Hantavirus, il virus scoperto su una nave da crociera che preoccupa gli esperti

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foto singola sito 2026 02 15t171230.376 1024x576Un focolaio di #hantavirus scoperto a bordo della nave da crociera MV Hondius, partita dalla città argentina di Ushuaia verso l’Antartide, ha riportato l’attenzione internazionale su una malattia poco conosciuta ma potenzialmente molto pericolosa. Alcuni passeggeri si sono ammalati dopo il viaggio e almeno tre persone sono morte, spingendo le autorità sanitarie a indagare sull’origine del contagio.

Ma cos’è esattamente l’hantavirus?

Si tratta di una famiglia di virus trasmessi principalmente dai roditori selvatici. Gli esseri umani possono contagiarsi entrando in contatto con urine, saliva o feci di topi infetti, oppure respirando particelle contaminate presenti nell’aria, ad esempio in luoghi chiusi, magazzini, rifugi o aree rurali.

Nella maggior parte dei casi il virus non si trasmette facilmente tra persone. Tuttavia, la cosiddetta “variante Andes”, presente soprattutto in Argentina e Cile, rappresenta un’eccezione perché può diffondersi anche da persona a persona attraverso contatti molto stretti e prolungati. È proprio questa variante ad aver allarmato gli esperti nel caso della crociera antartica.

I sintomi iniziali assomigliano spesso a una forte influenza: febbre alta, dolori muscolari, mal di testa, nausea e stanchezza. Nei casi più gravi, però, il virus può colpire rapidamente i polmoni provocando una grave insufficienza respiratoria, con difficoltà a respirare e rischio di morte. Alcune forme possono danneggiare anche i reni. La mortalità, a seconda del tipo di hantavirus, può superare il 30%.

Per ora gli esperti escludono il rischio di una pandemia simile al Covid-19. L’hantavirus, infatti, non si diffonde facilmente nell’aria tra persone sconosciute e richiede generalmente contatti molto ravvicinati o esposizione diretta ai roditori infetti. Inoltre i focolai tendono a restare localizzati.

Tuttavia il caso della MV Hondius ha dimostrato quanto il turismo internazionale possa facilitare la diffusione di malattie rare. Una nave da crociera, con passeggeri provenienti da diversi Paesi e spazi condivisi per giorni, rappresenta infatti un ambiente ideale per monitorare eventuali trasmissioni.

Gli epidemiologi invitano quindi alla prudenza ma non al panico. Al momento non esiste un vaccino approvato contro l’hantavirus, e la prevenzione resta soprattutto legata al controllo dei roditori, all’igiene e alla protezione in aree considerate a rischio.




ARS, Palermo – Disabilità: un incontro disertato tra le famiglie e i deputati della maggioranza

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collage export af43844d 88f1 460f b602 0a7b446d2e01L’incontro, avente come titolo, molto significativamente, “Il parlamento ascolta le famiglie?”, era stato fissato per le ore 9:30 dello scorso primo aprile nella Sala Gialla dell’Assemblea Regionale Siciliana Siciliana, che ha sede presso il Palazzo Reale di Palermo, con l’obiettivo di dare voce ai nuclei familiari che assistono congiunti con disabilità gravissime.

“Mentre il 2 Aprile i palazzi istituzionali si sono tinti di blu per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il giorno prima, primo aprile, nelle stanze del potere siciliano si è consumato l’ennesimo atto di indifferenza verso chi la disabilità la vive ogni giorno sulla propria pelle”, ci dice il Blind Chef Anthony Andaloro, Ambassador of Global Integration and Solidarity e Coordinatore Nazionale della Delegazione Settore Disabilità di Chef Italia ETS, che prosegue: “Nonostante le enormi difficoltà logistiche che una famiglia con un membro disabile deve affrontare per spostarsi, molte persone sono giunte a Palermo da ogni parte della Sicilia, cariche di speranza e con la voglia di raccontare le proprie battaglie per i diritti negati. Ad accoglierli, però, il vuoto, nessuno dalla maggioranza. L’unico presente è stato il promotore dell’iniziativa, l’On. Ismaele La Vardera, affiancato dalla sensibilità di Simona Bonomo, che ringraziamo per aver provato a darci voce e per la loro sensibilità. Un grazie va anche qualche deputato dell’opposizione che è passato, ma nessuno della maggioranza, una totale mancanza di rispetto che non accetto. Vedere quelle sedie vuote è stato uno schiaffo a chi lotta quotidianamente per la sopravvivenza dei propri cari. La politica si è dimostrata, ancora una volta, sorda e distante.

Per contro, il 2 aprile, si è assistito ai consueti discorsi studiati a tavolino e ai monumenti illuminati a festa. Ma per chi ha vissuto la giornata precedente, quelle luci appaiono come una maschera ipocrita. Il mondo della disabilità è invisibile agli occhi dei politici, che si ricordano di noi solo durante le campagne elettorali. Ci chiediamo quando cambierà qualcosa, quando avremo un supporto concreto e non solo bellissime parole lette senza comprenderne il significato. Quando le istituzioni vorranno finalmente ascoltare la voce degli invisibili?”

Per concludere, è quantomeno doveroso sottolineare che l’assistenza a chi non è autosufficiente non viene garantita con gli stessi standard di qualità in tutta la Penisola o all’interno della stessa Regione o addirittura Comune; molto spesso, i servizi erogati non sono uguali per tutti. Il problema della frammentarietà dei servizi e delle prestazioni non idonee fornite viene confermato da tutte le principali associazioni, un annoso problema dei diritti negati o riconosciuti in modo insufficiente rispetto alle reali esigenze, una situazione tanto più inaccettabile dal momento che le normative in tal senso esistono e sono chiare ma puntualmente non vengono applicate.

Addirittura sconosciute, poi, nella stragrande maggioranza dei casi, risultano quelle che definiscono e disciplinano gli strumenti a favore dei progetti di vita indipendente della persona disabile, che ne tutelano il diritto a una vita quanto più dignitosa possibile e che non possono prescindere, innanzitutto, da una adeguata assistenza domiciliare.

I diritti dei disabili in Italia, pur tutelati da leggi all’avanguardia, rimangono spesso disattesi nella pratica. Le principali criticità riguardano l’accessibilità, l’inclusione scolastica e lavorativa, l’autonomia abitativa e le barriere architettoniche, oltre alla già menzionata assistenza domiciliare, con oltre 3 milioni di persone con gravi limitazioni funzionali.




La masturbazione migliora la qualità dello sperma, dicono gli esperti di Oxford

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foto singola sito 2026 03 26t125817.374 1024x576Un nuovo studio guidato dall’Università di Oxford mette in discussione alcune convinzioni diffuse sulla fertilità maschile, evidenziando come la qualità dello sperma diminuisca quando viene conservato troppo a lungo, sia negli esseri umani sia in molte altre specie animali, e suggerisce che l’eiaculazione regolare, sia attraverso l’attività sessuale che la masturbazione, si traduce in spermatozoi di qualità superiore, con minori danni al DNA.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, si basa su un’ampia analisi che ha preso in esame oltre 170 studi: 115 sull’uomo, con quasi 55mila partecipanti, e altri 56 su 30 specie animali diverse. I risultati mostrano un modello comune: quando lo sperma resta “in attesa” (all’interno dell’organismo maschile o femminile) tende a deteriorarsi progressivamente.

Questo processo, definito “senescenza spermatica post-meiotica”, comporta conseguenze concrete: riduzione della motilità e della vitalità degli spermatozoi, aumento dei danni al DNA e minore probabilità di fecondazione, oltre a possibili effetti negativi sulla qualità degli embrioni. Secondo i ricercatori, la causa principale è legata alla natura stessa degli spermatozoi: cellule altamente specializzate, con riserve energetiche limitate e scarsa capacità di riparare i danni. Con il passare del tempo, quindi, accumulano stress ossidativo e perdono efficienza. Negli esseri umani, infatti, periodi più lunghi di astinenza sessuale sono stati associati a un aumento del danno al DNA degli spermatozoi e dello stress ossidativo, nonché a una riduzione della motilità e della vitalità degli spermatozoi.

“Il nostro studio evidenzia come l’eiaculazione regolare possa fornire un piccolo ma significativo impulso alla fertilità maschile“, afferma co-autrice principale dello studio, la dottoressa Rebecca Dean del Dipartimento di Biologia dell’Università di Oxford.

Un aspetto interessante riguarda le differenze tra i sessi nel regno animale. In molte specie, infatti,

Le implicazioni per l’uomo sono rilevanti anche sul piano clinico. Le attuali linee guida dell’Oms raccomandano un periodo di astinenza tra 2 e 7 giorni prima di analisi o trattamenti di fertilità. Tuttavia, i risultati dello studio suggeriscono che intervalli più brevi, anche inferiori alle 48 ore, potrebbero migliorare la qualità del campione, aumentando le probabilità di successo nelle tecniche di procreazione assistita. Oltre alla medicina riproduttiva, queste scoperte potrebbero avere ricadute anche nella conservazione delle specie, contribuendo a ottimizzare i programmi di riproduzione in cattività di specie in via di estinzione e a comprendere meglio l’evoluzione dei meccanismi riproduttivi negli animali.

agenzia Dire – dire.it




Per dormire bene, meglio leggere un buon libro che consultare il cellulare

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imagesSpesso prendiamo in mano il telefono solo per qualche minuto, ma all’improvviso ci rendiamo conto che è passata un’ora intera. Durante il giorno, per questo motivo, non riusciamo a rispettare i nostri programmi; la sera, invece, ci lasciamo andare alla cosiddetta “procrastinazione del sonno”. Nel tentativo di riprendere il controllo del nostro tempo libero, rimandiamo il momento di andare a dormire.

Questa cattiva abitudine, però, aggrava i nostri problemi di insonnia e ci priva dell’energia necessaria per il giorno successivo. Come uscirne? Basterebbe, ad esempio, sostituire il telefono con un libro.

Perché è così difficile mettere via il telefono?

Gli algoritmi dei social network funzionano secondo il principio della ricompensa variabile, utilizzato in pratica anche nelle slot machine. Come utente, non sai mai cosa vedrai scorrendo un po’ più in basso nel feed, il che stimola il rilascio di dopamina.

Ma questo ormone non agisce come un ormone della felicità e della soddisfazione. Al contrario, ti spinge a desiderare e a cercare di più, costringendoti così a continuare a scorrere e mantenendo il tuo cervello in uno stato di ipervigilanza. Ma questo non è affatto l’ideale prima di andare a dormire, ovvero nel momento in cui dovrebbe spegnersi.

A ciò si aggiunge inoltre la luce blu degli schermi. In natura, entreremmo in contatto con essa soprattutto al mattino e nelle prime ore del giorno, quando è parte naturale della luce solare. Infatti, invia al nostro corpo il segnale che è ora di essere attivi.

Quando ci esponiamo a questa luce prima di andare a dormire, essa inibisce il rilascio dell’ormone del sonno, la melatonina, fino al 50%, il che sposta il nostro orologio biologico e riduce notevolmente la qualità del riposo.

Sei minuti per raggiungere la calma

La lettura di un libro cartaceo potrebbe essere considerata l’esatto opposto della stimolazione digitale. Uno studio dell’Università del Sussex ha dimostrato che la lettura è il modo più efficace per rilassarsi. Bastano solo sei minuti di lettura per ridurre lo stress fino al 68%, superando così l’ascolto della musica (61%) e le passeggiate (42%).

Aiuta infatti a ridurre la frequenza cardiaca, la tensione muscolare e il livello dell’ormone dello stress, il cortisolo, il che induce naturalmente maggiore calma e rilassamento. Ecco perché la lettura rappresenta l’attività ideale a cui dedicarsi prima di andare a dormire.

Come smettere di scrollare e iniziare a leggere?

Cambiare le abitudini consolidate non richiede solo forza di volontà, ma soprattutto un ambiente che faciliti al massimo l’intero processo. Il cervello umano, infatti, è pigro per natura e cerca la via del minor sforzo. Se il libro è nascosto in un cassetto e non lo vedete dal letto, il telefono vincerà sempre. Come facilitare al massimo il cambiamento?

Iniziate dall’illuminazione

Se dovete chinarvi sul libro o vi bruciano gli occhi per lo sforzo di strizzare le palpebre, dopo pochi minuti vi arrenderete. Ma potete evitarlo con un’illuminazione adeguata. Una lampada da lettura corretta dovrebbe avere una tonalità di luce calda, che non vi stimoli eccessivamente, e un braccio orientabile. E come trovare una lampada del genere? Basta aprire il motore di ricerca di mobili FAVI: https://favi.it/, filtrare i parametri desiderati e in pochi istanti troverete un modello che vi eviterà di affaticare inutilmente gli occhi.

Rendete visibile il vostro obbiettivo

Non mettete il libro sul comodino solo la sera, ma appoggiatelo lì subito al mattino mentre rifate il letto, o meglio ancora direttamente sul cuscino. Quando la sera vorrete coricarvi, sarete costretti a prendere in mano il libro, il che funge da stimolo che prevale sull’impulso di prendere il cellulare.

Il metodo delle due pagine

Obiettivi troppo grandi spesso ci scoraggiano. Fortunatamente potete ingannare il vostro cervello ponendovi l’obiettivo di leggere solo due pagine. Non potete proprio tirarsi indietro da un compito così piccolo e facile. E se il libro vi piace, la storia di solito vi coinvolgerà, quindi probabilmente non vi fermerete a sole due pagine.

Lascia il telefono da un’altra parte

E per finire, ecco il trucco più efficace: non portare affatto il telefono in camera da letto. Se lo usate per svegliarvi al mattino, procuratevi piuttosto una sveglia classica. Quando lo togliete dalla vostra portata, scompare anche la tentazione. Perché anche il semplice controllo dell’ora può trasformarsi in un sacco di tempo perso sui social network e in una notte insonne.

agenzia Dire – Dire.it




Sanità italiana d’eccellenza: 13 ospedali tra i migliori 250 al mondo

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gemelli roma 1La prestigiosa classifica “World’s Best Hospitals 2026”, curata dalla rivista Newsweek assieme alla società di ricerca Statista, ha riconosciuto numerose eccellenze italiane nel panorama sanitario internazionale. In totale, 13 ospedali italiani figurano fra i primi 250 migliori al mondo, selezionati tra oltre 2.500 strutture analizzate in 32 Paesi.

Fra questi, il #Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma si è confermato il primo ospedale italiano nella classifica globale, piazzandosi al 33° posto nel mondo.

Per quanto riguarda la Lombardia, ben cinque strutture si sono collocate tra le migliori in Italia e risultano molto competitive anche nella graduatoria internazionale:

  • Grande Ospedale Metropolitano #Niguarda di Milano – primo tra i lombardi, 43° nel mondo;

  • Istituto Clinico Humanitas di Rozzano – 51° posto globale;

  • Ospedale San Raffaele di Milano – 57°;

  • Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – 104°;

  • Policlinico San Matteo di Pavia – 134°.

Questi risultati collocano cinque ospedali lombardi tra i primi otto in tutta Italia, un dato che sottolinea la qualità della sanità regionale.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato con soddisfazione il riconoscimento, definendolo un segno della solidità e dell’eccellenza del sistema sanitario locale. Fontana ha evidenziato l’impegno quotidiano di medici, infermieri e personale sanitario, e ha assicurato che la Regione continuerà a investire in tecnologie e strutture per migliorare continuamente la qualità delle cure.

Per la cronaca, gli ospedali primi classificati al mondo sono:

  1. Mayo Clinic – Rochester (USA)
    Riconosciuto come primo ospedale al mondo per le sue eccellenze cliniche, assistenziali e di ricerca, confermandosi in cima alle graduatorie internazionali fin dalle edizioni precedenti.

  2. Cleveland Clinic (USA)
    Spesso seconda in classifica globale, è celebre soprattutto per cardiologia, chirurgia cardiaca e tecnologie all’avanguardia.

  3. Toronto General – University Health Network (Canada)
    Terzo classificato in molte liste globali, è tra i centri più rispettati al mondo e rappresenta il massimo livello sanitario anche fuori dagli Stati Uniti.

Questi ospedali primeggiano per reputazione internazionale, qualità delle cure, opinioni di professionisti sanitari e risultati nei trattamenti clinici.




L’eccellenza italiana in genetica in 3 Continenti

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medicina dnaIl centro scientifico Altamedica, leader nella ricerca e diagnostica genetica in Italia, annuncia la sigla di un importante accordo di partnership internazionale con Prequel Genetics, distributore specializzato in test e tecnologie genetiche.
L’intesa, che formalizza l’esportazione di piattaforme diagnostiche e brevetti “Made in Italy” in 18 Paesi chiave tra Europa, Sud America e Medio Oriente, proietta Altamedica tra i protagonisti della medicina genomica mondiale e consolida l’immagine dell’Italia come polo di eccellenza scientifica.
L’Italia che esporta innovazione L’accordo è stato siglato dal CEO Prof. Claudio Giorlandino e dal COO Dott. Marco Costantini per Altamedica, insieme a Nebojsa Petrovic per Prequel Genetics. La collaborazione prevede la distribuzione delle tecnologie brevettate da Altamedica in un vasto network che include: Albania, Serbia, Montenegro, Kosovo, Croazia, Slovenia, Romania, Grecia, Cipro, Libano, Spagna, Ungheria, Egitto, Dubai, Argentina, Cile, Perù e Messico.
“Questo accordo rappresenta un traguardo di straordinaria importanza scientifica e culturale- ha dichiarato il Prof. Claudio Giorlandino, Direttore Scientifico di Altamedica– La collaborazione con Prequel Genetics consentirà di creare una rete di distribuzione unica nel suo genere. È un modo per trasferire competenze e tecnologie di frontiera. Altamedica conferma il suo ruolo di leader e innovatore, proiettando l’Italia tra i protagonisti della medicina genomica mondiale”.

Attraverso questa partnership, Altamedica metterà a disposizione dei Paesi partner le proprie piattaforme bioinformatiche e diagnostiche molecolari avanzate in settori cruciali quali:
• Diagnostica Genetica Prenatale (inclusi test per individuare l’intero esoma fetale nel sangue materno).
• Neurogenetica, Cardiogenetica e Nutrigenetica.
• Neuroimmunologia (con test innovativi per prevenire disturbi dello spettro autistico legati ad anticorpi anti-recettore del folato, FRAA).
Il valore del “Made in Italy” per la salute globale
Questo accordo non è solo un traguardo commerciale, ma un’operazione di straordinaria importanza culturale e scientifica che valorizza l’immagine dell’Italia nel mondo. Esportando i suoi brevetti, Altamedica esporta il rigore scientifico e la capacità di innovazione italiana, contribuendo direttamente a:
• Elevare gli Standard Diagnostici: I Paesi partner avranno accesso a test genetici d’avanguardia certificati e brevettati dai ricercatori italiani.
• Trasferimento di Competenze: Viene creato un modello di cooperazione internazionale che trasferisce competenze e tecnologie di frontiera in aree dove la genetica moderna è ancora in fase emergente.
• Diagnosi Precoce e Prevenzione: L’innovazione italiana diventa un motore di sviluppo scientifico globale, contribuendo attivamente alla diagnosi precoce, alla prevenzione e al miglioramento della salute materno-fetale e dell’individuo adulto.

ag. DIRE – www.dire.it




Salute. Alta cucina e longevità, cuore sano con vademecum autunnale

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whatsapp image 2025 11 05 at 13.14.00 1024x768A Roma l’alta cucina promuove la longevità nell’ambito della XII edizione di Excellence Food Innovation, non solo una vetrina per le eccellenze del Made in Italy, ma anche un laboratorio di idee per il futuro del cibo e della salute. La manifestazione, in corso nella capitale grazie al supporto di Roma capitale, Bcc Roma ed Enel, ha posto l’accento sul legame indissolubile tra dieta, lunga vita e salute cardiovascolare, presentando il vademecum autunnale per la salute del cuore e la longevità. Consigli mirati per aiutare a vivere più a lungo e meglio partendo da ciò che la stagione offre: alimenti protettivi, un clima favorevole al movimento e il ritorno a una routine salutare. A lanciarlo è stata la professoressa Maddalena Piro, cardiologa dell’Ospedale Santo Spirito di Roma e docente all’Università UniCamillus, intervenuta al convegno “Alimentazione e Longevità”, ideato dalla giornalista Angelica Amodei nell’ambito di Excellence. “L’autunno è una finestra biologica preziosa: la natura ci mette nel piatto nutrienti capaci di proteggere cuore e metabolismo, mentre il clima invita a muoversi. È il momento ideale per ripartire – ha affermato la prof.ssa Piro – Non basta vivere più a lungo: vogliamo restare lucidi, autonomi, fisicamente attivi. Il cuore è il motore della nostra autonomia futura”.
Il messaggio centrale è che la longevità si costruisce proteggendo il cuore attraverso uno stile di vita, non regimi estremi. L’alimentazione stagionale agisce direttamente sui meccanismi biologici che rallentano l’invecchiamento e prevengono l’aterosclerosi.
Il vademecum enfatizza la ricchezza dei sapori di stagione, identificando i veri alleati della salute cardiovascolare: Alimenti come il melograno e l’uva nera sono al centro della prevenzione, grazie al loro elevato contenuto di polifenoli e resveratrolo, essenziali per proteggere le arterie e contrastare l’infiammazione e l’invecchiamento cellulare; Per supportare cuore e cervello, il Vademecum promuove il consumo quotidiano di noci, fonte cruciale di Omega-3 vegetali; Le verdure come zucca, cavolo nero, broccoli e verza sono fondamentali: la zucca è ricca di fibre e vitamine utili per il metabolismo e l’intestino, mentre i cavoli offrono potenti composti antiossidanti che agiscono come depurativi; Infine, mele e pere contribuiscono con la loro pectina, una fibra solubile che aiuta a regolare il colesterolo e a nutrire il microbiota intestinale, rafforzando le difese dell’organismo.
“Mangiare stagionale è una forma di prevenzione semplice, accessibile e basata sull’evidenza scientifica”, ha ribadito la professoressa Piro.
Il secondo pilastro del vademecum è il movimento quotidiano, non la performance. “La longevità non si ottiene con sforzi eccezionali ma con costanza: 30 minuti di camminata sostenuta al giorno cambiano il destino cardiovascolare”, ha affermato l’esperta che suggerisce azioni pratiche come: camminata veloce quotidiana, uso delle scale al posto dell’ascensore e stretching serale per migliorare postura e qualità del sonno.
“Alle donne, dopo la menopausa, a causa del rischio cardiometabolico in aumento, si consigliano camminata o nordic walking, piccoli pesi o elastici per proteggere muscoli e ossa, e yoga o pilates per stress e postura. Negli uomini il grasso viscerale è l’acceleratore dell’invecchiamento maschile. Si raccomandano camminata veloce o jogging leggero, circuiti corpo libero, nuoto o bici”, ha aggiunto.
“La medicina della longevità non mira solo a rallentare il tempo, ma a garantire una salute estesa, trasformando l’invecchiamento in un processo attivamente modificabile. È cruciale sfatare i falsi miti e prendere consapevolezza del nostro ruolo: la genetica influenza solo il 20-25% della nostra longevità. La vera sfida è la qualità della vita che costruiamo giorno per giorno. L’invecchiamento è prevenibile e gestibile. La chiave risiede negli stili di vita sani, nella modulazione epigenetica e nell’uso mirato di molecole anti-aging. Sostanze come i precursori del Nad (Nicotinammide adenina dinucleotide) sono al centro della ricerca, supportando i cicli energetici cellulari e l’attività antinfiammatoria. Scegliere la longevità è una responsabilità che porta a un futuro più sano”, ha concluso la professoressa Piro.
“Oggi eccellenza significa alta cucina e innovazione di prodotto, ma non può prescindere da un concetto fondamentale: la sostenibilità a 360 gradi. E in questa visione, la salute e la nutrizione sono pilastri insostituibili. La filiera agroalimentare ha un impatto diretto e profondo sul benessere dei cittadini. Non possiamo limitarci a parlare di gusto e shelf life; dobbiamo affrontare temi cruciali come l’educazione alimentare, la lotta agli sprechi che sono anche sprechi di salute, e la promozione di diete equilibrate basate sui nostri straordinari prodotti. L’eccellenza deve essere etica e salutare”, ha aggiunto Pietro Ciccotti ideatore di Excellence Food Innovation.

 

agenzia DIRE – www.dire.it




Ecuador: inaugurato il Progetto per il Sistema di Allerta Precoce sulle Droghe

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6davoliL’ambasciatore d’Italia in Ecuador, Giovanni Davoli, ha inaugurato a Quito il Progetto di Rafforzamento del Sistema Nazionale di Allerta Precoce sulle Droghe per l’Ecuador. Un progetto della Segreteria Esecutiva della Commissione Interamericana per il Controllo dell’Uso Abusivo di Droghe, in coordinamento con il Ministero della Salute Pubblica dell’Ecuador e con il supporto della Cooperazione Italiana.
Si tratta di un progetto innovativo, finanziato dal MAECI attraverso l’OSA (Organizzazione degli Stati Americani), per il rafforzamento dei Sistemi di Allerta Precoce latinoamericani e caraibici attraverso una collaborazione con le strutture italiane corrispondenti, in una prospettiva non solo di assistenza tecnica ma anche di scambio reciproco.
Durante la cerimonia di apertura, alla presenza del vice ministro della Salute dell’Ecuador, Bernardo Darquea, e del sottosegretario al Ministero degli Interni, l’ambasciatore ha sottolineato che “il Sistema Nazionale di Allerta Precoce sulle Droghe in Italia ha dimostrato efficacia nel rilevare, valutare e rispondere alle minacce delle Nuove Sostanze Psicoattive. Il sistema”, ha aggiunto Davoli, “può inviare allerte alle strutture preposte alla protezione della salute e alle forze di polizia, permettendo le necessarie misure politico-sanitarie in risposta alle emergenze e per contrastare il traffico”.
L’ambasciatore si è detto lieto di “poter condividere le buone pratiche nazionali italiane con l’Ecuador, con l’obiettivo di supportarlo nello sviluppo e nel consolidamento dei suoi Osservatori e di permettere un rilevamento e controllo più efficace delle sostanze psicoattive”.
Davoli ha quindi ricordato che “i proventi della droga sono utilizzati dalle organizzazioni criminali per finanziare altre attività illecite, tra cui il traffico di persone e di armi e il terrorismo. La crisi della sicurezza in Ecuador”, ha sottolineato, “è dovuta all’enorme potere economico e, di conseguenza, militare raggiunto dai gruppi delinquenziali organizzati, grazie al narcotraffico, principalmente. Questo contributo che stiamo dando a partire da oggi, quindi, è parte essenziale di una lotta più grande che in Ecuador il governo nazionale sta coraggiosamente portando avanti e che l’Italia sostiene”, ha concluso. (aise)




Aumentano gli italiani che rifiutano le cure, Istat: “Sono quasi 6 milioni”; prima causa le lunghe attese

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ospedale medici 1024x576Un italiano su dieci rinuncia a visite mediche e controlli per motivi legati ai tempi di attesa, alle difficoltà economiche e alla distanza dalle sedi sanitarie e il ‘trend’ è in crescita. Lo certificano le recenti indagine Istat, i cui esiti sono stati riferiti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Nel 2024 il 9,9% delle persone ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi per problemi legati alle liste di attesa, alle difficoltà economiche o alla scomodità delle strutture sanitarie: si tratta di 5,8 milioni di individui, a fronte di 4,5 milioni nell’anno precedente (7,6%)”. Lo ha detto il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sulla manovra.

LA MOTIVAZIONE PRINCIPALE? SONO LE LUNGHE LISTE DI ATTESA

Come ha spiegato Chelli, “la rinuncia a causa delle lunghe liste di attesa costituisce la motivazione principale, indicata dal 6,8% della popolazione, e risulta anche la componente che ha fatto registrare l’aumento maggiore negli ultimi anni: era il 4,5% nel 2023 e il 2,8% nel 2019”. Un fenomeno, ha rilevato l’Istat, “più diffuso tra le donne (7,7%) sia nelle età centrali (9,4% a 45-64 anni) che in quelle avanzate (9,2% a 65 anni e più)”.

agenzia DIRE – www.dire.it




USA: salgono i casi di morbillo

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52d9f67b35a52021acd4f33ed6a9908dContinuano a crescere i casi di morbillo negli Usa. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 1.563 casi secondo i dati dei Cdc (Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie): il numero più alto degli ultimi 25 anni.

Dopo quella del Texas,in agosto, sono segnalate una nuova epidemia in Ohio, una crescita di casi in Minnesota e una nella Carolina del Sud dove oltre 150 bambini non vaccinati in età scolare sono in quarantena. Prima di quest’anno gli Stati Uniti avevano registrato solo 10 grandi epidemie di morbillo. Ma l’epidemia in corso è già la terza del 2025.

Il morbillo è altamente contagioso, è necessaria una copertura di almeno il 95% per prevenirne la diffusione.