Messico. I medici italiani lasciano il Chiapas

fogliachiapasvert

fogliachiapasvertSi è conclusa la 20esima campagna di ostetricia e ginecologia portata avanti in Messico dal 4 al 16 maggio da un gruppo di medici volontari italiani coordinati dal dottor Massimo Foglia.

L’iniziativa —nata nel 2004 e rivolta alla popolazione indigena a basso reddito per contribuire a superare il ritardo chirurgico nelle aree emarginate e svantaggiate di questa zona del Paese— si è svolta presso l’Ospedale San Carlos di Altamirano, nello Stato del Chiapas.

Hanno partecipato l’ostetrica Patrizia Casetta, gli anestesisti Gianna Zanette e Luca Dal Tin e gli strumentisti Alessia Piovesana e Claudio Zabaldano. Il dott. Gerardo Carrillo, presidente dell’Associazione Civile Misión Chiapas, e il ministero della Salute locale hanno fornito il supporto logistico.

«Abbiamo fatto tutto ciò che ci è stato richiesto: 30 visite e 18 interventi chirurgici di ginecologia», ha spiegato Foglia.

«Le spese delle campagne, compresi voli e trasferimenti, sono sempre state e continuano ad essere a carico dei partecipanti. I soldi che recuperiamo da amici, li portiamo in ospedale», ha concluso.

Foto: Massimo Foglia

puntodincontro.mx




Caraibi. Epidemia di dengue nelle Piccole Antille

martinica 1000x513

martinica 1000x513Epidemia di dengue nelle Piccole Antille. Ad esserne particolarmente interessate sono le isole francesi di Martinica e di Guadalupa.

Gli indicatori di vigilanza si mantengono a un livello molto elevato e con il serotipo 2, che garantisce scarsa immunità alla popolazione locale.

L’epidemia, iniziata nel mese di luglio del 2023 ha finora interessato quasi 20 mila persone. Nei giorni scorsi nella sola Martinica il dengue fa ucciso 9 persone.

I casi in tutte le Antille Minori sarebbero in costante aumento.

 

 




Covid, AstraZeneca ammissione choc: vaccino può causare trombosi rara

astrazeneca scatola flacone fg ipa

astrazeneca scatola flacone fg ipaIl vaccino anti-Covid di AstraZeneca “in casi molto rari può causare Tts”, la cosiddetta ‘sindrome da trombosi con trombocitopenia‘, caratterizzata da coaguli di sangue e bassi livelli ematici di piastrine. Lo ha ammesso per la prima volta il gruppo farmaceutico anglo-svedese, nell’ambito di una causa collettiva nel Regno Unito. La notizia, diffusa dal ‘Telegraph’, rimbalza sui media britannici.

“Il meccanismo causale” con cui il vaccino può provocare Tts “non è noto”, ha precisato l’azienda nei documenti legali depositati in febbraio. “La Tts – ha puntualizzato inoltre AstraZeneca – può verificarsi anche in assenza della somministrazione del vaccino. Il nesso di causalità in ogni singolo caso sarà oggetto di prove da parte di esperti”, ha aggiunto la società.

Il vaccino Covid-19 di AstraZeneca, Covishield* – ricorda l”Independent’ – è stato sviluppato dal colosso anglo-svedese in collaborazione con l’università di Oxford e prodotto dal Serum Institute of India. E’ stato largamente somministrato in oltre 150 Paesi, tra cui Gran Bretagna e India. Alcuni studi condotti durante la pandemia avevano indicato per il vaccino un’efficacia anti-Covid del 60-80%, ma in alcune persone che avevano ricevuto l’iniezione sono stati segnalati casi di trombosi anche potenzialmente fatali.

Causa milionaria contro l’azienda

I cittadini che in Uk hanno intentato la causa collettiva contro AstraZeneca sostengono che il vaccino Covishield ha provocato morti e lesioni gravi, chiedendo danni fino a 100 milioni di sterline per risarcire circa 50 vittime. Uno dei denuncianti ha riferito che il vaccino gli ha causato una lesione permanente al cervello, successiva a un evento trombotico, che gli ha impedito di lavorare. Pur contestando l’accusa, in uno dei documenti giudiziari depositati AstraZeneca ha riconosciuto che il vaccino può causare Tts in casi molto rari. Finora, invece, il gruppo farmaceutico aveva sempre tenuto il punto. Anche nel 2023, riporta sempre l’Independent, insisteva nel non accettare l’affermazione generale secondo cui la Tts è provocata dal vaccino.

La conferma dell’Oms

L’Organizzazione mondiale della sanità, rammenta l’Independent, ha confermato che “dopo la vaccinazione con Covishield è stato segnalato un evento avverso molto raro chiamato trombosi con trombocitopenia, che comporta eventi insoliti e gravi di coagulazione del sangue associati a una bassa conta piastrinica”. Secondo il Council for International Organizations of Medical Sciences, si definiscono effetti collaterali molto rari quelli segnalati in meno di 1 caso su 10mila. Per l’Oms, comunque, “nei Paesi con trasmissione Sars-CoV-2 in corso il beneficio della vaccinazione nella protezione contro Covid-19 supera di gran lunga i rischi”.

La posizione di Astrazeneca

“Dall’insieme delle evidenze raccolte negli studi clinici e dai dati del mondo reale, è stato continuamente dimostrato che il vaccino” anti-Covid “AstraZeneca-Oxford ha un profilo di sicurezza accettabile e gli enti regolatori di tutto il mondo affermano costantemente che i benefici della vaccinazione superano i rischi di effetti collaterali potenzialmente estremamente rari”. Lo precisa un portavoce del gruppo farmaceutico.

“La nostra solidarietà – aggiunge AstraZeneca – va a chiunque abbia perso i propri cari o abbia riportato problemi di salute. La sicurezza dei pazienti è la nostra massima priorità e le autorità regolatorie hanno standard chiari e rigorosi per garantire l’impiego sicuro di tutti i farmaci, compresi i vaccini”.

Le informazioni di prodotto relative al vaccino AstraZeneca-Oxford – disponibili al pubblico – sono state aggiornate nell’aprile 2021 con l’approvazione dell’agenzia del farmaco britannica Mhra, includendo l’eventualità che il vaccino possa, in casi molto rari, di essere un fattore scatenante di Tts.

adnkronos.com




Messico. Torna, nel Chiapas, la campagna italiana di ginecologia e ostetricia

medicichiapasvert

medicichiapasvertSi svolgerà dal 4 al 16 maggio presso l’ospedale San Carlos di Altamirano, nello Stato messicano del Chiapas, la ventesima campagna di ginecologia e ostetricia coordinata dal dottor Massimo Foglia.

L’iniziativa, alla quale partecipa un gruppo di medici volontari italiani, è rivolta principalmente alla popolazione indigena a basso reddito della regione, per contribuire a superare il ritardo chirurgico nelle aree altamente emarginate ed economicamente svantaggiate di questa zona del Paese.

Il progetto è nato nel 2004 con la prima équipe composta dal dott. Foglia, ginecologo, dall’ostetrica Patrizia Casetta e dall’urologo Giancarlo Sebastiani, sotto il coordinamento in Messico dell’antropologa Claretta Gagna, scomparsa nel gennaio 2021, e del dott. Gerardo Carrillo, presidente dell’Associazione Civile Misión Chiapas.

Due anni fa è venuto a mancare il dottor Pier Paolo Fasolo, urologo, che per 10 anni ha fatto parte della squadra di volontari.

In questa occasione il dott. Foglia sarà accompagnato dall’ostetrica Patrizia Casetta, gli anestesisti Gianna Zanette e Luca Dal Tin e gli strumentisti Alessia Piovesana e Claudio Zabaldano.

Il dott Carrillo e il ministero della Salute dello Stato del Chiapas continuano a fornire supporto logistico all’iniziativa, che quest’anno prevede l’esecuzione di 40 interventi chirurgici ginecologici e cure ostetriche per un numero di pazienti non programmabili.

«Le spese delle campagne, compresi voli e trasferimenti, sono sempre state e continuano ad essere a carico dei partecipanti. I soldi che recuperiamo da amici, li portiamo in ospedale», ha spiegato Foglia a Puntodincontro.

L’ospedale San Carlos lavora con un gruppo base di medici generici e specialisti, a cui si affiancano medici e paramedici volontari provenienti dal Messico e dall’estero.

Foto: Massimo Foglia

puntodincontro.mx




Dengue: boom di casi nelle Americhe. Puerto Rico dichiara l’epidemia

zanzara dengue afp

zanzara dengue afpHanno superato quota 3 milioni i casi di Dengue, registrati nella regione americana dall’inizio di quest’anno, riferisce l’Organizzazione mondiale della sanità. L’80% circa dei contagiati dal virus veicolato dalle zanzare si concentra in Brasile.

Nel 2023 – ricorda l’Oms – la regione delle Americhe ha riportato il maggior numero di casi di Dengue da quando vengono conteggiati, con 4,5 milioni di contagiati, inclusi 7.665 casi gravi e 2.363 decessi. Nel 2024 la regione registra un nuovo record: oltre 3 milioni di casi al 25 marzo. La maggior parte è stata segnalata in Brasile (l’81% dei casi), seguito da Paraguay (6%), Argentina (3,4%), Perù (2,6%) e Colombia (2,2%).

La Paho, Organizzazione panamericana della sanità, sta lavorando insieme ai ministeri della Salute dei vari Paesi in due direzioni principali: il controllo delle zanzare e la prevenzione delle morti.

Porto Rico dichiara l’epidemia di Dengue

Il governo di Porto Rico ha dichiarato un’epidemia di Dengue, dopo che un picco di casi dell’infezione trasmessa dalle zanzare ha colpito l’isola caraibica, territorio non incorporato Usa. Dall’inizio del 2024 al 10 marzo scorso, secondo i dati più recenti forniti dal locale Dipartimento della Salute, a Porto Rico sono stati registrati 549 casi di Dengue, di cui 29 gravi, con 341 ricoveri in ospedale. I contagi si concentrano nelle città, come San Juan, Bayamon, Guaynabo e Carolina.

Tra il 2010 e il 2020 sono stati segnalati oltre 30mila casi di Dengue in 4 territori degli Stati Uniti, tra cui Porto Rico che ha avuto il maggior numero di infezioni. Nel 2012 sono stati riportati nell’isola 199 morti, l’ultima volta che il Commonwealth ha dichiarato un’epidemia di Dengue.

I Cdc, Centers for Disease Control and Prevention, hanno spiegato che stanno collaborando con il Dipartimento della Salute di Porto Rico e la locale Unità di controllo degli insetti vettori per la sorveglianza del virus e la formazione degli operatori sanitari. I Cdc sono anche impegnati in campagne di disinfestazione, usando insetticidi dove necessario, e iniziative educazionali. Il Dipartimento della Salute di Porto Rico si è detto al lavoro per migliorare la sorveglianza, le attività di laboratorio, il controllo dei vettori e gli interventi di sensibilizzazione.

adnkronos.com




Ricercatori italiani scoprono segreti del cancro al pancreas

laboratorio analisi7 fg

laboratorio analisi7 fgSvelati alcuni meccanismi fondamentali all’origine del cancro del pancreas. La scoperta del gruppo di ricerca dell’Istituto europeo di oncologia coordinato da Gioacchino Natoli e Giuseppe Diaferia, con la collaborazione di ricercatori dell’Ifom (l’Istituto di oncologia molecolare di Fondazione Airc) e della Divisione di chirurgia pancreatica di Humanitas, indica la possibilità di approcci terapeutici innovativi per uno dei tumori più difficili da trattare. I risultati della ricerca, sostenuta da Fondazione Airc e dal ministero della Salute, sono pubblicati sulla prestigiosa rivista ‘Cancer Cell’.

“La nostra ricerca ha svelato il panorama intricato del carcinoma del pancreas, chiarendone le complessità ed evidenziando le sfide che persistono per un suo trattamento efficace. In sintesi abbiamo identificato e caratterizzato nei dettagli – spiega Natoli – la profonda eterogeneità di ogni singolo carcinoma del pancreas analizzato. Proprio questa eterogeneità contribuisce in maniera sostanziale all’inefficacia dei trattamenti esistenti”. Si prevede che il cancro al pancreas diventerà la seconda causa di morte per tumore nel mondo entro il 2030 e già oggi si registra un’allarmante mancanza di miglioramenti nei tassi di sopravvivenza, rimasti sostanzialmente invariati negli ultimi cinquanta anni.

“La coesistenza in ogni tumore pancreatico di popolazioni di cellule tumorali con diverse caratteristiche morfologiche, ovvero con un aspetto e un’organizzazione differenti, è nota da tempo. Non si era tuttavia mai riusciti a stabilire l’impatto di questa eterogeneità sul trattamento della malattia – sottolinea Diaferia – Abbiamo utilizzato tecnologie innovative per l’isolamento mirato di piccoli gruppi di cellule tumorali e per la loro profilazione molecolare, e le abbiamo combinate ad analisi computazionali e approcci di intelligenza artificiale. Siamo così riusciti a definire questa eterogeneità, in modo che possa diventare il bersaglio di terapie mirate”.

“E’ come se stessimo combattendo contro molteplici avversari contemporaneamente, invece che contro un singolo tumore – aggiunge Pierluigi Di Chiaro, primo autore dell’articolo – Le diverse condizioni cellulari che si sviluppano in maniera dinamica all’interno dei carcinomi del pancreas richiedono strategie di trattamento combinate e mirate, in grado di intercettare tutte le popolazioni di cellule neoplastiche che compongono ogni singolo tumore. Il nostro lavoro pone le basi per l’identificazione di queste componenti e la definizione di nuove strategie”.

“Uno dei principali risultati dello studio riguarda l’invasione dei nervi, che costituiscono vere e proprie vie di fuga a bassa resistenza per le cellule del cancro del pancreas. In pratica i nervi sono la principale via di disseminazione metastatica, oltre che la causa dei forti dolori associati a questa malattia”, avverte Lucia Nacci, tra i coautori dell’articolo. I ricercatori hanno osservato una chiara correlazione tra l’attivazione di specifici programmi di espressione genica e l’invasione dei nervi, rivelando anche potenziali meccanismi per interventi terapeutici. Infine, la dimostrazione del legame tra la varietà degli aspetti morfologici e le diverse proprietà funzionali delle cellule tumorali pone le basi per lo sviluppo di approcci di intelligenza artificiale. Questi nuovi strumenti potrebbero aiutare ad analizzare i normali preparati istologici – evidenzia lo studio – contribuendo a stabilire la composizione del tumore e a guidare il medico nella scelta della combinazione di farmaci più adeguata a ogni paziente.

“Comprendere l’eterogeneità del cancro al pancreas è cruciale per sviluppare strategie terapeutiche efficaci – conclude Natoli – Anche se questo lavoro è il frutto di anni di ottimizzazioni tecnologiche e avanzamenti concettuali, è solo un punto di partenza per nuove ricerche che possano aprire la strada ad approcci terapeutici mirati che finalmente offriranno nuove speranze ai pazienti che affrontano questa difficile malattia”.

adnkronos.com




Accordi di assistenza sanitaria per cittadini italiani in Messico

assistenzasanitariavert

assistenzasanitariavertUn gruppo di cittadini italiani residenti a Querétaro, in Messico, guidati da Sergio Marta Lucchetti, direttore generale dello studio di consulenza DHMcons, e da Angelo Lastrato, direttore dello stabilimento Termoplastic F.B.M., ha firmato una nuova convenzione di assistenza sanitaria a beneficio, questa volta, di persone residenti nella capitale del Paese.

L’ospedale in questione, situato nei pressi dell’aeroporto internazionale Benito Juárez, è commercialmente noto come Centro de Atención Médica Integral Hospital CAMI e si trova in Calzada Ignacio Zaragoza 189, Colonia Jardín Balbuena, Alcaldía Venustiano Carranza, 15900 Città del Messico.

Si tratta della quarta convenzione —dopo quelle precedentemente siglate con l’Hospital Santa Rosa de Viterbo e il Laboratorio Corregidora a Querétaro, nonché con AMMSALUD per Città del Messico e le città di Aguascalientes, Ensenada, Guadalajara, León, Mérida, Monterrey, Querétaro e Toluca— per offrire ai beneficiari l’accesso con sconti a visite mediche di primo livello e specialistiche, analisi cliniche, di laboratorio e per immagini, oltre a ricoveri ospedalieri e interventi chirurgici.

«Per poter usufruire dei benefici offerti da questi accordi» —ha detto Marta Lucchetti a Puntodincontro— «è necessario essere iscritti all’associazione Centre Francophone de Querétaro e pagare una quota annua di 700 pesos per famiglia.

«Se ci fosse interesse da parte delle rispettive comunità» —ha aggiunto— «potremmo estendere questi servizi alle principali città del Messico. Oltre alla comunità italiana, anche altre collettività sono interessate, tra cui quelle brasiliana, francese, spagnola, svizzera e molti messicani».

«Ultima in ordine progressivo, ma forse prima per importanza, abbiamo fondato l’associazione civile italiana senza scopo di lucro Residencial Gente Grande A.C., per costruire un luogo di riposo per persone anziane, anche senza risorse economiche. Per realizzare quest’opera benefica avremo bisogno anche dell’aiuto di benefattori, poiché abbiamo davanti un percorso lento ed arduo, per cui speriamo di incontrare persone di buon cuore. Sappiamo che noi italiani lo siamo e non staremo dietro a nessuno» ha concluso.

Per accedere ai dettagli su queste iniziative, gli interessati possono aderire ai chat It@l.Business Queretaro e ITALIAN TIME inviando un messaggio ad Angelo Lastrato al +52 442 3536378.

puntodincontro.mx




Storia della medicina e prevenzione tra Calabria e Cuba: domani il convegno di Filitalia

4filitalia

4filitalia“Storia della medicina. Prevenzione tra Calabria e Cuba” è il titolo della conferenza in programma domani, 5 marzo, dalle 11.30 al Liceo Vito Capialbi di Vibo Valentia, organizzata dal locale chapter di Filitalia International guidato da Michele La Rocca.
All’incontro parteciperanno anche ospiti internazionali: tra questi il cardiologo Pasquale Nestico della Sidney Kimmel Medical College – Thomas Jefferson University di Philadelphia e fondatore di Filitalia International; il Capo Missione dei medici cubani in Italia, dottor Luis Enrique Perez Ulloa; e, direttamente dal Ministero della Salute Pubblica di Cuba, il dottor Jose Luis Aparicio Suarez e la dottoressa Mayppe Gonzalez Jardinez.
I lavori, coordinati dalla Presidente della Commissione Comunicazione di Filitalia International di Vibo Valentia, Rosamaria Gullì, saranno arricchiti dagli interventi dell’antropologo Pino Cinquegrana, del dirigente scolastico Antonello Scalamandrè, del presidente del chapter di Vibo Valentia Michele La Rocca e dell’assistente esecutivo del sodalizio italoamericano Nicola Pirone.
Alla manifestazione prenderà parte anche il presidente del chapter di Filitalia International di Holguin, Yosbani Rodriguez Bruzón. L’evento, in collaborazione con la scuola e la webtv dei Calabresi nel mondo www.kalabriatv.it, sarà l’occasione per gli studenti per conoscere la storia della medicina, in particolare quella del vibonese che fino a mezzo secolo fa poteva vantarsi di ospedali all’avanguardia.
La presenza dei due funzionari del Ministero della Salute Pubblica di Cuba sarà un modo per conoscere da vicino come nel paese caraibico si sfornino delle eccellenze nel campo della medicina, tanto che la Regione Calabria ha dovuto fare ricorso a loro per sopperire alle carenze nei nosocomi e cercare di garantire il diritto alla salute dei suoi cittadini.
Pasquale Nestico è un luminare della cardiologia nordamericana, ma non ha dimenticato le proprie radici, poiché proviene da Isca sullo Ionio, nella provincia di Catanzaro. Con Filitalia International si occupa anche di diritto allo studio, poiché la fondazione ogni anno elargisce borse di studio e un programma di scambio culturali con i ragazzi italiani iscritti all’associazione, che hanno la possibilità di recarsi negli Stati Uniti per un’esperienza per studio o lavoro.
Il Capialbi di Vibo Valentia, grazie al professor Pino Cinquegrana, presidente della Commissione Lingua & Cultura del chapter Vibonese di Filitalia International, ospita, dunque, un nuovo appuntamento internazionale di Filitalia, oggi guidata da Saverio Nestico. Nel maggio 2022, infatti, si era svolto nell’istituto vibonese il convegno Colombo e gli italiani nel mondo a 530 anni dalla scoperta dell’America. (aise)




El Salvador, AICS: un ecografo e un bilirubinometro per l’Ospedale Nazionale di Chalchuapa

agenzia italiana cooperazione allo sviluppo foto immagine2

agenzia italiana cooperazione allo sviluppo foto immagine2Nell’ambito del progetto “Miglioramento funzionale dell’Ospedale Nazionale di Chalchuapa e sviluppo della rete integrata dei servizi di salute”, finanziato dalla Cooperazione Italiana per un importo di euro 2 milioni, lo scorso 16 febbraio sono stati  consegnati un ecografo e un bilirubinometro all’Ospedale Nazionale di Chalchuapa, nell’area occidentale di El Salvador. Alla cerimonia di consegna sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia  Edoardo Pucci e la Viceministra salvadoregna per gli Affari Esteri Adriana Mira. Presenti o anche il Titolare della Sede AICS di San Salvador, Paolo Gallizioli, e la rappresentante di SETEFE (Segreteria Tecnica del Finanziamento Esterno) Patricia Jiménez. Il progetto “Miglioramento funzionale dell’Ospedale Nazionale di Chalchuapa e sviluppo della rete integrata dei servizi di salute”, svoltosi tra il 2007 e il 2011, mirava allo sviluppo del sistema sanitario locale favorendo, nello specifico, l’erogazione di cure ostetrico – ginecologiche, pediatriche e di emergenza indirizzate alla popolazione locale. L’iniziativa ha previsto la fornitura di strumenti ospedalieri, alcune opere civili di restauro e adeguamento di reparti, la formazione degli operatori per le suddette aree e la sensibilizzazione della comunità locale del Municipio di Chalchuapa sulla strategia di Assistenza Primaria. Con gli interessi maturati sul residuo non speso del progetto, si è accordato con il Ministero di Salute locale di acquisire un ecografo e un bilirubinometro portatili, entrambi strumenti dedicati alla salute materno infantile. “Questo rappresenta un salto di qualità nel servizio sanitario, non solo per la popolazione di Chalchuapa ma anche per quella dei municipi vicini, beneficiando in particolar modo il binomio madre-figlio” ha dichiarato il dottor Mario Kelvin Hidalgo, Direttore dell’Ospedale. L’Ambasciatore Edoardo Pucci ha evidenziato l’impegno dell’Italia e dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nel settore della salute, una delle priorità nell’intervento in El Salvador. A conferma di questo, ha richiamato la recente approvazione del finanziamento di 3,5 milioni di euro per la realizzazione dell’iniziativa “Nacer con cariño” (in italiano, Nascere con affetto) incentrata sulla formazione e la specializzazione di medici salvadoregni in varie specialità della pediatria, della neonatologia e della prima infanzia, sull’equipaggiamento dei centri sanitari e sul rafforzamento del sistema sanitario pubblico a livello nazionale. La Viceministra per gli Affari Esteri Adriana Mira ha riconosciuto il costante impegno italiano in questo settore, supportando così gli obiettivi di El Salvador in tema di sviluppo, protezione e inclusione sociale. (Inform)




In Europa aumentano i casi e le epidemie di morbillo

morbillo

morbilloNel 2023 sono stati osservati aumenti significativi nel numero di casi ed epidemie di morbillo a livello globale, anche in 40 dei 53 Paesi della regione europea e in almeno dieci Paesi dell’Unione Europea/Spazio economico europeo. I casi di morbillo continueranno ad aumentare nell’Ue/See nei prossimi mesi a causa della copertura vaccinale non ottimale per i vaccini contenenti morbillo (Mcv), dell’elevata probabilità di importazione da aree ad alta circolazione e considerando che i prossimi mesi rappresentano il picco stagionale del virus. Sono alcuni dei dati che emergono dallo European Centre for Disease Prevention and Control, contenuti nel documento ‘Measles on the rise in the Eu/Eea: Considerations for public Health Response’.
I dati dell’Ecdc evidenziano inoltre che tra gennaio e l’inizio di febbraio 2024 il numero di Paesi dell’Ue/See che hanno segnalato casi di morbillo è aumentato e che sono stati registrati sette decessi, sei in Romania e uno in Irlanda. La stessa Romania e l’Austria sono tra i dieci Paesi più colpiti elencati dall’Oms/Europa, anche se Kazakistan, Kirghizistan e Armenia sono quelli che registrano il maggior numero di casi.

Il morbillo, ricorda l’Ecdc, costituisce una minaccia per le persone di tutte le fasce d’età. È dunque fondamentale mantenere una elevata copertura vaccinale per l’intera popolazione.
L’impatto potenziale più elevato del morbillo, a causa dell’elevata morbilità conseguente all’infezione, riguarda i bambini troppo piccoli per essere vaccinati, di solito quelli di età inferiore ai 12 mesi, a seconda dei programmi nazionali. Anche i bambini non vaccinati sotto i cinque anni corrono un rischio maggiore, poiché il morbillo può avere diverse complicazioni in questa fascia di età. Inoltre, altri gruppi come gli immunocompromessi sono a rischio di esiti gravi a causa del morbillo.
Il morbillo si diffonde molto facilmente. L’Ecdc ricorda che un’elevata copertura vaccinale, pari o superiore al 95% della popolazione vaccinata con due dosi di vaccino, è dunque essenziale per interrompere la trasmissione in un Paese o comunità. Dovrebbero quindi essere intensificati gli sforzi per identificare e raggiungere le popolazioni non vaccinate o parzialmente vaccinate e dovrebbe essere garantita l’equità nell’accesso alle vaccinazioni, soprattutto per le popolazioni vulnerabili come i migranti, le minoranze etniche e quanti vivono in ambienti affollati, come i campi profughi.
“Nessuno- ha ammonito il direttore dell’Ecdc, Andrea Ammon– dovrebbe morire di morbillo. L’aumento dei casi di morbillo, una malattia altamente contagiosa ma prevenibile con il vaccino, ricorda chiaramente che tutti gli Stati membri dovrebbero massimizzare gli sforzi per raggiungere e mantenere un’elevata copertura vaccinale per tutte le malattie prevenibili con il vaccino. I vaccini sono un modo sicuro ed efficace per ridurre il carico sanitario delle malattie infettive ed evitare inutili perdite di vite umane”.
“La tendenza all’aumento dei casi di morbillo in tutta Europa- ha aggiunto la Commissaria per la Salute e la Sicurezza alimentare, Stella Kyriakides– è preoccupante. Si tratta di una malattia estremamente contagiosa che può provocare gravi complicazioni, soprattutto nei bambini e nelle persone vulnerabili. La buona notizia è che si tratta di una malattia che è possibile prevenire attraverso la vaccinazione e che nell’Ue sono disponibili numerosi vaccini sicuri ed efficaci”.
“Quando assistiamo a epidemie di morbillo, sappiamo che c’è un divario nelle vaccinazioni. Invito tutti a verificare il proprio stato vaccinale e i genitori ad assicurarsi che i vaccini dei propri figli e dei giovani siano aggiornati. La vaccinazione protegge e salva vite umane– ha concluso- è uno dei nostri strumenti più efficaci contro il morbillo e molte altre malattie infettive“.

ag dire – www.dire.it