorse Umane e responsabile della Sicurezza, Salute e Ambiente di Pirelli per la regione Nord America.

All’evento hanno partecipato alcune delle famiglie beneficiarie, davanti alle quali i presenti hanno firmato uno striscione che simbolizza l’impegno delle tre istituzioni nei riguardi di questo programma.

«Con questo progetto, che fa parte delle attività di sostenibilità di Pirelli» —ha commentato Jorge Martín— «vogliamo dare il nostro contributo allo sviluppo delle comunità che vivono intorno al nostro stabilimento. Vogliamo attivamente dare l’esempio e supportare le generazioni future perché crediamo che scommettere sui bambini significhi scommettere sul nostro futuro».

da puntodincontro.mx




Anche il Comites di New York alla parada del Columbus Day

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“Sono passati 140 anni dalla proclamazione del Columbus Day da parte del presidente Benjamin Harrison. Centoquarant’anni di una festa che, ancora oggi, vede oltre un milione di persone accalcarsi sulla Fifth Avenue, qui a New York,  per partecipare alla tradizionale parata dove si respira la cultura, la storia, l’identità italiana negli Stati Uniti. Un momento unico in cui si percepisce l’immenso patrimonio di un legame forte tra due Paesi, l’America e l’Italia”. A raccontare la Parade nel “day after the show” è Alessandro Crocco, il presidente del Comites NY che quest’anno per la prima volta ha sfilato sulla Fifth Avenue in rappresentanza degli italiani all’estero, nel caso specifico in rappresentanza degli italiani residenti nel Tri-State. L’emozione di trovarsi all’interno di una grande commemorazione, ha assunto un valore particolare per il Presidente Crocco essendo “un momento speciale per ricordare le donne e gli uomini che hanno abbandonato la propria terra, la propria casa, la propria famiglia e, tra ostilità, discriminazioni e sacrifici, hanno costruito l’America”.

Una riflessione che assume un significato duplice oggi in cui, al passato, subentra e si fonde anche il presente con nuove generazioni che, con un ricco bagaglio culturale, guardano alla “terra delle opportunità” con quello stesso sogno americano dei vecchi immigrati. Ed è proprio in direzione di questo vento che Crocco ci ha tenuto a precisare come il Columbus Day sia un giorno che deve unire tutti, un giorno in cui “si guardi alla storia, considerandone il valore, ma si sia in grado di riconoscerne anche gli errori, per evitarli e superarli, grazie a uno sguardo rivolto oltre i pregiudizi, oltre gli stereotipi, i muri, i confini culturali, in nome dei valori espressi dal sacrificio e dal riconoscimento dell’altro”.

Barbara Marciandi (Comites NY) Vincenzo Castaldo, Ornella Fado ( Comites NY) Valeria De Sieno, Alessandro Crocco

A fare da eco a Crocco, Ornella Fado produttrice e conduttrice televisiva di Brindiamo! e ora presidente della comunicazione ed eventi del nuovo Comites NY, che così ha chiosato al termine della parata: “Abbiamo pensato che fosse importante essere presenti alla 78esima parata organizzata dalla Columbus Citizen Foundation, insieme ai nostri concittadini del tristate per mostrare, ancora una volta, il nostro impegno nel rappresentare la comunità e nel fare da collante con le istituzioni italiane a New York.”

Organizzando una mini float dove sono stati invitati non solo italiani residenti negli States ma anche italiani arrivati direttamente dal Belpaese, il gruppo del Comites NY ha visto tra gli ospiti di spicco la conduttrice televisiva di Rai Italia, Monica Maragone, il direttore uscente di RAI Italia, Marco Giudici, il noto coreografo e ballerino Cesare Vangeli del Foodance Festival, ma anche Cesare Rascel –  figlio del grande Renato Rascel –  Samuele Cavallo e Antonella Brisco – attori di “Un Posto al sole”- Alberto Pelagotti – calciatore del Palermo – e infine il gruppo “New York CANTA”, e il team di Genialitaly. A coronare il tutto, uno dei capolavori del design su quattro ruote made in Italy, una Maserati rossa, che la White Plains Maserati e Alfa Romeo hanno affidato alle mani di Hunter Barton.

da La Voce di New York – Francesca Di Matteo




L’IIC di San Francisco è “California rocks”

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catturaL’Italian Heritage Month a San Francisco è iniziato con il blues di Zucchero Fornaciari e terminerà con il giovane cantante Diodato, passando per Eugenio Bennato e tanti altri appuntamenti culturali. Ce ne parla la direttrice dell’Istituto di Cultura Italiano di San Francisco, Annamaria Di Giorgio.

Annamaria è laureata in lingue e civiltà’ orientali a indirizzo archeologico artistico e – al momento – sta scrivendo una seconda tesi di laurea in Storia dell’Arte, con un focus sul simbolo nel Rinascimento; ha anche frequentano un Master Internazionale di II Livello in State Management and Humanitarian Affairs a EuroSapienza e il Corso per le Relazioni Internazionali alla SIOI di Roma (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale).

In qualità di direttrice dell’IIC San Francisco e di vice direttrice dell’IIC Berlino nel suo precedente incarico, ha organizzato più di 400 eventi culturali, da mostre d’arte a festival letterari e retrospettive cinematografiche.


Annamaria, può raccontarci chi saranno gli artisti che arriveranno in California e in particolare a San Francisco nel mese dedicato all’Italia?

In occasione dell’Italian Heritage Month e della XXII Edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (17-22 Ottobre) sbarcheranno a San Francisco Eugenio Bennato con il suo trascinante ensemble Taranta Power, scrittrici del calibro di Dacia Maraini e veronica Raimo, finalista Strega 22; il cantante Diodato, vincitore del festival di Sanremo e best European act per MTV per un concerto intimo presso i nostri nuovi spazi e la compagnia di danza contemporanea “Artemis Danza”- Monica Casadei per lo spettacolo “Fuochi segreti” dedicato a Pasolini per le celebrazioni dei 100 anni dalla sua nascita.

Annamaria di Giorgio presenta ‘Pasolini 100’ al Castro Theater

Quali sono gli altri importanti eventi in programma per i prossimi mesi?

Molto divertente sarà la II edizione del biliardino letterario: ci si sfida a biliardino portando come iscrizione un libro italiano amato e si vincono libri italiani editi tra il 2021 e il 22. Sarà visibile in IIC anche una piccola mostra sulla straordinaria corrispondenza tra Franklin e Filangieri, che pare abbia ispirato la Costituzione Americana. A Novembre cade la Settimana della cucina italiana nel Mondo, per cui arriveranno a San Francisco le sfogline di Casa Artusi per insegnare come si fa la vera pasta all’uovo e collaboreremo con il Consolato alla realizzazione dei vari appuntamenti come il premio Carol Field alla sue terza edizione e le varie manifestazioni culinarie dedicate all’Italia nei vari ristoranti di San Francisco
A dicembre, tra le altre cose, presenteremo un film sulla figura rivoluzionaria di Federico Faggin e alcune conferenze, in collaborazione con Humanities West e Leonardo Da Vinci Society, del prof. Mario Taddei su Leonardo e l’intelligenza artificiale. Oltre agli eventi di taglio prettamente culturale, poi, INNOVIT sara’ animato dai partner dell’ICE e del Consolato per diversi eventi ricolti al tech a all’innovazione;

Cosa caratterizza maggiormente la sua direzione dell’istituto e quali sono gli eventi che più le piace organizzare per la comunità?

Ho cercato, nonostante i due anni di fatto penalizzati dalla pandemia, di lavorare sulla riconoscibilità dell’IIC, sul suo branding, sulla comunicazione e su eventi ciclici, come il Caffè letterario o le lezioni di cucina di Viola Buitoni, per far si che il pubblico potesse affezionarsi alle nostre attività, seguirle con facilità, sapere che saremmo stati presenti. Ho anche provato a collegarmi il più possibile a partner locali e a rendere le nostre collaborazioni abituali, grazie anche al lavoro del mio predecessore Paolo Barlera:
abbiamo collaborazioni annuali ormai fisse con festival importanti, come il Litquake, il festival di musica elettronica, il Mill Valley Film festival, il festival Lido Cantaruttti di Marin, col Museo Italo Americano, il Brava Theater, Il Napa Film festival, ICS, per citare alcuni dei nostri partner…
Sicuramente siamo riusciti a coinvolgere anche un pubblico più giovane, con iniziative come la mostra sulle eccellenze italiane e l’illustrazione Gianni Rodari, lo spettacolo “Leonardo che genio” del Teatro dell’elfo di Milano, le favole al telefono narrate ai bambini durante la pandemia, il biliardino letterario…

Ha qualche sogno nel cassetto da voler realizzare durante la sua direzione?

Sto provando da quattro anni a portare Vinicio Capossela a San Francisco, chi la dura la vince, spero!
L’altro sogno sarebbe Paolo Conte, ma è molto difficile.

Annamaria Di Giorgio e lo staff dell’IIC con Zucchero Fornaciari

Quali sono stati alcuni fra gli eventi più partecipati da parte della comunità italiana ed italo americana?

Certamente il Concerto di Carmen Consoli al Brava Theatre ha destato moltissimo interesse; anche Bennato e Diodato sono sold out; gli eventi di Cinema come il film del 1911 sull’Inferno di Dante al Castro è stato tutto esaurito nonostante la pandemia; gli eventi sul design italiano richiamano molto pubblico, cosi come i nostri classici del cinema che non tramontano mai.

Trova che la comunità italiana di San Francisco sia più interessata al tech oppure aneli maggiormente all’arte, alla musica, alla cucina ed in generale ad eventi culturali più che professionali?

Ci sono due anime in città: una giovane, super impegnata sul fronte lavorativo, super specializzata che è interessata maggiormente alle tematiche a cavallo tra cultura e tech, e un’anima più legata alla comunità italo americana o agli americani italofili che cerca un’Italia di cui spesso ha nostalgia o “classica”, direi.
Con il consolato e i partner dell’ICE, tramite il primo Hub di cultura e Innovazione all’estero concepito dal MAECI -INNOVIT- cerchiamo di ascoltare entrambe le anime e cercare degli innesti proficui, magari impensati.

Lei è anche un’artista nel tempo libero, ci racconta qualcosa sulle sue passioni “segrete”?

Grazie per il complimento ma non mi definirei assolutamente un’artista: viceversa un’apprendista artigiana; la mia passione per la Storia dell’Arte e il simbolo mi ha portata a studiare oreficeria e a creare gioielli, di notte – quando i mille impegni lo consentono – con i miei gatti come assistenti. Le mie due più grandi passioni.

Dopo Zucchero e attendendo i prossimi concerti di Bennato e Diodato, ci può confessare quali sono le band o la musica che preferisce ascoltare?

Tantissimi: tra gli italiani Paolo Conte, Vinicio Capossela e Carmen Consoli e i compianti Gianmaria Testa, Franco Battiato, Lucio Dalla. Per il Jazz: Fresu, Rava, Petra Mangoni e Ferruccio Spinetti ma ce ne sono davvero troppi e non vorrei fare torto a nessuno! Tra gli stranieri sono cresciuta a Queen, Cure, Depeche Mode e REM; poi mi piacciono molto Damien Rice, Julia e Angus Stone, i Kings of Leon e la scena indie-folk americana.

La prima cosa da fare arrivati a San Francisco è…?

Prendere la bicicletta e andare sul Golden Gate, guardare giù per vedere se si avvistano delfini e leoni marini, arrivare a Sausalito e imbarcarsi col Ferry per tornare indietro. E per me, ora, se mi lascia un pensiero finale, è anche stare a Precita Park con una coperta, i cani che giocano e vedere quella luce speciale, rosa e viola, dei tramonti di San Francisco.

Da La Voce di New York – Isabella Weiss di Valbranca




Il rush finale per le presidenze delle Camere

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181309463 557b6212 3089 4137 b0fa f800e02c3c69Al Senato bastano 104 sì per eleggere subito il nuovo presidente, non è escluso quindi che già nella giornata di giovedì ci sia la fumata bianca qualora dovesse essere definito l’accordo nel centrodestra.

La presenza di Calderoli al tavolo della trattativa della coalizione è stata interpretata nell’alleanza come un segnale che il partito di via Bellerio pensa all’attuale vicepresidente di palazzo Madama per il dopo-Casellati. Del resto Salvini ha avanzato l’ipotesi Lega, ma Fdi punta su La Russa. Una poltrona per due, insomma, ma al momento in pole position c’è l’ex ministro della Difesa anche se l’intesa sarebbe ancora da chiudere.

Lunedì mattina all’assemblea dei parlamentari di Fdi non si è affrontato il tema ma il ragionamento, viene riferito, è che chiudere giovedì al Senato sarebbe un segnale di compattezza.

A quel punto la Camera potrebbe toccare a un esponente leghista (i nomi in ballo sono quelli di Giorgetti e Molinari). La partita comunque è complessiva, ma per ora non sembra essere cambiato il quadro. Solo che giovedì alla Camera – servono i due terzi – nelle prime tre votazioni il centrodestra dovrebbe votare scheda bianca e puntare poi tutto sulla votazione di venerdì.

“Sono stati fatti passi avanti” nella trattativa ha spiegato La Russa, lasciando Montecitorio dopo una giornata di riunioni negli uffici del gruppo di Fdi.

È possibile che ci sia un vertice del centrodestra mercoledì, alla vigilia delle prime votazioni. “L’accordo deve essere complessivo, non ci sono prove di forza in corso”, osserva un ‘big’ di Fratelli d’Italia. “Ma se la presidenza del Senato dovesse toccare a Fdi allora cambierebbero gli equilibri anche nell’esecutivo”, osserva un ‘big’ ex lumbard sottolineando come in quel caso al partito della Meloni toccherebbe sia palazzo Chigi che la seconda carica dello Stato.

Salvini al vertice ad Arcore avrebbe ribadito di guardare al Viminale per la Lega, il suo ‘piano B’ resta quello delle Infrastrutture, ma bisognerà capire innanzitutto l’esito finale della trattativa sulle presidenze delle Camere per comprendere poi come si dipanerà la lista dei ministri.

Perché c’è chi sostiene che la partita della presidenza del Senato possa essere ‘utilizzata’ dagli alleati di Fdi per cercare di rafforzare la presenza nell’esecutivo. Forza Italia per ora si sarebbe tirata fuori: il partito azzurro punta ad un dicastero di peso per il coordinatore Tajani (gli Esteri una delle opzioni) e la vicepresidente del gruppo al Senato Ronzulli.

I contatti nell’alleanza sarebbero continui ma al momento trapela poco. I nodi sul tavolo emersi nei giorni scorsi sarebbero ancora da sciogliere ma il ‘refrain’ del presidente del Consiglio in pectore è che bisogna puntare sulle figure migliori.

“L’ho detto agli alleati e lo dico anche a voi che siete la squadra di Fratelli d’Italia in Parlamento: puntiamo a dar vita a un governo autorevole e di altissimo livello, che parta dalle competenze”, ha spiegato la Meloni durante l’assemblea dei parlamentari di Fdi. “Puntiamo a dare a questa nazione il governo più autorevole possibile. Non c’è spazio – ha sottolineato – per questioni secondarie rispetto a questo obiettivo”.

L’obiettivo è arrivare a un esecutivo al più presto. “Se e quando il Presidente della Repubblica dovesse affidarci l’incarico, puntiamo ad essere pronti e il piu’ veloci possibile, anche nella formazione del governo”, ha argomentato il presidente di Fdi, “lavoreremo per procedere spediti partendo dalle urgenze dell’Italia, come caro bollette, approvvigionamento energetico e legge di bilancio. Non possiamo e non vogliamo perdere tempo. E’ una sfida di cui sentiamo la responsabilita’ e intendiamo affrontarla con serieta’ e capacita’”.

Lunedì Giorgia Meloni è rimasta per tutto il pomeriggio nei suoi uffici al gruppo di Fdi per lavorare alla squadra e all’agenda di governo.

“Tutto quello che faremo sara’ per difendere gli italiani e non saremo mai disposti a fare scelte che vadano contro l’interesse nazionale“, ha sottolineato.

Sulla partita del ministero deli Esteri si è tirata fuori Elisabetta Belloni, direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. “No, non faro’ il ministro. Faccio un altro lavoro”, ha osservato.

Per il post-Di Maio circola sempre il nome di Tajani (Forza Italia, tra l’altro, punta pure all’Istruzione ma restano le distanze con Fdi sulle figure da scegliere) o dell’ambasciatore Pontecorvo. A Fdi potrebbero toccare tra l’altro Difesa, Sviluppo Economico, Riforme, Affari Europei. Per il Mef, oltre all’ipotesi Panetta, ci sono le piste Canzio, Siniscalco, Scannapieco e il banchiere Miccichè che qualcuno nel centrodestra indica pure per il ruolo di ministero del Sud o del Mise.

Per quanto riguarda sempre via XX settembre sarebbero in calo le quotazioni riguardo a Giorgetti.

Alla Salute e alla Cultura potrebbero approdare due ‘tecnici’ mentre la Lega continua a puntare, oltre che sul Viminale (ma in pole resta Piantedosi), su Infrastrutture, Agricoltura e Affari regionali e autonomia.

Il partito di via Bellerio chiede un dicastero pure sulla famiglia. Il presidente di Fdi ha chiesto anche al suo partito responsabilità, oltre che sobrieta’ nei comportamenti e presenza obbligatoria in Parlamento. “Abbiamo portato per la prima volta la destra italiana ad avere la leadership della coalizione di fronte ad una sfida di governo”, ha rimarcato.

Quella del governo è “una sfida di cui sentiamo tutta la responsabilita’ e intendiamo affrontarla  dimostrando serieta’ e capacità. E a voi dico: dobbiamo puntare al massimo. E vi auguro di vivere cinque anni di orgoglio e di vittorie”, ha aggiunto.

“Siamo consapevoli del risultato che abbiamo ottenuto e sentiamo la responsabilita’ di dover affrontare una sfida di governo nella condizione più’ difficile nella quale l’Italia potesse trovarsi”, ha sottolineato ai suoi eletti a Camera e Senato ricordando loro che “ogni qual volta entrerete in Parlamento dovrete pensare a tutti gli italiani che il 25 settembre hanno visto in noi la loro speranza e ci hanno messo in mano il loro futuro”. “Cosi’ come dovrete pensare a tutti quelli che non ci hanno votato perché’, in alcuni casi, la speranza l’hanno persa. E dovremo lavorare per far cambiare loro idea”, ha concluso.

agi.it




Stromboli in eruzione. La Protezione civile raccomanda: “Non uscire da casa”

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181238229 3a558d0d aff2 4867 95a5 e6dbc6539280È emergenza a Stromboli, che ha visto questa mattina una eruzione vulcanica e una colata lavica che ha raggiunto rapidamente il mare. La fase effusiva ha provocato il crollo parziale dell’orlo craterico generando un flusso di lapilli e cenere e ciò ha prodotto un segnale sismico della durata di tre minuti alle 9.15.

In queste ore l’attività del vulcano è classificata “Alta” e la Protezione civile ha invitato le persone a non uscire da casa e ad allontanarsi da porte e finestre.

Il dipartimento della Protezione civile ha disposto il passaggio di allerta per il vulcano Stromboli dal livello giallo ad arancione. Tale decisione, è stata adottata alla luce delle valutazioni emerse durante la riunione odierna con i centri di competenza e il dipartimento della Protezione civile della Regione Sicilia, riunione convocata alla luce proprio delle attività odierne del vulcano.

Le raccomandazioni del Sindaco

l sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, a seguito dei bollettini diramati dall’Ing in data odierna, resi disponibili dalla piattaforma GECOS del Dipartimento Regionale della Protezione Civile, in cui è stato comunicato che il cratere dello Stromboli è stato interessato da due flussi piroclastici che si sono incanalati lungo la Sciara del Fuoco, ha diramato un’ordinanza in cui invita la popolazione alla massima cautela.

Allo stato attuale si osserva una colata lavica ben alimentata che ha raggiunto la costa, si legge nell’ordinanza pubblicata sul sito del Comune di Lipari, e persistono condizioni di instabilita’ alta nell’area craterica. Stante il permanere di tali fenomeni si raccomanda in caso eruzione di:

  •  Adottare la massima cautela tenendosi informati sull’evoluzione dei fenomeni vulcanici in atto;
  • Non uscire da casa e allontanarsi da porte e finestre, in quanto lo spostamento d’aria causato dall’esplosione potrebbe rompere i vetri, e ripararsi sotto un tavolo o un muro piu’ spesso evitando di ricoverarsi sotto verande e tettoie;
  • Seguire scrupolosamente le indicazioni date dal personale in caso ci si trovi presso alberghi e/o locali pubblici;
  • Proteggersi la testa, la bocca, il naso e gli occhi dalla cenere, cercando riparo possibilmente all’interno di un edificio in caso di pericolo;
  • Proteggersi la bocca, il naso e gli occhi dalla cenere, cercando riparo sotto tettoie, verande coperte o balconi, o lungo i muri degli edifici se ci si trova all’aperto;
  • Allontanarsi rapidamente dalla costa verso il largo se ci si trovi in barca;
  • Attendere il personale addetto ai soccorsi che provvederà’ al tuo trasporto in area sicura se a mobilita’ ridotta.
  • Il passaggio del livello di allerta è basato sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai centri di competenza che per lo Stromboli sono l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Osservatorio etneo, Osservatorio vesuviano e Sezione di Palermo), il Cnr-Irea e le Università di Firenze, Palermo, Pisa e Torino.

L’innalzamento dell’allerta determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e del raccordo informativo tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile.  Il sindaco del Comune di Lipari, che ha preso parte alla riunione, sarà costantemente informato sull’evoluzione della situazione in modo da poter garantire una costante e corretta informazione alla popolazione.

agi.it




Chipilo, i 140 anni di una delle più note colonie italiane in Messico

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famigliamazzoccofaccinettovertDurante il primo mandato di Porfirio Díaz (1877-1880) e sotto l’amministrazione di Manuel González (1880-1884), fu ripristinato in Messico un progetto di colonizzazione straniera emerso durante il governo di Sebastián Lerdo de Tejada (1872-1876). L’obiettivo era quello di stabilire colonie agricole e popolare le aree meno abitate del Paese.

«Abbiamo raccolto informazioni dall’allora Segretariato allo Sviluppo Federale, che oggi è il ministero dell’Agricoltura, e il motivo principale di questa iniziativa era che il Messico si estendeva su un territorio scarsamente popolato: solo circa 10 milioni di persone», afferma Alfredo Dossetti Mazzocco, assessore all’Interno, Giustizia, Pubblica Sicurezza e Protezione Civile di Chipilo, che in questi ultimi anni ha indagato la storia del luogo.

In quegli anni il nord Italia era caratterizzato da alti livelli di povertà e si decise di incoraggiare l’immigrazione proveniente da quella zona, favorendo l’arrivo di famiglie e individui che sapevano lavorare la terra offrendo agevolazioni.

«Era nell’interesse del governo italiano che i poveri se ne andassero e così gli agenti migratori iniziarono a fare propaganda nelle piccole comunità piemontesi, lombarde e venete, nel nord del Paese. Si stabilirono requisiti e si fecero promesse», afferma Dossetti.

I requisiti erano che i capifamiglia fossero contadini e cattolici, per evitare conflitti religiosi, e che non avessero difetti fisici. Si richiedeva, inoltre, il trasferimento dell’intero nucleo familiare, in modo che potessero stabilirsi definitivamente senza intenzione di tornare.

Gli fu promesso che si sarebbero stabiliti in colonie già esistenti e che avrebbero ricevuto animali e terra per poter lavorare e costruire le loro case. Di fronte a una situazione di estrema povertà nel loro Paese, era facile prendere la decisione di imbarcarsi per il Messico.

Il responsabile dell’acquisizione dei terreni per il programma di colonizzazione era il generale Carlos Pacheco, in quegli anni Segretario allo Sviluppo Federale.

«L’area destinata alla fondazione di Chipilo era compresa tra San Martín Texmelucan e Huejotzingo. Erano terre fertili, con un clima temperato. Ma il generale era proprietario di altri appezzamenti, in cui possedeva due haciendas abbandonate: San Diego Chipiloc e San Antonio Tenamaxcla», spiega Dossetti.

«L’hacienda di San Diego Chipiloc» —continua— «era chiamata anche la hacienda de los quita calzones, perché essendo completamente spopolata era diventata il nascondiglio di ladri e banditi».

A quel tempo, la via che attraversa Chipilo, che oggi fa parte della carretera Panamericana, era il passaggio delle merci che andavano da Puebla ad Atlixco e Cuautla. L’area era un luogo di aggressioni e alle vittime «venivano tolti perfino i pantaloni».

La carretera Panamericana in direzione di Atlixco | Fotografia collettiva della comunità di Chipilo

«Il generale sapeva che le sue terre erano improduttive e decise di venderle al governo federale per fondarvi la colonia al fine di appropriarsi di quelle redditizie».

L’assessore commenta che ogni colonia si formava con l’arrivo di una nave su cui viaggiava un gran numero di persone. Il primo insediamento venne chiamato Manuel González e si stabilì a Huatusco, nello Stato di Veracruz. Fu battezzato in onore dell’allora presidente, nell’ottobre 1881.

Fu poi la volta dalle colonie Barreto in Morelos, Aldana a Città del Messico, Díaz Gutiérrez a San Luis Potosí e Mazatepec a Tlatauquitepec, nello Stato di Puebla. L’ultima ad essere fondata fu la colonia Fernández Leal, che oggi è Chipilo.

Panoramica di Chipilo nel 1940, dopo la costruzione del campanile della chiesa | Fotografia collettiva della comunità Chipilo

«I migranti vivevano in climi freddi in Italia, per cui la colonia Barreto fu un disastro a causa del caldo. Molti iniziarono ad ammalarsi e a morire di tifo e la comunità nello Stato di Morelos si sciolse. Trasferirono i suoi membri in altre collettività e alcuni di loro vennero portati a Chipilo. Il 1° luglio 1882 arrivarono le prime famiglie fondatrici, che cominciarono a prepararsi per l’arrivo del grande gruppo», racconta Dossetti.

Il piroscafo Atlantico fu l’imbarcazione che portò in Messico i migranti di Chipilo. Salpò da Genova nell’agosto del 1882 e giunse al porto di Veracruz nel settembre dello stesso anno.

«Quando giunsero ​​a Veracruz vennero isolati per alcuni giorni perché durante il viaggio si era verificata un’epidemia di morbillo. Poi partirono in treno per Orizaba e Cholula e non sappiamo se arrivarono ​​qui in carri e carrozze o a piedi. Era ​​il ​​2 ottobre 1882», afferma l’assessore.

«Abbiamo i vecchi censimenti» —aggiunge— «e secondo le cronache arrivarono 434 persone. La maggior parte erano famiglie venete, c’era solo una famiglia lombarda ed alcuni piemontesi. Furono alloggiati tutti a San Diego Chipiloc e dicono che divisero gli uomini in una sezione e le donne con i bambini in un’altra. Il 7 ottobre 1882 fu formalmente fondata la colonia Fernández Leal con una messa nella cappella della hacienda».

da https://puntodincontro.mx




Toronto. Il Console Generale: “Assunzioni per migliorare i servizi”

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console 07 09 22TORONTO – Più risorse finanziarie e umane per offrire servizi efficienti e veloci agli italo-canadesi. Sembra il solito “spot”, ma basta dare un’occhiata al sito del Consolato Generale d’Italia a Toronto (www.constoronto.esteri.it) per capire che non è così: il sito è radicalmente cambiato, è ricco d’informazioni utili e di nuovi indirizzi e-mail e contatti preziosi e, soprattutto, presenta in prima pagina due bandi per l’assunzione di altrettanti impiegati. Un chiaro e concreto segnale del cambiamento che il nuovo Console Generale, Luca Zelioli, insediatosi poco più di un mese fa, intende portare al Consolato di Toronto.

Al Console Zelioli abbiamo fatto alcune domande.

Dottor Zelioli, che impressione le ha fatto Toronto?
“Mi ha sorpreso. Non me la aspettavo così viva, piena di gente e di cantieri. È chiaramente una città in espansione, un centro economico e finanziario fondamentale per l’Ontario e per l’intero Canada. Ed è estremamente accogliente: è una città che mi sembra facile all’abbraccio”.

Qual è la sua priorità da Console Generale di Toronto appena insediatosi?
“Migliorare la qualità dei servizi offerti dal Consolato agli italo-canadesi. Dobbiamo renderli più efficienti e più veloci, ma per farlo servono le risorse: quelle finanziarie, e qui non dovrebbero esserci particolari problemi, e quelle umane e questo è un problema più complesso perché il Consolato di Toronto, pur essendo di prima classe, è sotto organico. Con circa 75mila iscritti all’Aire, è tra i più importanti consolati generali del mondo ed è attorniato da 1 milione di italo-canadesi, un enorme bacino di utenza. Abbiamo già iniziato a potenziare l’organico. Innanzitutto, c’è un console – che farà da vice al dottor Zelioli, ndr – appena arrivato, la dottoressa Giulia Romani. E poi abbiamo già pubblicato due bandi (in scadenza il 16 settembre: info sul sito, ndr) per l’assunzione a tempo determinato (sei mesi) di altrettanti impiegati, bandi che sono propedeutici a 5 assunzioni a tempo indeteminato che faremo in futuro e per le quali abbiamo già l’ok del Ministero per gli Affari Esteri”.

Quali servizi potenzierete?
“Abbiamo già iniziato a implementare il sito che deve diventare il punto di riferimento fondamentale, principale, per tutti gli italo-canadesi che necessitano dei nostri servizi. Il 70-80% delle informazioni richieste da chi chiama il nostro centralino, infatti, si trova nel sito, che abbiamo già modernizzato rendendolo più agile e arricchendolo di informazioni utili per tutti i tipi di servizi, dai visti ai passaporti. Abbiamo aggiunto anche indirizzi e-mail dedicati ai vari settori, contatti utili e notizie che consentono agli utenti di avere tutte le informazioni di cui hanno bisogno senza perdere tempo con attese telefoniche e, a noi, di concentrarci maggiormente sulle pratiche rendendole così più veloci. Con un maggior utilizzo del sito da parte dell’utenza e con le nuove assunzioni, potremo aumentare il numero dei nostri sportelli aperti al pubblico e migliorare tutti i servizi”.

Uno dei grandi problemi, ultimamente, è stato quello del rilascio dei passaporti…
“Stiamo lavorando ad una grande novità: il rilascio a vista. L’utente arriva con tutta la documentazione richiesta (e le informazioni sono sul sito) e riceve, seduta stante, il passaporto”.

E per la cittadinanza?
“Anche in questo caso stiamo lavorando ad una semplificazione, a cominciare dagli appuntamenti visto che quando sono arrivato ho trovato appuntamenti fissati fra due anni. Cercheremo di velocizzare il più possibile questo processo che è, sì, molto complesso, ma semplificabile. Attiveremo, per esempio, una check list sul sito, che consenta all’utente di verificare, prima di venire nei nostri uffici, se è in possesso di tutta la documentazione richiesta per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Per tutte le altre pratiche, segnalo, inoltre, la presenza di altri canali, come Fast.it e Prenot@Mi che amplieremo ulteriormente non appena avremo finalizzto le assunzioni dei nuovi impiegati”.

Molti italo-canadesi sono anziani e non hanno dimestichezza con gli strumenti informatici. Avete pensato anche a loro?
“Certo che sì. Stiamo lavorando ad alcuni progetti dedicati proprio a loro, rendendo i nostri servizi più accessibili alle persone di una certa età”.

intervista di Marzio Pelù – da Il Corriere Canadese




Biden: “C’è il rischio di un’Armageddon nucleare, Putin non scherza”

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014556173 9c57ba5f bd05 46c8 8dbb b941c2b42af2Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che il mondo rischia l'”Armageddon” nucleare per la prima volta dai tempi della Guerra Fredda e che sta cercando di trovare la “via di fuga” del presidente russo Vladimir Putin.

Non abbiamo affrontato la prospettiva dell’Armageddon dai tempi di Kennedy e della crisi dei missili di Cuba” nel 1962, ha detto Biden durante un evento di raccolta fondi del partito democratico a New York. Putin “non scherza” quando minaccia di usare le armi nucleari, e “stiamo cercando di capire qual è la via di fuga di Putin. Dove trova una via d’uscita?”.

Biden ha fatto commenti insolitamente forti sui rischi creati dalle minacce nucleari di Putin mentre parlava ai sostenitori democratici nella casa di Manhattan di James Murdoch, figlio del magnate dei media Rupert Murdoch.

Putin ha minacciato velatamente l’uso di armi nucleari se ritiene esaurite le opzioni in Ucraina per fermare la forte resistenza di Kiev sostenuta dall’Occidente. Gli esperti ritengono che siano possibili attacchi tattici con armi relativamente piccole. Ma Biden ha avvertito che anche un attacco tattico in un’area limitata potrebbe innescare un conflitto più ampio.

“Abbiamo un uomo, lo conosco abbastanza bene”, ha detto Biden. Putin “non scherza quando parla del potenziale uso di armi nucleari tattiche, o di armi chimiche o biologiche, perché il suo esercito è, diciamo, significativamente meno capace”.

“Tuttavia, non credo che ci sia la capacità di (usare) facilmente un’arma nucleare tattica e non finire con l’Armageddon”, ha detto Biden. “Sto cercando di immaginare quale sia la via d’uscita di Putin”, ha detto il presidente americano. “Dove trova una via d’uscita? Dove si vede in una posizione in cui non solo perde prestigio, ma anche un potere significativo in Russia?”, ha aggiunto.

Blinken: “Noi pronti a cercare una soluzione diplomatica”

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato dal Perù. dove si trova in visita ufficiale, che il suo Paese è “pronto” a cercare una soluzione diplomatica con la Russia sul conflitto in Ucraina, ma ha deplorato che Mosca stia andando “nella direzione opposta”.

Quando la Russia dimostrerà seriamente di essere disposta a intraprendere la strada del dialogo, noi saremo pronti. Noi ci saremo“, ha dichiarato Blinken in una conferenza stampa a Lima.

Tuttavia, il capo della diplomazia statunitense ha assicurato che “purtroppo, al momento, tutto punta nella direzione opposta”. Blinken ha citato come esempi la mobilitazione dei riservisti, il tentativo di annessione del territorio ucraino e le minacce nucleari del presidente russo Vladimir Putin.

Il fatto è che la Russia e il Presidente Putin non hanno mostrato alcun interesse per la diplomazia“, ha rimproverato, per poi aggiungere che sia gli Stati Uniti che il presidente ucraino Volodymir Zelensky hanno detto da tempo che la guerra “può essere risolta solo attraverso la diplomazia”.

agi.it