Chi nasce in inverno vive più a lungo

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unnamedAGI – Le persone che nascono in inverno tendono ad essere associate a un’aspettativa di vita di circa tre mesi più elevata rispetto ai nati in estate. Questa curiosa relazione emerge da uno studio, pubblicato sul Journal of the Royal Statistical Society, condotto dagli scienziati dell’Università di Valencia, che hanno valutato il legame tra il giorno di nascita e la durata media della vita.

Il team, guidato da Jose M. Pavìa e Josep Lledo’, ha considerato anche le ripercussioni di questa correlazione sulla gestione dei sistemi pensionistici e delle compagnie assicurative.

Il gruppo di ricerca ha analizzato più di 180 milioni di eventi demografici, esaminando le probabilità di morte per ogni età e trimestre tenendo conto della stagione di nascita. Gli studiosi hanno valutato i dati raccolti dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE) dal 2005 al 2008, che contenevano informazioni su nascite, decessi, emigrazioni e immigrazioni verificatesi in Spagna durante il periodo considerato. Come spiegazione di questo fenomeno, gli autori ipotizzano che chi nasce in estate risulta esposto a condizioni ambientali più difficili nei tre trimestri successivi, dovendo affrontare l’autunno, l’inverno e la primavera, mentre chi nasce in inverno sembra andare incontro a giorni più caldi e sereni nei nove mesi successivi alla nascita. Stando ai risultati degli esperti, l’effetto si riscontra sia nelle donne che negli uomini.

Il lavoro dimostra inoltre che, sebbene sia diminuita significativamente, la probabilità di morte nei primi giorni di vita è ancora considerevole. In Spagna, ad esempio, la mortalità infantile associata al primo trimestre è simile a quella di una persona di 65 e 70 anni rispettivamente per uomini e donne. “L’aspettativa di vita e la probabilità di decesso non dipendono unicamente dall’età delle persone – affermano i ricercatori – ma anche dal periodo dell’anno in cui si compiono gli anni”.

Per gran parte delle fasce d’età, in inverno si registrano i tassi di mortalità più elevati. Solo nelle coorti appartenenti alla fascia d’età tra i 20 e i 30 anni la probabilità di decesso sembra più alta in estate, probabilmente a causa dei comportamenti a rischio dei giovani durante le vacanze. “Affrontare questo tema – concludono – offre nuove possibilità per migliorare i sistemi di calcolo delle aspettative di vita associate a una persona, con possibili ripercussioni sulla gestione dei servizi pensionistici, sulla pianificazione degli interventi di salute pubblica e sulle valutazioni dei piani assicurativi”.




Gli under 30 guariti dal Covid hanno bassi livelli di anticorpi

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unnamedAGI – Le persone giovani sono più a rischio di contrarre l’infezione una seconda volta dopo esserne guariti: questa la principale evidenza di un’analisi condotta dall’UPMC Children’s Hospital di Pittsburgh e dalla University of Pittsburgh su giovani adulti guariti da forme lievi o moderate di COVID-19, pubblicata su medRxiv (pre- peer review).

“Molte persone pensano di non doversi vaccinare perchè sono già guarite dal COVID-19”, commenta John Alcorn, Ph.D., professore di pediatria presso l’Università di Pittsburgh School of Medicine e UPMC Children’s Hospital di Pittsburgh. “Il nostro studio suggerisce che alcuni pazienti, soprattutto i giovani, non hanno una memoria anticorpale particolarmente buona dopo l’infezione. Per loro, il rafforzamento immunitario con la vaccinazione è fondamentale”. Durante l’infezione SARS-CoV-2, il nostro sistema immunitario produce anticorpi specifici per neutralizzare il virus, e cellule B di memoria che permangono nel flusso sanguigno contribuendo a respingere una seconda infezione originata dallo stesso agente patogeno. Lo studio ha coinvolto 173 pazienti di età compresa tra i 19 e i 79 anni, guariti da diverse settimane da forme lievi o moderate della malattia. Le analisi di laboratorio hanno dimostrato che gli anticorpi erano in grado di neutralizzare il virus, e che livelli di anticorpi più alti erano associati a una maggiore attività neutralizzante.

I ricercatori hanno, inoltre, osservato come il livello di anticorpi nei pazienti non dipendesse dal tempo trascorso dall’infezione. Quando i ricercatori hanno suddiviso i partecipanti in diversi gruppi di età, è emerso qualcosa di sorprendente: i pazienti sotto i 30 anni producevano livelli di anticorpi più bassi rispetto a tutti gli altri gruppi di età. “Alcune persone, in particolare i giovani, non rispondono particolarmente bene in termini di memoria immunitaria. Queste persone potrebbero non essere sufficientemente protette da una seconda infezione”, spiega Alcorn.  “Ma ora abbiamo uno strumento – i vaccini – che può indurre risposte immunitarie e aumentare la protezione. Questo studio aggiunge ulteriore evidenza alla raccomandazione che anche le persone guarite da COVID-19 dovrebbero farsi vaccinare”.

Studi precedenti avevano dimostrato che la gravità della malattia è correlata a livelli di anticorpi più alti, per cui i ricercatori hanno ipotizzato che la bassa risposta anticorpale negli under 30 fosse legata all’aver contratto una forma più lieve del virus rispetto ai pazienti più anziani.

Per convalidare questa ipotesi, il team ha analizzato le cartelle cliniche dei pazienti. Utilizzando la durata della malattia come riferimento per determinarne la gravità, i ricercatori hanno notato che le persone di età inferiore ai 45 anni risultavano essere meno malate dei pazienti più anziani. “Ma, anche se under 30 e le persone tra 31 e 45 anni hanno presentato livelli di gravità della malattia simili e la stessa durata dei sintomi, i livelli di anticorpi erano significativamente diversi tra le due categorie”, commenta ancora Alcorn. “Questi risultati suggeriscono che la gravità della malattia potrebbe influenzare il livello di protezione di una persona, ma non spiega tutto”.

Alcorn e il suo team hanno in programma di seguire gli stessi pazienti per misurare la variazione dei livelli di anticorpi neutralizzanti su un periodo di tempo più lungo; poichè alcuni pazienti dello studio sono stati nel frattempo vaccinati, i ricercatori potranno confrontare anche i livelli di anticorpi in coloro che sono immunizzati rispetto a chi non lo è.




Cosa sappiamo della variante sudafricana

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172645088 8571136a 1dcb 46a6 b748 fbf7605c471bAGI – La nuova variante del Coronavirus che minaccia il mondo è la B.1.1.529. E’ stata individuata in Sudafrica e Botswana ed è già arrivata a Hong Kong, in Israele e in Belgio, secondo quanto riportano i media. Si tratta di una variante che ha una insolita frequenza di mutazioni: secondo Christian Lindmeier, portavoce dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 100 le sequenze rilevate finora.

Questa caratteristica preoccupa perché aumentano le probabilità che il virus possa aggirare la risposta del sistema immunitario, hanno avvertito gli scienziati. In un briefing, Maria Van Kerkhove, responsabile dell’unità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicata al Covid-19, ha spiegato che “non sappiamo molto di questa variante ancora. L’unica cosa che sappiamo che ha un alto numero di mutazioni. E la preoccupazione è che quando ci sono così tante mutazioni ci può essere un impatto sul modo in cui il virus si comporta”.

“E’ una variante che desta grande preoccupazione a livello internazionale, una variante che può rappresentare un rischio sostanziale per la salute pubblica“, ha affermato il ministro della Salute britannico, Sajid Javid. Il suo collega tedesco, Jens Spahn, ha sottolineato che occorre agire il prima possibile: “Tutte le decisioni che non prendiamo adesso per ridurre i contatti richiederanno misure ancora più drastiche fra due o quattro settimane”.

Il premier israeliano, Naftali Bennett, ha convocato una riunione di emergenza con i vertici della Sanità per fare il punto della situazione. “Siamo a un passo dall’emergenza, dobbiamo agire con forza e presto”, ha detto Bennett in una nota diffusa dal suo ufficio.

I Paesi che hanno imposto restrizioni

Regno Unito, India, Israele, Giappone, Italia, Spagna, Germania e Repubblica Ceca sono alcuni dei Paesi che hanno già imposto restrizioni ai voli con diversi Paesi africani, fra cui il Sudafrica, la Namibia, il Botswana, il Mozambico e la Zambia. L’Oms ha tuttavia chiesto di adottare un “approccio scientifico e basato sul rischio” effettivo.

Una riunione degli esperti dell’organismo è in corso a Ginevra. L’Oms deve decidere quanto considerare la nuova variante preoccupante, ma in ogni caso ci vorranno “diverse settimane” per determinare con certezza qual è il suo livello di contagiosità, quanto sono efficaci i vaccini e le terapie esistenti.

L’Oms, ha spiegato il portavoce, sta lavorando in stretto contatto con i ricercatori sudafricani. Le misure “base” come l’uso della mascherina, la ventilazione degli ambienti, le distanze e l’igiene delle mani restano le più importanti contro i contagi, ha aggiunto il portavoce dell’Oms mentre la riunione è in corso.

Il colosso farmaceutico Pfizer, che ha sviluppato il vaccino anti-Covid con BioNTech, ha reso noto che sta studiando da vicino la nuova variante e che avrà dati certi al più tardi fra due settimane. A quel punto, ha spiegato un portavoce al quotidiano tedesco Bild, sarà in grado di dire se il suo vaccino è efficace o se occorre modificarlo.




Covid, scoperta la ‘porta d’ingresso’ nelle cellule umane

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laboratorio studio afpArriverà dalla ricerca scientifica italiana una nuova strategia di precisione per ostacolare l’infezione del coronavirus e la sua rapida diffusione tra le cellule, destinata a essere la base di un nuovo farmaco, per il quale è già stato depositato un brevetto. La strada che condurrà al farmaco ha preso avvio dallo studio promosso da Istituto Italiano di Tecnologia, Scuola Superiore Sant’Anna di Oisa, Università degli Studi di Milano, ora pubblicato sulla rivista “Pharmacological Research”, organo della “International Union of Basic and Clinical Pharmacology”.

Gli scienziati Paolo Ciana (Università degli Studi di Milano, docente di Farmacologia), Vincenzo Lionetti (Scuola Superiore Sant’Anna, docente di Anestesiologia), Angelo Reggiani (Istituto Italiano di Tecnologia, ricercatore senior and principal investigator in farmacologia) si sono interrogati sulla possibilità di prevenire il progressivo avanzamento dell’infezione da parte di qualsiasi variante di Sars-CoV-2, bloccando il recettore Ace2, ovvero la ‘porta’ che il coronavirus usa per entrare nelle cellule umane. Per questo scopo, gli scienziati hanno brevettato un nuovo approccio, il primo tassello di quello che diventerà un farmaco, basato sull’uso di un aptamero di Dna, ovvero un breve filamento oligonucleotidico, capace di legarsi in modo specifico al residuo K353 di Ace2 rendendolo inaccessibile alla proteina spike di qualsiasi coronavirus.

I tre inventori, insieme a collaboratrici e collaboratori, hanno già identificato due aptameri anti K353, quelli capaci di inibire in modo dose-dipendente il legame della proteina virale spike all’Ace2 umana e così prevenire in modo efficace l’infezione delle cellule.

“Grazie a questo studio – commentano gli scienziati – sarà adesso possibile sviluppare un nuovo approccio terapeutico di precisione per prevenire contrarre l’infezione da Covid-19 in forma grave, senza stimolare il sistema immunitario o avere effetti collaterali importanti correlati ai più famosi farmaci costituiti da anticorpi monoclonali o altre proteine terapeutiche. In questo senso, infatti, le potenziali tossicità degli acidi nucleici come farmaci sono di gran lunga inferiori rispetto ad altri farmaci innovativi come gli anticorpi monoclonali o altre proteine terapeutiche”.

ADN KRONOS




Diversità nutrizionale: dalla giungla di Panama il modello dietetico che sta facendo il giro del mondo

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paradise Un team di ricerca biologica a Panama ha rilevato un miglioramento delle prestazioni atletiche in ogni categoria e caso utilizzando un nuovo sistema di dieta ad alta prestazione detto “dieta della diversità nutrizionale“.

Questo nuovo concetto rivoluzionario utilizza fonti di nutrizione completamente nuove. Nulla viene dal negozio di alimentari e c’è un consumo minimo di sessanta specie utili per una buona salute, in contrapposizione alle moderne formule e fonti dietetiche, vere e proprie ricette per sviluppare malattie.

Il primo passo fondamentale secondo il team è di ottenere almeno sessanta diverse specie di alimenti insieme e nessuna di queste può provenire dai moderni supermercati o dall’agricoltura. Raccomandano il metodo delle scienze agrarie altamente diversificato noto come Permacultura. Consigliano di andare direttamente dal piccolo agricoltore. Nello specifico, si tratta di formulare da otto a dieci piccoli pasti al giorno, in un programma dietetico che utilizza molta più varietà di quella disponibile oggi attraverso la distribuzione comune delle merci.

La prima cosa da notare è che la troupe di ricercatori e atleti ha un altissimo livello di energia ed entusiasmo. I loro livelli di energia sono aumentati già dal primo giorno e il sesto giorno anche la crescita di capelli e unghie accelera.

Si sentono pieni di salute e vigore, per via della grande energia e personalità dell’equipaggio, dell cosiddetto “Giardino degli Dei” e della loro dieta rivoluzionaria.

nddiet (2)Tuttavia non sono gli unici al mondo, esistono molte Permaculture in tutta Europa e anche in Italia.

Questi botanici hanno scoperto che i primati mangiano centinaia di cibi diversi ogni giorno. Hanno osservato che i primati possono arrampicarsi, presentare un’eccellente salute sia fisiologica che dentale, un alto livello di forza e immunità e hanno la capacità di vivere in ambienti ostili. Hanno continuato a osservare tratti simili in altri animali selvatici e hanno ricercato questa somiglianza tra tutta la fauna selvatica, utilizzando un intervallo mediano basato su dimensioni e peso, alcune considerazioni specifiche sui primati e dati dei test delle prestazioni complessive; hanno trovato un minimo di sessanta specie di cui gli esseri umani hanno bisogno per una salute e prestazioni ottimali.

Secondo il team di Panama, i moderni sistemi agricoli sono tossici non solo per noi ma per la natura che ci circonda, in particolare per le popolazioni di insetti impollinatori. Le specie autoctone lavorano in modo armonico con migliaia di specie diverse per la salute e il benessere ecologico. Il team di ricerca ha presentato i dati delle loro scoperte all’agenda di rimozione del carbonio di Elon Musk.

Brandon Eisler, il leader della tribù afferma che ciò che questo modello nutrizionale ha avuto effetti sorprendenti su disturbi come il morbo di Chron, la colite, il diabete, e che migliorerebbe naturalmente qualsiasi problema, promuovendo la guarigione e tutte le prestazioni; creatività, lavoro, palestra, vita sessuale. Tutti in palestra nel David Fitness Center della provincia di Chiriqui conoscono questo ragazzo e possono testimoniare le sue prestazioni di “livello superiore”.

Panama è un paradiso incredibile e anche sicuro.

Brandon Eisler spiega che qui, entro dieci gradi dall’equatore c’è il più alto tasso di crescita tropicale, ed è anche la zona di purificazione planetaria gravitazionale, non toccato dal clima dell’emisfero settentrionale e meridionale. Secondo Brandon, ex specialista in difesa della guerra chimica, biologica e radiologica, schierato con il conflitto della ricerca di armi di distruzione di massa dell’era 2005 in Iraq, se dovesse verificarsi un’esplosione nucleare contaminante in uno dei due emisferi planetari, i modelli meteorologici ritorneranno verso i rispettivi sondaggi intorno ai dieci gradi senza entrare in questa regione. Ha aggiunto che questi principi cosmici erano anche la ragione della sicurezza di Panama City che si trova proprio in riva al mare e ha raccomandato il nuovissimo spettacolare Museo della Biodiversità.

Mentre Brandon trascorre la maggior parte del suo tempo ad allenarsi con i clienti atleti della città, la sua squadra lavora diligentemente nella fattoria nell’affascinante destinazione di vacanza dell’isola caraibica di Bocas del Toro, e ha anche una squadra in Costa Rica, composta da alcune delle persone migliori e più intelligenti che abbia mai incontrato in vita sua.

Il team attualmente fa coaching online per la dieta e per le prestazioni atletiche, offrendo vantaggi incredibili.

“Vedi, la natura ci dà strutture, schemi e pratiche in slow motion su come funziona davvero la nostra biologia e questo include i nostri corpi”.

Brandon infine lavora anche nell’agricoltura, aiutando altre persone ad avviare la propria agricoltura tropicale.




Boston. Un entusiasmante negozio online al femminile per soddisfare ogni esigenza di self-care

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unnamedhappybeingwell.com sta catturando l’attenzione delle donne che fanno acquisti online per la cura di sé. Le clienti apprezzano la moda di alto livello e il comfort dei leggings activewear, maschere facciali 100% organiche e prodotti da bagno biologici, tutto comodamente in un unico negozio online. happybeingwell.com offre oltre mille prodotti che le donne amano usare per le loro pratiche di cura di sé. Happybeingwell.com offre una vasta gamma di prodotti tra cui candele biologiche, oli essenziali, saponi naturali, deodoranti naturali, cristalli e molto altro.

Immagina quando fai acquisti online in un negozio al dettaglio con una vasta gamma di categorie di prodotti che vanno dalla cura della pelle, mazze da hockey, pannolini per bambini con ogni tipo di prodotto e marchio immaginabile. È molto dispersivo! Chi cerca di  venderti di tutto, non si specializza in niente.

Grazie a happybeingwell.com, le donne non devono più sperimentare questo scenario. E’ stato fondato nel 2020 da Rita Farruggia, origini italiane sia dai nonni materni che paterni.

Happybeingwell.com presenta alle clienti prodotti di altissima qualità di cui non immaginavano neanche l’esistenza. Alcune clienti sono deliziate dal poter avere il loro cristallo preferito sotto forma di ferma libri in cristallo, piatti da cucina in cristallo, sottobicchieri in cristallo, portacandele in cristallo e tappi per bottiglie di cristallo. E questi sono solo alcuni dei prodotti che amplificano il sentirsi bene, nella mente, nel corpo, nello spirito e nella casa, comprese le bellissime rose stabilizzate.

Selezionare i migliori prodotti per la cura di sé è una dei pilastri di happybeingwell.com.

La fondatrice, Rita Farruggia, afferma: “Trovare prodotti davvero fantastici che siano biologici e che soddisfino al meglio le nostre esigenze di cura di sé è sempre stata una sfida per me, in particolare la cura della pelle, e i leggings alla moda unici e altamente performanti durante i movimenti, con un elastico che non cede nel tempo. Sono una persona che ama la cura di sé per la salute, il benessere e la bellezza nel comfort della propria casa, che si tratti di prodotti per il fitness, trattamenti per il viso o lunghi bagni. In passato, dovevo recarmi in diversi negozi per acquistare tutti i miei prodotti per la cura di sé, conoscerli tramite gli amici o ascoltarli negli spettacoli televisivi o nelle pubblicità delle riviste. È sempre stata un’esperienza casuale, quindi ho deciso di raccoglierli tutti in un unico posto per le donne che amano prendersi cura di se stesse e dell’ambiente domestico risparmiando tempo, denaro e sapendo che stanno ricevendo i giusti prodotti per la cura di sé e per la casa per soddisfare le loro voglie e desideri.

Happybeingwell.com è un mercato di e-commerce che fornisce accesso a oltre 1000 prodotti per la cura personale di alta qualità per le donne. La spedizione è gratuita in tutti gli Stati Uniti.

Per maggiori informazioni www.Happybeingwell.com




Il segreto dell’aroma del caffè 

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unnamedAGI – Un gruppo di piccole molecole contribuisce alla sensazione che il caffè restituisce in bocca. Lo hanno scoperto gli scienziati della Ohio State University (OSU), che hanno presentato i risultati del loro lavoro durante la riunione dell’American Chemical Society (ACS) Fall 2021.

Il team, guidato da Brianne Linne e Devin Peterson, ha infatti identificato i composti responsabili dell’effetto e dell’aroma caratteristici del caffè.

Gli esperti sottolineano che questi dati potrebbero essere utili per regolare le condizioni di lavorazione e tostatura di qualità pregiate della bevanda.

“Sappiamo che il caffè può avere un impatto importante in termini di stimoli e percezioni – osserva Christopher Simons della OSU – tradizionalmente si pensava che fosse a causa di zuccheri e lipidi, ma abbiamo scoperto che in realtà l’aroma e il gusto della bevanda dipendono dalla presenza di piccole molecole”.

Gli autori hanno esaminato quattro diversi caffè, coinvolgendo otto assaggiatori esperti per illustrare le sensazioni che caratterizzavano ogni qualità. “Abbiamo utilizzato quattro sub-attributi tattili – spiega Simons – gessosità, pienezza in bocca, astringenza e spessore. Abbiamo scoperto che l’acido 3- e 4-caffeilchinico sono associati alla pienezza dell’aroma, mentre alcuni composti della melanoidina, formati dalla reazione di Maillard durante la tostatura, conferiscono al caffè l’astringenza. La gessosità è stata invece correlata a un amminoacido”.

Gli scienziati ipotizzano la presenza di recettori in bocca che potrebbero essere responsabili della diminuzione della sensazione di pienezza. “Queste conoscenze – commenta Peterson – potrebbero rivelarsi utili per coltivatori e produttori, che potrebbero modulare le loro coltivazioni sulla base delle preferenze dei consumatori. Sarà utile anche capire come le condizioni di crescita dei chicchi di caffè e le temperature di tostatura influenzino i composti”.




Horizon Europe si presenta ad Australia e Nuova Zelanda

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horizone ue oz nzBRUXELLES\ aise\ – Horizon Europe è il principale programma di finanziamento dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione, con un budget di 95,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027. Possono partecipare ai progetti anche Paesi extra-europei, a determinate condizioni. È il caso di Australia e Nuova Zelanda, alle quali saranno dedicati tre eventi per illustrare il progetto e favorire lo sviluppo di collaborazioni con i Paesi Europei.
“Horizon Europe for Australia & New Zealand” è il titolo dell’iniziativa che raccoglie i tre incontri, formali di alto profilo organizzati da EURAXESS Australia e Nuova Zelanda in collaborazione con le Delegazioni dell’Unione Europea in Australia e in Nuova Zelanda.
L’obiettivo è quello di fornire una panoramica di Horizon Europe in particolare a dottorandi, ricercatori post-dottorato o già affermati, uffici di supporto alla ricerca universitaria e di relazioni internazionali e istituti di ricerca, nonché attori aziendali e del settore, australiani, neozelandesi ed europei inertessati ad avviare collaborazioni.
L’evento di lancio di Horizon Europe si terrà la mattina del 24 agosto e sarà aperto dai saluti del rappresentante dell’Unione Europea in Australia, Michael Pulch. Interverranno poi, fra gli altri, Maria Cristina Russo, direttore per la Cooperazione Internazionale della DG Ricerca e Innovazione della Commissione Europea, Carmela Cutugno, funzionario per la Cooperazione Internazionale per Australia e Nuova Zelanda della stessa DG, e Fabio Spadi, capo della sezione Politica, Stampa e Informazione della Delegazione dell’Ue in Australia.
Chiuderà i lavori Nina Obermaier, rappresentante dell’Unione Europea in Nuova Zelanda.
A questo primo evento seguiranno un Horizon Europe Info Day, il 23 e 27 settembre, e un Horizon Europe Proposal Writing Camp, il 6 e 7 ottobre.
Per partecipare e per ulteriori informazioni si può consultare questo link. (aise)




WhatsApp, da oggi foto e video scompaiono dopo la visione

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whatsapp foto effimereLa conferma è arrivata via Twitter: la funzione View Once è stata inclusa nell’aggiornamento dell’app per iOS e Android. Da oggi, quindi, su WhatsApp è foto e video scompariranno dopo la visione, ovviamente a patto di attivare l’apposita opzione. Dopo l’aggiornamento ai messaggi effimeri, la società di Mark Zuckerberg introduce una nuova caratteristica che mira a offrire agli utenti un controllo ancora maggiore della loro privacy.

Più controllo sulla privacy e sulle condivisioni

“Fare foto e video con il telefono è diventato importante nella nostra giornata, ma non è necessario che tutte le condivisioni in formato digitale rimangano registrate in modo permanente”: con queste parole WhatsApp introduce sul proprio blog la nuova funzione. “Molto spesso fare una foto significa occupare spazio in galleria per un periodo di tempo indefinito, ed è per questo che oggi presentiamo questa nuova funzione: foto e video visualizzabili una volta“.

Grazie alla nuova opzione, i file spariscono dalla chat una volta aperti, offrendo così agli utenti un controllo ancora maggiore della loro privacy.

In questo modo sarà possibile evitare situazioni imbarazzanti o a rischio, come quando si condividono magari immagini in cui si provano alcuni capi in un negozio e si chiede consiglio a una persona amica, o vengono inviati di fretta dati sensibili, come una password Wi-Fi. Come per tutti gli altri messaggi personali inviati su WhatsApp, anche i file multimediali visualizzabili una volta sono protetti con crittografia end-to-end, in modo che WhatsApp non possa vederli.

Come funziona View Once di WhatsApp

Questi messaggi verranno inoltre segnalati in modo chiaro con la nuova icona che indica “una volta sola”. Una volta che il file multimediale è stato visualizzato, apparirà in chat come “messaggio aperto” e, come scritto prima, non saranno salvati nelle Foto o nella Galleria del destinatario. Per tutti i dettagli vi rimandiamo alla FAQ sul sito ufficiale di WhatsApp, mentre qui di seguito vi mostriamo, come esempio, come funziona su Android.

Apri una chat individuale o di gruppo.

Tocca Allega, quindi tocca:

Fotocamera per scattare una nuova foto o registrare un nuovo video con la fotocamera. I video registrati tramite WhatsApp non possono superare i 16 MB

Galleria per selezionare una foto o un video presenti sul telefono

Tocca 1.

Tocca Invia.

Nella chat vedrai la voce Messaggio aperto dopo che il destinatario ha visualizzato la foto o il video.

Aprire file multimediali con l’opzione visualizza una volta

Tocca il messaggio con 1.

Visualizza la foto o il video.

Scorri o tocca Indietro per uscire dalla schermata di visualizzazione di file multimediali.

Nella chat vedrai la voce Messaggio aperto per i file multimediali che hai già visualizzato. Uscendo dalla schermata di visualizzazione dei file multimediali, non sarà più possibile rivedere i file né segnalarli a WhatsApp, e non saranno salvati nel rullino foto.

Da webnews.it




Decifrati i gruppi sanguigni dei Neanderthal e dei Denisovani

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unnamedLe analisi del gruppo sanguigno di tre esemplari Neanderthal e un uomo di Denisova avvalorano le ipotesi sulle origini africane degli ominidi, la dispersione eurasiatica e gli incroci con l’Homo sapiens. Questi, in estrema sintesi, i risultati di uno studio, pubblicato sulla rivista Plos One, condotto dagli scienziati dell’Università di Aix-Marseille e del Centre national de la recherche scientifique (CNRS) e del French Blood Establishment (EFS), che hanno esaminato i gruppi sanguigni degli ominidi per ricostruire le loro origini.

Neanderthal e Denisovani erano presenti in tutta l’Eurasia da 300 a 40mila anni fa, e nonostante gli sforzi di sequenziamento del genoma, esistono ancora diversi interrogativi riguardo le due specie ominidi.

Il team ha considerato sette gruppi sanguigni noti, che comprendono le combinazioni di A, B, zero e Rh. Si riteneva infatti che i Neanderthal fossero caratterizzati univocamente dal gruppo sanguigno zero, ma i ricercatori hanno scoperto un’intera gamma di variabilità A, B e zero. Nella specie è stato anche identificato un unico allele Rh assente negli esseri umani moderni.

I risultati, spiegano gli autori, supportano la teoria del mescolamento genetico tra Neanderthal e umani moderni. Gli esperti hanno anche evidenziato una bassa diversità genetica e la possibilità che questi antichi ominidi fossero suscettibili alle problematiche dovute all’incompatibilità del gruppo Rh in gravidanza. Questo implica che alcune madri Neanderthal che portavano in grembo i figli di Homo sapiens o Denisovani potrebbero essere state soggette a una serie di complicazioni di tipo ematico.

Questi indizi, concludono gli scienziati, supportano l’ipotesi che la bassa diversità genetica e il basso tasso di successo riproduttivo possano aver contribuito alla scomparsa della specie Neanderthal.

AGI.IT