L’italiano bloccato in Ucraina: “Qui cielo rosso per le esplosioni, aiutateci”

itaiano

itaiano“Ieri sera dopo un’esplosione il cielo è diventato rossoquesta notte ha nevicato e spostarsi è impossibile, perché si spara e il ponte sulla via di Irpin e di Kiev è stato fatto saltare”: a parlare con l’agenzia Dire è Gianluca Miglietta, 46 anni, imprenditore italiano a Bucha, una cittadina alle porte della capitale ucraina. Il suo è anzitutto un appello: “Ho bisogno di aiuto, sono bloccato insieme con mia moglie; ho un’automobile che è già piena di bagagli ed è pronta a partire, ma senza una scorta o una protezione di qualche tipo muoversi è troppo rischioso“.

La testimonianza arriva nel sesto giorno dell’offensiva russa, cominciata giovedì. Oggi un convoglio di mezzi militari si sta avvicinando a Kiev da nord-ovest. Nei giorni scorsi combattimenti tra forze russe e ucraine hanno investito sia Bucha che Irpin, una località vicina, dove altre fonti della Dire hanno confermato la distruzione del ponteMiglietta è originario della cittadina piemontese di Chieri e in Ucraina dirige un’azienda del settore del beauty, la Owestone Intercosmetic. “Ho vissuto qui per sei anni ed è sempre andato tutto bene” dice. “Ora invece perfino comunicare e restare in contatto con l’ambasciata italiana è difficile: le reti delle compagnie telefoniche ucraine sono disattivate e non funzionano più, mentre in strada si spara”.

A rilanciare l’appello di Miglietta è un’amica, di Chieri come lui. Si chiama Rachele Sacco e nella cittadina piemontese è consigliera comunale. “Gianluca si è trasferito nella regione di Kiev dopo essersi sposato in Italia con Irina, sua moglie, originaria dell’Ucraina” ricorda l’amica. “Stava bene ed era tranquillo”. Secondo Sacco, oggi nonostante le incertezze e i rischi far conoscere la situazione di Miglietta è importante. “I media hanno un grande potere” dice. “Devono accendere i riflettori per aiutarlo a rientrare”.

dire.it




Guerra Ucraina-Russia, Draghi: “Italia non si volta dall’altra parte”

draghi 7 fi

draghi 7 fiGuerra Ucraina-Russia, “l’Italia non intende voltarsi dall’altra parte” . Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, parlando al Senato. “L’invasione russa segna una svolta decisiva nella storia europea – ha sottolineato -Molti si erano illusi che la guerra non avrebbe avuto più spazio in Europa”.

“L’aggressione della Russia all’Ucraina ci riporta indietro di oltre ottant’anni, si tratta di un attacco ai nostri valori di libertà e democrazia e all’ordine internazionale che abbiamo costruito insieme”, ha affermato ancora Draghi ricordando che in ogni caso “è essenziale mantenere aperta la via del dialogo. Auspichiamo il successo di questo dialogo anche se siamo realistici sulle sue conseguenze”.

Ma le scelte della Russia, in particolare “il ricatto” del ricorso ad armi nucleari “ci obbligano a compiere scelte fino a pochi mesi fa impensabili”. La risposta deve essere “ferma, rapida e unitaria. Tollerare una guerra di aggressione vorrebbe dire mettere a rischio in maniera irreversibile la sicurezza e la pace in Europa, non possiamo lasciare che questo accada”, ha detto il premier rivolgendo quindi un “un grazie all’ambasciatore Zazo e a tutto il personale della nostra ambasciata per lo spirito di servizio, la dedizione e il coraggio dimostrato in questi giorni drammatici” e anche al “ministro Di Maio”.

Al presidente ucraino “Zelensky è stato ribadito supporto. A un popolo che si difende non è possibile rispondere solo con atti di deterrenza”, ha affermato poi il presidente del Consiglio ricordando che le forze schierate in Romania saranno raddoppiate, l’Italia è pronta con un primo gruppo di 1.400 militari ed un secondo di 2.000″.

L’Europa ha dimostrato enorme determinazione nel sostenere il popolo ucraino. Nel farlo, ha assunto decisioni senza precedenti nella sua storia – come quella di acquistare e rifornire armi a un Paese in guerra”, ha ricordato Draghi sottolineando: “Come è accaduto altre volte nella storia europea, l’Unione ha accelerato nel suo percorso di integrazione di fronte a una crisi. Ora è essenziale che le lezioni di questa emergenza non vadano sprecate. In particolare, è necessario procedere spediti sul cammino della difesa comune, per acquisire una vera autonomia strategica, che sia complementare all’Alleanza Atlantica”.

“La minaccia portata oggi dalla Russia è una spinta a investire nella difesa più di quanto abbiamo fatto finora. Possiamo scegliere se farlo a livello nazionale, oppure europeo. Il mio auspicio è che tutti i Paesi scelgano di adottare sempre più un approccio comune. Un investimento nella difesa europea è anche un impegno a essere alleati”, ha detto ancora Draghi.

La situazione umanitaria nel Paese è sempre più grave“, ha detto ancora Draghi parlando di stime che prevedono in “18 milioni il il numero di persone che potrebbe necessitare di aiuti umanitari nei prossimi mesi. Gli sfollati interni potrebbero raggiungere una cifra tra i 6 e i 7 milioni e mezzo e i rifugiati tra i 3 e i 4 milioni”. Il premier ha proseguito: “Sono stimate in circa 400mila le persone che hanno lasciato l’Ucraina in direzione dei Paesi vicini” e “al G7 ho detto che l’Italia farà di tuto per aiutare i Paesi vicini nel dramma di questa gigantesca migrazione”.

Draghi ha parlato anche di “110 milioni di euro per Kiev” e di “un primo contributo di 1 milioni di euro per la Croce rossa” unitamente all’invio di “4 tonnellate materiale sanitario”.

“Lo straordinario afflusso di rifugiati che ha già incominciato ad arrivare dall’Ucraina, ci obbliga a rivedere le politiche d’immigrazione che ci siamo dati come Unione europea- ha sottolineato – In passato, l’Unione si è dimostrata miope nell’applicare regolamenti datati, come quello di Dublino, invece di adottare un approccio realmente solidale. L’Italia è pronta a fare la sua parte per ospitare chi fugge dalla guerra, e per aiutarlo a integrarsi nella società. I valori europei dell’accoglienza e della fratellanza devono valere sempre”.

“Nel lungo periodo, questa crisi ci ricorda l’importanza di avere una visione davvero strategica e di lungo periodo nella discussione sulle nuove regole di bilancio in Europa – ha aggiunto – A dicembre, insieme al presidente francese Macron, abbiamo proposto di favorire con le nuove regole gli investimenti nelle aree di maggiore importanza per il futuro dell’Europa, come la sicurezza, o la difesa dell’ambiente. Il disegno esatto di queste regole deve essere discusso con tutti gli Stati membri. Tuttavia, questa crisi rafforza la necessità di scrivere regole compatibili con le ambizioni che abbiamo per l’Europa”.

Al momento non ci sono segnali di un’interruzione delle forniture di gas. Tuttavia è importante valutare ogni evenienza, visto il rischio di ritorsioni e di un possibile ulteriore inasprimento delle sanzioni”, ha affermato il premier. ricordando che “l’Italia importa circa il 95% del gas che consuma e oltre il 40% proviene dalla Russia. Nel breve termine, anche una completa interruzione dei flussi di gas dalla Russia a partire dalla prossima settimana non dovrebbe comportare problemi”.

“L’Italia ha ancora 2,5 miliardi di metri cubi di gas negli stoccaggi e l’arrivo di temperature più miti dovrebbe comportare una significativa riduzione dei consumi da parte delle famiglie. La nostra previsione è che saremo in grado di assorbire eventuali picchi di domanda attraverso i volumi in stoccaggio e altra capacità di importazione. Tuttavia, in assenza di forniture dalla Russia, la situazione per i prossimi inverni rischia di essere più complicata”, ha detto ancora Draghi.

Il Governo ha allo studio una serie di misure per ridurre la dipendenza italiana dalla Russia– ha affermato – Le opzioni al vaglio, perfettamente compatibili con i nostri obiettivi climatici, riguardano prima di tutto l’incremento di importazioni di gas da altre fornitori – come l’Algeria o l’Azerbaijan; un maggiore utilizzo dei terminali di gas naturale liquido a disposizione; eventuali incrementi temporanei nella produzione termoelettrica a carbone o petrolio, che non prevedrebbero comunque l’apertura di nuovi impianti”. “Se necessario, sarà opportuno adottare una maggiore flessibilità sui consumi di gas, in particolare nel settore industriale e quello termoelettrico -ha spiegato il premier-. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico è un obbiettivo da perseguire indipendentemente da quello che accadrà alle forniture di gas russo nell’immediato. Non possiamo essere così dipendenti dalle decisioni di un solo Paese. Ne va anche della nostra libertà, non solo della nostra prosperità”.

adnkronos




Pasta, olio e vino: è vero boom per l’export del cibo made in Italy

145501006 674837e6 9a7b 406b 94ee dfb2cd40f686

145501006 674837e6 9a7b 406b 94ee dfb2cd40f686AGI – “Più cibo italiano sulle tavole di tutto il mondo. L’effetto della pandemia, nei due anni tra 2020 e 2021, ha consentito all’agroalimentare made in Italy di incrementare la propria presenza meglio di quanto abbiano fatto molti avversari commerciali”. È quel che sottolinea l’incipit di un servizio del nuovo numero del settimanale economico del Gambero Rosso, “TreBicchieri”, dedicato all’agrifood. Nel ripensare all’incredibile blocco delle merci italiane alle fronitiere con l’esplosione della pandemia, nel 2020.

La testata calcola invece che il mondo abbia scelto proprio il made in Italy quale prodotto di qualità. Superstar delle esportazioni sono stati prodotti come la pasta, l’olio extravergine d’oliva, i formaggi, il vino, quest’ultimo definito come un “vero alfiere e protagonista” di una performance che lo ha portato a totalizzare bel oltre i 7 miliardi di euro.

Tant’è che la sesta edizione del forum Agrifood monitor promosso da Nomisma con Crif, sistemi di informazioni creditizie, parla addirittura di performance “sorprendente” per il settore dell’agroalimentare. Specie nel corso del 2021, che sara’ ricordato come “un anno straordinario per l’export italiano” secondo il giudizio di Denis Pantini, responsabile agroalimentare di Nomisma, a suo avviso proprio “grazie ad una crescita che ha coinvolto tutti i prodotti, portando a incrementi della quota di mercato dell’Italia in molti mercati mondiali”.

Nel dettaglio, i dati dicono che il nostro Belpaese ha visto aumentare nel corso del 2021 e rispetto al 2019 il suo peso a valore all’interno dei più importanti Paesi importatori, passando da 15,4% a 16% in Svizzera, da 7,8% a 8,7% in Germania, da 8,3% a 8,7 % in Francia, da 5,6% a 6,3% in Uk, da 4,4% a 4,7% in Australia, dal 3,1% al 3,5% in Russia. Stabili gli Usa (3,5%) mentre si perde qualcosa nel rapporto con la Cina, che passa dal 2% all’1,9%, soprattutto perché i cinesi, che hanno incrementato l’import in periodo pandemico di oltre il 45%, hanno acquistato in prevalenza commodity agricole, che non rappresentano il core business italiano, fatto invece di prodotti trasformati e lavorati.

Ma passando dalla suddivisione percentuale ai dati assoluti, il quadro complessivo è questo: l’export agroalimentare nel 2021 ha raggiunto livelli record attestandosi sopra i 50 miliardi di euro (nel 2015 era poco sopra i 30 mld), grazie a una crescita a valore del 15% rispetto al 2019 e dell’11% sul 2020.

I prodotti che hanno fatto da traino sono stati vino, salumi e formaggi. Il vino si conferma il bene italiano in assoluto piu’ esportato, con una quota del 14% e un incremento a valore del 12,7% sul 2020 e del 10,3% sul 2019. Pertanto l’Italia, nell’agrifood, ha fatto meglio di altri importanti Paesi europei, come Francia e Germania, rimasti sotto il 10% (con crescite rispettive di +8% e +4%). Il nono posto, invece, l’Italia se lo aggiudica per valore dell’export agroalimentare mondiale, in una classifica che vede ai primi 5 posti gli Usa (148,6 mld), i Paesi Bassi (103,1%), il Brasile (83 mld), la Germania (75,4 mld) e la Francia (68,3 mld).

E tra 2019 e 2021 chi ha fatto meglio del Belpaese sono paesi come il Canada, il Brasile, gli Usa, cresciuti di oltre il 20%. Ora però si guarda con molta apprensione al fronte russo-ucraino e al conflitto in corso, anche perché se da un lato la performance dell’Italia è stata ottima, dall’altro abbiamo sì incrementato le esportazioni, tuttavia le imprese vedono ridursi i margini economici a causa dell’effetto dell’aumento dei costi, in prevalenza di quelli energetici, cresciuti di circa cinque volte.

Dichiara al settimanale economico del Gambero Rosso il presidente del Comitato scientifico di Nomisma ed europarlamentare Paolo De Castro, rispetto alla guerra in Ucraina: “Eventuali sanzioni nell’agroalimentare in Russia genereranno difficoltà sia dirette, come i blocchi sull’export, sia indirette, nel senso che quei Paesi che perderanno un’importante via di sbocco come la Russia riverseranno nei confini Ue i propri prodotti”.

In ogni caso, ora con la guerra in Ucraina si attendono conseguenze devastanti per tutti, soprattutto perché il conflitto arriva dopo due anni di una pandemia globale, che ha già messo alla prova la resistenza e le economie di tutti i Paesi.




Putin sente Macron e detta le condizioni: “Riconoscimento della Crimea e Ucraina neutrale”

165148151 21ae506a 0f76 428f 998f bc50e9a9f5df

165148151 21ae506a 0f76 428f 998f bc50e9a9f5dfAGI – I negoziati tra le delegazioni russa e ucraina nella regione di Gomel in Bielorussia, sono ancora in corso, ripresi dopo una pausa. È quanto hanno riferito Ria Novosti e la tv Rossiya24, smentendo quanto affermato poco prima da un consigliere del ministero dell’Interno di Kiev secondo il quale erano conclusi.

“C’e’ stata una fuga di notizie secondo cui i colloqui sarebbero conclusi. Ma noi, le persone che sono qui ora, non ne sappiamo nulla. Tutto sta ancora continuando”, ha spiegato il corrispondente dell’emittente tv dalla sede dei colloqui.

L’agenzia di stampa bielorussa BelTA, a sua volta, ha spiegato che “le parti hanno lasciato la stanza per una pausa, ma ora i negoziati stanno proseguendo”. Il corrispondente di Rossiya 24 ha aggiunto che i giornalisti che si trovano nella regione di Gomel non conoscono ancora i dettagli dei colloqui. “Non ci sono state anticipazioni”, ha aggiunto il corrispondente.

Finora non sono state rivelate né le coordinate né il nome del luogo dove si svolgono i colloqui. “L’edificio dove si svolgono le trattative è indicato con un nome figurativo, come la ‘casa del pescatore'”, si è limitato a dire il corrispondente.

Borrell, forniremo a Kiev anche jet da combattimento

“Forniremo all’Ucrina armi importanti, compresi dei jet da combattimento. L’Ucraina ci ha indicato quali può usare e ci sono alcuni Stati membri che li hanno e li forniremo”. Lo ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell, al termine della riunione in videoconferenza dei ministri degli Esteri, il quale ha riferito anche che l’Ue ha deciso di fornire 450 milioni di euro per l’acquisto di armi letali e 50 milioni per materiale non letale” destinati all’Ucraina.

von der Leyen, vogliamo Ucraina in Ue

L’Ucraina è “una di noi e li vogliamo nell’Unione europea”. Lo ha detto a Euronews la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in un’intervista. “Abbiamo un processo con l’Ucraina che consiste, ad esempio, nell’integrazione del mercato ucraino nel mercato unico”, ha aggiunto.




L’Italia è pronta ad inviare armi ed equipaggiamenti all’Ucraina

203529850 d68e45e4 a149 4fb0 97fc cfe4fde8e41a

203529850 d68e45e4 a149 4fb0 97fc cfe4fde8e41aAGI –  “Pieno e convinto appoggio” al pacchetto di misure approvato dalla Ue, che di fronte all’atto “barbaro” dell’aggressione di Mosca all’Ucraina e alla “minaccia per l’Europa”, “deve reagire con la massima fermezza”.

Le parole del presidente del Consiglio, Mario Draghi, arrivano in serata, poche ore lo storico annuncio di Bruxelles che per la prima volta nella sua storia finanzierà e fornirà armi ad un paese in guerra.

Il nuovo pacchetto di misure dell’Unione contro l’aggressione russa prevedono anche lo stop delle transazioni della banca centrale russala chiusura dello spazio aereo europeo ai voli russi, sanzioni alla Bielorussia e la messa al bando delle emittenti russe Russia Today e Sputnik. Tutte iniziative, dice Draghi, che l’Italia condivide in “pieno”.

La chiusura dello spazio aereo italiano, comunicata dal governo in mattinata, riguarda qualsiasi tipo di velivolo civile o militare che provenga da qualsiasi parte della Russia o che sia di una compagnia russa.

Il governo inoltre è pronto inviare alle forze di Kiev armi ed equipaggiamenti per far fronte all’offensiva dell’esercito di Vladimir Putin: domani nel pomeriggio si riunirà un Consiglio dei ministri per adottare nuove disposizioni sulla crisi ucraina e, fa sapere palazzo Chigi, “si interverrà per garantire sostegno e assistenza al popolo ucraino attraverso la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina”.

Una seconda norma “introdurrà una procedura che consenta maggiore flessibilità nell’uso delle diverse sorgenti di energia elettrica del Paese”.

La decisione del governo italiano di inviare armi a Kiev arriva dopo la telefonata di ieri di Draghi con il presidente dell’Ucraina, Volodimir Zelensky, in cui il premier aveva ribadito “la solidarietà e vicinanza dell’Italia di fronte all’attacco” di Mosca e aveva anticipato che l’Italia avrebbe fornito all’Ucraina “assistenza per difendersi”.

Il via libera di domani in Cdm delle norme che integrano il ‘decreto Ucraina’ dovrebbe arrivare con l’appoggio di tutte le forze politiche.

In mattinata Matteo Salvini aveva frenato sulla possibilità di inviare armi a Kiev (“mandare armi letali? non in mio nome”, aveva detto il leader della Lega), salvo fare marcia indietro nel tardo pomeriggio: “Piena fiducia in Draghi e nel governo per fermare, con ogni intervento e aiuto necessario, l’aggressione russa, le bombe e il sangue” ha fatto sapere Salvini.




Draghi: “L’Italia appoggia in pieno la linea dell’Ue sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell’ambito Swift”

001353742 a50a6112 44c2 48a5 b556 6ce4dc915b55

001353742 a50a6112 44c2 48a5 b556 6ce4dc915b55AGI – Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha seguito gli sviluppi del conflitto in Ucraina a partire da una telefonata con il Presidente ucraino, Volodimir Zelensky.

Il premier resta in contatto costante con i leader dell’Unione europea, nella convinzione che l’Europa debba essere unita nella difesa del paese sotto attacco delle truppe di Mosca.

A Zelensky e al popolo ucraino Draghi ha espresso “la solidarietà e vicinanza dell’Italia di fronte all’attacco della Federazione Russa”.

Zelensky ha dal canto suo “confermato il chiarimento totale del malinteso di comunicazioni avvenuto ieri e ha ringraziato il presidente Draghi per il suo sostegno e per la forte vicinanza e amicizia tra i due popoli”.

Draghi ha ribadito  che “l’Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell’Unione Europea sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell’ambito SWIFT”.

L’Italia “fornirà all’Ucraina assistenza per difendersi”. I due leader hanno concordato di restare in stretto contatto nell’immediato futuro.

Intanto, in vista delle comunicazioni che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, terrà martedì alla Camera, si svolgerà lunedì una riunione fra i presidenti delle commissioni Esteri di Camera e Senato, Piero Fassino e Vito Petrocelli, per mettere a punto una risoluzione comune su cui far convergere anche le opposizioni, con l’obiettivo di una posizione unitaria del Parlamento a sostegno delle azioni che il governo metterà in campo. “Draghi è il presidente del Consiglio, ha il nostro sostegno. Decida”.

A dirlo è il segretario della Lega, Matteo Salvini, che comunque rileva: “Le sanzioni si usino se sono uno strumento che può riportare alla ragione Putin. Ovviamente se l’Italia è dipendente per metà dalle forniture di gas dalla Russia cerchiamo di fare tutto il possibile senza lasciare milioni di italiani al freddo e senza costringere l’Italia al black-out”.

Quindi per il leader della Lega: “Vanno bene le sanzioni, però senza essere autolesionisti. Le sanzioni devono andare a punire chi ha voluto la guerra e chi la porta avanti”.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, conferma la fermezza verso Mosca: “Sulle sanzioni alla Russia, l’Italia è per la linea dura: di fronte alle atrocità di questa guerra, scatenata dal governo russo, non può esserci nessun tentennamento. Con i nostri partner Ue e atlantici mostreremo tutta la forza della nostra compattezza. Serve fermezza contro chi sta provocando la morte di donne e uomini, spargendo il sangue di persone innocenti”.

Una linea su cui si esprime anche Debora Serracchiani, capogruppo Pd alla Camera: “La solidarietà al popolo ucraino vittima del folle progetto militare di Putin non deve limitarsi alle parole. Contro un’aggressione senza precedenti alla libertà, alla democrazia e alla pace, non c’è che la risposta ferma, unitaria, immediata della comunità internazionale. Appoggiamo convintamente il governo italiano nella decisione delle sanzioni e condividiamo la linea dell’esclusione della Russia dal sistema Swift. Non è il momento delle titubanze”.

Ok, in linea di massima, da Fratelli d’Italia per una risoluzione che, sull’Ucraina, veda tutte le forze politiche italiane compatte. “Siamo stati i primi”, spiega una fonte di primo livello di FdI, a chiedere un testo unitario. “Certo, vogliamo vedere le carte. Dalla maggioranza ci aspettiamo che non ci siano elementi divisivi e che si guardi al futuro. In ogni caso FdI è in prima linea a difendere le ragioni dell’Italia e rafforzare il ruolo della Nazione fuori dai confini”.

Matteo Renzi manda un messaggio dall’assemblea nazionale di Italia viva: “L’Ue non può girarsi da altra parte: per le sanzioni alla Russia” serve subito uno stanziamento a livello europeo per le aziende che stanno pagando il prezzo della guerra.

E aggiunge: “Ieri abbiamo sentito Mario Draghi su energia, gas, sulle scelte di politica economica energetica e strategica: adesso passiamo dalle parole ai fatti. Come Italia viva annunciamo da subito il voto a favore di tutte le misure, in attesa che il Consiglio dei ministri indichi proposte concrete”.




Dalla Champions alla Formula 1, lo sport isola la Russia

213152650 e887dc93 c000 4e34 8c52 cf7bf92b314b

213152650 e887dc93 c000 4e34 8c52 cf7bf92b314bAGI – Niente finale di Champions League, niente Gran Premio di Sochi di Formula 1, partite e tornei annullati o spostati in campo neutro: il mondo dello sport isola la Russia e la sua alleata Bielorussia dopo l’invasione dell’Ucraina.

La misura più eclatante è la decisione ufficializzata dall’Uefa di spostare da San Pietroburgo a Parigi la finale della Champions in programma il 28 maggio.

È il terzo anno consecutivo che l’ultimo atto della stagione di calcio europea per club trasloca, dopo che Istanbul e la stessa San Pietroburgo nel 2021 avevano dovuto rinunciare per l’emergenza Covid. Stavolta, però, è politico il segnale che arriva dal mondo dello sport.

Se la finale della Gazprom Arena sarà spostata al Saint-Denis di Parigi, l’Uefa ha anche disposto che i club russi e ucraini e le squadre nazionali che partecipano a competizioni internazionali devono giocare le partite in casa in luoghi neutrali “fino a nuovo ordine”.

Lo Spartak Mosca dovrà quindi giocare in campo neutro il ritorno degli ottavi di Europa League contro il Lipsia, il 17 marzo, e la Fifa potrebbe anche spostare il playoff per i mondiali in Qatar del 24 marzo tra Russia e Polonia, in programma a Mosca.

La federcalcio italiana ha deciso di posticipare di 5 minuti l’inizio di tutte le partite del weekend per “inviare un unanime messaggio di pace”.

Il Cio, da parte sua, dopo aver accusato Mosca di aver violato la tregua olimpica, ha esortato tutte le Federazioni Sportive Internazionali a trasferire o annullare i loro eventi sportivi attualmente programmati in Russia o Bielorussia e a a mettere al bando le bandiere e gli inni dei due Paesi.

La Formula 1 ha annullato il Gran Premio di Russia in programma a Sochi dal 23 al 25 settembre. La Fis annullato ha tutti gli eventi di Coppa del mondo di sci organizzati in Russia fino a fine stagione.

L’Eurolega di basket ha deciso che le gare interne delle tre squadre russe iscritte alla competizione, Cska Mosca, Zenit San Pietroburgo e Unics Kazan, tutte ampiamente in lotta per i playoff, debbano svolgersi in campo neutro.

Per ora la reazione di Mosca è stata cauta: il Cremlino si è rammaricato per la finale di Champions spostata sostenendo che è “un peccato perché “San Pietroburgo avrebbe fornito le migliori condizioni possibili per ospitare questo evento calcistico”.

La Federcalcio russa ha lamentato che la decisione è stata “dettata da ragioni politiche” e ha criticato anche la scelta d’imporre il campo neutro “in quanto viola il principio sportivo e gli interessi di giocatori, allenatori e tifosi”.




Balkanatolia, il continente dimenticato di 50 milioni di anni fa

unnamed

unnamedAGI – Un continente dimenticato, nell’area che oggi copre i Balcani e l’Anatolia: è quanto ha scoperto un team di paleontologi e geologi francesi, americani e turchi guidati da ricercatori del CNRS Delegazione Parigi Michelangelo. La scoperta cambia la mappa finora conosciuta delle colonizzazioni e delle migrazioni delle specie esistenti 50 milioni di anni fa.

Battezzato Balkanatolia, era anticamente popolato da una fauna molto particolare.  Secondo gli scienziati, avrebbe permesso ai mammiferi dell’Asia di colonizzare l’Europa 34 milioni di anni fa. I risultati sono stati pubblicati Earth Science Reviews. Per milioni di anni durante l’Eocene (55-34 milioni di anni fa), l’Europa occidentale e l’Asia orientale formarono due masse continentali distinte con faune di mammiferi molto diverse: le foreste europee ospitavano una fauna endemica con, ad esempio, paleothera (un gruppo estinto lontanamente imparentato con i cavalli odierni, ma più simile ai nostri tapiri), mentre l’Asia era popolata da faune piu’ cosmopolite comprese le famiglie di mammiferi che si trovano oggi in questi due continenti.

Sappiamo che circa 34 milioni di anni fa, l’Europa occidentale fu colonizzata da specie asiatiche, portando ad un importante rinnovamento della fauna vertebrata e all’estinzione dei suoi mammiferi endemici: un evento brutale chiamato “Big cut”. Sorprendentemente, i fossili trovati nei Balcani indicano la presenza di mammiferi asiatici nell’Europa meridionale molto prima del Grande Spartiacque, suggerendo una precedente colonizzazione.

I ricercatori del CNRS forniscono una risposta a questo paradosso. Per questo, hanno esaminato le precedenti scoperte paleontologiche, alcune risalenti al XIX secolo, a volte rivalutando la loro datazione alla luce dei dati geologici attuali. Questo esame rivela che per gran parte dell’Eocene, la regione corrispondente agli odierni Balcani e Anatolia era dotata di una fauna terrestre omogenea, ma distinta da quella dell’Europa e dell’Asia orientale. Questa fauna esotica includeva, ad esempio, marsupiali con affinita’ sudamericane ed embritopodi (grandi mammiferi erbivori simili agli ippopotami) che erano stati precedentemente trovati in Africa. La regione doveva quindi costituire un’unica massa continentale, separata dai continenti vicini.

I ricercatori hanno anche scoperto una nuova localita’ fossilifera in Turchia (Buyukteflek) datata da 35 a 38 milioni di anni fa, che ha visto proliferare mammiferi con affinita’ chiaramente asiatiche, i più antichi conosciuti fino ad oggi in Anatolia. Si tratta di frammenti di mascelle appartenute ad animali somiglianti a grandi rinoceronti, i brontotheres, che si estinsero alla fine dell’Eocene.

Tutte queste informazioni consentono di delineare la storia di questo terzo continente eurasiatico, incuneato tra Europa, Africa e Asia, e chiamato dal team “Balkanatolia”. Già presente 50 milioni di anni fa e dotato di una fauna unica, fu colonizzato 40 milioni di anni fa dai mammiferi asiatici grazie a cambiamenti geografici ancora da chiarire. 34 milioni di anni fa, fu senza dubbio la grande glaciazione responsabile della formazione della calotta glaciale antartica che, abbassando il livello del mare, unì la Balkanatolia all’Europa occidentale e diede origine alla “Grande Rottura”.




Le truppe russe sono entrate a Kiev. Zelensky a Putin: “Sediamoci al tavolo a negoziare”

122632725 1cf9c963 5e59 4c05 a9be 317d258a1c28

122632725 1cf9c963 5e59 4c05 a9be 317d258a1c28AGI –  Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha affermato che nel primo giorno di guerra sono morti almeno 137 cittadini ucraini. “Centotrentasette eroi, i nostri cittadini” hanno perso la vita, ha detto in un video pubblicato sul sito web della presidenza, aggiungendo che altri 316 ucraini sono rimasti feriti nei combattimenti.

Zelensky ha poi affermato di ritenere che forze di sabotaggio russe siano entrate Kiev. “Secondo le nostre informazioni, il nemico mi ha contrassegnato come obiettivo numero 1 e la mia famiglia, come obiettivo numero 2. Vogliono distruggere politicamente l’Ucraina distruggendo il capo di stato. Secondo le nostre informazioni gruppi di sabotaggio nemici sono entrati a Kiev. Resto nella zona del governo insieme ad altri”.




Ucraina, Zelensky: “Guerra dura”. Russia: “Durerà tempo necessario”

ucraina attacco russia 76 afp

ucraina attacco russia 76 afpLa Russia rappresenta il male”. Così il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky parlando di una “battaglia davvero dura” condotta dalle forze armate ucraine “respingendo gli attacchi russi a est, nord e sud”. “Il nemico sta subendo perdite e ne avrà ancora di più grandi perché hanno invaso la nostra terra”, ha quindi sottolineato. “Da oggi i nostri paesi si trovano su lati diversi nella storia mondiale – ha continuato parlando in russo – decidete da che parte stare, ascoltate la vostra coscienza”.

Non cederemo la nostra libertà, qualsiasi cosa pensi Mosca”, ha quindi sottolineato. E dopo aver rivolto un appello alla popolazione a ”donare sangue” perché ”ci sono militari feriti negli ospedali” che ne hanno bisogno”, ha confermato di aver ”troncato i rapporti diplomatici con la Russia”. Perché ”questa mattina passerà alla storia, ma è una storia diversa per l’Ucraina e la Russia”, ha detto.

La Russia ci ha attaccato in maniera cinica proprio come fece la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale”, ha detto ancora Zelensky nel suo discorso alla nazione. ”Il futuro di tutto il popolo dell’Ucraina dipende da ognuno dei suoi cittadini”, ha sottolineato il presidente ucraino rivolgendosi alla nazione. ”Daremo armi a chiunque voglia difendere il Paese. Siate pronti a sostenere l’Ucraina nelle piazze delle nostre città”, ha aggiunto. ”Ogni volontario potrà avere le armi, tutti coloro che hanno esperienza nei combattimenti devono recarsi nei centri corrispondenti. Il ministero degli Interni richiama i veterani per difendere il Paese”, ha detto quindi.

Russia

L’operazione militare in Ucraina durerà “il tempo necessario”. Lo afferma il Cremlino in una nota nella quale sostiene di voler “ripulire e liberare” l’Ucraina dagli elementi nazisti. La Russia, si legge nella nota, “non può essere rinchiusa dietro una cortina di ferro”.

Una “coalizione anti-Putin” per “costringere la Russia alla pace”, aveva scritto su Twitter Zelensky. “Ho parlato con il presidente degli Stati Uniti, con Olaf Scholz, Charles Michel, Andrzej Duda e Boris Johnson. Fermare immediatamente Putin e la guerra contro l’Ucraina e il mondo! Costruire una coalizione anti-Putin – scrive – Sanzioni immediate, difesa e sostegno finanziario all’Ucraina. Chiudere lo spazio aereo. Il mondo deve costringere la Russia alla pace”.

“Il mondo è con noi”, aveva scritto ancora Zelensky, riferendo che “continua i negoziati con i leader”. “Abbiamo ricevuto il sostegno dell’emiro del Qatar”, ha aggiunto.