Repubblica Dominicana. Prima i cittadini, poi i palazzi

Tra i primi temi affrontati dal nuovo ambasciatore d’Italia nella Repubblica Dominicana c’è il recupero degli edifici che rappresentano la presenza italiana a Santo Domingo, dalla sede dell’Ambasciata alla storica residenza diplomatica.

Si tratta di immobili che fanno parte del patrimonio dello Stato italiano e che meritano certamente di essere conservati e valorizzati.
La domanda, però, è un’altra.
Quali sono oggi le priorità della comunità italiana che vive nella Repubblica Dominicana?
Per migliaia di connazionali, il rapporto con l’Ambasciata non passa attraverso i saloni di rappresentanza né attraverso la residenza dell’ambasciatore. Passa dagli uffici consolari, dagli sportelli, dalle pratiche amministrative, dai documenti, dai passaporti, dalle informazioni e dall’assistenza ai cittadini.
È lì che si misura davvero l’efficienza dello Stato italiano.
Se il Governo intende investire nella presenza italiana nel Paese, sarebbe auspicabile che una parte importante delle risorse fosse destinata anche al potenziamento dei servizi consolari e all’adeguamento degli spazi destinati al pubblico. Una comunità italiana che negli ultimi anni è cresciuta numericamente merita uffici moderni, funzionali e organizzati per rispondere in modo rapido alle esigenze dei cittadini.
Il prestigio di una rappresentanza diplomatica non dipende soltanto dalla bellezza degli edifici che la ospitano. Dipende soprattutto dalla qualità dei servizi che riesce a offrire.
Una sede elegante è motivo di orgoglio.
Un’Ambasciata efficiente è un diritto dei cittadini.
Per questo motivo, ogni intervento di recupero del patrimonio immobiliare sarà certamente apprezzato. Ma sarà accolto con ancora maggiore favore se accompagnerà un deciso miglioramento dell’attività consolare, dell’accoglienza al pubblico e della capacità di rispondere alle esigenze della comunità italiana.
I palazzi rappresentano lo Stato. I servizi dimostrano quanto lo Stato rispetti i propri cittadini.