La storia dei due fratelli prodigio del pianoforte fuggiti dall’Ucraina

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unnamedAGI – Un treno stracolmo, dove erano schiacciati in piedi tra corpi estranei, li ha portati lontani dalla guerra. Amanti della musica, hanno scelto di venire in Italia, dove stanno partecipando al concorso pianistico internazionale di Arona, in provincia di Novara.

Una storia a lieto fine quella di due fratelli ucraini, Adrian (7 anni) e Yaryna (12 anni), prodigio del pianoforte. A raccontarla all’AGI è Olga, una parente che li ha ospitati ad Arona.

I due bambini sono fuggiti da Leopoli il 27 febbraio, assieme alla madre e alla sorella più grande. Il padre “è riuscito a trovare un pertugio in un treno strapieno e li ha fatti partire per il confine polacco”. Sono “scappati prima che cominciassero i bombardamenti sulla loro città”, ma nelle orecchie hanno ancora il suono delle sirene anti-aeree, che in quei giorni in Ucraina iniziavano a propagare il loro minaccioso suono. Una volta in Polonia, un’associazione umanitaria è riuscita a farli arrivare a Varsavia. Il loro sogno, però, era raggiungere l’Italia per continuare a studiare musica. E il caso ha voluto che ad Arona abiti una loro parente, Olga, che li ha accolti nella sua casa il 3 marzo.  Pochi giorni dopo anche “il padre è riuscito a partire, non appena il governo ucraino ha dato il permesso di lasciare il Paese agli uomini con almeno 3 figli”. L’uomo è arrivato nel comune del Novarese il 9 marzo e si è presentato con un bouquet di fiori per il compleanno della figlia più grande. Lui i primi bombardamenti li ha vissuti e ha passato molte ore nei rifugi anti-aerei.

Adesso quei momenti di angoscia e separazione sono un ricordo, la famiglia è riunita e da pochi giorni si è spostata in una casa messa a disposizione da una coppia di Arona.  La primogenita, nel frattempo, è stata iscritta al liceo artistico-musicale di Novara. Adrian e Yaryna, invece, “hanno ripreso da poco a suonare dopo tre settimane di stop”.

Il padre, musicista, ha trasmesso la passione per le note a tutti i figli. Yaryna ha già partecipato a concorsi di pianoforte, sia nazionali che internazionali, suonava in orchestra Mozart, Bach e Mendelssohn, e teneva anche concerti da solista. Mentre Adrian in patria ha ricevuto due premi per la sua bravura.

Il concorso a cui partecipano Adrian e Yaryna, organizzato dall’Associazione Musicale Impronta Sonora, si svolge dal 23 al 27 marzo nell’aula magna del Comune di Arona, con 168 concorrenti fino ai 35 anni, divisi in 10 categorie. Ci sono pianisti che arrivano da tutto il mondo, dalla Cina al Canada. E saliranno sul palco anche loro due, dopo essersi lasciati alle spalle l’urlo delle sirene e il boato delle bombe.




La generazione Z non vedrà (di nuovo) i Mondiali

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unnamedAGI – “A causa degli ultimi due esiti delle qualificazioni, la generazione Z non ha avuto la possibilità di tifare la Nazionale azzurra ai Mondiali di calcio, di vivere i momenti di tensione condivisa che caratterizzano le estati in piazza, di assistere ai rigori destinati a entrare nella storia del calcio e di ascoltare ripetutamente le frasi iconiche dei cronisti emozionati. Nonostante le possibili conseguenze emozionali di questa situazione, non ci sono i presupposti di un fenomeno sociologico”.

Ad approfondire questa tematica con l’AGI da un punto di vista sociale è Stefano Tomelleri, ordinario di Sociologia e Sociologia dello sport presso l’Università degli sudi di Bergamo, commentando le possibili implicazioni della mancata qualificazione ai Mondiali del 2022 in Qatar e delle ripercussioni sulla generazione Z.

“Anzitutto – afferma l’esperto – è fondamentale distinguere il calcio come fenomeno mediatico dalla cultura popolare che ruota attorno a questo sport. Si pensi che in Italia ogni paesino o cittadella in campagna, mare o montagna vanta almeno un campetto da calcio, dove la domenica si giocano in media circa 16 mila partite a livello nazionale. Il calcio è quindi uno degli sport più diffusi, e non credo che basti un paio di mancate qualificazioni per provocare una qualunque forma di disaffezione nelle giovani generazioni, che comunque hanno assistito a una vittoria significativa nella competizione internazionale degli Europei”.

“Sicuramente l’impossibilità di partecipare ai Mondiali lascia amareggiati e può costituire argomento di conversazione all’interno delle stesse famiglie – aggiunge Tomelleri – ma il fenomeno calcio si sviluppa su più livelli, ci sono i club, c’è la Serie A, la Champions, gli Europei e tutte le partite che la stragrande maggioranza di cittadini italiani può disputare sul campetto di quartiere”.  I Mondiali costituiscono sicuramente un momento di inclusività molto particolare, tanto che spesso anche chi non è propriamente appassionato di calcio si interessa delle partite della Nazionale, che, con il fascino del folklore comune, coinvolgono un pubblico generalmente più ampio.

“Credo che le conseguenze di questa situazione siano mediatiche più che sociologiche – sottolinea il docente – i media svolgono un ruolo importante nel favorire la promozione di determinati sport. Basti pensare allo spazio mediatico che possono avere sport come il nuoto o l’atletica alle Olimpiadi o la nazionale di Rugby al Torneo Sei Nazioni”.

“Da approfondire è invece il discorso sulla pandemia e il legame con lo sport – osserva Tomelleri – l’impossibilità di sperimentare la socialità attraverso le relazioni tipiche dell’ambito sportivo ha provocato un impatto sulle giovani generazioni che a mio parere è stato superiore rispetto all’amarezza della mancata qualificazione ai mondiali”.  Sebbene le connessioni sociali in ambito scolastico siano state garantite dalla didattica a distanza, l’insegnamento e la pratica dello sport hanno subito una battuta d’arresto su una scala molto più ampia. “Durante il lockdown l’unica forma di attività fisica concessa era la corsa – ricorda l’esperto – si è perso il momento di condivisione e di interazione dello sport. Anche nelle attività individuali, come il nuoto o la palestra, infatti, c’è una forma di incontro, che riguarda l’ambiente di allenamento, ma anche lo spogliatoio. Con la pandemia questa dimensione è stata completamente soverchiata dall’anonimato della corsa, che, per quanto salutare e positiva per l’organismo, se non in rari casi, è poco orientata alla condivisione e alla mediazione del contatto con il prossimo”.

“Allo stesso tempo – continua il docente – l’assenza di tifoseria negli stadi, ai campionati locali, regionali o nazionali, ma anche nelle piscine, restituisce la misura dell’impatto della pandemia nello sport. Fin dai tempi degli anfiteatri in Grecia, l’attività fisica è associata alla presenza di un pubblico, che in questi due anni è venuto meno. Quando si assiste a un match allo stadio, si avverte enormemente il senso di partecipazione a un evento collettivo”.  Oltre al senso di sconforto per gli atleti e i professionisti, quindi, l’assenza di supporter durante un match potrebbe aver influenzato la percezione di qualunque performance.

“Credo che la passione per il calcio sia profondamente radicata nella cultura italiana – conclude Tomelleri – dalla partita di calcetto con gli amici alla serie A, i ragazzi dell’ultima generazione possono contare su una serie di spunti per sentirsi parte di un evento collettivo. La mancata qualificazione ai Mondiali può quindi essere inquadrata in una sfera emozionale più che sociologica. Al di là dell’amarezza per l’esito dell’ultima partita, resta vivo il ricordo della vittoria agli Europei. In fin dei conti, ci saranno altre occasioni per vivere l’euforia delle partite dei Mondiali, auspicabilmente, potremo tornare in piazza a tifare in sicurezza per la nazionale”.




Draghi: “Quando Putin vorrà la pace ci saremo”

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223253713 3ba1f487 3ed8 450c b12f f2b7e1e12995Conclusi i vertici Nato e G7 a Bruxelles, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, promette una risposta a eventuali attacchi chimici di Mosca in Ucraina, ma ha anche abbracciato l’idea di usare la minaccia del ricorso all’arma nucleare come deterrente all’uso di armi convenzionali, e non solo a quelle nucleari.

Gli Usa stanziano due miliardi per le armi e uno per gli aiuti umanitari. Nuove sanzioni per oltre 400 tra membri della Duma e oligarchi. Washington avverte Pechino: “Se aiuta Mosca relazioni a rischio”. Appello di Zelensky in videoconferenza: “Dateci aiuti militari senza restrizioni”.

Sergei Razov si presenta in procura per denunciare un giornale italiano e con i cronisti dà sfogo alla delusione del suo Paese nei confronti dell’Italia. Non ultimo sulla vicenda delle missioni anti-Covid
L’ambasciatore russo è preoccupato per l’invio di armi italiane in Ucraina
Sergei Razov si presenta in procura per denunciare un giornale italiano e con i cronisti dà sfogo alla delusione del suo Paese nei confronti dell’Italia. Non ultimo sulla vicenda delle missioni anti-Covid

La Russia accusa la Nato di voler continuare le ostilità. Draghi: “Pronti a inasprire sanzioni per raggiungere la pace, il pagamento del gas in rubli è violazione contrattuale”. Macron propone un piano di emergenza per la sicurezza alimentare.

Girandola di incontri per Erdogan al summit dell’Alleanza per una mediazione. Le truppe cecene di Kadyrov rivendicano la conquista di un edificio dell’amministrazione di Mariupol. Il ministero della Difesa russo ha annunciato l’apertura, da giovedi 25 marzo, di un corridoio umanitario per l’uscita sicura delle navi straniere dai porti ucraini.

“Affinché le navi straniere lascino i porti ucraini verso il mare aperto, la Federazione russa sta creando un corridoio umanitario, che sarà una corsia sicura per le navi provenienti dall’area di raccolta, situata a 20 miglia a sud-est del porto di Ilyichevsk”, ha affermato il capo del Centro nazionale per il Controllo della difesa della Federazione russa Mikhail Mizintsev.




Missione a Washington del segretario generale della Farnesina Sequi

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washingtonIl segretario generale della Farnesina, l’ambasciatore Ettore Francesco Sequi, è oggi a Washington dove incontrerà, al Dipartimento di Stato, la vice segretaria di Stato Wendy Sherman per discutere i principali dossier internazionali, dall’Ucraina alla Libia.
Sequi avrà anche un colloquio al Pentagono con il sottosegretario alla Difesa, Colin H. Kahl, per un confronto sul conflitto in Ucraina e la lotta al terrorismo, che vede Italia e Stati Uniti impegnati in prima linea, anche nell’ambito della Coalizione Anti-Daesh.
Nel corso della missione negli USA, il segretario generale della Farnesina incontrerà inoltre un selezionato gruppo di analisti dei maggiori think tank per un confronto sulla crisi russo-ucraina, sulle prospettive delle relazioni transatlantiche e sui rapporti con la Cina. (aise)




Ucraina, Csel: in Italia già 54mila profughi, in campo per accoglienza anche Comuni

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profughi ucraina fgSono 53.669 i profughi entrati in Italia dall’inizio del conflitto russo-ucraino, stando ai dati diffusi dal Viminale, al 18 marzo 2022: 27.429 donne, 4.582 uomini e 21.658 minori. Soltanto due giorni prima, il bollettino diramato dal ministero dell’Interno parlava di 38.539 persone entrate nel Paese per fuggire al conflitto bellico: 19.566 donne, 3.373 uomini e 15.600 minori. Numeri, dunque, che aumentano a un ritmo serratissimo e che richiedono uno sforzo economico e organizzativo immane, sia a livello centrale che nei 7.900 Comuni italiani. A evidenziarlo un dossier elaborato dal Centro Studi Enti locali (Csel) per l’Adnkronos.

Per capire quanto il flusso di rifugiati che stanno arrivando dall’Ucraina sia imponente, osserva Csel, basta confrontarlo col numero delle persone accolte nel Sistema di accoglienza nel 2020. Stando all’ultimo Rapporto Siproimi-Sai, complessivamente il sistema ha accolto 37.372 persone, contro le quasi 54mila arrivate dall’Ucraina in meno di 4 settimane.

Quali azioni sono state intraprese per rispondere a questo enorme flusso di persone bisognose di accoglienza? Le porte dei Comuni si sono aperte rapidamente un po’ in tutto il Paese prima ancora che esistessero misure e finanziamenti specifici da parte del governo centrale, focalizzati proprio sul tema accoglienza. Regioni, Comuni e Province si sono mossi in ordine sparso mettendo a disposizione anche alberghi, abitazioni private o ex seminari per dare riparo a chi si è sottratto all’orrore della guerra. Napoli, ad esempio, ha puntato sulla riconversione dell’albergo Covid dell’Ospedale del Mare, offrendo così ospitalità a 168 persone nella fase precedente agli screening sanitari che possano escludere e per verificare la situazione sanitaria generale dei rifugiati e, in seguito, indirizzarli verso le varie strutture comunali dislocate sul territorio partenopeo.

Una delle prime risposte concrete adottate dal governo italiano, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, per far fronte all’emergenza profughi, è stato l’ampliamento della rete Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) fino a 3.530 posti, da destinare in primis all’accoglienza di nuclei familiari, anche monoparentali. L’Avviso per accedere a questi finanziamenti è stato pubblicato dal Viminale il 16 marzo ed è attuativo del cosiddetto ‘decreto Ucraina’.

Il decreto ha stabilito, tra l’altro, un primo rafforzamento della rete nazionale di accoglienza, con l’implementazione di circa 5mila nuovi posti per i Cas e di 3mila disponibilità aggiuntive della rete Sai; l’estensione anche ai profughi ucraini della riserva di posti della rete Sai incrementata a seguito della crisi afghana e destinata, in base a precedenti provvedimenti legislativi, esclusivamente ai profughi provenienti da quell’area; l’accesso da parte dei profughi ucraini alle strutture Cas/Sai anche in assenza della qualità di richiedente protezione internazionale o di altri titoli di accesso previsti dalla normativa vigente.

Queste misure sono state finanziate con poco meno di 92 milioni per il 2022 e quasi 45 per ciascuno dei 2 anni successivi. Inoltre, il dl ha dato la facoltà di attivare nuovi posti Cas anche in deroga allo schema di capitolato d’appalto approvato con dm del 29 gennaio 2021, informandone il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Con un successivo decreto pubblicato il 17 marzo, il ministero dell’Interno ha finanziato altri 470 posti nell’ambito della rete Sai stanziando oltre 7 milioni per il biennio 2022-2022.

adnkronos

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Sono 53.669 i profughi entrati in Italia dall’inizio del conflitto russo-ucraino, stando ai dati diffusi dal Viminale, al 18 marzo 2022: 27.429 donne, 4.582 uomini e 21.658 minori. Soltanto due giorni prima, il bollettino diramato dal ministero dell’Interno parlava di 38.539 persone entrate nel Paese per fuggire al conflitto bellico: 19.566 donne, 3.373 uomini e 15.600 minori. Numeri, dunque, che aumentano a un ritmo serratissimo e che richiedono uno sforzo economico e organizzativo immane, sia a livello centrale che nei 7.900 Comuni italiani. A evidenziarlo un dossier elaborato dal Centro Studi Enti locali (Csel) per l’Adnkronos.

Per capire quanto il flusso di rifugiati che stanno arrivando dall’Ucraina sia imponente, osserva Csel, basta confrontarlo col numero delle persone accolte nel Sistema di accoglienza nel 2020. Stando all’ultimo Rapporto Siproimi-Sai, complessivamente il sistema ha accolto 37.372 persone, contro le quasi 54mila arrivate dall’Ucraina in meno di 4 settimane.

Quali azioni sono state intraprese per rispondere a questo enorme flusso di persone bisognose di accoglienza? Le porte dei Comuni si sono aperte rapidamente un po’ in tutto il Paese prima ancora che esistessero misure e finanziamenti specifici da parte del governo centrale, focalizzati proprio sul tema accoglienza. Regioni, Comuni e Province si sono mossi in ordine sparso mettendo a disposizione anche alberghi, abitazioni private o ex seminari per dare riparo a chi si è sottratto all’orrore della guerra. Napoli, ad esempio, ha puntato sulla riconversione dell’albergo Covid dell’Ospedale del Mare, offrendo così ospitalità a 168 persone nella fase precedente agli screening sanitari che possano escludere e per verificare la situazione sanitaria generale dei rifugiati e, in seguito, indirizzarli verso le varie strutture comunali dislocate sul territorio partenopeo.

Una delle prime risposte concrete adottate dal governo italiano, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, per far fronte all’emergenza profughi, è stato l’ampliamento della rete Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) fino a 3.530 posti, da destinare in primis all’accoglienza di nuclei familiari, anche monoparentali. L’Avviso per accedere a questi finanziamenti è stato pubblicato dal Viminale il 16 marzo ed è attuativo del cosiddetto ‘decreto Ucraina’.

Il decreto ha stabilito, tra l’altro, un primo rafforzamento della rete nazionale di accoglienza, con l’implementazione di circa 5mila nuovi posti per i Cas e di 3mila disponibilità aggiuntive della rete Sai; l’estensione anche ai profughi ucraini della riserva di posti della rete Sai incrementata a seguito della crisi afghana e destinata, in base a precedenti provvedimenti legislativi, esclusivamente ai profughi provenienti da quell’area; l’accesso da parte dei profughi ucraini alle strutture Cas/Sai anche in assenza della qualità di richiedente protezione internazionale o di altri titoli di accesso previsti dalla normativa vigente.

Queste misure sono state finanziate con poco meno di 92 milioni per il 2022 e quasi 45 per ciascuno dei 2 anni successivi. Inoltre, il dl ha dato la facoltà di attivare nuovi posti Cas anche in deroga allo schema di capitolato d’appalto approvato con dm del 29 gennaio 2021, informandone il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione. Con un successivo decreto pubblicato il 17 marzo, il ministero dell’Interno ha finanziato altri 470 posti nell’ambito della rete Sai stanziando oltre 7 milioni per il biennio 2022-2022.




Eletto il nuovo consiglio della Dante Alighieri di Città del Messico

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24dantemex“Si è svolta ieri sera (martedì 22 – ndr) l’assemblea dei soci del Comitato di Città del Messico della Società Dante Alighieri. Il Presidente Othón Leopardi, il Direttore Generale Luca Galizia e il Direttore Accademico Stefano Cara hanno presentato gli aspetti più rilevanti delle attività dell’istituto nel corso del 2021 e i principali progetti per il 2022”. A riportare la notizia è Massimo Barzizza su “Punto d’incontro”, portale che dirige a Città del Messico.
“Risaltano una significativa crescita del numero di studenti, attualmente intorno ai 500, e la riapertura di due corsi presenziali i corsi dopo la conversione in modalità online di tutte le attività didattiche della scuola a seguito della pandemia di Covid-19.
Galizia ha riferito che una delle principali attrattive del Dante Alighieri di Città del Messico durante i mesi in cui si è mantenuta in vigore l’emergenza sanitaria è stata la programmazione continua degli esami PLIDA per ottenere le certificazioni ufficiali dell’istituzione, attività che è ancora sospesa nella maggior parte delle altre scuole di lingua presenti nella capitale messicana.
Il presidente Leopardi ha ricordato che nel 2022 si celebra il 120° anniversario della presenza della Dante Alighieri a Città del Messico, una delle prime sedi estere di questa istituzione fondata nel 1889 dal poeta Giosuè Carducci e da un gruppo di intellettuali italiani. Le celebrazioni per commemorare questo importante evento saranno annunciate nelle prossime settimane.
Nel corso dell’assemblea si è proceduto alla votazione per l’elezione dei nuovi membri del Consiglio Direttivo. Sono stati rieletti Othón Leopardi, Massimo Barzizza, Maria Vittoria Bonotto, Riccardo Caffarella e Ulisse Utzeri. Anche Francesco Brocchi e Rodrigo Sebastián González Ortiz sono stati selezionati come nuovi membri del più alto organo amministrativo della società. Gli amministratori che restano in carica sono: Simone Lucatello, Enrique Esnal, Federico Colella, Fabio Caselli, Maurizio Covarrubias, Francesco Careri e Mauro Valdez Falco.
Nei prossimi giorni si svolgerà la prima riunione del nuovo consiglio per nominare il presidente, il primo e il secondo vicepresidente, il segretario, il vicesegretario e il tesoriere.
Prima di dichiarare conclusa l’assemblea, i presenti hanno ricordato e dedicato un applauso ai soci e sostenitori della Dante Liù Colotti, Giulio Chiesa e Alfonso de María y Campos, scomparsi recentemente”. (aise) 

da Punto d’Incontro




La Ue crea la sua difesa: cinquemila uomini e più fondi per la spesa militare

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205317224 f7eabec3 d961 4c74 b8ce 303fdd4c48c0AGI – I ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventisette Stati dell’Unione europea hanno approvato la nuova strategia di Difesa europea che ha come perno la costituzione di una forza militare di circa 5 mila soldati, da fare intervenire in casi simili all’evacuazione dell’aeroporto di Kabul, e un aumento della spesa militare per poter effettuare autonomamente interventi militari entro il 2025.

“Non è la risposta alla guerra in Ucraina, ma fa parte della risposta”, ha spiegato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al termine del Consiglio. “Quando abbiamo iniziato a lavorare, non potevamo immaginare che all’ultimo momento dell’approvazione la situazione sarebbe stata cosi’ grave e che l’Europa avrebbe dovuto affrontare una sfida cosi’ grande”, ha aggiunto.

“L’Ue non è sufficientemente attrezzata per affrontare le attuali minacce e sfide”, si legge nel preambolo nel documento approvato oggi, ufficialmente denominato Bussola strategica. E per attrezzarsi si propone di utilizzare i gruppi tattici creati nel 2007 per costituire questa forza di reazione di 5 soldati, aumentare la spesa militare (oggi all’1,5%) e coordinarla meglio per evitare doppioni.

La forza dei 5 mila soldati avrà “componenti terrestri, aeree e marittime” e sara’ dotata di mezzi di trasporto per poter “effettuare interventi di soccorso ed evacuazione dei cittadini europei” intrappolati nei conflitti.

“L’attuale ambiente ostile richiede un salto di qualità. La Bussola ci offre un piano d’azione ambizioso per una maggiore sicurezza e difesa dell’UE per il prossimo decennio”, ha ribadito Borrell. In questo modo, l’Ue si dota di un “piano d’azione ambizioso” per rafforzare la sua politica di sicurezza e difesa da qui al 2030 con obiettivi e scadenze specifici, e per avere maggiore capacita’ di agire e collaborare con i suoi partner per salvaguardare i suoi valori e interessi.

L’Ue è convinta che con maggiore forza e capacità in campo militare potrà “contribuire positivamente alla sicurezza globale e transatlantica”, in complementarita’ con la Nato che “continua a essere la base della difesa collettiva dei suoi membri”.

Inoltre, l’Ue si renderà capace di schierare 200 esperti di missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc) completamente attrezzati, anche in ambienti complessi, nonché a condurre regolarmente esercitazioni a terra e in mare. La mobilità militare sarà migliorata e le missioni e operazioni civili e militari della Psdc saranno rafforzate promuovendo un processo decisionale più rapido e flessibile, garantendo una maggiore solidarietà finanziaria.

La Bussola prevede inoltre di stabilire una politica di cyberdifesa, una serie di strumenti per fermare la manipolazione e l’ingerenza nelle informazioni provenienti dall’estero, sviluppare una strategia spaziale per la sicurezza e la difesa e rafforzare il ruolo dell’Ue nella sicurezza marittima.

Per soddisfare queste richieste, gli Stati membri si impegnano ad aumentare sostanzialmente la loro spesa per la difesa e rafforzare la base tecnologica e industriale dell’Europa. A tal fine, l’Ue fornirà maggiori incentivi agli Stati membri per collaborare allo sviluppo delle capacità e investire insieme, anche nell’ottica di colmare le lacune strategiche e ridurre le dipendenze tecnologiche e industriali.

Oggi la spesa militare di tutti gli Stati europei è di circa 200 miliardi di euro, l’1,5% del Pil. Era in calo fino al 2014, anche in modo veloce, poi ha cominciato a crescere fino al 1,5%. Ma dobbiamo investire di più. E sono sicuro che tutti capiranno che se vogliamo spingere nell’innovazione nella difesa a essere più in grado di affrontare situazione come quella che stiamo affrontando ora in Ucraina ci servono della capacità. E con l’1,5% del Pil non è sufficiente”, ha spiegato Borrell.

“Dobbiamo spendere di più e dobbiamo spendere meglio. Meglio vuol dire evitare doppioni ed evitare lacune. Stiamo lavorando ora per studiare a fondo questi divari, dove sono. Dove non abbiamo gli strumenti e i mezzi per reagire e cosa ci manca e cosa abbiamo due o tre volte che non è efficace”, ha spiegato il capo della diplomazia europea.

“I duecento miliardi sono più o meno quattro volte la spesa militare della Russia, tutti insieme spendiamo circa quattro la volte la Russia ma di certo che non la stessa efficienza”, ha sottolineato il diplomatico spagnaolo. “Duecento miliardi è la spesa militare della Cina, tutti insieme spendiamo piu’ della Cina, ma certamente non e’ la stessa cosa ventisette parti diverse che un’unica struttura militare integrata”, ha concluso Borrell.




Avvocato detenuto da un anno nella Repubblica Dominicana: “Qui calpestati i diritti umani”

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ferraris carlo avvocato 2Attraverso il suo legale, si dice vittima “di estorsioni, abusi, angherie, ingiustizie, prepotenze e prevaricazioni che non riesco a tollerare oltre”. A riportare alla ribalta la vicenda dell’avvocato Carlo Ferraris, in stato di arresto da oltre un anno nella Repubblica Dominicana, è il penalista napoletano Maurizio Capozzo che lo assiste.

Una missiva dall’avvocato

Capozzo ha consegnato una missiva scritta da Ferraris a Stefano Queirolo Palmas, che è l’ambasciatore italiano nel paese caraibico. Nella lettera, l’avvocato si dice esausto e chiede aiuto.
“Dopo due mesi passati in cella in condizioni che violano i diritti umani (nel Centro di correzione e riabilitazione di Najayo, a San Cristóbal, ndR) – scrive all’ambasciatore – e il resto agli arresti domiciliari, è un anno che sono sottomesso a misure cautelari senza aver il Pubblico Ministero dominicano dato accesso al dossier, sebbene gli sia stato ordinato dal Giudice” e, aggiunge, “senza avere presentato un’accusa contro di me, di mia moglie Mirtha Carolina Terrero de Ferraris e di una delle nostre impiegate, Yolenny Feliz Valentin”.

L’inchiesta

L’indagine che lo coinvolge ha al centro un suo cliente canadese, accusato di avere commesso molteplici truffe con il sistema di Ponzi e sotto processo per fatti che risalgono al periodo 2016-2018. Ferraris – dal 1988 residente sull’isola caraibica, già segretario del Comites di Santo Domingo, e prima dell’arresto avvocato riconosciuto e consigliato dall’Ambasciata d’Italia nel paese – sostiene che le accuse “non lo riguardano”. Intanto l’inchiesta che lo tocca è stata dalle autorità locali denominata Operazione Architetto, “perché Ferraris – spiegano – sarebbe l’architetto che ha creato e progettato strategie per le reti criminali internazionali che si dedicano al riciclaggio di denaro nella Repubblica Dominicana, offrendo anche consigli su come evadere le tasse e riciclare i beni”.

La richiesta all’ambasciatore

Intanto però è in carcere senza che il processo sia mai iniziato e gli sono stati sequestrati beni mobili e immobili. “Sarebbe importante – conclude la lettera dell’avvocato italiano – poter portare il mio caso all’immediata attenzione della Procuratrice Generale della Repubblica Dominicana e, posteriormente, del Presidente della Suprema Corte di Giustizia. Per riceve un trattamento più vicino a quello di un paese civile”.

da Napoli Today




Zelensky al Parlamento italiano: “Immaginate Genova come Mariupol”

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zelensky camera deputati afpDiscorso del presidente ucraino in collegamento video con l’Aula. Draghi: “Vostra resistenza a ferocia Putin è eroica, Italia vuole Kiev in Ue”

“Immaginate Genova come Mariupol”. Discorso di Volodymyr Zelensky, oggi, al Parlamento italiano a quasi un mese dall’inizio della guerra in Ucraina, invasa dalla Russia il 24 febbraio scorso. A introdurre il presidente ucraino, collegato in video con l’Aula, il presidente della Camera Roberto Fico – “Ci uniamo in una ideale catena di solidarietà con gli altri Parlamenti nei quali lei è già intervenuto”, ha detto – e la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che ha parlato di “sentimenti di partecipazione profonda” verso il popolo ucraino. “Siamo al vostro fianco”, ha aggiunto. In Aula anche il premier Mario Draghi, intervenuto nel corso della seduta – “L’Italia ammira il vostro coraggio, la vostra resistenza di fronte alla ferocia di Putin è eroica”, ha detto. L’aula della Camera, che ha tributato un lungo applauso alle parole di Zelensky, è quasi ‘sold out’. Restano vuoti solo alcuni scranni in alto, anche per via dei deputati che avevano dichiarato la loro assenza. Sono invece quasi vuote le tribune, aperte per consentire la seduta comune del Parlamento.

ZELENSKY: “IMMAGINATE GENOVA COME MARIUPOL”

“Oggi ho parlato con Papa Francesco, lui ha detto parole molto importanti. Capisco che voi desideriate la pace, capisco che dobbiate difendervi. Ognuno difende la propria patria. Ho risposto ‘il nostro popolo è diventato esercito quando ha visto quanto male, quanta devastazione porta il nemico’”, così il presidente Zelensky all’Aula italiana.

“Una settimana fa – ha aggiunto – sono intervenuto in una manifestazione di Firenze, ho chiesto a tutti gli italiani di ricordare il numero 79: erano i bambini uccisi in Ucraina. Ora sono 117, altri 39 sono stati uccisi. Ci sono decine di migliaia di famiglie distrutte, tutto questo è iniziato da una persona. Nelle città seppelliscono i morti nelle fosse comuni, succede questo nel 2022. I bambini morti sono 117 ma non sarà il numero finale, i missili russi non smettono di uccidere”.

“Alcune città ucraine – ha detto ancora – sono distrutte, come Mariupol sul Mar d’Azov: c’erano mezzo milione di persone, come a Genova, dove sono stato. A Mariupol non c’è più niente, immaginate Genova completamente bruciata dopo 3 settimane di assedio, con tutte le persone che scappano. Kiev è importante come lo è Roma per tutto il mondo, noi siamo al limite della sopravvivenza. Kiev ha vissuto guerre feroci nella sua storia, ha bisogno di vivere nella pace stabile come ha bisogno Roma e ogni altra città. Qui ogni giorno cadono bombe e missili, qui intorno ci sono soldati russi che uccidono, distruggono, torturano e portano via i nostri beni. Lo avevano fatto i nazisti l’ultima volta in Europa. Popolo italiano, bisogna fare il possibile per garantire la pace” e porre fine alla “guerra voluta da una sola persona. Il loro obiettivo è l’Europa, influenzare le vostre vite, controllare la vostra politica, distruggere i vostri valori. L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo, che vuole entrare in Europa: la barbarie non deve passare”, continua Zelensky.

“L’Ucraina vi è stata vicina durante la pandemia, abbiamo inviato i nostri medici. Quando siamo stati vittime di un’alluvione – ha sottolineato – ci avete sostenuto senza chiedere nulla in cambio. Ora l’invasione dura da un mese, abbiamo bisogno di altre sanzioni affinché la Russia non trovi rifornimenti militari o soldati in Libia o in Siria. Le conseguenze di questa guerra non si avvertono solo in Europa, l’Ucraina ha sempre esportato viveri: ma come possiamo seminare se il nemico distrugge i nostri campi? Non sappiamo quando avremo il raccolto e se potremo esportare grano e olio. I prezzi crescono, milioni di persone davanti alle vostre coste avranno bisogno di aiuto. Voi conoscete bene gli ucraini, un popolo europeo quanto voi”.

“Sapete bene – ha detto – chi ha portato la guerra in Ucraina, l’Italia non deve essere il luogo che accoglie queste persone: bisogna congelare i loro conti, i loro immobili, i loro yacht. Bisogna fare tutto questo per la pace, bisogna sostenere anche l’embargo nei confronti delle navi che entrano nei vostri porti, non bisogna fare eccezioni per le banche turche. La guerra deve finire al più presto, dobbiamo ricostruire insieme a voi l’Ucraina: insieme all’Italia, all’Unione Europea”.

“Ho visitato spesso il vostro paese, apprezzo moltissimo la vostra ospitalità e la forza delle vostre relazioni: ho visto cosa significano la famiglia e i figli per voi. Oggi in Italia ci sono più di 70mila ucraini costretti a fuggire dalla guerra, molti di loro sono bambini e sono stati accolti direttamente nelle famiglie. Vi siamo molto grati, aspettiamo che possano tornare a casa in Ucraina, con la pace. Dal primo giorno avete condiviso il nostro dolore, gli ucraini ricorderanno il vostro calore. La vostra forza deve fermare una sola persona affinché sopravvivano in milioni”, ha concluso.

DRAGHI: “ITALIA VUOLE KIEV NELL’UE”

“A nome del governo e mio personale voglio ringraziare il presidente Zelensky per la sua straordinaria testimonianza. Dall’inizio della guerra l’Italia ha ammirato il coraggio, la determinazione, il patriottismo del Presidente Zelensky e dei cittadini ucraini”, ha detto il premier Mario Draghi, intervenendo in Aula alla Camera dopo le parole del presidente ucraino Zelensky. “La resistenza di Mariupol, Karkhiv, Odessa e di tutti i luoghi su cui si abbatte la ferocia del presidente Putin è eroica”, ha sottolineato ancora, aggiungendo: “Oggi l’Ucraina non difende soltanto se stessa, difende la nostra pace, libertà e sicurezza, difende quell’ordine multilaterale basato sulle regole e diritti che abbiamo con tanta fatica costruito dal dopoguerra in poi. L’Italia vi è profondamente grata”.

“L’arroganza del Governo russo si è scontrata con la dignità del popolo ucraino, che è riuscito a frenare le mire espansionistiche di Mosca e a imporre costi altissimi all’esercito invasore”, ha sottolineato il premier.

“La solidarietà mostrata dagli italiani verso il popolo ucraino è enorme. Penso agli aiuti sanitari, alimentari, e di ogni genere che i nostri concittadini hanno inviato da subito verso l’Ucraina. E penso all’accoglienza dei rifugiati – oltre 60.000 dall’inizio della guerra, la maggior parte dei quali donne e minori”, ha aggiunto Draghi, continuando: “Gli italiani hanno spalancato le porte delle proprie case e delle scuole ai profughi ucraini, con quel senso di accoglienza che è l’orgoglio del nostro Paese. Continueremo a farlo, grazie al lavoro incessante e alla grande professionalità delle Regioni, dei Comuni, della Protezione Civile, degli enti religiosi, di tutti i volontari. Perché davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte”.

“ll Governo e il Parlamento sono in prima fila nel sostegno all’Ucraina. Sin da subito, abbiamo offerto aiuti finanziari e umanitari e abbiamo risposto, insieme ai partner europei, alle richieste del Governo ucraino di assistenza per difendersi dall’invasione russa. Siamo pronti a fare ancora di più”, afferma il premier Draghi.

“Abbiamo attivato corridoi speciali per i minori orfani e ci siamo impegnati in particolare per il trasferimento di persone fragili e malate. Voglio ringraziare di nuovo il Parlamento – la maggioranza e il principale partito di opposizione – per aver approvato queste misure con unità e convinzione”, ha detto Draghi. “Le sanzioni che abbiamo concordato insieme ai nostri partner europei e del G7 hanno l’obiettivo di indurre il Governo russo a cessare le ostilità e a sedersi con serietà, soprattutto con sincerità, al tavolo dei negoziati. Davanti alla Russia che ci voleva divisi, ci siamo mostrati uniti – come Unione Europea e come Alleanza Atlantica”, ha detto ancora il premier, aggiungendo: “Vogliamo disegnare un percorso di maggiore vicinanza dell’Ucraina all’Europa. Nelle scorse settimane è stato sottolineato come il processo di ingresso nell’Unione Europea sia lungo, fatto di riforme necessarie a garantire un’integrazione funzionante. Voglio dire al Presidente Zelensky che l’Italia è al fianco dell’Ucraina in questo processo. L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea”.

FICO

“L’intervento in quest’aula di un Capo di stato è un evento inusuale che esprime bene l’eccezionalità del momento storico che stiamo vivendo. Intendiamo così testimoniare nel modo più solenne la vicinanza e il sostegno di tutto il Parlamento e del popolo italiano all’Ucraina e alle sue libere istituzioni democratiche a fronte dell’ingiustificabile attacco da parte della Federazione russa”. Lo ha detto in aula alla Camera il presidente Roberto Fico, nel breve saluto che ha preceduto l’intervento del presidente dell’Ucraina.

“Ci uniamo, in una ideale catena di solidarietà, ai parlamenti di altri Paesi innanzi ai quali lei è già intervenuto. Il Parlamento italiano – pochi giorni dopo l’inizio delle ostilità – ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione per condannare nel modo più netto l’attacco russo, chiedere un’immediata fine delle ostilità con il ripristino della piena sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina, e invitare all’adozione di misure di aiuto sul piano umanitario, economico e militare.

“Ora, presidente Zelenskyy, ascolteremo dalla sua voce qual è l’attuale situazione nel suo Paese, e quali sono le prospettive per favorire il ristabilimento della pace”, ha concluso Fico.

CASELLATI

“Presidente Zelensky, le esprimo, insieme al saluto del Senato, sentimenti di vicinanza profonda, di ammirazione per il coraggio del popolo ucraino e di partecipazione al dolore di una intera comunità vittima di una guerra insensata, che non risparmia la comunità civile, non ha pietà di fronte ai bambini e costringe milioni di profughi a imboccare i corridoi umanitari”. Così la Presidente del Senato Elisabetta Casellati, rivolgendosi al Presidente ucraino Zelensky collegato con l’Aula di Montecitorio. “L’Italia ha aperto il cuore e le porte all’Ucraina, la nostra macchina dell’accoglienza è pienamente operativa. Siamo al vostro fianco, insieme all’Unione europea, per contrastare la prosecuzione del conflitto”, ha proseguito Casellati. “Come ho avuto modo di manifestare al Presidente del Parlamento ucraino in una recente videoconferenza – ha detto ancora -, confidiamo nell’efficacia del sostegno internazionale offerto con convinzione al suo Paese e incoraggiamo lo sforzo incessante della diplomazia come unica via d’uscita al conflitto. Rinnovo dunque l’auspicio che l’azione sinergica nel perseguire una conclusione negoziale, favorita anche dalle occasioni di incontro come quella odierna, possa consentire all’Ucraina di ritrovare al più presto una prospettiva di pace e di libertà”.

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Dal Green pass alle mascherine, cosa cambia con la fine dello stato di emergenza

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184316634 dcbe9da6 d24e 459d b2f7 552cb34dff9eAGI – Dal primo maggio addio al Green pass e alle mascherine nei luoghi chiusi. Fine della sospensione dal lavoro per mancata vaccinazione. Nelle aziende, basterà il green pass base fino al 30 aprile. L’obbligo vaccinale già in vigore per alcune categorie resta fino al 15 giugno – dopo rimarrà solo per il personale nel mondo sanitario e nelle Rsa – ma dal primo aprile decadono tutte le sanzioni tranne quella pecuniaria. Fine delle quarantene da contatto – via la Dad nelle scuole – e sarà previsto l’isolamento solo per i contagiati. Archiviato il sistema delle colorazioni delle Regioni. Queste le principali misure del decreto Covid sulle riaperture approvato all’unanimità dal Cdm.

Ecco i punti salienti illustrati in conferenza stampa dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Green Pass

“Andiamo verso un superamento del green pass dal primo aprile nella grandissima parte dei luoghi all’aperto e dal primo maggio anche nei luoghi al chiuso. Dal primo maggio ci sarà il superamento del green pass. Resterà vigente il green pass base fino al 30 aprile su: trasporti a lunga percorrenza, mense e catering, concorsi pubblici, corsi di formazione pubblici e privati, colloqui in presenza con detenuti e internati, partecipazione del pubblico agli eventi sportivi che si svolgono all’aperto”. Resterà invece il green pass rafforzato fino al 30 di aprile “nei servizi di ristorazione al banco al tavolo al chiuso, piscine, palestre e centri benessere. Convegni e congressi, centri culturali, centri ricreativi, feste conseguenti a cerimonie civili e religiose, sale a gioco e scommesse. Una disciplina che con gradualità ci porterà il primo maggio al superamento del Green pass”.

Mascherine

“Noi manteniamo l’obbligo di mascherine al chiuso fino al 30 aprile. Poi il governo valuterà come sempre in base alla curva dell’andamento epidemiologico. In questo momento per i luoghi di lavoro, quindi, la mascherina resta prevista”.

Quarentene

“Con questo provvedimento superiamo le quarantene per contatto. Erano già state superate per la popolazione vaccinata, ora saranno superate per tutti”. “Resterà in isolamento solo chi è positivo al virus questa scelta avrà un impatto significativo soprattutto nelle scuole dove la percentuale di persone vaccinate è più bassa. Dal 1 aprile andrà a casa soltanto chi è positivo. Tutti gli altri potranno tranquillamente restare in classe e seguire le lezioni”.

Lavoro

“La sospensione dal lavoro per mancata vaccinazione non avverrà più. Chi ha più di 50 anni non dovrà più avere il green pass rafforzato ma quello base”.

Sistema a colori

“Superiamo definitivamente il sistema colori. Continueremo questo monitoraggio che resta essenziale ma non sarà più connesso alle ordinanze. Non ci saranno più le ordinanze del venerdì”.

Obbligo vaccinale

“L’obbligo vaccinale resterà vigente solo per alcune categorie particolarmente esposte come il personale sanitario, nelle Rsa, nelle strutture sanitarie, i lavoratori della scuola, della sicurezza e delle forze dell’ordine”.

Il commissario Figliuolo

“Le funzioni esercitate dal Commissario straordinario per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, saranno ora in capo ad una unita’ per il completamento della campagna di vaccinazione e per il contrasto della pandemia, in una fase di transizione che ci accompagnerà fino al 31 dicembre in cui poi in via ordinaria tutte queste funzioni andranno al ministero della Salute”.

Quarta dose

“Al momento non ci sono evidenze scientifiche che portino a dire ‘quarta dose per tutti’. Siamo partiti con la somministrazione per gli immunocompromessi e in queste ore stiamo ipotizzando la quarta dose anche per le fasce di età più avanzate, anche se questo tema va ancora valutato”.