Vincenzo Odoguardi: il MAIE unico movimento politico che lavora per gli italiani all’estero

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

iru blackManca meno di un mese al tanto atteso voto in Italia, in una campagna politica senza esclusione di colpi bassi. Molti partiti, alcune facce note e altre meno, tutte alla conquista di un seggio. Pochi invece i programmi politici resi noti e, spesso, piuttosto confusi.

“Da quello che abbiamo visto finora si è parlato molto tramite slogan, ma con poca concretezza. E, d’altra parte, c’è una totale assenza, in tutti i discorsi politici, sulle tematiche degli italiani all’estero, interviene  Vincenzo Odoguardi, candidato MAIE al Senato per la ripartizione America Settentrionale e Centrale. Il contrario di quanto detto sopra, infatti, vale per il MAIE, che presenta un programma conciso ma ben strutturato, tutto incentrato sulle necessità degli italiani all’estero.”

 

roma, 07.06.22. enzo odoguardi foto: victor sokolowicz

“Il nostro è un Movimento non solo politico, ma anche culturale sociale, e tutti questi aspetti si riflettono nel nostro programma. Le comunità di italiani all’estero costituiscono una nazione al di fuori della nazione e hanno necessità ed esigenze specifiche. L’azione politica fa da cappello, ma al di sotto bisogna considerare le singole esperienze e le sfaccettature interne ad ogni società ospitante”, spiega Vincenzo Odoguardi.

Ed è da questa prospettiva che il responsabile del MAIE Nord e Centro America Odoguardi invita gli italiani residenti all’estero a votare per il MAIE:

“Bisogna uscire fuori dall’ideologia politica, cercando di focalizzarsi sulla convenienza pratica che si potrebbe ottenere dando un voto a un Movimento che si occupa esclusivamente degli italiani all’estero.”

Per quanto i partiti romani abbiano fatto del proprio meglio, infatti, spiega Vincenzo Odoguardi, il loro interesse non include i connazionali all’estero, che costituiscono sempre materia a parte.Da lì si origina il MAIE, questo Movimento che vuole collocarsi equidistante da destra e sinistra, unico modo per inglobare davvero gli interessi e le necessità di tutti. “Il nostro approccio alle problematiche degli italiani all’estero, come dicevo anche prima, include sia gli aspetti economici, come la tutela e la promozione del Made in Italy, sia gli aspetti culturali e più strettamente sociali, come la diffusione della lingua italiana e l’integrazione dei nuovi emigrati italiani nei paesi di accoglienza”, racconta Odoguardi.

Un progetto coerente, quindi, che mostri la vicinanza e il sostegno agli italiani all’estero sin dal primo momento. Come illustra il candidato Vincenzo Odoguardi“L’Italia ha un sistema di anagrafe per i residenti all’estero, l’AIRE, che non viene sfruttato in tutta la sua potenzialità. Sono meno di 6 milioni gli italiani che risultano iscritti ai registri, mentre i dati riportano che circa 50 milioni d’italiani risiedono stabilmente all’estero. Dobbiamo chiederci cosa genera questo divario e cosa possiamo fare per colmarlo. Il MAIE prevede, nel suo programma, d’incentivare le iscrizioni all’AIRE, innanzitutto fornendo una corretta informazione in merito ai diritti e doveri che spettano a chi risiede all’estero. Parallelamente, vogliamo eliminare una serie di ostacoli che spesso inibiscono l’adesione all’anagrafe, come l’automatica rinuncia ad usufruire del servizio sanitario italiano, che ci sembra un controsenso.”

Tra i punti interessanti del programma, infine, si legge anche la volontà di ristrutturare il sistema elettorale per quanto riguarda la circoscrizione estero, in modo da offrire maggiori tutele al voto dei connazionali che risiedono fuori dallo stivale.

da Italia Report USA




Addio a Michail Gorbaciov, fu l’ultimo presidente dell’Urss

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204713520 ce1f53a0 a76c 44a4 a76c c5a058d5385cÈ morto all’età di 91 anni Mikhail Gorbaciov, ultimo segretario generale del Partito Comunista ed ex presidente dell’Urss. Lo ha reso noto l’agenzia russa Tass, citando l’ospedale dove era ricoverato: “Mikhail Sergeevich Gorbaciov è morto questa sera dopo una grave e lunga malattia”.

Fautore di una politica di riavvicinamento con l’Occidente, Premio Nobel per la pace nel 1990, è stato uno dei maggiori protagonisti della politica mondiale negli anni ’80, alla guida dell’Urss tra il 1985 e il 1991: negozio’ la fine della Guerra Fredda, la caduta del muro di Berlino e il disarmo nucleare.

Tra il 1990 e il 1991 fu Presidente dell’Unione Sovietica, prima di doversi dimettere definitivamente il 25 dicembre 1991, con la fine dell’Urss. È stato il simbolo di una nuova generazione di leader: fu lui ad avviare la Glasnost (trasparenza) e poi la Perestrojka (ristrutturazione economica), che vide la nascita della Russia moderna.

Cercò di cambiare l’Unione Sovietica e le sue relazioni con il mondo occidentale. E non volle solo la fine della Guerra Fredda o un ritorno alla politica della distensione, ma creare una vera cooperazione, un’intesa tra Oriente e Occidente: difese il multilateralismo non ancora globalizzato, consapevole che il pericolo peggiore fosse quello di una guerra nucleare ma anche delle sfide ambientali, che sarà uno dei primi leader politici a mettere in agenda.

I suoi traguardi sono stati significativi: la fine dell’occupazione dell’Afghanistan, la firma di un accordo sugli euromissili, l'”opzione 0″ che elimina una categoria di armi nucleari, l’accordo sul disarmo convenzionale, ma anche il fatto che ogni Paese dell’Est europeo potesse seguire la propria strada: l’Urss non imponeva più la sua politica con la forza, come dimostrò la riunificazione tedesca che Gorbaciov accettò quando c’erano ancora 500mila soldati sovietici nella Germania dell’Est.

Dopo le dimissioni dal suo incarico di presidente dell’Urss, Mikhail Gorbaciov si rivolse all’ecologia. In vent’anni ha scritto Il mio manifesto per la Terra e partecipato a diversi documentari sull’argomento – La battaglia di Chernobyl nel 2006, L’undicesima ora, prodotto da Leonardo DiCaprio nel 2007, o Rimarremo sulla Terra nel 2009.

Ma la sua eredità più notevole in questo settore è la Green Cross International, fondata nell’aprile 1993 con il deputato svizzero Roland Wiederhehr: un ong ecologica sul modello della Croce Rossa mira a garantire “un futuro sostenibile per tutti i popoli del mondo”.

Per fare questo Gorbaciov auspica una “perestrojka dello sviluppo sostenibile“, come ha indicato in occasione del 20 anniversario della Ong.

Secondo l’agenzia Tass, che ha dato la notizia del decesso, Gorbaciov, morto in un ospedale di Mosca, sarà sepolto nel cimitero di Novodevichy, nella capitale russa, dove giacciono i resti di personaggi di spicco della storia del Paese, ma dove riposano anche i resti della moglie di Gorbaciov, Raissa. Gorbaciov viveva da anni lontano dai riflettori dei media a causa di problemi di salute.

agi.it




Il governo va verso gli interventi sull’energia

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110807129 63417eab 4968 484f 9515 fdca7be0e8daUn intervento tra gli otto e i dieci miliardi da mettere sul tavolo per incrementare le risorse dei decreti aiuti già in campo, ma non è alle viste l’ipotesi di uno scostamento di bilancio. Il governo è pronto a rispondere all’emergenza sull’aumento dei costi delle bollette per i cittadini e le imprese e un Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi nei prossimi giorni, ma secondo quanto emerge, le risorse dovranno essere recuperate senza ricorrere a extra-deficit.

La richiesta delle forze politiche a palazzo Chigi continua a essere pressante: è necessario intervenire subito sul caro-energia. Il leader della Lega, Matteo Salvini, che pochi giorni fa aveva ribadito la richiesta di “uno sforamento di bilancio di 30 miliardi” chiede all’esecutivo di riproporre in Italia il ‘modello francese’, ovvero un tetto al 4% degli aumenti dei costi in bolletta. “Non litighiamo, firmiamo una proposta comune: copiamo il modello francese con il tetto al 4%”, dice Salvini che chiede una convocazione rapida del Parlamento e del Consiglio dei ministri.

Ma sul tema dello scostamento le posizioni nel centrodestra sono diverse e si registra la cautela di Fratelli d’Italia. Giulio Tremonti, candidato del partito di Giorgia Meloni e accreditato a rivestire un ruolo di primo piano di un eventuale governo della destra, mette in guardia sull’ipotesi di un extra-deficit: uno scostamento di bilancio, per far fronte al caro-energia, “con l’inflazione e la speculazione in netta ripresa sarebbe una misura molto rischiosa”, dice l’ex ministro dell’Economia dei governi Berlusconi a Repubblica. “Io credo che oggi serva un’azione europea comune, come quella contro la pandemia, che agisca non soltanto sugli extraprofitti delle imprese ma soprattutto sull’extragettito”, aggiunge.

La richiesta al governo di un intervento immediato viene ribadita anche da Enrico Letta, che tuttavia conferma il sostegno alla posizione di Mario Draghi, in particolare sulla necessità di agire senza ricorrere a ulteriore deficit. Luigi Di Maio di Impegno Civico propone “un decreto di emergenza non appena arrivati al governo da approvare subito. Un taglia bollette che consenta alle piccole imprese fino alla fine dell’anno di vedersi pagato dall’Stato l’80% delle bollette e che varrebbe circa 13,5 miliardi di euro”.

Si fa strada intanto l’ipotesi lanciata da Carlo Calenda di una ‘pax’ tra le forze politiche durante la campagna elettorale sul tema energia: dal centrodestra, dopo l’apertura di ieri di Salvini, ribadita anche oggi, interviene Antonio Tajani: “Noi siamo pronti a sederci attorno a un tavolo affinchè si trovi un accordo per un decreto che affronti l’emergenza bollette” ma “senza un’azione forte dell’Europa il problema sarà difficilmente risolvibile”, dice il coordinatore nazionale di Forza Italia.

“Dopo Salvini anche Tajani apre alla nostra offerta – commenta Calenda – ma per cortesia non giochiamo con le parole. La proposta rimane sempre la stessa: sediamoci insieme e portiamo una soluzione a Draghi sul caro bollette, assumendoci la nostra parte di responsabilità”.

agi.it




L’Europa e lo spettro di un inverno al freddo

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downloadI riscaldamenti massimo a 19 gradi durante l’autunno e l’inverno, i condizionatori in estate a non meno di 27. Le vetrine spente la sera dopo le 22 e le porte dei negozi che devono rimanere chiuse per non disperdere calore o raffredamento. Facciate di monumenti, fontane ed edifici pubblici al buio di notte o con le luci basse. E poi consigli sulla riduzione della durata della permanenza in doccia. I Paesi europei, alle prese con lo spettro di un inverno al freddo – con intere filiere produttive energivore a rischio stop – per il possibile distacco della fornitura di gas da parte della Russia, iniziano a mettere in atto un campionario di misure per ridurre i consumi.

Per ora, in via prudenziale, si tratta di moderati correttivi alle abitudini di vita. Potrebbero non bastare. Dipenderà anche dalle evoluzioni del conflitto in Ucraina, con le truppe di Mosca che da 6 mesi hanno invaso l’ex repubblica sovietica. Una dinamica che ha fatto schizzare il prezzo del gas fino a 239 euro al megawattora al Ttf di Amsterdam, mentre un anno fa costava poco più di 25.

In settimana, dal 31 agosto, è in programma il nuovo stop al flusso tramite il gasdotto Nord Stream, ufficialmente per la manutenzione dei compressori che dovrebbe terminare il 2 settembre. Recentemente altri lavori di manutenzione programmata si sono protratti ben più a lungo del previsto, basti pensare alla turbina riparata in Canada a inizio agosto che ancora stazione in Germania in attesa di tornare al suo posto. Dopo l’accordo raggiunto a Bruxelles ad inizio agosto, che prevede la riduzione volontaria del 15% dei consumi (percentuale che varia per i singoli Paesi, per l’Italia la quota è del 7%) per ridurre la dipendenza dal gas russo, ora è arrivato il tempo dei singoli piani nazionali di risparmio energetico.

Le misure in Europa

Dopo un’estate di caldo torrido, ora l’Europa si prepara a un possibile inverno al freddo, per mitigare gli effetti del conto energetico alle stelle. La Germania ha appena varato un pacchetto di misure per ridurre i consumi elettrici: dal 1 settembre temperatura massima di 19 gradi per il riscaldamento negli edifici pubblici. Mentre corridoi, foyer ed aree di transito resteranno direttamente senza riscaldamento. Il calore verrà limitato fino a a 12 gradi dove i dipendenti svolgono un lavoro fisico intenso.

“Non vogliamo misurare le temperature nelle camere da letto, la libertà individuale deve valere, ma le misure chiamano alla responsabilità delle famiglie di contribuire alla riduzione dei consumi energetici”, ha spiegato il ministro dell’Economia, il verde Robert Habeck. Mentre il senatore ambientalista Jens Kerstan ha avvertito: “In caso di una grave carenza di gas, l’acqua calda potrebbe essere resa disponibile solo in determinate ore del giorno“.

L’illuminazione notturna degli edifici sarà vietata, con le insegne luminose che verranno spente tra le 22 e le 6. Accade già in alcuni Municipi che hanno anticipato i tempi, come ad Augsburg in Baviera, dove da fine luglio le facciate degli edifici storici di notte sono spente e l’illuminazione stradale più soffusa.

“È finita l’era dell’abbondanza” per il presidente fancese Emmanuel Macron che ha sintetizzato la situazione con lucidità. Ora il governo si appresta a varare un pacchetto di misure: divieto della pubblicità luminosa tra l’1 di notte e le 6 del mattino, porte chiuse nelle attività commerciali riscaldate o climatizzate. Secondo l’Agenzia per la gestione dell’ambiente e dell’energia transalpina un led pubblicitario consuma quanto una famiglia media per illuminazione ed elettrodomestici.

In Spagna, nonostante il Paese sia meno dipendente di altri dalle importazioni di gas russo, da inizio agosto sono in vigore alcune misure di contenimento dei consumi energetici. Le luci delle vetrine vengono spente alle 22, le porte dei negozi vanno tenute chiuse per non disperdere l’aria condizionata, che non deve scendere sotto i 27 gradi.

Anche nel vicino Portogallo è in corso un dibattito sulle misure da mettere in campo. La Cpp, sigla che riunisce i commercianti, ha aperto all’ipotesi di una riduzione dell’orario di apertura dei negozi, tra la domenica ed il giovedi’, ad eccezione di cinema e ristoranti. Tra Lisbona e Porto si registrano alcuni degli orari di apertura piu’ lunghi in Europa, con attività commerciali aperte spesso fino a mezzanotte.

E l’Italia nel frattempo cosa fa?

La crisi del gas è deflagrata nel bel mezzo della campagna elettorale per le elezioni anticipate del 25 settembre. Un mese fa il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha presentato le linee guida del piano: riduzione di 1 grado della temperatura nelle abitazioni private, negli uffici pubblici e taglio di 1 ora nella durata di esercizio degli impianti. Ovvero massimo 19 gradi in inverno e non meno di 27 in estate.

L’Italia ha bisogno di rimpiazzare 30 miliardi di metri cubi di gas provenienti dalla Russia. La maggior parte, 25 miliardi, arriveranno dagli accordi stipulati in questi mesi con altri Paesi, in particolare in Africa. Il resto da risparmi e maggiore ricorso alle fonti di energia rinnovabili. Cingolani ricorda spesso che ci attende un inverno di “prudenza e sobrietà” ma anche che l’Italia è a buon punto sugli stoccaggi, vicini all’80%, per poter affrontare l’inverno con maggiore serenità.

Con la crescita vorticosa del prezzo del gas diversi leader politici chiedono un tavolo per concertare dei provvedimenti d’urgenza assieme al governo uscente. Ma fonti di governo, interpellate dall’AGI, fanno sapere che, al momento, non è in lavorazione alcun provvedimento di urgenza contro il caro energia, nonostante l’Esecutivo sia al lavoro sul dossier, anche in vista dell’appuntamento europeo di metà mese, quando si incontreranno i ministri dell’Energia, convocati dalla presidenza di turno del’Unione.

Non si sarebbe ancora parlato nemmeno di una possibile cassa integrazione scontata o gratuita per consentire alle imprese di fare fronte ai rincari del gas. L’inverno sta arrivando, è possibile che uno dei primi provvedimenti del nuovo governo sarà proprio la messa in atto del programma di risparmi energetici.

agi.it




Elezioni 2022.Tutti i candidati di Camera e Senato nel Nord e Centro America

crollano i votanti alle comunali, a roma il 5% in meno

crollano i votanti alle comunali, a roma il 5% in meno

A un mese dal voto, la campagna elettorale si infiamma. I partiti hanno tutti pubblicato le loro liste e per la circoscrizione Nord e Centro America la competizione è iniziata.

Sono 15 i candidati che corrono per la Camera (dove verranno eletti 2 deputati) e 8 per il Senato (dove vincerà un solo senatore).

Il MAIE presenta alla Camera Angelo Viro, Paolo Giuseppe Canciani, Ciro Moriello, Pasquale Capriati e al Senato Vincenzo Odoguardi e Antonio Vespa

Il Centrodestra schiera alla Camera Andrea Di Giuseppe (Fratelli d’Italia), Federico Felli (Lega), Fucsia Nissoli (Forza Italia) e Antonio Zara (Fratelli d’Italia). Al Senato, invece, i nomi di Vincenzo Arcobelli (Fratelli d’Italia) e Isabella Oliveri (Lega).

Il Partito Democratico propone per la Camera Christian Di Sanzo, Gianluca Galletto, Michela Di Marco e Vera Rosati, mentre per il Senato Francesca La Marca e Pasquale Nesticò.

Il Movimento 5 stelle candida alla Camera Jonas Di Gregorio Iaffaldano, Giovanni Evangelista, Clirime Ibrahimllari e Paola Pegoraro, scegliendo poi per il Senato Anna Fumagalli e Virginia Baglione.

Azione e Italia Viva indicano Francesco Cacchioli, Claudio Vignola e Vincenzo Pascale alla Camera e Daniele Severi Bruni e Michele Auriemma al Senato.

Nessun candidato per Alleanza Verdi e Sinistra, né alla Camera né al Senato, così come per +Europa.

da La Voce di New York




Vincenzo Odoguardi: le problematiche degli italiani all’estero sono diverse da quelli in patria

foto vincenzo odoguardi

foto vincenzo odoguardi

Il candidato al Senato nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale illustra il programma del MAIE.

Manca ormai un mese alla data del 25 settembre, giorno in cui gli italiani sono chiamati al voto.

Tempistiche diverse riguardano gli italiani all’estero, che arrivano a questo momento con grande anticipo, per consentire il rientro in Italia delle schede elettorali compilate.

“Il sistema di voto attuale per gli italiani all’estero crea non pochi problemi. Ritardi nell’invio delle schede elettorali, voti che non rientrano in tempo per essere scrutinati. Insomma, ancora una volta si dimostra che gli italiani all’estero sono considerati di serie B” – interviene Vincenzo Odoguardi, candidato al Senato con il MAIE nella circoscrizione estera di America Settentrionale e Centrale.

“Senza parlare del fatto che il numero di persone che partecipano al voto è nettamente minore rispetto al numero di persone che realmente risiedono all’estero. Parliamo di 6 milioni di votanti contro gli oltre 50 milioni di residenti all’estero. Si tratta di un divario incredibile che va sanato. C’è un’altra patria fuori dai confini nazionali e non siamo in grado di raggiungerla con le politiche attuali”, continua l’ex console onorario Odoguardi.

Il problema principale risiede negli svantaggi che si incontrano nell’iscriversi all’AIRE, l’anagrafe degli italiani all’estero. Tra gli altri, il pagamento dell’IMU sulla prima casa in Italia e l’impossibilità di accedere ai servizi sanitari in patria, con il conseguente obbligo di ripiegare sui sistemi del paese in cui si risiede.

“Nel programma politico del MAIE queste problematiche ricoprono da sempre uno spazio molto importante. La consapevolezza che noi abbiamo delle necessità degli italiani all’estero deriva dal fatto che noi per primi rientriamo in questa categoria. Il nostro Movimento nasce proprio da un gruppo d’italiani residenti all’estero che hanno deciso di rimboccarsi le maniche per i propri connazionali nella stessa situazione”, spiega il candidato Vincenzo Odoguardi.

“Ci sono molti problemi che dall’Italia non si percepiscono, noi del MAIE ce ne facciamo carico rappresentandoli in un programma politico riassumibile in 13 punti”, continua Odoguardi.

Incentivo, sostegno, tutela e promozione. Sono questi i punti cardine del progetto del MAIE, tutto rivolto alle comunità italiane all’estero:

 Incentivo a iscriversi all’AIRE, agli scambi culturali all’insegna del “turismo delle radici” e alla coesione tra le comunità sul territorio;

● Sostegno alle istituzioni culturali e alle scuole italiane oltre confine, ai pensionati e alle iniziative volte all’acquisizione della cittadinanza italiana;

● Tutela dei diritti degli italiani all’estero in materia di migrazione, lavoro, assistenza, sanità e di riconoscimento delle qualifiche professionali e di studio;

● Promozione del Made in Italy, sia in riferimento all’imprenditoria che rispetto a cultura e lingua italiana.

Di fatto si tratta di un programma che nasce dall’esperienza diretta che Vincenzo Odoguardi e i suoi colleghi del Movimento hanno maturato sul campo, ascoltando e confrontandosi costantemente con le comunità italiane presenti sul territorio dell’America Settentrionale e Centrale.

adnkronos.com




“L’Europa è a un passo dal disastro radioattivo” avverte Zelensky

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download“La Russia ha portato l’Ucraina e tutti gli europei a un passo da un disastro radioattivo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo videomessaggio serale.

“Oggi, per la prima volta nella storia, la centrale nucleare di Zaporizhzhia si è fermata“, ha detto il leader ucraino. “La protezione di emergenza delle unità di potenza ha funzionato, dopo che l’ultima linea di lavoro del ritorno di energia della centrale alla rete elettrica ucraina e’ stata danneggiata dai bombardamenti russi”, ha spiegato Zelensky.

“Immediatamente, sono stati attivati i generatori diesel per fornire energia all’impianto stesso, per supportarlo dopo lo stop. Il mondo deve capire di che minaccia si tratta: se non si fossero accesi i generatori diesel, se l’automazione e il nostro personale dell’impianto non avessero reagito dopo il blackout, allora saremmo già costretti a superare le conseguenze di un incidente da radiazioni”, ha avvertito Zelensky.

“Voglio assicurare a tutti gli ucraini: stiamo facendo di tutto per prevenire uno scenario di emergenza. Ma non dipende solo dal nostro Stato”, ha detto il presidente ucraino. “E’ necessaria la pressione internazionale che costringerà gli occupanti a ritirarsi immediatamente dal territorio della centrale nucleare di Zaporizhzhia. L’Aiea e altre organizzazioni internazionali devono agire molto più velocemente di quanto stiano agendo ora”, ha chiesto Zelensky.

La disconnessione

La centrale è stata riconnessa alla rete elettrica ucraina con una delle due unità elettriche della centrale nucleare di Zaporizhzhia che erano state scollegate, causando la totale disconnessione dell’impianto dalla rete elettrica ucraina.

In precedenza l’operatore nucleare ucraino, Energoatom, aveva affermato che le ultime due unità elettriche ancora attive si erano disconnesse in automatico a causa di un incendio che aveva investito i depositi di ceneri nella vicina centrale a carbone. Le autorità filorusse che hanno il controllo dell’impianto in precedenza avevano riferito che una delle linee era tornata attiva.

Aiea vuole recarsi a Zaporizhzhia entro 10 giorni

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica intende inviare entro il 5 settembre l’annunciata missione presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia, rimasta coinvolta nelle ostilita’ tra Mosca e Kiev, riferisce Bloomberg.

Secondo la testata, la missione dovrebbe includere sia esperti nel campo dell’energia nucleare, che valuteranno le condizioni dell’impianto, sia esperti militari, che cercheranno di appurare chi sia responsabile dei bombardamenti che hanno messo in pericolo l’infrastruttura.

Di Maio a Kiev: “Continueremo a sostenervi”

“L’Italia continuerà a sostenere l’Ucraina e a giocare un ruolo centrale nel sostegno internazionale a questo Paese e in prospettiva nel processo di ricostruzione”, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in conferenza stampa a Kiev con l’omologo ucraino, Dmytro Kuleba.
“L’attenzione dell’Italia verso l’Ucraina – ha assicurato il ministro – eè massima, massimo è il nostro impegno per la sovranita’ e l’integrita’ territoriale dell’Ucraina. L’Italia e’ in prima linea per porre fine al conflitto. L’Italia sostiene l’Ucraina, sostenere l’Ucraina significa difendere i confini europei. Continueremo a lavorare affinche’ la Russia risponda dei crimini di guerra commessi”.

Usa: “Inaccettabile”

Qualsiasi tentativo russo di dirottare l’energia nucleare dall’Ucraina “è inaccettabile”. Lo ha dichiarato il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Vedant Patel, commentando la disconnessione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, dalla rete nazionale ucraina.

“L’elettricità che produce appartiene giustamente all’Ucraina e qualsiasi tentativo di scollegare l’impianto dalla rete elettrica ucraina e reindirizzarlo alle aree occupate e’ inaccettabile”, ha aggiunto Patel.

agi.it




La Voce di New York: “Vincenzo Odoguardi è il nuovo volto del MAIE per il Senato in Nord America”

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vincenzo odoguardi nuovo volto maie senato nordamericaSu La Voce di New York si parla di Vincenzo Odoguardi, il nuovo volto del MAIE per il Senato in Nord America: “Gli italiani all’estero hanno bisogno di un Ministero che si prenda cura subito delle problematiche delle comunità presenti nel mondo.”

C’era una volta il Ministero per gli italiani nel mondo (MIM). C’era una volta e adesso non c’è più.

Oggi il MAIE Nord America (Movimento Associativo Italiani all’Estero) chiede a gran voce che il Ministero per gli italiani nel mondo venga riaperto e torni alle sue funzioni e obiettivi originari. Gli italiani all’estero hanno bisogno di un organo che controlli e si prenda cura delle problematiche delle varie comunità presenti in tutto il mondo, non è più possibile ignorare tali esigenze.

L’ultima volta che è stato istituito questo ministero a guidarlo c’era Mirko Tremaglia, promotore della cosiddetta Legge Tremaglia, che ha esteso e facilitato il diritto al voto dei cittadini italiani residenti all’estero.

Nel 2006, durante il primo Governo Prodi, questo ministero scompare e le sue funzioni, che già erano limitate dal fatto che si trattasse di un ministero senza portafoglio, vengono inglobate all’interno del Ministero degli Esteri.

Da quel momento in poi pare che l’attenzione dei partiti di Roma nei confronti degli italiani che risiedono all’estero sia diminuita fino a quasi scomparire. Come se i circa 50 milioni di uomini e donne lontani dai confini nazionali non fossero un sufficiente motivo per prendere in seria considerazione le necessità di chi vive lontano dall’Italia.

La mancanza di una rappresentanza in Senato di politici che conoscano davvero la situazione delle comunità italiane all’estero rende complicata la gestione delle problematiche che le riguardano.

I politici tradizionali hanno come priorità gli interessi delle comunità locali, collocate sul territorio nazionale, ma chi si fa portavoce delle istanze delle comunità estere?

Il MAIE si inserisce in questo vuoto per colmarlo: in quanto primo partito nato all’estero e per i cittadini residenti all’estero, l’obiettivo primario che abbiamo è dare voce a tutti quegli italiani fuori dai confini nazionali, considerando le differenze delle varie comunità e il sentimento di appartenenza che le unisce.

Infatti, per quanto la varie comunità estere abbiano esigenze diverse, in tutte è ancora evidente un legame molto forte che le unisce alla loro terra di origine. Bisogna capire che quel sentimento va tutelato perché si traduce in una grande risorsa che nutre anche chi rimane.

A questo scopo si rende necessario il ripristino del Ministero per gli italiani nel mondo, per intenderlo come un ponte che connette non solo idealmente, ma anche concretamente, tutti gli italiani sparsi per il mondo.

Come specificato sul sito dell’Archivio del Senato italiano, le materie di competenza del MIM riguardavano: le politiche generali concernenti le collettività italiane all’estero; l’informazione, l’aggiornamento e la promozione culturale; l’intervento coordinato dello Stato e delle Regioni; la valorizzazione del ruolo degli imprenditori italiani residenti all’estero.

Da lì il MAIE vuole ripartire: dare il giusto riconoscimento a tutti gli italiani che vivono fuori dalla madrepatria grazie ad un’entità ministeriale che possa risolverne le problematiche. Dovrà trattarsi di un’entità non gestita dai tradizionali partiti romani, ma da chi si trova sul territorio e conosce e capisce le differenti necessità degli italiani.




La guerra dei panettoni. Amalfi sfida Milano

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panL’Accademia dei maestri del lievito madre vuole tutelare artigiani ‘veri’ e chiede un disciplinare per una eccellenza del made in Italy che sta conquistando il mondo

La guerra dei panettoni avrà una data e un luogo d’inizio. Il 30 agosto prossimo a Minori. E impegnerà due fronti, quello dei lievitati artigianali (ma non troppo, secondo i belligeranti), e quella della grande impresa. Sarà infatti la spettacolare reunion dei migliori pasticceri e lievitisti italiani,

La Notte del Panettone in riva al Mare, in programma nel piccolo centro della costa di Amalfi martedì prossimo, a lanciare la campagna per veder riconosciuto il panettone realizzato con il  lievito madre vivo come una eccellenza italiana. “Anche per proteggerlo dalle contraffazioni estere”, spiega Claudio Gatti, presidente dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano.

Sal De Riso, il re della torta ricotta e pera ma anche del panettone con l’albicocca del Vesuvio, impegnato in prima persona nell’evento a Minori, è il primo ad armarsi e partire per la battaglia. Il precedente“Bisogna proteggere il vero panettone artigianale da chi lo produce con i semilavorati e il lievito madre secco”, dice con foga. “E’ difficile pensare a un Igp, perché è un prodotto nazionale – riflette il maestro pasticciere – ma  panettone artigianale ottenuto da lievito madre vivo e da una lavorazione sapiente senza nessuna scorciatoia o miscela deve essere valorizzato da un marchio come quello dell’Accademia o da un disciplinare specifico, come si è fatto per la pizza verace napoletana”.

Il pasticcere di Minori del resto sui panettoni sa il fatto suo, dato che è stato anche campione del mondo. Un decreto ministeriale che disciplini la materia panettone esiste già, sottolinea Sal De Riso, “ma è del 2005, è obsoleto e tra l’altro prevede possibilità come l’uso della margarina al posto del burro che non sono assolutamente in linea con quel prodotto di eccellenza che noi facciamo e che vogliamo tutelare”. Insomma, il dolce natalizio più condiviso sulle tavole degli italiani deve avere “lievito madre vivo e burro, e molti altri ingredienti nobili”. Quindi, occorre essere ben distinti da pasticcerie che utilizzano un mix di farine e lievito secco, seppure madre, per confezionare un prodotto senza rischi e senza potenziale spreco di tonnellate di farina che sono una realtà per gli artigiani che ogni giorno devono ‘rinfrescare’ il lievito madre vivo.

“Dobbiamo impegnare una persona che si occupi solo di questo 365 giorni l’anno – esemplifica De Riso – e circa la metà del lievito rinfrescato, se non riusciamo a utilizzarlo per brioche o altri prodotti, va buttato. Con i costi che ne conseguono a fine anno. E senza la certezza che tutti i panettoni che produrremo quel giorno finiscano in tavola”. Tutti costi abbattuti per i panettoni artigianali senza lievito madre vivo.

La sfida dell’export.

Il secondo fronte è quello della grande industria, che grazie ai monodigliceridi che stabilizzano il prodotto trattenendone l’umidità, possono avere un prodotto che ha data di scadenza a 5/6 mesi dal confezionamento, potendo così esportare facilmente all’estero.“Occorrono per questa battaglia un laboratorio attrezzato, grande qualità e puntuale conoscenza delle richieste di sicurezza alimentare dei paesi in cui si invia il panettone – esemplifica il maestro pasticciere – io esporto in Canada, Inghilterra e a New York, e mi assoggetto ai controlli a campione delle dogane, alle prescrizioni della Food and drug administration etc”. Come lui, altri pasticceri artigianali che in Italia esportano all’estero un 15% della loro produzione. Paesi europei, soprattutto, ma anche Australia, Canada, Stati Uniti.

E Gatti sta pensando a un campionato mondiale  a squadra nel  2023. “Le competizioni servono oltre che per misurarsi con gli altri, anche per diffondere un prodotto”, sostiene. Il panettone intanto va forte in Perù, dove se ne consumano oltre 42 milioni di pezzi l’anno, anche d’estate. Merito di un campano emigrato lì, Pietro D’Onofrio, di Sessa Arunca, nel Casertano.

La festa

Nel frattempo, a Minori stanno montando le  casette di legno sul lungomare in cui distribuiranno assaggi di panettoni classici e innovativi, serviti anche negli hotel a colazione e ai bagnanti in riva al mare. “Ho iniziato a farlo anni fa per far conoscere il mio prodotto – racconta Sal De Riso – poi l’Accademia ha creato il 27 luglio la Notte del lievito madre, e ho parlato loro di Minori. Abbiamo deciso di fare qui una manifestazione per il panettone, che stiamo riproponendo ogni anno”.

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Mosca all’Onu: “A Zaporizhzhia ogni giorno un rischio incidente”

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193441792 423bf6ce d0b6 487c 8592 ad1008fdb79aI combattimenti vicino la centrale nucleare di Zaporizhzhia comportano “ogni giorno il rischio di un incidente radioattivo” che “avrebbe conseguenze catastrofiche per l’intero continente europeo”. Lo ha dichiarato il rappresentante della Russia alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “La situazione si è ulteriormente deteriorata, gli ucraini bombardano il territorio della centrale praticamente ogni giorno”, ha affermato il diplomatico, secondo il quale i soldati della quarantaquattresima brigata d’artiglieria ucraina stanno colpendo i dintorni della struttura con obici da 150 millimetri.

Con i bombardamenti nei dintorni della centrale nucleare di Zaporizhzhia, l’Ucraina “sta tenendo i cittadini europei ostaggio di un ricatto nucleare”, ha aggiunto Nebenzya.

Secondo il diplomatico russo, le azioni attribuite da Mosca a Kiev sono una conseguenza della “criminale accondiscendenza” dei sostenitori occidentali dell’Ucraina, i quali “continuano a vivere in una realta’ parallela dove i russi si bombardano da soli la centrale che stanno difendendo”. Nebenzya ha poi smentito nuovamente le voci su maltrattamenti commessi dai militari russi ai danni del personale ucraino della centrale e ha assicurato che nell’infrastruttura “c’è un’atmosfera salutare e collaborativa”. Il rappresentante russo ha poi negato ancora una volta che le forze di Mosca nascondano armi pesanti nel territorio della centrale e ha auspicato che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica possa inviare una sua missione presso la centrale “nell’immediato futuro” allo scopo di “appurare la verità”.

Kiev chiede la presenza permantente dell’Aiea

La risposta dell’Ucraina è arrivata dal rappresentante permanente alle Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, che ha chiesto una “presenza permanente” dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia “in attesa che gli ucraini ne riprendano il pieno controllo”. Durante la riunione , Kyslytsya ha ricordato che Kiev chiede da tempo una missione dell’Aiea presso l’infrastruttura, rimasta coinvolta nelle ostilità.

“La Russia continua a prendere in giro la comunità internazionale convocando riunioni per discutere le sue stesse provocazioni, il suo stesso terrore”, ha aggiunto il diplomatico, auspicando che l’arrivo del personale Aiea “consenta alla comunita’ internazionale di avere elementi per capire davvero cosa sta succedendo e non sia uno show russo”.

Kyslytsya ha respinto ancora una volta le accuse russe secondo le quali l’Ucraina e’ responsabile dei bombardamenti: “Nessuno dotato di consapevolezza puo’ immaginare che l’Ucraina possa bombardare una centrale nucleare sul suo stesso territorio, e’ la Russia che ci spinge tutti deliberatamente sull’orlo del disastro”.

Onu: “Subito accordo per la demilitarizzazione della centrale”

La vice segretaria generale per gli Affari politici delle Nazioni Unite, Rosemary DiCarlo, ha aperto la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia chiedendo a Russia e Ucraina di trovare “urgentemente un accordo” sulla demilitarizzazione dell’area. DiCarlo, che partecipa in luogo di Guterres assente per ragioni di agenda, ha ribadito la richiesta di “cessare immediatamente ogni attività militare”.

“Non ci deve essere alcun ulteriore spiegamento di forze, una centrale nucleare non può in alcun modo essere teatro di scontri”, ha proseguito la diplomatica, “dovrebbe essere raggiunto un accordo per la delimitarizzazione dell’area ma continuiamo ad assistere un’escalation e a rischi allarmanti di incidenti”. “Il buon senso devo prevalere”, ha concluso DiCarlo, avvertendo che “l’elettricità che proviene dalla centrale di Zaporizhzhia appartiene all’Ucraina”.

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