Contro il colesterolo il cibo può sostituire i farmaci

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unnamed (1)AGI – Il colesterolo alto colpisce quasi 94 milioni di americani e 1 adulto su 2 di età superiore ai 50 anni e rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache.

Mentre la maggior parte dei medici è pronta a prescrivere farmaci (come le statine) per il trattamento, un nuovo studio indica una efficace alternativa a base alimentare in particolare per coloro che sono preoccupati per gli effetti collaterali dei farmaci.

Uno studio innovativo, pubblicato sul Journal of Nutrition, ha dimostrato che per molti individui un approccio “cibo come medicina” può essere efficace quanto i farmaci per abbassare il colesterolo, senza la necessità di drastici cambiamenti nello stile di vita. “Sulla base dei risultati osservati nel nostro studio, l’utilizzo di questo tipo di cibo come approccio terapeutico espande le opzioni per i professionisti medici e i pazienti”, ha affermato Stephen Kopecky, cardiologo e Direttore della Statin Intolerance Clinic presso la Mayo Clinic.

“Molti pazienti che non vogliono o non sono in grado di assumere statine possono gestire il loro colesterolo alto o iperlipidemia con un intervento basato sulla dieta alimentare”. Sostituendo solo una piccola parte di cio’ che i pazienti iperlipidemici stavano mangiando con Step One Foods (un sistema alimentare dosato due volte al giorno con prodotti formulati con precisione per aiutare a ridurre il colesterolo LDL), i ricercatori hanno riscontrato riduzioni del colesterolo rapide e altamente significative. Alla fine, i partecipanti hanno visto una diminuzione media del 9% del colesterolo LDL (cattivo) entro 30 giorni, con alcuni che hanno riscontrato riduzioni del colesterolo LDL di oltre il 30%.




L’Oms: dopo l’ondata di Omicron la pandemia potrebbe finire

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171200338 109419f9 d277 4936 af26 9eca4a5dd8d5AGI – La variante Omicron del nuovo coronavirus, che potrebbe contagiare il 60% degli europei entro marzo, ha avviato una nuova fase della pandemia nella regione e potrebbe avvicinarla alla sua fine. Lo ha dichiarato a France Presse il direttore dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità in Europa, Hans Kluge. “È plausibile che la regione si stia avvicinando alla fine della pandemia”, ha affermato Kluge, invitando comunque alla cautela a causa della versatilità del virus.




Vaccino covid, indennizzi per danni e effetti: 150 milioni stanziati

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vaccino60 afpIndennizzi per i danni da vaccino covid, stanziati i soldi per i rimborsi relativi ad effetti gravi della vaccinazione. “Abbiamo stanziato 50 milioni di euro per il 2022 e 100 milioni di euro per il 2023” per i risarcimenti, ha evidenziato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ai microfoni di ‘Timeline’ su Sky Tg24

Coloro che abbiano riportato lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, a causa della vaccinazione anti covid’ prevede la norma è contenuta nella bozza del decreto legge sostegni ter.

“La norma di fatto esisteva già perché – ha chiarito Costa – ci fu una sentenza della Corte Costituzionale che sostanzialmente equiparava la vaccinazione raccomandata, come quella che abbiamo effettuato nel nostro Paese, alla vaccinazione obbligatoria. Quindi esisteva già una legge e un capitolo di bilancio, dopo di che si è ritenuto necessario approfondire ulteriormente, specificare con una norma ad hoc alla legge già esistente. Quindi ovviamente” il risarcimento “vale per tutti quei cittadini che si sottopongono a vaccino e, qualora venisse certificato un evento avverso grave, lo Stato risarcisce”.

“Credo che questo sia un buon segnale da parte del Governo, un segnale – ha rimarcato il sottosegretario – che mi auguro di tranquillità nei confronti di chi sosteneva che molti cittadini non si sono vaccinati perché mancava questo provvedimento. Ecco, oggi con l’adozione di questo provvedimento, se veramente per qualcuno questo era il motivo, mi auguro che da domani si prenoti per la vaccinazione”.

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L’Europa è tentata dal ‘modello-Sanchez’

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182858102 b8f08c79 9d4b 4c48 856f 463dad26a579AGI – Il Covid non può essere un’emergenza per sempre: bisogna imparare a conviverci. E battere il virus non è più considerata la strategia vincente, meglio accettare il pareggio. Questa linea di pensiero va guadagnando terreno, da Londra a Madrid, dal Portogallo alla Francia, passando per Washington, Pretoria, e anche l’Australia.

Se il premier spagnolo Pedro Sanchez punta ad aprire il dibattito a livello europeo, strategie simili sono allo studio in Portogallo e cominciano a prendere piede in Francia. è una ritirata strategica, quella scelta da molti Paesi, ma di certo sono sempre meno quelli che, come la Cina, scelgono la strategia ‘zero Covid’. Il premier Sanchez nei giorni scorsi ha avvertito che potrebbe esser arrivato il momento di monitorare la pandemia in modo diverso e vuole una riflessione in merito anche nell’Ue: “Abbiamo le condizioni per aprire, gradualmente e con cautela, il dibattito a livello tecnico ed europeo, per iniziare a valutare l’evoluzione di questa malattia con parametri diversi da quelli che abbiamo fino a ora”.

La copertura “si mantiene in buona parte anche a distanza di 3-6 mesi dalla vaccinazione”

Il prossimo passo del governo spagnolo potrebbe essere iniziare a trattare il Covid in un modo più simile all’approccio di una comune influenza: senza contare ogni caso di contagio, senza fare test davanti alla comparsa di un minimo sintomo.

Trattarlo insomma come una malattia respiratoria: le autorità sanitarie spagnole stanno lavorando da mesi a questa transizione. Anche il governo britannico vuole imparare a “convivere con il Covid come si convive con l’influenza“: revocate le restrizioni del ‘piano B’, dal 27 gennaio in Gran Bretagna non saranno più obbligatori il pass vaccinale e la mascherina rimane solo “consigliata” nei luoghi affollati; mentre l’obbligo di mascherina nelle aule scolastiche è revocato già da oggi. Anche in Francia, nonostante il numero di contagi imponente e mai toccato finora, dal 2 febbraio dovrebbe cadere l’obbligo della mascherina all’aperto; dal 16 febbraio riaprire le discoteche.

E’ una scelta sostenuta da molti scienziati e accolta con favore della gente, esausta da un’emergenza sanitaria che sta per entrare nel terzo anno. Del resto, i dati sono incoraggianti: la curva dei contagi è in diminuzione in Gran Bretagna (i casi sono quasi dimezzati rispetto alla fine di dicembre), anche in Italia la curva di crescita sta diventando meno impetuosa. Questo grazie ai vaccini ma anche all’elevata circolazione del virus: ecco dunque che i governi si attrezzano per imparare a convivere con il virus, come si fa con l’influenza, il morbillo o la malaria.

Secondo l’Oms, il virus non è ancora endemico: per classificarlo in quella fase, il tasso di infezione deve infatti stabilizzarsi, ma ci vogliono anni, e non presentare picchi difficili da gestire. Si è ancora lontani ma molti scienziati ritengono che proprio la variante Omicron, che tra l’altro è meno grave della Delta, rappresenti una fase di transizione: contagia infatti un numero cosi’ elevato di persone che crea una sorta di immunità naturale.

Tra l’altro gli studi indicano che la variante Omicron prospera nelle vie aeree superiori ma meno nei polmoni e, di conseguenza, i ricoveri ospedalieri sono più brevi e il numero di pazienti che devono essere ricoverati in terapia intensiva è diminuito. Per questo motivo, il Sars-CoV-2 sembra destinato in un tempo relativamente breve ad essere considerato come gli altri coronavirus che causano il raffreddore.




Montagnier ai no vax a Milano: “Voi salverete umanità”

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montagnier fg 1501“Chiedo a tutti i miei colleghi di fermare le vaccinazioni contro il Covid con questo tipo di vaccini. Ne va di mezzo il futuro dell’umanità. Il dopo dipende da voi, soprattutto dai non vaccinati, che un domani potranno salvare l’umanità, mentre i vaccinati dovranno essere salvati dai centri medici”.

Lo ha detto il virologo e biologo Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008, notoriamente contrario ai vaccini contro il Covid e non nuovo a posizioni che si sono attirate le critiche della comunità scientifica, in piazza XXV aprile a Milano alla manifestazione no vax e no green pass organizzata da Italexit di Gianluigi Paragone.

Lo scienziato 89enne, davanti a una folla di almeno 2mila persone, parlando in francese e con la traduzione in italiano, ha spiegato che “c’è stato un grande errore di strategia” nel contrasto alla diffusione del Covid-19. “Questi vaccini non ne impediscono la trasmissione. Questo vaccino non funziona”.

Il vaccino “anziché proteggere dalla malattia favorisce anche altre infezioni. La proteina usata per il vaccino è un veleno e tocca organi come il cuore, tanto che molti atleti si stanno ammalando. Il vaccino è fatto per proteggere e non per uccidere”. Per Montagnier “è un crimine assoluto dare questo vaccino ai bambini”.

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Covid, Bassetti: “Sarà come un’influenza”

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matteo bassetti fg“Credo che nel momento in cui finirà questa ondata” di Covid-19, “la prossima primavera, noi avremo ragionevolmente il 95% e forse più degli italiani che avranno una sorta di immunità, cioè saranno protetti chi dal vaccino chi dalla malattia” superata. E se “saremo tutti più protetti dalle forme più gravi, quelle che ci portano al ricovero in ospedale, mi pare evidente che avremo una forma di influenza, magari ‘rinforzata’”. Uno scenario di “endemizzazione” sulla base del quale Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, auspica più coraggio.

“Da parte delle nostre istituzioni governative, soprattutto all’interno del ministero della Salute – sottolinea l’esperto, ospite di ‘Buongiorno Benessere’ su Rai1, programma ideato e condotto da Vira Carbone – io trovo ancora un po’ troppa riluttanza a cambiare il modo di affrontare questa pandemia. Bisogna essere più dinamici”, dice.

Secondo l’infettivologo, in futuro “dobbiamo andare verso una convivenza” con Sars-CoV-2, “anche pensando che questa” infezione, “per i vaccinati e per i protetti” da un contagio pregresso, “sarà una forma molto simile all’influenza. E’ quello che altri Paesi hanno fatto e che mi auguro faremo anche noi”, appunto “cercando di avere un pochino più di dinamicità”.

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Mascherina Ffp2: quando cambiarla, cosa non si deve fare

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mascherine5 fgDopo le nuove misure anti Covid varate dal governo, la mascherina Ffp2 ha conosciuto una maggiore diffusione nella popolazione. Ma spesso non è usata in modo corretto. “Innanzitutto deve essere indossata nella maniera giusta, deve coprire il naso e la bocca in modo aderente con la stanghetta metallica ben attaccata sul naso. Poi va cambiata dopo 6 ore di utilizzo, va riposta in bustina e manipolata il meno possibile” dice all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

Andreoni fa il punto sul corretto utilizzo delle mascherine Ffp2 diventate obbligatorie per cinema, teatri, eventi sportivi, accesso a bus, treni e navi, e per le persone che hanno avuto un contatto stretto con un caso confermato positivo al Covid e che, sulla base delle norme in vigore, non sono soggette alla quarantena, ma soltanto all’autosorveglianza.

“Attenzione poi se si è raffreddati – avverte Andreoni – In questo caso la mascherina si deteriora più rapidamente e quindi va cambiata più spesso. Le Ffp2 aiutano ad abbassare il rischio di contagio e di trasmissione, ma è opportuno che non si riutilizzino. Vanno usate una sola volta e poi cambiate”.

Anche il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’università Statale di Milano, ribadisce all’Adnkronos Salute le regole fondamentali per un uso corretto delle Ffp2.

“Intanto va ricordato – ammonisce l’esperto – che la Ffp2 va gettata dopo 6-8 ore di utilizzo: non è un dispositivo di protezione riutilizzabile. Invenzioni caserecce come spruzzarle di disinfettante e poi metterle all’aria potrebbero danneggiarle rendendole inefficaci: meglio buttarle via dopo una giornata di utilizzo”. Ovviamente, come anche la chirurgica, la Ffp2 va indossata in modo che copra interamente naso e bocca “e se passa l’aria dai lati – ricorda il medico – dobbiamo stringere un po’ gli elastici in modo che aderisca completamente al viso. Molta attenzione – avverte poi il virologo – va fatta nel momento in cui si toglie: va tenuta sempre dagli elastici, per evitare la contaminazione dalla parte esterna, nel caso ci fosse stata un’esposizione al virus”. Insomma, bisogna cercare di non toccarla “e se succede dobbiamo subito lavarci o disinfettare le mani”.

Per lo stesso motivo “non dobbiamo metterla in tasca – ammonisce Pregliasco – o peggio ancora appoggiarla sul tavolo dove stiamo mangiando. L’ideale sarebbe riporla in una bustina e lavarsi le mani”. Bisogna pensare sempre che sull’esterno della mascherina potrebbe essere presente il virus, raccomanda il medico. Assolutamente da evitare anche i baci sulla guancia, ‘tanto abbiamo la mascherina’: “Non è una buona idea – dice l’esperto – Potremmo rischiare di ‘spalmare’ il virus sulla guancia del malcapitato”.




Brasile. Variante Omicron, Bolsonaro minimizza: “È la benvenuta”

bolsonaro ospedale afp

bolsonaro ospedale afpJair Bolsonaro minimizza l’impatto della variante Omicron del coronavirus in Brasile e ne parla come la “benvenuta”. “Omicron si è già diffusa in tutto il mondo”, ha detto il presidente brasiliano citando “chi se ne intende davvero” e aggiungendo che ha “una capacità di diffusione molto grande, ma una letalità molto piccola”. In un’intervista a ‘Gazeta Brasil’ ha sostenuto che Omicron “non ha ucciso nessuno” in Brasile e che il caso del decesso di una persona contagiata nello stato di Goiás è relativo a un paziente 68enne che già soffriva di “problemi molto seri”, ipertensione e broncopneumopatia cronica ostruttiva. “Secondo alcuni studiosi, persone serie e – ha incalzato, come riporta Uol – non legate a case farmaceutiche”, la variante “è la benvenuta” e potrebbe “segnare la fine della pandemia”.

Bolsonaro, che in passato ha messo in dubbio l’efficacia dei vaccini anti-Covid, ha anche annunciato di aver ordinato al ministro della Salute, Marcelo Queiroga, di diffondere i dati su effetti collaterali. E nell’intervista è tornato a criticare la campagna vaccinale rivolta ai bambini, che in Brasile inizierà a fine mese. “Quasi zero, un numero molto basso” di bambini è morto a causa del Covid-19 in Brasile, ha sostenuto.

“E questo numero basso – ha affermato – è con comorbidità”. Nelle ultime 24 ore sono più di 70.700 i nuovi casi di coronavirus segnalati dal ministero della Salute con 174 decessi. In Brasile, con una popolazione di oltre 210 milioni di persone, sinora sono stati confermati un totale di oltre 22,6 milioni di contagi con più di 621.000 decessi.

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L’Ema avverte: “Non possiamo continuare con booster ogni 3-4 mesi”

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154050411 093794f3 b925 455d b67e 7246edf0e571AGI – “Non possiamo continuare con booster ogni 3-4 mesi”, dice il capo della strategia vaccinale dell’Ema, Marco Cavaleri. “Non abbiamo ancora dati sulla quarta dose per poterci esprimere, ma ci preoccupa una strategia che prevede di andare avanti con le vaccinazioni a distanza di poco tempo“, ha spiegato.

“Ovviamente quando si tratta di vulnerabili, e persone immunodepresse, è un caso diverso e per loro la quarta dose più essere considerata già da ora”, ha aggiunto Cavaleri. “Sta emergendo il confronto su una seconda dose di richiamo (quarta dose, ndr) con gli stessi vaccini attualmente in uso. Non sono stati ancora generati dati a sostegno di questo approccio. Tuttavia mentre l’uso di una quarta dose potrebbe essere considerato parte di una piano di contingenza, le vaccinazioni ripetute a breve tempo di distanza non rappresenterebbero una strategia sostenibile a lungo termine“.

Secondo Cavalieri, “gli antivirali orali ed endovenosi come Paxlovid e remdesivir mantengono la loro efficacia contro la variante Omicron e possono aiutare a limitare il carico di malattia associato a questa variante”. La variante Omicron, altamente trasmissibile, è comparsa alla fine dello scorso anno e ora si sta diffondendo velocemente lungo il nostro Continente. “Sta diventando la variante dominante”.

Sembra che Omicron causi meno gravi malattie rispetto alla Delta. Spiega lo stratega dell’Ema: “Gli studi da Sudafrica, Gran Bretagna e da alcuni Paesi europei mostrano che il rischio di essere ricoverato dopo il contagio con Omicron è di circa la metà rispetto alla variante Delta. La situazione epidemiologica nell’Unione europea continua a essere molto preoccupante. Assistiamo a un rapido aumento dei casi in tutti gli Stati membri, la situazione è largamente guidata dalla circolazione della variante Delta e la rapida diffusione della variante Omicron in diversi Paesi”.




Covid, l’Oms: “Entro due mesi più della metà degli europei contagiata da Omicron”

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downloadROMA –  “A questo ritmo, l’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) prevede che oltre il 50% della popolazione della Regione sarà infettata da Omicron entro le prossime sei-otto settimane”. Lo ha detto il direttore dell’OMS Europa, Hans Kluge, durante una conferenza stampa online, aggiungendo che questa variante può colpire “anche persone che sono state precedentemente infettate o vaccinate”.

Agenzia Dire.it