Nasce ai Caraibi l’avvincente thriller della coppia italiana di scrittori Odoguardi e Marchetti

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printL’Agenzia Canadian National Multilingual News Group dedica ampio spazio a “REX, il medaglione di Aton”, il nuovo romando di Enzo Odoguardi ed Ennio Marchetti. Di seguito pubblichiamo la nota.

 

SANTO DOMINGO – Un romanzo in stile “Indiana Jones”, con tracce nascoste che potrebbero portare i lettori più attenti a trovare la soluzione dell’enigma raccontato nel libro ed a vincere un premio­: l’originale idea è di due Italiani all’estero, autori di di “Rex, il medaglione di Aton”, un avvincente thriller ambientato tra gli scenari naturali e architettonici della Calabria, principalmente nella piccola cittadina di Trebisacce, senza tralasciare luoghi più noti tra Boston, Berlino e i Caraibi.

E proprio ai Caraibi – per la precisione, nella Repubblica Dominicana – vivono Enzo Odoguardi, architetto, presidente del Movimento Italiani all’Estero (M.I.R.E.) e già Console Onorario dell’Ambasciata italiana di Santo Domingo, ed il giornalista e scrittore Ennio Marchetti, editore del giornale on line Fatti Nostri (fattinostri.it) dedicato agli Italiani nel mondo, nonché compositore e cantautore (“Latino” è il suo ultimo album presente in Spotify con altri suoi dischi precedenti) – nella foto sopra, da sinistra: Enzo Odoguardi ed Ennio Marchetti.

In questi giorni, per i titoli di Falco Editore di Cosenza, hanno dunque pubblicato il loro primo romanzo scritto a quattro mani (per Marchetti è il sesto romanzo): “Rex, il medaglione di Aton” (nella foto sotto, la copertina) è un libro di 376 pagine che narra la storia di un antichissimo medaglione regalato da una coppia di contadini russi a un ufficiale italiano durante la devastante ritirata delle nostre truppe dalla tragica campagna di Russia, durante la Seconda Guerra Mondiale. Il medaglione rimane per molti anni custodito in una soffitta, tra i ricordi della famiglia dell’ufficiale, fino a che viene “scoperto” dalla nipote, appassionata studiosa di archeologia. L’oggetto nasconde un mistero che attira l’attenzione dei servizi segreti di mezzo mondo e che, se rivelato, stravolgerebbe completamente quanto ci è stato raccontato nei secoli dai libri di storia.

“La chiave – spiegano gli autori – viene tramandata da secoli attraverso poche e difficili informazioni, nascoste negli anfratti di un sistema ancestrale e da gruppi elitari che controllano il nostro pianeta. Se fosse di dominio pubblico il mondo, come lo conosciamo oggi, non esisterebbe più. Per arrivarci il professore William Hutton, uno dei protagonisti di Rex, deve andare oltre i concetti e i limiti degli insegnamenti tramandati da secoli, in una vera caccia al tesoro contro il tempo”.

“La storia di REX – spiega Enzo Odoguardi che è originario di Trebisacce, in provincia di Cosenza (Calabria) – è basata su eventi, posti e caratteri reali, relazionati alla ricerca della mitica tomba del re de Visigoti, Alarico, cercata da molte persone, compreso lo stesso Hitler. Secondo il poeta August Von Platen e lo storico Giordane, il tesoro probabilmente è nascosto nel sepolcro di Alarico, vicino a Trebisacce, il paese dove è nato Giuseppe Romanelli, l’ufficiale dell’esercito Italiano rientrato in patria dalla ritirata di Russia. Il primo teologo cristiano, Eusebio da Cesarea, ha dimostrato che l’Esodo di Mosè avvenne immediatamente dopo la morte del faraone Akhenaton, lo stesso che proibì il politeismo in Egitto con l’adorazione di un solo Dio: il Sole, pratica ereditata da una civiltà molto più antica, presente nelle terre d’Egitto in tempi più remoti. Re Salomone ha sempre protetto l’eredità di Mosè, includendo l’Arca dell’Alleanza nel tempio da lui fatto costruire. Nel 70 a.C. i Romani conquistarono Gerusalemme portando a Roma tanto l’Arca come la Menorah, il candelabro sacro agli Ebrei. Alarico, dopo la conquista di Roma, nel 410 d.C., esce dalla città in fiamme con i tesori saccheggiati, tra questi l’Arca dell’Alleanza e il candelabro. Il Re dei Visigoti morì durante il suo viaggio nel sud Italia. I suoi generali lo seppellirono, con una parte dei tesori sottratti a Roma, esattamente nei pressi di Trebisacce”.

“Al libro – aggiunge Marchetti che invece è nato a Gattinara, in provincia di Vercelli (Piemonte) – è abbinato un grande concorso. Nelle sue pagine il lettore attento potrà scoprire delle tracce che, riunite, definiranno la posizione geografica dell’origine delle coordinate riportate nel medaglione del romanzo. Riunendone la logica, inviando le cooordinate e la località relativa, si possono vincere un primo premio di 10 mila euro, poi un viaggio di una settimana in un’isola dei Caraibi e una fornitura di prestigiosi vini della terra di Calabria”.

Tutte le indicazioni per partecipare al concorso sono disponibili al sito www.rexthehunt.com

“Rex” è uscito in questi giorni anche nel sito di Amazon (https://www.amazon.it/rex-medaglione-aton-Enzo-Odoguardi/dp/8894511073) dove è possibile acquistarlo, nella sua edizione cartacea.




I volti della politica e del potere nella Firenze dei Medici in mostra a New York

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bronzino ritratto di giovane uomo 1530s.olio su legno 37 58 x 29 12 in.956 x 749 cm.image 620x430Il prossimo 26 Giugno, presso il MET di NY – The Metropolitan Museum of Art – si terrà l’inaugurazione della mostra “I Medici, Portraits & Politics, 1512–1570”, una esposizione di altissimo livello, non solo artistico ma anche storico, sociale e politico, che raccoglierà oltre novanta opere realizzate dai più importanti artisti del Rinascimento Italiano, tra i quali Raffaello, Bronzino, Pontorno e Cellini. Dipinti e busti scultorei, ma anche medaglie, pietre preziose e intagliate, disegni, incisioni, manoscritti, armature provenienti dalle proprietà e dalle collezioni del Met in tutta Europa, Nord America e Australia. Ed anche un abito in velluto rosso appartenuto a Eleonora di Toledo, prestato dal Museo Nazionale di Palazzo Reale di Pisa. Un evento unico che permetterà di ammirare opere d’arte di valore inestimabile, nonché di ripercorrere la storia della città di Firenze negli anni in cui, tra il 1512 e il 1570, fu trasformata da repubblica in monarchia ereditaria

La mostra, dunque, presenta lo splendore della città medicea attraverso i ritratti realizzati da artisti famosi, come pure il riflesso delle ambizioni politiche e culturali degli stessi personaggi ritratti, commissionati anche per rendere visibile al mondo il valore dell’“identità fiorentina” nel 1500. Soprattutto la figura di Cosimo I de’ Medici, fu quella che più di ogni altra, dettò il cambiamento dell’assetto politico della città, intuendo quanto l’arte e la cultura potessero influenzare la politica e contribuire a modificare Firenze, trasformandola da una realtà mercantile a capitale della dinastia medicea

La mostra è stata organizzata in sei sezioni, ciascuna dedicata a una particolare fase del governo di Cosimo de Medici. La prima, “Dalla Repubblica al Ducato, 1512-1532“, è relativa agli anni che portarono Alessandro de’ Medici a diventare il Primo Duca di Firenze; la seconda sezione, intitolata “I Medici e Firenze, 1513-1537” si rifà ad alcune figure chiave della dinastia dei Medici, tra politici a Roma e detentori di ruoli di potere nella Chiesa Cattolica; la terza sezione, “Cosimo I de’ Medici: stirpe e dinastia“, ripercorre i ritratti della famiglia ducale commissionati al fine di rafforzare l’immagine autoritaria della famiglia medicea e affermare la continuità della dinastia. In questa sezione, oltre ai ritratti di Cosimo compaiono quelli dei figli del Bronzino, provenienti dalla Galleria degli Uffizi di Firenze e dal Museo del Prado di Madrid, ma anche di sua moglie, Eleonora di Toledo, il cui abito di velluto rosso, come accennato poc’anzi, è stato prestato dal Museo Nazionale di Palazzo Reale di Pisa.

La quarta sezione, “Una poetica del ritratto”, è relativa all’istituzione letteraria voluta da Cosimo, vale a dire, l’Accademia Fiorentina; mentre la quinta “Cosimo e la politica della cultura”, evidenzia la trasformazione della città tramite una serie di medaglie e altri oggetti che attestano l’evoluzione di Firenze. Nella sesta e ultima sezione, “Firenze e Roma: Bronzino e Salviati” è messo in evidenzia un confronto tra i due stili in competizione alla corte di Cosimo, ovvero l’arte fiorentina del Bronzino (poi imposto come stile ufficiale da Cosimo) e lo stile pan-italiano di Salviati.

La mostra è organizzata da Keith Christiansen, direttore del Department of European Paintings al Met(e tra i curatori della rassegna) e dal curatore Carlo Falciani, professore di storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Da La Voce di New York




La voce di New York/ Gli expat italiani dimenticati dagli Usa: con il travel ban volare a New York è utopia

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genteaeroporto2gNEW YORK\ aise\ – “Tra le innumerevoli problematiche causate dalla pandemia da Covid-19, ce n’è una di cui si sta parlando poco: la condizione degli expat italiani negli Stati Uniti. A causa del Travel ban istituito dall’ex presidente Donald Trump nel marzo 2020 con lo scopo di limitare i contagi, e da allora mai revocato, migliaia di italiani si trovano in un limbo che pare non avere mai fine. Le uniche persone autorizzate a entrare sul suolo degli Usa, infatti, sono i cittadini americani e i detentori della Green Card. Restano così esclusi tutti i possessori di visti lavorativi, dei quali le Istituzioni paiono essersi completamente dimenticate. In tale condizione si trovano molti lavoratori italiani ed europei, che vedono negato il loro diritto di rimettere piede nella nazione in cui hanno famiglia, pagano le tasse, hanno investito capitali e aperto attività”. A loro è dedicato questo articolo che Isabel List firma per “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Stefano Vaccara.
“Ma non finisce qua: ad aumentare il senso di frustrazione ci ha pensato la decisione dell’Europa di aprire i confini, dallo scorso 16 maggio 2021, ai turisti americani vaccinati o che presentano un tampone negativo. Una contraddizione che rende ancor più incomprensibile la drammatica situazione di chi non può tornare a casa propria in America. Gli accessi negli Stati Uniti dai Paesi europei dell’area Schengen – in cui è garantita la libera circolazione delle persone, senza frontiere e passaporti – sono, infatti, ancora oggi, negati sia ai turisti che ai lavoratori possessori di visto. Un altro punto critico delle scelte prese, che considera sullo stesso piano i vacanzieri e i Visa holders.
Chi realmente è toccato da questa privazione di tutele è la categoria dei lavoratori: persone bloccate negli Usa senza poter tornare in Italia per paura di non poter più rientrare; persone che aspettano da tempo il rinnovo del proprio visto in Ambasciata a Roma o nei consolati tra Milano, Firenze e Napoli; persone che per urgenti motivi familiari sono ritornate in Italia e ora non riescono più a varcare il confine degli Stati Unti.
Le storie di expat italiani che vedono negati i propri diritti e che rischiano anche il posto di lavoro sono infinite. Sono studenti, ricercatori, medici, manager, investitori, imprenditori, impiegati e molti altri, che stanno vivendo l’incubo americano. Le loro storie, seppur differenti per vari aspetti, si intrecciano in trame di elementi comuni.
Come Paolo V., il quale, pur gestendo uno studio fotografico a Los Angeles da più di 10 anni e possedendo un visto in corso di validità, si trova costretto a Roma. Lo scorso 21 febbraio 2021, infatti, dopo aver appreso della morte del fratello, è tornato dalla sua famiglia per supportarla in un momento tanto difficile e non è più riuscito a ripartire. Nonostante le richieste inoltrate all’Ambasciata, ancora oggi non ha ricevuto alcun certificato per poter rientrare liberamente nel territorio americano. Ma non solo: c’è chi come Rebecca, Luigi, Dalila e molti altri, non torna dalla propria famiglia da prima della pandemia, per paura di non riuscire a rientrare.
Sono tante le situazioni di disagio che questa condizione ha creato, sia dal punto di vista economico che emotivo. Alessandra e Denis, ad esempio, sono due neogenitori che non sono ancora riusciti a far conoscere nonni e figli, a separarli un oceano di acqua e incertezze. C’è poi Valeria, che da un anno non rientra a Chicago, ma ha dovuto comunque continuare a sostenere le spese dell’affitto. Raffaele, Marcello e Gaia sono invece stagisti con Visa J1, impossibilitati a lasciare gli Stati Uniti per timore di non riuscire a rientrare in tempo per non perdere la documentazione per il soggiorno.
E infine, ci sono io, Isabel. Dal 2015 vivo e lavoro come Sales Manager per un’azienda di moda italiana a New York, di cui sono unica rappresentante della collezione donna in America. Sono regolare detentrice di visto lavorativo, che scade a luglio 2021 e, proprio per evitare di non poter poi rientrare, non torno in Italia dai miei genitori da un anno. Essere figlia unica fa soffrire ancor di più la lontananza dalla mia famiglia.
A dirla tutta, un escamotage per rientrare negli Stati Uniti c’è. Trascorrendo 14 giorni al di fuori dell’area Schengen, si può varcare il confine americano sia con il visto lavorativo che con quello turistico. Questo vuol dire che chi dispone di tempo e risorse economiche può alloggiare per due settimane, ad esempio, in Croazia o in Turchia e poi imbarcarsi tranquillamente su un volo per gli Usa. Si tratta però, sostanzialmente, di uno specchio per le allodole, in quanto solo i più privilegiati possono permettersi tale soluzione. C’è anche da dire che un dipendente americano, mediamente, ha tra i 5 e i 15 giorni di ferie l’anno, il che rende ancor più remota la possibilità di spendere 14 giorni in un altro paese per poter poi rincasare.
A questo punto sorge un’ulteriore domanda: come mai il rientro dall’Italia, dove ad oggi ci sono meno di 1000 casi di Covid-19 al giorno, è negato, ma si può invece soggiornare liberamente in Messico, in cui i contagi quotidiani sono 5000? È lecito, dunque, supporre che il Travel ban non sia solo uno strumento posto in essere per limitare i contagi, ma anche una misura con finalità politiche.
Una piccola luce in mezzo al buio si intravede grazie alla deputata della Repubblica italiana Fucsia Nissoli Fitzgerald, la quale rappresenta la circoscrizione dell’America settentrionale e centrale. L’Onorevole sta lavorando da mesi per ottenere la rimozione del Travel ban, portando l’attenzione del problema agli organi americani di competenza. La speranza è che, grazie al suo aiuto, il ban venga rimosso il prima possibile o che quantomeno sia eliminato per i detentori di visto lavorativo.
Essere un expat non è mai semplice, neppure in tempi normali. La nostalgia di casa è però tenuta a bada dalla consapevolezza di potersi muovere liberamente da un continente all’altro. Il Travel ban ha capovolto questa certezza, tracciando una linea netta e invalicabile tra l’Italia degli affetti e delle origini e l’America, terra di realizzazione lavorativa. Neppure con l’avanzare delle vaccinazioni anti Covid-19 la situazione è cambiata e i diritti dei lavoratori italiani espatriati negli Stati Uniti continuano a essere calpestati”.

da La Voce di New York




Il Cittadino canadese/ Montréal riconosce il contributo italiano al suo sviluppo – di Giulia Verticchio

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23cittadinogiuMONTRÉAL\ aise\ – “Il 16 giugno 2021 è stata adottata dal Consiglio comunale di Montréal la mozione per il riconoscimento ufficiale del contributo della comunità italiana allo sviluppo storico, culturale, artistico ed economico di Montréal”. A scriverne è Giulia Verticchio per il “Cittadino canadese”, settimanale diretto a Montreal da Basilio Giordano.
“Considerato che: l’arrivo degli italiani in America è riconosciuto come un punto di partenza del cosmopolitismo, relativamente ai viaggi esplorativi del gaetano-veneziano Giovanni Caboto e del genovese Cristoforo Colombo; nel 1901 si contavano 2805 italiani in Québec, 1500 dei quali a Montréal, e il censimento 2016 di Statistics Canada riportava 326.700 persone di origine italiana, 147.015 della quali a Montréal; il 2 giugno è la festa della Repubblica Italiana; il 10 giugno è riconosciuto dal 2013 come giornata dell’anniversario dell’internamento degli italiani come prigionieri di guerra nel 1940; il 27 maggio 2021 il governo federale ha presentato le sue scuse ufficiali per il trattamento riservato agli italiani dal Canada durante la Seconda Guerra Mondiale; la mozione M-64, adottata il 17 maggio 2017 dalla Camera dei Comuni di Ottawa, puntava a riconoscere il contributo degli italo-canadesi alla società locale, per il bagaglio culturale, linguistico e valoriale apportato, dichiarando giugno il “Mese del patrimonio italiano”; il quartiere della Petite-Italie rappresenta un crogiolo di convivialità, diversità e curiosità, che contribuisce a fare di Montréal una città interculturale; da 28 anni, la Semaine italienne de Montréal è un evento che celebra il patrimonio e le tradizioni della comunità con un importante ventaglio di attività…
Il 16 giugno 2021 è stata adottata dal Consiglio comunale di Montréal la mozione per il riconoscimento ufficiale del contributo della comunità italiana allo sviluppo storico, culturale, artistico ed economico di Montréal.
L’iniziativa è partita dall’Alliance Donne femmes italiennes du Québec e da Chantal Rossi, consigliera della Città del distretto d’Ovide-Clermont, che l’hanno proposta a Giuliana Fumagalli, sindaca dell’arrondissement Villeray-Saint-Michel-Parc-Extension.
Fumagalli ha concretamente accolto la proposta portandola al consiglio municipale. Questo importante statement è stato promosso e sostenuto anche da Dominic Perri, consigliere di Saint-Léonard-Ouest (“Fin dall’inizio – ha detto Perri nel suo intervento – l’elemento italiano nella storia del Québec non è stato solo presente, ma decisivo”. Citando Giovanni da Verrazzano, Tommaso di Savoia, Guido Nincheri, l’industriale Franceschini, i fratelli Broccolini, Francesco Bellini e la famiglia Saputo); Michel Bissonnet, sindaco dell’arrondissement di Saint-Léonard; Rosannie Filato, consigliera di Villeray; Giovanni Rapanà, consigliere di Rivière-des-Prairies; e Christine Gosselin, consigliera per Vieux-Rosemont.
Il Comune di Montréal ha colto l’occasione del “Mese del patrimonio italiano” per sottolineare e riconoscere ufficialmente l’apporto socio-culturale ed economico-politico della Comunità italiana nella metropoli. Ricordiamo che l’Alliance Donne è la prima ed unica organizzazione ad essere riconosciuta come promotrice di questa mozione.
Nata da un’idea di Anita Aloisio e Giuliana Fumagalli per “fare rete” tra i talenti femminili italiani del Québec, Alliance Donne è stata registrata come un ente nel giugno 2020 e lavora per fornire consulenza, sostegno, incoraggiamento e strumenti concreti alle donne, oltre che a dare giusta visibilità alle tante valide professionalità femminili, troppo spesso nell’ombra, in tutti i settori.
Nell’organico troviamo anche Carole Gagliardi, Connie Guzzo McParland, Anna Mancuso, Marisa Celli e Michela Di Cesare”. (aise) 




Il Brunello di Montalcino a New York per sconfiggere il virus con un bicchiere di vino

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terry sanders brunello1 620x430Il Brunello di Montalcino è uno di vini più noti e prestigiosi della tradizione enologica italiana. Durante la settimana che va dal 16 al 20 giugno sarà possibile degustare questo “principe dei vini” nei ristoranti che aderiscono all’iniziativa e che, eccezionalmente, lo serviranno al bicchiere per lasciarsi alle spalle, con un brindisi, i tempi bui della pandemia

La prima colazione all’italiana di solito include un espresso o un cappuccino. Ma per un nutrito gruppo di persone che si sono ritrovate mercoledì mattina al ristorante The Leopard at Des Artistes di Manhattan, il rinfresco mattutino è stato ben più robusto.

Ad attendere il drappello di ristoratori, distributori e giornalisti presenti c’erano infatti, pronte all’assaggio, circa una sessantina di bottiglie di Brunello e Rosso di Montalcino vini simbolo della tradizione enologica toscana e italiana.

L’iniziativa organizzata dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino in concomitanza con la non-profit newyorchese Gruppo Italiano, ha introdotto un evento promozionale da non perdere che si terrà nella settimana dal 16 al 20 giugno in 19 ristoranti di Manhattan e Brooklyn. (Norma Gastronomia Siciliana, Ribalta, Amarone, Pasta Eater, Aita, Cacio e Vino, Pastificio La Rina, Camillo, The Leopard at des Artistes, Il Gattopardo, Dopolaspiaggia, Locanda Vini ed Olii, Pizzarte, Gnocco, Scarpetta, Sociale, Taverna di Bacco, Benno Restaurant, e Hearth by Marco Canora)

Durante questi giorni, i locali che partecipano alla promozione presenteranno e offriranno alla loro clientela bottiglie di Brunello e Rosso di Montalcino di annate prestigiose al bicchiere, una pratica estremamente insolita per vini di alto pregio come il Brunello che, solitamente sono disponibili solo alla bottiglia.

E’ un’occasione da non perdere. Il Brunello è uno dei prodotti più noti dell’export italiano nel mondo ma è conosciuto per lo più da una clientela più sofisticata che può permettersi il costo spesso salato della bottiglia. Questa promozione, che è stata denominata “Finally Brunello Restaurant Week”, rappresenta un’opportunità unica per far conoscere ad un pubblico più vasto le caratteristiche di questo prodotto eccezionale senza preoccuparsi troppo del conto finale.

Con gli effetti peggiori della pandemia che, negli Stati Uniti sembrano finalmente recedere, questa iniziativa portata avanti dal Consorzio del Brunello è un primo tentativo di risvegliarsi dal lungo “letargo” dei mesi passati alle prese con lockdowns e restrizioni sanitarie e di ristabilire i contatti commerciali dei produttori italiani con il mercato americano.

Un mercato che per i viticoltori della Val d’Orcia rappresenta circa un quarto delle esportazioni totali e perciò, troppo importante per non essere valorizzato.

Per i newyorchesi desiderosi di rompere l’isolamento forzato e di riprendersi la dimensione sociale che svolge un ruolo cosi fondamentale nella vita cittadina, questa “Finally Brunello Restaurant Week” è un’occasione da non perdere.

Un’opportunità perfetta anche per il settore della ristorazione che da oltre un anno, è stato letteralmente devastato dall’emergenza pandemica e che sta cercando gradualmente di riprendersi recuperando quanto più possibile il terreno perduto.

Da La Voce di New York




Redditi in Italia non dichiarati: ecco cosa fare se si riceve la lettera da HMRC

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7hrmcLONDRA\ aise\ – “Sono molti i cittadini italiani residenti nel Regno Unito che nel corso degli ultimi mesi, a sorpresa, si sono visti recapitare a casa una comunicazione da parte dell’ufficio entrate (HMRC), per informarli di essere a conoscenza di redditi esteri a loro riconducibili perché ad una prima analisi non sembrano essere stati dichiarati al fisco di Sua Maestá. Così facendo”, spiega il giornale on line bilingue LondraItalia.com in un articolo a firma di Filippo Tenderini, “al contribuente viene data la possibilità di rivedere la propria posizione fiscale e di confermare se questa sia in ordine oppure vi sia qualche aspetto da rettificare.

Il tutto nasce da un’iniziativa dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che a partire dal 2014 ha messo a punto uno standard unico globale per la raccolta e la trasmissione automatica delle informazioni finanziarie e fiscali per persone fisiche e giuridiche da parte degli intermediari chiamati ad aderirvi.

Tale iniziativa, conosciuta come Common Reporting Standard o CRS e approvata fra gli altri dai ministri delle finanze e dai governatori di oltre 100 paesi nel mondo (fra cui molte giurisdizioni che fino ad allora erano considerate paradisi fiscali), si compone di un modello di accordo intergovernativo che definisce le norme, regole comuni e le procedure per l’adempimento degli obblighi di adeguata verifica/due diligence e di comunicazione.

L’obiettivo che si pone il CRS è quello di contrastare l’evasione fiscale e dei tributi a livello globale.

L’effetto immediato per un contribuente che consegue redditi o detiene conti correnti in una giurisdizione che adotta il CRS e diversa da quella di dimora abituale, è che automaticamente queste informazioni verranno notificate all’Agenzia delle Entrate del paese di residenza abituale.

É grazie all’adozione di questa normativa che dal settembre del 2017 HMRC ha iniziato a ricevere informazioni da tutti i paesi firmatari dell’accordo Italia compresa.

Le lettere spedite ai contribuenti britannici sono mirate a coloro le cui risultanze fiscali non trovano riscontro con quelle inviate dalle autorità straniere e che, secondo HMRC, “potrebbero” avere ulteriori imposte da pagare nel Regno Unito sui redditi di provenienza estera. Infatti, grazie ai numerosi accordi bilaterali volti ad evitare la doppia imposizione siglati dal Regno Unito, fra i quali quello con l’Italia, i redditi e plusvalenze sottoposti ad imposizione alla fonte, potrebbero non subire ulteriore imposizione o subirla solo in parte una volta compensate con quelle pagabili nel Regno Unito.

Le molteplici richieste giunte agli italiani che risiedono nel Regno Unito risiedono nel fatto che l’Italia é uno dei paesi fra i più informatizzati per quanto riguarda la gestione delle pratiche fiscali cosa che facilita all’amministrazione del Bel Paese l’invio ai propri partner di questa tipologia di informativa.

I redditi esteri più comuni percepiti da cittadini italiani sono quelli derivanti da immobili solitamente presenti sul territorio italiano ma non vanno tralasciati anche quelli derivanti da investimenti finanziari o da partecipazioni detenute in aziende estere.

I primi sono sempre tassati alla fonte nel territorio dello stato (spesso ad un aliquota forfettaria abbastanza bassa), inducendo il contribuente a pensare che siano solamente passibili d’imposta in Italia e non nel Regno Unito.

Invece il Regno Unito, come molti altri paesi nel mondo, esercita potestà impositiva sui redditi dei propri contribuenti dovunque prodotti (“worldwide income”).

Questo significa che i redditi e le plusvalenze di origine estera vengono tassati in capo al contribuente residente nel Regno Unito indipendentemente dal paese da cui derivano, fatta salva la possibilità di optare per il cosiddetto “metodo della rimessa” che, alle debite condizioni, permetterebbe di non doverli dichiarare.

Redditi e plusvalenze estere, salvo rare eccezioni, devono dunque essere riportate nella dichiarazione dei redditi e gli eventuali aggravi d’imposta, devono essere versate al fisco britannico.

É molto importante che queste lettere non vengano ignorate dai nostri connazionali perché il silenzio potrebbe portare all’apertura di un’accertamento da parte di HMRC, con conseguenze che potrebbero arrivare fino alle sanzioni penali nel caso venisse accertata la truffa.

L’invio di questo tipo di lettera é infatti un’alternativa al consueto accertamento con il vantaggio di poter dichiarare quanto necessario con sanzioni e interessi ridotti aderendo ai metodi di rettifica messi a disposizione da HMRC che nei casi di redditi o plusvalenze estere da dichiarare sono due la Let Property Campaign (solo per redditi da affitti) e la Worldwide Discolsure Facility (per tutti gli altri redditi e plusvalenze).

Se redditi e plusvalenze risalgono ad anni passati si potrà incorrere in sanzioni pecuniarie per la mancata dichiarazione e a interessi sul ritardo nel pagamento.

Alla ricezione di una di queste lettere il consiglio é sempre quello di rivolgersi ad un professionista per valutare la posizione fiscale ed il modo migliore di procedere”. (aise)




Lega Calcio e Rai hanno tolto la “Serie A” agli italiani nel mondo: addio alla Giostra del gol

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6gentegolROMA\ aise\ – “Lega Calcio e Rai hanno tolto la Serie A a tutti noi italiani che viviamo all’estero. E qui non lanciamo un appello, sicuri di parlare a nome di milioni di connazionali, figli o nipoti di italiani, la cui vita si svolge lontano dall’Italia. Vogliamo solo vedere se i 18 tra senatori e deputati eletti nelle circoscrizioni estero, presenzialisti e assenteisti non fa differenza, tanto tutti prendono un lauto stipendio (da coloro che parlano spesso e fanno anche qualcosa, ogni tanto, a chi non si fa mai sentire) per una volta alzeranno tutti assieme (a prescindere dal partito) la voce a difesa dei diritti dei connazionali che per forza o per scelta sono sparsi in tutti i continenti”. A scriverne è Roberto Zanni, in questo articolo pubblicato da Gente d’Italia, quotidiano che si occupa di italiani nel mondo diretto da Mimmo Porpiglia.

“Certo non si tratta di chiedere il voto per stare seduti in Parlamento, ma di qualcosa di più importante: cominciare a rappresentare davvero, in maniera concreta, l’italiano che sta all’estero per l’ennesima volta dimenticato, trattato come se non esistesse. Ecco allora che aspettiamo una risposta dai deputati alla Camera Massimo Ungaro (Italia Viva), Angela Schirò, Francesca La Marca, Nicola Carè (PD), Fausto Guilherme Longo (Partito Socialista Italiano), Simone Billi e Luis Roberto Di San Martino-Lorenzato (Lega), Fucsia Nissoli Fitzgerald (Forza Italia), Alessandro Fusacchia ed Elisa Siragusa (Indipendenti), Eugenio Sangregorio (Usei), Mario Alejando Borghese (Maie) e dai senatori Laura Garavini (Italia Viva), Francesco Giacobbe (PD), Raffaele Fantetti (Cambiamo!), Francesca Alderisi (Forza Italia), Ricardo Merlo e Adriano Cairo (Maie).

Sì, perché dalla prossima stagione a portare il calcio italiano nelle case dei connazionali all’estero non ci sarà più “La giostra del gol” e nemmeno Rai Italia. La serie A è stata venduta, parliamo dei diritti televisivi, e per la Rai non c’è più nulla. Esiste anche una delibera del 17 dicembre 2010, pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale, che per garantire la protezione degli interessi dei telespettatori afferma che i titolari dei diritti di trasmissione televisiva in esclusiva relativi a un evento di grande interesse pubblico (in particolare proprio lo sport) dovrebbero concedere alle altre emittenti il diritto di utilizzare brevi estratti.

Ma se si dovesse verificare questa eventualità sarebbe solo una elemosina, perchè il danno, gravissimo, è stato già fatto. E il primo responsabile di questo scempio, di questa pugnalata alle spalle a milioni di italiani all’estero, ha un solo nome: la Lega Calcio. Tutto è cominciato mesi fa quando i signori del pallone italiano, che poi sono i presidenti dei club, nel nuovo bando per la commercializzazione dei diritti televisivi 2021-2024 relativi a campionato, Coppa Italia e Supercoppa italiana, hanno deliberatamente escluso un pacchetto apposito destinato alle comunità italiane all’estero (da decenni portato sugli schermi dalla Rai).

Si sono solo ricordati di scrivere che chi si sarebbe aggiudicato i diritti per l’estero aveva l’obbligo di commentare le partite in modalità OTT (l’esempio più conosciuto Dazn che con un unico canale satellitare inserisce tutto sul proprio canale streaming con ulteriori costi per gli utenti) anche in lingua italiana. E nessuno ha alzato un dito a parte, non c’è stato un presidente di club che abbia pensato agli italiani all’estero. Solo un paio di voci, gli inascoltati consiglieri Rai Riccardo Laganà e Rita Borioni. E la stessa Rai, a cominciare dal Cda, viste le intenzioni della Lega, non si è minimamente preoccupata di difendere il proprio ruolo di “servizio pubblico”.

Così dall’anno prossimo per gli Stati Uniti il pacchetto per 63 milioni di dollari (57 serie A, il resto Coppa Italia) è andato alla CBS che trasmetterà la maggior parte delle partite (oltre 400 a stagione) sulla piattaforma streaming Paramount+, visibile attraverso abbonamento e tenendo una manciata di gara per i canali lineari. E per questo accordo ci sono stati anche i ringraziamenti della Lega per il fattivo intervento di Rocco Commisso, il padrone della Fiorentina, l’emigrante calabrese diventato milionario che dai suoi uffici di New York ha così contribuito a tagliare fuori italiani e italo-americani. Poi Europa, Africa subsahariana, Asia, Centro e Sud America che sono invece finite a Infront per 139 milioni di dollari che a sua volta le ricederà ai network che ne faranno richiesta. Medio Oriente e Nord Africa invece hanno fatto parte di trattative private. Ma il risultato di tutto questo è molto semplice: per una manciata di milioni la Lega Calcio ha distrutto quella che era l’unica maniera per i connazionali all’estero di seguire le proprie squadre del cuore in lingua originale con commentatori, analisti, presentatori, ospiti italiani.

Dalla prossima stagione tutto questo non ci sarà più e non si tratta solo di un danno enorme per gli appassionati, ma anche per la cultura italiana e la nostra lingua cancellati per quello che riguarda lo sport che poi rappresenta una nazione. Una tradizione, un legame, forse l’unico che tiene uniti gli italiani nel mondo come il calcio, frantumati per gli interessi di una Lega ingorda di pochi spiccioli. Perché in questo modo, invece di incrementare il seguito e l’interesse nel mondo come è stato sbandierato, si può facilmente prendere la strada inversa. E nel frattempo i primi a pagare, come sempre, e questa non è demagogia, saranno ovviamente i meno abbienti…Lega Calcio e Rai, Vergogna!”. (aise)




Il Ministero ha risposto: ecco come gli italiani iscritti all’AIRE potranno vaccinarsi

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vaccine 5755081 1280 620x430A sollevare il problema in aula della burocrazia italiana che impediva agli italiani iscritti all’AIRE, ma presenti sul territorio nazionale, di accedere alla campagna vaccinale era stata l’Onorevole Fucsia Nissoli (Forza Italia) con un’interpellanza urgente rivolta al Ministero della Salute. Per un mese, le risposte non sono arrivate e dai palazzi del potere si sono limitati al tanto comune utilizzo del gerundio. “Stiamo lavorando”, “stiamo considerando”, “ci stiamo muovendo”.

Alla fine, però, l’insistenza della Nissoli, come la presa di coscienza delle istituzioni di un problema che metteva in pericolo la saluta di cittadini regolarmente in possesso di un passaporto, ha portato i suoi frutti.

Con l’ordinanza N. 7/2021, il Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo ha disposto l’ammissione degli iscritti all’AIRE alla somministrazione del vaccino anti covid-19, “nel rispetto del principio di reciprocità e tenuto conto dei criteri e delle indicazioni fornite dal Piano strategico”.

Il problema degli iscritti AIRE sta nel fatto che non siano in possesso di una tessera sanitaria. Per loro, dunque, il Sistema Tessera Sanitaria genererà uno specifico codice che consentirà la somministrazione delle dosi. In fase di prenotazione e iniezione saranno poi le regioni e le province autonome a verificare che tutti i dati siano corretti, grazie alle informazioni messe a disposizione del sopracitato Sistema Tessera Sanitaria.

Entro cinque giorni dalla data di adozione dell’ordinanza, cioè sabato 24 aprile, verranno pubblicate sul sito www.sistemats.it le modalità tecniche attuative.

L’Onorevole Nissoli festeggia la pubblicazione del documento sottolineando il “risultato concreto frutto dell’impegno costante nel rivendicare questo diritto presso le istituzioni competenti. Le interpellanze, le lettere e le telefonate hanno vinto, grazie alla straordinaria sensibilità dei miei interlocutori. L’impegno di risolvere al più presto la questione, assunto dal Sottosegretario Sileri, così come l’impegno assunto dall’ufficio del Gen. Figliuolo, sollecitato più volte dalle mie telefonate, sono diventati realtà”.

Insieme agli iscritti AIRE, l’ordinanza prevede anche l’introduzione nella campagna vaccinale dei dipendenti delle Istituzioni dell’Unione Europea e i relativi famigliari a carico,  del personale delle medesime Istituzioni in quiescenza che vivono sul territorio nazionale, degli agenti diplomatici e il personale tecnico-amministrativo delle missioni diplomatiche e i relativi famigliari e infine del personale di enti e organizzazioni internazionali e i relativi famigliari.

Tutto ciò, è bene ricordarlo, non significa che a questi soggetti verrà applicata una via preferenziale. In Italia, hanno fatto polemica i casi di alcuni lavoratori che, in specifiche regioni, hanno richiesto e alcune volte ottenuto il vaccino prima di quanto gli spettasse. È il caso, ad esempio, di avvocati, magistrati e cancellieri in Toscana, ai quali la dose è stata somministrata in anticipo indipendentemente dall’età.

Con gli iscritti all’AIRE e le altre categorie menzionate non sarà così. I loro nomi verranno semplicemente inseriti in lista e saranno chiamati in base all’andamento della campagna vaccinale, esattamente come ogni altro cittadino italiano.

“Il ringraziamento è d’obbligo – conclude Fucsia Nissoli – e va, come sempre, alle persone, quindi anche ai colleghi che hanno condiviso la ‘battaglia’ in difesa dei diritti dei nostri connazionali all’estero”.

Da La Voce di New York




Pedofilo latitante catturato dall’Interpol a Santo Domingo

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luciano scibiliaimagesEra inserito nella lista Europol dei diciannove più pericolosi sex offender ricercati in campo internazionale.

Sta rientrando stamattina in Italia da Santo Domingo e verrà immediatamente arrestato Luciano Scibilia, 74 anni, destinatario di un ordine di esecuzione, emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Roma, per una pena di cinque anni e due mesi di reclusione per violenza sessuale su minori.

L’uomo è segnalato anche sul sito eumostwanted.eu, Most Wanted Fugitives, e da Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams – Rete Europea delle Unità di Ricerche Attive Latitanti).

Scibilia è stato fermato venerdì 16 aprile nella Repubblica Dominicana, al termine di una complessa attività d’indagine svolta dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Scip) insieme agli uomini della Questura di Roma – Commissariato Tuscolano, su delega dalla Procura di Roma e con il coordinamento operativo dell’esperto per la sicurezza a Santo Domingo.

Il latitante si trovava a Samanà, località a duecento chilometri a nord dalla capitale, famosa per il passaggio delle balene davanti alle sue coste.

Nella scheda inserita nella lista dei sex offender viene evidenziato che, fingendosi un pranoterapeuta in grado di curare qualsiasi malattia e approfittando dell’amicizia che alcune ragazze avevano con la figlia della partner, ha abusato sessualmente di loro con la scusa di sottoporle a trattamenti terapeutici.

All’atto del fermo da parte dell’Interpol dominicana, assistita dall’Esperto per la sicurezza italiano, si sono vissuti momenti di tensione poiché il vicinato, alla vista della polizia, si è riversato in strada quasi a protezione di Scibilia, conosciuto dagli abitanti poiché da tanti anni conviveva nel quartiere con una donna locale e i suoi quattro figli, tre bambine e un bimbo.

Il responsabile Interpol si è immediatamente qualificato e ha rivelato la motivazione dell’arresto, calmando così gli animi e permettendo il fermo in sicurezza del latitante che in quel momento stava raggiungendo un bar insieme ad un bimbo di otto anni.

A far scattare le indagini a cura del Commissariato Tuscolano, la segnalazione di una delle vittime la quale lamentava il fatto che, nonostante i gravi reati commessi e la successiva condanna passata in giudicato, Scibilia fosse ancora in libertà e alimentasse il proprio profilo Facebook.

Gli investigatori hanno così scoperto attraverso l’Inps e accertamenti bancari e postali come l’uomo percepisse una pensione e come, a Roma ci fosse una persona che effettuava prelievi e bonifici utilizzando conti correnti intestati a Scibilia.

Su delega della Procura Generale presso la Corte di Appello, i poliziotti hanno poi iniziato un’attività tecnica, consistente in intercettazioni telefoniche.

L’attività protrattasi per diversi mesi ha permesso agli agenti del commissariato Tuscolano di individuare la città di Samanà nella Repubblica Dominicana, dove l’uomo aveva trovato rifugio e di identificare la donna che con la movimentazione finanziaria nella capitale, ne favoriva la latitanza.

Dopo il fermo a Samanà, il latitante è stato subito trasferito a Santo Domingo e affidato al Dipartimento per l’immigrazione che ha proceduto all’immediata espulsione verso l’Italia, considerando lo status di irregolare e l’allarme sociale legato ai suoi precedenti.

Da qds.it




M.I.R.E. Mondo – semplicemente orgogliosi di essere italiani

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festa delle eccellenze italiane in europa 750x400Dare voce e visibilità agli italiani. Farlo in maniera concreta, attraverso storie di successo, impegno e competenza, per raccontare chi all’estero continua a sentirsi più italiano di prima, chi lavora, produce e si distingue, contribuendo a tenere alto il buon nome dell’Italia nel mondo. Il MIRE, movimento italiani residenti all’estero, nasce soprattutto per promuovere e dare visibilità all’eccellenza italiana, e a tutta quell’italianità che a fatica e con impegno realizza i propri progetti, raggiungendo piccoli o grandi successi al di fuori dei confini. Il MIRE lo vuole fare partendo dal basso, dando voce unica a tutti quelli che si riconoscono in quest’idea. Anche attraverso il sostegno di imprenditori di successo che hanno voglia di dare una mano per sostenere e sviluppare la piccola e media impresa, vera anima della presenza italiana nel mondo.

Enzo Odoguardi, origini calabresi, sa bene cosa vuol dire essere imprenditore, e come architetto ha vissuto e realizzato varie opere in diversi Paesi del mondo. Console Onorario, è da anni impegnato per gli Italiani Residenti all’estero, come Presidente di Camere di Commercio e come imprenditore nello sviluppare e concretizzare grandi progetti immobiliari e commerciali. È lui il promotore e Presidente del MIRE, nato circa due anni fa negli Stati Uniti d’America. Enzo è molto sensibile ai tanti temi che riguardano l’essere italiano oltre confine, ma Made in Italy-imprenditoria, e lingua e cultura sono il suo asso nella manica.

Su quale progetto nasce questo movimento, e perché tanti imprenditori italiani di successo hanno aderito alla tua idea?

Il MIRE nasce dalla volontà di impreditori che vivono in Nord America e Canada , stanchi delle promesse dei partiti politici tradizionali. L’obiettivo è quello di creare un movimento che si prenda cura degli Italiani nel mondo che, ricordiamo, sono circa sessanta milioni, ben aldilà dei cinque milioni di iscritti AIRE. Fare gruppo e unire gli Italiani all’estero, assicurando loro l’esperienza di questi imprenditori che si sono realizzati ed oggi mettono la loro esperienza al servizio degli altri e si rendono disponibili a dare una mano ai connazionali. È la chiave di volta su cui si basa il MIRE.

Dai tempi di Mirko Tremaglia è cambiato molto nell’emigrazione italiana ma forse molti temi sono rimasti gli stessi. Cosa significa oggi fare gli interessi degli italiani che vivono nel mondo?

Essere Italiani non significa essere iscritti all’AIRE, significa avere dentro il sangue Italiano, proteggere le eccellenze, la cultura, la lingua, le tradizioni e trasmetterle alle generazioni future. Esistono però problemi storici che affliggono le comunità italiane nel mondo, tra questi la perdita del diritto ai “bollini“ sanitari per le medicine o del medico di base perché residenti all’estero, così come il problema dell’IMU. A queste stesse persone viene richiesto di pagare le tasse sulla pensione in Italia, un vero controsenso.

Al contempo assistiamo a un tipo di emigrazione di cervelli e non più di manovalanza, giovani che cercano di realizzare la loro professionalità in altri paesi, dove vengono accolti e riconosciuti e la loro preparazione valorizzata. Che si distinguono portando avanti il concetto di “eccellenze Italiane“ con progetti nuovi, spesso di successo, che contribuiscono a fare grande l’immagine dell’Italia. Proprio su quei giovani vogliamo concentrarci per fare in modo che abbiano le porte aperte ai loro sogni e possano sviluppare piccola e media impresa riuscendo ad attingere ai fondi messi a disposizione dalle regioni vs UE per lo sviluppo su territorio straniero.

Il potenziamento di questo settore è la “pietra miliare” nei programmi del MIRE.

Il Made in Italy potrebbe essere il vero asso nella manica, ritieni che si faccia abbastanza su questo fronte oggi in Italia?

Assolutamente no, siamo conosciuti in tutto il mondo per il Made in Italy, spingere sui nostri prodotti è la base per spingere sull’impreditoria Italiana più in generale e non solamente quella dell’Italia all’estero. L’Italia è un paese relativamente piccolo, confronto a quello che è capace di produrre, e i mercati naturali delle eccellenze Italiane sono soprattutto all’estero, veri Ambasciatori di Italianità nel mondo.

Parliamo della lingua e di quanto conta per gli italiani all’estero il trasmetterla ai propri figli

Oggi la lingua italiana si è uniformata in tutto il paese e le nuove generazioni hanno preso atto del fatto che trasmetterla ai propri figli sia indispensabile per alimentarne il patrimonio identitario. La diffusione della lingua e della cultura è uno degli strumenti più efficaci per rafforzare la presenza dell’Italia nel mondo e consolidarne i legami con l’Italia. Il MIRE ha nel suo programma il promuovere lo studio della lingua italiana anche nelle scuole pubbliche all’estero. Ma non a caso anche la radio in lingua italiana a cui stiamo lavorando ha tra i suoi obiettivi quello di divulgare la nostra bella lingua e consolidarla all’interno del quadro europeo.

Anna Mastrogiacomo, di origini napoletane, vive da 25 anni in Germania dove si è impegnata fin dal primo giorno a favore della collettività italiana. Oggi Anna rappresenta la colonna portante del MIRE in Europa. Nominata coordinatrice solo pochi mesi fa da Enzo Odoguardi, è stata capace di mettere in piedi in poco tempo una rete di italiani di tutto rispetto residenti nei vari paesi europei, andando così a comporre un quadro di riferimento del MIRE, anche in Europa.

Cosa ha mosso il tuo interesse verso gli italiani nel mondo, in tutti questi anni di dedizione assoluta che ti hanno portato oggi a ricominciare dal MIRE?

Ho sempre avuto un interesse naturale verso il prossimo ed essendo la comunità italiana all’estero in Germania “l’Italia a me più prossima” ho cercato di mettermi a disposizione dei nostri connazionali, anche con l’esperienza del MIRE perché credo negli ideali dell’impresa e della valorizzazione del Made in Italy.

Ma il progetto che sta nascendo va oltre la Germania. Qual è il modo più attento per poter rispondere ai bisogni attuali degli italiani che vivono in Europa?

Sicuramente la lingua ed il lavoro sono le premesse essenziali all’integrazione di qualsiasi cittadino nel tessuto socio-economico all’estero. Ma oggi direi che un tema fondamentale da sviluppare sia anche quello della formazione continua, per sopravvivere in un mondo sempre più globalizzato e competitivo. Perciò stiamo dando vita ad una rete, il MIRE EUROPA che vuole creare le premesse per rispondere a queste esigenze.

Chiunque creda nella rivoluzione liberale, sempre dibattuta e mai davvero totalmente realizzata, e abbia a cuore le capacità di intraprendere dei nostri connazionali all’estero non può che riconoscersi nelle idee del MIRE.

Da “Il Ponte”