Venezuela. Sono sei gli italiani nelle carceri del dittatore Maduro

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8609613 22141555 screenshot 2025 01 22 alle 14.15.23Il caso di Alberto Trentini, il cooperante italiano arrestato in Venezuela, non è un episodio isolato. Con lui ci sono altri cinque cittadini italiani (tutti con doppia cittadinanza) detenuti dal regime di Nicolás Maduro, tra cui Americo De Grazia, di origini calabresi, ex deputato venezuelano; Biagio Pilieri, giornalista di origini siciliane; Daniel Echenagucia Vallenilla e Margarita Assenza.

A farlo presente è Marinellys Tremamunno, giornalista italo-venezuelana e presidente dell’Associazione “Venezuela: la piccola Venezia” che dice di averne avuto conferma parlando con i loro familiari in Venezuela, perché “al momento è stato impossibile avere informazione certa attraverso le autorità italiane”.

La giornalista fa presente che l’anno scorso il ministro Antonio Tajani aveva informato al Parlamento che inizialmente i detenuti italiani erano nove e tre erano stati liberati successivamente (Vicente Scarano, Rita Capriti e Juan Manuel Allueva).

«Il fatto di avere anche la cittadinanza venezuelana oltre a quella italiana, non li rende meno italiani; quindi, facciamo appello al governo italiano guidato da Giorgia Meloni, e in particolare al ministro Tajani, affinché si batta anche per la liberazione di Americo, Biagio, Daniel e Margarita.

da Il Messaggero




Canadà. Trudeau si dimette

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jtJustin Trudeau getta la spugna. Il primo ministro, durante una conferenza stampa organizzata ieri mattina (nella foto), ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito Liberale e contemporaneamente il suo passo indietro dalla guida dell’esecutivo una volta che i grit saranno stati in grado di dotarsi di una nuova leadership. In sostanza, rimarrà primo ministro pro tempore, in concomitanza con l’attivazione della prorogation che pone fine alla sessione parlamentare fino al prossimo 24 marzo. Per quella data – ma in questo caso mancano conferme – i liberali dovranno eleggere un nuovo leader che automaticamente diventerà primo ministro. A questo punto la palla passa al Partito, che dovrà produrre entro breve tempo una road map per arrivare all’elezione del nuovo leader.

“Ogni mattina – ha dichiarato – mi sono svegliato come primo ministro. Sono stato ispirato dalla resilienza, dalla generosità e dalla determinazione dei canadesi. È la forza trainante di ogni singolo giorno in cui ho avuto il privilegio di servire in questo ufficio”.
“Come tutti sapete – ha poi aggiunto – sono un combattente. Tengo profondamente ai canadesi, mi preoccupo profondamente di questo Paese e sarò sempre motivato da ciò che è nel migliore interesse dei canadesi. E il fatto è che, nonostante i migliori sforzi per risolverlo, il Parlamento è stato paralizzato per mesi dopo quella che è stata la sessione più lunga di un parlamento di minoranza nella storia canadese. Ecco perché questa mattina ho avvisato la governatrice generale sul bisogno di una nuova sessione del Parlamento. Ha accolto questa richiesta e la Camera sarà ora prorogata fino al 24 marzo”.

“Durante le vacanze, ho anche avuto la possibilità di riflettere e ho avuto lunghe conversazioni con la mia famiglia sul nostro futuro. Nel corso della mia carriera, ogni successo che ho ottenuto personalmente è stato grazie al loro sostegno e al loro incoraggiamento. Così, ieri sera, a cena, ho spiegato ai miei figli la decisione che sto condividendo con voi oggi. Ho intenzione di dimettermi da leader del partito, da primo ministro, dopo che il partito avrà selezionato il suo prossimo leader attraverso un robusto processo competitivo a livello nazionale. Ieri sera ho chiesto al presidente del Partito liberale di avviare questo processo. Questo paese merita una vera scelta alle prossime elezioni, e mi è diventato chiaro che se devo combattere battaglie interne, non posso essere l’opzione migliore in quelle elezioni”.

“Il Partito Liberale del Canada – ha continuato Trudeau – è un’istituzione importante nella storia del nostro grande paese e della democrazia. Un nuovo primo ministro e leader del Partito Liberale porterà i suoi valori e ideali nelle prossime elezioni. Sono entusiasta di vedere il processo svolgersi nei prossimi mesi. Siamo stati eletti per la terza volta nel 2021 per rafforzare l’economia post-pandemia e promuovere gli interessi del Canada in un mondo complicato, e questo è esattamente il lavoro che io e noi continueremo a fare per i canadesi”.

È questo, in sintesi, quanto accaduto ieri mattina, esito finale di un lungo tira e molla tra il leader liberale e il gruppo parlamentare grit innescato dalle dimissioni dell’ex ministro delle Finanze Chrystia Freeland.

A cavallo delle feste natalizie, i deputati liberali del Quebec, dell’Ontario e delle Province Atlantiche avevano chiesto a Trudeau di dimettersi, alla luce anche dai sondaggi catastrofici degli ultimi mesi e all’azzeramento sostanziale di qualsiasi chance di vittoria alle prossime elezioni federali.

Resta da capire quale sarà l’atteggiamento delle opposizioni. Nei giorni scorsi sia il leader del Partito Conservatore Pierre Poilievre sia quello dell’Ndp Jagmeet Singh avevano confermato la loro intenzione di far cadere il governo alla prima occasione disponibile, a prescindere dalla decisione di Trudeau di restare o dimettersi. Ieri lo stesso Singh ha confermato questa linea. Con la prorogation annunciata ieri, la mozione di sfiducia non potrà più essere presentata il 30 gennaio come previsto, ma dovrà essere spostata a fine marzo: in definitiva, si andrà alle urne questa primavera.

Nel frattempo il governo guidato da Trudeau resterà in carica, per quella che dovrebbe essere l’ordinaria amministrazione, anche se a dire il vero tanto ordinaria non sarà: il 20 gennaio infatti ci sarà l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, con l’automatica attivazione dei dazi doganali del 25 per cento sui prodotti canadesi.

L’esecutivo quindi dovrà impegnarsi per evitare questa evenienza che potrebbe portare con sé delle conseguenze catastrofiche, ma lo farà in una posizione di grande debolezza, con un primo ministro dimissionario e un governo in fieri in attesa della fiducia della House of Commons.

 

da Il Corriere Canadese




A Los Angeles un progetto della Bocconi

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3losaDopo le tappe statunitensi a Washington DC, New York City, San Francisco e Miami, il progetto dell’Università Bocconi di MilanoChanged by Women on the Road” è giunto nelle settimane scorse a Los Angeles.
L’evento, aperto dalla console generale d’Italia a Los Angeles, Raffaella Valentini, ha riunito presso Polsinelli LLP quattro Alumnae Bocconi che hanno condiviso con il pubblico le loro storie ed esperienze di successo in diversi ambiti: Barbara Chiodo, ad di Sipario Entertainment; Lorenza Errighi, vice console generale d’Italia a Los Angeles; Isabella Mastrodicasa, fondatrice di Never Settle Media; e Fiammetta Piazza, avvocato di Polsinelli LLP, che ha anche moderato il panel.
Nel corso dell’evento si è svolta anche una raccolta fondi a favore del “Fondo Donne” della Bocconi, finalizzata a sostenere le nuove generazioni di studentesse nel colmare i divari di genere, attraverso la vendita del libro “Changed by women – 99 storie di donne che hanno seguito i loro sogni e ha cambiato il futuro”. (aise)




Bucceri (Apicec): pensionati Aire contro il Governo

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“Dalla padella alla brace”. Questo l’amaro commento di Giuseppe Bucceri, Presidente APICEC e Segretario del Comites di Arona, che torna a denunciare “la ormai nota discriminazione tra i pensionati INPS ed EX INPDAP” residenti all’estero, anche alla luce delle novità contenute nella Legge di Bilancio, che ha bloccato la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici erogati all’estero.
Alla sua voce si aggiunge oggi quella del referente dell’associazione in Italia, Antonino Cacace, che ricorda: “continuiamo a pagare le tasse in Italia pur essendo residenti all’estero” e quindi “abbiamo gli stessi diritti di coloro che vivono in Italia”. E invece “continuiamo ad essere perseguitati e discriminati dalla Pubblica Amministrazione italiana, considerati evidentemente come scoria della società. Non possiamo continuare a tollerare tutti questi abusi”.
Bucceri, che ha già dato mandato ai legali dell’associazione per dare battaglia contro le nuove norme, accusa: “la classe politica ha deciso che i pensionati residenti all’estero, con trattamento superiore al trattamento minimo, non hanno diritto alla perequazione. Tale “esperimento” (è la prima volta nella storia della Repubblica che si applica una disparità della perequazione in base alla residenza!), che al momento viene approvato “in via eccezionale, per l’anno 2025”, appare essere del tutto incostituzionale. Non si dimentichi che, anche se fosse vero che applicheranno questa misura eccezionale per un solo anno (è lecito dubitarne, ma in ogni caso si creerebbe un precedente gravissimo e ripetibile a ogni ciel sereno), la perequazione 2025 verrebbe inesorabilmente persa per sempre, non essendo previsto alcun suo recupero nella prossima perequazione 2026. Nelle settimane scorse ho già avuto modo di confrontarmi con legali specialisti in materia previdenziale e costituzionale e si è convenuto che sussistono solidissime basi per far annullare, in via giurisdizionale, tale scempio”.
L’articolo 180 della legge recita: “In via eccezionale, per l’anno 2025, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non è riconosciuta ai pensionati residenti all’estero, per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori al trattamento minimo INPS, con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi”.
Criticato il silenzio “degli eletti all’estero Lega-Maie” e quello “dei sindacati pensionati all’estero”, Bucceri conclude: “cominciamo il nuovo anno con una nuova battaglia, questa volta coinvolgendo anche le altre associazioni all’estero”. (aise) 




Cittadinanza iure sanguinis: in vigore la nuova tariffa da 600 euro

cittadinanzadiscendenza

cittadinanzadiscendenzaSono in vigore da ieri, 1° gennaio, le norme contenute nella Legge di Bilancio approvata dal Senato il 28 dicembre scorso. Tra esse anche l’aumento da 300 a 600 euro della percezione consolare per le istanze di cittadinanza iure sanguinis presentate da persone maggiorenni presso la Rete diplomatico-consolare.
Il comma 639 del testo approvato, come noto, stabilisce un incremento da 300 euro a 600 euro della percezione consolare; i commi 640 e 641 modificano, invece, il sistema di redistribuzione dei proventi derivanti da questo contributo.
In particolare, alla Farnesina verrà riassegnato il 50% del totale dei proventi e tale somma sarà destinata per metà per il funzionamento degli Uffici all’estero e per altre spese in conto capitale e per metà agli Uffici consolari, in proporzione ai contributi riscossi. (aise)




Dopo il sì del Senato la Manovra per il 2025 è legge

manovra 2025

manovra 2025La Manovra 2025 è legge. Dopo la discussione generale sulla legge di Bilancio, per cui ieri il governo ha chiesto la fiducia, arriva infatti il via libera definitivo del Senato con 108 sì, 63 no e un astenuto. Con 112 voti a favore, 67 contrari e un astenuto, il governo ha ottenuto la fiducia sull’articolo uno. Ecco le principali misure contenute nel testo.

Le misure nella Manovra 2025

Taglio del cuneo fiscale – Confermato e reso strutturale il taglio del cuneo fiscale per i redditi medio-bassi ed esteso anche ai redditi fino a 40.000 euro con benefici per ulteriori 3 milioni di contribuenti. Con la nuova legge di bilancio il taglio del cuneo resta contributivo per i redditi fino a 20.000 euro mentre per i redditi tra 20.000 e 40.000 euro il taglio diventa fiscale, con una detrazione fissa di 1.000 euro fino a 32.000 euro, detrazione che diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi (decalage) tra i 32.000 e i 40.000 euro.

Revisione delle aliquote IRPEF – Confermato e reso strutturale anche la revisione delle aliquote IRPEF a tre scaglioni, già introdotta per il 2024, che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni di reddito con l’applicazione dell’aliquota al 23% sugli imponibili fino a 28.000 euro lordi (anziché fino a 15.000 euro). Le due misure (taglio del cuneo e accorpamento delle prime due aliquote IRPEF) determinano un effetto complessivo pari a circa 18 miliardi annui.

Bonus bebè – Per incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno è previsto un bonus di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato da gennaio 2025 per famiglie con ISEE non superiore a 40.000 euro annui.

Rafforzati congedi parentali e bonus asilo nido – Per la prima volta, si amplia il periodo di congedo parentale indennizzato all’80% a tre mesi complessivi entro il sesto anno di vita del figlio. Si interviene inoltre sul bonus per gli asili nido andando oltre quanto fatto l’anno scorso: si prevede che, per i nati dal 2024 in nuclei con redditi ISEE inferiori a 40.000 euro, il beneficio sarà portato a 3.600 euro e riconosciuto a prescindere dalla presenza di altri figli, estendendo pertanto la platea coinvolta. Viene inoltre confermata anche l’esclusione delle somme relative all’assegno unico universale nella determinazione del reddito ISEE utile ai fini dell’accesso ai benefici per i nuovi nati e per le spese relative alla frequenza degli asili nido.

Esonero contributivo mamme lavoratrici – Confermato ed esteso alle lavoratrici a tempo determinato e a quelle autonome, anche con reddito d’impresa che non optano per il regime forfettario, il bonus mamme lavoratrici. Si tratta di uno sgravio contributivo che dal 2025 spetta alle lavoratrici madri di due o più figli, fino al compimento del decimo anno d’età del figlio più piccolo, mentre dal 2027, per le madri con tre o più figli l’esonero contributivo spetta fino al compimento del 18° anno d’età del figlio più piccolo. L’esonero è riconosciuto soltanto a condizione che la retribuzione o il reddito imponibile ai fini previdenziali non sia superiore a 40.000 euro annui.

Aumento detrazioni per scuole paritarie

Innalzato a 1.000 euro il tetto delle detrazioni fiscali per le spese scolastiche nelle scuole paritarie.

Fondo dote famiglia

A sostegno della genitorialità e delle attività sportive e ricreative effettuate in periodi extrascolastici è istituito il “Fondo Dote Famiglia”, con 30 milioni di euro per il 2025, dedicato ai giovani di età compresa tra i 6 e i 14 anni in nuclei con reddito Isee fino a 15.000 euro.

Fondo di garanzia mutui per la prima casa – Prorogata per tutto il triennio 2025-2027 la misura che agevola l’accesso al mutuo prima casa, usufruendo della garanzia dello Stato, per alcune categorie: giovani coppie, famiglie numerose e giovani under 36.

Sostegno all’acquisto di beni alimentari – Rifinanziata la carta “Dedicata a te” per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità per famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro e incrementata, in via permanente, la dotazione del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti.

Bonus elettrodomestici – Per sostenere la competitività dell’industria, l’occupazione e l’efficienza energetica domestica, nel 2025 è previsto un contributo ai consumatori finali per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. Il contributo è pari al 30% del costo dell’elettrodomestico, fino a un massimo di 100 euro per ciascun acquisto, elevato a 200 euro per famiglie con un ISEE inferiore a 25.000 euro.

La manovra introduce un limite massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi superiori ai 75.000 euro, garantendo però maggiori agevolazioni alle famiglie con più di due figli a carico e alle famiglie con figli disabili. Le spese sanitarie e quelle relative ai mutui contratti fino al 31 dicembre 2024 sono escluse dal tetto della revisione delle detrazioni. Esclusi anche gli investimenti in start-up e Pmi innovative. La detrazione potrà arrivare fino a un massimo di 14.000 euro nella fascia di reddito tra 75.000 e 100.000 euro, mentre per la fascia di reddito tra 100.000 e 120.000 la detrazione massima sarà di 8.000 euro. È inoltre previsto lo stop alle detrazioni per i figli oltre i 30 anni, con l’eccezione dei figli disabili, per i quali le detrazioni continuano a essere garantite senza limiti di età.

In ambito previdenziale, la manovra introduce due interventi finalizzati a favorire la permanenza al lavoro e ovviare alla mancanza di determinate expertise nel settore pubblico e privato.

Prevista la detassazione e l’estensione dell’incentivo contributivo, l’agevolazione che consiste nel riconoscimento in busta paga della quota di contributi a carico del lavoratore, per quanti – in possesso dei requisiti per il pensionamento anticipato – decidano di restare al lavoro (cd. Bonus Maroni). Viene ampliata la portata della disposizione sul piano soggettivo (includendo anche i soggetti che al 31 dicembre 2025 hanno maturato i requisiti per il pensionamento anticipato indipendente dall’età anagrafica) e prevista l’esclusione dall’imponibile fiscale della somma corrispondente alla quota di contribuzione corrisposta interamente al lavoratore.

Per agevolare la permanenza al lavoro nelle Amministrazioni pubbliche, sono state introdotte modifiche alla normativa vigente sia per adeguare i limiti ordinamentali di età ai requisiti anagrafici previsti per l’accesso al pensionamento di vecchiaia, sia per consentire comunque la permanenza in servizio anche dopo aver maturato i requisiti per il pensionamento anticipato.

Il pacchetto previdenziale comprende la conferma anche per il 2025 dei canali di uscita anticipata attualmente vigenti (Quota 103, Ape sociale e Opzione donna) e viene introdotta la possibilità di anticipare la pensione a 64 anni attraverso il cumulo della previdenza obbligatoria con quella complementare.

Le pensioni di importo pari o inferiore al trattamento minimo saranno incrementate del 2,2% nel 2025 e dell’1,3% nel 2026. È necessario sottolineare che, senza questo intervento, gli importi dei prossimi due anni sarebbero risultati inferiori poiché l’adeguamento sarebbe stato parametrato all’andamento dell’inflazione, che quest’anno si è fortemente ridimensionata rispetto al passato. Aumenti anche per i pensionati in condizioni di disagio over 70 e per i titolari di assegno sociale.

La manovra stanzia ulteriori risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale che si aggiungono a quelle già assegnate dalla legislazione vigente. Nel complesso, il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale passerà dai 136,5 miliardi del 2025 ai 141,3 miliardi del 2027, con un incremento medio annuo nel periodo 2025-2027 superiore al tasso di crescita programmato per la spesa primaria netta nel Piano strutturale di bilancio di medio termine. Dal 2025 gli straordinari degli infermieri saranno tassati con la flat tax al 5%.

Più assumi meno paghi – Prorogata, per i prossimi tre anni, la maggiorazione del 20% della deduzione relativa al costo del lavoro derivante da nuove assunzioni di dipendenti a tempo indeterminato effettuate da imprese e professionisti. La deduzione può arrivare fino al 130%, nel caso di assunzioni stabili di particolari categorie di soggetti (disabili, giovani under 30 ammessi agli incentivi occupazione, mamme con almeno due figli, donne vittime di violenza, ex percettori del reddito di cittadinanza).

Detassazione premi di produttività – Prorogata fino al 2027 la riduzione – dal 10% al 5% – dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato o di partecipazione agli utili d’impresa.

Fringe benefit – Confermata per il triennio 2025-2027 la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit (1.000 euro per i lavoratori senza figli e fino a 2.000 euro per quelli con figli). Per i nuovi assunti a tempo indeterminato con reddito fino a 35.000 euro nell’anno precedente, che accettano di trasferire la residenza di oltre 100 chilometri, le somme erogate o rimborsate dai datori di lavoro per il pagamento dei canoni di locazione e delle spese di manutenzione non concorrono a formare il reddito ai fini fiscali entro il limite complessivo di 5.000 euro annui per i primi due anni dalla data di assunzione.

Aumento soglia flat tax per lavoratori dipendenti – Sale da 30mila a 35mila euro la soglia di reddito da lavoro dipendente o da pensione che permette di beneficiare della flat tax al 15%.

Turn over forze dell’ordine ed enti locali – Nessun blocco del turn over per il personale del comparto sicurezza e per gli enti locali.

Istituzione di un fondo, con una dotazione complessiva di 9,1 miliardi nel periodo 2025-2029, destinato al finanziamento di interventi volti a mitigare il divario nell’occupazione e favorire lo sviluppo delle attività imprenditoriali nelle aree svantaggiate del Paese anche mediante il riconoscimento, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato, di agevolazioni per l’acquisizione dei beni strumentali.

Prorogati e rifinanziati i trattamenti di ammortizzatori sociali in deroga, tra i quali quelli destinati ai lavoratori dipendenti o licenziati da imprese situate nei territori dichiarati “aree di crisi industriale complessa” o coinvolti nelle fattispecie di riorganizzazione o crisi aziendali.

Per la prima volta la manovra dispone il finanziamento dei rinnovi contrattuali in anticipo rispetto alla formale scadenza del triennio di contrattazione e non si limita solo al finanziamento del prossimo triennio (2025-2027) bensì, in un’ottica di medio periodo come quella del Piano strutturale, provvede già ad allocare specifiche risorse per il rinnovo che riguarderà il triennio 2028-2030. Gli stanziamenti, che sono stati parametrati al deflatore dei consumi, determineranno un aumento delle retribuzioni dell’1,8% per ciascuno degli anni del triennio 2025-2027, dell’1,9% nel 2028 e del 2%per ciascuno degli anni del biennio 2029-2030.

Ires premiale – Riduzione dal 24% al 20% dell’aliquota Ires per le imprese che reinvestono l’80% degli utili, di cui almeno il 30%per investimenti in beni 4.0 e 5.0, e che assumano l’1% di lavoratori in più.

Per favorire gli investimenti privati per il 2025 vengono stanziati 1,6 miliardi di euro destinati a finanziare un credito di imposta per le imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno. Vengono incrementate le risorse della c.d. Nuova Sabatini, l’agevolazione che abbatte il costo dei finanziamenti per i macchinari, e stanziate risorse per agevolare gli investimenti nel comparto turistico.

Inoltre, per favorire la quotazione delle piccole e medie imprese su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, viene prorogato per tre anni il credito d’imposta del 50% delle spese di consulenza sostenute.

Quanto agli investimenti pubblici vengono stanziate risorse per assicurare che, nel periodo successivo all’utilizzo delle risorse del Pnrr e del Fondo Sviluppo e Coesione per il biennio 2025-2026, l’andamento della spesa per tali stanziamenti sia coerente con i requisiti della nuova governance europea. Previsto, in particolare, il potenziamento degli investimenti nel settore della difesa, per un valore complessivo di 35 miliardi nel periodo 2025-2039, misura che si aggiunge al finanziamento, per la prima volta permanente, delle missioni internazionali di pace.

Altre risorse sono previste per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (complessivamente 24 miliardi dal 2027 al 2036) e per il potenziamento degli interventi di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico (circa 1,27 miliardi nel periodo 2027-2036).

La legge di bilancio 2025 prevede un rafforzamento dei controlli sull’utilizzo dei fondi statali. Per le aziende e gli enti destinatari di contributi pubblici in cui vi siano rappresentanti del Mef, questi esercitano il controllo. In tutti gli altri soggetti e organismi sarà il collegio sindacale o comunque il soggetto incaricato al controllo di qualunque tipo esso sia, ad accertare che le risorse pubbliche sono state utilizzate secondo le finalità indicate dalla legge con una relazione annuale da inviare al Mef.

Per il finanziamento degli interventi della manovra di bilancio 2025 è previsto anche il contributo del settore finanziario e assicurativo.

In particolare, per il settore finanziario è previsto il rinvio delle deduzioni delle quote di svalutazioni e perdite dei crediti e dell’avviamento correlate alle DTA (imposte differite attive) che porterà a maggiori entrate per 3,4 miliardi di euro nel biennio 2025-2026. A questo si aggiunge il limite per il 2025 dell’utilizzabilità delle perdite e delle eccedenze ACE.

Con riferimento al settore assicurativo, si modifica il regime di versamento dell’imposta di bollo sulle comunicazioni finanziarie relative ai contratti di assicurazione sulla vita con contenuto finanziario, che dovrà essere effettuato annualmente e non più in un’unica soluzione alla scadenza del contratto (con effetti attesi in termini di maggiori entrate pari a circa 970 milioni nel 2025 e 400 milioni annui nel 2026 e nel 2027).

adnkronos.com




Il Comites di Montréal dalla parte dei giovani

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27comitesmontrealLo scorso 4 dicembre, la Casa d’Italia ha ospitato il convegno sulla Mobilità giovanile Italia-Canada, organizzato dal Com.It.Es di Montréal con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia. L’evento, strutturato in due parti e intervallato da un rinfresco, ha attirato un centinaio di partecipanti tra giovani, professionisti e rappresentanti istituzionali, ponendo l’accento sulle opportunità offerte dal nuovo accordo bilaterale Italia-Canada per la mobilità giovanile. In sala, tra gli altri, il Console Generale Enrico Pavone, il Console Commerciale Fortunato Mangiola, il Sen. Basilio Giordano, il Presidente del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi Roberto Colavecchio, la voce italiana di Radio CFMB Ivana Bombardieri, il Presidente dell’Associazione Italo-Canadese del West-Island Egidio Vincelli e il Presidente dell’Associazione dei giuristi italo-canadesi del Québec Philippe Messina. Il simposio è stato moderato dalla poliedrica artista Daniela Fiorentino e dal consulente per le relazioni culturali presso il CIUSSS dell’Est-de-l’Île-de-Montréal Rocco Famiglietti, rispettivamente Vicepresidente/Tesoriera e consigliere del Com.It.Es.
PARTE I
Ad aprire i lavori è stata la Presidente del Com.It.Es, Anna Colarusso, che ha accolto i presenti con un caloroso messaggio di benvenuto. Il Console Generale Enrico Pavone ha poi sottolineato l’importanza del tema della mobilità giovanile: “È un tema centrale e urgente, soprattutto per i tanti giovani italiani che scelgono il Canada per esperienze di studio, lavoro o vita”. Ha evidenziato, inoltre, il valore dell’accordo bilaterale firmato tra Italia e Canada, che promuove lo scambio culturale e linguistico tra i giovani dei due Paesi, ad ulteriore conferma dei solidi legami intercorrenti. Questo strumento, operativo dal 1° novembre 2022, offre opportunità concrete di formazione e inserimento professionale. Il Senatore canadese Tony Loffreda, impossibilitato a partecipare di persona, ha inviato un video-messaggio in cui ha ribadito l’importanza dell’accordo, esprimendo orgoglio per le sue origini italiane e lodando l’impegno congiunto dei due governi. Fabrizio Stoppino, rappresentante dell’On. Angelo Iacono, Deputato federale e Presidente della Commissione interparlamentare Italia-Canada, ha poi spiegato i tre programmi chiave dell’International Experience Canada (IEC): Working Holiday, Young Professionals e International Co-op, destinati a giovani tra i 18 e i 35 anni. Stoppino ha fatto notare come il nuovo accordo bilaterale mira a facilitare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro attraverso esperienze internazionali. A seguire, un intervento tecnico più approfondito è stato offerto da Mathieu Di Lullo, avvocato esperto in immigrazione, che ha illustrato le modalità di accesso al Working Holiday Visa. Questo visto consente ai giovani di rimanere in Canada per un anno, con possibilità di ottenere un ulteriore permesso per un altro. Di Lullo, inoltre, ha esplorato le opzioni, diverse da provincia a provincia, per coloro che desiderano stabilirsi permanentemente in Canada, mettendo in risalto i notevoli miglioramenti del nuovo accordo, che apre alla possibilità di ampliare la permanenza. Interessante il video-messaggio inviato da Delfina Licata, sociologadella Fondazione Migrantes, con cui ha presentato i risultati dell’ultimo Rapporto Italiani nel Mondo, rilevando che, nel 2024, oltre 90.000 italiani si sono iscritti all’AIRE, con una forte prevalenza di giovani tra i 18 e i 34 anni (45%) e giovani adulti tra i 35 e i 49 anni (23%). Sebbene il Canada non sia tra le prime destinazioni – si trova all’11° posto – il Paese nordamericano continua a essere una meta ambita, grazie alle opportunità professionali e culturali offerte.
La performance canora di Daniela Fiorentino, che ha brillantemente interpretato il popolare brano Funiculì, funiculà, ha concluso la prima parte del convegno. Nel corso della pausa, è stato servito il prelibato buffet, preparato da Gentile Traiteur. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di scambiare idee, progetti e contatti in un’atmosfera conviviale.
PARTE II
La ripresa dei lavori, ha visto come prima protagonista la consulente in immigrazione Alessandra Attias, che ha trattato il tema delle opportunità di permanenza in Québec dopo il Working Holiday Visa, approfondendo i requisiti del Programme de l’Expérience Québécoise (PEQ). Questo programma, che richiede una conoscenza intermedia del francese e un’esperienza lavorativa qualificata a tempo pieno di almeno due anni, rappresenta, ad oggi, l’unica opzione disponibile per ottenere la residenza permanente nella Provincia. Costanza Conti, Addetta scientifica dell’Ambasciata d’Italia a Ottawa, ha messo in rilievo i numerosi accordi bilaterali tra Università italiane e canadesi, con 64 intese siglate dal 2018. Ha poi sottolineato le opportunità per i giovani ricercatori italiani di accedere a borse di studio e fondi per progetti innovativi, grazie alla stretta collaborazione tra i due Paesi nel campo scientifico.
TESTIMONIANZE, MUSICA E CULTURA
Un momento particolarmente coinvolgente si è avuto con le testimonianze dirette di giovani italiani che hanno intrapreso il loro percorso in Canada. Antonio Serrafiore, Margherita Ramini, Giulia Verticchio, Francesco Montani, Simone Cacco e Maria Paone hanno raccontato e condiviso le loro storie personali, di sfide, successi, di adattamento alla vita in Québec, offrendo uno spaccato autentico delle loro esperienze migratorie. Le loro parole, ricche di emozioni e speranze, hanno suscitato grande empatia tra i presenti. Nel corso dei lavori, tra un intervento e un altro, si sono svolti anche degli intermezzi musicali, in cui i partecipanti sono stati allietati dalle gradevoli esibizioni del DuoProQuo (Mattia Berrini e Silvia Buttiglione, anche loro immigrati in Canada). C’è stata, inoltre, la proiezione di cortometraggi e trailers sul tema dell’immigrazione, tra cui The Movers di Giulia Marchetti, Emergency Exit di Brunella Filì e Napolitans di Gianluca Vitiello, che hanno offerto ulteriori spunti di riflessione sul percorso migratorio.
BILANCIO POSITIVO
Quest’iniziativa ha dimostrato l’impegno del Com.It.Es di Montréal nel sostenere i giovani italiani in cerca di opportunità all’estero. Il Consiglio direttivo, composto da Anna Colarusso (Presidente), Daniela Fiorentino (Vicepresidente e Tesoriera pro tempore), Vittorio Giordano (Segretario), Marino De Ciccio, Anna Maria Maturi Buondonno, Vera Rosati, Rocco Famiglietti e Giuseppe Priolo, si è detto soddisfatto del successo dell’incontro, che ha offerto un’importante occasione di informazione, ma anche di dialogo e networking. Il convegno ha rappresentato un momento cruciale per approfondire le dinamiche della mobilità giovanile e rafforzare il legame tra Italia e Canada, tracciando un ponte verso il futuro per le nuove generazioni. (aise) 

 





Trump: “Groenlandia vuole gli Usa”. E corteggia il Canada

trump sorriso afp 2512

trump sorriso afp 2512Donald Trump rilancia a raffica. Ennesimo affondo sul canale di Panama controllato dalla Cina, ‘invito’ al Canada a trasformarsi nel 51esimo stato e nuovo messaggio alla Groenlandia: agli Usa serve e l’isola, dice il presidente americano, vuole gli Usa. Trump, a poche settimane dal suo insediamento alla Casa Bianca, sfrutta gli auguri di Natale per delineare le priorità attuali della sua agenda tra politica estera e economia. L’agenda del presidente viene esposta con una serie di post sul suo social, Truth.

Panama e la Cina nel mirino

“Buona Natale a tutti, anche ai meravigliosi soldati della Cina che in maniera amorevole, ma illegale, gestiscono il canale di Panama (dove noi abbiamo perso 38mila uomini nella costruzione 110 anni fa), assicurandosi sempre che gli Stati Uniti investano miliardi di dollari in denaro per le ‘riparazioni’, senza però avere voce in capitolo su nulla”, dice il presidente. Il Canale porta vantaggi esclusivamente alla Cina, afferma Trump, intenzionato a invertire la rotta.

Cade a fagiolo la nomina di “Kevin Marino Cabrera come ambasciatore degli Stati Uniti nella Repubblica di Panama, un paese che ci sta derubando sul Canale ben oltre i suoi sogni più sfrenati”. Marino Cabrera, dice Trump, è l’uomo giusto per l’incarico, come conferma anche il suo curriculum: “Ha svolto un lavoro incredibile come mio direttore statale della Florida e, quest’anno, ha portato avanti la nostra agenda Maga come membro del Comitato nazionale repubblicano”, l’organo di direzione del partito.

“Canada, vieni con noi”

Quindi, il Canada, altro bersaglio nelle ultime settimane. Trump augura buon Natale anche al premier canadese Justin Trudeau. “Le tasse per i cittadini sono decisamente troppo alte, ma se il Canada diventasse il nostro 51° Stato verrebbero tagliate di oltre il 60%. Il volume d’affari delle attività raddoppierebbe immediatamente e” i cittadini “sarebbero protetti militarmente come nessun altro Paese al mondo”.

Trump cita un incontro con Wayne Gretzky, leggenda canadese dell’hockey: “The Great One, come è soprannominato. Ho detto, “Wayne, perché non ti candidi come primo ministro del Canada, che presto diventerà governatore del Canada? Vinceresti facilmente, non dovresti nemmeno fare campagna elettorale’. Non era interessato, ma penso che la gente del Canada dovrebbe avviare un movimento ‘Scegli Wayne Gretzky’. Sarebbe così divertente da guardare”.

Groenlandia, chiodo fisso

Last but not least, la Groenlandia, ormai obiettivo del nuovo presidente. Il presidente degli Stati Uniti invia i suoi auguri anche “alla gente della Groenlandia, necessaria per gli Stati Uniti per questioni di sicurezza nazionale”. L’isola, dice Trump, “vuole che gli Stati Uniti siano lì e ci saremo”.

Ormai da giorni il presidente fa riferimento sistematico all’isola, territorio danese autonomo. Per Trump, la Groenlandia è un elemento chiave per la sicurezza degli Stati Uniti: “E’ assolutamente necessaria”.

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Tajani: «Senza gli Stati Uniti l’intesa è lontana. Possiamo fare ponte con Washington»

antonio tajani in rome on 19 december 2023 (cropped)

antonio tajani in rome on 19 december 2023 (cropped)Antonio Tajani scuote la testa. Sospira. «Non si può. Senza l’America l’Europa non può fare qualcosa di utile per la tregua in Ucraina». In una stanza al secondo piano di un hotel nel centro di Bruxelles il ministro degli Esteri prende una penna e inizia a scrivere su un foglio bianco. A sinistra gli Stati Uniti, la Nato, a destra l’Europa, la Russia. In mezzo, l’Ucraina di Volodymyr Zelensky giunta a un bivio storico.

Trattare e scendere a patti con Putin, l’invasore. O far saltare il tavolo e continuare a sparare nelle trincee, finché Donald Trump non chiuderà i rubinetti degli aiuti militari americani. Sembrava che la prima strada, dopo quasi tre anni, si fosse fatta in discesa. Con l’apertura di Zelensky ai negoziati, il grido di aiuto sul Donbass e la Crimea. Poi ha parlato Putin e la salita si è fatta di nuovo ripidissima. Tajani ascolta il discorso in diretta, i diktat del presidente russo in sottofondo. E l’ottimismo iniziale su una soluzione negoziale inizia a sfumare. «Putin parla di compromesso. Bene, ma le parole non bastano. Devono seguire i fatti» taglia corto il vicepremier.

Reduce a Bruxelles da una girandola di incontri con i leader del Partito popolare. Alcuni in prima fila nella crisi ucraina. Come Donald Tusk, il presidente polacco che mercoledì sera si è attovagliato alla cena del segretario generale della Nato Mark Rutte insieme a Zelensky e la premier Giorgia Meloni. Trovare una quadra europea non è semplice. Farlo insieme agli Stati Uniti di Trump, ripete Tajani, è un imperativo. E il pensiero corre a chi in queste ore difende la linea durissima in Europa, dai Baltici ai polacchi, e dice: avanti con le armi.

E l’Italia? «Dobbiamo essere pontieri con gli Stati Uniti, i buoni rapporti tra Meloni e Trump aiutano». Guai a muoversi in ordine sparso, ammonisce insomma il capo della Farnesina e il rischio non è peregrino se qualcosa hanno insegnato i primi quattro anni di Trump alla Casa Bianca. «Non possiamo dividere l’Occidente. La storia insegna: la sua forza è tenere uniti i due pilastri, America ed Europa. Abbiamo dimenticato la Seconda guerra mondiale?».

Fuori dalla stanza dell’hotel procede il via vai dei Popolari. Manfred Weber, Ursula von der Leyen, il greco Mitsotakis. Tajani riprende carta e penna. Abbozza una cartina geografica, torna sulla guerra ai confini europei. E l’analisi è la seguente: «C’è la sensazione di un momento di svolta. Un pressing da entrambe le parti per arrivare a una soluzione negoziale. Ma prima la Russia deve smettere di fare la guerra». Inutile pensare al dopo, se i proiettili ancora fischiano nelle trincee. Infatti il ministro e leader di Forza Italia frena. Si mostra cauto, ad esempio, sulla proposta di un contingente europeo di peacekeepers da schierare al confine ucraino, lanciata fra gli altri dal ministro della Difesa Guido Crosetto. E se lui stesso ha lavorato a lungo con il presidente svizzero Ignazio Cassis per la prossima “conferenza di Pace” che dovrà vedere russi e ucraini seduti al tavolo, sa bene che la realtà sul campo parla di guerra e di una guerra che non accenna a fermarsi. «Io credo che anche i russi però abbiano capito che non possono proseguire – riprende, ed ecco lo sguardo posarsi sullo scenario mediorientale che toglie il sonno al Cremlino – la Siria è stata un colpo duro per Putin, la Russia non riesce a fare due guerre contemporaneamente». Dunque che fare? Citofonare Trump, per cominciare: è soprattutto nelle sue mani la sorte del conflitto che da tre anni macchia di sangue l’Ucraina. Sul punto Tajani si mostra cautamente ottimista. E spiega che no, Trump non staccherà la spina da un giorno all’altro come in tanti temono: «È un leader molto pragmatico, non vorrà cedere a Putin. Si intesterà il processo di pace. Dobbiamo lavorarci anche noi. Insieme all’America.

da Il Messaggero




Manovra. No all’aumento di stipendio per i ministri

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camera aula ftg 3 4 545858039Dal bonus elettrodomestici ai pedaggi autostradali, passando per il fondo antiobesità e a quello per lo psicologo a scuola. Queste alcune delle nuove misure contenute nella nuova manovra del Governo, mentre è saltato il tanto discusso aumento degli stipendi dei ministri e sottosegretari non parlamentari. E’ quanto prevede la riformulazione dell’emendamento dei relatori che invece introduce, per i non residenti a Roma, un “diritto al rimborso delle spese di trasferta per l’espletamento delle proprie funzioni”. L’ipotesi sul ritiro per l’emendamento relativo all’aumento degli stipendi dei ministri non parlamentari si era fatta più concreta già ieri sera.

Via libera a bonus acquisto elettrodomestici: tutti gli emendamenti passati

Arriva il bonus per l’acquisto di elettrodomestici a elevata efficienza energetica con l’obiettivo di favorire la sostituzione di quelli vecchi dai consumi maggiori. E’ quanto contenuto in un emendamento riformulato della Lega, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, che prevede un contributo di massimo il 30% del costo dell’elettrodomestico e comunque non superiore a 100 euro, che diventano 200 euro se l’Isee del nucleo familiare di chi acquista non supera i 25mila euro.

Il governo ha chiesto ai relatori di ritirare l’emendamento alla manovra, presentato venerdì sera, che prevedeva l’aumento dell’1,8% per i pedaggi autostradali nel 2025. La proposta conteneva anche la proroga al 30 giugno 2025 della scadenza per l’aggiornamento dei piani economico-finanziari delle concessioni autostradali.

Un incremento del contributo alle scuole paritarie che accolgono alunni con disabilità pari a 50 milioni nel 2025 e a 10 milioni a partire dal 2026. Lo prevede la riformulazione di un emendamento della maggioranza insieme ad Azione e Iv alla manovra approvato dalla Commissione Bilancio della Camera. E’ stato invece ritirata la proposta di modifica avanzata da Lorenzo Cesa e Noi Moderati per un bonus scuola, sempre rivolto alle scuole paritarie, di 1.500 euro per le famiglie con un Isee inferiore a 40mila euro.

Dieci milioni di euro nel 2025 per il fondo dedicato a un servizio di sostegno psicologico nelle scuole, che viene istituto in via sperimentale. E’ quanto prevede un emendamento riformulato del Pd che ha ottenuto il via libera in commissione Bilancio della Camera. La norma prevede inoltre una dotazione di 18,5 milioni di euro a decorrere dal 2026 ed è finanziata dal fondo parlamentare in dotazione ai dem.

Arriva un fondo mirato per la cura e prevenzione dell’obesità, con una ‘dote’ di circa 3 milioni di euro in tre anni. E’ quanto previsto dall’emendamento a prima firma Roberto Pella, capogruppo per Forza Italia in Commissione Bilancio, Tesoro, Programmazione della Camera dei Deputati.

Cambia la norma ‘anti-Renzi’. Il divieto esplicito di percepire compensi per incarichi da Paesi extra Ue vale solo per i presidenti di Regione e delle Province autonome di Trento e Bolzano e per i parlamentari, fatta eccezione per coloro che sono stati eletti all’estero. Nel testo originariamente al vaglio della V di Montecitorio, erano inclusi nello stop anche i membri del governo. Ora invece, secondo quanto prevede il testo, presidenti e parlamentari “non possono accettare, durante il proprio mandato, contributi, prestazioni, controprestazioni o altre utilità erogati direttamente o indirettamente da parte di soggetti pubblici o privati, anche mediante interposizione di persona o di società o enti, non aventi sede legale e nell’Unione Europea nei paesi aderenti allo spazio economico europeo”. E’ fatto salvo il caso in cui vi sia una “preventiva autorizzazione” che dovrà essere rilasciata dagli organi di appartenenza e solo “nel caso in cui il compenso percepito non sia superiore a 100.000 euro all’anno”. In caso di inosservanza, il compenso percepito deve essere versato entro 30 giorni dall’erogazione.

Al fine di consentire la promozione e lo svolgimento di iniziative per la celebrazione dell’ottantesimo anniversario della Resistenza e della guerra di Liberazione, della Repubblica e del voto delle donne e della Costituzione è istituito, presso la presidenza del Consiglio dei ministri, un fondo con una dotazione pari a 700mila euro a decorrere dall’anno 2025. E’ quanto prevede un emendamento del Pd approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Inoltre, la norma prevede lo stanziamento di altri 300mila euro da destinare al ‘Fondo per la Casa Museo Matteotti nella provincia di Rovigo’, allo scopo di promuovere e valorizzare la conoscenza e lo studio della sua opera e del suo pensiero in ambito nazionale e internazionale.

Al fine di garantire lo sviluppo del sistema della ricerca italiano e di valorizzare il personale precario, al Cnr è attribuito un contributo di 9 milioni di euro per l’anno 2025, di 12,5 milioni di euro per l’anno 2026 e di 10,5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2027, per l’assunzione di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi che abbiano maturato i requisiti richiesti. Lo prevede un emendamento alla manovra di Avs, Pd e M5s approvato dalla commissione Bilancio della Camera. Le coperture, si legge nel testo, vengono reperite dal fondo parlamentare delle tre forze di opposizione che per il 2025 verseranno rispettivamente 4,5 milioni di euro, 3,5 milioni di euro e 1 milione di euro.

Un fondo per persone con disabilità con 1,5 milioni in dote nel 2025 da destinare a contributi a sostegno di enti organismi e associazioni che promuovono i diritti delle persone con disabilità e la loro piena ed effettiva inclusione sociale. Lo prevede un emendamento alla manovra. Meno tasse sulle mance per chi lavora nei ristoranti e nei bar. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento riformulato, a prima firma Trancassini (FdI), che porta la detassazione dal 25 al 30% e che aumenta la soglia di reddito, da 50mila a 75mila euro, sotto la quale si applica la misura.

Approvato dalla commissione Bilancio della Camera l’emendamento alla manovra di Azione a firma Bonetti-Sottanelli che istituisce un fondo per incentivi alla realizzazione di screening oncologici e cardiovascolari e per la dotazione di defibrillatori nei luoghi di lavoro. Nella riformulazione del governo sono previsti 500mila euro annui dal 2026.

La commissione Bilancio della Camera ha dato il via libera all’emendamento alla manovra riformulato, a firma Schifone (Fdi), che istituisce un fondo pari a 30 milioni di euro nel 2025 e altrettanti nel 2026 per sbloccare la retribuzione dei tirocini per gli specializzandi dell’area sanitaria (biologi, psicologi, chimici, fisici, odontoiatri, veterinari e farmacisti).

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