Cuba: morti e inondazioni per il passaggio dell’uragano Agatha
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
Le forti piogge legate al passaggio dell’uragano Agatha, che ha colpito la capitale cubana e diverse province, hanno ucciso almeno tre persone e migliaia di abitanti sono rimasti senza elettricità.
Le piogge intense hanno colpito le regioni occidentali e centrali di Cuba con precipitazioni superiori a 200 millimetri, e continueranno anche oggi, secondo quanto riportato dall’Istituto di meteorologia cubana. Nella città vecchia di L’Avana si sono registrati alcuni crolli di edifici.
da ilfattoquotidiano.it
La Serie A sempre più a stelle e strisce
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
Milan’s players jubilate with the trophy after winning the Scudetto 21/22 at the end of the Italian Serie A soccer match US Sassuolo vs AC Milan at Mapei Stadium in Reggio Emilia, Italy, 22 May 2022. ANSA / SERENA CAMPANINI
Sul calcio italiano sventola sempre più poderosamente la bandiera a stelle e strisce: le proprietà statunitensi spopolano nel pallone nostrano e proprio in queste ore il club fresco campione d’Italia, il Milan di Stefano Pioli, sta passando di mano da un fondo americano all’altro.
Da Elliott della famiglia Singer, presente e decisamente coinvolta nella festa tricolore rossonera, al fondo Redbird rappresentato da Gerry Cardinale, che ha vinto la battaglia con gli arabi di Investcorp. 1,3 miliardi di euro per il closing, cifra da capogiro per una nuova proprietà già presente nel calcio al Tolosa in Francia e all’interno con una percentuale attorno all’11% della holding multi-sport Fenway Sports Group, che detiene anche il Liverpool.
Finanza, pallone e Nordamerica: un tris sempre più d’attualità nel calcio italiano, che quest’anno ha visto risultati importanti da parte del club a trazione statunitense. Detto dello splendido scudetto del Milan in volata sull’Inter cinese e dello straordinario lavoro dirigenziale di Gazidis, Maldini e Massara, va celebrato il trionfo in Conference League della Roma della famiglia Friedkin. Competizione nuova, a volte anche irrisa, ma è un trofeo continentale e i giallorossi di José Mourinho – passando dal clamoroso ko per 6-1 sul campo del Bodo Glimt, probabile chiave di volta morale della stagione – lo hanno alzato.
Conta questo, così come il nome della Roma che aprirà l’albo d’oro della coppa, e contano le sensazioni che ha dato al popolo romanista tornare a vincere un trofeo continentale dopo ben 61 anni Quella di Mourinho di fatto è una scommessa già vinta dai Friedkin, in una piazza dove vincere è sempre complicatissimo: lo dimostrano le migliaia di abbonamenti già sottoscritti sulla fiducia per la prossima stagione, che la Roma – sesta in campionato – giocherà in Europa League.
AS Roma Vice President Ryan Friedkin (L) and President Dan Friedkin (R) on the stands during the Serie A soccer match between AS Roma and SS Lazio at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 15 May 2021. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Il posto dei giallorossi in Conference League lo prenderà un altro club di proprietà statunitense che chiude la stagione con il segno più: la Fiorentina di Rocco Commisso, che ha chiuso la Serie A al settimo posto. L’imprenditore nativo di Marina Gioiosa Ionica ha cambiato marcia dopo due stagioni complicate centrando l’allenatore giusto – dopo il tiramolla estivo con Gattuso – e affidandosi a Vincenzo Italiano: i viola hanno fatto 22 punti in più dello scorso campionato, pur cedendo a suon di milioni la stella Vlahovic per problemi contrattuali a metà stagione alla Juventus, e a sorpresa hanno lasciato fuori dall’Europa l’Atalanta.
Già, i bergamaschi: proprio nel corso della stagione, gli orobici si sono aggiunti alla numerosa lista di club a stelle e strisce del calcio italiano. Con una mossa inattesa, la famiglia Percassi dopo anni ad altissimo livello ha ceduto il 55% della società – per una cifra superiore ai 400 milioni – a Stephen Pagliuca, co-owner dei Boston Celtics in NBA e co-chairman di Bain Capital, uno dei principali fondi di investimento mondiale.
Non è stata, però, solo una stagione di successi e soldi, investiti e guadagnati: annata anonima per il Bologna canadese di Joey Saputo, che chiude tredicesimo e proprio non riesce a cambiare marcia. Ci proverà con Giovanni Sartori, l’uomo dei successi dell’Atalanta degli ultimi otto anni, confermando Sinisa Mihajlovic nella speranza che il tecnico serbo vinca la sua nuova battaglia contro la leucemia.
Certo, meglio l’anonimato dei patemi della zona retrocessione: anche là sotto club americani si sono dati battaglia e chi fa festa è lo Spezia di Robert Platek, che ha centrato una salvezza inattesa – visto il mercato bloccato per infrazioni della proprietà precedente – e decisamente rocambolesca dato che il tecnico Thiago Motta era stato praticamente esonerato, poi è stato confermato senza troppa convinzione e alla fine ha portato i liguri a confermare il posto in serie A.
Salvezza arrivata a scapito di due proprietà Usa costrette alla retrocessione in B: il nuovo Genoa del fondo 777 Partners, subentrato a settembre a Enrico Preziosi e protagonista di una stagione con troppi cambiamenti in corso d’opera, e il Venezia di Duncan Niederauer che ha rotto il legame con gli uomini storici della promozione 2020/21 (i dirigenti Poggi e Collauto e il tecnico Zanetti, amatissimi), lanciando come uomo-mercato Alex Menta, già ai ferri corti con la piazza lagunare.
Anche nelle serie inferiori ci sono club americani che dovranno registrarsi: il Pisa del magnate Alexander Knaster (russo di nascita, ma residente a New York dall’età di 16 anni e cittadino americano) è andato a un passo dalla promozione in A, persa all’ultimo tuffo contro il Monza di Silvio Berlusconi, dopo un campionato di testa. Ci riproverà, perché i mezzi economici non gli mancano e le intenzioni sono chiare.
Tra i suoi avversari nel prossimo campionato cadetto ci sarà il Parma di Kyle Krause, reduce da una stagione molto deludente: doveva fare gara di testa, si è perso quasi nelle retrovie, è rimasto lontano dai playoff e ci proverà con tecnico e dirigenti nuovi, nell’ennesimo nuovo corso della sua gestione ducale.
Ha rischiato tanto la nuova SPAL dell’avvocato Joe Tacopina, che si è salvata dai playout quasi all’ultimo tuffo: annata di transizione, con un closing societario completato quasi sul gong di inizio stagione, e rinnovate speranze per il prossimo campionato in una serie B che si preannuncia molto complicata e competitiva.
Delusione anche per il nuovo Cesena griffato Jrl Investments di Robert Lewis e John Aiello, in serie C: una clamorosa sconfitta interna contro il Monopoli ai playoff ha fatto fallire i sogni di promozione per il duo americano, subentrato a metà stagione al consorzio romagnolo che faceva capo alla società dopo il fallimento del 2018. Da Manhattan al Manuzzi, inteso come stadio: il prossimo anno saranno tra i favoriti nella terza serie italiana – ma è meglio vincere il girone, perché questa formula-playoff è un terno al lotto – e cercheranno di rimpolpare il contingente statunitense già presente tra A e B.
L’America del pallone, ora che ha cominciato a vincere, vuole fare sempre meglio.
da La Voce di New York
New York aiuta gli anziani soli con robot di compagnia
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
L’occidente invecchia, e così anche New York. Dato il progressivo aumento dell’età media della popolazione, la governatrice Kathy Hochul ha iniziato a pensare a come aiutare i cittadini anziani e rimasti soli.
È per questo che è stata siglata una partnership con Intuition Robotics, startup israeliana attiva nel settore della robotica e dell’Intelligenza Artificiale, grazie alla quale offrirà a più di 800 anziani robot che faranno le veci di veri e propri compagni con il quale conversare e rapportarsi.
Il robot è in grado di suggerire le attività fisiche più adatte e gli esercizi di rilassamento, di ricordare l’orario in cui prendere i farmaci e di offrire assistenza nel collegamento con la famiglia e gli amici. La tecnologia di Intelligenza Artificiale permette poi al robot un ventaglio di comportamenti cosiddetti proattivi: quindi più “spontaneità” e “naturalezza”.
“Nonostante le idee sbagliate e le generalizzazioni, gli anziani abbracciano la nuova tecnologia, soprattutto quando vedono che è progettata per soddisfare i loro bisogni. Per coloro che sperimentano una qualche forma di isolamento e desiderano invecchiare in casa, ElliQ è un potente complemento alle forme tradizionali di interazione sociale e supporto da parte di operatori sanitari professionali o familiari”, ha detto Greg Olsen, direttore dell’Ufficio dello Stato di New York per l’invecchiamento.
Prototipo di ElliQ – Twitter
I robot si chiamano ElliQ. Venduto come “compagno per un invecchiamento più sano e più felice”, “presenza amichevole” in grado di coinvolgere “nella conversazione, motivandoti ad adottare abitudini più sane, sorprendendoti con battute e suggerimenti”, ElliQ è sul mercato da marzo: è venduto a 250 dollari, con una abbonamento mensile tra i 30 e i 40 dollari.
Iniziative come quelle dell’Ufficio dello Stato di New York per l’invecchiamento vanno messe in relazione con la spesa sanitaria legata all’isolamento sociale tra gli anziani, una spesa stimata in 6,7 milioni di dollari all’anno a partire dal 2017.
Secondo un rapporto del Pew Research Center, oltre un quarto degli adulti over 60 anni vive da solo. Man mano che la generazione dei “baby boomer” raggiunge l’età della pensione, questa percentuale è destinata a crescere e con essa la necessità di servizi di assistenza agli anziani.
L’idea dei robot non è nuova. Il Giappone, paese più vecchio al mondo, in tecnologie di questo tipo investe da decenni.
da La Voce di New York
L’italiano è di moda negli Stati Uniti
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
L’Ambasciata d’Italia a Washington ha ospitato oggi la prima riunione semestrale 2022 dell’Osservatorio nazionale della lingua italiana, organo d’indirizzo e orientamento per la promozione la lingua e cultura italiana negli Stati Uniti.
Alla riunione hanno partecipato circa sessanta membri dell’Osservatorio, tra cui la Vicesegretaria Generale del CGIE, Silvana Mangione, alcuni docenti dell’Università di Perugia, i rappresentanti di Eduitalia, i responsabili della rete consolare negli USA, Consoli, i Dirigenti scolastici, i Direttori degli Istituti di Cultura e i Presidenti dei 14 Enti Gestori sul territorio.
La riunione è stata presieduta dal Vice Capo Missione, Min. Plen. Alessandro Gonzales, che nell’aprire i lavori ha sottolineato il carattere prioritario che il MAECI e la nostra rete diplomatico-consolare conferiscono alla diffusione della lingua italiana anche quale veicolo di promozione della cultura, della società e dell’economia italiane, nonché strumento di valorizzazione delle eccellenze che rendono unica l’Italia nei campi più diversi: un obiettivo complesso, che può essere conseguito solo attraverso un’azione sinergica del sistema Paese.
I più recenti dati relativi all’anno scolastico 2020/2021 indicano un incremento del 14,6% (214.175) del numero di studenti di italiano rispetto alla rilevazione condotta sull’anno precedente (186,894). Gli Stati Uniti, per il quinto anno consecutivo sono il quarto Paese per numero di studenti di italiano, e l’Italia rappresenta la seconda destinazione all’estero per gli studenti americani (39.043, soltanto 315 in meno rispetto al Regno Unito).
Nel corso della riunione è stato valorizzato anche il miglioramento qualitativo delle performance degli studenti di italiano, con l’aumento della percentuale degli studenti che hanno superato a pieni voti l’esame “Advanced Placement” di italiano.
Nell’approvare il piano strategico che definisce le linea di azione di promozione della lingua italiana per il 2022, l’Osservatorio ha indicato le principali sfide su cui dovrà nei prossimi mesi concentrarsi l’azione di sostegno alla diffusione dell’Italiano: la formazione dei docenti, l’adozione di metodologie didattiche che integrino anche l’insegnamento a distanza, il sostegno alle università dove sono presenti major e minor di italiano e l’aggiornamento delle collaborazioni tra università USA e aziende italiane.
da La Voce di NewYork
Draghi ottiene il sì dell’Ue al ‘Price Cap’ sul gas
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
“Un Consiglio europeo lungo ma abbastanza soddisfacente” dove l’Italia è stata “accontentata sullo studio della fattibilità del tetto al prezzo del gas” e dove è stato raggiunto l’accordo sull’embargo di petrolio “che rappresenta un successo enorme” che “non penalizza in alcun modo l’Italia”.
È il resoconto che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha tracciato della due giorni di vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo a Bruxelles.
“La Commissione prenderà del tempo per studiare il modo migliore per attuare il tetto al prezzo del gas e dovrà anche valutare in tutta obiettività se questa cosa è fattibile, se non provoca danni peggiori del beneficio che ha. Insomma l’atteggiamento della Commissione finora è stato abbastanza favorevole su questa ipotesi”, ha spiegato Draghi.
“Devo dire che il Governo italiano già lavora da tempo su questo fronte. Ma il problema è anche più ampio perché non è solo il prezzo del gas ma tutto il funzionamento del mercato elettrico che la Commissione pensa di analizzare di nuovo”, ha aggiunto. Ora la sfida urgente è però “vincere la guerra sulla sicurezza alimentare” per “evitare la catastrofe umanitaria” ma anche perche’ altrimenti “i Paesi africani si sentirebbero traditi e non verranno mai dalla parte dell’Occidente”.
Intanto continua la pressione sull’economia russa con le sanzioni che “avranno il loro massimo impatto a partire dall’estate”. Draghi insiste comunque sulla necessità di trovare una soluzione per fare uscire il grano bloccato in Ucraina.
“Il modo più veloce per farlo è usando le navi e quindi sbloccando i porti che vanno sminati”. E il premier ha dato anche la disponibilità “di un contributo da parte della Marina italiana per farlo”.
Servirà comunque confrontarsi con il presidente russo, Vladimir Putin, che vuole la garanzia che “quelle navi trasporti grano e non armi” e con gli ucraini che invece vogliono “la granzia che la Russia non li attacchi una volta aperti i porti”.
Sul fronte economico, l’ex presidente della Bce plaude all’accordo sull’embargo “che a dirlo solo qualche giorno fa sarebbe sembrato poco credibile” e condivide le esenzioni per i Paesi in difficoltà perché non hanno sbocco sul mare.
Nel suo intervento, ieri, aveva insistito sulla necessità di “evitare squilibri tra gli Stati Ue” e pare sia stato accontentato anche su questo fronte dato che “l’Italia non sarà penalizzata in alcun modo”.
Ora bisogna attendere l’estate, periodo che rappresenterà l’avvio del “massimo impatto delle sanzioni” sull’economia russa.
L’Italia ne esce bene, secondo Draghi, anche nella delicata partita del pagamento del gas russo.
“L’Eni è stata molto trasparente, rispetto anche ad altre aziende europee che avevano aperto conti in rubli da tempo”, ha spiegato.
E il meccanismo sembra funzionare senza violazione delle sanzioni Ue perché “per l’Italia il pagamento viene considerato effettuato con il bonifico in euro, la conversione in rubli viene fatta da un agente Gazprom senza il coinvolgimento della Banca centrale russa” che è soggetta a sanzioni, ha sottolineato Draghi.
Gela invece il leader della Lega e il suo eventuale viaggio a Mosca per incontri ad alti livelli: “Non voglio entrare nei rapporti che queste persone di Governo possono avere ma l’importante e’ che siano trasparenti”.
“L’Italia si muove allineata con Ue, G7 e Alleanza Atlantica. Non ci facciamo spostare da questa linea”, ha chiarito.
Restando in politica interna, Draghi per fronteggiare l’inflazione e il rischio di spirale sui salari invita sindacati, governo e imprese a “lavorare insieme” e assicura che l’esecutivo “farà tutto il necessario per sostenere le famiglie e le imprese vulnerabili”.
Se questo Consiglio è stato lungo, è probabile che il prossimo – quello ordinario in calendario per il 23 e il 24 giugno – lo sarà ancora di più. Perché al tavolo dei leader ci sarà la spinosa questione del riconoscimento all’Ucraina dello status di Paese candidato all’Ue. Draghi in questo è stato laconico: “Sostengo l’Ucraina perché diventi un membro dell’Unione europea. L’ho fatto fin dall’inizio e quale sia il modo migliore di farlo. Lo status di candidato trova l’obiezione di quasi tutti i grandi Stati dell’Unione europea, se non tutti. Escluso l’Italia”. Quindi sarà necessario trovare un’altra soluzione.
agi.it
Trovato l’accordo sull’embargo del petrolio russo. Deroga per l’Ungheria
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
I capi di Stato e di Governo dell’Unione europea hanno raggiunto l’accordo sul sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca. L’embargo al petrolio russo ha ottenuto il via libera ma con importanti deroghe: il divieto d’importazione riguarderà solo il greggio che arriva via mare.
Resta fuori dal bando l’oleodotto Druzhba, che rifornisce l’Ungheria ma anche Germania e Polonia. Così come ha ottenuto una deroga di 18 mesi la Repubblica Ceca. Per tutti gli altri il divieto sarà in vigore entro fine 2022, fra sei mesi.
“Il blocco permetterà di tagliare di due terzi del petrolio importato dalla Russia”, esulta il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “Vieterà il 90% del greggio russo”, rincara la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Una percentuale più alta, perché von der Leyen prende di parola Germania e Polonia che hanno assicurato che entro l’anno faranno a meno del petrolio russo, anche di quello che arriva tramite l’oleodotto. E quindi l’unica deroga riguardera’ Budapest, che importa solo il 7% del totale europeo. Fatti i conti, si tratta di “un’enorme parte del finanziamento della macchina da guerra di Putin che viene a mancare”, concordano i leader a Bruxelles.
Nel frattempo il premier ungherese Viktor Orban festeggia l’accordo: “Noi siamo esenti”. Ha ottenuto ciò che aveva chiesto nonostante l’Ue, anche nelle conclusioni del vertice, insista sul “temporaneità” della deroga e sulla necessita’ di “tornare quanto prima” in Consiglio per superarla.
Così come si evidenzia, sempre nelle conclusioni, che il pacchetto delle sanzioni venga “finalizzato e adottato senza indugio, garantendo un mercato unico dell’Ue ben funzionante, una concorrenza leale, la solidarietà tra gli Stati membri e condizioni di parità anche per quanto riguarda l’eliminazione graduale della dipendenza dai combustibili fossili russi”.
Diversi Paesi, Italia compresa, avevano espresso perplessità sul rischio che Germania e Polonia possano sfruttare a loro vantaggio la deroga ottenuta dall’Ungheria. In ogni caso, sempre per soddisfare un’ennesima richiesta di Budapest, il Consiglio ha stabilito che “in caso d’interruzioni improvvise della fornitura, saranno introdotte misure di emergenza per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento“.
Oltre all’embargo, il sesto pacchetto di sanzioni prevede anche l’esclusione dallo swift di Sberbank, la principale banca del Paese, e l’inserimento nella blacklist di nuove personalita’ russe, cosi’ come il bando tra nuovi emittenti.
Nella loro riunione i leader hanno approvato anche il sostegno finanziario per fornire liquidità immediata all’Ucraina per un totale di nove miliardi di euro. Sarà la Commissione a fare la proposta legislativa che chiarirà come saranno composti, quanti in sovvenzioni e quanti in prestiti garantiti dagli Stati Ue. Anche su questo aspetto si preannuncia uno scontro tra gli Stati.
“Accolgo con favore l’accordo al Consiglio europeo di stasera sulle sanzioni petrolifere contro la Russia. Ciò ridurrà effettivamente circa il 90% delle importazioni di petrolio dalla Russia nell’Ue entro la fine dell’anno”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un tweet.
agi.it
In piazza a Rieti il primo busto dedicato a Craxi
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
Il 2 giugno a Rieti sarà inaugurato un busto per ricordare Bettino Craxi. È il primo in una piazza di una città italiana. Sotto la scultura sarà scritto: “Allo Statista Bettino Craxi. A ricordo della ‘notte di Sigonella’ quando, con fermezza di carattere e tempestivita’ di decisioni, dimostrò spiccato senso patriottico. E ricordò al mondo intero che si può essere alleati di qualcuno senza diventarne sudditi”.
Il sindaco di Rieti, Antonio Cicchetti, spiega all’AGI: “Nel 2001, quando già guidavo l’amministrazione, ho intitolato una piazza a Craxi, ora completo l’opera”. Ci saranno polemiche? “Non mi importa – aggiunge Cicchetti – Vent’anni fa non ce ne furono, soprattutto perché tutti quelli di sinistra speravano di catturare i voti dei socialisti”.
Alla cerimonia parteciperanno anche la presidente della Commissione Esteri del Senato, Stefania Craxi, e i rappresentanti dell’associazione ‘Amici de Il garofano rosso’. “Ringraziamo il sindaco di Rieti Cicchetti – dice il segretario, Roberto Giuliano – La scelta d’individuare per l’inaugurazione il 2 Giugno, Festa della Repubblica, è un riconoscimento postumo all’uomo, al socialista, allo statista che è stato perseguitato ingiustamente dalla magistratura politicizzata, da forze politiche complici sedicenti democratiche e dal combinato disposto dei media con i poteri finanziari nazionali per svendere le aziende pubbliche”.
Giuliano aggiunge: “Ancora a oggi siamo in attesa di una commissione d’inchiesta parlamentare che faccia luce su quel periodo buio della nostra storia che è stata chiamata eufemisticamente Mani Pulite, e ancora oggi paghiamo gli effetti tossici di quella stagione che ha impoverito il Paese”.
agi.it
L’Europa trova un accordo di massima sulle sanzioni alla Russia
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
Accordo di massima tra gli ambasciatori Ue sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, che comprende un embargo graduale alle importazioni di petrolio. Lo si apprende da fonti diplomatiche a Bruxelles. Il compromesso, che dovrà essere discusso dai leader nel Consiglio Europeo, comprende un’esenzione temporanea per il petrolio che arriva in Europa via oleodotto, esenzione che il Consiglio affronterà il prima possibile.
“Raggiungeremo un accordo sul prossimo pacchetto di sanzioni” alla Russia “entro lunedì pomeriggio”, aveva detto in mattinata alla radio France Info l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell, in vista del Consiglio europeo di oggi. “Nel prossimo pacchetto di sanzioni contro la Russia non falliremo sull’embargo petrolifero”, aveva poi confermato Borrell, ribadendo che “alla fine ci sarà un accordo”, malgrado la resistenza dell’Ungheria.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, oggi interverrà in collegamento video da Kiev al vertice Ue straordinario. Oltre all’embargo petrolifero, il pacchetto di sanzioni mira a escludere le banche russe dal sistema finanziario internazionale swift. I 27 inoltre dovrebbero dare il via libera ad aiuti all’Ucraina fino a nove miliardi di euro nel 2022.
Ieri la nuova fumata nera sullo stop al petrolio della Russia. Nonostante la riunione del Coreper sia durata più di quattro ore, gli Stati membri dell’Ue non hanno trovato un accordo sul sesto pacchetto di sanzioni per la Russia. Il sesto pacchetto è rimasto finora bloccato a causa del veto dell’Ungheria, ma in questi ultimi giorni ci sono state intense consultazioni tra le capitali con l’obiettivo di arrivare a sbloccarlo e approvarlo definitivamente.
Nei giorni scorsi il presidente Zelensky aveva criticato l’Unione europea per non aver ancora applicato il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, sostenendo che la Russia riceve quasi un miliardo di euro al giorno dagli europei per l’approvvigionamento energetico. “Certo, ringrazio i nostri amici che stanno promuovendo nuove sanzioni. Ma dove ha preso così tanto potere chi blocca il sesto pacchetto?”, ha dichiarato Zelensky, riferendosi in particolare all’Ungheria, tra i principali oppositori alle sanzioni sul greggio russo. Budapest ritiene che nella proposta della Commissione europea ci siano ancora dettagli chiave da definire.
adnkronos.it
Ucraina, Russia: “Piano di pace Italia non è serio”
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
Il piano di pace italiano sull’Ucraina “non è serio”. Da Mosca arriva una nuova bocciatura, questa volta dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, dopo che due giorni fa si era espresso contro il vice presidente del Consiglio di sicurezza Dmitry Medvedev. “Nessuno ci ha consegnato niente, possiamo solo essere guidati dalle speculazioni, dalle descrizioni di questa iniziativa che appaiono sui media”, ha esordito Lavrov, in un’intervista a Rt arabic. Salvo poi aggiungere: “Per quanto ne so, dice che la Crimea e il Donbass dovrebbero far parte dell’Ucraina ricevendo ampia autonomia. Bene, politici seri che vogliono ottenere un risultato e non si impegnano in autopromozione davanti agli elettori non possono proporre queste cose”.
Il ministro degli Esteri russo cita poi il collega italiano Luigi Di Maio, che “è entrato nello spazio mediatico, facendo così attivamente pubblicità all‘iniziativa in quattro punti: l’abbiamo solo letta, abbiamo letto che questa iniziativa può portare alla pace da tanto attesa“. Il capo della diplomazia di Mosca ha osservato che, secondo i media italiani, questa iniziativa può “non solo soddisfare Russia e Ucraina ma anche creare un nuovo processo di Helsinki, nuovi accordi sulla sicurezza” e che è “già stata sostenuta dai Paesi del G7 e dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres”. “Non so se questo sia vero o no”, ha concluso scettico Lavrov, ma “questo provocherebbe rammarico per il livello di comprensione che gli autori di questa iniziativa hanno della situazione e per la loro conoscenza dell’argomento, per la storia di questa questione”.
Nei giorni scorsi era stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha render noto di non aver “ancora visto” il piano italiano. “Speriamo che ci venga consegnato attraverso canali diplomatici e familiarizzeremo con esso”, aveva affermato.
Da parte sua, Medvedev aveva bocciato il piano definendolo basato su “fake”. “L’Occidente ha abbracciato il desiderio di creare ‘piani di pace’ che dovrebbero portare a una soluzione della crisi in Ucraina. E andrebbe bene se si trattasse di avanzare opzioni che almeno in qualche modo tengano conto della realtà. Ma questo è solo un puro flusso di coscienza”, ha scritto.
adnkronos.it
Texas: diciottenne spara in una scuola e uccide 19 bambini
scritto da Fatti Nostri | 5 Giugno 2022
Una nuova Sandy Hook, dieci anni dopo. Questa volta a Uvalde, Texas, città al confine con il Messico. Un ragazzo ha parcheggiato l’auto, raggiunto una scuola elementare, la Robb Elementary School, armato di fucile e pistola semiautomatica, e ha cominciato a sparare.
Pesantissimo il bilancio: 22 le vittime di cui 19 bambini, due adulti, e l’uomo che ha sparato, Salvador Ramos, di 18 anni.
I moventi dell’attacco, uno dei peggiori avvenuto in una scuola da anni, sono al momento sconosciuti. Salvador, che vive a Uvalde, ha sparato anche alla nonna prima di recarsi a scuola e aprire di nuovo il fuoco. E’ poi rimasto ucciso nell’intervento delle forze dell’ordine.
Diversi i feriti, tra cui una donna di 66 anni che versa in “condizioni critiche”, ha annunciato l’ospedale University Health, situato a San Antonio, che afferma di aver accolto “due pazienti”, un adulto e un bambino.
A scendere in campo la vicepresidente Kamala Harris. “Quando è troppo è troppo” dice, chiedendo “un’azione” per regolamentare le armi” “I nostri cuori continuano a essere spezzati”, ha aggiunto, riferendosi alle sparatorie nelle scuole negli Stati Uniti. “Dobbiamo trovare il coraggio di agire”, ha aggiunto.
E, proprio sul terreno delle tante tragedie che si sono consumate negli anni, solo negli ultimi 23 anni ci sono state in Usa 11 sparatorie nelle scuole.
Una lunga scia di sangue che parte da Columbine, Colorado, 20 aprile 1999. Dove 2 studenti della Columbine High School, di 17 e 18 anni, armati fino ai denti, hanno ucciso 12 compagni di classe e un insegnante in pochi minuti prima di suicidarsi nella biblioteca.
Il bilancio delle vittime sarebbe stato ancora più alto se fossero riusciti a far esplodere le loro bombe artigianali. Passa per la Virginia, 16 aprile 2007; il Connecticut, 14 dicembre 2012; l’ Oregon, 1 ottobre 2015; Texas, 18 maggio 2018 e arriva in California, 14 novembre 2019 e Michigan, 30 novembre 2021, solo per citarne alcune.
Esattamente 10 anni dopo quel 14 dicembre 2012, quando poco dopo le 9.35 del mattino, la scuola elementare Sandy Hook di Newton, Connecticut, e’ teatro di quella che a tutt’oggi resta la strage con il piu’ alto numero di persone uccise in una scuola elementare americana, e la quarta piu’ tragica in assoluto negli Stati Uniti.