La guerra sta influenzando il consenso per i partiti italiani?

143428571 083681a5 95fb 4ba2 a821 caefc7ab30da

143428571 083681a5 95fb 4ba2 a821 caefc7ab30daAGI – Il “congelamento” della politica italiana seguìto all’invasione russa dell’Ucraina prosegue. Non ci riferiamo all’attività di governo e parlamento o alle iniziative dei partiti (è di ieri il Question Time del premier Draghi alla Camera, mentre si moltiplicano le manifestazioni organizzate e/o partecipate da leader ed esponenti di vari partiti). Il congelamento riguarda invece i movimenti relativi alle intenzioni di voto, che sembrano essere immobili dall’inizio del conflitto, in assenza di un dibattito pubblico quotidiano sulle questioni divisive “tradizionali”.

Così, dopo 14 giorni e 8 nuovi sondaggi pubblicati, in prima posizione troviamo sempre il Partito Democratico con il 21,5% delle preferenze, seguito da Fratelli d’Italia al 20,3%. Terzo partito, con un ritardo di 3 punti dall’alleato/competitor di centrodestra, è la Lega (17,2%) mentre il Movimento 5 Stelle arretra ancora, leggermente (-0,2%) ma quanto basta a stabilire un nuovo record negativo per l’attuale legislatura: 13,8%.

Vanno un po’ meglio i partiti “intermedi” (come peso, ma anche come posizionamento politico): Forza Italia, con l’8,5%, fa segnare il suo miglior dato dalle Europee 2019, mentre la federazione tra Azione e Più Europa arriva a sfiorare il 5%. Da segnalare il momento non particolarmente felice per le due liste di sinistra, Articolo 1-MDP e Sinistra Italiana, entrambe sotto il 2%. Nel complesso, per l’area a sinistra del PD (l’ex LeU per intenderci) non è un dato pessimo; ma la divisione tra le due liste rende complicato immaginare una prospettiva elettorale di successo, a meno di una riforma che modifichi la soglia di sbarramento dell’attuale sistema di voto (3%).

Se si prendono in considerazione le aggregazioni (intese come coalizioni elettorali) delle ultime elezioni politiche, si nota bene come in questi 4 anni, da quando è iniziata la legislatura, l’area di centrosinistra “tradizionale” abbia progressivamente eroso consensi al M5S, che aveva già subito un grosso smottamento verso il centrodestra a cavallo tra il 2018 e il 2019, perdendo elettori che non ha più recuperato una volta formato il governo Conte II con il PD.

Ma, come abbiamo anticipato, la stretta attualità con cui abbiamo a che fare oggi non facilita movimenti e dinamiche di tipo posizionale/ideologico. Lo abbiamo visto già nelle scorse settimane, registrando un orientamento pressoché unanime da parte degli italiani sulle valutazioni relative alla guerra scatenata da Putin. E lo vediamo anche oggi, constatando il “picconamento” di quello che negli anni scorsi pareva essere diventato uno dei principali assi (se non il principale asse) della politica italiana: europeismo versus anti-europeismo.

Come già avvenuto per certi versi durante l’emergenza Covid, la guerra in Ucraina sta infatti spingendo i governi europei (e gli stessi cittadini) verso la ricerca di una maggiore unità, per poter meglio fare i conti con i problemi che nessun paese, da solo, potrebbe affrontare efficacemente. Secondo l’ultimo sondaggio SWG, quasi 2 italiani su 3 condividono l’idea che nella questione bellica l’Unione Europea debba agire in modo unitario, senza lasciare spazio ai distinguo dei singoli stati membri.

L’orientamento – come prevedibile, e come spesso avviene anche su altre questioni – non è uniforme su tutto lo spettro politico: a condividere questa visione “unitaria” sono in modo più marcato gli elettori di centrosinistra (90% degli elettori PD), mentre a destra è molto meno condivisa, ma – ed è questa la novità – comunque maggioritaria, superando il 50% sia tra gli elettori leghisti che tra quelli di FDI. Ancora più indicativo è poi il dato relativo all’ipotesi della creazione di un esercito europeo, idea sul tavolo da molti anni ma che fatica a trovare concreta attuazione per le resistenze dei singoli stati membri: ad oggi, secondo SWG, questa ipotesi piace al 57% degli italiani, più del doppio rispetto a quanti (27%) non la condividono. Degno di nota è anche il fatto che rispetto al 2019 la quota di favorevoli sia cresciuta di ben 11 punti percentuali.

L’opinione pubblica si sta spostando velocemente, quindi, e non solo in Italia. Come abbiamo visto la scorsa settimana, la guerra impone ai cittadini di ripensare rapidamente le proprie priorità (e quindi la propria posizione) su molti temi. E questo si vede bene, ad esempio, in Germania, paese che fin dalla fine della Seconda guerra mondiale aveva investito ben poco nelle proprie forze armate, e che ha invece recentemente aumentato la propria di investimenti nella difesa fino al 2% del proprio PIL (come da anni richiesto, finora senza successo, dagli Stati Uniti agli altri paesi alleati della NATO).

Un cambiamento che è stato accompagnato da un’evoluzione anche dell’opinione pubblica, se è vero che – come mostrano i dati dell’istituto Infratest Dimap – nel corso dell’ultimo mese i cittadini tedeschi favorevoli all’invio di materiale bellico all’Ucraina sono cresciuti drasticamente, passando dal 20% al 61%.

Sempre dall’estero (in questo caso dalla Francia) ci arriva un altro esempio lampante di quell’effetto “bandiera” (rally ‘round the flag) che abbiamo già visto all’opera nella stessa Ucraina. Nei sondaggi sulle intenzioni di voto per il primo turno delle elezioni presidenziali, Emmanuel Macron (che da pochi giorni ha annunciato di ricandidarsi e che si è esposto moltissimo nei negoziati con la Russia, sia prima che dopo l’invasione) negli ultimi giorni è salito velocemente fino a superare il 30%, migliorando nettamente il dato – ipotetico quanto si vuole, ma costante – degli ultimi mesi che lo vedeva intorno al 25%. Così, quando manca un mese esatto al primo turno delle presidenziali in Francia (che avranno luogo il prossimo 10 aprile), Macron può dire di avere quasi in tasca l’accesso al ballottaggio.

NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 24 febbraio al 9 marzo, è stata effettuata il giorno 10 marzo sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Demos (data di pubblicazione: 6 marzo), Ipsos (26 febbraio), Ixè (9 marzo), Noto (9 marzo), SWG (28 febbraio e 7 marzo) e Tecnè (26 febbraio e 5 marzo). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.




Nelle acque di Ostia le sincronette ucraine scampate alle bombe

153135302 c1848b28 7029 41f0 8bc9 7ea7b2b65890

153135302 c1848b28 7029 41f0 8bc9 7ea7b2b65890AGI – Tra emozione, felicità per poter proseguire l’attività sportiva ma anche con tanta preoccupazione per quello che sta accadendo nella martoriata terra natia d’Ucraina da due settimana invasa militarmente dall’operazione speciale russa. Oggi le sincronette della nazionale ucraina, tra le migliori d’Europa, sono entrate nelle acque del centro federale di Ostia per un significativo allenamento.

Scappate dalle bombe grazie al progetto coordinato dalla Federazione Italiana Nuoto e dal presidente Paolo Barelli, le atlete ucraine – alcune originarie di Leopoli, altre da Chernivtsi e dalla più lontana Charkiv – si sono allenate con alcuni atleti della nazionale italiana. Olesia, Anzhelina, Anastasiia, Daria, Anastasiia, Amelia, Valeriya, le sorelle Marina e Vlada Alekseeva, sono solo alcuni dei nomi delle atlete che hanno solcato le acque del centro di Ostia. Un ritorno in acqua dopo due settimane caratterizzate da terrore, devastazione, da quel viaggio della speranza lungo tremila chilometri in direzione Italia. Il gruppo ucraino si completerà questa sera quando arriveranno altre tre atlete ed altrettanti allenatori.

Ucraina bombe sincro italo-ucraino acque Ostia

Nella piscina del centro federale lungo il litorale romano, ribattezzato ‘Polo Acquatico Frecciarossa’, le nuotatrici ucraine assieme agli azzurri Giorgio Minisini, Lucrezia Ruggiero, Costanza Ferro e Linda Cerruti hanno offerto un simbolico cameo di ringraziamento preparato in meno di 24 ore dal titolo ‘Italy supports Ukrainè. La frase più significativa l’hanno detta le sorelle Alekseeva: “Le nostre famiglie sono lontane ma felici di sapere che noi siamo in salvo, grazie a tutti, vogliamo imparare l’italiano”.

Il desiderio di allenarsi assieme tra azzurri e ucraine ha radici impiantante quasi per caso durante la pandemia di coronavirus. “Durante la pandemia avevamo svolto una parte della preparazione atletica via Zoom, poi alle Olimpiadi di Tokyo ci eravamo ripromesse di allenarci insieme ma non immaginavamo in una situazione così drammatica – ha detto il direttore tecnico azzurro Patrizia Giallombardo che ha condotto l’allenamento assieme alla collega ucraina Oleisia Zaitseva -. Le ragazze ucraine sono maestre nella tecnica delle spinte e in Giappone avevamo avuto l’idea di poterle provare con loro.

Ucraina bombe sincro italo-ucraino acque Ostia

Questo primo allenamento collegiale è stato particolarmente emozionante. Sono delle ragazze splendide e posso dire che questo combo (quello proposto oggi, ndr) sarebbe da podio mondiale”. A rivelare un momento toccante è stata Lucrezia Ruggiero, compagna del campione del mondo di Budapest 2017 Giorgio Minisini nel doppio misto: “Le supportiamo anche nelle piccole cose quotidiane ma un episodio che mi ha fatto pensare ed immedesimare nella loro situazione è stato quando siamo andate ieri a pranzo, stavamo parlando e, nel momento che è transitato un aereo diretto a Fiumicino, abbiamo visto i loro occhi carichi di paura e preoccupazione”.

AGI.IT




A Versailles si disegna la nuova potenza Europa

192538453 76f61798 0624 4417 b2ec 059bbb0a1726

192538453 76f61798 0624 4417 b2ec 059bbb0a1726AGI – Il luogo e’ di per sé scenico: la Reggia di Versailles. E le intenzioni sono all’altezza: disegnare la nuova potenza Europa. Forte, autonoma e unita. Emmanuel Macron, presidente della Francia e di turno dell’Ue, quando aveva fissato sul calendario il vertice informale, che si tiene giovedì e venerdì, pensava anche alla ‘Difesa europea’ ma mai avrebbe immaginato che il summit si sarebbe tenuto con una guerra in corso.

Tutto diventa più importante, quasi storico. Dipenderà dalle decisioni che verranno prese. I pilastri sono tre: rafforzare la capacità di difesa dell’Unione, ridurre le dipendenze energetiche e costruire una base economica più solida“. “La guerra della Russia costituisce un cambiamento tettonico nella storia europea”, si legge nella bozza di quella che sarà la dichiarazione di Versailles.

Nel loro incontro i leader discuteranno di “come l’Ue possa essere all’altezza della sua responsabilita’ in questa nuova realtà, proteggendo i nostri valori, le nostre democrazie, la sicurezza dei nostri cittadini e il nostro modello europeo”. I capi di Stato e di Governo si prenderanno quindi l’impegno di assumersi “maggiori responsabilita’ per la nostra sicurezza e intraprendere ulteriori passi decisivi verso la costruzione della nostra sovranità europea, la riduzione delle nostre dipendenze e la progettazione di un nuovo modello di crescita e investimento per il 2030”.

La dichiarazione d’intenti è chiara. Ed è condivisa in modo unanime. A creare scompiglio sono i dettagli. Tutti d’accordo sulla necessita’ di rafforzare la Difesa. Ma alcuni Stati vorrebbero farlo con uno strumento comune, con debito comune sulla falsa riga del Next Generation Eu. Altri invece la ritengono una questione nazionale da affrontare a livello nazionale.

Escludono quindi l’emissione di eurobond. Almeno non nell’immediato. Lo stesso vale per l’autonomia energetica. Si tratta di investimenti per 75 miliardi di euro solo per quest’anno (secondo le stime del think tank Bruegel). Un gruppo di Stati vorrebbe un Recovery dedicato all’energia. Per gli altri e’ sufficiente gia’ quanto approvato nei Piani nazionali di ripresa e resilienza che sono in corso di attuazione.

E ancora: sostegno unanime all’Ucraina. Ma non tutti vedono di buon occhio l’accelerazione della sua adesione all’Unione europea. Perché è un processo lungo e definito, che richiede riforme che hanno bisogno di tempo. Per questo spingeranno per rafforzare l’Accordo di Associazione già in corso. Tornando alla dichiarazione, di cui l’AGI ha preso visione, i leader dell’Ue assicurano l’intento di “rafforzare risolutamente” gli investimenti in capacita’ di difesa e tecnologie innovative.

Concorderanno di “aumentare sostanzialmente le spese per la difesa, con una quota significativa per gli investimenti, concentrandosi sulle carenze strategiche identificate e con capacita’ di difesa sviluppate in modo collaborativo all’interno dell’Unione europea”. Punto fondamentale sono “gli investimenti collaborativi degli Stati membri in progetti congiunti e appalti congiunti di capacità di difesa” cosi’ come “le sinergie tra ricerca e innovazione civile, della difesa e spaziale e investire in tecnologie critiche ed emergenti e innovazione per la sicurezza e la difesa”.

Sul fronte energia, i Ventisette ammettono che “la situazione attuale richiede una rivalutazione approfondita di come garantiamo la sicurezza dei nostri approvvigionamenti energetici”. Concordano quindi di “eliminare gradualmente la nostra dipendenza dalle importazioni russe di gas, petrolio e carbone”. Il piano e’ quello presentato dalla Commissione: diversificazione di fornitori, sviluppo biogas e idrogeno, accelerazione su rinnovabili.

Sul tavolo vengono confermati anche gli altri filoni: stoccaggi comuni; ottimizzazione mercato dell’elettricità e calmieramento del caro bollette. La riduzione della dipendenza da terzi e’ l’asse su cui ruota anche la “base economica piu’ solida”. Dalle materie prime critiche (produzione interna e riciclaggio per coprire almeno un terzo del fabbisogno entro il 2030) ai semiconduttori (produrre in Ue il 20% della quota di mercato globale entro il 2030) al digitale (intelligenza artificiale, 5G, cloud) fino al cibo (riducendo le dipendenze da prodotti agricoli importati).




Il numero di profughi ucraini arrivato in Italia è ancora gestibile, dice Curcio

092305297 d01055b6 c06a 4db3 80d0 cd134337a6b3

092305297 d01055b6 c06a 4db3 80d0 cd134337a6b3AGI – “A oggi sono 17 mila i profughi arrivati dall’Ucraina in Italia, un numero attualmente ancora gestibile anche se abbiamo degli aumenti giornalieri”. Lo ha detto Fabrizio Curcio ai microfoni di ‘Radio anch’io’.

“Stiamo lavorando su due fronti. Sul piano internazionale, fornendo aiuto ai Paesi limitrofi all’Ucraina e che hanno fatto richiesta di attivazione del meccanismo di Protezione civile. Abbiamo portato posti letto e medicine. Mercoledì consegneremo 15 tir di medicinali in Romania” ha aggiunto il capo della Protezione Civile, ai microfoni di ‘Radio anch’io’.

“Sul piano nazionale stiamo ragionando con prefetture, Regioni, Comuni enti del terzo settore sulle possibilità di accoglienza”. Per Curcio dobbiamo puntare a “rafforzare l’esistente, il nostro Paese tende ad accogliere e quindi è dotato di strutture ordinarie e poi aumentiamo attività con il sistema di protezione civile e potenziamo anche le reti del terzo settore”.

Ha spiegato l’ambasciatore Piero Benassi, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Ue, nell’audizione alle commissioni riunite Affari esteri ed europei della Camera dei deputati: “Secondo gli ultimi dati dell’Unhcr oltre 1,5 milioni di persone avrebbero varcato i confini” europei dall’Ucraina e questo numero è “solo una parte dei flussi attesi, quantificati in circa 7,5 milioni di persone”.

Benassi ha ricordato che la Commissione europea ha proposto per la prima volta “di attivare la direttiva sulla protezione temporanea” e che la proposta è stata avallata dai Paesi membri. Si tratta di concedere “la protezione di un anno su richiesta, rinnovabile per altri due periodi semestrali, estesa ai rifugiati risiedenti in Ucraina”, ha spiegato.

“La decisione adottata il 3 marzo, già operativa, prevede lo status di protezione temporanea Ue o analogo trattamento a livello nazionale anche per i profughi non ucraini: circa 500 mila i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti in Ucraina, secondo una logica di solidarietà indivisibile, senza distinzioni di nazionalità, fortemente promossa dal nostro Paese”, ha proseguito Benassi.

“È inoltre in corso di attivazione una piattaforma di solidarietà per lo scambio informativo sulla capacità di accoglienza degli Stati membri su eventuali reciproche esigenze sul numero di persone che hanno la protezione temporanea” sul proprio territorio.




Biden annuncia lo stop alle importazioni di petrolio e gas russo

163221297 8116b858 bcb3 401e bb65 85f0a16ffba0

163221297 8116b858 bcb3 401e bb65 85f0a16ffba0AGI – Nuovo video del presidente ucraino Volodomyr Zelensky, da fuori dal bunker e dal suo ufficio: “Io resto qui, non ho paura”.

La Russia ha annunciato ieri un cessate il fuoco locale in diverse città ucraine dalle 10 di oggi (le 8 in Italia) per consentire l’evacuazione dei civili attraverso corridoi umanitari. Lo riferiscono le agenzie russe citando il ministero della Difesa.

Intanto a Odessa, nel Sud dell’Ucraina, sono state Udite “3-4 forti esplosioni provenienti da Ovest”. Lo ha riferito il corrispondente della Bbc. “Ci è stato detto sono state causate dal sistema di difesa ucraino che ha abbattuto i missili russi lanciati da una delle numerose navi da guerra situate al largo della costa qui”, ha aggiunto.

Un alto ufficiale dell’esercito russo è rimasto ucciso durante i combattimenti nei pressi della città di Kharkiv, secondo quanto riferito dell’intellingence ucraina. Si tratta di Vitaly Gerasimov, maggiore generale e primo vice comandante della Quarantunesima Armata del Distretto Militare centrale della Russia. Gerasimov era un veterano che aveva preso parte alla seconda guerra in Cecenia e alle operazioni militari in Siria nonché un decorato della Crimea.

La trattativa

Il nuovo round di colloqui tra Russia e Ucraina “non è stato all’altezza delle aspettative” di Mosca. Lo ha riferito il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, precisando che i negoziati continueranno.

“Le nostre aspettative dai negoziati non sono state soddisfatte. Speriamo che la prossima volta saremo in grado di fare un passo in avanti più significativo”, ha sottolineato Medinsky.

“Posso dire che siamo giunti con una grande mole di documenti scritti”, ha aggiunto Medinsky, “avevamo accordi specifici, bozze, proposte e speravamo di firmare oggi alcuni dei punti che sembrano essere stati concordati nel principio, che avremmo almeno firmato un protocollo”. “Ad ogni modo, la delegazione ucraina ha preso tutti questi documenti per poterli leggere a casa”, ha aggiunto il negoziatore russo, “non potevano firmare niente sul posto e hanno detto che ritorneremo sulla questione, probabilmente la settimana prossima”.

Sul campo

Le forze di Mosca continuano ad assediare il porto meridionale di Mariupol. La capitale Kiev rimane sotto il controllo ucraino così come Kharkiv a Est, nonostante i pesanti bombardamenti russi. Le forze russe hanno preso Kherson nel sud e hanno circondato i centri urbani della regione.

Sul campo, Kiev rimane sotto il controllo ucraino, nonostante i pesanti bombardamenti, sebbene gli osservatori occidentali abbiano indicato una lunga colonna russa di centinaia di veicoli fuori città, di stanza intorno all’aeroporto di Hostomel.




Gli Italiani di Toronto in soccorso degli Ucraini

8pinse

8pinseNuova iniziativa di solidarietà del ristorante italiano “Venga Cucina”, unica “pinseria” di Toronto e già protagonista di campagne benefiche in passato. Il locale di Dundas Street West 3076 ha deciso di donare l’intero ricavato di 100 “pinse” alle Sisters of the Order of St. Basil the Great del Monastero di San Pietro e Paolo (nella foto sopra), nella città di Zaporizhzhia in Ucraina, duramente colpita nei giorni scorsi nel corso del conflitto con la Russia. L’iniziativa si terrà lunedì 14 marzo presso “Venga Cucina” dove nascono le “pinse”, le speciali pizze che hanno una preparazione particolare e certificata: il locale di Dundas Street West è l’unico a Toronto a prepararle e in tutto il Canada ce ne sono soltanto due (l’altro è a Ottawa)”. A rilanciare l’iniziativa è Marzio Pelu dalle pagine del “Corriere canadese”, quotidiano diretto a Toronto da Francesco Veronesi.
““Hanno bisogno del nostro aiuto”, spiega il titolare Gino Benevenga che, dopo essere entrato in contatto con alcuni membri della comunità ucraina a Toronto, ha deciso insieme a loro di dare una mano alla popolazione di Zaporizhzhia. “Donerò l’intero ricavato di 100 ‘pinse’ alle sorelle del Monastero che si prendono cura della gente di quella città – prosegue Gino – : invito quindi la comunità italiana di Toronto a partecipare a questa raccolta di fondi”.
Di solito il lunedì il ristorante è chiuso ma il prossimo 14 marzo Gino lo aprirà esclusivamente per preparare le 100 “pinse” che venderà alle persone che decideranno di prendere parte alla raccolta di fondi: l’intero ricavato andrà alle suore per aiutarle nella loro missione.
Le sorelle del Monastero, infatti, hanno deciso di restare al loro posto, nonostante ciò comporti enormi rischi e pericoli per loro. “Abbiamo capito che questa è la nostra nuova missione: aiutare i rifugiati”, hanno detto. E così stanno facendo, sotto le bombe russe. La zona di Zaporizhzhia, dove si trova la centrale nucleare più grande d’Europa, è stata infatti presa di mira nei giorni scorsi dalle forze russe che hanno preso il controllo dell’impianto dopo una battaglia che ha rischiato di causare un incidente più grave di quello avvenuto a Chernobyl nel 1986. Nonostante i bombardamenti e la presa della zona da parte dei Russi, le suore hanno comunque deciso di restare. “La popolazione ha bisogno di noi”, hanno detto. “Non vogliamo muoverci da qui, vogliamo aiutare le persone e stare con loro il più a lungo possibile”.
L’anno scorso, Gino Benevenga aveva donato alla SickKids Foundation 1 dollaro per ogni “pinsa” venduta nell’arco di un’intera settimana. Un bel gesto da parte di Gino, in aiuto dei bambini malati. Adesso il suo pensiero è all’Ucraina e alla sua gente. “Aiutiamoli tutti insieme”, è l’appello di Gino.
Contatti sul sito del locale: https://www.vengacucina.ca/ (telefono: 416 766 3841)”.

Marzio Pelù – dal Corriere Canadese




Putin: “Distruggeremo l’anti-Russia creata dall’occidente”

232020635 1fef1494 5570 47ad 8a82 ecbdd4f7f3e6

232020635 1fef1494 5570 47ad 8a82 ecbdd4f7f3e6l leader del Cremlino ai membri del Consiglio di Sicurezza a Mosca: “Le forze ucraine usano civili come scudi umani. Facciamo di tutto per evitare vittime civili”. Dopo l’incontro nella foresta per Mosca “fatti progressi”, per Kiev “non abbiamo avuto i risultati attesi”. Intesa invece sulla gestione congiunta di corridoi umanitari. Terzo round di colloqui all’inizio della prossima settimana. Il presidente ucraino alla CNN: “Pronto al dialogo diretto con Putin, eè necessario per fermare la guerra”.

Il primo round di negoziati tra Ucraina e Russia, andato avanti per cinque ore, non aveva portato ad alcun risultato, si è svolto nella regione di Gomel, sempre in Bielorussia, ma al confine con l’Ucraina.

Sul campo i combattimenti non rallentano. Cargo estone – con bandiera panamense – colpito da siluri, equipaggio in salvo. Il Pentagono sospetta che le forze russe si spostino a nord-ovest da Kherson a Mykolaiv per avviare la campagna di terra con il supporto di assalti navali dal mar Nero.  (AGI.it)

 




Dall’inizio della guerra, sono già 3.840 i cittadini ucraini entrati in Italia

212525116 68e51a2a 91e9 41e4 ad0f 141e79690851

212525116 68e51a2a 91e9 41e4 ad0f 141e79690851AGI – L’Italia è impegnata per accogliere i cittadini ucraini in fuga dalla guerra. Sono già 3.840 i cittadini ucraini entrati in Italia dall’inizio dell’invasione russa, 1.890 donne, 570 uomini e 1.380 minori, ha reso noto il Viminale che in una circolare ai prefetti ha indicato le linee guida per l’accoglienza.

In particolare, è prevista la tutela delle persone vulnerabili con il ricorso alle procedure di affidamento in via di urgenza, la possibilità di affidare ai Comuni l’accoglienza con risorse del Viminale e il coinvolgimento delle istituzioni locali e degli uffici consolari.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha avuto un lungo colloquio telefonico con il collega ucraino, Denys Monastyrskiy, al quale ha manifestato “la solidarietà dell’intero governo per le sofferenze che sta patendo il popolo ucraino a causa della guerra”, assicurando “il massimo impegno delle autorità italiane per accogliere ed assistere i profughi in fuga dalle aree del conflitto che, sempre più numerosi, stanno raggiungendo con ogni mezzo anche l’Italia”.

Nella circolare inviata ai prefetti dal capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno vengono fornite alcune indicazioni operative. La circolare ricorda che il decreto-legge del 28 febbraio ha disposto l’incremento di circa 5 mila posti, da attivare nell’ambito della rete dei Centri temporanei di accoglienza (Cas).

Per le stesse finalità di accoglienza ha autorizzato l’attivazione di 3 mila posti del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), ha esteso ai profughi ucraini la riserva di posti (complessivamente 5 mila) del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) già prevista e finanziata per i cittadini afghani evacuati la scorsa estate e, infine, ha stabilito che, a decorrere dall’inizio del conflitto, i profughi ucraini possono accedere alle strutture di prima accoglienza ed al Sistema di accoglienza e integrazione “anche se non in possesso della qualità di richiedente protezione internazionale o degli altri titoli previsti dalla normativa vigente per l’accesso”.

Dal punto di vista operativo, la circolare sottolinea la particolare urgenza di assicurare la disponibilità di soluzioni di accoglienza che tengano conto della peculiarità dei cittadini in ingresso (prevalentemente donne e bambini), avvalendosi anche della possibilità di fare ricorso alle procedure di affidamento in via di urgenza.

Inoltre, richiama la possibilità di sottoscrivere accordi di collaborazione con i Comuni al fine di affidare ai Comuni stessi la gestione dell’accoglienza, con oneri a carico del Viminale. La circolare, infine, evidenzia l’importanza del coinvolgimento delle istituzioni locali, degli uffici consolari e dei rappresentanti locali delle comunita’ di cittadini ucraini per consentire il monitoraggio del fenomeno.




Anonymous ha pubblicato i presunti piani di invasione russa dell’Ucraina

171721501 8e408778 0f5f 4cfc 8792 f52db9a9d8ec

171721501 8e408778 0f5f 4cfc 8792 f52db9a9d8ecAGI – Anonymous ha pubblicato sul proprio profilo Twitter alcuni documenti che rivelerebbero le mappe e le date dell’invasione russa in Ucraina. “Documenti presi alle truppe russe mostrano che la guerra in Ucraina è stata approvata il 18 gennaio e che il piano iniziale per colpire l’Ucraina prevedeva un attacco dal 20 febbraio al 6 marzo”, scrive il collettivo di hacker.

Nella prima pagina dei documenti si legge in cirillico “Flotta del Mar Nero” e “Mappa di lavoro”. Non è stato possibile constatare l’autenticità dei documenti. Sempre su Twitter l’analista di sicurezza Micheal Horowitz sostiene che i documenti siano stati scoperti dal ministero della Difesa di Kiev “sul campo”.




Il monito di Mosca: si rischia lo scontro tra Russia e Nato

161043117 2cfc1f3a ec8c 4ada 8557 2299bdb9c021

161043117 2cfc1f3a ec8c 4ada 8557 2299bdb9c021AGI – La Terza Guerra Mondiale sarebbe “nucleare e devastante” ha detto il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov, poco dopo che uno dei suoi vice aveva avvertito del pericolo di uno scontro tra Russia e Nato.

L’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che in serata si terrà un secondo round di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina. Lo hanno riferito media russi.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, stamane ha affermato che i negoziatori russi saranno in Bielorussia questa sera e attenderanno le controparti di Kiev.

Per il Cremlino, però, il governo di Kiev “non cerca una soluzione equilibrata”. L’ambasciatore russo presso l’Onu, Gennady Gatilov, ha affermato di “non riscontrare da parte del regime ucraino alcun desiderio di trovare una soluzione legittima ai problemi”. E aggiunge: “È giunto il tempo di rimuovere le armi nucleari dall’Europa”. La Turchia, intanto, ha escluso la ripresa dei negoziati tra le delegazioni perché le richieste del presidente russo, Vladimir Putin, “sono irrealistiche”.

È stata un’altra notte di missili che si sono abbattuti soprattutto su Kiev, nel mirino l’aeroporto, e Kharkiv, dove è stato colpito un edificio residenziale. Nella giornata di ieri colpita anche la torre della Televisione in un attacco che ha causato 5 morti. Colpito anche il memoriale della Shoah. Paura per la cattedrale di Santa Sofia. La Commissione europea, intanto, vuole modificare il React-Eu per accogliere i rifugiati in fuga dall’Ucraina che, secondo i dati di Unhcr, sono quasi 680 mila.

Nel frattempo, moltissime aziende hanno annunciato di fermare la loro attività in Russia: dopo l’annuncio di Apple. Poi il gigante petrolifero statunitense ExxonMobil ha fatto sapere che abbandonerà gradualmente un importante campo petrolifero che gestisce in Russia per conto di un consorzio che comprende compagnie russe, indiane e giapponesi, il progetto Sakhalin-1. Spicca anche l’annuncio di Boeing, l’azienda aerospaziale americana, che ha sospeso il supporto tecnico e di manutenzione per le compagnie aeree russe.