Di chi sono i 100 voti che potrebbero decidere l’elezione del capo dello Stato

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184423310 f6fdc2b5 91f3 4bc1 ab2b 039f402229e1AGI – Un pacchetto di oltre 100 voti che fa gola a tutti. A Silvio Berlusconi, al quale per ambire al Colle più alto servono come minimo una cinquantina di voti da pescare al di fuori dello schieramento di centrodestra. Allo stesso centrodestra, se vuole puntare ad eleggere un presidente della Repubblica di ‘area’. Ma anche al centrosinistra e M5s, se vogliono impedire a Lega, FdI e Forza Italia di giocare da soli la partita per il Quirinale.

Pallottoliere alla mano, gli oltre 100 grandi elettori delle forze di centro e degli ‘ingovernabili’ del gruppo Misto potrebbero dunque fare la differenza e essere determinanti ai fini dell’elezione del nuovo capo dello Stato. Mentre si vanno via via definendo i 58 delegati regionali (mancano all’appello solo Trentino-Alto Adige, che sceglierà lunedì, e Emilia Romagna e Toscana che procederanno martedì prossimo), i partiti iniziano a far di conto per stabilire la strategia da mettere in campo.

L’area di centro prova a ‘smarcarsi’ dai due poli e tentare di stabilire una linea comune. Ma il cammino è impervio, anche perché l’obiettivo dei più (non rivelato pubblicamente) è di tenersi le mani libere per ‘trattare’ e fare l’ago della bilancia. A finire tra i principali sospettati è Matteo Renzi, che domani riunirà il partito.

Ma ‘sospetti’ si nutrono, nel centrodestra, anche tra i centristi di Coraggio Italia, che detiene 32 grandi elettori e ha garantito di essere leale al centrodestra ma non suddito e che voterà per Berlusconi solo se le sue chance di essere eletto sono concrete.

Poi c’è il ‘gruppone’ dei parlamentari del Misto, in queste ore contattati da tutti (stando ai rumors e ad alcune dirette ammissioni anche dagli ‘emissari’ del Cavaliere), il cui voto è doifficilmente ‘gestibile’ per i due schieramenti tradizionali. I grandi elettori dei partiti che fanno riferimento all’area di centro, sommati tra Camera e Senato, sono più di un’ottantina. Anche il ‘peso’ numerico dei parlamentari del Misto si aggira attorno a una ottantina di voti. 

Stando ai numeri delle forze politiche in Parlamento, nessuno – nè il centrodestra nè, tantomeno, il centrosinistra – ha la forza di eleggere il Capo dello Stato senza puntare a una convergenza più ampia: per i primi tre scrutini occorre infatti la maggioranza dei due terzi, che equivale a 672 voti.

Dunque, i ‘giochi’ si decideranno dalla quarta votazione in poi, quando l’asticella scende e per eleggere il successore di Mattarella basterà la maggioranza assoluta, pari a 505 voti. Ma anche in questo caso determinante sarà ‘aggiudicarsi’ il pacchetto di voti in mano al centro o al ‘gruppone’ degli ‘ingovernabili’ del Misto, anche se il centrodestra ha qualche chance numerica in più.

I numeri, nel dettaglio

Esclusi i delegati regionali (che sono 58), il centrodestra (Forza Italia, FdI e Lega), sulla carta può contare su oltre 400, che arrivano a toccare minimo quota 450 con le forze minori (da Udc a Coraggio Italia). Il centrosinistra (Pd, Leu, M5s) può invece contare su 410-420 voti (contando i ‘piccoli’ di area). Ed ecco che entrano in gioco i voti dei centristi: Italia viva dispone di 16 senatori e 27 deputati; Coraggio Italia alla Camera conta 25 deputati a cui si aggiungono i 7 senatori di Idea-Cambiamo, per un totale di 32; Azione-Più Europa ha 2 senatori e 3 deputati; infine, Noi con l’Italia conta 5 deputati. Per un totale di 84 voti.

Più ampio il bacino di voti del gruppone dei cosiddetti ‘cani sciolti’: al Senato il Misto conta 47 componenti, di cui 23 non iscritti ad alcuna componente (per lo più si tratta di ex M5s); poi ci sono i 2 senatori del Maie, i 3 di Italexit di Paragone, 1 di Italia dei valori e 1 di Potere al popolo. Alla Camera il gruppo Misto è composto da 66 deputati, di cui 14 di Alternativa, componente che si colloca all’opposizione del governo Draghi e formata per la maggioranza da ex M5s; Maie-Facciamo Eco conta 8 deputati, Centro democratico 6; 26 i non iscritti ad alcuna componente, per un totale di circa 80 voti.

Quanto ai delegati regionali, il ‘grosso’ degli eletti proviene dai partiti più grandi: tra i ‘piccoli’ del centro solo l’Udc si è accaparrata delegati regionali, in tutto 2, e Cambiamo 1 (il governatore ligure Toti). Il resto dei delegati proviene da Lega (11); Forza Italia (8); FdI (5); Pd (15) e M5s (4). Mancano ancora Trentino-Alto Adige, che eleggerà i suoi delegati regionali lunedì 17, mentre martedì 18 gennaio toccherà a Emilia-Romagna e Toscana.

Con i delegati regionali, lo schieramento di centrodestra, contando i tre partiti maggiori (Lega, FdI e Forza Italia) può contare al momento su 129 elettori di Forza Italia (79 Camera e 50 Senato) più 8 delegati regionali; 58 parlamentari FdI (37 Camera e 21 Senato), più 5 delegati regionali; 197 parlamentari Lega (133 Camera e 64 Senato), più 11 delegati regionali, per un totale di 408 grandi elettori.

Con i voti dei ‘piccoli’ del centro arriva a toccare quota 450. Il centrosinistra (considerando solo Pd, M5s e Leu) può invece contare su 382 voti a cui vanno aggiunti i voti dei piccoli che gravitano nell’area e che appoggiano il governo e 15 delegati regionali dem e 4 pentastellati per un totale di 401 grandi elettori (232 M5s, di cui 74 Senato e 158 Camera; 133 Pd di cui 39 Senato e 94 Camera; 17 Leu, di cui 5 Senato e 12 Camera), numero che può crescere fino a 420 con parlamentari di ‘area’.




No della Corte Suprema Usa all’obbligo del vaccino nelle grandi aziende

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213307002 09c7b318 a1c0 40e0 bfc6 67e45bb7c71fAGI –  La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato la decisione del presidente Joe Biden di imporre il vaccino anti-Covid alle imprese con più di 100 dipendenti.

La Corte ha invece confermato l’obbligo della vaccinazione per i lavoratori delle strutture sanitarie che ricevono fondi federali.

Negli Stati Uniti, dove sono morte più di 800 mila persone a causa del Covid, solo il 63 per cento del Paese risulta pienamente vaccinato e di questi solo il 37 per cento ha ricevuto la terza dose.

Dopo mesi di appelli pubblici a vaccinarsi, Biden ha quindi deciso di rendere obbligatoria la vaccinazione nelle aziende che impiegano 100 o più lavoratori.

Ma i sei giudici conservatori della Corte Suprema hanno stabilito che l’obbligo rappresenterebbe una “significativa invasione della vita e della salute di un vasto numero di dipendenti”.

L’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari presso le strutture che ricevono finanziamenti federali è stato invece approvato con un voto 5-4, con due conservatori – il giudice capo John Roberts e il giudice Brett Kavanaugh – che si sono uniti ai liberali.

 




Elezione del Presidente della Repubblica. Voteranno solo in 200

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camera quirinale fg 1301Solo 200 parlamentari potranno accedere in Aula per partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica. Questa l’indicazione che arriva dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio, ancora in corso. Ogni gruppo, secondo quanto si apprende, deciderà chi potrà accedere in Aula in proporzione alla sua consistenza. Nelle tribune, invece, potranno accedere 106 parlamentari e delegati regionali senza contingentamento per gruppo. Inoltre i parlamentari potranno entrare in Aula solo con tampone negativo.

Non ci saranno poi i tradizionali catafalchi nell’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Alla luce delle nuove norme anti-Covid, saranno messe a disposizione dei parlamentari delle cabine diverse da quelle utilizzate in passato: “Sarà garantito il rispetto delle norme sanitarie ma anche la segretezza”, assicurano fonti di Montecitorio.

Secondo quanto si apprende, nella conferenza si è parlato anche della possibilità di consentire ai grandi elettori positivi al Covid di esprimere il proprio voto. Il tema sarebbe stato sollevato dal capogruppo di Fdi Francesco Lollobrigida: contrari a questa ipotesi Pd e Italia Viva. Forza Italia avrebbe chiesto invece di inviare funzionari delle prefetture a prendere il voto dei positivi a domicilio. Il capogruppo leghista Riccardo Molinari avrebbe appoggiato tale richiesta, proponendo di far votare i positivi la mattina a domicilio e di far arrivare entro lo spoglio serale le schede tramite prefetture.

ADNKRONOS




Dieci anni fa la tragedia della Concordia. De Falco: “La causa fu un’azione scellerata”

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103011313 746a07a6 044d 48c8 b0ea e573ac94fb84AGI – “Il naufragio della Costa Concordia non fu soltanto una tragedia marittima, è una vicenda che si è creata per un’azione scellerata, come fu giustamente definita all’epoca dal procuratore capo. Quella vicenda per puro caso si è verificata su una nave, non è legata alla tecnica della navigazione, è una vicenda irripetibile nel senso che senza lo sfasamento che ci fu nella persona del comandante tra il proprio ruolo e il proprio interesse non si sarebbe verificato tutto questo”. A dirlo è il senatore Gregorio De Falco, all’epoca dei fatti Comandante della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno, durante l’iniziativa ‘Costa Concordia, per non dimenticare’, organizzata dal Consiglio regionale della Toscana.

L’evento si svolge in occasione del decimo anniversario dal naufragio: erano infatti le 21.45 del 13 gennaio 2012 quando la nave da crociera, comandata da Francesco Schettino, urtava gli scogli ‘Le Scolè all’isola del Giglio riportando una falla di 70 metri e inclinandosi poi su un fianco e spiaggiarsi come una balena sulle rocce di Punta Gabbianara. “Passano 45 minuti – ricorda De Falco – prima che venga data l’emergenza generale da me richiesta nella prima interlocuzione.

Il tempo di abbandono di una nave è di 30 minuti e se si fosse proceduto a dare l’emergenza generale subito, con la nave ancora dritta, si poteva sbarcare tutti in un’ora e mezza. Le operazioni di soccorso invece andarono avanti per nove ore”.

Secondo l’ex comandante della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno le principali lezioni tratte dalla tragedia sono “la tradizionale generosità delle popolazioni isolane e l’importanza che chi ha un ruolo pubblico metta sempre da parte se stesso. è fondamentale che abbia sempre chiari i fini del proprio agire che non si devono confondere con i propri interessi”.

Una ferita ancora aperta

Sono passati 10 anni ma la ferita è ancora aperta. Centoventi lunghi mesi, che i naufraghi, i parenti delle vittime, fino ad arrivare agli abitanti dell’Isola del Giglio e ai soccorritori, fanno fatica a dimenticare completamente.

Schettino è stato processato per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose, naufragio e abbandono di nave e condannato in appello e Cassazione a 16 anni, oltre all’interdizione per 5 anni da tutte le professioni marittime.

A bordo erano in 4.229, tra passeggeri e personale. Moriranno in trentadue (con i corpi e i resti ritrovati in qualche caso solo dopo molti mesi), tra loro anche una bambina di cinque anni, tutti affogati, mentre 157 furono i feriti. I primi a uscire in mare e tuffarsi per salvarli furono proprio gli abitanti dell’Isola del Giglio. Ma non solo. Una volta portati a terra i gigliesi aprirono chiesa e case per accogliere i naufraghi. Intervennero per tutta la notte, mentre nel frattempo arrivavano i soccorsi. Una flotta imponente che già dopo poche ore potè contare su venti motovedette, sei elicotteri, dodici navi mercantili e tre rimorchiatori.

Il recupero della nave

Venti mesi dopo dal disastro – siamo nel settembre del 2013 – la nave fu raddrizzata, un’impresa unica per la stazza dell’imbarcazione, grazie all’opera ingegneristica di Nicholas Sloane e della ‘Micoperi’ di Ravenna.

Dopo altri dieci mesi, a luglio del 2014, il relitto lascio’ l’isola per Genova, dove poi è stata smantellata. Nel frattempo al Giglio partono i lavori di pulizia dei fondali dalle strutture utilizzate per il ribaltamento e rigalleggiamento della Concordia. Un ripristino che alla fine vedrà anche il ritorno delle praterie di posidonia che in origine ornavano i fondali.

Schettino da comandante gallonato, diventa da allora uno degli uomini più ‘citati’ e non solo in Italia. A partire dalla frase che fece il giro del mondo in poche ore: “Schettino è un ordine, torni a bordo, ca..o!“. Al telefono, la voce alterata del capitano di fregata Gregorio De Falco, l’ufficiale che la sera di quel tragico 13 gennaio era al comando della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno. Il secco e perentorio ordine, in breve si trasforma nel tormentone più cliccato della rete.

Ma lo scambio telefonico quella notte fu ancora più drammatico. Quando dalla sala comando della capitaneria viene accertato che Schettino non è più a bordo, De Falco avverte: “Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io le faccio passare l’anima dei guai“. Una conversazione il cui epilogo è altrettanto noto con De Falco che intima a Schettino: “Vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni, ha dichiarato l’abbandono nave, adesso comando io, lei vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono gia’ dei cadaveri”. Ma Schettino non torna a bordo.

Eppure il comandante aveva accumulato negli anni una grande esperienza. Nato 55 anni fa a Castellammare di Stabia, Schettino ha da subito deciso che la sua vita sarebbe stata per mare. Frequenta l’istituto nautico Nino Bixio di Piano di Sorrento, la stessa scuola che ha diplomato armatori del calibro di Achille Lauro e Gianluigi Aponte. Poi consegue il diploma di capitano di lungo corso. Una lunga trafila che lo porta da allievo ufficiale a comandante, passando negli anni in molte compagnie.

I reati di Schettino

Poche ore dopo il disastro, il comandante Schettino viene arrestato con l’accusa di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono di nave. La Concordia, arenata, è stata recuperata attraverso l’impresa titanica del rigalleggiamento.

Al Giglio 500 persone di 26 nazioni hanno lavorato per mesi per il progetto ‘parbuckling’, che ha consentito la rotazione della Concordia di 65 gradi, al fine di poterla trasportare verso il porto di Genova per lo smantellamento. Anche questa volta con i riflettori del mondo puntati sull’Italia, il raddrizzamento del colosso di oltre 114 mila tonnellate di stazza lorda, 290 metri di lunghezza e 36 di larghezza, 70 metri di altezza, 13 ponti, e il successivo traino via mare con rimorchiatori oceanici. Anche questo conoscendo un grande successo




Quirinale, Salvini: “Centrodestra compatto su Berlusconi”

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salvini8 afp“Centrodestra compatto e convinto nel sostegno a Berlusconi, non si accettano veti ideologici da parte della sinistra. Spero che nessun segretario e nessun partito si sottraggano al confronto ed alla responsabilità”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

Intanto è previsto per domani alle 14, subito dopo i funerali di Stato del presidente del Parlamento Ue, David Sassoli, il vertice di centrodestra per definire la strategia comune sul Colle. Oltre a Salvini e Giorgia Meloni sono attesi a villa Grande per il pranzo anche i ‘piccoli’ della coalizione (da ‘Coraggio Italia’ all’Udc) anche se gli inviti non sarebbero ancora arrivati a tutti. Raccontano, infatti, che da parte del Cav non ci sarebbe stata nessuna telefonata ai vertici del partito centrista fondato da Giovanni Toti e Luigi Brugnaro, anche se Matteo Salvini (che ieri ha incontrato il governatore ligure e il sindaco di Venezia) avrebbe assicurato che avrebbero partecipato anche loro al summit nella casa romana di Berlusconi.

ADNKRONOS




Il Papa nel suo negozio di dischi, “Avete fatto un bel lavoro”

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unnamedAGI – Quando hanno visto Papa Francesco varcare la soglia del loro negozio, i titolari di “Stereosound”, attività commerciale per la vendita di dischi, non sapevano se essere più increduli o felici. è sceso da un’auto bianca ed è entrato al volo superando il disimpegno di accesso, occupato da un’ampia vetrina con una selezione di vinili disposti in mostra. Ieri sera verso le 19, poco prima della chiusura, il Santo Padre ha fatto visita nel negozio specializzato in musica classica di via della Minerva, affacciato su uno dei lati del Pantheon a Roma. Una rarità in quello spicchio monumentale del centro storico, dove si alternano gelaterie, ristoranti a vocazione turistica e negozi di abbigliamento. All’inizio della strada sono presenti diversi negozi di sartoria dedicati ad abiti e paramenti sacri. Bergoglio era già stato diverse volte nel negozio di dischi nei decenni scorsi, nelle sue visite a Roma quando era prima vescovo e poi cardinale di Buenos Aires. Ma non era mai tornato da quando è diventato Pontefice. “Siamo rimasti senza parole, è una persona meravigliosa, speciale”, racconta all’AGI Tiziana, la figlia di Letizia, la storica titolare dell’attività, aperta da circa 50 anni. Il locale è stato chiuso per qualche tempo per interventi di manutenzione. La commerciante specifica: “Durante la pandemia abbiamo fatto dei lavori di ristrutturazione per rinnovare un poco il negozio, in qualche modo il Papa deve averlo saputo e gli ha fatto piacere vedere come è diventato il locale”. Dopo aver visitato il negozio, il Papa ha detto “avete fatto un bel lavoro”. Prima che andasse via i titolari hanno voluto omaggiare Bergoglio con un cofanetto di musica classica, restano top secret pero’ il titolo e l’autore. “è un appassionato del genere, di opera, di grandi voci”, riferiscono. La visita di Francesco diventa anche l’occasione per una riflessione ad alta voce sulle difficoltà degli esercenti del centro storico, specie per le attività maggiormente di nicchia. “Sono vari fattori messi insieme – argomenta la negoziante – la pandemia, il commercio on line, il centro con pochi turisti, il vinile che ha un suo mercato me resta un prodotto di nicchia, non è semplice andare avanti ma noi ce la metteremo tutta”.




Brasile. Variante Omicron, Bolsonaro minimizza: “È la benvenuta”

bolsonaro ospedale afp

bolsonaro ospedale afpJair Bolsonaro minimizza l’impatto della variante Omicron del coronavirus in Brasile e ne parla come la “benvenuta”. “Omicron si è già diffusa in tutto il mondo”, ha detto il presidente brasiliano citando “chi se ne intende davvero” e aggiungendo che ha “una capacità di diffusione molto grande, ma una letalità molto piccola”. In un’intervista a ‘Gazeta Brasil’ ha sostenuto che Omicron “non ha ucciso nessuno” in Brasile e che il caso del decesso di una persona contagiata nello stato di Goiás è relativo a un paziente 68enne che già soffriva di “problemi molto seri”, ipertensione e broncopneumopatia cronica ostruttiva. “Secondo alcuni studiosi, persone serie e – ha incalzato, come riporta Uol – non legate a case farmaceutiche”, la variante “è la benvenuta” e potrebbe “segnare la fine della pandemia”.

Bolsonaro, che in passato ha messo in dubbio l’efficacia dei vaccini anti-Covid, ha anche annunciato di aver ordinato al ministro della Salute, Marcelo Queiroga, di diffondere i dati su effetti collaterali. E nell’intervista è tornato a criticare la campagna vaccinale rivolta ai bambini, che in Brasile inizierà a fine mese. “Quasi zero, un numero molto basso” di bambini è morto a causa del Covid-19 in Brasile, ha sostenuto.

“E questo numero basso – ha affermato – è con comorbidità”. Nelle ultime 24 ore sono più di 70.700 i nuovi casi di coronavirus segnalati dal ministero della Salute con 174 decessi. In Brasile, con una popolazione di oltre 210 milioni di persone, sinora sono stati confermati un totale di oltre 22,6 milioni di contagi con più di 621.000 decessi.

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Il sindaco di Bologna Lepore passa una notte in strada con i clochard

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lepore clochard bolognaBOLOGNA – Una notte in strada con i clochard e gli operatori che ogni sera portano loro una coperta o una bevanda calda. È la scelta fatta dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che qualche giorno fa ha deciso “di accertarmi di persona di cosa facciamo come città per i senza dimora“, visto anche il brusco abbassamento della temperatura. Un giro sotto i portici che Lepore ha poi raccontato questa mattina sui social e a margine di una conferenza stampa in Comune. “Era importante per me come sindaco andare in strada – spiega Lepore ai cronisti – insieme agli operatori che lavorano da anni con i servizi pubblici e le realtà del sociale”.

A Bologna, ricorda il sindaco, sono disponibili 550 posti letto nei dormitori, “con tante persone ospitate ogni sera: siamo sempre pieni”. Ma ci sono anche “una novantina di persone che vogliono rimanere in strada a dormire, anche al freddo – racconta Lepore – una ventina di loro sono dentro a un continuo giro di incontri per convincerli a entrare nei dormitori, ma ci sono anche tanti irriducibili”.

Il sindaco sottolinea che “sono tanti i cittadini che ci segnalano queste persone in strada. Ed è importante che lo facciano, perché queste persone sono fragili. Hanno contesti familiari molto tragici e se scelgono di rimanere in strada non è per dare fastidio alla comunità, ma perché spesso hanno una situazione psicologica ed economica molto seria e grave. Noi ci dobbiamo prendere cura di loro e credo che Bologna in questo sia una città molto preparata anche dal punto di vista professionale. Era giusto raccontarlo”.

La visita ai clochard, continua Lepore, “è anche un modo per comunicare che Bologna è l’unica grande città con un servizio pubblico impegnato su questo, impegnato insieme al terzo settore, da anni, con risorse pubbliche che servono non solo a togliere queste persone dalla strada, ma a ricostruire loro anche un’autonomia e un inserimento lavorativo”. Sui social, il sindaco ribadisce l’invito ai cittadini a segnalare la presenza di clochard in strada o sotto i portici, in particolare chi potrebbe aver bisogno di aiuto. E aggiunge: “Volevo capire fino in fondo come ci prendiamo cura di loro e per rispondere a domande anche semplici, ma che ci fate in molti: perché nonostante i dormitori a disposizione queste persone decidono comunque di dormire in strada, con questo freddo? Chi sono? Perché vivono così? Mi ha accompagnato chi aiuta queste persone ad attraversare il confine invisibile dell’emarginazione. A volte riuscendo a indirizzarli in un percorso o semplicemente ad offrire un posto caldo per la notte. Altre volte provando e riprovando ancora.

Dire.it




#Quirinale: sul web la corsa è tra Draghi e Berlusconi

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165638787 bb1c2170 4684 4cea 8d6b c3e2a20921cdAGI – Il presidente della Camera, Roberto Fico ha convocato per lunedì 24 gennaio il Parlamento in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali, per l’elezione del Presidente della Repubblica. Il prossimo 3 febbraio, infatti, dopo sette anni scadrà il mandato di Sergio Mattarella, e con la convocazione dei grandi elettori ha inizio la procedura per l’elezione del nuovo capo dello Stato.

La scelta del garante dell’unità nazionale spetta a 630 deputati, 321 senatori e 58 delegati regionali, con voto a scrutinio segreto. Nelle prime tre votazioni è indispensabile il quorum qualificato di due terzi dell’assemblea parlamentare (673 elettori su 1009). Dal quarto scrutinio sarà sufficiente per l’elezione raggiungere la maggioranza assoluta (505 elettori su 1009).

Con gli algoritmi di intelligenza artificiale di Kpi6* abbiamo monitorato le conversazioni sulle elezioni Presidente della Repubblica, per capire di chi si parla maggiormente tra i numerosi nomi di possibili candidati, ipotizzati in questi giorni dalle varie forze politiche e da fonti parlamentari.

Il Presidente Mattarella si congeda con un discorso di fine anno, all’insegna della fiducia, rilanciato sull’account Twitter del Quirinale: “Dalle difficoltà si esce se ognuno accetta fino in fondo di fare la propria parte. Se guardo il cammino fatto insieme in questi sette anni, nutro fiducia”.




New York. Inferno nel Bronx: edificio in fiamme, 19 morti tra cui 9 bambini

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200847338 e446a8c9 f6ac 481a b79b 63662254930aAGI – Almeno diciannove morti, tra cui nove minori, di cui alcuni bambini molto piccoli, e sessantatré feriti. È il bilancio di un incendio scoppiato intorno alle 11 di mattina in un palazzo di diciannove piani sulla 181ª Street, zona West, nel Bronx, vicino alla Fordham University, un quartiere di edilizia popolare.

Il nome e l’età delle vittime, al momento, non sono stati forniti ma visto il primo bilancio, questo è considerato il peggior incendio a New York negli ultimi trent’anni. Dei 63 feriti, gran parte sono vittime delle esalazioni di fumo, alcune hanno avuto un inizio di arresto cardiocircolatorio. Ricoverate in cinque ospedali, sono 32 le persone in pericolo di vita, mentre per altre nove si parla di “gravi condizioni”.

L’incendio è scoppiato in un appartamento su due piani, tra il secondo e terzo, e da lì si è propagato velocemente verso l’alto, favorito dal fatto che la porta della casa era aperta. È partito dalla camera da letto di un appartamento, a causa di una stufetta elettrica malfunzionante. Lo ha annunciato un responsbaile dei vigili del fuoro della citta’, in un briefing con la stampa trasmesso dalle tv americane

Il palazzo è di quelli ad “alveare”, con centoventi appartamenti. Le fiamme hanno occupato velocemente il pianerottolo, e raggiunto altri abitazioni in un modo così rapido da ricordare il tragico precedente di appena quattro giorni fa quando, a Philadelphia, un incendio aveva provocato dodici morti, di cui otto minori.

In quel caso si era parlato di surriscaldamento di un albero di Natale e della mancata attivazione del sistema anti-incendio. Anche nel devastante rogo del Bronx potrebbe esserci stato un cattivo funzionamento degli allarmi. Testimoni hanno raccontato di essersi resi conto dell’incendio solo dopo aver sentito le urla provenire dal pianerottolo, un particolare che potrebbe far pensare a una disfunzione del sistema di sicurezza.

Negli edifici di gran parte dell’America è installato, generalmente, almeno un alert, che scatta al primo apparire del fumo e innesca una sirena assordante. Molti appartamenti sono dotati anche di diffusori idrici, i cosiddetti “sprinklers”, che partono in automatico davanti alla presenza di fumo. Forse non c’erano, forse non si sono attivati.

“E’ ciò che vogliamo accertare – ha dichiarato il nuovo sindaco, Eric Adams – che ha seguito in prima persona l’intervento – andremo fino in fondo con le indagini. Questa è una tragedia terribile, terribile”. “Le persone – ha aggiunto il commissioner dei pompieri, Dan Nigro – sono rimaste intrappolate negli appartamenti”.

I duecento vigili del fuoco, che hanno impiegato due ore per spegnere il rogo, hanno trovato persone svenute o morte in ogni piano del palazzo. Adams e Nigro hanno definito l’incendio il “peggiore a New York in più di trent’anni”.

L’ultima grande tragedia era avvenuta il 25 marzo 1990 quando le fiamme, appiccate nella discoteca abusiva dell’Happy Land, nel Bronx, provocarono la morte di 87 persone. Oltre all’assenza di sistemi anti-incendio, erano state bloccate tutte le vie d’uscita.