Sparkle inaugura Panama Digital Gateway

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downloadSparkle lancia Panama Digital Gateway (PDG), una stazione di approdo e connettività neutrale “Green” che ambisce a diventare l’hub digitale per tutto il Centro America, la regione andina e i Caraibi.

Panama Digital Gateway è un hub aperto di nuova generazione, il primo data center Green del Paese, dotato di tecnologie e infrastrutture all’avanguardia per soddisfare tutte le esigenze dei clienti. Situato a Corazal (Città di Panama), il nuovo edificio offre 5.500 metri quadrati di spazio per ospitare fino a 650 rack equivalenti e 3,5 MW di potenza scalabile.

Integrato con la dorsale globale di Sparkle – una rete in fibra che si estende per oltre 600.000 km attraverso l’Europa, l’Africa, le Americhe e l’Asia – Panama Digital Gateway è il punto di approdo di Curie, il sistema di cavi che collega la California al Cile con una diramazione a Panama sviluppato da Google e Sparkle, e si propone come punto di approdo per cavi sottomarini di prossima realizzazione alla ricerca di un approdo diversificato in America Centrale, rafforzando così il ruolo di Panama come hub digitale strategico tra Nord e Sud America.




Tajani alla conferenza globale contro le droghe sintetiche

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downloadIl Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha partecipato oggi alla videoconferenza di lancio della Coalizione Globale contro la minaccia delle droghe sintetiche, organizzata dal Segretario di Stato Usa Anthony Blinken. “È fondamentale essere sempre più uniti nella lotta contro le droghe, anche contro queste nuove sostanze che si stanno diffondendo a una velocità preoccupante”, ha affermato il Ministro degli Esteri Tajani.

“Sono sempre stato impegnato nella lotta contro le droghe, un impegno che ho portato avanti anche in Europa” ha aggiunto il Vicepremier. “L’abuso di sostanze ha un impatto profondo sui nostri giovani, sulle nostre famiglie, sulle nostre comunità”.

“Queste droghe sono poco costose e facilmente accessibili. L’età in cui i giovani iniziano a farne uso si sta purtroppo abbassando” ha osservato Tajani. “Dobbiamo agire lungo tre direttrici: la prima è l’educazione. Solo con l’educazione, in famiglia e a scuola, possiamo aiutare a prevenire che i giovani cadano nella trappola. La seconda è offrire modelli di vita sani, equilibrati, esemplari. La terza direttrice è diffondere i nostri valori, educare le nuove generazioni alla libertà ed al rispetto delle regole. È solo cambiando la mentalità delle persone che possiamo fare la differenza e ambire a raggiungere un mondo senza droghe”. “L’industria delle droghe genera un giro d’affari illegale enorme. Dobbiamo lavorare per combattere le organizzazioni criminali. Purtroppo è un’industria molto complessa da seguire: lo spazio cibernetico è la nuova dimensione in cui vincere la sfida contro la criminalità. Dobbiamo seguire i flussi di denaro. In questo il lavoro delle forze di sicurezza italiane è cruciale.”

Nel corso della video-conferenza, Tajani ha espresso il suo ringraziamento “per l’iniziativa condotta dal Segretario di Stato Blinken a nome del governo degli Stati Uniti”. “Questo incontro è l’inizio di un processo internazionale molto importante” ha proseguito il Vicepremier. “Siamo impegnati nella Coalizione, e la sosterremo anche durante la Presidenza italiana del G7 del prossimo anno”.




Lavorare da casa fa male alla salute?

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smart workingLo smart working fa bene alla salute? Se lo è chiesto il quotidiano statunitense ‘The Hill’ e la risposta non sembrerebbe lasciare spazio a dubbi: il lavoro a distanza, esploso negli ultimi anni a seguito della pandemia da Covid-19, rappresenta un rischio per la salute fisica e mentale.
Secondo i dati del Pew Research Center, infatti, tre anni dopo che l’arrivo del coronavirus ha innescato un esodo di massa dagli uffici, a marzo 2023 circa 22 milioni di americani stavano ancora lavorando completamente da remoto.
Il passaggio al lavoro a distanza ha cambiato la vita di molti lavoratori adulti, come coloro che hanno una disabilità o quanti si prendono cura dei propri familiari, mentre da alcuni sondaggi emerge che agli americani piace molto lavorare da casa. Ma farlo tra le mura domestiche, si legge sul ‘The Hill’, ha i suoi lati negativi. Il lavoro a distanza è stato infatti collegato a un sonno meno riposante, problemi di rilassamento e disturbi di salute mentale.
Nel 2008, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, circa il 31% delle persone di età pari o superiore a 15 anni era “insufficientemente attivo fisicamente”. Una crisi. secondo Ross Arena, professore di terapia fisica presso l’Università dell’Illinois, a Chicago, che sembra essere stata aggravata dalle restrizioni legate al Covid-19 e potenzialmente peggiorata proprio dallo smart working.
“A meno che i lavoratori remoti non facciano uno sforzo consapevole per fare attività fisica– ha ammonito Arena- essere sedentari durante il giorno li mette a rischio di ingrassare e aumentare la resistenza all’insulina, facendo crescere le probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari e diabete“.
Secondo un sondaggio realizzato da Upright nel 2022, il lavoratore remoto medio fa solo 16 passi dal letto alla propria postazione di lavoro e numerosi studi mostrano che questi lavoratori sono fisicamente meno attivi di quelli che, invece, lavorano in ufficio. Dallo stesso sondaggio emerge inoltre che il 54% dei lavoratori remoti e ibridi ritiene che il proprio movimento durante la giornata lavorativa si sia ridotto del 50% o più nell’ultimo anno.
Non è tutto. Un’analisi del 2021 della Standford University rileva che tra il 2007 e il 2016 il tempo medio trascorso da un adulto americano seduto è aumentato da 5,5 a 6,4 ore al giorno. Ad aprile 2020, il 40% degli adulti statunitensi sedeva più di otto ore al giorno.
Una preoccupazione associata a uno stile di vita prevalentemente sedentario sono i coaguli di sangue. Stare seduti troppo a lungo, riporta l’edizione on line del giornale americano, può aumentare le possibilità che una persona vada incontro a una trombosi venosa profonda o a un coagulo, che può quindi arrivare fino ai polmoni e causare un’embolia polmonare o un blocco della circolazione del sangue. Un’embolia polmonare può a sua volta impedire all’ossigeno di entrare nel flusso sanguigno, danneggiando gli organi. Per evitare coaguli di sangue, i sanitari incoraggiano le persone che lavorano da casa a rimanere idratate e ad alzarsi dalla scrivania e spostarsi ogni due o tre ore.
Il tempo in eccesso passato davanti allo schermo può, tra l’altro, peggiorare la vista e causare emicranie. Secondo un sondaggio condotto su 2.000 lavoratori a casa e ibridi, più della metà dei lavoratori a distanza ha riferito di aver riscontrato un aumento dell’affaticamento degli occhi durante il primo anno della pandemia.
Un sondaggio di All About Vision rileva, invece, che una persona che lavora da casa trascorre in media 13 ore al giorno davanti a uno schermo, che si tratti del proprio laptop, telefono o televisione, oltre due ore in più rispetto a quanto trascorre il lavoratore medio in loco fissando uno schermo. Lo stesso sondaggio mette in luce che il 68% di quanti lavorano da casa ha riportato nuovi problemi agli occhi o alla vista da quando ha iniziato lo smart working.
Lavorare da casa può inoltre facilitare lo sviluppo di cattive abitudini: se, infatti, per chi lavora in ufficio le opportunità di fumare sono limitate e gli spostamenti spesso impediscono alle persone di mangiare o bere qualcosa dopo il lavoro nel momento in cui finisce la giornata lavorativa, chi rimane a casa in smart working è certamente più tentato a fumare di più, bere maggiormente e fare numerosi spuntini durante il giorno. Fatto, quest’ultimo, che può portare a un aumento di peso indesiderato.
Nel 2021, secondo un sondaggio nazionale condotto dalla Sierra Tucson, centro di cura per la salute mentale in Arizona, un lavoratore statunitense su cinque ha infine ammesso di aver usato alcol, marijuana o altre droghe mentre lavorava a distanza. Il 22% ha inoltre affermato di aver partecipato a una chiamata di lavoro virtuale mentre era sotto l’effetto di alcol, cannabis o altre sostanze stupefacenti.

ag. Dire – www.dire.it




Il dolcificante aspartame provocherebbe il cancro

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downloadL’International Agency for Research on Cancer (Iarc), l’agenzia dell’Oms specializzata nella ricerca sul cancro, potrebbe presto classificare il dolcificante aspartame come “possibile cancerogeno per l’uomo”.

È quanto anticipa la Reuters sul proprio sito citando fonti anonime.
L’ufficializzazione della notizia è attesa per il prossimo 14 luglio, quando sarà resa disponibile la monografia Iarc dedicata all’aspartame e la valutazione sarà pubblicata sulla rivista Lancet Oncology.

È presente in numerosi prodotti, dalle bevande a cibi industriali fino ad alcuni farmaci. Una prima valutazione effettuata all’inizio degli anni Ottanta ne aveva confermato la sicurezza definendo la dose massima a 40 mg al giorno per chilo di peso corporeo.
A più di 40 anni di distanza giunge oggi la nuova valutazione dello Iarc per decidere sulla capacità della sostanza di favorire lo sviluppo di tumori. Il gruppo di lavoro si è riunito dal 6 al 13 giugno scorsi. Mentre in questi giorni (27 giugno-6 luglio 2023) è in corso la riunione di un diverso gruppo di lavoro Oms-Fao che dovrà decidere la dose sicura per la sostanza. “Le due valutazioni sono complementari”, afferma lo Iarc. “Ecco perché il risultato delle valutazioni sarà reso disponibile insieme”.
Il sistema di classificazione dell’agenzia dell’Oms prevede quattro categorie: il gruppo 1 è destinato alle sostanze per cui ci sono sufficienti prove di cancerogenicità; le sostanze inserite nei gruppi 2A (probabile cancerogeno) e 2B (possibile cancerogeno) sono considerate potenzialmente in grado di favorire lo sviluppo di tumori, ma con differenti livelli di forza delle prove scientifiche disponibili. L’ultimo gruppo è riservato alle sostanze per cui non siano disponibili prove di cancerogenicità.
Secondo l’anticipazione Reuters, l’aspartame sarebbe stato inserito nella categoria dei ‘possibili cancerogeni’, in cui, al momento sono presenti 322 sostanze. (ANSA).




Targato Italia il primo volo sub-orbitale della Virgin

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185647026 6758fe44 66db 4367 ab25 74e6e83e9135È targato Italia il primo volo spaziale commerciale della Virgin Galactic, la compagnia fondata dal magnate inglese Richard Branson nel 2004: il volo sub-orbitale Galactic 01 ha portato a un’altitudine di 80 chilometri sopra il deserto del New Mexico due ufficiali dell’Aeronautica militare e un ricercatore del Cnr che hanno potuto condurre 13 esperimenti in condizioni di microgravità.

Si tratta della seconda missione completata con successo da Virgin Galactic in meno di due mesi e la compagnia ha confermato che ad agosto lancerà la seconda missione Galactic 02 per astronauti privati che dovrebbe aprire la strada a voli a cadenza mensile. Una svolta per una compagnia che da 20 cercava di affermarsi nella dimensione spaziale.

“Si apre una nuova era di accesso ripetibile e affidabile allo spazio per passeggeri e ricercatori privati”, ha commentato l’ad, Michael Colglazier. I biglietti per il tour, della durata di circa un’ora e mezza, dovrebbero costare 450.000 dollari, circa 400.000 euro.

La navetta Vss Unity è stata lanciata insieme al suo aereo madre, il Vms Eve, da uno spazioporto nello stato americano del New Mexico, e si è sganciata a un’altitudine di 14 chilometri per iniziare un breve volo completo prima di rientrare alla base, dopo 75 minuti. Gli esperimenti condotti riguardano termofluidodinamica, biomedicina e sviluppo di materiali innovativi e sostenibili in condizioni di microgravità.

“Sono molto orgoglioso di aver partecipato a questa missione”, ha detto il comandante della missione, il colonnello Walter Villadei dell’Aeronautica Militare, “questa collaborazione innovativa proietta l’Italia nella nuova era del volo spaziale commerciale come apripista, promuovendo l’innovazione e aprendo la strada a ulteriori miglioramenti tecnologici in questo dominio strategico”. Era italiano anche il pilota dello spazioplano, il comandante Nicola Pecile, ex pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare che ora lavora per Virgin Galactic.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni si e’ congratulata per “un traguardo che rappresenta un validissimo esempio di collaborazione istituzionale e una prima tappa verso lo sviluppo nella nostra nazione del volo suborbitale” e ha sottolineato come Aeronautica militare e Cnr abbiano “operato efficacemente e in sinergia a supporto dell’Italia”. “Lo spazio e’ dominio strategico di cui la Difesa e’ protagonista”, ha twittato il ministro della Difesa, Guido Crosetto.




Santo Domingo. Sibillino accordo tra Cedimat e l’Ambasciata italiana

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356634339 663466299158098 8253724743097180347 nLa clinica CEDIMAT (Centro Diagnostico di Medicina Avanzata e Telemedicina) sul suo canale  Instagram, annuncia di aver siglato con la nostra Ambasciata di Santo Domingo “un accordo con l’obiettivo di rafforzare i legami di cooperazione per garantire ai cittadini italiani l’ottenimento di strutture mediche, oltre a contribuire e incoraggiare stili di vita più sani, insieme al benessere e alla prevenzione delle malattie. L’alleanza – dice il lapidario comunicato – è stata siglata da Milagros Ureña, Direttore del CEDIMAT e Stefano Queirolo Palmas, Ambasciatore d’Italia”.

Nessun altro dettaglio sul tipo di accordo, sui benefici per i nostri connazionali della Repubblica Dominicana… Mistero.

Ancor più concisa la nota che l’Ambasciata italiana di Santo Domingo pubblica nella sua pagina Facebook: “Convenzione con il Centro Medico Cedimat, partner dell’Università di Bologna – vi si legge – con l’obiettivo di estendere la fruizione di un’assistenza medica di qualità agli espatriati”.

Quale accordo? Quale convenzione? Che tipo di assistenza? Ci chiediamo.

Ai posteri…

 




La NASA festeggia l’arrivo dell’estate con una foto dalla Sicilia

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Il 21 giugno 2023 segna l’inizio del solstizio d’estate, dando il via libera alla stagione più calda dell’anno: la Nasa ha scelto di salutarlo pubblicando una foto italiana, realizzata da due astrofotografi italiani, Marcella Giulia Pace e Giuseppe De Donà, nella bellezza della campagna ragusana di Gatto Corvino. Lo scatto mostra il percorso apparente del Sole dall’ora di mezzogiorno fino al tramonto, nei giorni degli equinozi e dei solstizi rivelando le varie altezze che più raggiungere il Sole durante l’anno alle latitudini ragusane.

“Per convenzione – spiegano gli astrofotografi illustrando la foto che la Nasa pubblica qui: https://apod.nasa.gov/apod/ap230621.html – ci appropriamo del movimento apparente del Sole senza dimenticare che è la Terra a muoversi rispetto alla nostra Stella. Il Sole quindi, nei vari giorni dell’anno, compie una apparente traiettoria circolare attorno ad un osservatore terrestre, il quale ne vedrà solo una parte: quella che percorre il Sole quando si trova sopra l’orizzonte visibile.

La durata del giorno e della notte è identica

Il giorno dell’Equinozio il Cerchio di declinazione è visibile esattamente per metà. In questo giorno la durata del Dì e della Notte sarà identico. Il giorno del Solstizio d’Inverno, la maggior parte del Cerchio di Declinazione è sotto l’orizzonte, vediamo così, solo l’apice del Cerchio di Declinazione che mostra il tragitto del Sole come una curva perfetta che ci dice quanto poco stazioni il Sole nei nostri cieli in quel giorno.

Il giorno del Solstizio d’Estate la maggior parte del Cerchio di Declinazione resta sopra l’orizzonte. La linea Sinusoidale molto curva all’orizzonte al tramonto è come se accompagnasse il Sole che sta nuovamente preparandosi a sorgere dopo circa 9 ore”.

Non è la prima volta che un’immagine di Marcella Giulia Pace viene proposta tra le foto del giorno dell’agenzia spaziale americana a rappresentare il Solstizio d’estate. Accadde nel 2019 con un’immagine ripresa ancora da Gatto Corvino con l’analemma, il percorso apparente del sole in un anno (https://apod.nasa.gov/apod/ap190621.html). “La nostre foto dimostrano come scienza, arte e bellezza della natura – aggiungono Pace e Donà – possono fondersi per creare un risultato straordinario!”.

agi.it




Il bagno dopo il pasto. Quanto aspettare?

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downloadAlzi la mano chi non è cresciuto con nelle orecchie l’ammonimento di mamma e papà (o di chi ne faceva le veci in spiaggia): “Bisogna aspettare tre ore prima di fare il bagno dopo aver mangiato”. E alzi la mano chi ha odiato quel tempo interminabile passato sulla sabbia arroventata o sul lettino sotto l’ombrellone ad annoiarsi mentre ‘i grandi’ ingannavano l’attesa con sonore pennichelle o sonnolente partite a carte al bar dello stabilimento. Bene, per anni ci hanno preso in giro: quella delle tre ore di attesa è poco più che una credenza popolare. Una sorta di monito ancestrale con cui sempre loro, ‘i grandi’, cercavano una spiegazione per costringere gli altri – ‘i piccoli’ – a stare lontani dall’acqua mentre serenamente cedevano al sonnellino postprandiale senza l’obbligo di tenere d’occhio la prole perché non affogasse tra i flutti.  I rischi ci sono o no? Ma davvero non è rischioso fare il bagno dopo aver mangiato?  La risposta è che non esistono prove scientifiche che colleghino l’annegamento all’aver pranzato poco prima. In verità il processo della digestione o della sua interpretazione varia da genitore a genitore ma anche dalla quantità di cibo ingerito durante il pranzo. Pertanto l’intervallo può durare dai 30 minuti alle 2 ore.

Ma la domanda che ci si pone è, a ogni stagione di vacanze al mare: cosa può succedere se ci si immerge in anticipo? Il nome della minaccia è noto: blocco della digestione. E se questa viene interrotta, dice la saggezza popolare, puoi affogare. Vero o falso? C’è chi dice che tuffarsi in acqua dopo che non si ha ancora digerito può portare ad avere dei crampi che, in quanto paralizzanti o semi tali, possono portare all’annegamento. Si possono paralizzare braccia e gambe. Prove scientifiche e leggende Ma non esistono prove scientifiche di queste affermazioni, che appaiono più che altro come una credenza popolare. Tanto più che una ricerca scientifica sulla materia pubblicata nel 2011 sull’International Journal of Aquatic Research and Education, afferma che “non sono stati registrati casi in cui mangiare prima di nuotare abbia causato o contribuito ad annegamenti fatali o non fatali”. Insomma, una falsa mitologia. Al pari di una leggenda metropolitana. Semmai, secondo Jesús Sueiro, portavoce dell’Associazione galiziana di medicina di famiglia e di comunità (Agamfec), la questione “ha più a che fare con lo shock termico, con l’entrare improvvisamente in acque molto fredde. È un collasso circolatorio, si verifica ipotensione o un calo della pressione sanguigna, una sorta di sincope. Possono verificarsi vertigini, persino vomito e, se sei in acqua in quel momento, può causare annegamento a causa della perdita di coscienza”, spiega lo specialista. Un consiglio? Entrare sempre con cautela, lentamente e progressivamente. E lasciando che il corpo si acclimati un po’ alla volta il rischio è già bello che eliminato.

Della Scuola Spagnola di Soccorso e Primo Soccorso, il suo direttore Alberto García Sanz sottolinea che si possono distinguere due diversi fenomeni. Ciò che comunemente chiamiamo “riduzione della digestione” è in realtà una cattiva digestione, spiega.  Pertanto, “quando abbiamo mangiato, l’apparato digerente ha bisogno di una maggiore concentrazione di sangue e ossigeno, il che ci rende assonnati, ad esempio. Così nel cervello c’è meno apporto. Se svolgiamo un’attività fisica, quello che stiamo facendo è che i gruppi muscolari che agiscono in quell’attività avranno bisogno anche di un apporto di ossigeno e sangue e aumenteranno la frequenza respiratoria e cardiovascolare. A scapito di cosa? A scapito di tale attività digestiva”, afferma.  Meglio fare piano

Insomma qui invece l’acqua non c’entra niente: qualsiasi attività fisica a stomaco pieno può causare disturbi gastrointestinali, nausea, vomito o vertigini. Se questo ci accade mentre corriamo, non succede nulla; se stiamo nuotando, possiamo affogare. Ma il colpevole è il cambiamento di temperatura e non la digestione, si fa notare.

Riassumendo: in questo fenomeno, che ci costringe ad aspettare dopo aver mangiato prima di fare il bagno, ci sono in realtà tre fattori che interagiscono: temperatura, attività fisica e cibo. Il primo è di per sé un rischio: se entriamo improvvisamente in acqua fredda dopo aver trascorso molto tempo al sole o dopo aver fatto esercizio fisico, cioè se la nostra temperatura corporea è elevata, lo shock termico è maggiore e può causare la sincope. Questo potrebbe succedere anche a noi se ci facciamo una doccia fredda dopo aver fatto sport, ma qui il pericolo più grande sarebbe “che ci prendiamo una botta se perdiamo conoscenza”, spiega García Sanz.

Cosa c’entra il cibo? La questione del cibo entra pertanto in gioco quando la si mette in relazione con l’attività fisica. “La raccomandazione generale è di non fare esercizio fisico dopo aver mangiato (ecco perché gli atleti mangiano diverse ore prima di una partita o di una gara) o qualsiasi cosa che possa causare stress fisiologico, e ciò includerebbe l’ingresso in acqua improvviso e uno shock termico quando il l’acqua è fredda. Ed è considerata fredda al di sotto dei 24ºC più o meno”, afferma Luis Miguel Pascual, capo di una ricerca sulle cause dell’annegamento.

Ovvero, “se entri in acqua subito dopo aver mangiato, ma non c’è molta differenza di temperatura tra l’acqua e il corpo o lo fai progressivamente, e la tua intenzione è solo quella di immergerti e non fare nessun tipo di attività fisica, ci non ci sarebbero rischi. E al di là di quelli normali quando si è in acqua”, osserva El Paìs. Ma basta parlare di blocco della digestione. In ogni caso è sempre consigliato entrare in acqua progressivamente. Mai di colpo e tuffandosi.

agi.it




Basta pillola blu. Arriva Eroxon, il gel per la disfunzione erettile

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downloadUn gel topico unico nel suo genere per il trattamento della disfunzione erettile, chiamato Eroxon, è stato autorizzato per la commercializzazione come farmaco da banco negli Stati Uniti, secondo la società farmaceutica Futura Medical, che ha sviluppato il prodotto. La società ha annunciato che la Food and Drug Administration degli Stati Uniti ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per la vendita da banco del gel, che per la società è il primo trattamento topico per la disfunzione erettile disponibile senza la necessità di una prescrizione negli USA.

“Ogni novità come questa è benvenuta da una società come la Sia che si occupa del benessere e delle terapie più adatte per l’uomo – ha commentato Alessandro Palmieri, Presidente della Società Italiana di Andrologia (Sia) – ma è difficile potersi pronunciare in via definitiva prima di avere letto tutti gli studi e di avere l’approvazione europea”.

La FDA ha confermato che a Eroxon è stata concessa una classificazione “de novo”, un indizio della considerazione del gel come un prodotto del tutto nuovo. “La FDA ha fissato uno standard molto elevato nella valutazione dell’efficacia e della sicurezza dei dispositivi medici classificati come de novo. Sono lieto che abbiamo raggiunto questo standard “, ha dichiarato James Barder, amministratore delegato di Futura Medical, in un comunicato stampa .Secondo quanto riportato dalla CNN Eroxon sarebbe già disponibile in Belgio e nel Regno Unito.

Nel Regno Unito, una confezione da quattro di Eroxon costerebbe circa 24,99 dollari, ha detto un portavoce di Futura Medical.“Non abbiamo ancora dettagli specifici sui prezzi USA poiché il prezzo sarà determinato in ultima analisi dal partner che lancerà Eroxon negli Stati Uniti”, ha aggiunto il portavoce. Anche la tempistica di quando Eroxon sarà disponibile sugli scaffali dei negozi negli Stati Uniti dipende da quel partner, ma alcuni analisti finanziari prevedono che il prodotto potrebbe essere lanciato nel 2025.

Un foglio illustrativo del prodotto indica che il gel viene fornito in un tubo monodose e deve essere applicato sulla testa del pene per 15 secondi prima del rapporto sessuale. I materiali di marketing per il prodotto affermano che può aiutare gli utenti a ottenere un’erezione entro 10 minuti dall’applicazione.

“Molti pazienti non vogliono terapie sistemiche – aggiunge Palmieri – con pillole o iniezioni, ma appunto qualcosa di locale come uno spray un gel o una lozione che tra l’altro con il massaggio contribuisce anche a una prima fase nei preliminari, entrando a far parte del gioco e dell’attività sessuale”. “Nel caso dell’Eroxon – prosegue – si tratta di un gel a base di etanolo che agisce in genere come vasodilatatore, ma come dicevo è necessario attendere una più approfondita disamina degli studi.”

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Santo Domingo. Scerra: “Confermato nostro compromesso per diminuire il deficit di sangue nella RD”

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354078094 128082666969105 1050229025237275785 nAtto di Celebrazione de Giorno Mondiale del Donatore di Sangue. La cerimonia si è svolta ieri nel Club Banreservas.
“Abbiamo avuto l’occasione di confermare il nostro compromesso per diminuire il deficit di sangue in Repubblica Dominicana con il Dr. Pedro Sing, Direttore Hemocentro Nacional (a sinistra nella foto) – afferma Massimiliano Scerra, promotore del Club Donatori Italiani –  Il Dr. Sing, si identifica molto con i Club di Donatori, tra cui quello di Italiani per il quale assicura pronunciarsi pubblicamente nei prossimi giorni.
Allo stesso modo è cominciata l’interessante conversazione con il Vicepresidente di ARS Banreservas, Modesto Sánchez (a destra), per la confezione di polizze assicurative mediche per italiani over 65 anni, in modo da offrire ancora più alternative ai nostri connazionali”.