Riacquisto cittadinanza, non è ancora legge ma ora c’è una vera possibilità

60b645bc79a85e908e08f0f169fd8ecf l

60b645bc79a85e908e08f0f169fd8ecf lRiceviamo  e pubblichiamo.

In questi giorni si leggono dichiarazioni che attribuiscono al Partito Democratico il merito dell’attuale avanzamento sulla questione del riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’ha persa a seguito della naturalizzazione in un altro Paese.
In sostanza, si tenta di rivendicare un successo che, in realtà, deve ancora concretizzarsi.

Come spesso accade, la realtà è più articolata. I risultati più significativi nascono dal lavoro di squadra, costruito nel tempo grazie al contributo di tante voci e sensibilità diverse.

Con onestà intellettuale, va riconosciuto che da quando esiste la rappresentanza degli italiani all’estero – dal 2006 – tutti gli eletti, in ogni legislatura, hanno presentato proposte per riaprire i termini per il riacquisto della cittadinanza.
Tuttavia, nessuna di queste ha mai portato a un risultato concreto.

È giusto ricordare che il PD ha guidato o partecipato a quasi tutti i governi dal 2013 al 2022, ricoprendo ruoli di primo piano e avendo più volte l’occasione di intervenire su questo tema così importante per le comunità italiane all’estero.
Eppure, nonostante i tanti dibattiti e le proposte depositate, la norma sul riacquisto della cittadinanza non ha mai visto la luce.

La differenza, oggi, è che finalmente questa proposta ha trovato un riscontro concreto.
Il Governo ha presentato un emendamento che prevede la riapertura dei termini dal 1° luglio 2025 al 31 dicembre 2027, consentendo il riacquisto della cittadinanza attraverso una semplice dichiarazione di volontà resa presso un ufficio consolare, senza doversi trasferire in Italia.

Un passo avanti importante, atteso da migliaia di cittadini italiani nel mondo.
Questo risultato è stato possibile grazie all’impegno del Ministro degli Esteri Antonio Tajani e alla sensibilità dimostrata dall’attuale maggioranza nei confronti delle nostre comunità all’estero.

Naturalmente, è giusto mantenere la dovuta cautela: l’iter parlamentare è ancora in corso. Oggi, finalmente, si intravede una concreta possibilità di riconoscere un diritto atteso da anni. Auspichiamo con convinzione che il provvedimento venga approvato, restituendo a tanti connazionali la piena appartenenza alla loro terra d’origine.

Coordinatori Forza Italia all’estero