La prima immagine del James Webb Telescope e le altre che arriveranno

Sembra un quadro, ma in realtà è una foto che ha già fatto storia. L’ammasso di galassie SMACS 0723, una regione celeste visibile dall’emisfero australe, è la prima foto scattata dal James Webb Telescope mostrata in anteprima dal presidente americano Joe Biden durante un evento alla Casa bianca. “I dati presentati dal presidente Biden sono la dimostrazione che è valsa la pena di aspettare tutti questi anni. Le capacità di James Webb sono molte volte superiori a quelle che qualsiasi telescopio da terra può ottenere oggi o nel prossimo futuro.
La sua specialità è vedere nell’infrosso, cioè alle lunghezze d’onda che ci permettono di osservare le galassie più lontane dell’universo, oppure nel cuore delle nebulose in cui nascono nuovi pianeti e le nuove stelle. Zone dell’universo che neanche l’Hubble Space Telescope o i telescopi da terra possono osservare”.
Lo dice Adriano Fontana, responsabile della divisione nazionale abilitante dell’astronomia ottica ed infrarossa dell’INAF.
IL SATELLITE PIÙ COMPLESSO MAI LANCIATO NELLO SPAZIO
James Webb “è con ogni probabilità il satellite astronomico più complesso che sia mai stato lanciato nello spazio. Oltre allo specchio, composto da segmenti perfettamente allineati tra di loro, James Webb è dotato di 4 strumenti straordinariamente sofisticati, ognuno dei quali ha molte configurazioni e modalità operative- sottolinea Fontana- Un’altra cosa straordinaria dimostrata dai dati rilasciati ieri notte è che questi strumenti stanno funzionando perfettamente, meglio di quanto si aspettassero i progettisti. Che un oggetto così complesso sia stato lanciato nello spazio e funzioni perfettamente a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, e alla temperatura di soli 40 gradi dallo zero assoluto, è davvero uno straordinario risultato tecnologico. Scientificamente, i dati aprono una nuova finestra su un’epoca della storia dell’universo che non è ancora stata esplorata. Grazie alla potenza di James Webb, siamo in grado di osservare galassie la cui luce ha viaggiato per quasi tutta l’età dell’Universo prima di giungere a noi. In questo modo, possiamo vedere l’universo come era poco tempo dopo il Big Bang, quando le sue prime stelle si formavano nelle galassie che si affacciavano sull’universo giovane.
L’aver puntato il telescopio su un ammasso di galassie ci ha permesso di sfruttare l’effetto di amplificazione della luce – un effetto previsto dalla relativà generale di Einstein – per rendere visibili gli oggetti molto distanti che sono dietro l’ammasso stesso. Questi dati – e altri analoghi – ci permetteranno di studiare nel dettaglio come si sono formate le prime galassie, e anche di studiare il mistero della materia oscura che domina l’ambiente dell’ammasso” conclude. SMACS 0723 in realtà è stata spesso oggetto di osservazione da parte di altri telescopi, ma nessuno era mai riuscito a immortalarla con questa definizione. Si tratta di un enorme ammasso di galassie a circa quattro miliardi di anni luce dalla Terra che viene usato dagli astronomi come lente per amplificare la luce delle altre galassie che vi si celano dietro e che, senza la sua luce, sarebbero troppo poco luminose per essere viste.
IN ARRIVO 12 FOTO VISIBILI SUI CANALI DELL’ESA
Si tratta solo di un’anteprima delle 12 foto che verranno mostrate oggi pomeriggio, alle 16.30, in diretta sui canali dell’Esa. Ma cosa vedremo oggi pomeriggio? Come detto sono 12 foto, fra queste troveremo:
La Nebulosa Anello, nota anche come M57 o NGC 6720, una delle più famose nebulose planetarie distante circa 2000 anni luce dalla Terra con un diametro di circa due anni luce e visibile nella costellazione boreale della Lira. La Nebulosa Carina, una distesa di stelle e gas che include alcuni dei sistemi stellari più massici e potenzialmente esplosivi della Via Lattea. Il Quintetto di Stephan, il primo gruppo di galassie, scoperto nel 1877 dall’astronomo francese Édouard Stephan, che si trova nella costellazione del Pegaso a circa 290 milioni di anni luce dalla Terra. Nebulose, esopianeti, asteroidi, galassie lontane o di nuova formazione, sono tutti obiettivi scelti per mostrare le capacità del nuovo telescopio che riesce a vedere l’Universo sulle frequenze dell’infrarosso.
ag Dire – www.dire.it


Il razzo Vega-C, una versione rinnovata e più potente del vettore italiano Vega, sarà lanciato nello spazio per la prima volta mercoledì dalla base di Kourou nella Guyana francese, un progetto europeo essenziale in un mercato satellitare in rapida espansione.
Arriva la prima pillola che promette di annullare gli effetti negativi dell’eccesso di alcol. A un giorno dal lancio nel Regno Unito, le scorte sono già tutte esaurite.
Preservativi lavati e riutilizzati per evitare di spendere troppo a comprarne sempre di nuovi. sarebbe una tendenza, ahimè molto pericolosa, di cui sempre più spesso i giovani sono protagonisti. A parlarne, durante un’intervista con l’agenzia Dire, è stato professor Salvo Caruso, ginecologo e Presidente della Federazione Italiana di Sessuologia Scientifica (FISS), che abbiamo incontrato per un’intervista a tutto campo sulle infezioni sessualmente trasmesse e i giovani.
Un nuovo trattamento contro il long Covid, per recuperare memoria, gusto e olfatto, persi da donne e uomini di tutto il mondo che in questi ultimi due anni hanno contratto il virus. E’ il protocollo ‘Di Stadio’, dal nome della scienziata italiana che lo ha inventato, una terapia che combina la riabilitazione olfattiva con una molecola anti-neuroinfiammazione, PEA-LUT, in grado di agire sul controllo delle alterazioni del sistema nervoso centrale. Il trattamento, sperimentato, è ormai diffuso negli ospedali italiani e anche all’estero, tra Stati Uniti, Spagna e Germania. Consente di tornare a sentire odori e sapori, con un recupero delle funzioni olfattive nel 92% dei casi (miglioramento) e un ritorno al normale olfatto in oltre il 50% dei casi, come spiegato nella pubblicazione su “Current Neuropharmacology”.
E’ stato sviluppato un nuovo metodo per diagnosticare il morbo di Alzheimer tramite una semplice scansione cerebrale. A riuscirci gli scienziati dell’Imperial College di Londra, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Nature Communications Medicine per descrivere i risultati del loro lavoro. Il team, guidato da Eric Aboagye, ha elaborato una tecnica in grado di utilizzare la tecnologia dell’apprendimento automatico per esaminare le caratteristiche strutturali del cervello, analizzando anche delle regioni che precedentemente non erano associate alla forma di demenza.
L’impossibilità di stare in piedi su una gamba per 10 secondi a metà o in tarda età è legata a un rischio quasi raddoppiato di morte per qualsiasi causa entro i prossimi 10 anni. A dirlo, una ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine condotta dai ricercatori della Clinimex Medicina do Exercicio, Rio de Janeiro, in Brasile.
Ieri, l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) ha annunciato i nomi dei 27 imprenditori e innovatori promettenti candidati ai premi EIT 2022. Tra loro quest’anno ci sono due italiani.
Si chiama Lac-Phe, è una molecola che potrebbe combattere l’obesità riducendo l’assunzione di cibo e la sensazione di fame. A delineare questa interessante prospettiva gli scienziati del Baylor College of Medicine e della Stanford School of Medicine, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Nature per rendere noti i risultati del loro lavoro.
Restituire l’udito con la luce. La prima