Putin: “Il mondo unipolare è finito, l’Europa si è rovinata con le sue mani”

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150249718 93e0e5b3 9a85 44fc aa35 dc1c23cbb652“I cambiamenti in atto nell’economia e nella politica internazionale sono tettonici e rivoluzionari”. Lo ha detto il presidente russo, Vladimir Putin, nel suo discorso alla sessione plenaria del Forum di San Pietroburgo. L’attuale situazione in Europa “porterà a un’ondata di radicalismo e, in prospettiva, a un cambio di élite” ha aggiunto, denunciando che “i reali interessi delle persone in Europa sono stati messi da parte”.

“L’Europa ha perso la sua sovranità politica”, ha detto ancora, riferendosi alla presunta influenza Usa sulle decisioni della Ue. “I politici europei hanno già causato con le loro stesse mani seri danni alla propria economia” provicando prima di tutto all’alto tasso di inflazione nella Ue che “sta colpendo il suo stesso business”.

La colpa di questa situazione, a suo dire, è nella politica sanzionatoria che ora colpisce la Russia ma “potrebbe colpire in futuro qualunque altro Paese”. L’Unione europea potrebbe perdere oltre 400 miliardi di dollari a causa delle sanzioni contro la Russia, ha aggiunto, per poi ammonire che sempre per via della politica sanzionatoria contro Mosca, “la disuguaglianza nei Paesi europei potrà solo aumentare” e “le “tendenze negative nell’economia globale non sono causate dall’operazione militare speciale in Ucraina”.

agi.it




La Voce di NY: Dario Argento in 4k fa tremare New York

dario argento, gli 80 anni del re del brivido/speciale

dario argento, gli 80 anni del re del brivido/speciale

New York è pronta e gli ha dedicato l’avvio della stagione estiva di Film at Lincoln Center.

Non ci sono timori nella Big Apple anche se arriva, dal 17 al 29 giugno, una retrospettiva davvero da paura, “Beware of Dario Argento: A 20-Film Retrospective”. Ottimo modo per festeggiare il trentennale della partnership tra Film at Lincoln Center (FLC) e Cinecittà.

Dario Argento farà trattenere il fiato in gola al pubblico di New York anche perché 17 dei 20 film della rassegna debutteranno dopo i nuovi restauri in 4K realizzati a Cinecittà: tra questi anche Suspiria e Inferno che fanno parte della trilogia di Dario Argento nota come “Tre madri”. 

Le opere del regista romano sono capaci di coinvolgere lo spettatore invitandolo a compiere un passo, ad immergersi nell’universo onirico del suo cinema, in cui il cinema di Argento invita ogni spettatore ad affacciarsi ed immergersi. 

La rassegna sarà un viaggio alla scoperta del “maestro del brivido” (titolo conferitogli dalla stampa a livello internazionale), del suo stile personale e della visione originale e unica, in campo cinematografico, non riconducibile a nessun altro autore. 

Una locandina del film di Dario Argento ‘Profondo Rosso’ – ANSA

Non solo. Nelle sue opere, Dario Argento ha sempre guardato anche alle altre arti – musica, pittura, scultura, architettura, letteratura, design – e le ha attratte e coinvolte nei suoi film, in un gioco di rimandi e intrecci. Il suo immaginario cinematografico ha sempre avuto un forte impatto su società e cultura, e lo ha ancora oggi.

Dario Argento sarà presente di persona ad alcune proiezioni, introdurrà i suoi film e sarà disponibile anche per rispondere alle domande del pubblico. La rassegna vedrà anche l’anteprima nordamericana del suo ultimo film, Occhiali neri, distribuito da Shudder: un lavoro che ha rappresentato il ritorno del regista dopo una lunga pausa durata dieci anni.

Pur se impegnatissimo nei preparativi di questo evento molto importante, Dario Argento ci ha concesso una brevissima intervista in esclusiva. 

Da Cinecittà, fulcro del cinema italiano, a New York, città simbolo del cinema indipendente: cosa significa per lei questa collaborazione con il Lincoln Center e il restauro di 17 film che passeranno così anche alle nuove generazioni?

“È innegabile. La rassegna è un momento a dir poco entusiasmante, specialmente per il restauro che porterà alle nuove generazioni i miei film in condizioni ottime. Il restauro normalmente riporta infatti il film alle condizioni originali, cioè a quando fu fatto per la prima volta.”.

Ci sarà l’anteprima nordamericana di Occhiali neri-Dark Glasses: dopo Dracula 3D, questo film segna il ritorno dietro la macchina da presa dopo dieci anni. Come mai questo lungo silenzio?

“Perché in questo periodo ho scritto 2 libri, uno dei quali è la mia autobiografia, e ho impiegato molto tempo per realizzarli. Terminata la scrittura, mi sono preso un paio d’anni per riflettere e pensare. Poi è arrivato il lockdown che ci ha costretti a casa: ho approfittato di questo tempo per mettere in ordine Occhiali Neri e dargli un tocco di modernità”. 

Una scena del film “Occhiali neri” – wikimedia

Ad una descrizione più “coreografica” dell’assassino, spesso presente in diversi film, ora ha preferito “l’asciuttezza” dell’attimo: perché questo cambiamento? 

“Penso che sia uno sguardo più contemporaneo sulla figura dell’assassino”. 

Nel film salta all’occhio la cecità della protagonista: un elemento ricorrente nel suo cinema, basti pensare a Il gatto a nove code o a Suspiria. Cosa vuole trasmettere al pubblico con questa scelta? 

“Voglio che provi cosa può significare per qualcuno vivere nel buio, il suo spaesamento, la sua confusione”.

La sua filmografia è piena di protagoniste femminili. Qual è la ragione che la porta a “costruire storie di paura” attorno ad una donna, o ad una bambina, piuttosto che a figure maschili? 

“Sì, nei miei film sono molte le protagoniste femminili. È qualcosa che, artisticamente, mi porto dentro da quando, ragazzino, frequentavo lo studio fotografico di mia madre che era specializzata in ritratti femminili. Qualcosa mi è rimasto e lo si trova specie nei film più attuali”. 

Quali autori letterari hanno particolarmente inciso come ispirazione? 

“Principalmente Edgar Allan Poe: è stato il mio mentore e guida”.

 

da La Voce di New York




Draghi con Macron e Scholz a Kiev: “Vogliamo l’Ucraina nell’Ue”

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181943317 0ccb928a 97ab 4ea6 80fe c3f25aa1ff42Una “giornata storica” per l’Europa. E un auspicio comune che alla vigilia non era così scontato, ovvero l’appoggio di Roma, Parigi e Berlino al processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

Al 113esimo giorno dall’attacco russo, i leader dei tre principali paesi della Ue Mario Draghi, Emmanuel Macron e Olaf Scholz si presentano insieme su un teatro di guerra (fatto del tutto inedito nella storia dell’Europa) per portare il loro “sostegno incondizionato” al paese colpito. E annunciano il loro appoggio pieno al processo di avvicinamento di Kiev a Bruxelles.

I tre leader viaggiano insieme in treno, nel vagone letto di Macron si incontrano per un vertice informale poi nel cuore della notte attraversano la frontiera polacca per raggiungere Kiev alle prime luci del mattino. La città prova a riconquistare un pò di normalità malgrado il trauma dei primi drammatici giorni del conflitto (l’allarme antiaereo suonerà due volte durante la giornata senza che nessuno si scomponga), ma porta ancora evidenti i segni delle ferite.

A cominciare da Irpin, sobborgo a nord ovest di Kiev diventato uno dei luoghi simbolo della guerra dopo l’attacco delle forze russe nelle prime fasi del conflitto e teatro di un massacro di civili, che i tre leader vanno a visitare in mattinata. Palazzi bombardati e anneriti. Su un edificio sventrato sventola un drappo strappato con i colori della bandiera ucraina. Intorno solo carcasse di case abbandonate e crivellate dai colpi. “È un luogo di dolore ma anche di speranza”, dice Draghi,che cammina fianco a fianco con Macron, Scholz e il presidente romeno Iohannis, ”tutto sarà ricostruito”, aggiunge.

Ma se Irpin ha il valore e la forza del simbolo, è nel palazzo di Volodymir Zelensky che invece si concretizza il passaggio più politico. Il presidente ucraino ribadisce la sua richiesta di armi per difendersi dall’aggressione russa (“ma Zelensky non ha chiesto uove armi”, precisa Draghi in serata e continua a chiedere alle principali cancellerie dell’Unione di fare un passo ulteriore per far iniziare al più presto il processo di adesione alla Ue.

“Il nostro ingresso rafforzerrebbe la libertà dell’Europa”, dice Zelensky, che si presenta in conferenza stampa con la tradizionale maglietta verde militare.

La risposta dei leader è di apertura: scontata quella di Draghi, meno ma altrettanto positiva quella di Macron e di Sholz “Il messaggio più importante della nostra visita è che l’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea. E vuole che l’Ucraina abbia lo status di candidato e sosterrà questa posizione nel prossimo Consiglio europeo”, dice Draghi. Zelensky “naturalmente comprende che la strada da candidato a membro è una strada, non è un punto. È una strada che dovrà vedere le riforme profonde della società ucraina”.

Francia, Germania, Italia e Romania sono favorevoli al riconoscimento di uno “status di candidato immediato all’adesione” dell’Ucraina all’Ue, aggiunge Macron. E anche il cancelliere tedesco Scholz fa eco alla richiesta. Una posizione che irrita il Cremlino:  L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea “è un grosso problema per la stessa Ue”, dice all’AGI il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

La conferma che con Mosca le posizioni siano ancora molto lontane e che non ci sia “nessun margine” per aprire un tavolo arriva dallo stesso Draghi, che in serata incontra i giornalisti in un hotel di Kiev. “Zelensky chiede l’integrità territoriale dell’Ucraina” per sedersi al tavolo, dice Draghi, ma è Putin che non intende parlare né di pace, né di un cessate il fuoco e né di un incontro con Zelensky, aggiunge il premier.

Che poco prima di lasciare Kiev non risparmia una nuova stoccata a Mosca sul fronte del gas: “dicono che il taglio delle forniture di gas siano tecnici e legati alle sanzioni. Per noi, come per la Germania, sono bugie. Da Mosca c’è un uso politico del gas e del grano. Noi siamo tranquilli, nell’immediato e per l’inverno, ma a questi prezzi gli stoccaggi diventano più difficili. Le forniture sono diminuite, l’Europa è in difficoltà e la Russia incassa come prima. È una strategia che va combattuta”.

agi.it




La molecola che combatte l’obesità senza il bisogno di esercizio fisico

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unnamed (1)Si chiama Lac-Phe, è una molecola che potrebbe combattere l’obesità riducendo l’assunzione di cibo e la sensazione di fame. A delineare questa interessante prospettiva gli scienziati del Baylor College of Medicine e della Stanford School of Medicine, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Nature per rendere noti i risultati del loro lavoro.

Il team, guidato da Yong Xu, ha utilizzato un modello murino per valutare gli effetti della molecola. “È stato dimostrato che l’esercizio fisico può coadiuvare la perdita di peso – afferma Xu – comprendendo il meccanismo attraverso cui l’attività fisica innesca questi benefici potremmo aiutare molte persone a ritrovare la linea in fretta e senza sforzi eccessivi”.

Queste informazioni, commentano gli esperti, migliorano la conoscenza relativa ai processi fisiologici alla base dell’interazione tra esercizio fisico e sensazione di fame. “Ci sono soggetti che non hanno modo di compiere abbastanza esercizi o fisico – aggiunge Jonathan Long, collega e coautore di Xu – ad esempio, le persone anziane o fragili potrebbero trarre beneficio dall’assunzione di un farmaco che contribuisce a contrastare l’osteoporosi, le malattie cardiache e una serie di condizioni problematiche”.

Lac-Phe, riportano gli studiosi, è un amminoacido sintetizzato dal lattato, un sottoprodotto associato all’esercizio fisico intenso, e dalla fenilalanina, un amminoacido alla base delle proteine. Il gruppo di ricerca ha considerato una coorte di topi obesi, a cui è stato assegnato un dosaggio elevato di Lac-Phe. Questi esemplari, riportano gli scienziati, hanno mostrato una riduzione del 50 per cento nell’assunzione di cibo rispetto agli animali di controllo, e non sono stati osservati effetti collaterali sulla capacità di movimento o sul dispendio energetico. Somministrato per dieci giorni, Lac-Phe ha ridotto l’assunzione cumulativa di cibo e il peso corporeo, favorendo la perdita di grasso corporeo, e migliorando la tolleranza al glucosio. Gli esperti hanno anche identificato CNDP2, un enzima coinvolto nella produzione di Lac-Phe.

I topolini con livelli esigui di questo enzima, infatti, non perdevano tanto peso nonostante un rigido schema di esercizio. “Questi primi risultati – conclude Xu – sono davvero interessanti. Il nostro obiettivo è imparare a modulare questi composti in modo da fornire all’organismo gli stessi benefici associati all’attività fisica”.

da agi.it




Medvedev: “”Visita inutile dei mangiatori di rane, salsicce e spaghetti”

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134716557 4f04a541 39b5 4492 9443 5419c2fc5106Riferendosi alla visita a Kiev dei tre leader di Francia, Germania e Italia.

La Russia punta a mettere in evidenza e ad acuire le faglie tra i vertici europei e nelle diverse opinioni pubbliche. Il tema delle forniture militari a Kiev e’ delicato non solo in Italia, ma anche e soprattutto in Germania, dove il cancelliere Scholz e’ stato criticato aspramente per una posizione ritenuta troppo cauta. Prima che i tre leader incontrassero Zelensky, insieme al collega rumeno, Peskov, ha auspicato che Macron, Draghi e Scholz “non si concentrino solo sul sostegno all’Ucraina riempiendola ulteriormente di armi”. Questo, ha ammonito, “prolungherebbe la sofferenza delle persone e causerebbe ancora piu’ danni a questo Paese”.

Con l’intento di ‘smascherare’ quelli che Mosca ritiene l’ipocrisia e i doppi standard europei, ha parlato anche il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov.

Se l’Ue fornirà all’Ucraina una tabella di marcia per l’adesione, “significa solo una cosa: che l’Unione europea è ancora una volta pronta a chiudere un occhio su tutti i criteri che sono sempre esistiti per i candidati e a lasciarsi guidare esclusivamente da considerazioni geopolitiche”.

agi.it




Scatta la ritorsione russa sul gas, tagli all’Europa

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171415289 b347b0a9 2285 4d21 b3d2 45560ea2d257È scattata la ritorsione della Russia nei confronti dell’Europa sul fronte del gas che si è concretizzata in una diminuzione dei flussi senza alcuna giustificazione.

Gazprom ha tagliato le forniture verso Italia e Germania e di conseguenza verso l’Europa. La notizia ha fatto balzare le quotazioni europee dell’oro blu in rialzo del 17% a 113,4 euro/Mwh.

Il taglio delle forniture del 15% all’Italia

In mattinata Gazprom ha comunicato a Eni “una limitata riduzione delle forniture di gas per la giornata di oggi, pari a circa il 15%. Le ragioni della diminuzione non sono state al momento notificate”, ha riferito un portavoce di Eni interpellato dall’AGI aggiungendo che la società “sta costantemente monitorando la situazione”.
Il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani ha sottolineato che “l’andamento dei flussi di gas è costantemente monitorato in collaborazione con gli operatori e che al momento non si riscontrano criticità”.
“Allo stato attuale sembra non sia stata fornita alcuna spiegazione per il taglio della fornitura di gas all’Italia da parte di Gazprom”, ha confermato il portavoce della Commissione europea, Tim McPhie.

Altra riduzione alla Germania via Nord Stream

Poco dopo il colosso russo dell’energia ha comunicato di aver ridotto ulteriormente la capacità del gasdotto Nord Stream a 67 milioni di metri cubi al giorno, di un ulteriore 33%. Ieri il gruppo russo aveva diminuito i flussi del 40% a 100 milioni di metri cubi dai 167 milioni che trasporta normalmente.

Per il ministro dell’economia tedesco Robert Habeck il taglio rappresenta una “decisione politica” e che comunque non c’è alcun problema di approvvigionamento per la Germania. Ieri Gazprom aveva attribuito il calo dei flussi alla “riparazione” delle unità di compressione, ma secondo il ministro tedesco “non è stata una decisione tecnicamente giustificabile”.

Ue: al momento nessun rischio

Sempre il portavoce della Commissione Ue ha provato a rassicurare dicendo che “al momento non ci sono indicazione di rischi per l’approvvigionamento delle forniture” e “i livelli di riempimento degli stoccaggi di gas nell’Ue sono oggi sono intorno al 52-53%, al di sopra del livello dello scorso anno”.  Il tema dei tagli alle forniture di gas da parte del gigante russo Gazprom – ha spiegato una fonte Ue – verrà affrontato nella riunione di domani del Gas Coordination Group ovvero il gruppo di lavoro composto dagli alti funzionari delle autorità competenti degli Stati membri per la sicurezza dell’approvvigionamento, ma anche dell’agenzia europea Acer, e dell’organizzazione di categoria Entsog.

Tabarelli: è una ritorsione, rallenta riempimento stoccaggi

Il taglio della Russia delle forniture di gas all’Europa è una ritorsione dopo le sanzioni adottate da Bruxelles. “Non possiamo pensare di fare l’embargo sul petrolio e sul carbone senza che la Russia poi prenda delle contromisure”, ha evidenziato all’AGI il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli spiegando che nella decisione di Mosca “possiamo vederci anche una certa delicatezza nel prendere queste decisioni perché se lo facesse a novembre o a dicembre sarebbe peggio. È  una conseguenza, non automatica ma comprensibile per quanto tragica, per noi e per la stessa Russia però fa parte del gioco delle parti in questo momento”.

Con il taglio delle forniture di gas all’Europa la Russia rallenta il riempimento degli stoccaggi, ha aggiunto l’esperto di energia aggiungendo che “il riempimento degli stoccaggi stavano già procedendo in maniera rallentata. Sono bassi rispetto al rischio d’interruzione per questo inverno, andiamo incontro a una situazione di rischio di forniture fra qualche mese e non abbiamo ancora le scorte piene. È grave e pericolosissimo”.

agi.it




Times incorona Meloni: “Aumentano chance che diventi premier”

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meloni 01052022 fg”Crescono le possibilità che Giorgia Meloni, ”stella nascente della destra dura italiana”, diventi ”il prossimo anno il primo ministro dell’Italia” dopo ”aver scavalcato il suo alleato Matteo Salvini alle elezioni amministrative”. Lo scrive The Times sottolineando che i voti conquistati domenica da Fratelli d’Italia pongono Meloni alla testa della coalizione di destra italiana, affiancata da Salvini e dall’ex premier Silvio Berlusconi, Viene quindi ribaltato il risultato delle elezioni europee del 2019 quando Salvini prese il 34 per cento dei voti contro il 6 per cento di Meloni.

Il Times analizza quindi come il ruolo di primo piano di Salvini nella coalizione sia stato ”eroso grazie a una serie di errori, mentre Fratelli d’Italia è cresciuto fino a diventare il partito più popolare d’Italia”. Inoltre, scrive il giornale, ”l’alleanza di destra è la favorita a vincere le elezioni nazionali nel 2023”. Se Meloni dovesse prendere più voti di Salvini, il leader della Lega “ha accettato che lei possa diventare primo ministro”.

Il giornale britannico afferma inoltre che ”la crisi di Salvini è stata aggravata dal fatto che Meloni ha preso più voti di lui nei ‘suoi’ territori del nord, compresa Verona, dove ha quasi raddoppiato il suo consenso”. La leader di Fratelli d’Italia viene poi descritta come ”dura con l’immigrazione, intenta a castigare l’Unione Europea e a enfatizzare il suo patriottismo”, mentre ”sorvola sull’eredità fascista del suo partito anche se alcuni suoi sostenitori e funzionari elogiano il dittatore fascista italiano Benito Mussolini”.

Il Times ricorda come la popolarità di Salvini avesse raggiunto il picco tra il 2018 e il 2019, quando è stato ministro degli Interni di un governo con Lega – Cinque Stelle. Salvini, prosegue, è poi è entrato a far parte di una coalizione trasversale istituita dal premier Mario Draghi mentre Meloni ha scelto di rimanere all’opposizione. Altri colpi per Salvini sono stati, scrive il giornale, il fallimento dei referendum sulla giustizia da lui promossi e la sua proposta di recarsi a Mosca, senza consultare il governo, per mediare nella crisi ucraina.

Guardando alla primavera del prossimo anno e alle elezioni nazionali, il Times scrive che è ”improbabile che Draghi si candidi” al voto che vedrà ”Meloni, Salvini e Berlusconi affrontare il Partito Democratico”. Il Pd ”domenica ha ottenuto il 17% dei voti e si è affermato come il più grande partito italiano”, ma, prosegue il giornale, ”il prossimo anno qualsiasi aspirazione a battere la destra sarà minata dall’alleanza con i Cinque Stelle, che sta rapidamente perdendo consensi e domenica ha preso solo il 2,1% dei voti”.

adnkronos.it




Papa Francesco: “La terza guerra mondiale è stata dichiarata”

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114358085 5ab0370c 92a6 4542 8b6c e2349ec88796“Qualche anno fa mi è venuto in mente di dire che stiamo vivendo la terza guerra mondiale, a pezzi e a bocconi. Ecco, per me oggi la terza guerra mondiale è stata dichiarata. E questo è un aspetto che dovrebbe farci riflettere. Che cosa sta succedendo all’umanità che in un secolo ha avuto tre guerre mondiali?”. Se lo chiede Papa Francesco rispondendo alle domande in un’intervista con i 10 direttori delle riviste della Compagnia di Gesù che verrà pubblicata su ‘La Civiltà Cattolica’ e anticipata da La Stampa.

“Dobbiamo allontanarci dal normale schema di ‘Cappuccetto rosso’ – dice Brgoglio – Cappuccetto rosso era buona e il lupo era il cattivo. Qui non ci sono buoni e cattivi metafisici, in modo astratto. Sta emergendo qualcosa di globale, con elementi che sono molto intrecciati tra di loro”.

Il Papa risponde a una domanda sulla guerra in Ucraina e fa una considerazione geopolitica: “Un paio di mesi prima dell’inizio della guerra ho incontrato un capo di Stato, un uomo saggio, che parla poco, davvero molto saggio. E dopo aver parlato delle cose di cui voleva parlare, mi ha detto che era molto preoccupato per come si stava muovendo la Nato. Gli ho chiesto perché, e mi ha risposto: ‘Stanno abbaiando alle porte della Russia. E non capiscono che i russi sono imperiali e non permettono a nessuna potenza straniera di avvicinarsi a loro’. Ha concluso: ‘La situazione potrebbe portare alla guerra’. Questa era la sua opinione. Il 24 febbraio è iniziata la guerra. Quel capo di Stato ha saputo leggere i segni di quel che stava avvenendo”, ha aggiunto Francesco.

Secondo il pontefice “quello che stiamo vedendo è la brutalità e la ferocia con cui questa guerra viene portata avanti dalle truppe, generalmente mercenarie, utilizzate dai russi. E i russi, in realtà, preferiscono mandare avanti ceceni, siriani, mercenari. Ma il pericolo è che vediamo solo questo, che è mostruoso – avverte il pontefice – e non vediamo l’intero dramma che si sta svolgendo dietro questa guerra, che è stata forse in qualche modo o provocata o non impedita. E registro l’interesse di testare e vendere armi. È molto triste, ma in fondo è proprio questo a essere in gioco”.

“Qualcuno può dirmi a questo punto: ma lei è a favore di Putin! No, non lo sono – chiarisce papa Francesco – sarebbe semplicistico ed errato affermare una cosa del genere. Sono semplicemente contrario a ridurre la complessità alla distinzione tra i buoni e i cattivi, senza ragionare su radici e interessi, che sono molto complessi. Mentre vediamo la ferocia, la crudeltà delle truppe russe, non dobbiamo dimenticare i problemi per provare a risolverli. È pure vero che i russi pensavano che tutto sarebbe finito in una settimana – conclude l’analisi del pontefice – ma hanno sbagliato i calcoli. Hanno trovato un popolo coraggioso, un popolo che sta lottando per sopravvivere e che ha una storia di lotta”.

agi.it




Messico: addio a Giovanni Capirossi, storico membro della comunità italiana

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14capirossi“Si è spento sabato 4 giugno a Città del Messico Giovan Battista Capirossi, uno dei più noti membri della comunità italiana locale, dirigente di diverse istituzioni del Sistema Italia nel Paese latinoamericano e fondatore di Puntodincontro”. A darne notizia oggi è proprio il portale da lui fondato, ora diretto da Massimo Barzizza.
“Nato il 2 maggio 1935 a Marradi — comune dell’Appennino tosco-romagnolo — dopo aver frequentato il liceo classico e terminato gli studi universitari di Filosofia, Diritto, Diplomazia, Diritto internazionale e Lingue Straniere (francese, inglese, spagnolo e tedesco), svolse dal 1963 al 1970 diverse attività di carattere sociale e culturale dedicandosi, soprattutto allo studio e analisi dell’America Latina e in particolare, dell’Ecuador e dell’Uruguay.
Nel settembre 1970 si trasferì a Città del Messico, dove lavorò alle dipendenze del presidente e direttore generale del Banco Nacional de Mexico (Banamex), Augustín F. Legorreta, come assessore alle relazioni pubbliche, incaricato dei rapporti col corpo dplomatico, le autorità governative e il settore ecclesiastico, oltre a dirigere la redazione di rapporti e studi speciali sulla situazione politica e finanziaria latinoamericana e internazionale.
Nel 1978 fu nominato vice-direttore dell’ufficio di Relazioni pubbliche della direzione generale di Banamex, di cui assunse la direzione nell’aprile del 1983.
Fin dal suo arrivo in terra azteca collaborò con il Comitato di Città del Messico della Società Dante Alighieri come professore di Lingua e Letteratura, direttore dei corsi di Lingua e Letteratura italiana (1975-1980), membro del consiglio direttivo (1980-1982), vice-presidente (1982-1984), presidente (1984-1993) e direttore generale (1983-2015).
Dal 1988 al 1989 ricoprì le cariche di consigliere e vice-presidente della Camera di Commercio Italiana in Messico. Partecipò attivamente all’organizzazione del primo Comitato dell’Emigrazione Italiana (Coemit) collaborando con l’Ambasciata d’Italia e successivamente nel 1991 e dal 1997 al 2004 fu presidente del Comites.
Giovanni Capirossi fu fondatore di Puntodincontro, testata giornalistica che — con il supporto di Paolo Pagliai e successivamente di Massimo Barzizza — diresse fino al 2013.
Nel corso della sua carriera è stato insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere al merito della Repubblica dell’Ecuador (1967), Cavaliere al merito della Repubblica Italiana (1986), Medaglia d’oro al merito concessa dalla Sede Centrale della Società Dante Alighieri (1987) e Commendatore OMRI della Repubblica Italiana (1996)”.

tratto da
punto incontro




Volano ‘gli stracci’ nel fronte del ‘sì’ sulle cause del flop del referendum

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123928109 6eb8baa1 8483 415a b2a1 a3bbe1e25a02Avvocati contro avvocati e radicali contro l’Unione delle Camere Penali Italiane. Dopo il fallimento dei referendum sulla giustizia, c’è molta inquietudine tra chi ha sostenuto il sì ai cinque quesiti rimasti molto lontani dal quorum.

L’affondo dell’Unione Camere Penali

Ad attaccare per primo è stato l’organo di rappresentanza presieduto da Gian Domenico Caiazza che, in una nota diffusa già ieri sera, ha parlato “dell’assurdità di un’ iniziativa referendaria appaltata a una forza politica in esclusiva, su quesiti scelti e scritti senza interpellare nessun soggetto politico, associativo, accademico, culturale tradizionalmente vicino al patrimonio delle idee liberali della giustizia”. E oggi sta arrivando la risposta, indignata, dei radicali e degli avvocati che non condividono  l’’epigrafe’ alla consultazione incisa dall’Unione.

“Il metodo radicale è andare con chiunque, anche con la Lega”

Simona Giannetti, legale iscritta all’organizzazione e consigliera generale del Partito Radicale, sintetizza il malumore su entrambi i versanti: “E’ imbarazzante il comunicato della Giunta dell’Unione delle Camere Penali – spiega all’AGI la penalista, portavoce della campagna referendaria a Milano -. Si arroga il diritto di attribuire ai promotori il disastro di una cittadinanza astenuta perché i penalisti non sarebbero stati coinvolti. Rivendico il metodo radicale che da sempre che è quello di fare le battaglie sui contenuti con chiunque voglia affiancarli. Invece tanti avvocati non hanno raccolto le firme perché c’era la Lega e chi avrebbe dovuto stare con noi pancia a terra, come l’Unione, non l’ha fatto. Non era la battaglia di un partito e sarebbe dovuta essere prima di tutto quella dei penalisti che sperimentano sul campo i problemi della giustizia e la necessità delle riforme”.

Giannetti evoca Marco Pannella “che cercava terreni comuni” e aggiunge: “Non c’è fine al disastro. Peggio ci sono solo gli avvocati anti leghisti, anti fascisti, che gioiscono di questa società di questa società istigata dai giornali e dal sistema. Che vergogna”.

Gli avvocati critici con la loro organizzazione

Tanti gli avvocati critici con l’Unione che stanno prendendo posizione sui social. Aldo Luchi, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, condivide la posizione di Giannetti e afferma di non sentirsi rappresentato dall’organizzazione da cui è uscito anni fa. Beatrice Saldarini,  presidente dell’assemblea della Camera Penale di Milano, utilizza anche lei l’aggettivo “imbarazzante” per definire l’intervista di Caiazza al ‘Corriere della Sera’ in cui il presidente dichiara che, a causa dell’”improvvisazione” dei promotori del referendum, “questo atto politico avventato rischiamo di pagarlo tantissimo perché sarà più difficile discutere su questi temi”. Di diverso avviso, il presidente della Camera Penale di Milano, Andrea Soliani: “Condivido le articolate considerazioni di Caiazza. Nessun dubbio sul fatto che nelle urne si dovesse votare sì a tutti i quesiti, noi ci siamo spesi perché i cittadini fossero informati sul contenuto dei quesiti ma certamente chi ha promosso l’iniziativa non può non prendere atto di non aver suonato le corde giuste. L’afflusso al voto cosi limitato è la prova di un qualche errore nelle modalità di ideazione, presentazione e promozione dei quesiti”.

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