Aria insostenibile nella zona più inquinata d’Europa: la brutta notizia è che sta in Italia!

maschera anti gas inquinamento 1024x683

maschera anti gas inquinamento 1024x683In Europa esiste una regione che detiene un triste primato: è la più inquinata del continente. Qui, l’aria è carica di particelle sottili come PM10 e PM2.5, superando di gran lunga i limiti di sicurezza stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questo fenomeno, che rappresenta una minaccia concreta per la salute pubblica, è il risultato di una combinazione di fattori ambientali, economici e geografici che rendono la situazione particolarmente critica.

Il problema ha radici profonde. L’alto livello di industrializzazione di quest’area, accompagnato da una rete di trasporti estremamente densa e da un traffico costante, contribuisce significativamente all’accumulo di sostanze inquinanti nell’atmosfera. A ciò si aggiunge una conformazione geografica unica, che favorisce il ristagno degli inquinanti nell’aria, aggravando ulteriormente la qualità atmosferica.

Gli effetti sulla popolazione locale sono devastanti. Gli abitanti di questa zona vivono quotidianamente in un ambiente dove l’inquinamento atmosferico rappresenta un rischio serio per la salute, incrementando l’incidenza di malattie respiratorie, cardiovascolari e altre patologie legate all’esposizione a lungo termine a particolati nocivi.

Purtroppo, non si tratta solo di un problema circoscritto. Questa regione funge da simbolo per altre aree d’Europa e del mondo che, a causa di condizioni simili, rischiano di affrontare le stesse sfide.

Solo con politiche efficaci, investimenti in tecnologie pulite e una forte sensibilizzazione della comunità si potrà sperare in un miglioramento. È imperativo agire subito per tutelare la salute delle persone e garantire un futuro sostenibile.

Ma di quale regione parliamo? Non sorprende che si tratti proprio di una delle aree economicamente più importanti del continente: la Pianura Padana, nel cuore dell’Italia.

Inquinamento

Cause dell’inquinamento nella Pianura Padana

La combinazione di diversi fattori contribuisce all’elevato inquinamento in questa regione:

  • Industrializzazione intensa: La presenza di numerosi impianti industriali aumenta le emissioni di sostanze nocive nell’atmosfera.
  • Densità del traffico: L’elevato numero di veicoli in circolazione contribuisce significativamente all’inquinamento dell’aria.
  • Conformazione geografica: La conformazione della Pianura Padana favorisce il ristagno degli inquinanti, peggiorando la qualità dell’aria.

Classifica delle città più inquinate d’Italia nel 2024

Secondo i dati del 2024 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), le città italiane con i più alti livelli di PM2.5 sono:

  1. Cremona: 23,3 µg/m³
  2. Vicenza: 23,0 µg/m³
  3. Padova: 22,7 µg/m³
  4. Venezia: 22,6 µg/m³
  5. Piacenza: 22,2 µg/m³
  6. Torino: 21,0 µg/m³
  7. Bergamo: 20,9 µg/m³
  8. Brescia: 20,7 µg/m³
  9. Treviso: 20,7 µg/m³
  10. Milano: 19,7 µg/m³

Questi valori superano ampiamente le soglie raccomandate dall’OMS, evidenziando una situazione critica per la salute pubblica.

Dramma inquinamento

Confronto con altre città europee

Secondo i dati del 2024 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA), le città europee con i più alti livelli di particolato fine (PM2.5) sono:

  1. Nowy Sącz, Polonia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 27,3 µg/m³.
  2. Cremona, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 25,9 µg/m³.
  3. Slavonski Brod, Croazia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 25,7 µg/m³.
  4. Vicenza, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,8 µg/m³.
  5. Padova, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,5 µg/m³.
  6. Venezia, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,3 µg/m³.
  7. Piacenza, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 24,1 µg/m³.
  8. Torino, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 23,9 µg/m³.
  9. Bergamo, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 23,7 µg/m³.
  10. Brescia, Italia: Concentrazione media annuale di PM2.5 pari a 23,5 µg/m³.

Questi valori superano ampiamente le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che raccomandano una concentrazione media annuale di PM2.5 non superiore a 5 µg/m³. L’esposizione a livelli elevati di PM2.5 è associata a gravi rischi per la salute, tra cui malattie respiratorie e cardiovascolari.

La zona più inquinata

È fondamentale che le autorità locali e nazionali implementino misure efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico, promuovendo il trasporto sostenibile, migliorando l’efficienza energetica e adottando tecnologie più pulite nei processi industriali. Solo attraverso un impegno congiunto sarà possibile migliorare la qualità dell’aria e proteggere la salute dei cittadini europei.

Impatto sulla salute e misure necessarie

L’inquinamento atmosferico ha effetti deleteri sulla salute, aumentando il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. È fondamentale che le autorità locali e nazionali implementino misure urgenti per migliorare la qualità dell’aria, come:

  • Promozione del trasporto pubblico sostenibile: Incentivare l’uso di mezzi pubblici ecologici per ridurre le emissioni.
  • Limitazione del traffico veicolare: Introdurre zone a traffico limitato e promuovere l’uso di veicoli elettrici.
  • Riduzione delle emissioni industriali: Implementare tecnologie più pulite e controlli più rigorosi sulle emissioni.

Affrontare con decisione queste sfide è essenziale per garantire un ambiente più sano e sostenibile per le future generazioni.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Italiani divisi sui vaccini, tra fiducia e scetticismo: per il 40% sono rischiosi

imagoeconomica 1578450 1024x683

imagoeconomica 1578450 1024x683Vaccini, tra gli italiani vince la fiducia: infatti per 7 italiani su 10 sono efficaci nel prevenire le malattie; però poco più di 4 italiani su 10 (42%) ha una bassa fiducia nella loro sicurezza. Tra quanti sono più scettici rispetto alla loro efficacia, 3 italiani su 10, troviamo le persone con un basso titolo di studio (50%), o senza un orientamento politico (42%) o che si collocano a destra (40%) e manifestano una mentalità complottista (56%). Sempre per 7 italiani su 10 i vaccini sono efficaci per curare le malattie per le quali sono stati realizzati, una percentuale in lieve crescita rispetto alla scorsa rilevazione (68% gen_24 vs 70% nov_24). Cala invece di 4 punti la percentuale degli italiani che pensano che le autorità pubbliche agiscano nell’interesse della comunità (59% gen_24 vs 55% nov_24). Al tempo stesso crescono in modo significativo le percentuali di quanti considerano la vaccinazione un’azione collettiva (72% gen_24 vs 80% nov_24), che ritengono importante essere informati prima di effettuarla (74% gen_2024 vs 79% nov_2024), che valutano la sua utilità (67% gen_24 vs 76% nov_2024) nonché rischi e benefici (57% gen_24 vs 73% nov_24). Sono questi i principali dati evidenziati dall’ultimo rilevamento del Monitor continuativo di EngageMinds Hub, Consumer, Food & Health Engagement Research Center, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica, campus di Cremona che fotografa i comportamenti degli italiani verso i vaccini, tra i quali quello per il Covid, e anche la loro percezione rispetto alle nuove infezioni virali come il vaiolo delle scimmie e la Dengue.

Ogni anno l’arrivo della stagione autunnale solleva l’interrogativo sull’utilità del fare o no la vaccinazione contro l’influenza stagionale e anche contro il Covid-19. In molti infatti si chiedono se sia opportuno sottoporsi alle vaccinazioni e ai richiami per prevenire eventuali infezioni o ridurre il rischio di complicanze. Le istituzioni sanitarie, dal canto loro, continuano a sottolineare l’importanza della vaccinazione come mezzo di protezione, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani e persone con patologie croniche. Secondo i dati dell’indagine, a quasi 5 anni dall’emergenza sanitaria da Covid 19, ancora circa 2 italiani su 10 (18%) esprimono preoccupazione per la possibile insorgenza di una nuova pandemia, mentre secondo quasi 7 italiani su 10 (68%) la fase peggiore è alle spalle. Solo il 16% degli intervistati, infatti, si sente a rischio di contagio. In quest’ultimo caso, i dati segnalano come ci sia stato un aumento degli italiani che, in caso di febbre, si somministrerebbe un tampone rapido fai da te (gen_24 30% vs nov_24 34%) e che si metterebbe in quarantena spontanea (gen_24 9% vs nov_24 22%). Rispetto alle intenzioni di vaccinazione contro il Covid-19, solo il 10% vorrebbe vaccinarsi anche quest’anno. Il 69% degli italiani non ritiene necessaria un’ulteriore dose di richiamo, mentre gli indecisi si attestano sul 21%.

“L’opinione pubblica è divisa sul tema vaccinazione- dichiara Guendalina Graffigna, direttrice di EngageMinds Hub della Cattolica- Da un lato c’è chi la considera un gesto di responsabilità verso sé stessi e la comunità. Dall’altro si manifesta una certa diffidenza, spesso alimentata da informazioni contrastanti e forse non chiare che possono minare la fiducia nelle istituzioni, portando alcune persone a percepire le misure preventive come non indispensabili. Dal nostro report, per esempio, si evidenzia che coloro che hanno bassi livelli di attivazione e coinvolgimento nella gestione della loro salute si mostrano meno fiduciosi verso l’utilità dei vaccini. Il 29% degli italiani percepisce la vaccinazione come un’azione preventiva non necessaria, poiché ritiene che il proprio sistema immunitario sia abbastanza forte o la malattia non viene percepita come grave.” Continuando, infatti, nell’osservazione degli atteggiamenti degli italiani verso i vaccini, dalla survey viene evidenziato che poco più di 4 italiani su 10 (42%) ha una bassa fiducia nella loro sicurezza: tra questi il 54% ha un basso titolo di studio, il 48% è schierato politicamente a destra e il 58% non lo è affatto. Inoltre, chi ha una bassa fiducia nella sicurezza dei vaccini, ha anche bassi livelli di fiducia nella scienza (78%), nel Servizio Sanitario Nazionale (59%) e nelle istituzioni (52%).

LE PERCEZIONI SU DENGUE E VAIOLO DELLE SCIMMIE

“Nonostante vi siano esitazione e resistenza – continua Guendalina Graffigna – i vaccini rappresentano uno strumento essenziale per contenere la diffusione dei virus e prevenire picchi di contagi che potrebbero mettere anche sotto pressione il sistema sanitario. In questo contesto, comunicare in modo chiaro e trasparente i benefici della vaccinazione rimane una sfida fondamentale per ristabilire la fiducia e garantire un’ampia adesione alle campagne vaccinali”. Il report sugli italiani e i vaccini si chiude con alcuni dati sulla conoscenza e percezione degli italiani sul vaiolo delle scimmie (o Mpox) e la Dengue, forme virali che stanno destando preoccupazione da parte delle autorità sanitarie internazionali. Scendendo nel dettaglio dei dati rispetto al vaiolo delle scimmie quasi 9 italiani su 10 (87%) ne hanno sentito parlare. Il 44% pensa che la malattia sia grave e potenzialmente pericolosa per la salute, il 19% si sente preoccupato per una sua possibile diffusione nei prossimi anni e il 47% per il rischio di contrarla. Inoltre il 47% degli italiani è intenzionato a vaccinarsi contro il vaiolo delle scimmie: di questi il 50% sono uomini, il 59% ha tra i 18 e 34 anni, il 52% è laureato, il 52% si orienta politicamente a sinistra e il 53% al centro. Tra gli intenzionati a vaccinarsi troviamo anche coloro che considerano utili i vaccini (49%), che li percepiscono come un atto di responsabilità sociale (58%) e che sono preoccupati di contrarre la malattia (70%) o si sentono a rischio di contagio (86%).

Per quanto riguarda invece la Dengue poco più di 6 italiani su 10 (66%) ne ha sentito parlare. In particolare, il 53% degli italiani ritiene che la febbre Dengue possa essere pericolosa per la propria salute; il 18% pensa di essere a rischio di contrarre la malattia e il 32% si sente preoccupato di una sua possibile diffusione nei prossimi anni soprattutto a causa dei cambiamenti climatici. Tra coloro che sono più propensi a vaccinarsi contro la Dengue troviamo gli uomini (56%), tra i 18 e 34 anni (65%), laureati (61%) e che si orientano politicamente a sinistra (66%) o al centro (63%). Tra gli intenzionati a vaccinarsi troviamo anche coloro che ritengono che i vaccini siano utili (57%), che li percepiscono come un atto di responsabilità sociale (68%) e che sono preoccupati di contrarre la malattia (78%) o si sentono a rischio di contagio (81%).

Agenzia DIRE e – www.dire.it




San Francisco, conferenza “Growing Together: Building Public-Private Partnerships to Boost the AI Revolution”

san francisco conferenza growing together building public private partnerships to boost the ai revolution

san francisco conferenza growing together building public private partnerships to boost the ai revolution“L’intelligenza artificiale ha acquistato un rilievo sempre più centrale e per questo ne abbiamo fatto una delle priorità dell’agenda della Presidenza italiana del G7 e in Europa. Il suo impatto riguarda non solo le nostre vite, le nostre società, le nostre economie, ma anche le stesse relazioni internazionali e le strategie di sicurezza.

L’intelligenza artificiale ci pone di fronte ad importanti dilemmi etici, per il possibile impatto negativo sul mercato del lavoro o l’uso distorto nel campo dell’informazione. Penso poi al tema critico della cyber-sicurezza.

L’intelligenza artificiale offre al contempo importanti opportunità di crescita per le imprese, per la loro competitività, per il sistema di istruzione formazione e ricerca. È quindi un potenziale volano di sviluppo, al quale guardare con particolare interesse anche per l’Africa, una priorità strategica assoluta del Governo.”

Sono le parole che ha rivolto il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, in un messaggio letto dal Console Generale d’Italia a San Francisco Sergio Strozzi nell’aprire i lavori della conferenza “Growing Together: Building Public-Private Partnerships to Boost the AI Revolution”, svoltasi il 12 e 13 novembre 2024 a San Francisco presso l’Hub Italiano di Innovazione e Cultura, INNOVIT, cui ha partecipato una Delegazione della Presidenza italiana del G7 (nell’ambito del G7 Industria, Tecnologia e Digitale) guidata dal Sottosegretario per le Imprese e il Made in Italy, Fausta Bergamotto. Ai partecipanti alla conferenza il Console Generale Strozzi ha portato anche i saluti dell’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia.

Realizzato sotto l’egida della Presidenza italiana del G7 dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti (CDP), l’evento ha rappresentato un’importante occasione di incontro tra leader del settore, esperti, innovatori (in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale – IA), investitori e rappresentanti istituzionali, focalizzata su come ottimizzare collaborazioni strategiche e sinergie tra settore pubblico e privato per promuovere l’innovazione e la crescita grazie alle tecnologie emergenti. In tale quadro, grande attenzione è stata altresì rivolta allo sviluppo sostenibile del c.d. “Sud Globale” ed in particolare del continente africano, in coerenza con la visione sottesa al “Piano Mattei per l’Africa” del Governo italiano.

Presenti anche Leila Elmergawi, Direttrice e Senior Advisor dell’Ufficio dell’Inviato Speciale per le Tecnologie Critiche ed Emergenti del Dipartimento di Stato statunitense, il Chief Digital Officer di UNDP Robert Opp ed esponenti di CDP.

Tra i relatori, rappresentanti delle grandi aziende americane della tecnologia (Google, Cisco, Meta, Microsoft, NVIDIA, HP, Amazon-AWS, ecc.), investitori e venture capitalists della Silicon Valley, rappresentanti di banche di sviluppo regionali e istituzioni finanziarie omologhe di CDP, altre società e startup dei Paesi G7, i Consoli Generali dei Paesi G7 a San Francisco, ed esponenti delle istituzioni accademiche e dell’innovazione africane.

In occasione della conferenza, grazie alla collaborazione tra UNDP, CDP e INNOVIT, la Presidenza Italiana del G7 ha accompagnato alcune startup africane a San Francisco per un programma di accelerazione e per una presentazione agli investitori locali.

Grazie all’elevato livello dei relatori e dei loro interventi, l’evento ha rappresentato un’occasione unica per un confronto tra gli attori dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico (pubblici e privati, dei paesi G7 e dei paesi emergenti, grandi aziende ma anche micro, piccole e medie imprese e startup) su come far sì che delle nuove tecnologie di IA generativa possano beneficiare anche i soggetti economici di piccole dimensioni così come anche le aree del mondo economicamente e tecnologicamente più svantaggiate.

Grande apprezzamento è stato espresso dai partecipanti per il progetto della presidenza italiana del G7 e di UNDP “Hub sull’intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile”, ufficialmente presentato durante la conferenza.

 




UFO, nuovi avvistamenti del Pentagono. Gli extraterrestri sono in arrivo?

5516

5516L’ultimo rapporto del Pentagono sugli Ufo ha rivelato oltre 750 nuovi avvistamenti di fenomeni aerei non identificati e inspiegabili, spiegando che, sebbene non sia ancora stata riscontrata alcuna indicazione che suggerisca un’origine extraterrestre, 21 segnalazioni sono meritevoli di un’analisi approfondita. L’esame comprende centinaia di casi di palloni, uccelli e satelliti mal identificati e alcuni che sfuggono a facili spiegazioni, come la quasi collisione tra un aereo di linea e un oggetto misterioso al largo della costa di New York.

Il rapporto riflette l’accresciuto interesse del pubblico per l’argomento e gli sforzi del governo per fornire alcune risposte e la sua pubblicazione arriva un giorno dopo che i legislatori della Camera hanno chiesto una maggiore trasparenza del governo durante un’audizione sui fenomeni anomali non identificati, o UAP – il termine preferito dal governo per indicare gli UFO.

I funzionari dell’Aaro hanno concluso che non vi è alcuna indicazione che uno qualsiasi dei casi esaminati abbia origini ultraterrestri. “È importante sottolineare che, ad oggi, l’Aaro non ha scoperto alcuna prova di esseri, attività o tecnologia extraterrestri”, hanno scritto gli autori del rapporto.

Gli sforzi federali per studiare e identificare gli UAP si sono concentrati sulle potenziali minacce alla sicurezza nazionale o alla sicurezza aerea e non sui loro aspetti fantascientifici. I funzionari dell’ufficio del Pentagono creato nel 2022 per monitorare gli UAP, noto come All-Domain Anomaly Resolution Office, o AARO, hanno affermato che non vi è alcuna indicazione che i casi esaminati abbiano origini ultraterrene. “È importante sottolineare che, ad oggi, l’AARO non ha scoperto alcuna prova di esseri, attività o tecnologie extraterrestri”, hanno scritto gli autori del rapporto.

Tuttavia, il Pentagono si riserva di dare giudizi definitivi su 21 casi ancora senza soluzione, che il rapporto ritiene “meritino ulteriori analisi” a causa di “caratteristiche e/o comportamenti anomali”. “Ci sono casi interessanti che io, con la mia formazione in fisica e ingegneria e il tempo trascorso nella comunità dell’intelligence, non capisco. E non conosco nessun altro che li capisca – ha dichiarato il direttore dell’Aaro Jon Kosloski – Ma in ognuno dei casi a cui sono particolarmente interessato, c’erano più testimoni oculari. E ci sono dati aggiuntivi ancora da analizzare. Resta da vedere se quei dati aggiuntivi saranno sufficienti per risolvere il caso, capire se si tratta di un drone, un uccello o un pallone, o per dire qualcosa di sostanziale sulla natura del fenomeno sconosciuto”.

757 casi da tutto il mondo

Al 24 ottobre, l’Aaro ha ricevuto un totale di 1.652 segnalazioni di Uap. L’esame del Pentagono ha riguardato 757 casi da tutto il mondo che sono stati segnalati alle autorità statunitensi dal 1° maggio 2023 al 1° giugno 2024. Il totale comprende 272 incidenti avvenuti prima di questo periodo ma non segnalati in precedenza.

La maggior parte degli incidenti segnalati si è verificata nello spazio aereo, ma 49 si sono verificati ad un’altitudine stimata di almeno 62 miglia (quasi 100mila Km), che è considerata spazio. Nessuno si è verificato sott’acqua. Tra i testimoni segnalati vi erano piloti commerciali e militari e osservatori a terra.

Gli investigatori hanno trovato spiegazioni per quasi 300 degli incidenti. In molti di essi, gli oggetti sconosciuti sono risultati essere palloni, uccelli, aerei, droni o satelliti. Secondo il rapporto, il sistema satellitare Starlink di Elon Musk è una fonte sempre più comune, poiché le persone scambiano catene di satelliti per UFO.

Centinaia di altri casi rimangono inspiegabili, anche se gli autori del rapporto sottolineano che spesso ciò è dovuto al fatto che non ci sono abbastanza informazioni per trarre conclusioni definitive.

In nessuno degli avvistamenti sono stati segnalati feriti o incidenti, anche se l’equipaggio di un volo commerciale ha riferito di aver sfiorato un “oggetto cilindrico” mentre sorvolava l’Oceano Atlantico al largo della costa di New York. L’incidente è tuttora oggetto di indagine.

In altri tre casi, gli equipaggi di aerei militari hanno riferito di essere stati seguiti o ombreggiati da velivoli non identificati, anche se gli investigatori non sono riusciti a trovare alcuna prova che colleghi l’attività a una potenza straniera.

Durante l’udienza di mercoledì sugli UAP, i legislatori hanno ascoltato le testimonianze di diversi esperti che hanno studiato il fenomeno, tra cui due ex ufficiali militari.

adnkronos




Costa Rica: concluso il Progetto IILA-ISS “Scientia Est Sanitas Officinarum”

13iilasanjose

13iilasanjoseDal 5 all’8 novembre 2024, si è svolto a San José (in Costa Rica) il Seminario di chiusura del Progetto “SCIENTIA EST SANITAS OFFICINARUM: Laboratorio di formazione sulla ricerca in sanità pubblica in America Latina”, che l’IILA ha realizzato con la collaborazione scientifica dell’Istituto Superiore di Sanità e il finanziamento del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Questo evento, organizzato in presenza e da remoto, ha fatto seguito a un ciclo di seminari online rivolti ai medici dei paesi partecipanti (Argentina, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Paraguay, Perù e Uruguay) in cui esperti dell’ISS hanno approfondito tematiche come arbovirosi, salute mentale, telemedicina e Epidemic Intelligence.
Sono intervenuti alla cerimonia di apertura dei lavori il Ministro della Salute del Costa Rica, Mariela Marín Mena, e l’Ambasciatore d’Italia a San José, Alberto Colella, Marco Simonelli dell’Istituto Superiore di Sanità e Marion Muehlen dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel suo indirizzo di saluti il Ministro Mariela Marín Mena ha evidenziato: “Il Ministero della Salute e la Caja Costarricense Seguro Social hanno tratto grandi benefici dalla partecipazione al ciclo di attività formative sviluppate a partire dal 2023. Questo lavoro congiunto ci ha permesso di formare quasi 200 professionisti”.
A sua volta l’Ambasciatore Colella ha sottolineato il contributo italiano nella promozione di sistemi sanitari più resilienti in tutto il mondo, e in particolare in America Latina, attraverso iniziative di cooperazione internazionale che contribuiscono a garantire l’accesso universale a servizi sanitari di qualità e a ridurre le disuguaglianze nell’assistenza sanitaria soprattutto nelle comunità più vulnerabili”.
Nel presentare le attività, Marco Simonelli dell’Istituto Superiore di Sanità ha descritto il progetto come “nato dalla consapevolezza che la cooperazione internazionale e lo scambio di buone pratiche in ambito sanitario sono fondamentali per affrontare le sfide globali, soprattutto dopo l’esperienza della pandemia da Covid-19”.
Marion Muehlen, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha aggiunto che l’occasione del seminario è propizia per “incontrare alcuni tra i più autorevoli esponenti latinoamericani e italiani in ambito sanitario, per condividere idee, riflettere sulla salute e rafforzare i legami che ci uniscono nei nostri ambiti professionali”.
Il Segretario Tecnico Scientifico, Tatiana Ribeiro Viana, ha ringraziato tutti gli attori che hanno contribuito al buon esito dell’iniziativa e ha offerto un panorama delle attività che l’IILA ha promosso nel corso degli anni in ambito sanitario. L’evento si è articolato in cinque sessioni tematiche rispettivamente dedicate a Epidemiologia di Campo e One Health, Arbovirosi, Salute Mentale, Epidemic Intelligence / EBS e Sorveglianza Collaborativa e risk assessment. È stato previsto uno spazio dedicato a sessioni di incontri bilaterali nonché tavoli tematici per favorire lo scambio di esperienze e buone pratiche tra i paesi partecipanti. Il seminario si è concluso con una sessione finale in cui sono stati riassunti i risultati conseguiti anche in relazione alle possibili attività future che da questa attività possono svilupparsi. Al seminario hanno preso parte i rappresentanti di Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Paraguay e Uruguay mentre i rappresentanti di Argentina e Perù hanno partecipato da remoto.
Per l’Istituto Superiore di Sanità, hanno realizzato le sessioni di scambio e formazione Flavia Riccardo (Dipartimento di Malattie Infettive), Gemma Calamandrei (Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale), Martina Del Manso (Dipartimento di Malattie Infettive), e Marco Simonelli (Centro Nazionale Salute Globale), mentre per l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha partecipato ai lavori la Dott.ssa Marion Muehlen responsabile dell’Unità di rafforzamento delle competenze di epidemiologia di campo. (aise) 




Partito l’addestramento del futuro astronauta italiano Andrea Patassa

andrea patassa

andrea patassaL’avventura del futuro astronauta italiano Andrea Patassa è partita ieri da Colonia, Germania, nel Centro di addestramento dell’Agenzia spaziale europea (Esa) in cui affronterà il primo slot, della durata di due mesi, dedicato alla formazione. Al termine del percorso, Patassa arricchirà il corpo degli astronauti riservisti dell’Esa.

“Le prospettive per le missioni spaziali dei prossimi anni sono incredibili– spiega Patassa all’Agenzia Dire- sono qualcosa che non si vedeva da decenni, qualcosa di nuovo. Qualcosa di più lontano, con l’idea di rimanere”, sottolinea, pensando alla Luna e a Marte.

IL RIUSO DELLE RISORSE

Sul fronte delle ricadute per i terrestri delle scoperte nate grazie all’esplorazione spaziale, il futuro astronauta sottolinea l’importanza che rivestirà tutta “la tecnologia nuova”, come, per esempio, quella legata alle risorse. “Per vivere sulla Luna- argomenta Patassa- Ci sarà bisogno di un riutilizzo delle risorse. Questo già viene fatto sulla Iss, ma, sulla Luna, bisognerà pensare a come vivere senza rifornimenti né di energia, né di acqua, né di ossigeno. L’utilizzo delle risorse prevederà un riciclo, con tecnologie che potremo poi usare sulla Terra tutti i giorni, per vincere la sfida del secolo: quella del cambiamento climatico“.

LE MATERIE SCIENTIFICHE? BELLISSIME

Patassa, nato a Spoleto (Perugia) nel 1991, si è laureato in Scienze Aeronautiche a Napoli nel 2013, per poi conseguire un master. È pilota collaudatore sperimentale dell’Aeronautica Militare, con il grado di Capitano. Cosa pensa dei dati che indicano l’Italia come un Paese ancora bassamente formato nel campo scientifico? “In Italia il numero di persone che si affacciano al mondo scientifico è ancora basso, soprattutto per le ragazze. Ma il mondo delle materie scientifiche è bellissimo, eccezionale- risponde alla’Agenzia Dire- Un buon modo per avvicinare più persone è condividere, facendo divulgazione e raccontando quello che facciamo. Penso anche alle sfide dell’esplorazione spaziale, che non sono molto conosciute tra i giovani. Quando ne parlo nelle scuole, non se lo aspettano– spiega Patassa-, poi ne rimangono molto colpiti. Quest’attività fatta nel quotidiano da coloro che fanno parte nel mondo scientifico è la chiave di volta”.

L’ADDESTRAMENTO

Il primo slot dell’addestramento di Patassa terminerà il 13 dicembre. Con lui, Sara García Alonso (Spagna), Arnaud Prost (Francia), Amelie Schoenenwald (Germania) e Aleš Svoboda (Repubblica Ceca).

L’addestramento della Riserva di Astronauti coprirà moduli selezionati dal programma di addestramento di base di un anno dell’Esa, tipicamente completato dagli astronauti di carriera- spiegano dall’Agenzia- e fornirà ai membri della Riserva le competenze necessarie per supportare la futura esplorazione spaziale europea e la ricerca scientifica. L’addestramento della Riserva di Astronauti includerà competenze tecniche e operative di base, sistemi di veicoli spaziali e esercizi di sopravvivenza in acqua e in condizioni invernali per prepararsi a potenziali situazioni di emergenza.

Inoltre, riceveranno un addestramento iniziale per le passeggiate spaziali, inclusa l’immersione subacquea nella Neutral Buoyancy Facility (Struttura di Galleggiamento Neutro) dell’Esa. Questo addestramento subacqueo simula le condizioni di una passeggiata spaziale, permettendo agli astronauti di praticare come muoversi e operare al di fuori di un veicolo spaziale, ad esempio durante riparazioni critiche o l’installazione di attrezzature sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il secondo e ultimo gruppo di riservisti inizierà l’addestramento il 13 gennaio 2025. Tra loro ci sarà anche l’italiana Anthea Comellini.

Se gli aspetti tecnico-scientifici della preparazione per chi, magari, andrà sulla Luna o Marte, dovrebbero sovrapporsi a quelli destinati agli equipaggi diretti sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), Patassa si aspetta che “la parte psicologica cambierà. Certo, già sulla Iss gli astronauti sono confinati in spazi piccoli per mesi, in un ambiente stressante. Noi non ci siamo certo evoluti per vivere in microgravità“, ragiona Patassa, ma le missioni verso Luna e, soprattutto, Marte, “richiederanno sfide a livello psicologico importanti, con difficoltà sempre maggiori. Basti pensare che chi andrà su Marte non vedrà la Terra, come invece possono fare gli astronauti dalla Stazione”. Andare su Marte è “qualcosa che richiederà qualcosa di diverso- sottolinea Patassa- Già si stanno facendo studi in merito, sarà un’altra delle tantissime sfide”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Washington, al via la “Italy-US Tech Business & Investment Matching Initiative”

washington al via la italy us tech business and investment matching initiative

washington al via la italy us tech business and investment matching initiativeHa preso il via a Washington, presso l’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti, la “Italy-US Tech Business & Investment Matching Initiative”, prima giornata di lavori che dà ufficialmente inizio all’omonimo programma di sistema teso ad assicurare la cooperazione transatlantica a favore dello sviluppo dell’industria dell’innovazione in Italia e del suo contributo nel mondo.

Promosso da molteplici soggetti istituzionali e privati, a valle delle conclusioni della Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione, il programma è concepito per alimentare, grazie all’attività di matching agevolata dai soggetti pubblici e privati coinvolti, l’incontro e la collaborazione tra aziende italiane e statunitensi, favorendo partnership industriali e flussi di investimento per la reciproca crescita in settori strategici come, per il 2025, le scienze della vita e l’aerospazio, con un’attenzione specifica alle soluzioni industriali di intelligenza artificiale.

Il programma sul fronte italiano è promosso da Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, 14 Regioni italiane, Confindustria, Transatlantic Investment Committee (TIC) e Transatlantic Harmonic Foundation (THF). Sul fronte degli Stati Uniti, sono coinvolti: Dipartimento di Stato, Dipartimento del Commercio, organizzazioni rappresentanti di 18 Stati americani, Tech Hubs Organization, Select USA e la Camera di Commercio statunitense.

Evoluzione del lavoro svolto dal Transatlantic Investment Committee (TIC), con il supporto della Transatlantic Harmonic Foundation (THF), l’Italy-US Tech Business & Investment Matching Initiative si svolge in parallelo alla terza edizione del THF-TIC US Stakeholders’ Meeting.

Mariangela Zappia, Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, ha dichiarato: “Lo scorso anno l’interscambio Italia-USA ha superato i 126 miliardi di dollari; gli Stati Uniti sono la principale destinazione degli investimenti diretti all’estero dell’Italia, con oltre 65 miliardi di euro di stock raggiunti nel 2023 e gli investimenti americani in Italia hanno superato i 20 miliardi di euro. Come dimostrano questi dati, gli Stati Uniti sono di gran lunga il nostro principale partner commerciale fuori dall’UE. L’iniziativa di oggi offre una preziosa opportunità per rafforzare questa intensa cooperazione economico-commerciale – strategica per l’Italia – perché in molti casi gli Stati americani e le nostre Regioni detengono le chiavi per una collaborazione di successo, grazie alle loro competenze uniche e alla conoscenza delle realtà sul campo, oltre che alla loro capacità di creare occasioni di contatto.”

Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ha commentato: “Siamo lieti di essere presenti a questo importante evento che favorisce il matching tra imprese statunitensi e italiane con un focus mirato sull’innovazione. Un ambito per il quale il Friuli Venezia Giulia è stato classificato come Strong innovator da parte dell’Unione Europea, proprio per la propensione della nostra regione a favorire la contaminazione tra il mondo della ricerca scientifica e quello dell’impresa”.

Come osservato da Mauro Battocchi, Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: “L’Italia si distingue oggi come uno dei principali esportatori di beni a livello globale. Vanta la seconda base manifatturiera più grande d’Europa. Oltre metà delle sue esportazioni è legata ai settori della meccanica, delle tecnologie avanzate, della farmaceutica e della chimica. Inoltre, l’Italia è uno tra i Paesi dell’Unione Europea che registrano la crescita del PIL più rapida nel periodo post-pandemico. Questi dati evidenziano un forte potenziale per dare spinta agli investimenti reciproci tra Italia e Stati Uniti. Un esempio chiave di collaborazione è il settore biotech, dove si possono sviluppare alleanze strategiche sia in ambito di ricerca e sviluppo che in investimenti bilaterali. Tale cooperazione potrà poggiare sulle già solide relazioni tra i due Paesi, costruite nei decenni anche in ambito di sicurezza e difesa nazionale. Operiamo come “Sistema Italia”, in sinergia con partner pubblici e privati, per sfruttare appieno queste opportunità e promuovere una collaborazione ancora più stretta tra Italia e Stati Uniti.”

Secondo Amedeo Teti, Capo Dipartimento per le politiche per le imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: “Italia e USA sono partners strategici. Attualmente in Italia sono presenti 3.247 imprese a partecipazione statunitense, che danno lavoro a 399.652 dipendenti e generano un fatturato di oltre 199,2 miliardi di euro. Riteniamo che la collaborazione tra le istituzioni e le aziende dei due Paesi sia la chiave per creare un ecosistema comune dell’innovazione, in grado di valorizzare competenze e risorse in settori chiave come aerospace e life sciences. La scelta di un approccio local to local, consente di valorizzare la ricchezza e la specializzazione degli ecosistemi regionali. Intendiamo dare continuità nei prossimi mesi alla collaborazione bilaterale e siamo certi che il rafforzamento del partenariato industriale tra Italia e Stati Uniti favorirà un ulteriore aumento degli investimenti nel nostro Paese.”




La prima casa per gli astronauti sulla Luna sarà costruita in Italia

captura

captura“Noi vogliamo continuare a far sì che il nostro ecosistema spaziale mantenga la leadership, e come Sistema Italia stiamo assolutamente messi molto bene, siamo in prima linea. Basti pensare che uno, forse il più importante programma in questo momento su cui si sta lavorando, che è il ritorno dell’uomo sulla Luna per una prospettiva poi di colonizzazione o esplorazione di Marte, vede una serie di progetti già approvati, definiti, in cui l’industria italiana è leader e la prima casa per gli astronauti sulla Luna sarà costruita qui in Italia“. Lo spiega alla ‘Dire’ il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Teodoro Valente, a margine dello Iac, la fiera internazionale dell’aerospazio in corso a Milano.

Un altro esempio offerto da Valente riguarda il sistema di telecomunicazioni e navigazione che serve a far comunicare gli astronauti e a guidarli nei loro movimenti, per cui “è stato firmato proprio ieri un contratto che affida ad un’azienda italiana la prima responsabilità”.

agenzia Dire – www.dire.it




Washington: al via “Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative”

25was

25wasPrende il via a Washington, presso l’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti, l’“Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative”.
Il programma sul fronte italiano è promosso da Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, 14 Regioni italiane, Confindustria, Transatlantic Investment Committee (TIC) e Transatlantic Harmonic Foundation (THF). Sul fronte degli Stati Uniti, sono coinvolti Dipartimento di Stato, Dipartimento del Commercio, organizzazioni rappresentanti di 18 Stati americani, Tech Hubs Organization, Select USA e la Camera di Commercio statunitense.
Evoluzione del lavoro svolto dal Transatlantic Investment Committee (TIC), con il supporto della Transatlantic Harmonic Foundation (THF), l’Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative è un programma di sistema teso ad assicurare la cooperazione transatlantica a favore dello sviluppo dell’industria dell’innovazione in Italia e del suo contributo nel mondo.
Esso si svolge in parallelo alla terza edizione del THF-TIC US Stakeholders’ Meeting. Grazie all’attività di matching agevolata dai soggetti pubblici e privati coinvolti, l’Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative punta ad alimentare l’incontro e il dialogo tra Istituzioni e aziende italiane e statunitensi, favorendo partnership industriali e i flussi di investimento per la reciproca crescita in settori strategici come, per il 2025, le scienze della vita e l’aerospazio, con un’attenzione specifica alle soluzioni industriali di intelligenza artificiale.
“Lo scorso anno l’interscambio Italia-USA ha superato i 126 miliardi di dollari; gli Stati Uniti sono la principale destinazione degli investimenti diretti all’estero dell’Italia, con oltre 65 miliardi di euro di stock raggiunti nel 2023 e gli investimenti americani in Italia hanno superato i 20 miliardi di euro”, ha ricordato Mariangela Zappia, Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti. “Come dimostrano questi dati, gli Stati Uniti sono di gran lunga il nostro principale partner commerciale fuori dall’UE. L’iniziativa di oggi offre una preziosa opportunità per rafforzare questa intensa cooperazione economico-commerciale – strategica per l’Italia – perché in molti casi gli Stati americani e le nostre Regioni detengono le chiavi per una collaborazione di successo, grazie alle loro competenze uniche e alla conoscenza delle realtà sul campo, oltre che alla loro capacità di creare occasioni di contatto”.
Massimiliano Fedriga, Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, ha commentato: “siamo lieti di essere presenti a questo importante evento che favorisce il matching tra imprese statunitensi e italiane con un focus mirato sull’innovazione. Un ambito per il quale il Friuli Venezia Giulia è stato classificato come Strong innovator da parte dell’Unione Europea, proprio per la propensione della nostra regione a favorire la contaminazione tra il mondo della ricerca scientifica e quello dell’impresa”.
Come osservato da Mauro Battocchi, Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina, l’Italia “si distingue oggi come uno dei principali esportatori di beni a livello globale. Vanta la seconda base manifatturiera più grande d’Europa. Oltre metà delle sue esportazioni è legata ai settori della meccanica, delle tecnologie avanzate, della farmaceutica e della chimica. Inoltre, l’Italia è uno tra i Paesi dell’Unione Europea che registrano la crescita del PIL più rapida nel periodo post-pandemico. Questi dati evidenziano un forte potenziale per dare spinta agli investimenti reciproci tra Italia e Stati Uniti. Un esempio chiave di collaborazione è il settore biotech, dove si possono sviluppare alleanze strategiche sia in ambito di ricerca e sviluppo che in investimenti bilaterali. Tale cooperazione potrà poggiare sulle già solide relazioni tra i due Paesi, costruite nei decenni anche in ambito di sicurezza e difesa nazionale. Operiamo come “Sistema Italia”, in sinergia con partner pubblici e privati, per sfruttare appieno queste opportunità e promuovere una collaborazione ancora più stretta tra Italia e Stati Uniti”.
Secondo Amedeo Teti, Capo Dipartimento per le politiche per le imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, “Italia e USA sono partners strategici. Attualmente in Italia sono presenti 3.247 imprese a partecipazione statunitense, che danno lavoro a 399.652 dipendenti e generano un fatturato di oltre 199,2 miliardi di euro. Riteniamo che la collaborazione tra le istituzioni e le aziende dei due Paesi sia la chiave per creare un ecosistema comune dell’innovazione, in grado di valorizzare competenze e risorse in settori chiave come aerospace e life sciences. La scelta di un approccio local to local, consente di valorizzare la ricchezza e la specializzazione degli ecosistemi regionali. Intendiamo dare continuità nei prossimi mesi alla collaborazione bilaterale e siamo certi che il rafforzamento del partenariato industriale tra Italia e Stati Uniti favorirà un ulteriore aumento degli investimenti nel nostro Paese”. (aise) 




Dengue è la più grande epidemia di sempre: nel 2024 ha già superato i 12 milioni di casi

xr:d:dafalwbk s:3942,j:1497866888189237553,t:24022715

xr:d:dafalwbk s:3942,j:1497866888189237553,t:24022715

Il mondo è alle prese con la sua più grande epidemia di sempre. I casi di Dengue hanno raggiunto il numero più alto mai registrato nel 2023: 6,5 milioni di casi segnalati a livello globale. E il 2024 sembra destinato a veder raddoppiata questa cifra, con 12,4 milioni di casi finora, scrive il Guardian.

Gli scienziati descrivono un ambiente perfetto per la diffusione della malattia: le zanzare che diffondono il virus stanno beneficiando dell’aumento dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici; allo stesso tempo, gli alti tassi di obesità e altre condizioni di salute croniche stanno rendendo le persone più vulnerabili,

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che 4 miliardi di persone siano a rischio di dengue e virus correlati, cifra che salirà a 5 miliardi entro il 2050. La rapida diffusione degli ultimi anni è “una tendenza allarmante”, afferma il direttore generale dell’OMS, il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus.

La maggior parte dei casi di Dengue di quest’anno e dell’anno scorso si verificano in America Latina, con numeri elevati segnalati anche in alcune parti dell’Africa e del sud-est asiatico. Ma le infezioni stanno spuntando in tutto il mondo, anche nell’Europa continentale

Non esiste una cura vera e propria. La sperimentazione di un promettente antivirale sviluppato da Johnson & Johnson è stata interrotta all’inizio di questo mese. Il gruppo di Yacoub sta conducendo delle sperimentazioni per scoprire se gli antivirali riutilizzati già in uso per altre infezioni possano essere efficaci, e altri per vedere se le terapie che si concentrano sull’alterazione delle risposte immunitarie dei pazienti potrebbero aiutare. Spera di ottenere risultati entro i prossimi anni.

Esistono però due vaccini, già sul mercato. Ma uno, il Dengvaxia, è utile solo per le persone che sono state precedentemente infettate, altrimenti può aumentare il rischio di infezione grave. Ciò ne limita l’utilità, in particolare per le campagne di immunizzazione di massa. Il secondo, Qdenga, è visto come più promettente e viene utilizzato in Brasile per tenere sotto controllo i focolai.

Agenzia DIRE – www.dire.it