Sempre in forma con il personal trainer

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personal trainer 1877212 1920Amici di Italian’s News ciao, eccomi qua come state tutto bene, oggi volevo parlarvi del mio lavoro che ormai svolgo da quasi 20 anni, il Personal Trainer, l’allenatore personale.

Vi diró dei vantaggi e dei benefici che vi posso dare con questo magnifico lavoro che mi ha dato tante soddisfazioni e piaceri nel vedere le persone ottenere un risultato che neanche loro si aspettavano…..via ad allenare!

PRIMA DI TUTTO PERCHÉ AVVALERSI DI UN PERSONAL TRAINER?

Da qualche anno, moltissime palestre si affidano alla competenza di validi personal trainer, in quanto si rivelano figure professionali che sanno cosa fare quando si tratta di unire il benessere all’allenamento. Possono guardare una persona, osservarla, ascoltarla e creare una scheda di allenamento, personalizzata in base alle sue specifiche esigenze. Tutto questo è risaputo, ma ci sono tante altre ragioni che spingono ad affidarsi ad un trainer professionista. Le conoscete?

Di certo, se provate il desiderio di tonificare il vostro corpo e se sentite il bisogno di migliorare le vostre prestazioni fisiche, ottimizzandone qualche aspetto in particolare e/o puntando sullo sviluppo della muscolatura di alcune parti del corpo, la soluzione giusta è questa: curare la vostra alimentazione e seguire un programma di allenamento mirato.

Per il raggiungimento di ogni obiettivo, oltre alla costanza e all’impegno, è indispensabile individuare la disciplina più adeguata alle vostre esigenze. La scelta non è semplice. Per questo motivo, lasciatevi affiancare da una figura professionale qualificata.

 

CHI È IL PERSONAL TRAINER? ALLA SCOPERTA DI UN PROFESSIONISTA CHE SA COMPRENDERE LE NOSTRE ESIGENZE

Gli argomenti del post

Chi è il personal trainer? Alla scoperta di un professionista che sa comprendere le nostre esigenze

Gli step fondamentali che costituiscono l’attività di un personal trainer

I vantaggi dell’allenamento con un personal trainer

Il personal trainer (o allenatore personale) è un professionista che si occupa principalmente della gestione individuale di neofiti, sportivi assidui oppure di atleti professionisti. È in grado di consigliare le discipline più adeguate per aiutare ogni soggetto a dimagrire, a tonificare la muscolatura, a migliorare le performance sportive o ad allenarsi per una maratona: ogni obiettivo è quello giusto per avvalersi dell’aiuto di un personal trainer.

Si tratta di un professionista che sa esattamente come creare un programma di allenamento personalizzato, ma anche come stimolare la motivazione degli allievi, sempre con l’intento di rendere le attività da svolgere più gradevoli, divertenti e soprattutto costanti. Un buon trainer potrà inoltre fornire degli utili consigli su una corretta alimentazione e riguardanti il miglioramento dello stile di vita. La formazione di un personal trainer comprende infatti più materie, tra cui la fisiologia, la biochimica, l’anatomia funzionale, la medicina dello sport, la biomeccanica del movimento, la nutrizione, la psicologia e, per l’appunto, l’allenamento.

 

GLI STEP FONDAMENTALI CHE COSTITUISCONO L’ATTIVITÀ DI UN PERSONAL TRAINER

Come avrete compreso, la missione di un personal trainer è accompagnarvi verso i vostri obiettivi, nella maniera più serena e corretta possibile. Per farlo, segue egli stesso un programma ben definito, articolato così:

– Anamnesi o intervista iniziale. (È un modo per conoscere la storia medica, le caratteristiche psicologiche e lo stile di vita della persona, senza trascurarne le aspettative. Un buon personal trainer non alimenterà false speranze, né prometterà obiettivi non ancorati.)

– Elaborazione del programma d’allenamento più adatto.

– Controllo dell’allenamento ed eventuali modifiche allo stesso.

– Controllo dell’efficacia del lavoro svolto.

 

I VANTAGGI DELL’ALLENAMENTO CON UN PERSONAL TRAINER

Sempre più palestre scelgono soluzioni di personal training proprio perché, avvalendosi di una figura professionale qualificata, è possibile ottenere interessanti vantaggi. In primo luogo, il professionista propone un allenamento sicuro sotto diversi punti di vista: il programma di esercizi è studiato appositamente sui punti di forza e sulle eventuali debolezze della persona, anche con l’intento di evitare l’insorgere di strappi muscolari, lesioni, sollecitazioni errate delle articolazioni e dei tendini e altre problematiche, durante e dopo la sessione di lavoro muscolare.

Tra gli altri vantaggi, troviamo sicuramente l’elaborazione di esercizi su misura: il personal trainer definisce ogni programma in base allo stile di vita dell’individuo, alle sue caratteristiche fisiche e, soprattutto, relativamente agli obiettivi che intende raggiungere entro un determinato periodo di tempo. È tutto calcolato, anche la soddisfazione.

Con un personal trainer potrete quindi “andare sul sicuro” e non annoiarvi, raggiungere ottimi risultati e contare su un supporto costante. In poche parole, è la persona che vi seguirà passo dopo passo, guidandovi verso importanti traguardi!




Chiara Ambrogio: da Boston a Torino per studiare i tumori ai polmoni

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18torriceRitorna in Italia dopo aver fatto ricerca per 10 anni in Spagna e negli Stati Uniti. E come “dote” porta con sé un finanziamento di 1 milione di dollari (200.000 dollari all’anno per 5 anni) della Fondazione Armenise Harvard e una lunga esperienza nello studio dei tumori ai polmoni. È Chiara Ambrogio, biotecnologa e oncologa molecolare, che ha appena fondato il suo laboratorio al Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Biotecnologie Molecolari (MBC) dell’Università di Torino.
39 anni, originaria di Cuneo, Chiara Ambrogio è l’ultima vincitrice del grant Career Development Award Armenise Harvard, che promuove la ricerca di base in campo biomedico. Finanziando giovani scienziati che dall’estero vogliono lavorare in Italia.
Dopo una laurea in biotecnologie mediche e un dottorato in immunologia e biologia cellulare all’Università di Torino, si è trasferita a Madrid nel 2009 per lavorare al Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas (CNIO). Nel 2016 si è spostata negli Stati Uniti, al Dana Farber Cancer Institute (DFCI) di Boston. Qui si è specializzata sulla mutazione genetica di KRAS nel cancro ai polmoni.
Questa mutazione riguarda circa il 30% dei tumori polmonari, rendendoli spesso aggressivi e resistenti alle terapie. Lavorando come ricercatrice senior nel laboratorio di Pasi Janne al DFCI, Ambrogio ha identificato una categoria di pazienti con mutazione di KRAS che sembrava rispondere meglio a una determinata classe di inibitori, con potenziale maggior successo terapeutico.
Questa esperienza in ambito clinico le servirà per studiare, nel suo nuovo team di ricerca all’Università di Torino, i meccanismi di base che regolano la mutazione genetica di KRAS nel tumore ai polmoni.
“A Boston ho sviluppato una serie di strumenti genetici che ho potuto portare in Italia – spiega Chiara Ambrogio – e che mi permetteranno di studiare come il comportamento di KRAS nella membrana cellulare influenza il risultato dal punto di vista oncogenico. L’esperienza clinica mi ha insegnato che è necessario far avanzare la ricerca di base per comprendere meglio e combattere i tumori”.
La ricerca di base in ambito biomedico è il focus principale del finanziamento Career Development Award (CDA) della Fondazione Armenise Harvard che si è aggiudicata Chiara Ambrogio. Ogni anno la Fondazione premia uno o più promettenti giovani scienziati, per contribuire alla creazione di nuove aree di ricerca in Italia e rafforzare la collaborazione tra gli scienziati in Italia e la Harvard Medical School di Boston, dove la Fondazione ha sede.
Attualmente sono aperte le candidature per il Career Development Award 2020, con scadenza il prossimo 15 luglio.
I requisiti per partecipare al bando sono: essere giovani scienziati emergenti con comprovata produttività e capacità di operare come ricercatori indipendenti nel campo della ricerca di base; avere un minimo di 3 anni di esperienza di ricerca post-dottorato in scienze biologiche di base (di cui almeno 2 anni all’estero) ed essere a non più di 10 anni dal dottorato; essere ricercatori non residenti in Italia (né attualmente, né al momento dell’eventuale accettazione del premio) che desiderano entrare a far parte della comunità scientifica in Italia; avere un accordo per lo sviluppo di un nuovo progetto di ricerca presso un idoneo istituto ospitante in Italia; non avere un contratto pre-esistente con un istituto in Italia.
Il finanziamento del CDA ammonta a 200.000 dollari all’anno (per un periodo compreso tra i 3 e i 5 anni) ed è destinato a coprire i compensi del ricercatore e degli altri membri del team e i costi per le apparecchiature e le infrastrutture di laboratorio.
“Da italiana che ha vissuto dieci anni all’estero – commenta la vincitrice del CDA 2019 Chiara Ambrogio – sono felice di poter restituire quello che ho ricevuto dal punto di vista scientifico. La mia esperienza internazionale infatti mi ha fatto molto rivalutare la formazione che riceviamo in Italia”. (aise) 




Cos’è il desametasone, l’arma low cost contro il Covid19

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coronavirus 4957673 1920Il desametasone, il medicamento a bassissimo prezzo che oggi é sulle prime pagine dei principali giornali e che viene indicato come rimedio efficacissimo contro il Coronavirus.

Scrive, in proposito, l’agenzia Adnkronos: “Il desametasone è uno steroide utilizzato dagli anni ’60 per ridurre l’infiammazione in una serie di condizioni, tra cui disturbi infiammatori e alcuni tumori. E’ stato elencato nella Lista dei medicinali essenziali dell’Oms dal 1977 in più formulazioni, ed è attualmente fuori brevetto e disponibile in molti Paesi. I ricercatori hanno condiviso le prime opinioni sui risultati della sperimentazione con l’Oms “e non vediamo l’ora di completare l’analisi dei dati nei prossimi giorni”, fa sapere l’Organizzazione mondiale della Sanità, che coordinerà una meta-analisi “per aumentare la nostra comprensione generale di questo intervento”.

La guida clinica dell’Oms verrà aggiornata per precisare come e quando questo farmaco dovrà essere usato contro Covied-19.

I risultati dello studio sul desametasone “rafforzano l’importanza di ampi studi randomizzati di controllo che producono dati” concreti, conclude l’Oms, assicurando l’impegno per sviluppare terapie e vaccini salvavita per contrastare Covid-19″.



Sondaggio sul Covid19 nei Caraibi e AL: la maggior parte dei giovani non é informata

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8americadelsudcoronavirusVisto il diffondersi dell’epidemia da coronavirus in Sud America, l’Unicef ha condotto un sondaggio tra 10.500 giovani di 31 paesi per cercare di capire la loro percezione del pericolo di contagio e sondare quanto sanno del virus. I risultati, spiega oggi l’agenzia Onu, non sono incoraggianti, visto che solo un terzo di chi ha partecipato al sondaggio ha risposto correttamente alle domande su come si trasmette il COVID-19.
Ancora più preoccupante, per l’Unicef, è che circa un terzo dei 10.500 giovani che hanno partecipato all’indagine nella regione crede di non essere a rischio di contrarre la malattia. L’America del Sud adesso viene vista come il nuovo epicentro della pandemia globale, ma meno della metà dei giovani che hanno risposto era in grado di identificare i siti nazionali di riferimento con informazioni sul coronavirus.
“Non conoscere le informazioni sulla pandemia mette a rischio le vite dei giovani e delle loro famiglie”, ha dichiarato Bernt Aasen, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’America Latina e i Caraibi. “I giovani non dovrebbero essere biasimati perché non sono informati. Questi risultati preoccupanti mostrano l’importanza e l’urgenza di raggiungere i giovani in America Latina e Caraibi con informazioni corrette, soprattutto coloro con accesso limitato a piattaforme digitali”.
Svolta su 31 paesi dell’America Latini e Caraibi attraverso SMS, commenta Unicef, l’indagine indica una preoccupante carenza di informazioni su sintomi, prevenzione e trasmissione del COVID-19. Il 44% dei giovani che hanno risposto ritiene di essere solo parzialmente informato sul virus.
Oltre il 40% di tutti coloro che hanno partecipato ha indicato i media tradizionali come la principale fonte di informazioni sul COVID-19, il 21% i social media e solo il 10% ha scelto servizi di messaggistica istantanei. Circa il 95% dei giovani che hanno risposto ha dichiarato che sono necessarie azioni per combattere la pandemia, mentre quasi la metà crede che le loro comunità non siano pienamente preparate a rispondere al COVID-19.
Proposto attraverso U-Report, una piattaforma mobile dell’UNICEF gratuita e riservata, il sondaggio fa luce sulle conoscenze, i pensieri e i sentimenti dei giovani sulla pandemia COVID-19.
“Nei prossimi giorni e settimane, il coinvolgimento dei giovani potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella lotta alla pandemia in America Latina e nei Caraibi,” ha dichiarato Bernt Aasen. “È fondamentale rendere le informazioni attendibili non solo accessibili ma anche appetibili per i giovani in modo che si sentano parte della soluzione, non del problema”.
Insieme alle altre agenzie delle Nazioni Unite, ONG e settore privato, l’UNICEF sta supportando gli sforzi dei governi in tutti i paesi in America Latina e nei Caraibi per coinvolgere i più giovani attraverso piattaforme digitali e offline utilizzate dai giovani stessi.
Ai media tradizionali, alle piattaforme di social media e agli operatori di telefonia mobile, Unicef chiede di “intensificare la cooperazione e gli sforzi per promuovere pratiche salvavita sul COVID-19 e arginare la disinformazione tra i giovani in America Latina e nei Caraibi”. (aise)




Oms: “No ai guanti, nemmeno al supermercato”

coronavirus fila supermercato Fg

coronavirus fila supermercato Fg“L’Oms non raccomanda l’uso di guanti da parte delle persone, in comunità. L’uso di guanti può infatti “aumentare il rischio di infezione, dal momento che può portare alla auto-contaminazione o alla trasmissione ad altri quando si toccano le superfici contaminate e quindi il viso”. Lo chiarisce l‘Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in una sezione del suo sito web con domande e risposte su mascherine e guanti.

“Pertanto, in luoghi pubblici come i supermercati, oltre al distanziamento fisico, l’Oms raccomanda l’installazione di distributori di gel igienizzante per le mani all’ingresso e all’uscita. Migliorando ampiamente le pratiche di igiene delle mani, i paesi possono aiutare a prevenire la diffusione del nuovo coronavirus”, ribadisce l’Oms, che raccomanda comunque sempre di “contattare le autorità locali sulle pratiche raccomandate nella propria area”.




Washington: Italia e Usa insieme nella lotta contro il Covid19

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1washcovLa pandemia causata dal Covid-19 ha posto l’accento sulla necessità di una maggiore cooperazione internazionale tra ricercatori e scienziati per trovare una cura e sviluppare un vaccino. Scienziati e ricercatori americani e italiani lavorano insieme, all’avanguardia, per superare questa crisi con uno scambio e confronto continuo di informazioni e dati sul virus. Insieme, dispiegano il loro talento, il loro ingegno e la loro creatività per trovare una soluzione alla pandemia che ha mietuto molte vittime sia negli Stati Uniti che in Italia, e che ha causato un rallentamento delle economie del mondo occidentale. I risultati sono incoraggianti.
Questi sono i principali risultati di una tavola rotonda sulla cooperazione scientifica tra Italia e USA, introdotta dall’ambasciatore d’Italia a Washington DC, Armando Varricchio, e dal direttore della National Science Foundation, Kelvin Droegmeier.
Alla tavola rotonda, moderata da Stefania Spatti, Class CNBC US Correspondent, hanno partecipato tre scienziati italiani, Cristina Cassetti, Pier Paolo Pandolfi e Guido Silvestri, i quali hanno parlato delle proprie esperienze personali e delle rispettive attività di ricerca nella lotta contro il Covid-19. Inoltre hanno sottolineato la massima importanza della trasparenza e della condivisione delle informazioni.
L’ambasciatore Varricchio ha evidenziato questi incoraggianti risultati della ricerca sul Covid-19 condotta da italiani in America, notando che “la cooperazione italiana e americana in campo scientifico è eccezionale. Pochi Paesi al mondo hanno raggiunto risultati simili. Dalle scoperte di Fermi, alle onde gravitazionali fino all’ampia cooperazione sul Covid-19, insieme USA e Italia possono cambiare il mondo”.
“L’Italia e gli Stati Uniti condividono l’impegno per la scoperta e l’innovazione, nonché i valori comuni di integrità e apertura. La nostra collaborazione”, ha concluso Droegmeier, “è un esempio di quanto l’intersezione tra scienza, ingegneria e cooperazione internazionale possa essere cruciale nell’affrontare e sconfiggere il COVID-19”.




Lo yoga in casa

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1675496Lo Yoga non ha bisogno di tante presentazioni, sono tantissimi gli appassionati di questa pratica indiana millenaria ma c’è chi potrebbe scoprirla proprio in questa reclusione casalinga, seguendo le video lezioni di yoga on line, ovviamente disattivando le notifiche dal cellulare, se le seguiamo da smartphone.

Lo yoga permette di tenerci in forma, ritagliare un nostro spazio mentale e ritrovare la nostra dimensione.

Un’attività che ci consente di arrivare ad un rilassamento consapevole che ci aiuterà moltissimo ad affrontare anche questo periodo.

Per praticare le lezioni basta avere un piccolo spazio in casa, un tappetino e un cuscino imbottito, perfetto per meditazione da seduti o in posizione reclinata.

Scegliete la lezione che più fa per voi, esistono varie tipologie: Rocket, Dynamic Vinyasa e Ashtanga sono molto energizzanti e implicano molta flessibilità.

Mandala è uno yoga molto dinamico con movimenti a 360° basati sulle zone corrispondenti del corpo su cui lavorare.

Jivamukti, è dinamico con un preciso focus filosofico a seconda del periodo.

Kundalini, mira a stimolare l’energia mentale.

Iyengar, si concentra sull’allineamento e sulla forma fisica facendo uso di molti attrezzi, ed è particolarmente indicato per la riabilitazione dopo una lesione.

Yin-Yang, lavora sulla muscolatura con posizioni trattenute a lungo (fino a 10 minuti).

Qi Jong, è simile al Tai Chi.

Hatha, è il più soft, mentre Nidra è il rilassamento profondo, ottimo dopo un allenamento svolto precedentemente.

In ultimo, non tralasciate l’atmosfera con qualche candela, incenso o bruciate qualche foglia di salvia. Lo yoga è molto utile per mantenere la forma fisica e spirituale.




L’OMS avverte: “”I virus potrebbero non scomparire mai”

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covid 5084896 1920Il coronavirus che causa il COVID-19 potrebbe diventare endemico come l’HIV, ha affermato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), avvertendo contro ogni tentativo di prevedere la durata della malattia.

“È importante dimostrarlo: il virus può diventare endemico nelle nostre comunità e non scomparire mai”, ha dichiarato il più grande esperto in emergenze dell’OMS, Mike Ryan, durante un’apparizione online.

“Penso che sia importante essere realistici e non mi sembra che qualcuno possa prevedere quando la malattia scomparirà”, ha aggiunto. “Penso che non si possano fare promesse e neppure stabilire delle date”.

Ha ricordato che esistono vaccini per malattie come il morbillo, che tuttavia non è stato eliminato.




Correre fa bene!

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Young couple exercising in park

Ciao amici di Italian’s News,

oggi voglio parlarvi del BENESSERE DELLA CORSA, una disciplina sportiva molto praticata a qualunque eta’, con degli ottimi benefici che adesso vi diró…..pronti via, a correre!

Ogni tipo di attività fisica fa bene a chi la pratica. Tenendo conto le specifiche controindicazioni, relative allo stato di salute di ognuno, muoversi, allenarsi, fare sport aiuta a mantenere in forma corpo e spirito. L’organismo ne riceve benefici dal punto di vista del tono muscolare, del controllo del peso, della circolazione, in pratica di qualsiasi suo apparato; e una regolare attività fisica fa bene anche all’umore, aiuta a “depotenziare” lo stress e a scaricare la tensione.

La corsa è l’esercizio fisico più semplice da fare, perché del tutto libero da imposizioni di orari e strutture, e il meno costoso, perché non necessita né di un’iscrizione in palestra né di attrezzatura particolarmente complessa.

Correre fa bene: aiuta a tenere sotto controllo il peso e gli zuccheri nel sangue, migliora lo stato della circolazione sanguigna, dà una mano anche all’umore.

È comunque un’attività fisica, e in quanto tale ci sono delle regole da seguire, un abbigliamento adatto da utilizzare, non bisogna esagerare, soprattutto all’inizio e, come ogni altro sport, prima è necessario chiedere il parere del medico.

 

Fa bene al cuore….

Gli studi dimostrano che correre fa bene all’apparato cardiocircolatorio: migliora l’efficienza cardiaca, combatte l’ipertensione e aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo. A seguito dello sforzo compiuto correndo, infatti, vengono immesse in circolo delle sostanze a funzione vasodilatatrice. L’alterazione del calibro dei vasi arteriosi si mantiene anche una volta esaurita l’attività fisica, e fa sì che il sangue fluisca incontrando meno resistenze. Il risultato è un abbassamento dei valori della pressione arteriosa. Poiché l’ipertensione è uno dei principali fattori di rischio a livello cardiaco e cardiovascolare, la corsa è quindi un’attività consigliabile anche agli ipertesi. Rispetto agli altri, dovranno però fare più attenzione, evitare sforzi violenti e mantenersi su ritmi blandi.

Ma i benefici per il cuore non arrivano solo dall’alterazione della pressione dei vasi arteriosi: il muscolo cardiaco stesso è influenzato dall’attività della corsa, poiché un esercizio costante nel tempo fa sì che la frequenza cardiaca diminuisca a riposo. Questo determina un generale miglioramento dell’attività cardiaca, che non va a vantaggio solo dell’impegno nello sport, ma si riscontra anche durante lo svolgimento di normali mansioni quotidiane.

Un altro pericolo per il sistema cardiovascolare è il colesterolo, e anche in questo caso la corsa si rivela un aiuto. In effetti, quando si parla di colesterolo, si dovrebbe distinguere tra HDL, il cosiddetto colesterolo buono, e LDL, quello “cattivo” che è il colesterolo che si deposita all’interno dei vasi, ostruendoli, ostacolando la circolazione del sangue, e finendo col causare patologie anche molto gravi. Il colesterolo HDL, invece, ha un effetto positivo sulla salute dei vasi sanguigni, poiché ha il compito di spazzare via il colesterolo LDL.

 

Fa bene al peso…

Il grasso in eccesso non è solo un problema estetico, ma è soprattutto un attentato alla salute. Condizioni di sovrappeso e obesità favoriscono arteriosclerosi, disturbi cardiaci e circolatori, problemi al fegato.

Il grasso in genere si deposita sul corpo secondo due modelli standard: a “pera”, cioè principalmente distribuito su fianchi e cosce, e a “mela”, localizzato prevalentemente sull’addome. Quest’ultimo tipo di grasso in eccesso è il più pericoloso per la salute, ma è anche quello che si elimina più facilmente con l’attività fisica, corsa compresa. Chi corre perde peso molto più facilmente rispetto a chi non svolge attività fisica e il dimagrimento è dovuto ad un processo chiamato lipolisi. Nel corpo umano il grasso viene immagazzinato in specifiche cellule addette al suo deposito, che si chiamano adipociti. Durante la corsa negli adipociti viene stimolata la lipolisi: queste cellule in pratica rilasciano il grasso, affinché possa essere bruciato per ottenere energia, che serve ai muscoli per sostenere lo sforzo della corsa. È in questo modo che, svolgendo attività fisica, il grasso corporeo diminuisce, con un guadagno in termini di salute e bellezza.

Ma non è solo il grasso in eccesso che viene contrastato dalla corsa: correre aiuta a tenere sotto controllo anche il livello degli zuccheri nel sangue. L’attività fisica, infatti, fa sì che i muscoli vadano a prelevare (e quindi bruciare) una maggiore quantità di glucosio dal sangue; fattore, questo, estremamente importante sia per i diabetici sia, in generale, per tutti i soggetti con problemi di iperglicemia.

 

Fa bene alla mente…

Praticare attività fisica, corsa compresa, fa bene all’umore: aiuta a scaricare lo stress e la tensione, a tenere sotto controllo l’ansia, in definitiva a sentirsi meglio. È un fenomeno che si spiega facilmente grazie alle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo e che influiscono anche sull’umore.

Stress e ansia sono strettamente correlati alle ghiandole surrenali, che sono quelle che producono e immettono in circolazione le catecolamine. Si tratta di ormoni, di cui i più conosciuti sono adrenalina, noradrenalina e dopamina. Questi ormoni vengono rilasciati in condizioni di stress perché si tratta di una normale reazione di difesa dell’organismo: lo stress e l’ansia potrebbero essere associati a un pericolo in cui il corpo deve rispondere al meglio, aumentando ad esempio la frequenza cardiaca.

Di contro, la corsa o l’attività fisica in generale stimola nell’ipofisi la produzione di endorfine, neurotrasmettitori con proprietà analgesiche, che causano, a seconda della quantità rilasciata, euforia o sonnolenza: sono in tutto e per tutto sostanze con proprietà analoghe a quelle di oppio e morfina.

Importante sempre con l’attivitá fisica é idratarsi bene prima, durante e dopo con acqua naturale o con eletroliti liquidi, ottimi per la recuperazione e lo sforzo fisico!

N.B: Se avete problemi con le articolazioni o tendini delle ginocchia e/o delle caviglie potete fare una camminata rapida invece di correre, va ugualmente benissimo.

 




Gli italiani del Texas e il Coronavirus. Oggi il webinar

21texas

21texasItaliani in Texas in prima linea contro il covid19” è il tema del webinar organizzato oggi, 22 maggio, dal Consolato generale d’Italia a Houston in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Washington.

Dedicato ai rappresentanti italiani della comunità medico-scientifica impegnati in prima linea in Texas, il seminario vuole essere un’occasione per tutta la comunità per rivolgere loro domande in diretta facebook sulla pagina del Consolato a partire dalle 17.00.

Moderati da Rita Lofano dell’agenzia Agi, i lavori inizieranno con gli interventi di saluto dell’Ambasciatore Armando Varricchio e del Console generale Federico Ciattaglia. Seguiranno i contributi di Maria Elena Bottazzi, microbiologa e virologa molecolare al Baylor College of Medicine di Houston, Fernanda Laezza, farmacologa e tossicologa all’University of Texas Medical Branch di Galveston e Giovanni Filardo, epidemiologo cardiovascolare al Baylor University Medical Ceenter di Dallas. Per registrarsi basta compilare questo form. (aise)