Grandi festival di Montréal: ora ci siamo anche noi!

italfest img 4423 cut

italfest img 4423 cutCon l’applauditissima esibizione del trio Lyrico nell’Esplanade Tranquille del Quartiere degli Spettacoli, si è conclusa la 29ma edizione dell’ItalfestMTL che quest’anno ha regalato al pubblico due momenti distinti: quello tradizionale nella Piccola Italia e negli altri arrondissement montrealesi, e la grande novità delle esibizioni in centro città.

Soddisfatto e contento dell’esito di questa edizione l’avv. Tony Sciascia, presidente del CNIC, l’organismo che insieme a numerosi partner e sponsor organizza l’ItalfestMTL

«Dopo due anni di assenza – ha affermato – tornare in presenza è stata tutta un’altra cosa. Ho potuto constatare la reazione della gente che “aspettava” questo festival, questo ritorno.

Devo dire che quest’anno è andata molto bene, non solamente durante la tre giorni nella Piccola Italia ma anche nei diversi quartieri di Montréal come LaSalle, Saint-Léonard, R.d.P. dove si sono tenuti le varie manifestazioni dell’ItalfestMTL.

Ma diciamo che il vero “trionfo” è stato nella Piccola Italia, con la grande partecipazione dei commercianti, degli sponsor e soprattutto degli artisti, non solo quelli italo-canadesi ma anche quelli francofoni. Se, infatti pensiamo al ‘Barbiere di Siviglia” il cast era tutto francofono, senza contare la sfilata di moda e tutti gli altri spettacoli.

Abbiamo dimostrato non solo il nostro talento ma anche l’integrazione della nostra comunità nella società del Québec. Abbiamo inserito – ha continuato Sciascia – il talento quebecchese nelle nostre attività. È una cosa che vado ripetendo da anni: la comunità italiana, che parla tre lingue, è la più integrata nel Québec.

Dunque – conclude il presidente del CNIC – sono molto soddisfatto. Poi, in questo ultimo fine settimana ci siamo ritrovati in centro città, nel quartiere degli spettacoli, a Place des Arts, dove si svolgono i grandi festival di livello internazionale. Ci sono voluti tanti anni ma finalmente … ce l’abbiamo fatta!»

dal Corriere Italiano




La battaglia di una famiglia italiana in Australia: 300 mila dollari per un trapianto perché temporanei

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24sbsumaUma, 4 anni, si trova al Royal Children’s Hospital di Melbourne in attesa di un trapianto di midollo osseo a causa di una leucemia. Nonostante la bambina sia nata in Australia, il suo status di residente temporanea le impedisce l’accesso alle terapie gratuite. Come tante storie di emigrazione, l’inizio dell’avventura australiana di Giuseppe Tomarchio e Lucia Gardini nasce un po’ per scommessa e un po’ per caso nel 2016 a Melbourne”. A raccontarla è Francesca Valdinoci in un articolo pubblicato sul portale on line di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese.
“”Siamo arrivati con gli stessi sogni e desideri che hanno tanti ragazzi quando arrivano… e poi, sai com’è? La vita prende e inizia a correre”, racconta Giuseppe ai microfoni di SBS Italian.

Una corsa proiettata verso un futuro felice per la giovane famiglia, composta dalla coppia e dalle figlie, Solejai, nata in Italia, e Uma, nata in Australia, almeno fino ad una brusca interruzione nel 2020.
“Verso aprile/maggio 2020, la nostra figlia più piccola Uma ha iniziato ad avere un po’ di debolezza, non voleva camminare o giocare tanto, era un po’ pallida”, ricorda il padre.
Su consiglio di un dottore, Giuseppe e Lucia sottopongono la bambina, allora due anni, a dei controlli medici, dai quali emerge una diagnosi che cambia il corso della loro vita.
“Ci hanno detto che poteva essere leucemia e ci hanno mandato immediatamente al Royal Children’s Hospital. È stata una di quelle cose che ti cambia la vita in cinque minuti… Tu pensi, mi daranno un integratore, invece ti ritrovi quella sera stessa ad entrare in ospedale senza sapere quando ne uscirai”.

Ad Uma viene diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta, una tipologia di tumore del sangue piuttosto rara ma tra le tipologie di tumore più frequente in età pediatrica; su 307 casi ogni anno in Australia, 200 sono bambini.
Come suggerisce il nome, la malattia procede rapidamente, ma a 5 anni dalla diagnosi l’80% dei pazienti non presenta più traccia di malattia e la prognosi prevede una sopravvivenza di circa il 90%, secondo i dati dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica.
Uma inizia il primo ciclo di chemioterapia la mattina dopo aver ricevuto la diagnosi e rimane in ospedale per settimane. Nell’arco di sette giorni, il tumore risulta in remissione ma il protocollo di cure totale dura due anni tra controlli e terapie.
Nel frattempo lo scoppio della pandemia in Australia rende l’esperienza di ospedalizzazione di Uma ancora più complessa: “Non potevamo essere insieme nella stessa stanza, dovevamo scambiarci nei corridoi, poi nella parenting room e poi fuori dall’ospedale, con nel frattempo l’altra mia figlia che all’epoca aveva sei anni e il suo giusto bisogno di attenzioni. È stato psicologicamente faticoso, ad ogni febbre dovevi aspettare 20 ore chiuso nella stanza, all’epoca non esistevano i test rapidi”.
Nonostante le difficoltà, il decorso della malattia di Uma sembrava procedere per il meglio, ma a maggio di quest’anno è arrivata un’altra batosta.

Durante un controllo di routine viene riscontrata una leucemia mieloide acuta; si tratta di una patologia ancora più rara della precedente, che rappresenta lo 0,8% delle diagnosi di cancro ogni anno, il 50% delle quali a bambini tra 0 e 14 anni.
Secondo il sito del Cancer Council NSW, le cause di questa seconda tipologia di cancro non sono note, ma tra i fattori che possono aumentarne l’incidenza ci sono la chemioterapia e la radioterapia.
Uma, che ormai ha quattro anni, ha dovuto far fronte a nuovi cicli chemioterapici, ma i medici hanno chiarito che un trapianto di midollo si sarebbe reso necessario, fissando inizialmente l’operazione per giugno.
Un aspetto non secondario di questa vicenda riguarda la situazione visti della famiglia di Giuseppe e Lucia. L’assicurazione sanitaria privata, stipulata come condizione necessaria al visto temporaneo, ha coperto il 90% delle terapie di Uma fino ad ora, ma non coprirà la prossima fase di cure. Un cavillo burocratico che è emerso solo dopo diverse settimane, costando ad Uma un altro ciclo di chemioterapia non previsto inizialmente.
“A giugno non si stava muovendo foglia. Il midollo non è stato selezionato e prenotato perché nel sistema risultava che le spese non erano coperte né da Medicare né dall’assicurazione, quindi siamo caduti in un limbo burocratico. Era il momento perfetto perché Uma ricevesse il trapianto, era in remissione totale, ma non ha ricevuto il trapianto per questo errore di comunicazione”.
Già nel 2020 Giuseppe Tomarchio, co-titolare di un’azienda di costruzioni che impiega una ventina di persone, aveva provato a richiedere un visto permanente, ma proprio la malattia di Uma aveva pesato in maniera negativa sulla richiesta: “Dovevamo dimostrare che le cure della bambina non sarebbero costate troppo, nonostante il fatto che la mia assicurazione coprisse le spese”.

Non avendo accesso a Medicare né alla copertura assicurativa privata per il trapianto, che costa almeno 300mila dollari salvo complicazioni, Giuseppe e Lucia si sono mossi privatamente, mobilitando la comunità.
Uma si trova al Royal Children Hospital da diverse settimane, in attesa di un trapianto previsto per settembre. L’ultimo ciclo di chemioterapia ha avuto alcune complicazioni, ma come ci ha raccontato papà Giuseppe, questo non le impedisce di stare alzata fino a tardi per giocare con le sue adorate Barbie.
“Ogni esperienza, anche la più terribile, ti regala un insegnamento. Per me personalmente è stato un insegnamento di accettazione, rispetto. I bambini sono degli insegnanti incredibili, ti insegnano l’onestà, la resilienza, la trasparenza, la determinazione. Mia figlia mi sta insegnando a diventare la versione migliore di me stesso””.

da SBS




Cuba. Turista italiano morto per il vaiolo delle scimmie

monkeypox vaccination in los angeles

monkeypox vaccination in los angeles

Un turista italiano è il primo caso di vaiolo delle scimmie a Cuba. Si tratta di Germano Mancini, 50 anni, comandante della stazione dei carabinieri di Scorzè, in provincia di Venezia.
“Rilevato il primo caso di vaiolo delle scimmie nel Paese. Si tratta di un paziente maschio, di nazionalità italiana, arrivato a Cuba come turista lo scorso 15 agosto”, si legge in un comunicato ministeriale sabato sera.
Le informazioni che non aggiungevano il nome del paziente, affermavano che durante la sua permanenza sull’isola ha alloggiato in una casa in affitto e ha visitato diversi luoghi nelle province occidentali del Paese”. Ha aggiunto che il 17 agosto ha presentato sintomi generali e si è recato ai servizi sanitari il 18.
In quel momento le sue condizioni richiedevano “un trasferimento urgente per ricovero e cure intensive, arrivando in ospedale in arresto cardiaco dal quale si era momentaneamente ripreso”. Poi è tornato a peggiorare e domenica scorsa è avvenuto il decesso”.

Il Ministero della Salute ha aggiunto nella sua nota che l’esame fisico di quella persona ha “identificato” lesioni cutanee che sospettavano clinicamente un caso di vaiolo delle scimmie, sono stati prelevati campioni e inviati al Laboratorio Nazionale di Riferimento dell’Istituto di Medicina Tropicale Pedro Kourí, dove l’infezione è stato confermato dalla PCR in tempo reale all’alba del 20.
(ANSA).

 




La Nasa: il 29 agosto si ‘torna’ sulla Luna

nasa artmemis afp 2308

nasa artmemis afp 2308“La missione Artemis 1 dimostrerà il nostro impegno e la nostra capacità di estendere la presenza umana sulla Luna e oltre”. Forte presenza di Europa con Esa e Italia con Asi e sue industrie.

E’ arrivata nella notte italiana la prima conferma della Nasa che il 29 agosto ‘si torna sulla Luna‘. La prima missione Artemis sarà lanciata lunedì prossimo e la finestra di lancio, di due ore circa, si apre alle 8,33 a.m. Edt, quando in Italia saranno le 14,33. Artemis 1 partirà dal Launch Pad 38B del Kennedy Space Center, in Florida, la stessa rampa di lancio che ha visto partire le missioni Apollo che hanno segnato il primo passo dell’uomo sul nostro satellite naturale il 20 luglio 1969. La decisione del lancio di Artemis 1 per il prossimo lunedì 29 agosto è arrivata dai manager dopo un Flight Readiness Review tenutosi nella tarda serata di ieri (ora locale). “Prima di una serie di missioni sempre più complesse, Artemis I fornirà una base per l’esplorazione umana dello spazio profondo e dimostrerà il nostro impegno e la nostra capacità di estendere la presenza umana sulla Luna e oltre” ha detto il team della Nasa nel corso della videoconferenza sulla missione Artemis, svoltasi al quartier generale della Nasa del Kennedy Space Center, in Florida.

Artemis-1 farà dunque da apripista alle future missioni del programma Artemis che punta a riportare l’uomo e, per la prima volta, una donna sul suolo lunare. L’Agenda del ritorno alla Luna prevede infatti altre due missioni: Artemis II, che effettuerà il primo test di volo attorno alla Luna con a bordo un equipaggio, e Artemis III che rappresenterà il ritorno vero e proprio dell’umanità sulla superficie della Luna con l’allunaggio di astronauti e astronaute. Proprio pochi giorni fa la Nasa ha annunciato anche i 13 possibili siti della Luna fra i quali sceglierà – dopo attente analisti e studi – dove fare approdare le donne e gli uomini della missione Artemis III. Si tratta di zone tutte nei pressi del Polo Sud della Luna.

adnkronos.com




L’immigrazione permanente in Australia potrebbe essere incentivata

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22oreglia“Il numero di immigrati permanenti ammessi in Australia potrebbe aumentare fino a 200mila unità, mentre la nazione combatte contro la mancanza di competenze dovuta ad uno scarso numero di visti assegnati durante l’apice della pandemia”. È quanto scrive Carlo Oreglia in un articolo pubblicato sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutto il Paese.
“Il settore dell’assistenza agli anziani è uno dei tanti colpiti severamente dalla chiusura dei confini. La carenza di personale è diventata un problema. E mette pressione sul personale rimasto, fino al punto in cui queste persone iniziano a lasciare l’industria.

Un vero esodo di lavoratori stremati, come ha spiegato il direttore di Anglicare Sydney, Simon Miler. “Di recente è stato riferito che circa 65.000 lavoratori lasciano il settore ogni anno. Anche noi non ne siamo immuni. È stato un periodo difficile e dobbiamo colmare le lacune e i lavoratori internazionali sono un modo importante per raggiungere questo scopo”.
L’arrivo di più migranti qualificati potrebbe fermare la spirale discendente. Miller ha aggiunto che la situazione richiede un nuovo tipo di visto specifico per risolvere la crisi nel sistema sanitario. “Ci piacerebbe molto che il governo sostenesse il settore con visti specifici per una maggiore assistenza. Ci sarà una richiesta di più lavoratori nel settore. E questo significa che abbiamo bisogno di più lavoratori internazionali. Abbiamo bisogno di un visto specifico introdotto per aiutare a colmare questa lacuna”.
Sembra che il governo stia considerando un innalzamento del limite di arrivi di immigrati e stia discutendo un numero superiore a 200mila unità.

Il ministro dell’occupazione Brendan O’Connor ha parlato di questo impegno per risolvere la carenza di forza-lavoro. “Siamo aperti alla possibilità di fornire manodopera e competenze in questo Paese. L’Australia ha la seconda più alta carenza di manodopera nel mondo sviluppato tra i Paesi dell’OCSE. Per per questo motivo dobbiamo trovare tutti i mezzi possibili per fornire competenze al nostro mercato del lavoro”.
Prima della pandemia, l’immigrazione era limitata a 190mila persone. Il numero è sceso a 160mila nel 2019 ed è rimasto a questo livello da allora.
Questo non è il numero netto degli immigrati, che si ricava dalla differenza tra i migranti arrivati e quello dei lavoratori che lasciano il Paese. E durante la pandemia il numero netto è sceso sino al segno negativo.

O’Connor ha sottolineato l’importanza non soltanto di attrarre nuovi lavoratori con competenze specifiche in Australia, ma anche di mantenere quelli che sono già qui. “Due cose: una ovviamente è permettere alle persone di venire in questo paese con la loro grave carenza di competenze e la seconda fornire ai titolari di visti temporanei un percorso verso la residenza permanente che dia loro, ovviamente, un’opportunità”.
La condizione dei lavoratori immigrati e di coloro che hanno visti temporanei sono una preoccupazione per i sindacati, che tengono sott’occhio la situazione per assicurarsi che i lavoratori stranieri non siano ridotti ad essere un’alternativa più economica dei lavoratori locali.
Michele O’Neill del Consiglio Australiano dei sindacati lo ha spiegato. “La prima cosa che dobbiamo verificare è se si tratta di una carenza di competenze o di una carenza di posti di lavoro con salari e condizioni equi. Troppo spesso i datori di lavoro lamentano una carenza, ma in realtà, come sappiamo, abbiamo visto troppi lavoratori temporanei sfruttati e senza che siano garantiti loro i salari e le condizioni che dovrebbero essere pagati in Australia”.
Il governo vede questo come un investimento a lungo termine per rinforzare l’economia, anche se ha un impatto a breve termine sul budget. Il mese prossimo, il governo terrà un summit sul lavoro, nel quale il limite all’immigrazione sarà uno degli argomenti-chiave che verranno discussi.
Il leader dell’opposizione Peter Dutton è l’unico capo di partito che si è rifiutato di sedere al tavolo, sostenendo di considerare inutile questa conferenza”. (aise)

da SBS Italian




La folle corsa: il prezzo al rialzo del gas in Europa

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155559913 d9c7ddee 85c5 49d6 8e77 0e24acad3a02Prosegue la corsa del prezzo del gas in Europa dopo i due record registrati in chiusura ieri e mercoledì rispettivamente a 241 euro al megawattora e a 227 euro. Certo, siamo ancora lontani dal picco storico intraday raggiunto il 7 marzo scorso a 345 euro. A trainare i consumi la forte domanda per le condizioni meteo con l’ondata di caldo che costringe le perone a tenere accesi i condizionatori.

A spingere le quotazioni al rialzo anche l’offerta in calo per i tagli della Russia e la speculazione. I prezzi sono stati guidati “dal poco vento (per l’energia eolica) e dagli alti costi per l’energia alimentata a carbone e gas”, hanno affermato gli analisti di Rystad Energy. Un po’ quello accaduto esattamente l’estate scorsa, ben prima dell’invasione russa dell’Ucraina, quando iniziò la cosiddetta ‘crisi energetica’ con l’aumento dei costi causato dalla ripresa della domanda dopo la pandemia e l’offerta insufficiente.

L’estate particolarmente calda ha limitato la produzione di energia elettrica: le alte temperature hanno colpito i sistemi di raffreddamento delle centrali nucleari e la siccità ha impedito alle chiatte di portare il carbone alle centrali tedesche. Il caldo sta facendo crescere i consumi di energia elettrica per raffreddare gli ambienti e la ventilazione, limitando il consueto calo dei consumi nei mesi estivi.

Questa potrebbe essere la più grande crisi energetica in Europa per almeno una generazione“, ha affermato John Plassard, analista di Mirabaud. “Ci sono molte ragioni per scommettere su un calo. Ma gli attori del mercato sembravano averle dimenticate”, commenta Stephen Brennock, analista di PVM aggiungendo che i volumi sono particolarmente scarsi quest’estate, il che favorisce una maggiore volatilità dei prezzi. “Una recessione globale che distruggerebbe la domanda rimane la principale preoccupazione, con alcuni dati negativi provenienti dall’eurozona e dalla Cina”, ha aggiunto.

Per Mark Dowding, cio (chief investment officer) di BlueBay, “i prezzi del gas all’ingrosso in Europa sono ora 10 volte superiori a quelli registrati lo scorso anno, e ciò continua a rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione, in un contesto di disruption delle forniture. Nonostante i governi abbiano cercato di proteggere i consumatori e le imprese dalle conseguenze di questo shock energetico attraverso sussidi e sovvenzioni, gli impatti inflazionistici secondari stanno iniziando a manifestarsi in modo più ampio nei prezzi di beni e servizi”.

!Nel frattempo, la recente siccità in Europa sta esacerbando l’inflazione alimentare e la carenza di fertilizzanti evidenzia il rischio di un ulteriore calo dell’offerta alimentare nel prossimo periodo. A causa di questi effetti – conclude Dowding – sembra probabile che l’inflazione dell’Eurozona raggiunga il suo picco solo all’inizio del 2023, mentre nel Regno Unito l’Indice dei Prezzi al Consumo e’ destinato a rimanere in doppia cifra per i mesi a venire, con un possibile picco intorno al 15% nel primo trimestre del prossimo anno”.

La Germania è tra i paesi europei più colpiti a causa della sua dipendenza dalla Russia e ieri ha avvertito che potrebbe non raggiungere l’obiettivo di riempimento degli stoccaggi. Mentre una “carenza di gas a livello nazionale non deve necessariamente verificarsi”, Berlino prevede che “potrebbero esserci carenze di gas a livello regionale”, ha osservato Klaus Mueller, presidente dell’Agenzia federale di rete BNetzA, in un’intervista al sito web di notizie t-online. “Le restrizioni all’inizio sarebbero probabilmente temporanee”, ha affermato il capo della regolamentazione.”In questo caso, dobbiamo garantire che il gas sia trasportato in sicurezza attraverso il Paese”.

L’Europa sarà costretta ad attingere in modo massiccio dalle scorte il prossimo inverno se la Russia continuerà le proprie consegne con il contagocce. Questo significherebbe scorte basse alla fine dell’inverno e una nuova corsa a partire dalla tarda primavera 2023 per riempire gli stoccaggi in estate. “È importante che tutti lo capiscano: non si tratta solo di un inverno, ma almeno di due”, ha detto Mueller. “E l’inverno successivo”, il 2023-24 “potrebbe essere ancora più difficile”.

La competizione con l’Asia

Con l’incombere della crisi dell’offerta invernale, l’Europa dovrà competere con l’Asia per le forniture disponibili di gas naturale liquefatto. Seguendo i prezzi europei, mercoledì i prezzi spot asiatici del gnl erano appena al di sotto di 60 dollari per milione di Btu, il livello più alto dall’inizio di marzo. “Un aumento della domanda dall’Asia mentre gli acquirenti si preparano per l’inverno potrebbe aumentare il numero di carichi statunitensi diretti nella regione nei prossimi mesi”, ha scritto in una nota Lujia Cao, analista di BloombergNEF.

Intanto, si prevede che il livello dell’acqua sul fiume Reno aumenterà nei prossimi giorni grazie alle piogge, che potrebbero fornire una tregua alla crisi che ha limitato il transito delle chiatte sull’acqua. Tuttavia, il fiume e’ ancora storicamente basso. La situazione sul Reno ha esacerbato la crisi energetica dell’Europa.

agi.it




Europei. Tamberi oro nell’alto

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203327125 e77ed17c 87cb 49b3 920a dea40841383dLo ‘showmen aus Italien’ vola sull’Europa. Gianmarco Tamberi, l’uomo-spettacolo che arriva dall’Italia, detta la sua legge e da campione olimpico in carica ritorna, dopo sei anni, campione d’Europa nel salto in alto. ‘Gimbo’, l’uomo delle ‘mezze barbe’ (questa sera aveva la barba intera), ha infiammato, assieme all’impresa della mezzofondista tedesca Konstanze Klosterhalfen spettacolare vincitrice dei 5000, la piovosa notte di Monaco di Baviera.

L’azzurro, capitano della squadra nazionale di atletica leggera, ha vinto con 2,30 metri, misura valicata al secondo tentativo dopo un percorso netto iniziato a 2,18, proseguito a 2,23 e 2,27. Al termine della gara Tamberi ha festeggiato con i compagni di podio, dal tedesco Tobias Potye, argento, e l’ucraino Andriy Protsenko, bronzo assieme al quale si è unito per uno scatto fotografico con la bandiera della Nazione invasa dal 24 febbraio dalla Russia.

Nella gara iniziata con quaranta minuti di ritardo causa della pioggia, il 30enne marchigiano delle Fiamme Oro reduce dal difficile avvicinamento agli Europei causa la positività al coronavirus, non ha perso la concentrazione. Dopo il quarto posto dei Mondiali di Eugene, Gianmarco si è ripreso il gradino più alto del podio nel suo continente. Al termine della gara l’intero Olympiastadion ha festeggiato l’azzurro sparando a mille la canzone ‘Bello e impossibile’ di Gianna Nannini.

Sicuro del successo, Tamberi ha poi tentato 2,32 e alti due salti a 2,33 ma l’asticella è sempre caduta dai ritti. Quello conquistato a Monaco di Baviera per Gimbo e’ il quinto oro della carriera, il terzo per importanza.

Nel 2021 ha conquistato l’oro olimpico a Tokyo, nel 2016 il titolo mondiale indoor a Portland, nel 2016 il primo continentale ad Amsterdam e nel 2019 il successo all’Europeo indoor di Glasgow. L’Italia con sei medaglie, due d’oro, una d’argento e tre di bronzo, è quarta nel medagliere guidato, a tre giornate di gare dal termine, dalla Germania con 11 podi (5 ori) su Spagna e Polonia con 7.

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L’aria del mare di Puglia venduta in barattolo

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6A Porto Cesareo, nel Salento, si vende aria di mare inbarattolo. La trovata è di uno studente universitario che, ripercorrendo le orme dei partenopei di Spaccanapoli qualche anno fa e lavorando d’immagine e packaging, ha pensato bene di creare un souvenir piccolo, differente, economico e originale. “L’idea – racconta all’AGI Antonio D’Elia, l’ideatore – è nata prendendo spunto da un business americano che qualche anno fa confezionava aria delle grandi città’ americane in barattoli di metallo. Loro ci mettevano davvero l’aria descrivendone la derivazione. Allo stesso modo l’idea l’ho reinterpretata in versione ovviamente ironica, da souvenir e territoriale. Volevo realizzare un piccolo souvenir diverso dal solito e che potesse strappare un sorriso”.

Una trovata che già a Spaccanapoli aveva riscosso un successo, tra curiosità, motteggi e opinioni spaccate per davvero, con l’aria di Napoli in bottiglia. Stavolta, però, la questione si arricchisce di particolarità ulteriori. Intanto il dialetto e poi la limited edition. Tre sono infatti le tipologie diaria in vendita a pochi euro. Quelle che corrispondono ad altrettante località simbolo della costa di Porto Cesareo (Le): “Nanzi la turre (ovvero “di fronte alla torre”, punto paesaggistico della torre di San Tommaso di Torre Lapillo), “La sapunara” (nome dell’insenatura storica di Torre Lapillo), “ientu ti tramuntana” (vento di tramontana, quello che rende lo Jonio calmo e cristallino).

I barattoli sono in vendita in alcuni bar della località balneare a pochi euro. I turisti li acquistano divertiti considerata la cifra modica, e anziché la vecchia cara cartolina portano a casa dalle vacanze un po’ di fantasia. Ma cosa c’è davvero all’interno? Non si vede nulla oltre il vetro e ci vuole davvero fantasia. Antonio sbotta in una risata: “Ogni barattolino, dopo essere stato confezionato, riceve la sua particolarità di profumo, metodo lasciato top secret come le grandi aziende”.

agi.it




Dai Poeti d’Azione alla Follia Creativa, tutti i simboli presentati al Viminale

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190046193 9b023fc7 c51a 49d6 93d3 e91d53497116Il numero uno è sempre lui: Alessandro D’Agostini, capo politico e presentatore del ‘Movimento Poeti d’Azione’.

“Una volta a Roma in sesta circoscrizione a Tor Bella Monaca ho preso tremila voti. È strano: io abito in centro…” dice D’Agostini, che coglie l’occasione per invitare il giornalista al suo prossimo concerto in una kermesse sul fiume Aniene.

La presentazione dei simboli al Viminale è una cosa seria, ma non manca il ‘colore’ di presentatori che mai arriveranno sulle schede elettorali, causa mancanza di firme.

Probabilmente questo sarà il caso del partito ‘Follia creativa’ di Giuseppe Cirillo oppure del ‘Movimento internazionale Naturalismo’ di Gabriele Nappi che mette l’effigie del gatto nel contrassegno.

I ‘Free’ di Marco Lusetti scelgono un uomo stilizzato che prende a calci la testa di Pinocchio.

Il generale Pappalardo si allea con l’Unione Cattolica Italiana e scrive nel simbolo ‘Si cambia musica’. Panzironi di ‘Rivoluzione sanitaria’ presenta nel contrassegno la ghigliottina.

Adinolfi e l’ex Casapound Di Stefano sono ‘No green pass’.

Non mancano i ‘doppioni’: ci sono due scudi crociati oltre all’Udc; due Pli; due ‘Sud chiama Nord’ uno con Cateno De Luca, l’altro con Giarrusso; un Partito comunista italiano e un Partito comunista dei Lavoratori; svariate liste che contengono la parola ‘moderati’, tra cui quella di Lupi-Brugnaro-Toti.

Alcuni preferiscono depositare il proprio contrassegno a titolo cautelativo: è il caso ad esempio di Toti che corre con i moderati di centrodestra, ma presenta comunque il logo di ‘Cambiamo!’.

Identico ragionamento potrebbe riguardare Maurizio Turco con la Lista Pannella; Paolo Alli con ‘Alternativa popolare’ e Mirella Cece con il ‘Sacro romano impero cattolico’.

Il partito ‘Gay Lgbt+’ di Fabrizio Marrazzo tenterà di raccogliere le firme per tutte le circoscrizioni italiane ed estere di Camera e Senato.

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Elezioni 2022: Vincenzo Odoguardi, il nuovo volto del MAIE per il Senato in Nord America

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C’era una volta il Ministero per gli italiani nel mondo (MIM). C’era una volta e adesso non c’è più. 

Oggi il MAIE Nord America (Movimento Associativo Italiani all’Estero) chiede a gran voce che il Ministero per gli italiani nel mondo venga riaperto e torni alle sue funzioni e obiettivi originari. Gli italiani all’estero hanno bisogno di un organo che controlli e si prenda cura delle problematiche delle varie comunità presenti in tutto il mondo, non è più possibile ignorare tali esigenze.

L’ultima volta che è stato istituito questo ministero a guidarlo c’era Mirko Tremaglia, promotore della cosiddetta Legge Tremaglia, che ha esteso e facilitato il diritto al voto dei cittadini italiani residenti all’estero.

Nel 2006, durante il primo Governo Prodi, questo ministero scompare e le sue funzioni, che già erano limitate dal fatto che si trattasse di un ministero senza portafoglio, vengono inglobate all’interno del Ministero degli Esteri. 

Vincenzo Odoguardi, candidato MAIE al Senato in Nord America 

Da quel momento in poi pare che l’attenzione dei partiti di Roma nei confronti degli italiani che risiedono all’estero sia diminuita fino a quasi scomparire. Come se i circa 50 milioni di uomini e donne lontani dai confini nazionali non fossero un sufficiente motivo per prendere in seria considerazione le necessità di chi vive lontano dall’Italia.

La mancanza di una rappresentanza in Senato di politici che conoscano davvero la situazione delle comunità italiane all’estero rende complicata la gestione delle problematiche che le riguardano.

I politici tradizionali hanno come priorità gli interessi delle comunità locali, collocate sul territorio nazionale, ma chi si fa portavoce delle istanze delle comunità estere?

Il MAIE si inserisce in questo vuoto per colmarlo: in quanto primo partito nato all’estero e per i cittadini residenti all’estero, l’obiettivo primario che abbiamo è dare voce a tutti quegli italiani fuori dai confini nazionali, considerando le differenze delle varie comunità e il sentimento di appartenenza che le unisce.

Infatti, per quanto la varie comunità estere abbiano esigenze diverse, in tutte è ancora evidente un legame molto forte che le unisce alla loro terra di origine. Bisogna capire che quel sentimento va tutelato perché si traduce in una grande risorsa che nutre anche chi rimane.

A questo scopo si rende necessario il ripristino del Ministero per gli italiani nel mondo, per intenderlo come un ponte che connette non solo idealmente, ma anche concretamente, tutti gli italiani sparsi per il mondo.

Come specificato sul sito dell’Archivio del Senato italiano, le materie di competenza del MIM riguardavano: le politiche generali concernenti le collettività italiane all’estero; l’informazione, l’aggiornamento e la promozione culturale; l’intervento coordinato dello Stato e delle Regioni; la valorizzazione del ruolo degli imprenditori italiani residenti all’estero.

Da lì il MAIE vuole ripartire: dare il giusto riconoscimento a tutti gli italiani che vivono fuori dalla madrepatria grazie ad un’entità ministeriale che possa risolverne le problematiche. Dovrà trattarsi di un’entità non gestita dai tradizionali partiti romani, ma da chi si trova sul territorio e conosce e capisce le differenti necessità degli italiani.

Da “La Voce di New York”