Messico: nuovo caso di «screwworm» al confine con gli USA

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2025 08 15t122600z 1 lynxmpel7e0gb rtroptp 4 usa farm screwwormNel nord del Messico, nello stato di Nuevo León, è stato confermato oggi un nuovo caso del parassita “screwworm” in un bovino. È il secondo caso recente nella regione, e le autorità hanno subito applicato trattamenti con ivermectina.

Il bestiame coinvolto proveniva dal sud del Messico, ma è stato scoperto vicino a Monterrey. Le autorità messicane stanno rafforzando i controlli fitosanitari e le misure di quarantena per evitare che la malattia si diffonda negli Stati Uniti tramite esportazioni agricole.
Il Dipartimento dell’Agricoltura degli USA ha avviato verifiche “on site” e ha sottolineato che il nuovo caso appare isolato, sebbene la situazione rimanga sotto stretta osservazione.

Cosa significa per gli italiani all’estero
Se operi nel settore agricolo, zootecnico o fai esportazioni, devi essere consapevole delle restrizioni sanitarie che possono emergere da un caso come questo. Anche per chi si sposta tra Messico e Stati Uniti, le misure sui controlli ai prodotti agricoli e animali potrebbero intensificarsi all’improvviso.




Americhe a rischio: il morbillo mette a rischio lo status “morbillo-free”

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wired placeholder dummySecondo l’Organizzazione Panamericana della Salute (PAHO), l’America – comprese USA, Canada e Messico – potrebbe perdere entro breve tempo lo status di continente “libero da morbillo”. Le recenti epidemie, legate a cali nelle coperture vaccinali, mettono in pericolo un risultato ottenuto con difficoltà.

In Canada la copertura per la seconda dose è ferma al 79 %, ben al di sotto della soglia del 95 % necessaria per l’immunità di gregge. Nel 2025 si sono registrati più di 5.000 casi e due decessi.
Il Canada deve tornare a zero casi entro fine ottobre, gli USA entro gennaio, il Messico entro febbraio 2026, altrimenti verrà revocato lo status.

Cosa significa per gli italiani all’estero
Se fai viaggi tra questi paesi, soprattutto se hai bambini o non hai certezza sulle vaccinazioni, è il momento di verificarle. Potrebbero esserci richieste extra alle frontiere o controlli sanitari aumentati.




West Nile, 21 nuovi casi nel Lazio: 5 con sindrome neurologica

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west nileNel Lazio le analisi effettuate dal laboratorio di Virologia dell’istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” – Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, rispetto all’aggiornamento dello scorso 14 agosto, hanno certificato 21 nuovi casi (dei quali 16 con febbre, 5 con sindrome neurologica). E’ quanto si legge in una nota della Regione Lazio.

I nuovi casi sono stati rilevati prevalentemente a: Aprilia (LT), Ardea (RM), Cassino (FR), Castrocielo (FR), Cisterna di Latina (LT), Genzano di Roma (RM) – RM 6, Latina (LT), Pontinia (LT), Sabaudia (LT), Sermoneta (LT), Sezze (LT), Carpinone (IS), Sessa Aurunca (CE).

Con gli ultimi accertamenti, nel 2025 le conferme diagnostiche di positività di infezione al virus West nile salgono a 174. Nel dettaglio, i casi suddivisi per il territorio di probabile esposizione: 155 casi nella Asl di Latina; 10 casi nella Asl Roma 6; 5 casi nella Asl di Frosinone; un caso nella Asl Roma 3; 3 casi fuori regione, in particolare 2 nella provincia di Caserta. E 1 nella provincia di Isernia.
A seguire, la suddivisione dei 174 casi di positività da virus West nile: 43 pazienti sono ricoverati in reparti ordinari; 29 persone sono state dimesse; 88 pazienti sono in buone condizioni presso il proprio domicilio; 4 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva; 10 decessi.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Le zanzare fanno festa in Italia: “È il paese europeo più colpito dal virus West Nile”

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Un nuovo primato per l’Italia e non è una buona notizia. Il nostro è infatti il Paese europeo più colpito dal virus West Nile, con 274 casi confermati dall’inizio della stagione, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Si tratterebbe di oltre l’80% delle 335 infezioni registrate in otto Paesi europei, con 19 decessi in totale. Il monito degli esperti prosegue: i contagi infatti sono destinati ad aumentare nelle prossime settimane, con un picco atteso tra fine agosto e settembre.

QUALI SONO I PAESI EUROPEI COLPITI DAL VIRUS WEST NILE

Secondo il report dell’Ecdc, dall’inizio del 2025 e fino al 13 agosto 2025, sono 8 paesi in Europa che hanno segnalato casi umani di infezione da virus del Nilo occidentale: Bulgaria, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Romania, Serbia e Spagna. “L’Italia sta attualmente attraversando un’epidemia significativa, con oltre 270 infezioni umane confermate, inclusi 10 decessi. Per la prima volta in Italia- si evidenzia- le province di Latina e Frosinone hanno segnalato casi umani”.

ANCHE IL CHIKUNGUNYA FA PAURA IN UE, IN ITALIA SOTTO OSSERVAZIONE LA PROVINCIA DI MODENA

Anche sul fronte di un altro virus trasmesso dai vettori, il chikungunya non si può stare tranquilli, L’Ecdc spiega che i focolai registrati in Europa sono 27, numero che segna un nuovo record nel Vecchio continente. Guardando a casa nostra, in particolare nel Modenese salgono le preoccupazioni per un focolaio in espansione: il 18 agosto scorso il bollettino dell’Iss ha comunicato che i casi accertati nella provincia emiliana erano saliti a 19, dodici donne e sette uomini, compresi tra i 14 e gli 84 anni. Colpite in particolare le cittadine di Carpi, San Prospero e Medolla dove sono state avviate attività di disinfestazione massive per eliminare i vettori del virus.

I FOCOLAI RECORD DI WEST NILE E CHIKUNGUNYA “NUOVA NORMALITÀ”

L’aggiornamento sulla epidemie in corso cade proprio in occasione della Giornata Mondiale delle Zanzare (o Mosquitos day), e l’Ecdc coglie l’occasione per diffondere una riflessione – avvertimento: “I focolai record di Chikungunya e West Nile Virus indicano una nuova normalità per le malattie trasmesse dalle zanzare in Europa”. Questo perché “con il cambiamento climatico e l’aumento dei viaggi globali, le zanzare si stanno diffondendo in nuove aree d’Europa e aumentano i casi per le malattie che trasmettono”, è la spiegazione delle cause.

LE RACCOMANDAZIONI

Gli esperi del Ecdc raccomandano quindi a tutti coloro che vivono nelle aree colpite o visitatori, specialmente anziani, bambini e persone con sistema immunitario indebolito, di prendere precise precauzioni: usare repellenti per le zanzare, indossa maniche lunghe e pantaloni, specialmente all’alba e al tramonto, usare zanzariere alle finestre, aria condizionata/ventilatori.

LE ‘ARMI’ IN DOTAZIONE

Sono stati sviluppati nuovi vaccini contro la malattia del virus chikungunya, ma non esiste vaccino per uso umano contro l’infezione da WNV.

Agenzia DIRE – www.dire.it




West Nile, il ministero della Salute: “Possibile picco nelle prossime settimane”

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“Una delegazione di tecnici del ministero della Salute ha incontrato questa mattina presso l’Aula Magna dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina il sindaco di Latina, Matilde Celentano, e il direttore generale della Asl, Sabrina Cenciarelli, per un aggiornamento e una condivisione delle attività di contenimento alla diffusione del West Nile che sta interessando particolarmente quel territorio”.

È quanto si legge in una nota del ministero della Salute.

“Anche in vista del possibile picco atteso nelle prossime settimane– prosegue il testo- si è sottolineata la necessità di proseguire e di intensificare il monitoraggio attivo e il rafforzamento delle misure di intervento nelle aree coinvolte. È stata, inoltre, ribadita l’importanza di un piano nazionale ispirato all’approccio One Health, fondato sulla collaborazione tra reti territoriali e istituzioni centrali, nonché tra strutture deputate alla diagnosi e alla ricerca”.

“È emersa, infine, l’efficacia di una comunicazione chiara, trasparente e capillare rivolta alla cittadinanza- conclude il documento- riconosciuta quale strumento strategico di prevenzione”

Agenzia DIRE – www.dire.it




Non solo west nile, in Veneto diagnosticato il secondo caso autoctono di Chikungunya

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zanzara virus chikungunyaÈ diagnosticato oggi dal Dipartimento di Malattie Infettive-Tropicali e Microbiologia dell’Irccs Sacro Cuore Don Calabria-Negrar di Valpolicella un secondo caso di virus Chikungunya in una donna di 39 anni di Affi senza storia di viaggi recenti in Paesi in cui la malattia è endemica. La signora non è ricoverata e al momento presenta sintomi lievi. Lo rende noto la Direzione Prevenzione della Regione Veneto. “Il secondo caso- riferiscono i tecnici della Regione- dall’indagine preliminare svolta dall’Ulss 9 non risulta apparentemente collegato al primo caso rilevato. Verranno comunque svolti ulteriori approfondimenti di diagnostica molecolare per stabilire se vi sia o meno un collegamento”. La Regione, in collaborazione con l’Ulss 9 e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, sta monitorando costantemente la situazione, con azioni tempestive rispetto ai nuovi sviluppi. Appena ricevuta segnalazione del nuovo caso, l’Ulss 9 ha attivato tempestivamente le misure di sorveglianza previste: approfondimento dell’indagine epidemiologica sul caso, con valutazione tempestiva rispetto alle possibili esposizioni a rischio; monitoraggio entomologico sulle zanzare; disinfestazione straordinaria; misure di sorveglianza sanitaria rivolte agli altri soggetti nei luoghi di possibile esposizione; rafforzamento della sorveglianza sindromica in Pronto soccorso; rafforzamento della comunicazione ai Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Medici di Continuità Assistenziale nei Comuni coinvolti dai casi”.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA CHIKUNGUNYA?

“La Chikungunya- ricordano i tecnici regionali- è una malattia virale trasmessa all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes, in particolare in Italia da Aedes albopictus (zanzara tigre, che è attiva in particolare durante le ore diurne). Si manifesta più frequentemente con febbre alta improvvisa e intensi dolori articolari che possono persistere anche per settimane o mesi. Altri sintomi comuni includono dolori muscolari, mal di testa, eruzioni cutanee, astenia e, in alcuni casi, gonfiore articolare. Sebbene la malattia abbia generalmente un decorso autolimitante, in alcune persone, soprattutto anziani o soggetti con patologie pregresse, può causare sintomi prolungati o complicanze”. La Regione aggiunge che è importante sottolineare che la chikungunya non si trasmette da persona a persona, ma solo attraverso la puntura di zanzare Aedes infette. Il contagio avviene quando una zanzara punge una persona infetta e, dopo un periodo di incubazione nella zanzara, può trasmettere l’infezione a soggetti sani con successive punture. Ciò detto, si richiama l’attenzione della popolazione sull’importanza di adottare misure di prevenzione individuale e ambientale, come l’utilizzo di repellenti cutanei anche durante le ore diurne, lo svuotamento regolare dei contenitori con acqua stagnante nelle aree private (in particolare vasi e sottovasi), la cura del verde e l’uso di barriere fisiche come le zanzariere nelle abitazioni per limitare l’esposizione alle punture di zanzara.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Dialogo sulla consapevolezza vaccinale con il Comites Houston e 2 esperti

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7vaccineUna conversazione aperta sulla consapevolezza vaccinale con due esperti di fama internazionale. È questo l’evento che il Comites di Houston, negli Stati Uniti, ha organizzato in collaborazione con la Sezione dell’ISSNAF – South Central, e la Comunità IWUSA. L’evento si terrà il prossimo 16 settembre, dalle 18.30 alle 21.30, presso la Rio Grande Room dello Houston Methodist Hospital, in Texas, e vedrà la partecipazione in qualità di ospiti di Maria Elena Bottazzi e di Peter Hotez.
L’evento offrirà l’opportunità di approfondire domande comuni, dati scientifici e le numerose narrazioni, vere e false, che circondano la vaccinazione, il tutto in un formato chiaro e accessibile.
La discussione si svolgerà sotto forma di un dialogo moderato tra i due esperti, progettato per favorire uno scambio dinamico e coinvolgente. Seguirà una sessione di domande e risposte aperte, che darà ai partecipanti l’opportunità di porre domande e partecipare alla conversazione.
Maria Elena Bottazzi e Peter Hotez sono professori presso il Baylor College of Medicine e co-direttori del Texas Children’s Center for Vaccine Development. Sono noti a livello internazionale per il loro contributo alla salute globale, in particolare per lo sviluppo di vaccini a basso costo e senza brevetto, tra cui un vaccino contro il COVID-19 progettato per supportare un accesso equo nei paesi a basso e medio reddito. Il loro lavoro combina la scienza all’avanguardia con un forte impegno per l’impatto sociale e l’equità vaccinale. (aise) 




Salute, Mirone (Urologo): “Ipertrofia prostatica e carcinoma non correlati, ma attenzione alle prostatiti croniche”

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unnamed 7 1024x705Le differenze di genere influiscono in modo significativo sia sull’insorgenza delle malattie sia sulla risposta alle terapie, oltre che sugli stili di vita. In particolare, sul fronte della prevenzione, gli uomini tendono a essere più restii rispetto alle donne. A sottolinearlo è il professor Vincenzo Mirone, urologo e presidente della Fondazione PRO.

“L’attenzione del maschio per la salute è 30 volte inferiore rispetto a quella della donna – ha spiegato Mirone – e questo ha contribuito all’aumento del carcinoma prostatico nelle statistiche. Oggi è il tumore più frequente nell’uomo, con 36mila nuovi casi all’anno in Italia e circa 7mila decessi”.

Il professor Mirone fa il punto su alcune delle principali patologie dell’apparato urogenitale maschile, come l’ipertrofia prostatica benigna e il carcinoma prostatico, evidenziando l’importanza della prevenzione.

“Le prostatiti croniche devono essere seguite con attenzione – ha ricordato – perché possono aprire la strada al carcinoma”.

L’ipertrofia prostatica benigna è una condizione molto diffusa, legata all’invecchiamento, che porta la prostata ad aumentare di volume fino a 10-12 volte rispetto alla norma. È importante sottolineare che non esiste alcun legame diretto con il tumore.

Per quanto riguarda il carcinoma prostatico, Mirone ribadisce la necessità di una prevenzione mirata: non basta il test del PSA, è fondamentale aggiungere anche l’ecografia prostatica e l’esplorazione digito-rettale. Sono esami che andrebbero effettuati una volta l’anno a partire dai 45 anni.

Sul fronte delle terapie per l’ipertrofia prostatica benigna, esistono tre approcci farmacologici: gli alfa-litici, gli inibitori della 5-alfa reduttasi, e i farmaci per la disfunzione erettile, che contribuiscono anche a migliorare lo svuotamento vescicale.

Nei casi più avanzati si può ricorrere alla chirurgia. Per l’ipertrofia, oggi è disponibile la vaporizzazione laser, che riduce il volume prostatico agendo in modo mirato. Per il tumore, invece, si può intervenire con la chirurgia robotica, che consente la rimozione completa della prostata e la successiva riconnessione tra vescica e uretra. Per chi non può essere sottoposto a intervento, esistono valide alternative come la radioterapia, l’immunoterapia e la chemioterapia.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Il gran caldo, l’assassino silenzioso

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ap1694373354959 5a4b43e1 focus min0.05 0.82 896 504Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) avverte che le alte temperature possono provocare emergenze cardiache. Spiegano che il corpo cerca di raffreddarsi deviando il flusso sanguigno verso la pelle, il che costringe il cuore a pompare più velocemente e con maggiore forza. Secondo il Baptist Health System, sotto un sole cocente, il cuore può arrivare a quadruplicare il suo sforzo abituale.

Ma il problema non finisce qui. Il caldo intenso provoca disidratazione, altera i livelli di elettroliti come sodio e potassio (essenziali per il ritmo cardiaco) e rende il sangue più denso.

Quirón Salud avverte che ciò può favorire la formazione di coaguli, con il conseguente rischio di infarti o trombosi. Inoltre, può causare aritmie, svenimenti o pressione bassa.

E anche se può sembrare esagerato, non lo è: secondo The Guardian, le ondate di calore sono “l’assassino silenzioso” per la loro capacità di aumentare i ricoveri per infarti e ictus senza preavviso. Non fanno rumore, ma lasciano il segno.

I più a rischio: anziani, persone con diabete, ipertensione o insufficienza cardiaca. Anche chi assume diuretici, betabloccanti o antidepressivi. Harvard Health sottolinea che questi farmaci possono ostacolare il corretto raffreddamento del corpo. Il risultato? Una vera e propria bomba a orologeria interna.

E non dimentichiamo i lavoratori esposti direttamente al caldo: fattorini, operai, venditori ambulanti… Per loro, non trovare refrigerio non è un’opzione, è un rischio reale.

Cosa fare?

Il CDC e diversi esperti raccomandano misure semplici ma fondamentali:

  • Idratarsi costantemente, anche senza avvertire la sete.

  • Evitare il sole tra le 11:00 e le 16:00.

  • Indossare abiti chiari e leggeri.

  • Consultare un medico in caso di capogiri, palpitazioni o dolore al petto.

Inoltre, rivedere i farmaci durante l’estate può evitare situazioni pericolose.

da Diario Libre




Repubblica Dominicana: mancano i soldi, a rischio chiusura molte cliniche private

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6430b136a0163Il presidente dell’Associazione delle Cliniche Private (Andeclip), il dottor Rafael Mena, ha informato questo mezzo di comunicazione che 26 di questi centri sanitari privati sono falliti dopo aver attraversato una crisi finanziaria.

Mena ha dichiarato che la maggior parte di queste cliniche si trova nel Distretto Nazionale, in particolare nelle zone dell’avenida Independencia e dell’autopista Juan Pablo Duarte.

Ha spiegato che il fallimento di questi centri sanitari privati è dovuto in gran parte al contenuto della Legge 87-01 del Sistema Dominicano di Sicurezza Sociale (SDSS), oltre che al ritardo nei pagamenti da parte del Seguro Nacional de Salud (Senasa) per i servizi prestati e alla mancanza di rimborsi per le spese sostenute dalle cliniche.

“Nonostante tanti sforzi, ci hanno pagato appena il 25%, cioè resta oltre il 75% ancora in sospeso. E di quel 25%, tutte le ARS hanno pagato, tranne SENASA; tutte le altre lo hanno fatto”, ha spiegato Mena.

“Non è stato indicizzato come dovrebbe, come stabilisce la stessa legge. E se non si aumentano le tariffe come previsto, come possiamo fornire ai pazienti il cibo, l’igiene, i raggi X, il servizio infermieristico? È impossibile, ed è per questo che tante cliniche hanno chiuso. Le cause sono molteplici, non una sola”, ha aggiunto.

Mena ha inoltre detto che, sebbene la maggior parte delle cliniche fallite si trovasse nella capitale, anche alcune nelle province rischiano di chiudere.

“Ci sono cliniche nelle province che si trovano in una situazione difficile e che probabilmente dovranno chiudere; per ora diciamo che si trovano in difficoltà, perché non hanno ancora chiuso”, ha dichiarato Mena.

Di fronte a un debito dell’80%, Mena ha detto che al momento stanno chiedendo almeno il pagamento del 30% di quei fondi per poter coprire le spese delle cliniche, continuare a operare ed evitare che ne falliscano altre.

Legge 87-01 sulla Sicurezza Sociale

Lo scorso 24 giugno, la commissione bicamerale del Congresso Nazionale, incaricata di presentare il progetto di riforma della Legge 87-01 sulla Sicurezza Sociale, ha deciso di posticipare il processo di consultazione pubblica.

Ciò significa che la riforma del quadro legale della sicurezza sociale dominicana tornerà a far parte dell’elenco delle iniziative in attesa di approvazione, dato che il primo periodo legislativo utile si conclude il prossimo 26 luglio.

La Legge 87-01 non ha subito modifiche da 24 anni, dalla sua promulgazione nel 2001.

SENASA

Negli ultimi giorni, la crisi finanziaria che attraversa il Senasa è stata al centro del dibattito pubblico, dopo che il partito “La Fuerza del Pueblo” ha denunciato che l’ente si trova in una “grave crisi finanziaria e gestionale”, minacciando la sostenibilità del sistema sanitario dominicano, con segnalazioni di riduzioni nella copertura, ritardi nelle autorizzazioni di farmaci, materiali, esami diagnostici e procedure.

In risposta, il presidente Luis Abinader ha dichiarato che il Seguro Nacional de Salud (Senasa) “non è in deficit” e che l’opposizione politica cerca di sminuire i risultati ottenuti da questa istituzione nei suoi quasi cinque anni di gestione alla guida dell’Esecutivo.

da Listin Diario