Dopo 22 anni si rialza il sipario al Teatro Lirico di Milano

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210448552 0497137b d12e 4f97 b16b 37f68dabb3ddAGI – “Ce l’abbiamo fatta” la riapertura del Lirico, dopo 22 anni “è il regalo di Natale per i milanesi”. Il direttore generale del teatro Matteo Forte, che è anche ad per l’Italia di Stage Entertainement (artefice della riapertura), pochi minuti prima che si alzi il sipario sulla nuova stagione, non nasconde l’entusiasmo per la risposta positiva della città, questa sera con il pienone (circa 1.100 persone, ma si può arrivare fino a 1.400 sedute) e nel fine settimana precedente, in occasione degli open days, con 10 mila presenze.

Per la Prima, del centenario teatro di via Larga, progettato dal Piermarini, proprio come la Scala, sono presenti anche Cochi e Renato, Claudio Bisio e Massimo Moratti.

“Stasera si parte – con uno spettacolo che si intitola Comincium” del duo Ale e Franz, “è uno spettacolo allegro – dice il direttore Forte all’AGI – che è quello che in questo momento serve, di più con le notizie che arrivano dall’Italia e dall’estero”. Dunque “Invitiamo tutti a teatro – è l’appello – è un luogo assolutamente sicuro, indossando la mascherina e rispettando le regole”.

“C’è un bar bellissimo al foyer del primo piano, con tutti i marmi recuperati” e al più presto aprirà anche un grande ristorante panoramico. Al momento “è chiuso. Ci sono diversi operatori che vorrebbero iniziare a lavorare con noi, ma avendo avuto poco tempo, abbiamo preso il teatro il 21 ottobre – ricorda – , abbiamo bisogno di qualche settimana in più per scegliere il partner giusto e iniziare anche con quell’attività”.

Il restauro

Già lo scorso fine settimana l’edificio ha spalancato le sue porte, 10 mila i visitatori che si sono prenotati per vedere in anteprima il risultato dell’imponente restauro conservativo: perchè è vero che nasce nel 1776 per mano del Piermarini, ma di quell’immobile è rimasta solo l’ossatura, tra incendi, allagamenti e un nuovo progetto di rifacimento di Cassi Ramelli nel ’39.

Tecniche moderne hanno rispettato l’origine antica del teatro, con il recupero dei marmi dell’epoca, il restauro del mosaico all’ingresso, la bonifica dall’amianto che arrivava a coprire 1.100 mq quadrati della volta. Lavori complessi iniziati nel 2016 e costati 16 milioni di euro.

Da questa sera comincia la nuova vita del Teatro Lirico, che con Forte propone una stagione interessante, con tanta musica, da Ermal Meta ai Nomadi, da Fabio Concato a Gigi D’Alessio, dalla Pmf a Joe Jackson, che nel teatro di via Larga si esibirà il 10 aprile per l’unica data italiana.




Bellunesi nel Mondo: Radio ABM festeggia i primi cinque anni di attività

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1microfonoBELLUNO\ aise\ – Sono trascorsi cinque anni da quando il 25 dicembre del 2016 si udirono le prime voci uscire da Radio Abm, la web radio dell’Associazione Bellunesi nel Mondo.
Erano le voci del Coro Minimo Bellunese, in concerto alla chiesa di San Rocco, a Belluno. Un regalo di Natale a tutti i bellunesi. Quelli in provincia e quelli in giro per il mondo, per portare ovunque suoni, parole ed emozioni della terra dolomitica. E così, con questo intento, sono arrivati via via i vari programmi, le rubriche, gli approfondimenti, le interviste e le canzoni, cercando di essere utili, a volte divertenti e sempre di compagnia.
Insomma, il tempo è volato e Radio Abm compie, questa Natale, il suo primo lustro.
“Cinque anni, a dire il vero, non sono poi così tanti – commenta l’associazione -. La strada lasciata alle spalle è ancora breve, mentre si spera lunga quella davanti. Ma nel frattempo il mondo sembra essere cambiato rapidamente, spinto da scossoni imprevisti. Durante questo tempo difficile di pandemia anche noi abbiamo cercato di fare la nostra parte, comunicando regole e norme di comportamento e trasmettendo informazioni sull’evolversi della situazione in Italia e all’estero. Senza dimenticare l’obiettivo con cui la Radio era nata: diffondere da smartphone, tablet o computer il senso di “bellunesità”. Grazie per la fiducia accordataci fin qui. Uno stimolo a fare sempre meglio nel futuro che ci attende. Un futuro da passare insieme”. (aise) 




Draghi apre alla riforma delle pensioni

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191549257 5a98438b 11cf 409b ae7e 21bcbb7bd4dfAGI – Il governo è pronto ad avviare un “cantiere” per discutere di riforma delle pensioni, purchè non sia messa “a repentaglio” la sostenibilità del sistema nel medio e nel lungo periodo e all’interno del contesto europeo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è tornato a incontrare i sindacati a palazzo Chigi pochi giorni dopo lo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil e apre alla richiesta dei rappresentanti dei lavoratori su una modifica della legge Fornero. Purchè, chiarisce il premier, non sia messa a rischio la sostenibilità del sistema.

Già nelle prossime ore, fanno sapere i sindacati, il governo invierà il calendario delle convocazioni per le trattative: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli e il consigliere economico Marco Leonardi si occuperanno della parte tecnica, mentre i ministri dell’Economia Daniele Franco, del Lavoro Andrea Orlando e della Pa Renato Brunetta avranno la responsabilità del coordinamento politico.

Costruire un metodo di consultazione su più ambiti è stato il primo punto al centro dell’incontro di lunedì pomeriggio a Palazzo Chigi di Draghi con i segretari generali di Cgil, Cisl e UIL, fa sapere palazzo Chigi. Tre sono i temi sui quali si focalizzerà questo percorso: flessibilità in uscita, pensioni complementari e precarietà giovanile.

“Avvieremo subito un programma operativo”, dice il premier a Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. “Possiamo lavorare su qualsiasi modifica – è la posizione di Draghi – purchè non sia messa a repentaglio la sostenibilità nel medio e lungo periodo e all’interno del contesto europeo”.

Oggi “siamo di fronte a una dichiarazione ufficiale sulla disponibilità del Governo a fare una discussione sulla riforma della legge Fornero, cosa che non era mai avvenuta in questi anni”, dice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini al termine dell’incontro. Tuttavia, aggiunge Landini, il metodo della trattativa sulla riforma previdenziale deve essere diverso da quello seguito dal governo per la riforma fiscale.

“Il confronto deve introdurre un metodo diverso, non come per il fisco quando ci hanno ascoltato, hanno trovato una mediazione nella maggioranza e ci hanno comunicato la decisione”. Il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, dà un “giudizio positivo” sull’incontro con il governo.

“Finalmente – ha detto Sbarra al termine della riunione – apriamo il cantiere della riforma per arrivare alla revisione della legge Fornero nella prospettiva di rendere il sistema più flessibile, più equo, più sostenibile: “oggi abbiamo stabilito le grandi priorità su cui dovrà articolarsi la trattativa. Per noi biosgna discutere di pensioni di garanzia per giovani e donne, di flessbilità in uscita, di come rendere l’Ape sociale strutturale per venire incontro al lavoro gravoso e usurante e di come incentiviamo l’adesione alla previdenza complementare. Abbiamo riaffermato – ha concluso Sbarra – che la previdenza non può essere considerato un costo economico per il bilancio dello Stato perchè c’è un tema di sostenibilità sociale”.

“Si è deciso di aprire finalmente un cantiere per discutere della riforma della legge Fornero”, conclude il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Abbiamo concordato un metodo e un calendario di incontri che ci sarà comunicato domani”.

“Con i sindacati abbiamo avuto un confronto costruttivo sulla riforma delle pensioni – scrive in un post il ministro del Lavoro Andrea Orlando – è l’inizio di un percorso attraverso il dialogo che continua, come ho sempre auspicato, e che può contribuire a far fare passi avanti per i diritti di lavoratrici e lavoratori”, conclude.




Comites Principato di Monaco: Ezio Greggio confermato alla presidenza

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21greggioMONTECARLO\ aise\ – Si è insediato il nuovo Comites del Principato di Monaco che, nel corso della prima seduta il 13 dicembre scorso, ha riconfermato Ezio Greggio alla presidenza.
Fanno parte del Comitato i consiglieri Roberta Apicella, Paolo Borgono, Raffaello Cairoli, Dario Cassano, Romeo Ferrero, Francesca Franco, Raffaella Morabito-Olivieri, Roberta Morgantini, Consuelo Perris, Marcello Pica e Maria Tassara-Contaldo. (aise) 




Comites/Voto elettronico: i dati definitivi

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votoelettronico21ROMA\ aise\ – Alle ultime elezioni per il rinnovo dei Comites, il 3 dicembre scorso, è stato sperimentato per la prima volta anche il voto elettronico, come previsto dalla Legge di bilancio 2021.
Come ricordato dalla Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina (Ufficio II), si è trattato della prima sperimentazione delle procedure di voto digitale in Italia, un importante progetto per verificare in concreto le modalità più sicure per il voto a distanza. La votazione elettronica ha coinvolto gli elettori di nove circoscrizioni consolari (che coprono le circoscrizioni di 11 comitati): Berlino, Monaco di Baviera (per i comitati di Monaco di Baviera e Norimberga), Marsiglia, Londra (per i comitati di Londra e Manchester), L’Aja, Houston, San Paolo, Tel Aviv e Johannesburg.
Sono stati ammessi alla sperimentazione tutti gli elettori residenti nelle 9 circoscrizioni che avessero effettuato l’iscrizione negli elenchi elettorali attraverso il portale per i servizi consolari Fast It. Per votare digitalmente, l’elettore ha dovuto collegarsi al portale IOvoto, autenticarsi con lo SPID di II livello ed esprimere la preferenza seguendo una procedura guidata interamente online.
Gli elettori abilitati alla piattaforma IOvoto (residenti nelle nove sedi diplomatico-consolari, le cui opzioni di voto erano state trasmesse tramite la piattaforma Fast It) sono stati in totale 7756. Di questi, 1236 sono risultati in possesso di SPID di II livello, condizione necessaria per autenticarsi sul portale IOvoto e accedere alla procedura per il voto digitale. I votanti complessivi sono stati 672.
La sperimentazione non ha prodotto effetti giuridici per questa tornata elettorale: ai fini dello scrutinio era valido soltanto il voto espresso per corrispondenza dai cosiddetti “optanti”, cioè gli elettori che si sono iscritti entro il 3 novembre negli elenchi elettorali: sono stati 183.910 (3,9% degli elettori complessivi). Coloro che hanno poi effettivamente espresso il voto per corrispondenza, facendo pervenire al consolato la busta contenente la scheda votata, sono stati 136.718 (2,9% degli elettori complessivi). (aise) 




L’idea del tampone obbligatorio per cinema, teatri e concerti

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123426659 8e3365b1 08cc 4a7e 98f8 dfae7aee3ceeAGI – Accelerare sulle terze dosi e rimodulare la durata del Green pass. È questa la strada che il governo si appresta a seguire per fronteggiare l’impennata di contagi, alimentata dalla variante Omicron. “Valuteremo la congruità delle misure” anti-Covid in campo “facendo una riflessione con i nostri scienziati”, spiega il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Riflessione che porterà alla cabina di regia prevista per giovedì durante la quale dovrebbero essere messe a punto le nuove misure.

L’allarme era già stato lanciato poco prima da una circolare del ministero della Salute che ha avvertito che l’Italia è in una fase epidemica “acuta”, caratterizzata da una elevata velocità di trasmissione del virus SarsCoV2 nella maggior parte del Paese, e con la variante Omicron che rappresenta una crescente minaccia. Il ministero raccomanda la “tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da SarsCoV2, sia a livello territoriale che ospedaliero”.

La strada maestra rimane quella del vaccino e il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, chiede una ‘moratoria’ sulle “chiacchiere” riguardanti il Quirinale per concentrarsi sull’ermergenza: “Qui ci sono due priorità: accelerare la terza dose perché molti contagiati degli ultimi giorni sono persone in attesa della terza dose. E il Green Pass sia sempre e soltanto per vaccinati o guariti: i no-vax se ne facciano una ragione“, sottolinea.

Già dopo la cabina di regia e il Cdm previsti per giovedì potrebbe arrivare dal Governo il via libera a nuove misure come i tamponi obbligatori per chi partecipa a eventi pubblici, le mascherine all’aperto e l’accorciamento della durata del certificato verde. Ipotesi, quella dei tamponi obbligatori, che suscita non poche perplessità fra le forze politiche.

“Penso che il tampone ai vaccinati sia sotto tanti aspetti un colpo a chi, vaccinandosi, ha protetto anche gli altri. In questo momento è più giusto ipotizzare la vaccinazione obbligatoria”, ha detto il responsabile Enti Locali del Partito Democratico, Francesco Boccia, a Radio Immagina. “I tamponi ogni volta che vai a teatro o al cinema sia difficile e anche incoerente”, ha aggiunto.

“Introdurre il tampone anche per i vaccinati per accedere ai luoghi della cultura come cinema e teatri è una misura da evitare in tutti i modi”, dice Roberto Rampi, senatore e capogruppo pd in Commissione Cultura: “La cultura ha una funzione primaria che va salvaguardata in ogni modo”, aggiunge.

Uno stop arriva anche da Fratelli d’Italia: “Imporre l’obbligo di tampone anche ai vaccinati per l’ingresso al cinema e a teatro segnerebbe il colpo di grazia per il settore dello spettacolo”, ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone. C’è anche la possibilità che venga estenso l’obbligo di vaccino per altri ambiti lavorativi oltre a sanitari, forze dell’ordine e insegnanti.

E la Campania procede a una nuova stretta sulle feste scolastiche, di laurea e compleanno in locali al chiuso, cresce il fronte di quanti auspicano l’introduzione dell’obbligo vaccinale: “Le istituzioni dovevano prevedere l’obbligo vaccinale già a luglio o ad agosto, c’è stata mancanza di coraggio”, spiega Francesco Boccia, deputato e membro della segreteria del Partito Democratico.

Quella dell’obbligo vaccinale è, d’altra parte, una misura su cui il Pd si era già detto a favore con Enrico Letta: “Se non c’è buon senso per la gestione del green pass obbligatorio allora bisogna arrivare all’extrema ratio, che è l’obbligo del vaccino. Io ho sempre pensato che bisognava fare di tutto per evitarlo, ma l’extrema ratio c’è”, ripete da mesi il segretario.

E oggi Debora Serracchiani, capogruppo dem alla Camera, conferma la linea: “Noi abbiamo sempre detto di essere favorevoli all’obbligo vaccinale come ultima ratio. Il Pd sosterrà questa posizione. Auspichiamo anche quel senso di responsabilità ce gli italiani hanno dimostrato di avere”, spiega Serracchiani.

“Personalmente sono convinto che si debba arrivare molto presto all’obbligo vaccinale, per contrastare tutte le varianti del Covid. Non ci sono ragioni giuridiche che impediscano d’introdurre tale obbligo”, conferma anche il senatore Andrea Marcucci, non sempre in linea con la posizione del Nazareno.

Dell’obbligo vaccinale si torna a parlare anche per le parole dell’assessore alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato che, in una intervista, sottolinea: “Il governo deve introdurre l’obbligo vaccinale. nel Lazio abbiamo 400 mila persone senza vaccino, possono sembrare poche rispetto a una popolazione di sei milioni di abitanti, ma in termini assoluti è un numero altissimo”.

Parole che ricevono un consenso trasversale visto che anche il deputato di Forza Italia, Gianfranco Rotondi dice: “Penso che l’assessore regionale del Lazio D’Amato abbia ragione:senza obbligo vaccinale non se ne esce. Sin dall’esordio della pandemia ho citato il precedente del colera del 1973 e con molto ritardo arriviamo a quella conclusione”. E il senatore Udc, Antonio Saccone, sottoscrive: “E’ giunto il momento di una scelta politica ed istituzionale importante: rendere obbligatorio il vaccino. Per tutti”.




Emigrazione Italiana, luoghi e segni della memoria: il convegno con i Trentini nel Mondo

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29trentinimondoTRENTO\ aise\ – Emigrazione Italiana, luoghi e segni della memoria”. È questo il titolo del convegno che l’Associazione Trentini nel Mondo, con il supporto finanziario del Ministero della Cultura, ha organizzato per mercoledì prossimo, 22 dicembre.
Il convegno si svolgerà sia da remoto (in diretta sul proprio canale YouTube) che in presenza a Trento. Il dialogo affronterà tematiche quali la memoria, i valori e il significato dei beni culturali legati all’emigrazione, costruzione dell’identità, i processi che portano all’elezione di “luoghi della memoria” sul territorio da parte della comunità, e la loro relativa valorizzazione e museificazione. In particolare saranno presentati alcuni progetti rilevanti come il costituendo museo dell’Emigrazione Italiana di Genova, la rete delle biblioteche di emigrazione promossa dall’Associazione Mantovani nel mondo e il censimento dei beni culturali dell’emigrazione trentina dell’Associazione Trentini nel mondo.
Programma
Si parte alle ore 9.00 con la presentazione del Catalogo dei luoghi della memoria a cura del direttore dell’Associazione Trentini nel Mondo Bocchetti. In seguito, alle 9.30, partirà il primo panel tematico su “Identità, memoria e patrimonio culturale come attrattività del territorio”, curato da Franco Marzatico, Dirigente Generale dell’unità di missione strategica per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali della Provincia Autonoma di Trento. Dopo la pausa, sarà la volta del tema “Ricerca delle radici”, a cura Frederic Spagnoli, professore dell’Università della Franche-Comtè, alle 10.30. Poi, “Memorie dell’emigrazione e la loro valorizzazione”, alle ore 11.00, e ancora alle 11.30 “Fondo documentale dell’emigrazione mantovana e la rete delle biblioteche dell’emigrazione”. A seguire, dopo un’ulteriore pausa, sarà la volta de “La rete dei piccoli musei dell’emigrazione”, a cura di Marco Crepaz, direttore dell’Associazione Bellunesi nel mondo; infine, gli ultimi due panel: “Il museo dell’emigrazione italiana e il Muma”, alle 14.30, e “Identità e memoria”, con il professor Pavinelli della Columbia University, alle ore 15.00. (aise) 




Alex Zanardi è tornato a casa

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unnamedÈ stata la moglie del campione di handbyke, Daniela Manni, a rivelarlo. La notizia è stata comunicata questa mattina dal palco dell’Auditorium, dove è in corso la cerimonia dei Collari d’Oro del Coni.

“Una notizia meravigliosa per il nostro mondo”, è il primo commento del presidente del Comitato Olimpico, Giovanni Malagò.

“Una notizia splendida in una giornata che oggi incorona gli atleti che hanno reso grande la nostra Italia”, ha dichiarato la sottosegretaria allo sport, Valentina Vezzali.

“È il più bel regalo di Natale che potessimo ricevere”, ha aggiunto il numero uno del Cip, Luca Pancalli.

Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike, Zanardi è rimasto coinvolto in un incidente sulla Statale 146 a Pienza, in Toscana, perdendo il controllo del mezzo e scontrandosi con un camion; sottoposto a un intervento neurochirurgico e maxillo-facciale al policlinico le Scotte di Siena, è rimasto in gravi condizioni in terapia intensiva e con prognosi riservata. Dopo circa un mese di coma farmacologico e ulteriori tre operazioni, a fine luglio è stato trasferito dapprima in un centro specializzato di Lecco e, a seguito di alcune complicazioni, in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. A novembre dello stesso anno, avendo raggiunto una “condizione fisica e neurologica di generale stabilità”, viene trasferito all’Azienda ospedaliera di Padova: qui nel gennaio 2021 riacquista la coscienza. Ora finalmente potrà trascorrere il Natale a casa.




Perché in India il Covid non fa più paura

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155801120 8e4fb75a 1620 49e8 896f 3a159dc68b65AGI – Mentre nel resto del mondo è in corso una nuova ondata di Covid-19 trainata dalla dilagante variante Omicron, l’India fa eccezione: il gigante asiatico ha sconfitto la pandemia ed è entrato nella fase endemica. Gli esperti sottolineando che la situazione indiana appare davvero sorprendente, per non dire miracolosa, in quanto pochi mesi fa il gigante asiatico si trovava in una situazione davvero caotica con numero di contagi e decessi alle stelle.

A difendere ed illustrare questa teoria è il virologo Jacob John, professore emerito di virologia clinica al Christian Medical College di Vellore, nel Sud dell’India e il dottore M.S Seshadri, direttore dell’ospedale della Missione di Thirumalai a Ranipet, in un’analisi pubblicata sul New Indian Express.

“Attualmente, l’India è l’unico Paese al mondo ad aver raggiunto uno stato endemico sostenuto mentre in altre nazioni la pandemia è ancora in corso. Questa è un’opportunità storica per noi di mostrare al mondo come affrontare l’endemico Covid-19” hanno scritto John e M.S Seshadri.

La loro interpretazione dell’andamento dell’epidemia in India è basata sull’analisi dei numeri: da fine novembre si registrano meno di 10 mila nuove infezioni di Covid-19 al giorno e la media su 7 giorni si attesta attorno a 8.500 su una popolazione totale di 1,4 miliardo di abitanti. Eppure ancora sei mesi l’India rappresentava un caso di Covid su tre nel mondo, con 400 mila contagi al giorno all’apice della pandemia.

Le ragioni della “vittoria” contro il virus

In realtà, secondo quanto anticipato anche dall’Oms nelle scorse settimane, la transizione dell’India dalla fase epidemica a quella endemica è cominciata dal 27 giugno scorso ed è durata per 140 giorni, fino al 14 novembre, data di conclusione della ricerca. La fase detta endemica significa che il numero delle nuove infezioni si stabilizza a un “livello basso” ha spiegato Jacob John, situazione nella quale l’India si trova attualmente.

Il merito di questa situazione al momento unica al mondo viene direttamente collegato al fatto che la maggioranza della popolazione indiana ha effettivamente sviluppato anticorpi efficaci contro il coronavirus, raggiungendo così l’immunità di gregge.

Tornando indietro nel tempo, i due esperti ricordano che dopo che la prima ondata si è attenuata, l’India era entrata in una fase endemica di 10 settimane, interrotta solo dalla seconda ondata. La variante Delta della seconda ondata ha avuto un’efficienza di trasmissione molto più elevata rispetto alla prima variante dell’onda (Wuhan-G614D).

La recente variante AY.4.2 (Delta Plus) rimane al di sotto dello 0,1%, mostrando una bassa efficienza di trasmissione che non può superare la trasmissione Delta. “L’India è così diventata il primo Paese al mondo a raggiungere una prevalenza endemica” scrivono Jacob John e M.S Seshadri sul quotidiano locale.

Cos’è la prevalenza endemica

L’epidemia significa che il numero giornaliero di casi di Covid aumenta in crescendo e diminuisce fino a raggiungere un livello stazionario con numeri bassi, ovvero la prevalenza endemica. In India la seconda ondata ha raggiunto il picco il 6 maggio (414.433 casi) ed è scesa a meno di 50 mila casi al giorno (media mobile di sette giorni) il 27 giugno.

Dopo 73 giorni, l’8 settembre, i numeri giornalieri sono scesi sotto i 40 mila; dopo 16 giorni (24 settembre) inferiore a 30 mila; dopo 14 giorni (8 ottobre) inferiore a 20 mila; dopo 19 giorni (27 ottobre) inferiore a 15 mila, sostenuta per 18 giorni (14 novembre).

La dinamica di trasmissione è rappresentata da R, che indica variazioni numeriche di casi su scala continua. Durante la fase ascendente dell’epidemia, R è maggiore di 1 e durante la fase discendente è minore di 1. Durante la fase endemica, R è uguale a 1, con fluttuazioni minori.

Man mano che la popolazione suscettibile di ammalarsi si riduce, con le infezioni quotidiane stabili ad un livello basso e il progressivo aumento della copertura vaccinale, il numero dei casi diminuisce lentamente. La trasmissione endemica continua con la popolazione che non è ancora immunizzata, ovvero chi non si è vaccinato, chi ha pochi anticorpi e chi sta nascendo.

Nel dettaglio, in qualsiasi momento della pandemia, è il numero, la proporzione e la distribuzione delle persone non immuni rispetto a quelle immuni a determinare la velocità di trasmissione R. Quando il numero di non immuni è grande, la velocità di trasmissione sale sopra 1 e al contrario quando la platea di immuni è grande, R diminuisce sotto 1.

La fine dell’epidemia

Significa che è stata raggiunta la soglia di immunità di gregge (HIT) applicabile alla particolare variante. HIT è la proporzione di individui immuni necessari per la transizione dalla prevalenza epidemica a quella endemica, quando la trasmissione rapida (R> 1) e il rapido declino (R <1) si stabilizzano a una trasmissione lenta e stabile (R = 1). G614D era una frazione di quello della variante Delta, spiegando la sequenza della prima ondata, della fase endemica e della grande seconda ondata.

La quarta indagine realizzata lo scorso luglio, dopo la fine della seconda ondata, ha mostrato che il 67,4% delle persone di più di 6 anni aveva anticorpi, ma probabilmente erano molto di più in quanto tra il 32,6% con anticorpi negativi una certa parte avrebbe avuto una precedente infezione e immunità (che non scompare del tutto), al di là del rilevamento del test (che la misura con numeri).

Pertanto in India già dalla scorsa estate la stragrande maggioranza della popolazione era stata infettata da qualche variante del virus e l’immunità di gregge della variante Delta era stata raggiunta e superata: questo è il motivo per cui l’epidemia è terminata. Ora la popolazione non immunizzata non è abbastanza grande da consentire una terza ondata, a meno che non emerga una variante che sfida gli attuali livelli di immunità nella popolazione.

Oggi in India quasi l’85% dei contagi da Covid è asintomatico; solo il 15% mostra sintomi di malattia, quindi i casi di Covid segnalati sono solo un sottoinsieme di persone infette. Sebbene si verifichino re-infezioni, sono per lo più subcliniche senza contribuire in modo significativo al numero di malati.

Non abbassare la guardia

Tuttavia, avvertono Jacob John e M.S Seshadri, non si deve abbassare la guardia, quindi devono essere due le priorità della campagna vaccinale in atto in India: mitigare i rischi di malattie gravi durante la prevalenza endemica e ridurre le fonti di infezione. I rischi di malattie gravi in ​​caso di infezione sono gli stessi durante le fasi epidemiche ed endemiche per le persone vulnerabili: donne incinte, persone di età superiore ai 60 anni o persone con comorbilità e condizioni che colpiscono il sistema immunitario.

Gli esperti suggeriscono pertanto di mantenere alti i livelli di immunità durante la gravidanza, con due dosi nella prima e una dose singola in caso di seconda gravidanza, da sei mesi a un anno dall’ultima ricevuta. Le dosi di richiamo salverebbero vite oltre a ritardare l’ulteriore trasmissione del virus.

Secondo gli esperti attualmente la fonte più importante del virus, soprattutto con la riapertura delle scuole, sono gli scolari. La loro vaccinazione è una priorità urgente durante la fase endemica. Il prossimo passo nella campagna di vaccinazione (compresi i richiami) dovrebbe essere per coloro la cui occupazione li mette in contatto con numerose persone nelle interazioni sociali: sanità, polizia, religione, istruzione, commercio e vendite, trasporti, produzione, ospitalità.




Gabriel Boric è il nuovo presidente del Cile

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225149076 686ec84e e679 4722 a824 14538a6a850bAGI – La sinistra torna clamorosamente al potere in Cile. Dopo il conservatore Sebastian Pinera, il giovane deputato della sinistra Gabriel Boric, leader del Frente Amplio e del Partido Comunista, è il nuovo presidente cileno.

È stata una vittoria clamorosa e in parte a sorpresa, anche se gli ultimi sondaggi lo davano in testa. Boric, che promette la rottura con le politiche del passato, ha ottenuto più del 55,18% dei voti quando lo scrutinio è ben avviato e si appresta verso la fine.

Il suo sfidante, il candidato di estrema destra, José Antonio Kast, chiamato anche il ‘Bolsonaro cileno’, si è fermato al 44,92% dei voti e gli ha già telefonato per ammettere la sconfitta e congratularsi con lui “per il suo grande successo”.

Boric, erede politico delle rivolte dell’ottobre 2019, propone di rafforzare il ruolo dello Stato nell’economia, un aumento delle tasse per finanziare la spesa sociale e la fine del sistema pensionistico privato ereditato dalla dittatura.